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“È stato travolgente e terrificante, non posso portare il peso del mondo sulle mie spalle. Klara? Mercoledì si sbarazzerebbe di lei facendola saltare in aria”: Jenna Ortega presenta il nuovo film alla Festa di Roma

18 October 2026 at 14:34

“A volte è stato travolgente e terrificante, ti senti disconnesso dal mondo che ti circonda; sono consapevole di essere un personaggio pubblico, so bene che le persone sono libere di farsi le loro idee ed esprimersi online e so che non posso cercare di accontentare tutti, di piacere a tutti… ma io non posso portare il peso del mondo sulle mie spalle, posso solo cercare di essere la versione migliore di me stessa e imparare il più possibile a essere gentile con chi mi circonda”. A dirlo è Jenna Ortega alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Accolta da fan in attesa fin dalle prime ore del mattino e da una sala stampa gremita, la ventiquattrenne ha portato nella Capitale un’ondata di entusiasmo inedita per questa edizione, firmando decine di autografi sul red carpet con la consumata esperienza di una diva navigata. L’occasione è la presentazione, nella sezione Grand Public, di “Klara and the Sun“, pellicola diretta dal Premio Oscar Taika Waititi e tratta dall’omonimo romanzo distopico di Kazuo Ishiguro (Premio Nobel per la Letteratura 2017).

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Sir Paul McCartney perde centimetri e la pazienza: «Il mio sosia è troppo basso»

18 October 2026 at 10:30

Quattro film per raccontare la leggenda dei Fab Four, ma Sir Paul ha già trovato qualcosa che non va. Il suo interprete Paul Mescal sembra più basso di John Lennon. E il regista Sam Mendes finisce sotto esame.

Hanno rivoluzionato la musica, conquistato il pianeta e trasformato quattro ragazzi di Liverpool in un fenomeno immortale. Ma a quanto pare la grandezza dei Beatles, almeno al cinema, si misura anche in centimetri.

A sollevare la questione è Paul McCartney, 84 anni e una carriera che basterebbe a riempire un’enciclopedia. Il problema? Nei quattro film dedicati ai Beatles, diretti da Sam Mendes, l’attore incaricato di interpretarlo, Paul Mescal, appare troppo basso rispetto al collega che veste i panni di John Lennon. Una faccenda apparentemente minuscola. Ma Sir Paul, evidentemente, non intende farsi ridimensionare. Nemmeno per esigenze cinematografiche.

Abbey Road, la guerra dei centimetri

La miccia si accende davanti a una fotografia delle riprese che ricrea la leggendaria copertina di Abbey Road. McCartney nota che Mescal sembra più basso di Harris Dickinson, il nuovo Lennon.

Apriti cielo. Durante il podcast Good Hang di Amy Poehler, il musicista racconta di aver contattato Mendes per protestare. Il regista lo tranquillizza: sarebbe soltanto una questione di falcata. E gli spedisce un’altra immagine nella quale le proporzioni tornano accettabili.

Del resto, McCartney rivendica una verità storica: John, Paul e George erano sostanzialmente della stessa altezza. Soltanto Ringo era leggermente più basso. Una specie di democrazia dei centimetri.

Quattro Beatles, quattro film e qualche malumore

Il progetto, atteso nell’aprile 2028, prevede quattro pellicole, una per ciascun componente della band. Mescal sarà McCartney, Dickinson interpreterà Lennon, Joseph Quinn sarà George Harrison e Barry Keoghan vestirà i panni di Ringo Starr.

Non è la prima volta che Paul contesta la propria rappresentazione cinematografica. Già nel film Nowhere Boy, del 2009, aveva trovato il suo personaggio troppo minuto e remissivo rispetto a Lennon. Intanto qualche mugugno arriva anche dall’universo femminile dei Beatles: Jane Asher non intende vedere i film, mentre Pattie Boyd ha lamentato di non essere stata consultata.

Insomma, Sam Mendes dovrà gestire quattro film, milioni di fan e una leggenda musicale praticamente intoccabile. Ma soprattutto dovrà ricordarsi una cosa: Paul McCartney può anche aver scritto Yesterday. Non per questo accetterà di essere ricordato come il Beatle formato tascabile.

