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Jesse Eisenberg e Julianne Moore in posa per le foto sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

21 October 2026 at 21:08

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
Gli attori Jesse Eisenberg e Julianne Moore hanno sfilato insieme sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, posando per i fotografi.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Julianne Moore: Regista in futuro? Non penso. È un mestiere molto difficile, ma li ammiro

21 October 2026 at 21:08

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Oh, no! Probabilmente no. Penso di aver conosciuto molti, molti registi davvero, ed è un lavoro molto difficile”. Lo ha detto Julianne Moor alla Festa del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Julianne Moore passeggia sul red carpet della Festa del Cinema di Roma e posa per i fotografi

21 October 2026 at 21:07

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
L’attrice Julianne Moore sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per la presentazione di The Debut. Moore ha posato per i fotografi.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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“Da domani blocco dei carburanti, Salvini si dimette”. L’audio bufala smentito dal leader leghista

21 October 2026 at 21:07

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Giorgio Frascati, ufficio del sottosegretario. Sono appena di ritorno dalla riunione e i 430 milioni sono stati rifiutati”. Un audio bufala sui social smentito da Salvini in persona: “Quante palle girano in rete, quanti audio falsi! Ma quando si tratta di lavoro non si scherza. Non solo da ministro confermo i 430 milioni in pagamento da oggi agli autotrasportatori per il caro gasolio, ma ci sono 50 milioni di euro in più per il caro gasolio anche di settembre-ottobre e altri 590 milioni che verranno erogati per cambiare i camion vecchi con camion più nuovi”, ha detto Salvini.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Riccardo Scamarcio in posa per i fotografi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

21 October 2026 at 21:07

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
L’attore Riccardo Scamarcio sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per presentare il film ‘Giorni felici’. Scamarcio ha posato per i fotografi.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Caos tir, Meloni convoca il Cdm. Ed è subito polemica

21 October 2026 at 19:37

“Il Governo, a partire dal Presidente Meloni, e’ ora al lavoro per tradurre rapidamente gli impegni assunti in misure concrete e ha convocato per domani un Consiglio dei ministri per l’approvazione di un decreto legge, che riunisca gli interventi a sostegno dell’autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo“. Cosi’ fonti di Palazzo Chigi.

Conte e Schlein alla Camera: “Meloni riferisca“

Prima Giuseppe Conte poi Elly Schlein: i leader di M5s e Pd avanzano, prendendo la parola in successione in Aula alla Camera, la medesima richiesta, quella che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riferisca in Parlamento sulla gestione della protesta degli autotrasportatori.

Conte: “Meloni in Aula, finora risposte inadeguate“

“Quali misure urgenti per gli autotrasportatori che protestano” per il caro-carburante? Che cosa intende il governo offrire come risposta? La risposta del governo finora ci sembra totalmente inadeguata”. Cosi’ il leader del M5s Giuseppe Conte intervenendo nell’Aula di Montecitorio sulla crisi dell’autotrasporto, dopo aver bollato le risposte finora date, che includono anche fermi ed arresti, come qualcosa che “non corrisponde a quel malessere che, in questo momento, serpeggia dal sud e si sta estendendo dappertutto”.

“Non si puo’ con 1500 euro al mese mantenere una famiglia con questi rincari”, ha tuonato il leader 5 Stelle sottolineando come con quello stipendio “non si riesce a soddisfare neppure le esigenze piu’ elementari dei figli”. “Il Governo – ha incalzato – ha detto agli autotrasportatori ‘vi incontreremo a fine mese, con tutta calma. Ma ci rendiamo conto che non si puo’ prendere in giro persone in queste condizioni? Che state loro dando risorse che spacciate per fondi nuovi?”. E dopo aver sottolineato come la premier, nel video diffuso ieri sui social, “in 30 secondi neppure si scusa perche’ quello che sta accadendo e’ colpa del governo”, “e’ ora che – conclude Conte – Giorgia Meloni venga in parlamento a riferire”.

