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“Carovita, università pubblica definanziata e investimenti in armi sono frutto di scelte politiche precise”: a Napoli gli studenti occupano la Federico II

21 October 2026 at 16:08

I focolai della protesta si espandono e si alimentano l’uno con l’altro. Alle mobilitazioni di autotrasportatori e agricoltori, ai presidi degli studenti in decine di scuole in tutta Italia e alle manifestazioni violente nelle piazze milanesi si aggiunge il fronte di Napoli, dove è stata occupata l’università Federico II. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, scrive il Collettivo autorganizzato universitario (Cau), è stata la comunicazione arrivata agli studenti dall’Ateneo, sulla necessità di interrompere la didattica in presenza. “Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi e oggi la Federico II scrive a tutti che da domani riparte la dad, per ‘mitigare i disagi per la comunità universitaria’”. Disagi che però, sottolineano gli studenti, “non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria, ma il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra, con almeno quattro miliardi di euro alle armi nella prossima finanziaria”. Così, proseguono, “il diritto allo studio diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati. In un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane”.

L’occupazione per il momento coinvolge la sede di porta di Massa della Federico II ed è gestita dal Cau e da Ecologia politica Napoli (Ecopol). Tutte le attività sono state interrotte e all’ingresso è stato esposto lo striscione che dice: “Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre”. Gli studenti annunciano per domani una conferenza stampa a porta di Massa. “Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili – proseguono -. Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Mandiamo a casa il governo Meloni: contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti”.

Poche ore prima era arrivata la comunicazione da parte dell’università: dal 22 ottobre, per limitare eventuali disagi e difficoltà per il raggiungimento delle sedi a causa delle agitazioni e per le difficoltà di approvvigionamento di carburante, la didattica sarà a distanza, per tutte le lezioni e le attività formative. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari. Le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Per quanto riguarda gli esami programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti, e per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni. L’Ateneo – in una nota – spiega che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione “con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività universitarie, riducendo al minimo i disagi per studenti e personale”.

Immagine in evidenza d’archivio

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La stretta di TikTok sui video di scontri e danneggiamenti. Social pronto a rimozioni, blocchi e limiti alle Live

21 October 2026 at 15:47

Dalle immagini degli scontri, dei saccheggi e delle violenze a Milano come in altre città ai contenuti che alimentano la tensione. TikTok si trova a fare i conti con il peso della propria piattaforma nella diffusione delle proteste giovanili. I video delle manifestazioni, diventati virali in diversi Paesi, raggiungono in particolare gli utenti più giovani, mentre cresce la necessità di distinguere la documentazione degli eventi dall’incitamento alla violenza. È in questo contesto che il social network annuncia un rafforzamento delle attività di moderazione e l’attivazione di una task force dedicata. Anche se proprio grazie alle immagini diffuse sono stati identificati due minorenni autori di saccheggi di cui uno di appena 11 anni.

La posizione dell’azienda è netta: “La società condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali”. TikTok precisa, tuttavia, che non tutti i filmati delle proteste possono essere considerati allo stesso modo. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma. In risposta ai recenti disordini, abbiamo attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio”. Proseguiranno inoltre la rimozione dei video che violano le regole, la sospensione delle dirette e il blocco degli account responsabili delle violazioni.

L’attività di monitoraggio coinvolgerà anche partner esterni, tra cui fact-checker indipendenti, chiamati a collaborare nell’identificazione di possibili minacce emergenti. A questo si aggiunge il blocco dei termini di ricerca che rimandano a contenuti di incitamento alla violenza o ad attività criminali, nel tentativo di limitarne la reperibilità all’interno della piattaforma.

Le restrizioni riguardano anche i guadagni generati dai contenuti in diretta. TikTok ha infatti annunciato limitazioni temporanee ad alcune funzionalità di monetizzazione delle Live legate alle proteste, per evitare che gli eventi vengano trasformati in un’occasione di profitto. “Sono state limitate temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico”, ha spiegato l’azienda. La strategia punta dunque a intervenire su più livelli: dalla circolazione dei video alla loro reperibilità, fino agli eventuali vantaggi economici derivanti dalle dirette. Una stretta che mira a contenere la diffusione di contenuti che alimentano la violenza, senza equiparare automaticamente la cronaca delle proteste alla loro promozione.