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Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale

18 October 2026 at 10:00

Trenta spettacoli, incontri, rassegne cinematografiche ed eventi per attraversare il teatro contemporaneo senza rinunciare alla memoria, alla contaminazione tra linguaggi e alla curiosità verso ciò che ancora non conosciamo. È questa la nuova sfida dell’Off/Off Theatre, che dal 3 novembre al 9 maggio torna ad animare via Giulia con una stagione firmata dalla direzione artistica di Silvano Spada e racchiusa nella sua dichiarazione d’identità: “L’altro Teatro”. Un cartellone che sceglie di non seguire un’unica direzione, ma di costruire un percorso capace di mettere in dialogo grandi interpreti, nuovi talenti, autori contemporanei, cinema, musica, danza e teatro internazionale. Una programmazione nella quale la tradizione diventa punto di partenza per interrogare il presente.

Dal cinema di ieri alle storie di oggi

A inaugurare la stagione, dal 3 all’8 novembre, è C’era una volta il cinema, scritto e diretto da Marco Risi, al debutto nella regia teatrale. Protagonisti Lucia Rossi, Marco Giustini e Andrea De Rosa, chiamati a evocare tre figure simbolo della grande stagione cinematografica italiana: Alberto Sordi, Silvana Mangano e Dino De Laurentiis. Un omaggio a un cinema capace di trasformarsi in sogno collettivo e di riempire le sale con la sua magia. Il rapporto tra palcoscenico e grande schermo prosegue con l’incontro dedicato a Luchino Visconti, il 12 novembre, presentato da Caterina D’Amico, Pino Strabioli e Silvano Spada, e con la rassegna cinematografica dedicata a Tomas Milian, dal 5 al 7 novembre, a dieci anni dalla scomparsa. In programma La notte brava di Mauro Bolognini, I Delfini di Citto Maselli e Delitto al ristorante cinese di Bruno Corbucci.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Pino Insegno e Pino Strabioli all’Off/Off Theatre per la presentazione della nuova stagione 2026/27

I grandi protagonisti della cultura

La stagione attraversa poi alcune delle figure più affascinanti della letteratura e dello spettacolo. Milena Vukotic sarà Colette in Colette, dal 9 al 13 dicembre, testo e regia di Silvano Spada, dedicato alla scrittrice che seppe trasformare la propria vita in materia letteraria e scandalizzare il proprio tempo. Nel centenario della nascita di Dario Fo, Parliamo di donne, in scena l’1 e 2 dicembre con Gilberta Crispino, porta sul palco la scrittura del grande autore, con la regia di Mattea Fo e Donatella Massimilla. Torna, dopo il successo della precedente stagione, Colazione da Truman, il 14 e 15 novembre, con Santino Fiorillo e la partecipazione di Marisela Federici, nei panni di Babe Paley, figura iconica del jet set newyorkese, per raccontare Truman Capote e il mondo scintillante e spietato che lo circondava.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Santino Fiorillo protagonista con lo spettacolo Colazione da Truman

A completare il viaggio nella letteratura e nei grandi personaggi sono Eleonora. Ultima notte a Pittsburgh, dall’8 all’11 aprile, scritto da Ghigo De Chiara con Elena Croce e la regia di Alessio Pizzech; De Profundis di Oscar Wilde, dal 20 al 22 aprile, con Salvatore Langella e Dario Guidi e la regia di Giuseppe Bucci; e Virginia & Vita di Valeria Moretti, con Patrizia Bellucci, Morgana Forcella e Sofia Bucci, diretto da Fabio Lombardi. A maggio, dal 7 al 9, Iaia Forte e Pino Strabioli saranno protagonisti di Notte Penna.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Silvia Salemi protagonista all’Off/Off Theatre con “La voce nel cassetto”, un viaggio tra musica, ricordi, interpretazioni e celebri cover

Quando il teatro incontra la musica

Musica, prosa e canzone trovano una sintesi naturale in diversi appuntamenti del cartellone. Dal 14 al 17 gennaio Peppe Barra sarà protagonista di Buonasera a tutti, mentre Alice De André, il 10 e 11 novembre, porta in scena Alice (non canta) De André, racconto ironico e disarmante di un nonno mai conosciuto. Dal 20 al 22 novembre Silvia Salemi sarà protagonista di La voce nel cassetto, un percorso tra interpretazioni e cover che mette insieme grinta e fragilità. Dal 23 al 28 febbraio, invece, Clara Galante sarà protagonista di Califano per sempre, dedicato alle canzoni disincantate e malinconiche di Franco Califano. Dal 17 al 19 dicembre, spazio al cabaret con Cabaret all’Off/Off di Pierfrancesco Poggi.

