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Proteste autotrasportatori, Meloni: Oggi me ne sono occupata con Salvini e Giorgetti

16 October 2026 at 21:22

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Me ne sono occupata nella giornata di oggi, sia col Ministro Salvini, sia col Ministro Giorgetti, particolarmente sulla questione dell’autotrasporto. Il Ministro Salvini ha convocato le associazioni. Siamo sempre stati estremamente solidali con il settore che ovviamente incontra grandi difficoltà e siamo anche al lavoro per cercare di dare ulteriori risposte a questo settore”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Su Ilva faremo il possibile, non siamo noi ad averla chiusa

16 October 2026 at 21:21

(Agenzia Vista) Roma, 16 ottobre 2026
“E’ prevista un’altra riunione a Palazzo Chigi del Governo con i sindacati che rappresentano l’Ilva. Questo ci ha consentito, di liberare i blocchi che le organizzazioni sindacali stavano organizzando. Anche qui faremo tutto quello che possiamo, voglio ricordare che non siamo noi ad aver chiuso l’Ilva. Noi siamo quelli che devono cercare di gestire la questione dall’inizio di questo Governo. Sono stati circa 5 miliardi tra i fondi diretti dello Stato Italiano e quelli di Invitalia che sono stati investiti sull’Ilva, quindi noi siamo al lavoro su tutte queste questioni”. Lo dice la premier Giorgia Meloni a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Parlato con Sanchez. Verso la revoca della sospensione di Schengen

16 October 2026 at 21:21

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Ho parlato con il Primo ministro Sanchez ieri e abbiamo deciso di lavorare nella prossima settimana con i nostri ministri degli Interni per arrivare a sostituire le misure che reciprocamente sono in essere con altre forme di cooperazione. Stiamo andando verso un altro tipo di soluzione ma continuando il monitoraggio per garantire il funzionamento di Schengen e garantire la difesa della nostra Nazione”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando con la stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo e riferendosi ai colloqui con il premier spagnolo Pedro Sanchez.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Bene riferimento a Ets nelle conclusioni del vertice, recepite priorità dell’Italia

16 October 2026 at 21:21

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Sono contenta del fatto che nelle conclusioni del Consiglio Europeo entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane anche nel documento che avevamo scritto insieme alla Repubblica Ceca relativamente alla questione degli Et: c’è il riferimento alla Research stability Market, agli Ets2, alla necessità di valutare tempistica e salvaguardia per quello che riguarda gli Ets2, e c’è il riferimento alla revisione dell’Ets che è particolarmente urgente”. Lo ha affermato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Estrazioni Lotto, Superenalotto, 10eLotto di oggi venerdì 16 ottobre: tutti i numeri vincenti

16 October 2026 at 19:24

Nuovo appuntamento con la fortuna. Questa sera sono in programma le estrazioni del Lotto sulle undici ruote, del 10eLotto collegato – con Numero Oro, Doppio Oro ed Extra – e del SuperEnalotto.

Lotto oggi, estrazioni di venerdì 16 ottobre

BARI 13 07 33 24 26

CAGLIARI 41 25 22 86 82

FIRENZE 29 82 19 73 22

GENOVA 66 84 02 41 83

MILANO 72 48 32 25 03

NAPOLI 46 59 14 02 22

PALERMO 44 17 21 38 63

ROMA 05 47 75 34 87

TORINO 57 46 28 01 88

VENEZIA 45 62 64 15 58

NAZIONALE 28 90 30 40 36

Superenalotto, l’estrazione di oggi

35 41 44 54 55 76

Numero jolly 58

Numero superstar 55

10eLotto, tutti i numeri vincenti

10eLotto – Numeri vincenti: 05 07 13 17 25 29 33 41 44 45 46 47 48 57 59 62 66 72 82 84

NUMERO ORO:13

DOPPIO ORO:13 7 

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Mirko Benetti (Presidente Port Authority di Pisa) alla cerimonia inaugurale della 4ª Fujian International Maritime Equipment Expo

16 October 2026 at 19:18

Nella cerimonia inaugurale della fiera di Fuzhou il Presidente Benetti ha dato il via all’evento con altre quattro personalità del settore marittimo. In serata ha raccontato agli operatori di tutto il mondo il modello del distretto nautico toscano e la leadership italiana nei superyacht. Il Canale dei Navicelli e il distretto nautico toscano sono stati protagonisti a Fuzhou, in Cina, alla 4ª Fujian International Maritime Equipment Expo, una delle più importanti fiere internazionali della cantieristica e delle tecnologie del mare, in programma dal 16 al 19 ottobre 2026.

Mirko Benetti (Presidente Port Authority di Pisa) alla cerimonia inaugurale della 4ª Fujian International Maritime Equipment Expo
Mirko Benetti (Presidente Port Authority di Pisa) alla cerimonia inaugurale della 4ª Fujian International Maritime Equipment Expo

Il Presidente della Port Authority di Pisa, Mirko Benetti, è intervenuto questa mattina alla cerimonia di apertura e, insieme ad altre quattro personalità del mondo marittimo e della nautica internazionale, ha dato simbolicamente il via all’evento. Nel corso della giornata il Presidente ha incontrato operatori e delegazioni internazionali e ha presentato il modello del Canale dei Navicelli alla stampa cinese.
In serata, all’International Buyers’ Gala Dinner, davanti a centinaia di operatori arrivati da tutto il mondo, il Presidente Benetti ha parlato di lusso, di yachting e della leadership mondiale dell’Italia nel settore. Secondo il Global Order Book 2026 di Boat International, il 52% dei superyacht in costruzione o in ordine nel mondo si costruisce in Italia, e la Toscana è uno dei poli principali di questa eccellenza.
Al centro dell’intervento la storia del Canale dei Navicelli, fatto scavare tra il 1563 e il 1575 da Cosimo I de’ Medici per collegare Pisa al porto di Livorno, e il distretto che oggi vive lungo le sue sponde: alcuni dei cantieri più prestigiosi della nautica mondiale, decine di imprese specializzate e circa 4.000 persone impiegate tra occupazione diretta e filiera.

