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New York City police seek suspect in fatal subway station shooting

17 October 2026 at 23:45

Suspect shot a man in his 30s on the E train platform of the 53rd Street-7th Avenue subway station, according to NYPD

A man was shot and killed in a New York City subway station Saturday afternoon, and the New York police department is searching for the suspect.

The suspect fatally shot a man in his 30s on the E train platform of the 53rd Street-7th Avenue subway station, according to a statement from the NYPD.

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© Photograph: Kyle Mazza/NurPhoto/Shutterstock

© Photograph: Kyle Mazza/NurPhoto/Shutterstock

© Photograph: Kyle Mazza/NurPhoto/Shutterstock

Selma Blair ‘did not intend to harm anyone’ during airplane incident, representatives say

Actor experienced a ‘medical emergency’ on flight during which she allegedly injured crew members, statement says

Actor Selma Blair did not mean to hurt anyone during the recent flight which led to her arrest on allegations that she assaulted a pair of cabin crew members, a police officer and a nurse, her representatives said on Friday in a statement that characterized the episode as a medical emergency.

The lengthy statement also dismissed prior media coverage of Blair’s arrest after a Delta Air Lines flight from Los Angeles to New York as unsympathetic and inaccurate, singling out reporting from several outlets alleging that she tried to open the door of the airplane that she and her fellow passengers were on.

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© Photograph: Ryan Murphy/AP

© Photograph: Ryan Murphy/AP

© Photograph: Ryan Murphy/AP

La grande scultura senese in mostra a New York

17 October 2026 at 03:45

Ospitata in una delle ultime grandi dimore risalenti alla fine del XIX secolo a New York, la Frick Collection ha riaperto le sue porte, nell’aprile del 2025, dopo un imponente progetto di ampliamento durato quasi cinque anni e costato duecentoventi milioni di dollari. 

Camminare per il centro di Manhattan e imbattersi in grandi manifesti che invitano visitare qui una mostra di quaranta bronzi senesi fa un certo effetto. 

Varcarne la soglia precipitando dal rumore implacabile della megalopoli nella sua iconica atmosfera intima, procura un sollievo immediato che predispone al meglio. E non si rimane delusi: all’interno il visitatore incontra, oltre alla straordinaria collezione permanente, ineguagliabili opere in bronzo senesi che includendo prestiti provenienti da musei fiorentini, umbri, campani, ma pure inglesi, tedeschi e americani. 

Una riunione di opere senza precedenti, che propone statue, rilievi, candelabri, medaglie e altro ancora, realizzate da alcuni degli scultori più influenti dell’epoca, come Donatello, Vecchietta e Francesco di Giorgio.

Giovanni di Stefano, Ercole in lotta con Acheloo, 1526, dettaglio @Frick Collection

Siena ne emerge come centro di eccellenza, tanto artistica quanto tecnica, nell’utilizzo di questo metallo nel periodo rinascimentale. 

La lavorazione del bronzo non è mai stata opera di una sola persona. Nella Siena del Quattrocento, fonditori di campane, ingegneri, orefici e scultori condividevano materiali e competenze: manufatti che ne derivavano erano espressione di un’intelligenza collettiva dove arte e industria si intrecciavano. 

Il bronzo, una lega composta principalmente da rame e stagno (spesso con l’aggiunta di piombo o zinco) era un materiale raro, costoso e vulnerabile: conservare anche solo una piccola statua significava scegliere tra l’utilizzo immediato e bellezza da consegnare ai posteri. In tempi di conflitto, qualsiasi manufatto in bronzo poteva essere rifuso e reimpiegato per scopi bellici, cosa che ha reso eccezionalmente rare le opere giunte fino a noi.

Le stesse conoscenze necessarie per fissare l’espressione del volto di un santo servivano anche a far risuonare una campana in tutta la città o a far tremare le mura con il colpo di un cannone.

Attribuito a Giovanni di Stefano, Davide con la testa di Golia, 1490, particolare @Frick Collection

Alla Frick Collection ora tre sale propongono l’“ascolto” di questa vicenda. Nella prima, gli oggetti esposti esplorano manufatti in bronzo spaziando tra chiesa, abitazione privata, scuderia e campo di battaglia.

Alla complessità della fusione delle campane, illustrata da una maestosa opera realizzata nel 1454 e collegata al grande complesso ospedaliero di Santa Maria della Scala, si affiancano alcuni volumi contenenti disegni di cannoni in bronzo, realizzati per la potente famiglia Orsini e per lo Stato senese.

