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Registratore nello zainetto del figlio, così sono state scoperte minacce e schiaffi ai bimbi in un asilo di Napoli

19 October 2026 at 10:56

Minacce e schiaffi ai bambini. A Napoli i maltrattamenti di alcune maestre sono stati scoperti grazie ad un dispositivo di registrazione che una madre ha inserito nello zaino del proprio figlio. I file audio che ne sono scaturiti, poi diffusi agli altri genitori della scuola dell’infanzia dove i fatti sono avvenuti, riportano frasi del tipo “ti rompo la testa“, “adesso le buschi” o “ti schiaccio“, e poi il rumore di schiaffi seguito dal pianto dei piccoli.

L’idea di registrare è venuta a una mamma che aveva visto il proprio bambino di 2 anni tenere in casa dei comportamenti sui generis: si copriva le orecchie quando gli adulti parlavano, si puniva da solo e dormiva irregolarmente.

Le madri dei bambini, una volta messe al corrente degli audio, hanno deciso di non portare i figli a scuola lo scorso 16 ottobre e di riunirsi davanti all’istituto per incontrare le maestre per chiedere conto dell’accaduto; tuttavia, non hanno ottenuto risposte. Le donne si sono allora recate alla stazione dei carabinieri e hanno sporto denuncia per maltrattamenti, consegnando alle forze dell’ordine le registrazioni.

L’episodio ricalca quanto accaduto in un asilo nido di Roma meno di un mese fa, dove, secondo la Procura di Roma, un’educatrice di 62 anni è stata interdetta per aggressioni fisiche e verbali nei confronti di alcuni bambini.

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Psicofarmaci nelle borracce dei compagni: il caso dei quattro ragazzini che rischiano la sospensione

19 October 2026 at 10:10
A Treviso, quattro ragazzini che frequentano una scuola superiore rischiano una lunga sospensione per aver sciolto farmaci nelle borracce dei compagni: non solo lassativi generici, ma anche psicofarmaci come lo Xanax e altre benzodiazepine. Lo hanno fatto, probabilmente, per gioco: si sono infatti divertiti a prendere in giro i propri compagni stanchi e intontiti a causa dell’effetto dei sonniferi e degli psicofarmaci ingeriti.

I genitori chiedono punizioni esemplari per i responsabili come riporta Il Gazzettino di Treviso: le domandano prima di tutto madri e padri dei ragazzi vittima del pericoloso scherzo, ma in realtà la condanna dei fatti è stata trasversale da parte di tutte le famiglie. Nei giorni scorsi hanno avuto diverse riunioni con gli insegnati, che stanno discutendo l’entità della sanzione nei confronti dei ragazzi: secondo le famiglie è importante che la punizione sia netta affinché i ragazzi capiscano che la pericolosità del loro comportamento.

I medicinali sciolti nelle borracce, infatti, possono provocare effetti collaterali anche gravi – e tra l’altro per gli psicofarmaci è necessaria la prescrizione del medico. La scuola non smentisce l’accaduto ma mantiene riserbo sulle discussioni interne del consiglio di classe. Nel frattempo, tra i genitori c’è chi pensa anche di formalizzare delle denunce nei confronti dei ragazzi responsabili.

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Sicurezza Milano, vertice d’urgenza a Palazzo Chigi. Il governo valuta anche l’uso dell’esercito in strada

19 October 2026 at 09:50

Più agenti e più militari per presidiare Milano. Attraverso il programma Strade Sicure, come chiesto a più riprese dal vicepremier leghista Matteo Salvini. È questa una delle risposte a cui il governo sta pensando dopo il week end di proteste e violenze nelle strade del centro di Milano. Se ne discuterà lunedì mattina alle 12 a Palazzo Chigi in un vertice di governo a cui parteciperanno la premier Giorgia Meloni, i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato) e i ministri interessati. Oltre a un decreto e a misure che rendano possibile fermare i minorenni, il governo sta pensando a un aumento del presidio delle forze armate nella città di Milano. Non è ancora chiaro quale sarà il numero di agenti in più che saranno inviati e in queste ore sono in corso riflessioni ai vertici dell’esecutivo.

L’invio di ulteriori uomini rappresenta comunque una scelta non senza rischi. In primis perché il ministro della Difesa Guido Crosetto ha più volte criticato la proposta del collega di governo Salvini di inviare i militari nelle strade delle grandi città perchè, in un contesto di guerre in giro per il mondo, le forze armate servono soprattutto per presidiare i nostri territori all’estero. In secondo luogo, inviare militari nella città di Milano sarebbe un riconoscimento delle ragioni del sindaco Beppe Sala che, nelle ultime ore, ha criticato il governo spiegando che nelle strade del centro c’erano pochi agenti delle forze dell’ordine. Una questione che si intreccia con le elezioni comunali del 2027 su cui la maggioranza non ha ancora trovato l’accordo per un candidato unitario.

Per il momento sembra accantonata l’idea, avanzata da Tajani, di un Consiglio dei ministri nella città di Milano per dare un segnale di vicinanza alla città. Prima il governo vuole intervenire con una risposta legislativa chiara e con un aumento di forze dell’ordine e militari impiegati nelle strade.

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