Social, web e intelligenza artificiale

Uno dei tratti più significativi della nuova stagione è la volontà di interrogare il presente e i suoi cambiamenti. In Cyberwar, dal 12 al 14 marzo, Alessandro Blasioli affronta il lato oscuro della rivoluzione digitale in uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo: dietro le potenzialità della tecnologia e le meraviglie del mondo digitale emergono le minacce del Dark Web, la manipolazione dell’informazione, la criminalità, la guerra e la violazione della privacy. Il rapporto tra teatro e nuovi linguaggi prosegue con Fuori programma, dal 5 al 7 febbraio, interpretato da Leonardo Bocci e Mario De Lillo, due volti seguitissimi sul web, con la regia di Danila Stalteri. Una scelta che conferma la volontà dell’Off/Off di confrontarsi con una realtà nella quale il confine tra palco, rete e vita quotidiana è sempre più sottile.

Donne, identità e nuove libertà

A completare il programma è Ribalta Giovani, concorso dedicato ad attori, attrici e danzatori under 35, nel quale sarà il pubblico a votare gli spettacoli. Per la prosa arrivano L’età più bella e La soffitta di Anne, rilettura teatrale del Diario di Anna Frank; per la danza Nostalgia dell’Altrove. Un modo per trasformare il pubblico non soltanto in spettatore, ma in parte attiva del percorso di selezione e scoperta dei nuovi talenti.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Silvano Spada presenta la nuova stagione del Teatro Off/Off di Roma 2026/27

La creatività resta patrimonio dell’essere umano

A chiudere idealmente il percorso della nuova stagione è la riflessione di Silvano Spada sull’intelligenza artificiale e sul rapporto sempre più stretto tra tecnologia e cultura. Non sono tech geek e tantomeno total nerd, racconta il direttore artistico, ricordando di aver scoperto quasi casualmente come l’intelligenza artificiale descrive l’Off/Off Theatre. Una definizione che lo ha colpito per la sua capacità di restituire l’identità del teatro: uno spazio culturale moderno nel cuore di Roma, inaugurato nel 2017, dedicato alla prosa, alla musica, al cinema, agli incontri e agli eventi, con una particolare vicinanza tra pubblico e artisti. Ma proprio questa incursione dell’intelligenza artificiale apre una riflessione più ampia. Da una parte l’entusiasmo per le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, dall’altra il timore per i rischi etici, la perdita di controllo e le conseguenze di un cambiamento destinato a ridisegnare profondamente la realtà. Resta, però, una certezza: la tecnologia può cambiare gli strumenti, ma la creatività e il valore aggiunto dell’arte appartengono ancora all’essere umano. E il teatro, nella sua capacità di creare un rapporto irripetibile tra chi è sul palco e chi guarda, continua a custodire quella magia che nessuna AI può sostituire.

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Corona insegue De Martino: Affari Tuoi? No, solo guai… suoi. E finisce in caserma

18 October 2026 at 09:30

L’ex re dei paparazzi avrebbe tallonato il conduttore di Rai 1 per le strade di Milano. I carabinieri lo fermano, lui resta senza Suv e si ritrova con una denuncia. Ma quale segreto stava cercando di scoprire?

Protagonista di una serata milanese che sembra scritta da uno sceneggiatore sotto psicofarmaci, l’ex sovrano del gossip avrebbe dato la caccia nientemeno che a Stefano De Martino, il golden boy della televisione italiana. A svelare il retroscena è Alberto Dandolo su Oggi. La scena è da cinema: De Martino sfreccia sulla sua motocicletta nuova di trinca, Corona lo segue lanciato a bordo di un Suv. Mancano soltanto la colonna sonora di Mission: Impossible e Tom Cruise che salta da un cavalcavia.