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Tesla-SpaceX, Musk punta alla maxifusione. Ma il prezzo dell’accordo divide Wall Street

21 October 2026 at 19:30

Tesla-SpaceX, Musk punta alla maxifusione

Elon Musk e gli analisti di Wall Street vedono molti vantaggi nella fusione tra Tesla e SpaceX. Ma sulla strada dell’accordo ci sono numerosi ostacoli, tra cui due commissioni speciali a cui Musk non può partecipare e il voto degli azionisti di Tesla che lui stesso ha definito difficile da superare.

Un’altra incognita è il prezzo, ossia quale sarebbe il premio che dovrebbero ricevere gli azionisti di Tesla. E qui gli analisti si dividono: si va da zero fino al 35%. Ovvio però che questa sia una questione chiave per il buon esito dell’operazione, con Tesla che capitalizza in Borsa 1.500 miliardi di dollari.

Musk ha detto che le commissioni devono ancora concordare i termini e che l’operazione non è certa, anche se Wall Street si aspetta un accordo entro la fine del prossimo anno. Le due società stanno sviluppando congiuntamente lo stabilimento di chip Terafab, mentre l’intelligenza artificiale rappresenta ormai più della metà dei ricavi di SpaceX, che prevede una spesa compresa tra i 35 e i 40 miliardi di dollari nel quarto trimestre per finanziare un’ulteriore espansione.

“Ritengo che una fusione tra Tesla e SpaceX abbia senso – ha detto un gestore che ha investito in entrambe le società –. È una mossa molto strategica perché entrambe si stanno rapidamente orientando verso l’intelligenza artificiale e i sistemi autonomi e stanno anche lavorando a enormi progetti infrastrutturali. Inoltre, si taglierebbero ridondanze e il tempo che Musk impiega a destreggiarsi tra le due società, riducendo così le spese generali, i costi legali e gli oneri amministrativi tipici delle società quotate in Borsa”.

Tra gli esempi citati anche la presentazione della Roadster la scorsa settimana, in cui un’auto Tesla dotata di propulsori SpaceX ha oltrepassato in volo un camion, dimostrando ciò che le due società insieme potrebbero essere in grado di produrre.

La possibilità di esercitare un maggiore controllo potrebbe anche essere parte del motivo per cui Musk, che detiene circa l’85% dei diritti di voto di SpaceX attraverso azioni privilegiate, mentre in Tesla ne possiede solo circa il 20%, è favorevole alla fusione, cosa che gli garantirebbe circa il 57% dei diritti di voto, ipotizzando un rapporto di cambio di 0,7 azioni SpaceX per ogni azione Tesla. Questo è però solo un livello calcolato da Barclays.

Ovviamente per una simile operazione non mancherebbero questioni di governance e di regolamentazione. Intanto in Borsa SpaceX, dopo i buoni risultati trimestrali, è in rialzo di oltre il 10% e Tesla del 3%.

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Proteste a Milano, l’esperto: “Attacchi hacker o regia straniera? Spesso è solo contagio sociale”

21 October 2026 at 19:14

Proteste a Milano, il prof. Quattrociocchi: “Sui social la regia esterna è rara, contano bias e algoritmi”

“Non serve necessariamente una regia esterna”. Così Walter Quattrociocchi, professore ordinario alla Sapienza di Roma e direttore del Center of Data Science and Complexity for Society (CDCS), risponde ad Affaritaliani sulla possibilità che le proteste e i disordini possano essere sfruttati da Stati stranieri nell’ambito di operazioni di guerra ibrida. 

“Per parlare di guerra ibrida servono evidenze di un coordinamento intenzionale riconducibile ad attori esterni”, spiega il professore, sottolineando come le mobilitazioni possano essere il risultato di dinamiche spontanee: “Le proteste, anche quando degenerano, possono essere spiegate da dinamiche di contagio sociale che si sviluppano lungo linee identitarie”. 