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Tentato femminicidio a Bari: cosparge l’ex moglie di alcol e tenta di darle fuoco sul posto di lavoro

21 October 2026 at 15:32

“Vengo là e ti sbrano, ti uccido”, le aveva scritto l’ex marito prima di tentare di darle fuoco, versandole l’alcol sul viso e sul corpo. La mattina del 9 ottobre scorso, l’uomo aveva raggiunto l’ex moglie nell’albergo in cui viveva e lavorava e l’ha aggredita, con l’obiettivo di ucciderla. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori della squadra mobile, l’uomo ha cercato di appiccare le fiamme sul corpo della donna, ma l’accendino gli è caduto proprio mentre cercava di alimentare il fuoco dal pavimento. Dopo una breve colluttazione tra i due, la donna, esasperata dalle continue vessazioni subite, avrebbe raccolto l’accendino da terra per darsi fuoco. L’intervento della sorella, arrivata proprio in quei momenti, ha evitato conseguenze potenzialmente letali. La sorella è infatti riuscita a mettere la testa e il busto della vittima sotto un rubinetto, salvandola dalle fiamme. La 44enne non ha riportato lesioni gravi.

L’uomo, anche lui di 44 anni, è stato arrestato a Bari dalla Polizia con le accuse di tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia per aver aggredito la ex moglie e madre dei suoi due bambini ancora piccoli. I maltrattamenti familiari erano iniziati nel 2010 ed erano andati avanti anche dopo la separazione. Numerosi gli episodi contestati di maltrattamenti fisici e psicologici, alcuni dei quali sarebbero avvenuti anche in presenza dei due figli minori. Nel 2025, la donna aveva denunciato l’uomo, che era già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e contro il patrimonio.

La Polizia, oltre alle testimonianze, ha raccolto anche le le immagini di videosorveglianza presenti sul posto di lavoro, che hanno registrato l’intera scena. Anche i messaggi minatori, inviati alla vittima la mattina stessa, sono oggetto di indagine. Prima di raggiungerla sul posto di lavoro, l’uomo le aveva scritto: “Facciamo una scommessa, giacché vuoi giocare, o la benzina a te o la benzina a tua madre”. E ancora_ “Tu muori prima di me oggi, vengo là e ti sbrano, ti uccido”. Su richiesta del pubblico ministero, il giudice per le indagini preliminari ha emesso il provvedimento di custodia cautelare in carcere, eseguito il 16 ottobre dagli agenti della polizia di Stato, che hanno rintracciato l’indagato nella sua abitazione.

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Nasce la Fondazione Human AI: l’IA che lavora con le persone

21 October 2026 at 14:07

Nasce la Fondazione Human Ai, organizzazione che riunisce cinque imprese marchigiane – soci fondatori, insieme ai due promotori, Apra SpA (Jesi), Pluservice srl (Senigallia), Inim Electronics srl (Monteprandone), Campetella Robotics Center srl (Montecassiano) e Diatech Pharmacogenetics srl (Jesi) – attive nei settori di informatica, sicurezza elettronica, robotica, mobilità e farmacogenetica. La missione fondativa del progetto è l’applicazione dello Human AI Teaming, ovvero un’intelligenza artificiale che lavori accanto alle persone, non al loro posto. In concreto questo vuol dire creare squadre ibride in cui persone di età diverse e sistemi intelligenti collaborano in modo esplicito e governato, unendo la velocità di chi è cresciuto con gli strumenti digitali al giudizio di chi ha attraversato più di una crisi. La fondazione è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dall’Associazione VRAI Lab, laboratorio che raggruppa ricercatori e ricercatrici di diverse università e le mette in contatto con centri di ricerca nazionali e internazionali.

Obiettivo del lavoro è portare concretamente l’intelligenza artificiale dentro le imprese e le organizzazioni italiane, rispettando tuttavia i principi etici europei. Particolare attenzione viene posta, inoltre, sulla Physical AI, ovvero l’intelligenza artificiale applicata a progetti e processi che si concludono con un prodotto fisico. L’applicazione di ciò si vede, per esempio, nelle lavorazioni artigianali verticali, come la produzione di cappelli e calzature, nella robotica per la filiera del vino e nel settore biomedico: ambiti in cui creatività e competenza umana non possono essere sostituite, ma i processi possono essere migliorati. Tra gli obiettivi attesi, misurabili nei prossimi cinque anni, ci sono l’apertura a realtà aziendali da tutta Italia, la nascita di dieci startup innovative specializzate in soluzioni AI, il coinvolgimento di almeno il 20% delle piccole e medie imprese marchigiane in programmi di formazione sull’intelligenza artificiale e la creazione di tre laboratori congiunti università-imprese.

