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A Trieste la Questura impone il “timer” all’assistenza ai migranti. Le associazioni: “Si vieta di aiutare chi ha fame per non disturbare l’aperitivo”

20 October 2026 at 14:35

Assistenza ai profughi con il timer. Fasce orarie, limitazioni e richieste di permessi settimanali per accogliere gli stranieri affamati e bisognosi di cure. Da alcuni giorni Trieste si trova al centro di uno scontro consumato sulla pelle dei migranti della rotta balcanica. Da una parte le disposizioni imposte dalla Questura, con le reazioni favorevoli del centrodestra, a cominciare dal governatore leghista Massimiliano Fedriga. Dall’altra la rete di solidarietà che fa riferimento a Linea d’Ombra e Fornelli Resistenti, impegnata da sette anni in un’attività quotidiana di accoglienza, che ha portato nel capoluogo associazioni e volontari da tutta Italia.

Lo stop è stato imposto da un’ordinanza del questore Lilia Fredella per limitare la presenza in piazza nei giorni del fine settimana. La motivazione? “Prevenire ogni eventuale turbativa delle attività di socialità, intrattenimento, svago, di libera circolazione e delle iniziative economiche che interessano capillarmente questo centro cittadino”. La replica è venuta da Lorena Fornasir, presidente di Linea d’ombra e animatrice con il marito del servizio gratuito, che da alcuni mesi è stato costretto a chiedere permessi settimanali per consentire la presenza nelle strade. “Adesso siamo andati oltre. L’ordinanza si preoccupa degli svaghi della gente, della vita falsa e non di quella vera, di chi arriva dalla rotta balcanica infreddolito, denutrito, ammalato o gravemente ferito da morsi di cani. Qui non si tratta soltanto di fornire il cibo, ma di assicurare vestiti, coperte, una prima assistenza sanitaria che significa anche organizzare i trasporti in ospedale, di dare sostegno morale e quant’altro”.

Dopo alcuni giorni di polemiche, la Questura ha emesso un comunicato di precisazione. “Negli ultimi mesi la situazione in piazza Libertà ha fatto registrare un progressivo degrado, caratterizzato dal verificarsi di ripetuti episodi di violenza, tra cui risse, aggressioni, accoltellamenti, nonché furti e rapine perpetrati ai danni degli stessi cittadini stranieri presenti nell’area. A questi episodi si sono aggiunte condotte legate allo spaccio di stupefacenti e comportamenti contrari alla pubblica decenza”. Questa la spiegazione ufficiale, che limita a due ore (dalle 18 alle 20) la presenza dei volontari, aggiungendo che esiste anche un’altra ragione: “La regolamentazione delle attività nell’area risponde anche alle istanze provenienti dalla stessa cittadinanza, che ha più volte rappresentato l’esigenza di una piena restituzione di piazza Libertà alla sua naturale funzione di spazio pubblico, affinché possa tornare a essere liberamente e serenamente fruibile da parte di tutti”.

Il mondo del volontariato respinge queste considerazioni e ha indirizzato una lettera al prefetto Giuseppe Petronzi, definendo “inaccettabile” l’ordinanza e chiedendo una sua revisione. “Senza di noi le persone migranti corrono il rischio di finire nelle mani dei trafficanti e degli sfruttatori”. In scia si sono posti esponenti del centrosinistra. La consigliera regionale Serena Pellegrino (Avs): “Siamo arrivati al punto inaccettabile di vietare di dare da mangiare a chi è bisognoso, a chi scappa dalle guerre, per non disturbare chi fa l’aperitivo del fine settimana. Trieste è l’emblema di una politica securitaria cieca e punitiva”. Giulia Massolino, consigliere regionale del Patto per l’Autonomia- Civica Fvg: “È un’umiliazione, per Trieste, finire ancora una volta agli onori della cronaca italiana per una scelta che calpesta la dignità delle persone e impedisce persino di distribuire un pasto a chi ne ha bisogno, da parte di associazioni e volontari che colmano le inadempienze delle istituzioni”. Il Partito democratico con la segretaria provinciale Maria Luisa Paglia: “La sicurezza si garantisce contrastando la violenza e la criminalità, non impedendo la solidarietà, proprio per questo è indispensabile distinguere chi commette reati da chi presta assistenza”.