“Seicento anni fa da Fuzhou salpavano le flotte dell’ammiraglio Zheng He, e quattro secoli e mezzo fa Cosimo de’ Medici apriva Pisa al mare con il Canale dei Navicelli”, ha dichiarato il Presidente Mirko Benetti. “Due città lontane con la stessa intuizione: chi apre la via del mare apre la via del futuro. Oggi la grande nautica deve unire eccellenza e sostenibilità, e nessuno può farlo da solo. Il distretto toscano porta design, artigianalità ed esperienza; da qui possono nascere collaborazioni concrete tra cantieri, porti e distretti nautici di Oriente e Occidente. La Port Authority di Pisa è pronta a fare la sua parte”.

La partecipazione alla missione di Fuzhou rafforza il posizionamento internazionale del Canale dei Navicelli come polo della grande nautica nel Mediterraneo e apre nuove opportunità di relazione con operatori, istituzioni e investitori dell’area asiatica.
La Port Authority di Pisa ringrazia gli organizzatori e le autorità del Fujian per l’accoglienza.

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Casa Bianca, Trump silura Katie Zacharia: la portavoce licenziata dopo appena cinque giorni

16 October 2026 at 19:15

Trump, cambio alla Casa Bianca: Katie Zacharia rimossa dopo soli cinque giorni

La carriera di Katie Zacharia quale portavoce della Casa Bianca è durata meno di una settimana. Lo stesso Donald Trump ha detto ai giornalisti di averle chiesto di riconsiderare l’incarico, ma secondo tre fonti citate dal New York Times, la cosa sarebbe stata ben piu’ drastica, con un licenziamento in piena regola. Ne’ la Casa Bianca ne’ Katie Zacharia hanno risposto alle richieste di commento del quotidiano, ma le parole di Trump ai giornalisti – ha suggerito alla neo nominata portavoce di “ripensarci” – lasciano poco margine. L’esperienza di Zacharia era iniziata in modo piuttosto travagliato: martedi’ aveva tenuto il suo primo – e ultimo – briefing con la stampa, seguito da una raffica di articoli che mettevano in discussione la sua qualifica di avvocato – il presidente l’aveva definita cosi’ e lei stessa si era qualificata in piu’ occasione come tale – nonostante non avesse superato l’esame di abilitazione alla professione forense.

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Meloni: Contenta delle conclusioni al termine del Consiglio Ue

16 October 2026 at 19:10

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Sono contenta del fatto che nelle conclusioni del Consiglio europeo entrino diverse questioni che avevamo posto nelle scorse settimane anche relativamente al documento scritto insieme alla Repubblica Ceca relativamente alla questione degli Ets, c’è il riferimento alla Reserve Stability Market, c’è il riferimento agli Ets2, alla necessita’ di valutare tempistica e salvaguardie per quello che riguarda gli Ets2, c’è il riferimento alla revisione dell’Ets che e’ particolarmente urgente”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo a Bruxelles.
Ebs
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Su sanzioni alla Russia non si devono fare passi indietro

16 October 2026 at 19:10

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Noi cerchiamo di fare la nostra parte. Le sanzioni sono state il nostro migliore strumento di deterrenza, su questo non dobbiamo fare passi indietro”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni ai cronisti al termine del Consiglio europeo.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Digital Innovation Forum, Corso (Cellnex Italia): “Resilienza, integrazione e governance: le tre parole chiave per garantire sicurezza e sovranità digitale”

16 October 2026 at 17:24

Siamo qui alla quarta edizione del Digital Innovation Forum. Se dovesse utilizzare tre parole chiave, quali sceglierebbe per descrivere il forum e che messaggio vorrebbe lanciare da qui, da Cernobbio?

“Allora, il primo termine sicuramente è il concetto di resilienza. Come rappresentante di Cellnex Italia, siamo stati invitati per definire la posizione di una Tower Company presente sul territorio, segnatamente con 22.000 siti, proprio per assicurare resilienza e sicurezza al nostro Paese. Il dottor Mariani, amministratore delegato di Leonardo, nel dialogo con la Commissione Difesa del nostro Governo, ha parlato di resilienza piuttosto che di innovazione tecnologica. Resilienza significa sicurezza by design. L’infrastruttura passiva va a rappresentare quello che è il fulcro centrale del presidio geopolitico del nostro Paese come membro del G7. Una sicurezza, una tecnologia, segnatamente l’AI, senza infrastruttura, senza resilienza, è un algoritmo senza gambe.

Come secondo concetto parlerei di integrazione. Come rappresentante legale, General Counsel di Cellnex Italia, mi permetto di dire che l’Europa non credo stia emanando troppe normative, ma sicuramente c’è un’esigenza di interoperabilità normativa, quindi l’integrazione tra i vari modelli giuridici e regolatori. Da questo punto di vista, quindi, il General Counsel è chiamato a un dialogo con il Consiglio di amministrazione in funzione del principio di responsabilità. Le aziende devono essere responsabili nell’adempimento di quello che è il concetto di compliance integrata.

Il terzo, ma sicuramente non meno importante, è il concetto di governance. Sta cambiando il modo di fare guerra, si parla di guerra ibrida, intesa come guerra tecnologica, come guerra che va a utilizzare i modelli più avanzati della tecnologia. Le nostre aziende sono sicuramente chiamate in primis a trasformarsi conseguentemente. A dire la verità, sarebbe meglio essere più proattivi, quindi la governance intesa come modelli elastici di dialogo interdipartimentale. Cellnex Italia, per questo motivo, si è dotata di un comitato per la cybersicurezza che vede nel sottoscritto, quindi nella parte legale, e nella parte tecnica il suo fulcro. Il dialogo tra normativa, tecnologia e presidio della sicurezza è sempre più un’esigenza essenziale”.

