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Influenza e virus respiratori, Pregliasco: “Vaccini fondamentali per proteggere i più fragili”

15 October 2026 at 17:07

Influenza, Covid e prevenzione: l’intervista a Fabrizio Pregliasco sui rischi della stagione invernale, sull’importanza delle vaccinazioni e sulle nuove sfide sanitarie

Con l’arrivo della stagione autunnale e invernale torna alta l’attenzione sulle infezioni respiratorie, dalla influenza stagionale al Covid-19, fino ai virus che possono provocare complicanze soprattutto nei soggetti più fragili. Quali rischi dobbiamo aspettarci, quanto conta la prevenzione vaccinale e come affrontare il crescente problema dell’antibiotico-resistenza?

A questi interrogativi risponde il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Un approfondimento che, partendo dalle prospettive della stagione influenzale, affronta anche il tema della preparazione alle future pandemie e dell’importanza di una corretta informazione sanitaria.

L’intervista del Prof. Placido Bramanti (Affaritaliani) al Prof. Fabrizio Pregliasco

Influenza stagionale, rischi e prevenzione

Professor Pregliasco, con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, quali virus dobbiamo aspettarci e come possiamo proteggerci?

Come spiega il professor Fabrizio Pregliasco, durante la stagione invernale circolano diversi virus respiratori, tra cui quello influenzale, il virus respiratorio sinciziale e il metapneumovirus. “Nelle persone giovani e in buona salute queste infezioni provocano generalmente sintomi lievi. Negli anziani e nei soggetti fragili, invece, possono causare complicanze importanti, aggravando patologie preesistenti“. Le previsioni indicano una stagione di media intensità, con circa 12-14 milioni di italiani colpiti dalle infezioni respiratorie, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche. Pregliasco ricorda inoltre che la vera influenza si distingue per febbre elevata a esordio brusco, sintomi respiratori e dolori muscolari o articolari, mentre le forme più lievi sono spesso provocate da altri virus.

Qual è l’impatto di queste infezioni e quali sono le categorie maggiormente a rischio?

I bambini sono tra i più colpiti, anche per la minore esperienza immunologica. Nei più piccoli, il virus respiratorio sinciziale può provocare la bronchiolite, contro la quale oggi sono disponibili anticorpi monoclonali a scopo preventivo. I rischi maggiori riguardano però anziani e pazienti con patologie croniche. “Si stimano tra i 10 e i 15 mila decessi legati alle complicanze dell’influenza, soprattutto per sovrainfezioni e aggravamento di malattie cardiovascolari e respiratorie“. Nei periodi più critici dell’inverno, inoltre, i ricoveri ospedalieri tra gli anziani possono aumentare del 15-20%, contribuendo alla pressione sui pronto soccorso.

Quanto è importante la prevenzione e quale ruolo svolgono i vaccini?

La vaccinazione è fondamentale per ridurre il rischio delle forme gravi, soprattutto nelle persone vulnerabili. “Non disponiamo di vaccini contro tutti i virus respiratori, ma abbiamo strumenti efficaci per prevenire molte complicanze“. Pregliasco richiama l’attenzione anche sul Covid-19, ancora pericoloso per i soggetti fragili, raccomandando di valutare sia il vaccino antinfluenzale sia quello contro il Covid, somministrabili nella stessa seduta. “Nei pazienti fragili è importante effettuare il test Covid in presenza di sintomi respiratori: una diagnosi tempestiva consente, quando indicato, di intervenire con antivirali come il Paxlovid, riducendo il rischio di complicanze“.

Vaccini ed esitazione vaccinale

Quanto sono utili i test per distinguere influenza e Covid-19 e quali vaccini sono più indicati?

Secondo Pregliasco, i test diagnostici sono particolarmente importanti per i soggetti fragili e per chi li assiste, così da limitare la trasmissione del Covid-19. Per le comuni infezioni virali, il trattamento è generalmente sintomatico. “È importante evitare l’uso improprio degli antibiotici, che non sono efficaci contro i virus“. Il professore evidenzia inoltre la scarsa adesione vaccinale: “Tra gli ultrasettantacinquenni la copertura antinfluenzale è intorno al 50%, mentre i richiami contro il Covid-19 nelle persone a rischio sono sotto il 10%“. Per anziani e soggetti fragili sono disponibili vaccini antinfluenzali potenziati, con adiuvante MF59 o ad alto dosaggio, capaci di stimolare una risposta immunitaria più efficace. La scelta va effettuata con il medico in base alle caratteristiche del paziente.

Da cosa dipende la diffidenza verso i vaccini e come si può migliorare la sensibilizzazione?