La decisione è stata appoggiata dal governatore Fedriga, d’intesa con l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti: “Piazza Libertà era diventata un’area sottratta ai nostri cittadini, dove si svolgeva di fatto una manifestazione costante che vedeva addirittura lo sventolare di bandiere, senza alcuna autorizzazione. – ha detto – In quell’area negli ultimi mesi si sono verificati due accoltellamenti e gli operatori delle associazioni che distribuiscono pasti sono stati minacciati da spacciatori”. Sulla stessa linea il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza adombra finalità politiche dietro al volontariato. “La Questura ha operato una scelta corretta e opportuna: va nella direzione di quanto abbiamo sempre chiesto come amministrazione comunale e ribadisce il concetto che la città non è un Far West dove alcuni, nascondendosi dietro il concetto nobile di solidarietà, portano avanti azioni politiche. Le regole ci sono e vanno rispettate da tutti”.

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Trump regala 8 miliardi di dollari agli agricoltori contro il caro gasolio. E minaccia l’Europa: “Se soccombe ai migranti, ce ne andremo”

20 October 2026 at 09:01

“Stasera sono lieto di annunciare che il dipartimento dell’Agricoltura lancerà un nuovo programma di aiuti, fornendo ai nostri agricoltori 8 miliardi di dollari di sostegno per compensare i costi del diesel durante la stagione del raccolto”. Donald Trump annuncia da un comizio in Kansas e a due settimane dalle elezioni di midterm un sostegno temporaneo contro il caro gasolio. Si tratta dell’ultima di una serie di promesse e impegni finanziari che il tycoon ha fatto agli elettori in vista delle elezioni di metà mandato in cui è in gioco il controllo del Congresso. Promessa fatta, peraltro, da uno Stato che non è più dato sicuro per i repubblicani: il principale Super Pac del Gop ha infatti spostato fondi al North Carolina per comprare spot in proprio in Kansas e anche in Nebraska, due Stati che fino a poco tempo erano dati per certi dal partito del tycoon.

Dopo l’annuncio, il Dipartimento dell’Agricoltura ha reso noto che metterà a disposizione 8 miliardi di dollari “sotto forma di pagamenti una tantum agli agricoltori americani durante questa stagione di raccolta, per offrire un sollievo a fronte di temporanee perturbazioni del mercato e dell’aumento dei costi dei fattori produttivi”. Il Dipartimento ha precisato che l’erogazione dei fondi sarà gestita dalla Farm Service Agency, un’agenzia interna al Dipartimento stesso.

Il comizio in Kansas era a sostegno del senatore repubblicano Roger Marshall, candidato alla rielezione in una competizione serrata contro il suo avversario democratico Adam Hamilton. Gli 8 miliardi di dollari saranno disponibili per pagamenti una tantum agli agricoltori, secondo quanto riportato in un comunicato del Dipartimento dell’Agricoltura. La ministra dell’Agricoltura Brooke Rollins ha affermato che il programma fornirà “un sostegno fondamentale agli agricoltori che si trovano ad affrontare costi crescenti e perturbazioni del mercato”. I repubblicani degli Stati a vocazione agricola hanno fatto pressioni sull’amministrazione affinché intervenisse per risolvere il problema degli alti prezzi del diesel, aggravatosi nel contesto della guerra con l’Iran.

Dal comizio Trump ha anche commentato le rivolte avvenute in Francia, dopo avere già commentato quanto accaduto in Italia. Gli Stati Uniti, ha detto, dovranno ritirarsi dall’Europa se dovesse “soccombere all’invasione” dei migranti. “Se non troveranno presto la strada giusta, non avremo altra scelta che andarcene”, ha detto il presidente durante un comizio in Kansas parlando delle proteste in Francia. Il tycoon ha poi ricordato che “quando abbiamo chiesto aiuto in Iran, loro non ci hanno dato una mano e noi spendiamo così tanto per la Nato“. “È qualcosa che non potremo mai dimenticare”, ha incalzato Trump. “Politici di sinistra hanno importato milioni e milioni di migranti dal terzo mondo. Non permetteremo che ciò accada al nostro Paese”.

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