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Zelensky: Nessuna sostituzione di Starlink, collaboriamo con Francia per capacità aggiuntive

16 October 2026 at 17:11

(Agenzia Vista) Bruxelles, 16 ottobre 2026
“Non stiamo parlando di una sostituzione completa di Starlink. Stiamo lavorando con alcuni Paesi, tra cui la Francia, per ottenere capacità aggiuntive”. Lo ha detto il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervenuto a margine del Consiglio Europeo.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Paul Bettany firma autografi sul red carpet del Festival del Cinema di Roma

16 October 2026 at 17:11

(Agenzia Vista) Roma, 15 ottobre 2026
L’attore di Vision Quest Paul Bettany si è fermato sul red carpet per firmare autografi ai fan al Festival del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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David Rossi, le ombre nel vicolo già segnalate nel 2014: la Procura parlava di passanti, il RIS smentisce. I documenti integrali

16 October 2026 at 17:00

Le luci e le possibili presenze all’imbocco di vicolo Monte Pio erano state segnalate alla magistratura già nel marzo 2014. È quanto emerge dai documenti consultati da Affaritaliani, tra cui un esposto depositato dal consulente della famiglia di David Rossi e la successiva risposta della Procura di Siena, che ipotizzava la presenza di passanti attratti dall’accaduto. Dodici anni dopo, il RIS dei Carabinieri ha individuato nei filmati dodici sequenze di ombre compatibili con la presenza di una o più persone nella stessa zona.

Le ombre segnalate dal consulente della famiglia nel 2014 e la risposta della Procura di Siena

Dodici anni prima dei nuovi accertamenti del RIS, luci, ombre e possibili presenze nel vicolo dove morì David Rossi erano già state segnalate agli investigatori. A documentarlo sono una tabella cronologica, una ricevuta di deposito del 25 marzo 2014 e una risposta della Procura di Siena del 23 giugno dello stesso anno, tutti documenti visionati da Affaritaliani.

Al centro della ricostruzione c’è vicolo Monte Pio, a Siena, dove il 6 marzo 2013 David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, rimase a terra dopo essere precipitato dalla finestra del proprio ufficio a Rocca Salimbeni. L’esposto del 2014 era stato presentato dall’ingegner Luca Scarselli, consulente tecnico della famiglia Rossi. Il deposito risulta dalla ricevuta dei Carabinieri del 25 marzo. Tra le carte consultate da Affaritaliani figura anche una tabella cronologica riconducibile agli accertamenti tecnici svolti per la famiglia in quel periodo, nella quale vengono elencati numerosi eventi osservati nelle registrazioni della videosorveglianza.

Le annotazioni sono particolarmente interessanti alla luce delle nuove analisi. Alle 20:05:12 viene indicata una possibile persona in via dei Rossi, sul lato destro del vicolo. Alle 20:05:44 la tabella segnala un’altra presenza all’imboccatura, mentre alle 20:06:44 compare un’ombra. Alle 20:07:33 è annotata una sagoma che sembrerebbe affacciarsi e alle 20:13:11 un’ulteriore possibile presenza all’ingresso del vicolo.

Si tratta delle interpretazioni contenute nel documento del 2014, non di persone identificate. Gli orari riportati sono quelli associati alle registrazioni della telecamera e devono essere distinti dall’orario effettivo della precipitazione.

La risposta della Procura del 2014: “Passanti, attratti probabilmente dall’accaduto”

Il particolare più significativo emerge dalla risposta della Procura di Siena del 23 giugno 2014, indirizzata al giudice per le indagini preliminari.

L’atto ricorda espressamente l’esposto di Scarselli, nel quale venivano rappresentate la presenza di luci all’ingresso del vicolo, quella di persone, la possibile caduta di un piccolo oggetto e alcune discrepanze temporali tra il contatore del video e l’orario della telecamera. La Procura, tuttavia, considerava questi elementi insufficienti per giustificare nuove indagini, richiamando anche la precedente archiviazione.

“Altresì che non possono peraltro essere ritenuti elementi nuovi o comunque influenti quelli evidenziati dall’Ing. SCARSELLI nella integrazione di C.T., posto che si evidenzia la presenza di alcune persone e di luci che nessuna relazione causale hanno con l’evento mortale verificatosi, ben spiegabile con la circostanza che, pur trattandosi di un vicolo, era pur sempre una via pubblica e, quindi, frequentata da passanti, attratti probabilmente dall’accaduto. Lo stesso è a dirsi sia per quanto riguarda le luci che per un momento hanno illuminato il vicolo, sia per la traccia lasciata dalla caduta di un piccolo oggetto non meglio definito, mentre sugli scostamenti temporali già si è pronunciato codesto Giudice”.

La posizione espressa allora dai magistrati era dunque precisa: le presenze e le luci segnalate non venivano considerate elementi nuovi o influenti sull’accertamento della morte di Rossi, perché ritenute prive di relazione causale con l’evento. La frequentazione del vicolo da parte di possibili passanti incuriositi veniva indicata come spiegazione plausibile. Ma proprio questa interpretazione solleva un ulteriore interrogativo. Se si fosse davvero trattato di passanti incuriositi dall’accaduto e questi avessero visto Rossi a terra, ancora vivo e in pericolo, senza prestargli assistenza né avvisare immediatamente le autorità, non sarebbe stato necessario valutare anche un’eventuale omissione di soccorso? L’articolo 593 del Codice penale prevede infatti l’obbligo di prestare l’assistenza occorrente o dare immediato avviso all’autorità quando ci si imbatte in una persona ferita o altrimenti in pericolo.

Naturalmente, per ipotizzare concretamente tale responsabilità occorrerebbe stabilire chi fosse eventualmente presente nel vicolo, cosa avesse visto e come si fosse comportato. La sola rilevazione delle ombre non consente di accertarlo. Nel 2014 la Procura riteneva che quelle segnalazioni non giustificassero ulteriori attività investigative e trasmetteva gli atti integrati al giudice per le indagini preliminari per conoscenza ed eventuali valutazioni.

Le nuove analisi del RIS: dodici sequenze e le corrispondenze con il 2014

Il 12 ottobre 2026, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, sono stati illustrati i nuovi accertamenti del RIS dei Carabinieri di Roma sulle registrazioni di vicolo Monte Pio. La presentazione tecnica di 75 pagine, consultata da Affaritaliani, ricostruisce l’analisi dei filmati e gli esperimenti condotti il 22 giugno 2026, attraverso rilievi tridimensionali, simulazioni dei transiti automobilistici e verifiche sulle ombre proiettate dai fari sulla parete di Palazzo Salimbeni.

I Carabinieri hanno individuato dodici macro-eventi tra le 20:04:01 e le 20:14:28, con variazioni luminose compatibili con la presenza di uno o più corpi umani nella zona non direttamente inquadrata dalla telecamera.