A favorire questi processi sono anche i meccanismi cognitivi e le interazioni tra persone con idee simili: “Le persone tendono a cercare conferme alle proprie convinzioni, il cosiddetto confirmation bias, e a interagire con chi condivide le loro posizioni. È così che si formano le echo chamber, ambienti nei quali determinate narrazioni si rafforzano reciprocamente”.

Anche i social network possono essere utilizzati per tentare di destabilizzare un Paese, ma individuare una manipolazione non significa dimostrare che abbia prodotto effetti concreti: “Certamente esistono tentativi di manipolazione attraverso i social, ma tentare un’operazione di influenza e riuscire a orientare concretamente i comportamenti sono due cose molto diverse”, osserva Quattrociocchi. 

Le piattaforme, infatti, sono caratterizzate da dinamiche difficili da controllare, che possono favorire la diffusione di contenuti divisivi: “Gli algoritmi di raccomandazione, guidati da modelli di business fondati sull’attenzione, possono amplificare contenuti divisivi indipendentemente dalle intenzioni di chi li produce”. Per questo, avverte il professore, “dimostrare una regia esterna richiede quindi prove di coordinamento e attribuzione, non semplicemente contenuti virali”.

Sul fronte delle possibili contromisure, la priorità è comprendere i meccanismi attraverso cui si diffondono le informazioni e si consolidano le narrazioni online. “Prima ancora di cercare nemici esterni, dobbiamo comprendere il funzionamento ordinario delle piattaforme. Servono accesso ai dati, ricerca indipendente e trasparenza degli algoritmi per distinguere operazioni coordinate da fenomeni spontanei di contagio sociale”, sottolinea Quattrociocchi.

La soluzione, però, non deve tradursi in restrizioni dei diritti fondamentali: “La risposta non può essere limitare la libertà di espressione o il diritto di manifestare”. Il punto, conclude il professore, è capire “come identità collettive, bias cognitivi e incentivi economici delle piattaforme possano trasformare tensioni preesistenti in fenomeni di mobilitazione e polarizzazione, anche senza alcun intervento straniero”.

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Scamarcio su proteste autotrasportatori: Hanno ragione da vendere, costi insostenibili

21 October 2026 at 19:10

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Che cosa possiamo dire? Che hanno evidentemente una ragione da vendere, no?” Lo ha detto Riccardo Scamarcio sul red carpet della Festa del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Gualtieri a Forum Coldiretti: Via i cibi ultraprocessati dalle mense di Roma

21 October 2026 at 19:10

(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Abbiamo deciso di riformulare la grande gara d’appalto per le mense scolastiche ed escludere dai pasti i cibi processati, con un intervento su un settore che eroga 150.000 pasti al giorno. Per il 10% dei bambini romani quello della mensa è il pasto più sano della giornata”, ha sottolineato il sindaco, richiamando la correlazione tra difficoltà socioeconomiche e consumo di alimenti di scarsa qualità. “Se si costruisce in modo intelligente il rapporto con il territorio, il cibo fresco prodotto vicino può costare meno di quello che troviamo in molti supermercati. La gara pluriennale vale quasi 800 milioni di euro”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervendo al forum della Coldiretti in corso a Roma.
Coldiretti
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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A2A, in Calabria 45 milioni di valore distribuito. Investiti 19,4 milioni per la transizione ecologica

21 October 2026 at 17:38

A2A rafforza la propria presenza in Calabria, dove nel 2025 ha generato circa 45 milioni di euro di valore economico, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. È uno dei dati contenuti nella quinta edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale della Calabria, presentato oggi a Catanzaro dal presidente di A2A Roberto Tasca e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini.