Pregliasco osserva che, dopo la pandemia, è aumentata la sfiducia verso le vaccinazioni, anche a causa delle fake news diffuse sui social. Un fenomeno che coinvolge anche vaccini consolidati, contribuendo alla ricomparsa di malattie come il morbillo. “Accanto a una minoranza di no-vax ideologici, esiste una fascia più ampia di persone esitanti, che sottovaluta i rischi dell’influenza perché in passato l’ha superata senza conseguenze“. Il problema riguarda soprattutto chi, dopo i 60-65 anni, sviluppa patologie croniche senza percepire l’aumento della propria vulnerabilità. Per il professore, è fondamentale una comunicazione scientifica trasparente, che illustri benefici e possibili effetti avversi dei vaccini: “Occorre distinguere i rischi reali dalle fake news, aiutando le persone a compiere scelte consapevoli“.

Vaccinazioni complementari e antibiotico-resistenza

Esistono ulteriori vaccini per proteggere i polmoni? Possono essere somministrati insieme all’antinfluenzale?

Pregliasco sottolinea l’importanza del vaccino antipneumococcico, che protegge dalle infezioni causate dallo Streptococcus pneumoniae, tra i principali responsabili delle polmoniti batteriche. “L’influenza può indebolire le difese dell’organismo e favorire sovrainfezioni batteriche. Vaccinarsi contro lo pneumococco offre quindi un’ulteriore protezione, soprattutto ai soggetti fragili“. La vaccinazione antinfluenzale può essere l’occasione per programmare anche quelle contro Covid-19, pneumococco ed herpes zoster, nell’ambito di un piano vaccinale personalizzato.

È possibile effettuare più vaccini nella stessa seduta oppure è necessario attendere tra una somministrazione e l’altra?

Secondo Pregliasco, due o tre vaccini possono essere somministrati contemporaneamente, in sedi differenti, senza necessariamente aumentare gli effetti indesiderati. “Esistono alcune precauzioni per determinati vaccini vivi attenuati, ma generalmente non riguardano le vaccinazioni raccomandate agli anziani“. Quando opportuno, le somministrazioni possono essere distribuite in appuntamenti successivi, senza intervalli obbligatori per i vaccini considerati.

Quali rischi comporta l’uso eccessivo degli antibiotici e come possiamo contrastare l’antibiotico-resistenza?

Pregliasco richiama l’attenzione sull’abuso di antibiotici, spesso prescritti anche per infezioni virali o assunti autonomamente dai pazienti. “Gli antibiotici non agiscono contro i virus e non devono essere utilizzati preventivamente per evitare eventuali sovrainfezioni batteriche“. Una complicanza batterica può manifestarsi dopo un apparente miglioramento dell’infezione, con un nuovo peggioramento dei sintomi. In questi casi, il medico può ricorrere, quando indicato, a esami microbiologici e all’antibiogramma per individuare la terapia appropriata. È fondamentale, inoltre, rispettare dosi e durata della prescrizione, senza interrompere o prolungare autonomamente il trattamento. “L’antibiotico è come la lama di un coltello: ogni utilizzo improprio rischia di comprometterne l’efficacia. Ma mentre un coltello può essere affilato, un antibiotico contro il quale i batteri hanno sviluppato resistenza può diventare inutilizzabile“.

Contagio e rischio di nuove pandemie

Quando una persona con l’influenza può considerarsi non più contagiosa e tornare alla normale vita sociale?

Pregliasco spiega che la contagiosità può iniziare già uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi e proseguire durante la malattia. “Finché persistono sintomi respiratori, soprattutto tosse e starnuti, può esserci ancora un rischio di contagio. I farmaci antinfiammatori e sintomatici alleviano i disturbi, ma non eliminano l’infezione né riducono la contagiosità“. Il professore raccomanda quindi il riposo, quando possibile, per favorire il recupero ed evitare di esporre altre persone al contagio.

Qual è la sua valutazione sul piano pandemico italiano e sulla capacità di affrontare nuove emergenze sanitarie?

Pregliasco esprime preoccupazione per alcune posizioni politiche che rischiano, a suo giudizio, di indebolire la cooperazione sanitaria internazionale e la preparazione alle future pandemie. “Il Covid-19 ci ha insegnato l’importanza dello scambio tempestivo di informazioni tra Paesi. La collaborazione internazionale è indispensabile per affrontare emergenze che non conoscono confini“. Pur riconoscendo una maggiore capacità di risposta del sistema sanitario italiano dopo la pandemia, il professore sottolinea la necessità di rafforzare prevenzione e coordinamento.

“Prima del Covid-19 temevamo soprattutto virus influenzali come H5N1. Oggi parliamo di patogeno X, cioè della possibilità che una nuova pandemia sia provocata da un agente infettivo ancora sconosciuto“. La densità della popolazione mondiale, la rapidità degli spostamenti internazionali e i conflitti possono favorire la diffusione delle infezioni, rendendo necessaria una pianificazione preventiva. “Le pandemie hanno attraversato tutta la storia dell’umanità. Dobbiamo prepararci prima dell’emergenza, investendo nella ricerca, nella prevenzione e nella collaborazione internazionale“.

