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Devastazioni Milano, anche un undicenne “casseur”. Identificato a scuola era stato ripreso durante i saccheggi

21 October 2026 at 13:35

Due minorenni – di cui uno poco più di un bambino visto che ha 11 anni – sono stati identificati dai carabinieri nell’ambito degli accertamenti sui disordini dello scorso fine settimana a Milano con devastazioni e saccheggi in particolare in piazza Duomo. L’11enne casseur è rintracciato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-occidentale della città. Mentre l’altro è un 16enne individuato a Desio, in Brianza. Entrambi erano comparsi in alcuni video diventati virali sui social network durante i saccheggi e gli episodi di violenza nel capoluogo lombardo.

Il più giovane, che frequenta la seconda media, sarebbe entrato domenica nel negozio di abbigliamento Fusaro, in centro, durante i saccheggi. In un filmato pubblicato su Instagram lo si vede uscire dall’esercizio commerciale con diverse cinture. La sua identificazione è avvenuta dopo il riconoscimento delle immagini e il successivo rintracciamento all’interno dell’istituto scolastico frequentato dal bambino.

Il sedicenne, invece, era stato ripreso sabato mentre indossava un cappello dell’Arma dei carabinieri. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. La vicenda è stata richiamata anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia dopo gli scontri del fine settimana.

Per il ministro dell’interno Matteo Piantedosi quanto accaduto a Milano può essere stato mutuato dalle devastazioni in Francia, “perché gli appelli” a partecipare ai disordini sono stati molti, “ma non c’è a ora nessuna evidenza che dietro ci siano le stesse menti”.

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Vertice in prefettura dopo gli scontri di Milano. Sala: “Serve repressione, bene i 500 militari in città”. Piantedosi: “Nessuna evidenza che i giovani fossero manovrati dall’esterno”

21 October 2026 at 12:41

Saranno 500 i militari in più che Matteo Piantedosi manderà a Milano, dopo gli scontri dello scorso fine settimana. Lo ha confermato il ministro dell’Interno durante la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. I soldati, ha spiegato Piantedosi, “avranno la massima mobilità sul territorio, come già avviene” in altre città come Roma. Per quanto riguarda le dichiarazioni di martedì del ministro della Difesa Guido Crosetto, sul fatto che dietro gli scontri ci possa essere una mano estera che compie azioni di “guerra ibrida sui social”, Piantedosi ha risposto che “non c’è alcuna evidenza” che i giovani protagonisti delle violenze “siano manovrati” dell’esterno: la “spontaneità di questi ragazzi” contrasta con l’organizzazione via social delle violenze, ha detto il capo del Viminale. Con il sindaco Giuseppe Sala, conclude, “c’è stata massima condivisione”. Come conferma il primo cittadino: “La priorità è la repressione di questi fenomeni, bene l’arrivo dei soldati. Il prossimo weekend è a rischio, ci saranno anche gli anarchici”.

“Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo“, ha detto Sala, dopo la riunione in prefettura. “Non voglio rischiare di essere ambiguo – ha aggiunto -, non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari, avranno un ruolo anche dinamico. Poi bisogna cercare tutti insieme di capire come porre mano a un problema generazionale che è molto evidente”. Per sabato a Milano “c’è preoccupazione. Si teme che in piazza ci possano essere gli stessi soggetti dello scorso weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi gli anarchici”. “Io non è che voglio fare inviti ai cittadini e dire state tutti a casa – aggiunge – però sabato può essere una giornata delicata“. Inoltre “sarà il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa le cose“. E conclude: “Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione”.

“C’è in campo l’ipotesi di un pattugliamento misto, con un poliziotto accanto ad un soldato“, ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenendo a L’aria che tira, su La7. “Il ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato di adattamento alla contingenza, e quindi si sta ragionando in questa direzione. Ovviamente, a prescindere da chi abbia i compiti di polizia giudiziaria, anche la sola presenza di un soldato ha una funzione di deterrenza enorme. Di fronte ad un soldato, un cittadino si sente più sicuro e magari un maranza, senza pensare al codice penale, si sente comunque intimorito”.

Al vertice hanno partecipato, oltre al sindaco e al ministro dell’Interno, il prefetto Claudio Sgaraglia, il capo della polizia Vittorio Pisani e i vertici delle forze dell’ordine. Al tavolo anche il procuratore capo di Milano Marcello Viola, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Luca Villa, il questore Bruno Megale, il comandante della Polizia locale di Milano Gianluca Mirabelli, il comandante di Strade Sicure Francesco Lamura. Anche il vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini era presente in prefettura a Milano, per partecipare alla riunione del Comitato sull’ordine e la sicurezza pubblica.

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In arrivo a Milano il soldato peripatetico | il commento

21 October 2026 at 12:17

I soldati che saranno a Milano per rassicurare la città e presidiarla contro ogni rischio, annuncia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, assumeranno funzioni più “dinamiche” rispetto al passato. Finora i militari hanno l’obbligo di osservare ma in silenzio, guardare senza toccare, non sparare per nessuna ragione né manganellare alcuno. Gli è concesso di stare fermi, nella modalità statica, come rievoca il ministro, all’interno del gazebo: mitra in pugno e occhi bene aperti. Statici ma vigili, statici ed efficienti, in guardia senza eccedere. Mutando la situazione, cambia inesorabilmente il compito delle forze armate.

Negati dal Quirinale la concessione dei poteri di polizia, si stanno valutando aspetti, come dichiara il ministro, “innovativi” per i cinquecento militi in arrivo. Il primo dei quali, è l’assunto di Piantedosi, si propone di concedere più “dinamicità” alla loro azione. Più dinamici, se abbiamo inteso bene, permetterà di vederli spaziare da slargo a slargo, da angolo ad angolo del palazzo, magari intorno al monumento. Passeggiando, correndo, supervigilando. L’attività dinamica, escludendo le pistole, si sviluppa così in una condizione peripatetica: passeggio seguendo le direttrici est-ovest, nord-sud, e così provando con lo sforzo fisico a sopperire alla revoca dei poteri di manganellare e – nei casi più gravi – di fermo e di arresto.

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