Da Affari tuoi agli affari dei carabinieri

Milano, 14 ottobre, ore 20.30. Siamo tra corso Sempione e via Moscati. Secondo la ricostruzione del settimanale Oggi, sarebbe stato proprio De Martino a segnalare alle forze dell’ordine la guida spericolata dell’inseguitore. Arrivano i carabinieri del Radiomobile, intimano l’alt, ma Corona avrebbe deciso di proseguire. Una fuga durata poco più di cinquecento metri. Praticamente meno di una pausa pubblicitaria.

Poi il finale: caserma di via Vincenzo Monti, controlli e sorpresa. Il Suv risulta sottoposto a fermo amministrativo, Corona è senza patente e il veicolo viene sequestrato. Per lui scatta la denuncia per non essersi fermato all’alt dei militari.

Insomma, voleva forse portarsi a casa uno scoop e invece si è portato a casa un procedimento. Da re dei paparazzi a principe delle contravvenzioni, il passo è breve.

Il mistero del motociclista senza nome

C’è però un particolare che trasforma la commedia in un piccolo thriller televisivo… o forse lo rende somigliante ad un’inedita puntata tragicomica del L’Ispettore Coliandro. Nei verbali, secondo quanto riportato, Stefano De Martino non viene nominato. Compare soltanto un generico «motociclista». L’identità del conduttore resta dunque un’indiscrezione giornalistica, non una circostanza confermata dagli atti citati. E soprattutto rimane sospesa la domanda delle domande: perché Corona avrebbe inseguito proprio De Martino? Un’indiscrezione sentimentale? Un segreto televisivo? Un colpo di scena da servire al prossimo appuntamento social? Velleità canore Sanremesi?!? Nessuna risposta verificata, soltanto interrogativi.

Una certezza, però, c’è: Stefano De Martino continua a far girare i pacchi in televisione, mentre Corona, per una sera, ha fatto girare le pattuglie. E stavolta il pacco più clamoroso se l’è preso lui.

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“Esistono entità che ci guidano. Se credo ai fantasmi? Non lo so, ma ho avuto esperienze paranormali”: la confessione di Deva Cassel

18 October 2026 at 09:00

Tra atmosfere oniriche, sedute spiritiche e il palcoscenico dell’Opéra Garnier, Deva Cassel fa il suo debutto da protagonista sul grande schermo. Alla Festa del Cinema di Roma, l’attrice ventiduenne ha presentato L‘amore immortale (in uscita per 01 Distribution), una rilettura cinematografica del classico Il fantasma dell’Opera di Gaston Leroux. Un progetto che ha richiesto mesi di allenamento per calzare le scarpette da ballo, ma che l’ha attratta fin dal primo momento per la sua forte componente sovrannaturale. Un tema verso il quale Cassel confessa un’intima e inaspettata connessione.

Il legame con l’occulto e le forze invisibili

Interrogata sulla dialettica tra reale e soprannaturale che permea la pellicola, l’attrice non si sottrae e svela un lato personale legato all’invisibile. “Se credo ai fantasmi? Non lo so, ma mi piace pensare che esistano entità e forze più grandi di noi, capaci di guidarci”, confessa Cassel. Una fascinazione che affonda le radici in episodi vissuti in prima persona: “Ho avuto esperienze quasi paranormali e, quando mi hanno proposto questo progetto, ero molto interessata a come Alexandre volesse mettere in scena questo aspetto”.

La regia di Alexandre Castagnetti asseconda questo mistero, ma ne ribalta le prospettive tradizionali. Il regista ha infatti scelto di narrare la vicenda interamente dal punto di vista della giovane protagonista, “trasformando il mito di Orfeo in mito di Euridice”, con l’obiettivo di “sottolineare la forza delle donne”, portando finalmente le eroine al centro della scena.