Ed è proprio confrontando gli orari che emerge l’aspetto più interessante.

La tabella attribuita a Scarselli indicava un possibile soggetto alle 20:05:12. Il RIS individua il terzo macro-evento tra le 20:05:12 e le 20:05:18. L’annotazione del 2014 delle 20:05:44 coincide con l’inizio del quarto macro-evento; quella delle 20:06:44 con la conclusione del quinto. Lo stesso accade alle 20:07:33, orario finale del sesto evento, e alle 20:13:11, conclusione dell’undicesimo. Cinque riferimenti temporali presenti nella tabella del 2014 coincidono dunque con l’inizio o la fine di sequenze individuate dal RIS nel 2026. È un riscontro documentale rilevante, anche se non dimostra che ogni interpretazione formulata dodici anni prima fosse corretta o che le ombre appartenessero a persone diverse.

Il nuovo lavoro tecnico ha inoltre individuato cinque possibili posizioni all’imbocco del vicolo, contrassegnate dalle lettere A, B, C, D ed E. Dalle prime due sarebbe stato possibile vedere direttamente parti del corpo di Rossi a terra; dalla posizione E la visuale sarebbe stata limitata ai piedi. Dalle posizioni C e D, invece, gli edifici avrebbero impedito di vedere la vittima.

Secondo la presentazione RIS, dall’esame dei filmati emergerebbero inoltre movimenti degli arti superiori e della testa di Rossi fino alle 20:17:36, mentre l’ultimo movimento respiratorio percepibile viene collocato alle 20:20:13.

Su questi elementi si è espresso anche Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, che dopo la presentazione dei nuovi accertamenti ha dichiarato: “La novità più dirompente di oggi è che non era un passante”. Secondo Vinci, una o più persone avrebbero avuto un ruolo attivo nel presidiare il vicolo e nell’ostacolare i soccorsi mentre Rossi si trovava ancora a terra. Il presidente della Commissione ha inoltre prospettato una ricostruzione che coinvolgerebbe almeno quattro o cinque persone, con verosimilmente due soggetti incaricati di bloccare l’accesso al vicolo e altri presenti nell’ufficio di Rossi prima della precipitazione. Vinci ha indicato anche una possibile pista legata alla criminalità organizzata, facendo riferimento ad ambienti della Bassa Mantovana e della Bassa Reggiana e a possibili collegamenti con la ‘ndrangheta. Il presidente ha descritto l’ipotesi di un’azione compiuta da un’organizzazione strutturata, anziché da singoli individui mossi da un impulso improvviso.

Questi accertamenti pongono ulteriori interrogativi sulla possibilità che qualcuno si trovasse nei pressi del vicolo mentre Rossi era ancora vivo. Lo stesso Vinci aveva già illustrato ad Affaritaliani l’ipotesi di un’aggressione inizialmente finalizzata a intimidire Rossi e successivamente degenerata.

I documenti del 2014 e le nuove verifiche: che cosa cambia dopo dodici anni

Il confronto tra gli atti consultati da Affaritaliani e gli ultimi accertamenti evidenzia una differenza fondamentale.

Nel 2014 la Procura di Siena era già stata informata delle osservazioni su luci e possibili presenze nel vicolo, ma le aveva considerate non influenti ai fini dell’indagine, prospettando la presenza di passanti attratti dall’accaduto. Nel 2026 il RIS ha invece svolto una nuova verifica tecnico-scientifica, individuando dodici sequenze di ombre antropomorfe, studiandone la possibile origine e ricostruendo le posizioni dalle quali sarebbe stato possibile vedere Rossi a terra.

La conclusione del RIS riguarda la compatibilità delle ombre con presenze umane, non l’identificazione dei soggetti né l’attribuzione di responsabilità. Il nuovo esame, tuttavia, consente oggi di tornare su alcune delle segnalazioni che erano state sottoposte alla magistratura oltre dodici anni prima.

La documentazione del RIS si aggiunge inoltre alla relazione di 217 pagine di Edoardo Genovese e Robbi Manghi, pubblicata integralmente da Affaritaliani, nella quale i consulenti hanno giudicato l’ipotesi suicidaria tecnicamente e scientificamente insostenibile.

Spetterà all’autorità giudiziaria valutare quale rilievo attribuire alle nuove risultanze e se siano necessari ulteriori accertamenti.

David Rossi, i documenti sulle ombre nel vicolo

Affaritaliani mette a disposizione dei lettori la presentazione tecnica RIS illustrata alla Commissione parlamentare d’inchiesta, insieme alla documentazione del 2014 nelle versioni predisposte per la pubblicazione.

Presentazione RIS sulle ombre nel vicolo Monte Pio – 75 pagine

Tabella cronologica attribuita a Luca Scarselli – 2014

Ricevuta di deposito dell’esposto – 25 marzo 2014

Risposta della Procura di Siena – 23 giugno 2014

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Ucraina, telefonata tra Leone XIV e Putin: il Pontefice chiede una tregua per i civili a Kherson

16 October 2026 at 16:55

Vaticano e Cremlino a colloquio: telefonata nel pomeriggio tra Leone XIV e Putin

Colloquio telefonico nel pomeriggio tra il Papa e il presidente russo Vladimir Putin. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede, spiegando che “nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”.

Sul fronte opposto, il Cremlino – tramite l’agenzia Tass – ha reso noto che il presidente russo ha ringraziato il Pontefice per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto, sottolineando il valore della cooperazione tra Mosca e la Santa Sede. Durante il confronto, Putin ha offerto una “spiegazione esaustiva” sulle responsabilità attribuite a Kiev per l’emergenza nella città occupata, esprimendo al contempo sostegno all’iniziativa vaticana per garantire la sicurezza degli abitanti e l’arrivo dei rifornimenti essenziali.

Putin: “Auguri di pronta guarigione”

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha infine espresso “sinceri auguri di salute e pronta guarigione” a Papa Leone XIV dopo il recente intervento chirurgico. Secondo una nota del Cremlino, citata dall’Interfax, Putin ha spiegato “l’importanza della cooperazione russo-vaticana nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto cristiani in diverse regioni del mondo”. Nella dichiarazione si legge che “entrambe le parti hanno sottolineato il loro interesse a proseguire il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana”.