A Donatello, lo scultore più celebre dell’epoca, e al suo soggiorno senese tra il 1457 e il 1461 fa riferimento la lastra tombale di Giovanni di Bartolomeo Pecci, vescovo di Grosseto. Si tratta di una delle sole otto opere firmate dall’artista giunte fino a noi.

Giovanni Tofano Bell, campana fusa nel 1420 @Frick Collection

Nella sala più ampia una prima sezione esplora la capacità del bronzo di perpetuare la memoria nella scultura funeraria. La sezione successiva presenta un gruppo di significative medaglie che servivano a plasmare e promuovere l’immagine dei soggetti illustri come governanti, umanisti, banchieri, militari o prelati. 

Stupisce infine il gruppo di sei statue e statuette a tutto tondo, una tipologia che sfrutta le qualità del bronzo più pienamente di quasi ogni altro materiale. A differenza della pietra o del legno, la lega fusa è in grado di sostenere braccia protese, gambe sollevate e corpi in equilibrio oltre il proprio centro di gravità. 

Le statue monumentali affermano da sempre la propria presenza in spazi religiosi e civili. Ma qui non sono le dimensioni a determinare l’ambizione del progetto. Un piccolo bronzo poteva fungere da monumento in miniatura, invitando l’osservatore a girarvi attorno e dando forma a idee suscettibili di essere ingrandite in seguito. 

A Siena, questo tipo di sperimentazioni contribuirono a definire un linguaggio della scultura a tutto tondo destinato a ispirare artisti successivi, tra cui il giovane Michelangelo, che nel Duomo di Siena lavorò tra il 1501 e il 1504.

Un ultimo aspetto merita di essere sottolineato. La narrazione tradizionale del Rinascimento si concentra sul ruolo cardine di Firenze. Questa mostra, documentando gli straordinari risultati raggiunti dai maestri senesi nella lavorazione artistica del bronzo, invita a riconsiderare tale prospettiva: Siena, che all’epoca seguiva un percorso artistico legato a quello della sua rivale, ne tracciò un altro consapevolmente autonomo.

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A rare family of barn owls moved into Manhattan's Upper West Side, captivating New Yorkers

This is the first documented instance of barn owls nesting in Manhattan in modern history, according to one expert, and the owls have attracted nightly crowds of people in the street eager to get a glimpse of the elusive birds.

Nobody Wants To Be the Pro-Tech Candidate in This New York Race That Could Flip the House

16 October 2026 at 21:22
Mike Lawler and Cait Conley | Bonnie Cash/UPI/Newscom/caitconley.com

The Democratic Socialists of America (DSA) candidates running for the House of Representatives and endorsed by NYC Mayor Zohran Mamdani are all but guaranteed to win their general elections this November, but that does not mean the midterm drama is over in New York. In the state's 17th congressional district, which includes the lower Hudson Valley, Democratic challenger Cait Conley, a combat veteran who served on the Biden administration's National Security Council, could unseat incumbent Republican congressman Mike Lawler in one of the most consequential races of the midterms. 

The highly contested purple district voted for former Vice President Kamala Harris in the 2024 election while reelecting Lawler for his second term. Now, Lawler is attempting to win a third term as support for President Donald Trump wanes ahead of the midterms. As of Friday, The Cook Political Report lists the race, which could determine control of the House, as a toss-up. 

If elected, Conley would have far more in common with the "Badass Women" coalition of security state and military veterans than with DSA types (think more Sen. Elissa Slotkin from Michigan than Darializa Avila Chevalier). As Judge Street Journal's Timmy Facciola notes, "Conley's candidacy is testing the viability of a tactful centrism that rebukes left-wing positions like abolishing ICE or restricting weapon shipments to Israel." Lawler is also vying for moderates, pitching himself as "one of the most bipartisan members of Congress" and emphasizing his willingness to break with Trump occasionally while still welcoming Trump's support. 

While Lawler and Conley certainly are not pure MAGA acolytes or DSA members, both have leaned into a tech-critical position, much like that of more radical populists like Lina Khan or Steve Bannon, revealing how pervasive anti-tech sentiment has become in mainstream politics. 

This tech skepticism was on full display during an October 14 debate, when each candidate made the case for why they were the most equipped to regulate AI, insisting that the industry needs guardrails. 

Conley said members of Congress do not want to regulate AI because "they want to look out for their billionaire and trillionaire backers like Elon Musk, who is pouring over $260 million into this midterm election." She then added that Musk backed Lawler in his 2024 race. 

Lawler then accused Conley, who previously consulted for Primer AI, of being "the AI candidate for the AI industry."