La danza come disciplina e libertà

Nel film, Cassel interpreta Anastasia Marescu, una ragazza che dalle montagne della Romania riesce ad accedere alla prestigiosa compagnia dell’Opéra di Parigi, ritrovandosi subito coinvolta nella messa in scena di un’opera maledetta, L’Orpheus di Ernest Dupré. Prima di affrontare il valzer per la serie Il Gattopardo, l’attrice non aveva mai studiato danza. Per calarsi nel ruolo di Anastasia, si è sottoposta a tre mesi di studio costante, affiancata dalla sua controfigura e dall’attrice Laïka Blanc-Francard.

“Serve molta disciplina. E costanza”, ammette ripensando alla preparazione. “È stato un lavoro da zero, ogni giorno più interessante. Mi ha aiutato a trovare una coscienza della fisicità che prima non avevo, una sincronizzazione tra il corpo e la mente. Il movimento ti regala libertà, Anastasia di prova in prova si lascia andare”. Una fisicità culminata nelle scene finali del balletto, girate dal vero all’interno dell’Opéra Garnier e rese complesse dalla presenza dell’acqua, elemento centrale legato al lago sotterraneo in cui si nasconde il fantasma.

La gestione della pressione e l’insegnamento dei genitori

Al centro del racconto gotico si snoda anche l’amore impossibile tra la ballerina e lo spettro pianista (interpretato da Julien de Saint-Jean). Un sentimento che per l’attrice muta forma con il tempo: “L’amore assoluto è qualcosa difficile da definire. Credo cambi con l’età. Per me è sinonimo di ascolto e pazienza, in modo incondizionato. Il vero regalo — me l’hanno insegnato i miei genitori — non è essere amato ma amare”.

E proprio dalla famiglia, Monica Bellucci e Vincent Cassel, ha ereditato gli strumenti per gestire il peso delle aspettative e l’invadenza della fama. “Certo, l’esposizione è molto forte, può essere invasiva”, riconosce. “Ma i miei mi hanno insegnato a trovare tempo e modo per isolarmi, credo tutti ne abbiamo bisogno. Mi hanno ripetuto più volte: prenditi i tuoi tempi, anche i silenzi. Non c’è sempre bisogno di spiegare tutto“.

Una barriera protettiva che le permette di affrontare i set cinematografici con lucidità e senza soccombere alle dinamiche di rivalità, diversamente da quanto accade alla sua Anastasia. L’ambiente del cinema, osserva, si è rivelato meno insidioso rispetto alle sue esperienze precedenti: “Il cinema lo è meno, anche rispetto alla moda dove ho iniziato e dove ho imparato molto. Io, semmai, la competizione la sento con me stessa: sei tu che devi metterti in gioco“. E il gioco, per Deva Cassel, continuerà presto con un nuovo ruolo da protagonista: sarà Maria di Nazareth nel film Zero A.D. diretto da Alejandro Monteverde.

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Malamovida, scatta la stretta: il piano di Gualtieri contro il caos notturno

18 October 2026 at 08:30

La notte romana cambia radicalmente ritmo e si appresta a vivere mesi di restrizioni. Dal 17 ottobre e fino all’11 aprile 2027, il Campidoglio tenta di arginare la malamovida attraverso una rigorosa ordinanza siglata dal sindaco Roberto Gualtieri. Nel mirino delle nuove disposizioni finiscono alimentari e minimarket focalizzati sulla vendita da asporto di cibo e bevande, con un’attenzione particolare agli alcolici. Nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, all’interno di numerose aree della Capitale, le attività prive di tavoli interni dovranno obbligatoriamente abbassare le serrande alle ore 22, per poi riaprire soltanto alle 5 del mattino. Si tratta di una stretta incisiva che attraverserà le stagioni fredde e la primavera, estendendosi anche a diverse giornate festive.

La mappa dei municipi coinvolti nella stretta

L’obiettivo primario dell’amministrazione è limitare assembramenti, schiamazzi e degrado, fenomeni che creano nelle vie storiche un problema di sicurezza urbana. Il raggio d’azione del provvedimento è estremamente vasto e coinvolge integralmente i territori dei Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI e XIII. Per quanto riguarda il Municipio XII, il blocco si applica al quadrante tra via Nino Bixio Bettoni, lungotevere degli Artigiani, via Antonio Bellani e viale Trastevere. Restrizioni mirate colpiscono anche il Municipio XIV, da Primavalle a Monte Mario, e il Municipio XV, sfiorando la Cassia, Labaro-Prima Porta e l’area di Ponte Milvio, storico epicentro della movida giovanile.