Il documento fotografa le performance ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2025 e fa il punto sugli investimenti previsti nei prossimi anni. Alla presentazione è seguito un confronto sulle prospettive dello sviluppo sostenibile e sulle principali sfide sociali del territorio, con la partecipazione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e dell’amministratore delegato di Amarelli Srl Fortunato Amarelli.

“Contribuire allo sviluppo dei territori significa saper ascoltare e sostenere imprese e comunità locali”, ha spiegato Roberto Tasca, sottolineando come il confronto con gli stakeholder rappresenti per il Gruppo uno strumento per costruire progetti capaci di generare valore per la collettività e per le generazioni future.

A2A, ordini alle micro e piccole imprese in crescita del 140%

La crescita del valore prodotto sul territorio si riflette anche sulla filiera locale. Nel 2025 gli ordini ai fornitori hanno raggiunto 18 milioni di euro, il 33% in più rispetto al 2024. A registrare l’incremento più significativo sono state le micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti, alle quali sono stati affidati ordini per 16,8 milioni di euro, in aumento del 140% rispetto all’anno precedente. “La Calabria occupa un ruolo strategico per A2A”, ha dichiarato Renato Mazzoncini, ricordando che il Piano Industriale al 2035 prevede nella regione circa 400 milioni di euro di investimenti, con oltre 140 milioni destinati al polo di economia circolare di Crotone.

Quasi 20 milioni investiti in impianti e infrastrutture

Nel corso del 2025 A2A ha investito in Calabria 19,4 milioni di euro per impianti e infrastrutture legati alla transizione ecologica. Di questi, 12 milioni di euro sono stati destinati alla manutenzione straordinaria degli impianti idroelettrici e allo sviluppo delle rinnovabili, mentre altri 7 milioni hanno riguardato gli interventi nel polo di economia circolare di Crotone.

La presenza del Gruppo nella regione comprende oggi la generazione e vendita di energia, il trattamento e la termovalorizzazione dei rifiuti, l’illuminazione pubblica e i servizi per le smart city. Nel 2025 si è aggiunto anche il ciclo idrico integrato attraverso Novito Acque, con la gestione operativa di impianti di depurazione e reti fognarie in sette Comuni della Locride, per circa 50mila abitanti serviti. È stato inoltre avviato lo sviluppo dei servizi per la mobilità elettrica.

Idroelettrico, prodotti 415 GWh di energia

Un ruolo centrale è svolto dal nucleo idroelettrico di A2A, che in Calabria conta 10 centrali per 563,2 MW di potenza installata. Nel 2025 gli impianti hanno prodotto 415 GWh di energia, evitando l’emissione di circa 177mila tonnellate di CO₂. Sul fronte dell’innovazione prosegue la sperimentazione di Teti, il robot subacqueo sviluppato per rimuovere i sedimenti dagli invasi senza doverli svuotare. Dopo la presentazione alla Diga di Cancano, in Valtellina, la tecnologia viene ora valutata per una possibile applicazione anche agli altri nuclei idroelettrici del Gruppo.

In Calabria sono state inoltre utilizzate telecamere LiDAR per la ricostruzione digitale degli asset. Prosegue anche il progetto di Apicoltura Urbana presso le dighe di Poverella e Passante, dove circa 240mila api vengono impiegate per il biomonitoraggio ambientale.

Rinnovabili, nuovi impianti per oltre 260 MW

A2A punta anche sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. Nel 2025 è stata ottenuta l’autorizzazione per un impianto fotovoltaico da 8 MW a Cutro, mentre nel 2026 è arrivato il via libera per un secondo impianto della stessa potenza nello stesso Comune. Sono inoltre allo studio tre impianti agrivoltaici per oltre 260 MW complessivi nelle province di Crotone e Cosenza. Avviati anche gli iter autorizzativi per un sistema di accumulo BESS da 95 MW a Maida e per un impianto eolico da 24 MW in provincia di Cosenza.