While Lawler and Conley disagree on specific data center regulations (Conley supports Democratic Gov. Kathy Hochul's data center moratorium while Lawler supports local zoning control over data centers), neither wants to pitch themselves as an explicitly pro-data center candidate. During the debate, Conley claimed that, "On Mike Lawler's watch there have been five data centers built in Rockland County." Lawler has said that he had no say in the decision to build the data centers, and during the debate, he pointed out that the facilities were built for financial services. Lawler also attempted to attack Conley over data centers, slamming her in an ad for saying "we need data centers." Regardless of the candidates' specific policies on data centers, their attacks on one another demonstrate that cheerleading hyperscale data center development is a political liability. In their district, data center has presumably become a dirty term. 

The candidates' tech-skeptical rhetoric did not end with unchecked data center development. After the debate, Reason asked both candidates about their positions on age-verification laws for social media and AI, since such regulations raise significant privacy and censorship concerns by age-gating the internet. Unsurprisingly, both Lawler, who voted for the controversial KIDS Act, and Conley, who has proposed stricter age verification for AI tools, parroted platitudes about why such online safety regulations are necessary to protect children. 

"We have watched how social media is literally hurting the mental health of children," Conley told Reason. "And when you talk about the power of AI and what that power could do, we have to regulate this." 

Lawler gave a similar response, telling Reason that he respects free speech but that protecting children "is paramount." 

This bipartisan consensus over social media regulation has long been brewing in Congress. The mainstream political conversations about AI and data centers, however, are relatively new this midterm election cycle. And it appears both Lawler and Conley have figured out which way Americans' sentiment toward AI is leaning, and they have waged their campaigns accordingly. 

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Nicolás Maduro tells New York court new torture allegations are ‘false’

15 October 2026 at 17:38

Rewritten indictment accuses ex-Venezuela president and wife Cilia Flores of leading campaign of torture

Nicolás Maduro insisted on Thursday during an appearance in a New York court that torture allegations in a rewritten drug trafficking indictment against the deposed Venezuelan president and his wife were “false accusations”.

Maduro, shackled at the ankles, was brought to court to face the new charges accusing the couple of leading a state-sponsored campaign of repression that tortured scores of victims, including three Americans.

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© Photograph: Sarah Yenesel/EPA

© Photograph: Sarah Yenesel/EPA

© Photograph: Sarah Yenesel/EPA

Horse-Drawn Carriage Rides in New York’s Central Park to Be Banned

15 October 2026 at 14:27
Horse-drawn carriage rides in New York’s Central Park could be discontinued starting June 1, 2028, under a bill supported by City Council member Zohran Mamdani and City Councilwoman Julie Menin, DPA reported, citing US media. The proposal calls for the gradual phasing out of the attraction, which has been part of the city’s tourism landscape […]

ANON: When the Conspiracy Theorist Lives Next Door

15 October 2026 at 02:30
**** / ***** (four out of five stars) Set a couple of months before the 2024 election, ANON is not a subtle, sensitive exploration of these, our troubled times. Playwright Anne Washburn and director Anne Kauffman have concocted a ferocious modern tragedy, in which social media serves as an audience for every would-be influencer’s sweaty […]

Cornell president admits he never followed up on gang rape allegation ahead of no-confidence debate

Cornell University President Michael Kotlikoff knew in 2024 that a student had reported being gang raped at a fraternity house, but never followed up to learn what had happened to her or whether any of the accused students had been punished.

New York plans to ban Central Park's horse-drawn carriages after teen's death

The City Council is expected to approve a bill next week that would end the rides by 2028. Three consecutive mayors had called for an end to the carriage rides because of safety concerns, only to have lawmakers yank back the reins.

In città si parla la lingua della violenza

14 October 2026 at 03:45

CITTA’ DI NOTTE

1981

Sono arrivati i nuovi campioni. Qualcosa di cui Green non poteva parlare al telefono. Lui e Carney avevano un sacco di codici. Se fiutavano sbirri c’era Ho delle cifre da farti controllare. Green parlava di “campioni” quando aveva tra le mani un affare che poteva fare al caso di Carney. Di solito Carney declinava – «Non fa per me» – ma a volte gli sembrava che Green cercasse solo un pretesto per incontrarlo. Non lo vedeva da quando l’aveva chiamato la Sterling. Forse dopo potevano mangiare qualcosa insieme, per festeggiare l’occasione, anche se il trafficante di gemme non usciva molto da quando era nato Seth.