Calendario dei blocchi e sanzioni economiche

Il calendario dei divieti non guarda solo ai fine settimana ordinari. Le serrate obbligatorie scatteranno infatti anche lunedì 7 e martedì 8 dicembre per il ponte dell’Immacolata, oltre a lunedì 29 e martedì 30 marzo 2027 durante la pausa pasquale. Per i commercianti che violeranno la norma sono già pronte sanzioni amministrative da 75 a 450 euro. La misura imporrà una pesante riorganizzazione aziendale alle attività commerciali proprio nelle fasce orarie a più alta redditività. La sfida per la città resta quella di coniugare il diritto al riposo dei residenti con la vivibilità degli spazi pubblici, mentre la vita notturna si adegua già da domani al nuovo coprifuoco.

I danni della malamovida tra degrado e violenza

I motivi alla base dell’intervento risiedono in una lunga scia di danni ambientali, economici e sociali che hanno segnato i quartieri centrali e periferici negli ultimi anni. Le strade della Capitale si risvegliano regolarmente sommerse da tonnellate di rifiuti, bottiglie di vetro frantumate e lattine, con ingenti costi di pulizia straordinaria a carico della collettività e frequenti atti di vandalismo ai danni dei monumenti storici e dell’arredo urbano. A questo quadro si sommano i costanti episodi di microcriminalità, risse e inquinamento acustico che hanno compromesso la salute psicofisica degli abitanti, spingendo la svalutazione degli immobili residenziali e costringendo molti storici residenti all’abbandono del proprio quartiere.

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Emanuele Lulli, il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

18 October 2026 at 08:19

Certe notti non si dimenticano. Emanuele Lulli non scorderà mai il minuto numero 68 di Roma – Genoa quello del suo primo gol in serie A. Il suo volto dopo la rete del 2-0 al Genoa,  è la fotografia più bella della serata giallorossa. L’istantanea di un ragazzo che vive un sogno con la maglia della squadra del cuore. Emozione e incredulità si mescolano in una espressione così genuina da strappare un sorriso paterno anche ad un sergente di ferro come Gasperini che ha creduto in lui e passa alla cassa con gli interessi.

Emanuele Lulli, la scommessa vinta di Gasperini

Emanuele Lulli,  il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

Quella di Emanuele Lulli è la favola di un ragazzo che ha la fortuna di incontrare un artigiano visionario come Gasperini, tecnico capace di individuare una pepita dove altri avevano intravisto un talento grezzo. Il ragazzo, considerato un buon giocatore ma non straordinario sino all’under 17, esplode, come  accade a molti giovani, crescendo fisicamente. Mette in mostra coesa, accelerazione resistenza. In una parola quella “gamba” che lo rende il calciatore ideale per Gasperini che prima lo monitora, poi lo aggrega alla prima squadra, quindi lo porta in ritiro in Galles e infine lo lancia sin dalla prima giornata contro la Fiorentina. Contro la viola gioca tutti i 90’ e convince il tecnico di Grugliasco che gli rinnova totale fiducia anche contro il Lecce. Altri 54’ molto positivi a Lecce, ancora titolare (88’in campo) contro il Torino. Rifiata con Come e Inter e si ripresenta in grande spolvero contro il Genoa. Ara la fascia, attacca la profondità come vuole Gasperini e al 68’ della sfida contro i rossoblù la scommessa è definitivamente vinta.