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Papa Leone XIV ha celebrato la messa al Gemelli. Ecco come sta dopo l’operazione

16 October 2026 at 15:27

Papa Leone, migliorano le condizioni di salute: esami positivi, ha celebrato messa al Gemelli

Migliorano costantemente le condizioni di salute di Papa Leone, ricoverato all’ospedale Gemelli. Gli ultimi accertamenti, effettuati nella mattinata di oggi, hanno dato esito positivo, confermando i progressi del recupero post operatorio. A comunicarlo sono stati i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, attraverso una nota diffusa dalla sala stampa vaticana. “Questa mattina ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali. Sono proseguite anche le sedute di fisioterapia respiratoria, mentre il recupero procede al punto da consentire al Pontefice di svolgere le normali attività quotidiane «in completa autonomia”, riferisce il bollettino medico.

Segnali positivi arrivano anche dalla vita religiosa. Papa Leone ha celebrato la messa all’interno dell’ospedale e ha distribuito la comunione, dopo aver concelebrato nei giorni scorsi. Il Pontefice, inoltre, è “di buon umore” e ha proseguito anche oggi la propria attività lavorativa, come confermato dalla sala stampa vaticana. Anche questa domenica, “l’Angelus ci sarà”.

Dimissioni, per ora nessuna novità

Resta aperta la questione dei tempi di dimissione: “Al momento non abbiamo ricevuto comunicazione da parte dei medici riguardo alle dimissioni, se non quelle che abbiamo avuto fin dall’inizio. I medici ci hanno dato una tempistica quando il Papa è entrato. Finora non hanno modificato quella tempistica. Se poi ci dovessero essere delle modifiche, ce lo comunicheranno i medici stessi”, fanno sapere dalla sala stampa vaticana.

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Mille euro al mese ai giovani per due anni, in Campania arriva il “reddito di restanza”: ecco cos’è

16 October 2026 at 15:26

Campania, arriva il reddito di restanza: fino a mille euro al mese ai giovani che scelgono di restare nei piccoli comuni

Mille euro al mese per due anni per incentivare i giovani a restare nei piccoli comuni della Campania, oppure a tornarci dopo aver vissuto altrove. È l’obiettivo del cosiddetto “reddito di restanza”, al centro di una proposta di legge regionale pensata per contrastare lo spopolamento delle aree interne e favorire nuove opportunità per le comunità locali. Il testo, intitolato “Misure di contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni delle aree interne della Campania”, porta la firma di Raffaele Aveta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, e ha ricevuto anche il sostegno di Nino Simeone, capogruppo della lista Fico Presidente. La proposta si inserisce nel quadro politico della Giunta guidata da Roberto Fico, ma dovrà completare il proprio iter prima di poter diventare operativa.

Il principio alla base dell’iniziativa è quello della “restanza attiva”, concetto associato all’antropologo Vito Teti. Restare, in questa prospettiva, non significa rinunciare a partire, ma scegliere consapevolmente di costruire il proprio futuro nel territorio d’origine, contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del paese.

Chi può accedere al contributo

La misura è rivolta ai giovani tra i 18 e i 45 anni e riguarda i comuni campani con meno di 2mila abitanti che presentano specifiche condizioni di fragilità territoriale. Tra i requisiti previsti figurano l’appartenenza alle aree interne individuate dalla Strategia nazionale, la classificazione come comuni periferici o ultraperiferici, la condizione di comune montano o l’appartenenza a Comunità montane e Unioni di comuni montani. La Giunta regionale potrà inoltre individuare altri territori sulla base di indicatori come il calo demografico, la fuga dei giovani, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi.

Per partecipare sarà necessario risiedere e vivere stabilmente nel comune da almeno dodici mesi. Potranno candidarsi anche coloro che vi hanno vissuto in passato per almeno un anno, a condizione di tornarvi prima di ricevere il primo pagamento e di mantenere la residenza per tutta la durata del sostegno. Il numero dei beneficiari sarà comunque limitato: la proposta stabilisce un massimo di cinque persone contemporaneamente per ciascun comune.

Due percorsi: progetti sociali e nuove imprese

Il progetto prevede due modalità di accesso al sostegno economico. La prima è il “percorso di comunità”, destinato a finanziare iniziative di utilità sociale, culturale, educativa, ambientale o di innovazione digitale, progettate sulla base delle esigenze del territorio. Per questo percorso è previsto un assegno di mille euro al mese per un massimo di 24 mesi, senza possibilità di rinnovo. I progetti saranno valutati dalla Regione dopo aver acquisito il parere motivato del Comune interessato. Le iniziative non dovranno necessariamente trasformarsi in attività economiche, ma non potranno sostituire le normali funzioni dell’amministrazione comunale né attività che richiedono l’affidamento attraverso una gara. L’obiettivo è sostenere progetti utili alla collettività senza creare forme di lavoro a basso costo per gli enti locali.

La seconda possibilità è il “percorso d’impresa”, rivolto a chi intende avviare una nuova attività o subentrare in un’impresa già esistente, anche attraverso una cooperativa. In questo caso il contributo mensile scende a 800 euro per un massimo di 18 mesi e non viene ridotto in presenza di eventuali guadagni. A questo sostegno si aggiunge un contributo per le spese di avvio che può arrivare fino a 25mila euro, insieme a percorsi di formazione e tutoraggio finanziati dalla Regione. Nella selezione delle domande avranno un peso determinante le prospettive di sostenibilità economica dell’attività proposta.

Chi conclude il percorso di comunità potrà successivamente accedere a quello d’impresa, purché l’attività sia coerente con il progetto iniziale. La durata complessiva del sostegno non potrà comunque superare i 36 mesi e sarà possibile beneficiarne una sola volta. La partecipazione al programma, inoltre, non attribuirà alcun titolo preferenziale per future assunzioni o incarichi pubblici, così da evitare che la misura si trasformi in un nuovo canale di precariato in attesa di stabilizzazione.