Il confronto con il professor Fabrizio Pregliasco ha permesso di approfondire temi di grande rilevanza per la salute pubblica, dalla prevenzione delle infezioni respiratorie all’importanza delle vaccinazioni, fino ai rischi legati all’antibiotico-resistenza e alla necessità di prepararci alle future emergenze sanitarie. Ne emerge un messaggio chiaro: la prevenzione, un’informazione scientifica corretta e una maggiore consapevolezza dei cittadini rappresentano strumenti fondamentali per tutelare la salute, soprattutto delle persone più fragili.

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Richiami alimentari, ritirati vitello tonnato e tramezzini per rischio listeria e allergia: i lotti

14 October 2026 at 14:22

Il Ministero della Salute e diverse catene della grande distribuzione hanno segnalato nuovi richiami precauzionali dedicati a prodotti alimentari di largo consumo.

Le allerte riguardano un lotto di vitello tonnato a marchio Portami Via venduto da Eurospin per rischio microbiologico e un lotto di tramezzini a marchio Coop per la presenza di un allergene non dichiarato in etichetta. Controllare le confezioni acquistate è fondamentale per evitare potenziali rischi per la salute.

Richiamo Vitello tonnato Portami Via (Eurospin)

Il Ministero della Salute ha diffuso un avviso di richiamo per un lotto di vitello tonnato commercializzato da Eurospin Italia S.p.A. a causa della presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Di seguito i dettagli del prodotto interessato:

  • Denominazione di vendita: Vitello tonnato gr. 180
  • Marchio del prodotto: Portami Via
  • Lotto di produzione: L260/26
  • Data di scadenza: 13/10/2026
  • Formato: vaschetta da 180 g
  • Produttore: A.M.M.53 Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gioberti 36, Spresiano (TV)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: IT M2V1X UE

Vitello tonnato ritirato

La causa del ritiro è la contaminazione da Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi. L’infezione può causare disturbi gastrointestinali e febbre o evolvere in forme invasive più gravi (come meningiti o setticemie) soprattutto in soggetti fragili, anziani, persone immunodepresse e donne in gravidanza. Si ricorda che la Listeria è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione.

Richiamo Tramezzini Prosciutto cotto/Gamberetti (Coop)

Coop ha disposto il richiamo precauzionale di un lotto di tramezzini a proprio marchio per un errore di confezionamento ed etichettatura che comporta un grave rischio per i soggetti allergici.

I dati per identificare la confezione coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Tramezzini Coop Prosciutto cotto
  • Marchio del prodotto: COOP
  • Lotto di produzione: A-269-F
  • Data di scadenza: 31/10/2026
  • Formato: confezione da 150 g
  • Produttore: Riva Alimentari Uniti Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gaggio 43, Nibionno (LC)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: UE IT D1T8V

Tramezzini ritirati

All’interno delle confezioni etichettate come “Tramezzino COOP Prosciutto cotto 150g” sono stati erroneamente inseriti tramezzini ai gamberetti. Di conseguenza, l’ingrediente crostacei non è indicato nella lista degli allergeni. I soggetti allergici o intolleranti ai crostacei non devono assolutamente consumare il prodotto. Il consumo non presenta invece rischi per la salute di chi non soffre di tale allergia. Per informazioni è attivo il numero verde Coop 800 805580.

Cosa fare

Per entrambi i prodotti segnalati, l’indicazione precauzionale è di non consumare i lotti interessati. I consumatori che hanno acquistato le confezioni coinvolte possono riportarle presso il punto vendita d’acquisto per ottenere la sostituzione o il rimborso completo dell’importo versato, anche senza dover esibire lo scontrino fiscale.

Quando il dottor Google ci manda dal medico

14 October 2026 at 09:20

Cercare online informazioni sulla propria salute può aiutare a comprendere meglio sintomi e malattie. Può però anche alimentare preoccupazioni e aumentare il ricorso ai servizi sanitari. I dati europei mostrano le due facce del paziente digitale.

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Rifiuti nella Terra dei fuochi: il costo nascosto per la salute

17 September 2026 at 10:53

Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici non produce solo danni ambientali. Si registra anche un aumento persistente dei decessi per tumore, che emerge dopo decenni ed è particolarmente marcato tra i più giovani. Cosa dice il confronto tra comuni vicini.

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Urge un piano di ricollocazione per i lavoratori ex Ilva

15 September 2026 at 09:01

I giudici hanno confermato la sospensione dell’attività dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Per i lavoratori la situazione si fa critica. Però l’Istat registra la crescita degli occupati e della domanda di manodopera anche nel Mezzogiorno.

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