Molto più di una alternativa a Molina

Al di là della prima gioia in campionato e in carriera, Lulli ha tutte le qualità per ritagliarsi un posto nell’undici titolare della Roma. È il classico giocatore alla Gasperini, capace come nessuno di costruire esterni a tutta fascia lavorando su capacità di abbinare corsa, resistenza e straripante prepotenza atletica. Doti che appartengono al bagaglio di Lulli che, considerando la giovanissima carta d’identità dell’esterno ha anche enormi margini di miglioramento tecnico. Ecco perché Lulli può essere molto più di una alternativa a Molina, non più intoccabile sulla fascia. Anche perché dal punto di vista tattico, rispetto all’argentino, offre più spinta e maggiori garanzie nella lettura del gioco in fase di non possesso sia in fase difensiva sia nella scelta dei tempi di inserimento in accompagno all’azione offensiva: è suo il lavoro che ha portato alla conquista del corner da cui è nato il gol dell’1-0 di Castro, prima di farsi trovare al posto e al momento giusto nell’azione del 2-0.

Lulli, il “dannato” nel senso buono: abnegazione, grinta e serietà

Emanuele Lulli,  il “dannato” che ha conquistato la Roma e Gasperini

Una soddisfazione meritata, per un ragazzo che, all’unanimità, è apprezzato soprattutto per costanza, applicazione e serietà. “Si allena come un cane”: pensieri e parole di Castro, rendono l’idea del rispetto dei compagni verso un ragazzo capace di costruirsi sin dai primi passi. Nei primi anni, a Palestrina, era uno dei  “dannati”, affettuoso epiteto che definiva un gruppo di ragazzi capaci con grinta, abnegazione e straordinaria forza di volontà di vincere tornei giovanili regionali a metà del decennio contro Roma e Lazio. Crescendo, Emanuele non è cambiato: stesso approccio. Lavoro, lavoro e lavoro, con l’approccio e la testa necessaria per non disperdere il talento. Per farsi una idea del ragazzo, basta cliccare sul profilo Instagram. Assolutamente e straordinariamente professionale nel senso più pieno del termine, ovvero fuori dall’ordinario per un ragazzo di 19 anni. Pochissimi scatti e tutti legati al calcio e alla sua esperienza con la Roma. In un’epoca dominata dall’apparire, Lulli ha scelto evidentemente di essere.

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Triplice omicidio nel quartiere Prati: ergastolo confermato per il killer

18 October 2026 at 07:30

La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha confermato la condanna all’ergastolo per Giandavide De Pau, l’uomo ritenuto responsabile del triplice femminicidio consumato il 17 novembre 2022 nel quartiere Prati e con un passato da autista del boss Michele Senese. L’imputato, presente in aula per la prima volta durante il procedimento, è l’autore dell’omicidio di due cittadine di nazionalità cinese, accecate e accoltellate all’interno di un appartamento al primo piano di via Riboty, e della sessantacinquenne colombiana Marta Castano Torres, trucidata nel seminterrato di via Durazzo. I giudici di secondo grado hanno così blindato la decisione emessa il 20 novembre dello scorso anno, in seguito all’esito della perizia psichiatrica che aveva già accertato la piena capacità di intendere e di volere al momento delle aggressioni.

Il procuratore generale: “E’ un serial killer”

Nel corso delle infocate repliche in aula, la procura generale ha rimarcato la pericolosità dell’imputato definendolo senza mezzi termini un serial killer. L’impianto accusatorio ha sottolineato la sussistenza della premeditazione, evidenziando come De Pau avesse esplicitamente preannunciato l’intenzione di compiere un gesto clamoroso, uscendo di casa armato di coltello per portare a termine la carneficina pianificata nei minimi dettagli. L’ex autista del boss Michele Senese è stato quindi condannato per triplice omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, con l’ulteriore aggravante della crudeltà riconosciuta per il delitto di via Durazzo. Un quadro probatorio granitico, arricchito da due video scoperti sul cellulare dell’uomo della durata di 14 e 42 minuti e dalle riprese della videosorveglianza di zona.

La reazione delle parti civili e le mosse della difesa

I legali delle parti civili hanno espresso profonda soddisfazione al termine della lettura del dispositivo, ribadendo come l’esito fosse l’unica conclusione logica per un percorso giudiziario così complesso. Di parere opposto la difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Alessandro De Federicis, che ha manifestato l’intenzione di non arrendersi. Il legale ha confermato che, una volta lette le motivazioni della sentenza di appello, proporrà ricorso in Cassazione per contestare la linea seguita dai giudici di merito e tentare un nuovo ribaltamento della posizione del proprio assistito.

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