Il fondo regionale da 21 milioni di euro

Per finanziare l’iniziativa, la proposta istituisce un Fondo regionale per il contrasto allo spopolamento da 21 milioni di euro nell’arco di tre anni. La ripartizione prevista è di un milione per il 2026 e dieci milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Ogni anno il 70% delle risorse sarà destinato alla spesa corrente, principalmente per finanziare gli assegni mensili, mentre il restante 30% servirà a sostenere gli investimenti e i contributi alle imprese.

A regime, le risorse disponibili consentirebbero di finanziare circa 580 assegni annuali per il percorso di comunità, nell’ipotesi che tutti i beneficiari scelgano questa modalità. I fondi destinati agli investimenti permetterebbero invece di coprire fino a 120 contributi da 25mila euro ciascuno, se erogati tutti nella misura massima.

Il provvedimento è al primo passaggio in Commissione I e dovrà proseguire il proprio iter istituzionale. La sua eventuale approvazione sarà solo il primo passo: la sfida sarà verificare se il sostegno economico riuscirà davvero a contrastare la perdita di popolazione nei piccoli comuni. La proposta prevede infatti che la Giunta riferisca ogni anno al Consiglio regionale sui risultati raggiunti, comune per comune, verificando in particolare se i giovani siano rimasti sul territorio anche a due anni dalla conclusione del contributo.

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Trump: Elon Musk è 80 per cento genio e per il restante 20 ha dei problemi. Glielo dico sempre

16 October 2026 at 15:16

(Agenzia Vista) Usa, 16 ottobre 2026
“Dunque, tra 20 giorni, gli abitanti dell’Arizona sconfiggeranno la vostra governatrice, Katie Hop: una figura orribile, espressione di quella sinistra radicale che ha fallito. È terribile. Innanzitutto, è una persona stupida. L’avete mai vista? Giuro, è proprio stupida. Conosco persone intelligenti; ho a che fare con gente che va da Elon Musk fino a Katie… beh, c’è una bella differenza! Elon è per l’80% un super genio, mentre per il 20% ha qualche piccolo problema – glielo dico sempre! Ma è comunque un’ottima persona. La scorsa settimana abbiamo incontrato il presidente della Cina e la gente ha chiesto: “Perché lo fate?”. Lo facciamo perché andiamo d’accordo. Sapete, i rapporti con la Cina vanno a gonfie vele; ci guadagniamo un sacco di soldi. Un tempo, invece, con la Cina ci rimettevamo un sacco di denaro. Ora ci guadagniamo molto, e anche la Cina ci rispetta”, lo ha detto Trump a un comizio in Arizona.
Trump – not for sale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni forza il negoziato sull’ETS: Bruxelles apre ai correttivi, ora la prova dei costi per l’industria

16 October 2026 at 15:15

ETS, il pressing di Meloni e il nodo competitività: cosa ha ottenuto l’Italia a Bruxelles

Poco prima della partenza per Bruxelles, Giorgia Meloni avrebbe avuto, secondo fonti a lei vicine, una breve conversazione con Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. L’indiscrezione, anche se da confermare, si inserisce in quel costante dialogo tra governo e imprese, nel quale il costo dell’energia e le regole europee sulle emissioni occupano da mesi un posto centrale. Ed è proprio su quel terreno che la premier ha concentrato una parte significativa del negoziato al Consiglio europeo.

«La questione, in fondo, è piuttosto semplice: che senso ha chiedere alle imprese europee di competere sui mercati internazionali se poi vengono costrette a sostenere costi che i loro concorrenti americani o asiatici non hanno? È attorno a questo interrogativo che Giorgia Meloni ha costruito una delle partite più delicate del Consiglio europeo di Bruxelles», racconta una fonte diplomatica di stanza a Bruxelles.

Per arrivare a un’intesa sull’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, ci sono volute ore di discussioni e una mediazione conclusa nella notte. Meloni non ha ottenuto la sospensione del meccanismo né il rinvio dell’ETS2 invocato dall’Italia e da altri governi, ma nelle conclusioni compare una richiesta precisa alla Commissione: aggiornare la valutazione degli effetti dell’ETS2, a partire dalla sua struttura e dalle misure di salvaguardia.

Al tempo stesso, i Ventisette sollecitano interventi contro l’eccessiva volatilità del prezzo della CO₂ e richiamano esplicitamente la necessità di proteggere la competitività industriale. Per capire perché Roma abbia insistito tanto sull’ETS basta guardare i bilanci delle imprese italiane, già alle prese con un costo dell’energia che pesa sulla competitività. Il sistema europeo impone agli impianti industriali interessati di restituire quote corrispondenti alle emissioni prodotte. Una parte è ancora assegnata gratuitamente; le altre vanno comprate sul mercato.

Il meccanismo serve a incentivare la riduzione della CO₂. Ma quando le tecnologie necessarie per tagliare le emissioni sono costose, o non ancora disponibili su scala industriale, il conto rischia di diventare pesante. Nell’acciaio, nel cemento, nella chimica, nel vetro e nella ceramica al costo diretto delle emissioni può aggiungersi quello indiretto dell’elettricità. Per le imprese italiane, già esposte a prezzi dell’energia spesso elevati, la combinazione può diventare particolarmente difficile da sostenere. Il pericolo non è soltanto una contrazione dei margini. È il cosiddetto carbon leakage: produzioni che si spostano in Paesi dove i vincoli sulle emissioni sono meno onerosi, con il rischio di perdere occupazione e capacità industriale in Europa senza ridurre le emissioni complessive a livello mondiale.

È una delle ragioni per cui Bruxelles ha introdotto anche il CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere; restano tuttavia questioni aperte, tra cui la protezione delle esportazioni europee. È su questo nodo che Adolfo Urso insiste da tempo. Il 26 febbraio, al termine del confronto con i ministri dei Paesi riuniti nel formato Friends of Industry, il titolare del MIMIT aveva chiesto di sospendere l’ETS in attesa di una revisione profonda dei parametri di riferimento, delle quote gratuite e del calendario della loro progressiva eliminazione. Aveva inoltre sollecitato uno strumento stabile di sostegno alle imprese esportatrici.