Sul tavolo un fitto programma di incontri e collaborazioni: il calendario prevede a novembre un primo incontro con le imprese dedicato all’AI come leva di competitività, con un focus sugli incentivi e sugli strumenti di sostegno all’investimento; a febbraio un tavolo con la Regione Marche su intelligenza artificiale e politiche pubbliche, per costruire sinergie su risorse e specializzazione intelligente; tra aprile e maggio un secondo appuntamento con le imprese sulla governance e sulla conformità al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), con particolare attenzione alla gestione del rischio e all’alfabetizzazione del personale; tra giugno e luglio una Summer School rivolta ai docenti delle scuole del territorio, con moduli dedicati anche agli studenti delle superiori, su etica e pensiero computazionale.

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Bari, il capo dipartimento della Regione Puglia Annibale D’Elia morto a 56 anni in un incidente stradale

21 October 2026 at 13:50

Il capo del dipartimento Cultura della Regione Puglia, Annibale D’Elia, è morto martedì pomeriggio a 56 anni in un incidente stradale. Il dirigente era in sella alla sua moto sulla strada che va da San Giorgio a Torre a Mare, nella zona sud di Bari, quando ha perso il controllo del mezzo andando a finire contro un muretto. L’impatto è stato fatale e ha reso inutioli i soccorsi del personale del 118, giunti immediatamente sul posto. La dinamica dello schianto non è ancora chiara, ma alcuni testimoni hanno riferito che non sono coinvolti altri veicoli, così come non ci sono segni di frenata sull’asfalto: l’ipotesi più accreditata è quella di un malore era alla guida. Sul luogo dell’incidente si è recato anche il presidente della Regione, Antonio Decaro, che lo scorso 14 luglio aveva nominato D’Elia al vertice del Dipartimento facendolo trasferire da Milano, dove lavorava come dirigente al Comune.

Il nome di D’Elia è legato al progetto Bollenti Spiriti, un programma ideato per sostenere i giovani pugliesi e dare loro opportunità di partecipazione, formazione e innovazione sociale. Nel 2000 una cooperativa da lui fondata era stata premiata come migliore impresa under 32 in Italia; sotto il governo Monti, era stato selezionato dal ministero dello Sviluppo economico come membro della task force istituita per creare la prima normativa quadro sulle startup innovative in Italia. “Per raccontare chi è stato Annibale D’Elia non basterebbe ricordare i progetti che ha realizzato o gli incarichi che ha ricoperto, bisognerebbe ascoltare le storie di tutti quei ragazzi e quelle ragazze che, grazie al suo lavoro, hanno trovato qualcuno disposto a prendere sul serio le loro idee”, lo ricorda in una nota il gruppo consiliare del Pd.

Il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli, lo definisce un “uomo luminoso nei valori, nel talento, nella professionalità, nel sorriso”. Cordoglio anche dal sindaco di Bari, Vito Leccese: “Aveva il dono di leggere i cambiamenti della società prima degli altri e di trasformare le intuizioni in progetti concreti per la collettività”.

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Devastazioni Milano, anche un undicenne “casseur”. Identificato a scuola era stato ripreso durante i saccheggi

21 October 2026 at 13:35

Due minorenni – di cui uno poco più di un bambino visto che ha 11 anni – sono stati identificati dai carabinieri nell’ambito degli accertamenti sui disordini dello scorso fine settimana a Milano con devastazioni e saccheggi in particolare in piazza Duomo. L’11enne casseur è rintracciato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-occidentale della città. Mentre l’altro è un 16enne individuato a Desio, in Brianza. Entrambi erano comparsi in alcuni video diventati virali sui social network durante i saccheggi e gli episodi di violenza nel capoluogo lombardo.

Il più giovane, che frequenta la seconda media, sarebbe entrato domenica nel negozio di abbigliamento Fusaro, in centro, durante i saccheggi. In un filmato pubblicato su Instagram lo si vede uscire dall’esercizio commerciale con diverse cinture. La sua identificazione è avvenuta dopo il riconoscimento delle immagini e il successivo rintracciamento all’interno dell’istituto scolastico frequentato dal bambino.

Il sedicenne, invece, era stato ripreso sabato mentre indossava un cappello dell’Arma dei carabinieri. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. La vicenda è stata richiamata anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia dopo gli scontri del fine settimana.

Per il ministro dell’interno Matteo Piantedosi quanto accaduto a Milano può essere stato mutuato dalle devastazioni in Francia, “perché gli appelli” a partecipare ai disordini sono stati molti, “ma non c’è a ora nessuna evidenza che dietro ci siano le stesse menti”.

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