Paternità. Green ne aveva fatta di strada, dai tempi in cui si vestiva come il fratello hip del batterista di Jimi Hendrix, inzeppando il suo gergo da trafficante di riferimenti al Sistema e al complesso militare industriale. Carney aveva parecchi clienti bianchi ex hippy, e li aveva visti scivolare lentamente nel conformismo, un mutuo sulla casa e un motto di autorealizzazione alla volta. Il 1979 era stato particolarmente difficile. Green aveva passato una fase di blazer blu sopra dolcevita bianchi a trecce, come se uscisse per arbitrare una regata invece che per bere un aperitivo. Poi un giorno era sparito, proprio quando Carney doveva piazzare alcune collane Louis Long, roba bella, la refurtiva di una rapina a Philadelphia che necessitava di una nuova sistemazione. La segreteria diceva che Green non era reperibile – si era poi saputo che era in California, a sorbirsi un “seminario di trasformazione” di sessanta ore a Mendocino. Follia. Quella volta Carney si era rivolto a Barry Cruz.

Al suo ritorno Green era così pieno di gergo esoterico e così animato da una nuova filosofia incomunicabile che ricordava un ex detenuto. «La soddisfazione personale potrebbe essere il colpo più grosso di tutti.» Okay, Jim. Il tempo passato in galera, nelle varie galere di questo mondo, cambia chiunque. Tanto che una sera Green aveva perfino ammesso di aver votato per Ronald Reagan, un tradimento fondamentale dei principi dei figli dei fiori che confermava l’ipocrisia di quella generazione, passata in un batter d’occhio dal mito di Timothy Leary a quello dei tagli alle tasse. Green non era il solo. Nel suo lavoro Carney aveva avuto a che fare con ogni tipo umano, ed era abituato a considerare la corruzione individuale come un riflesso della temperie culturale. Il gregge andava verso l’orrore. Carney cercava di non fargliene una colpa. Ci provava con tutte le sue forze.

Un ratto sgusciò da dietro un cestino della spazzatura traboccante e si lanciò sui binari.

La banchina si riempì per il treno successivo.

Quando uscì in strada, Carney si rese conto che era da un po’ che non passava per 42nd Street – a est e a ovest, su e giù lungo Lexington, era tutta un’impaziente frenesia di cantieri. Quella parte della città era in fermento, spettacolarmente viva, tra clacson impazziti, martelli pneumatici e raschiare di travi d’acciaio sul cemento. I grandi palazzinari si davano da fare per battere le scadenze delle normative urbanistiche e delle agevolazioni fiscali. Un varco tra gli edifici indicava che un negozietto era stato demolito per far posto a qualcosa di meglio. I camionisti scaricavano tubature e lastre di vetro dietro recinzioni di compensato blu, che nascondevano i mastodontici scavi delle fondamenta. Parcheggiati accanto ai marciapiedi, in doppia e tripla fila, c’erano rimorchi, generatori scoppiettanti e gru vacillanti. Sulla Lex stavano dando gli ultimi tocchi a due nuovi palazzi di uffici, derrick esili come ragni calavano travi e pannelli isolanti…

«Spostati!»

Un vecchio bianco magrissimo con un carrello della spesa pieno di “Reader’s Digest” gli andò addosso. Sì, sì. Colpa sua che era rimasto lì impalato a guardare. Ora di punta. L’irritabile moltitudine che scaturiva dentro, fuori e in mezzo agli edifici. Un portento. Quando era stata l’ultima volta che si era costruito tanto? Quando aveva provato quell’impressione che un grattacielo potesse spuntargli sotto i piedi e catapultarlo via? Doveva tornare agli anni Sessanta, prima della paralisi generale, dell’alta marea di sporcizia. Il sindaco Lindsay al primo mandato, quando ancora la città non si era arenata.

Copyright © 2026 by Colson Whitehead
© 2026 Mondadori Libri

Freddo come una macchina, Cover

Tratto da “Freddo come una macchina”, di Colson Whitehead con la traduzione di Silvia Pareschi, Mondadori, 2026, 23€, 420 pagine

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Colson Whitehead sarà ospite dell’evento di apertura della quindicesima edizione di BookCity Milano, lunedì 23 novembre alle ore 20.00 al Teatro Dal Verme. L’autore dialogherà con Francesco Costa e per l’occasione riceverà il Sigillo della Città dal Sindaco Giuseppe Sala. L’incontro sarà condotto da Giovanna Zucconi.

BookCity Milano torna dal 23 al 29 novembre con il tema Il senno sulla Luna: sette giorni per riflettere sul nostro bisogno di razionalità, sulla cura del nostro senso critico e sul modo in cui immaginiamo il futuro.

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Cornell suspends fraternity parties, gives state police role in investigating campus assault reports

The university also plans to work with New York State Police to allow independent criminal investigators to investigate sexual misconduct allegations and add a case manager to help those who report sexual misconduct navigate the university's procedures.

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