Urso, insomma, non chiedeva qualche correttivo di facciata. A suo giudizio, bisognava intervenire sulle regole che rischiano di rendere sempre meno conveniente produrre in Europa. Un altro passaggio si è avuto l’8 aprile, quando Urso ha incontrato a Roma Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione per la prosperità e la strategia industriale. Nel bilaterale si è discusso anche della revisione dell’ETS e delle preoccupazioni delle imprese sui benchmark, i parametri che concorrono a determinare le quote assegnate gratuitamente. Il confronto con Séjourné mostra come il dossier sia stato seguito non soltanto a Palazzo Chigi, ma anche nei rapporti diretti tra il ministero e l’esecutivo europeo. Al vertice la discussione è ripartita da qui.

L’Italia ha trovato punti di contatto con la Polonia e con alcuni governi dell’Europa centro-orientale, preoccupati per il peso della transizione sui sistemi produttivi. Altri Stati hanno insistito perché non venissero indeboliti gli impegni climatici già assunti. Alla fine è prevalsa una mediazione: l’ETS resta uno strumento centrale della politica europea, ma nelle conclusioni trovano spazio la volatilità del prezzo della CO₂, i rincari dell’elettricità e le ricadute sulla competitività delle imprese. C’è poi una distinzione importante.

L’ETS2, richiamato esplicitamente nelle conclusioni, riguarda i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale: le sue ricadute interesserebbero soprattutto il riscaldamento e i carburanti. L’ETS tradizionale, invece, riguarda direttamente gli impianti dei settori energivori, le quote gratuite e il rischio di delocalizzazione. Sono due questioni diverse, ma entrambe incidono sui costi della transizione. Ed è su questi costi che il governo italiano vuole continuare a incalzare Bruxelles.

Per Confindustria, che da mesi segnala il peso dell’energia e la necessità di regole sostenibili per la manifattura, il passaggio europeo può offrire uno spazio di confronto ulteriore. Sarebbe però prematuro parlare di una riforma già ottenuta. Il Consiglio ha chiesto ai colegislatori di accelerare il lavoro sulla riserva stabilizzatrice del mercato e alla Commissione di riesaminare gli impatti dell’ETS2. Non ha deliberato la sospensione dell’ETS né fissato il rinvio dell’ETS2 al 2030.

Per Meloni il risultato politico sta nell’aver portato le richieste di correzione dentro un testo condiviso dai leader europei, dopo mesi di pressioni italiane e di interlocuzioni condotte anche da Urso con la Commissione. La partita, però, non si è chiusa nella notte di Bruxelles. Si sposta adesso negli uffici della Commissione e nei successivi negoziati, dove si deciderà quanto di quelle richieste finirà davvero nelle regole. Per le imprese, alle prese ogni giorno con il prezzo dell’energia, le dichiarazioni di principio non bastano. Servono provvedimenti. E soprattutto risultati.

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Digital Innovation Forum, l’esperto Luigi Martino: “Dagli Usa alla Cina: così il potere della tecnologia ridisegna gli equilibri tra Stati”

16 October 2026 at 15:11

Siamo qui alla quarta edizione del Digital Innovation Forum, che quest’anno ha come titolo “L’Europa del fare innovazione”. Come si fa innovazione oggi in Europa e, guardando all’Italia, a che punto siamo in ottica di investimenti?

“Questo forum è molto importante soprattutto perché, invece di vendere qualcosa, mette a fattore comune vari attori che concorrono a creare l’innovazione per l’Italia: attori istituzionali, industriali, l’accademia e anche esperti. Quindi non è solo rilevante, ma è necessario avere queste opportunità di discussione, di dibattito e di confronto. L’Europa sta cercando di crearsi una propria posizione nel contesto dell’innovazione sotto due aspetti, sia armonizzando tutte le attività che sono sparpagliate, da un punto di vista di progetti, finanziamenti e iniziative, quindi armonizzando sotto il cappello del concetto di sovranità digitale europea, o meglio l’autonomia digitale.

L’Italia sta cercando di giocare un ruolo importante in questo, priorizzando quali sono le iniziative, spingendo anche verso iniziative rilevanti e cercando di portare al tavolo dei processi decisionali europei la voce italiana. Lo fa non solo con i grandi centri italiani, ma anche favorendo lo sviluppo o la commistione tra attività di ricerca e la commercializzazione della ricerca, mettendo a fattore comune, per esempio, università, spin-off accademici e anche piccole e medie imprese, che sono l’ossatura dell’economia italiana. È necessario fare un salto di qualità? Assolutamente sì, però rendiamoci conto che da soli, come italiani, non andiamo da nessuna parte. Abbiamo però l’opportunità di farlo con i 27 che compongono il mercato europeo e anche la parte politica europea”.

In questo forum, sia ieri sia oggi, si è parlato molto anche di calcolo quantistico, supercomputer e blockchain. A che punto siamo su questo lato a livello di investimenti in Italia e dove dovremmo mirare e puntare?

“Innanzitutto cerchiamo di capire dove siamo a livello internazionale. Questi sono progetti di cosiddette tecnologie dirompenti, disruptive technologies. Ancora sono tecnologie che non sappiamo se produrranno degli effetti oppure se saranno tecnologie fallimentari. Ovviamente, l’investimento prevede anche dei rischi, di impresa o innovazione. Abbiamo visto molte volte, parliamo oggi di AI, un’AI un po’ più matura, però molte volte abbiamo assistito all’inverno dell’AI per vari anni e con varie iniziative.

Dove siamo a livello italiano? Siamo in un posizionamento molto importante con delle realtà di nicchia italiane, con delle piccole e medie imprese italiane, sparpagliate per varie regioni del territorio. Ci sono delle iniziative molto interessanti che riguardano non solo l’Italia, ma attori italiani che lavorano a livello internazionale. Per esempio, io, da un punto di vista sia accademico che industriale, lavoro con l’Agenzia Spaziale Europea su un progetto per creare una piattaforma di validazione e certificazione della tecnologia post-quantistica nel contesto spazio. Lo stiamo facendo in un’ottica anche di investimento: investimento delle risorse, ma anche investimento di attività e di risorse umane. Quindi stiamo andando molto avanti anche in Italia. Ricordiamoci che il nostro Paese ospita uno dei supercomputer a livello europeo, che è a Bologna con il Cineca, che ci permette anche di fare attività sperimentali avanzate, ospitando progetti internazionali nel nostro Paese. Quindi gli investimenti non sono tantissimi, però sono degli investimenti di nicchia che permettono quantomeno di creare un’effervescenza anche industriale, perché gli investimenti non sono tutto: serve anche una capacità imprenditoriale per proporre delle idee innovative”.

Nel suo ultimo libro, Il mondo codificato. Potere, politica e mercato, si pone l’accento anche sul legame tra tecnologie e relazioni internazionali. A tal proposito, come impattano di fatto l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e tutte le infrastrutture digitali sull’equilibrio tra gli Stati?

“La tecnologia è sempre stata un elemento della politica internazionale, utilizzata dagli Stati per proiettare anche il loro potere nella politica internazionale. Il problema oggi è che stiamo assistendo a qualcosa di diverso, a un cambio di paradigma, dove la politica senza gli attori privati non può proiettare quel potere in modo autonomo. Quindi c’è bisogno sempre di più che l’attore privato appoggi o condivida l’agenda politica dell’attore politico. Lo vediamo negli Stati Uniti, vi ricordate tutti la fotografia dell’inaugurazione dell’amministrazione Trump, dove in prima fila non c’erano rappresentanti politici, ma rappresentanti delle più grandi aziende di tecnologia. Lo vediamo in Cina, ma questo non vuol dire che non sia possibile vederlo anche in Italia e in Europa. Ci vuole quindi una convergenza di interessi sia nazionali che aziendali.

Il problema di fondo rispetto alle tecnologie del passato è che le tecnologie di cui parliamo oggi sono accessibili a tutti e non sono ben governate. Quindi abbiamo bisogno di implementare delle capacità di governo, ed è qui che torna il ruolo della politica. Il mercato da solo non può andare da nessuna parte, perché ci sono interessi ben diversi, orientati al business, però la politica ha ancora un ruolo predominante per governare queste dinamiche, partendo dal presupposto che, secondo me, è sbagliato considerare la tecnologia buona o cattiva, ma è anche sbagliato considerarla neutrale. È il ruolo della politica capire come questa tecnologia deve essere utilizzata nell’interesse collettivo o quantomeno nell’interesse particolare di uno Stato, nell’interesse nazionale. Ed è qui che si può giocare un ruolo prevalente nel fare entrare nell’agenda dei partiti di governo o anche dei parlamenti la questione dell’interesse tecnologico nazionale: come io lo gestisco anche per tutelare i miei interessi, ma anche per proiettare i miei interessi a livello internazionale”.

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JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata

16 October 2026 at 13:27

JTI porta nel capoluogo lombardo un evento tra performance musicali, installazioni immersive e nuovi talenti per presentare la gamma LYO di Ploom. Sul palco Ernia e una line-up di artisti emergenti

JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata
JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata

Milano si trasforma in un giardino in cui musica, creatività e innovazione si incontrano. È questa l’atmosfera che ha caratterizzato Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing, l’evento organizzato da JTI il 15 ottobre nel capoluogo lombardo. Una serata che ha visto Ernia protagonista sul palco, affiancato da una selezione di artisti emergenti, e che ha accompagnato gli ospiti attraverso installazioni, ambienti immersivi e performance musicali. A fare da filo conduttore, il concetto di crescita, interpretato attraverso il talento, la contaminazione tra linguaggi artistici e la scoperta di nuove esperienze. L’occasione è stata anche quella di presentare LYO, la nuova gamma di stick senza tabacco contenenti nicotina di Ploom, attraverso un percorso dedicato alle differenti preferenze dei consumatori adulti.

L’appuntamento si inserisce nel percorso di innovazione di JTI, fondato sull’ascolto dei consumatori adulti e sullo sviluppo di proposte in linea con l’evoluzione delle loro preferenze. In questo quadro, l’Italia rappresenta per il Gruppo un mercato strategico e un contesto nel quale mettere in relazione tecnologia, cultura e creatività.

“In JTI consideriamo l’innovazione una leva fondamentale per creare valore e rispondere in modo concreto all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti. È un impegno che nasce dall’ascolto, dalla ricerca e dalla capacità di integrare tecnologia, cultura e creatività. L’Italia riveste un ruolo strategico in questo percorso e iniziative come Ploom Flavour Garden testimoniano la nostra volontà di continuare a investire nel Paese, sviluppando proposte ed esperienze sempre più rilevanti per il pubblico adulto”, ha dichiarato Igor Dzaja, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia.

Protagonista della serata è stato Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale. Accanto a lui, una line-up di artisti emergenti ha accompagnato il pubblico adulto lungo le diverse fasi dell’appuntamento, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi ed esperienze musicali differenti. La musica ha rappresentato così il filo conduttore dell’intera serata e l’elemento di raccordo tra il racconto della crescita, i talenti coinvolti e l’esperienza Ploom.

L’evento ha inoltre accompagnato la comunicazione della nuova gamma LYO attraverso un percorso legato alle preferenze individuali. Gli ospiti adulti hanno potuto esplorare quattro ambienti ispirati alle referenze Arctic Mint, Wild Berry, Golden Pear e Winter Apple, ciascuno caratterizzato da colori, elementi visivi e installazioni dedicati. Il tema della scelta ha rappresentato il punto di incontro tra l’esperienza musicale e il racconto della gamma, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere referenze differenti all’interno di un percorso coerente con il concept dell’evento.

“La musica è uno dei territori attraverso cui Ploom costruisce un dialogo contemporaneo con i consumatori adulti. Ploom Flavour Garden si inserisce in questo percorso e accompagna la comunicazione della nuova gamma LYO con un’esperienza che mette al centro le preferenze individuali. Il concept della serata traduce il valore della scelta in un racconto concreto, nel quale musica e creatività permettono di conoscere le diverse referenze della gamma attraverso un linguaggio vicino ai territori culturali presidiati da Ploom”, ha dichiarato Akira Yamaguchi, Marketing Director di JTI Italia.

Con Ploom Flavour Garden, JTI Italia prosegue il proprio percorso di innovazione, mettendo in relazione l’ascolto dei consumatori adulti con la tecnologia e i linguaggi della cultura contemporanea. L’appuntamento milanese ha unito la presentazione della gamma LYO al consolidato legame di Ploom con la musica, attraverso un racconto dedicato alla crescita, al talento e alle diverse preferenze dei consumatori adulti.

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