“L’innovazione è una leva per una gestione degli impianti più efficiente e sostenibile”, ha sottolineato Mazzoncini, evidenziando in particolare il potenziale delle nuove tecnologie applicate alla produzione idroelettrica.

Crotone, il termovalorizzatore tratta 33mila tonnellate di rifiuti

Nel polo di economia circolare di Crotone, il termovalorizzatore ha trattato nel 2025 circa 33mila tonnellate di rifiuti, producendo 6,5 GWh di energia elettrica netta, equivalente al fabbisogno di circa 2.400 famiglie. Nel sito sono in corso diversi interventi di ammodernamento, tra cui quelli sull’impianto di trattamento dei liquidi, la realizzazione dell’area di pre-trattamento per l’impianto di inertizzazione e l’ampliamento della rete di aspirazione. L’obiettivo è migliorare ulteriormente il sistema di abbattimento delle emissioni. Nel complesso, il Piano Industriale di A2A prevede oltre 140 milioni di euro di investimenti nel polo di Crotone.

Formazione, circa 10mila studenti e docenti coinvolti

La transizione ecologica passa anche dalle competenze. Nel 2025 il personale operativo degli impianti idroelettrici calabresi è stato coinvolto in percorsi di upskilling, con attività dedicate sia agli aspetti tecnici sia alla digitalizzazione e all’utilizzo di strumenti avanzati. Parallelamente, A2A ha rafforzato le iniziative rivolte alle nuove generazioni. Sono stati circa 10mila tra studenti e docenti a partecipare ai progetti educativi realizzati sul territorio. Tra le iniziative figura “Futuro in Circolo”, giunta alla terza edizione e dedicata alla biodiversità, oltre alla formazione scuola-lavoro: un percorso online di 40 ore dedicato ai temi dell’energia, della sostenibilità e dell’orientamento al mondo del lavoro.

Banco dell’Energia, oltre 200 famiglie sostenute

L’impegno sul territorio riguarda anche il contrasto alla povertà energetica. Nel 2025, attraverso i progetti del Banco dell’Energia, sono stati stanziati in Calabria oltre 100mila euro per sostenere più di 200 famiglie in condizioni di vulnerabilità. Gli interventi hanno riguardato il pagamento delle bollette, l’efficientamento energetico e le attività di educazione a un utilizzo consapevole dell’energia.

“Alla nostra presenza industriale affianchiamo un impegno concreto verso le persone, con iniziative di formazione e inclusione”, ha spiegato Tasca. Per il presidente di A2A, il lavoro con gli studenti e quello a sostegno delle famiglie fragili rappresentano due ambiti distinti ma complementari, all’interno di una transizione ecologica che deve tenere conto anche della dimensione sociale.

A2A, in Calabria una nuova tappa del programma di engagement

La presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale rientra nel programma di Forum Multistakeholder di A2A “Transizione giusta: un’impresa comune”, che nel 2026 prevede 15 tappe in tutta Italia. Dieci appuntamenti sono dedicati al rafforzamento della competitività delle PMI, in collaborazione con TEHA e con le associazioni territoriali di Confindustria. In Calabria la presentazione del Bilancio è stata preceduta da un tavolo di lavoro sulle sfide sociali che frenano la competitività delle imprese e sulle possibili soluzioni per trasformare la sostenibilità in una leva strategica.

Quattro forum sono invece dedicati alle giovani generazioni, con l’obiettivo di favorire il confronto intergenerazionale. Un ulteriore incontro è stato dedicato alla biodiversità, per raccogliere il punto di vista degli stakeholder locali nella definizione del Piano d’Azione Biodiversità e Natura del Gruppo. Dopo le tappe di Mantova, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Bergamo, Puglia, Brescia, Cremona, Valtellina-Valchiavenna, Milano e Calabria, il programma proseguirà con gli appuntamenti in Campania, Liguria, Monza e Brianza, Sicilia e Abruzzo.

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Presentata al Senato la ricerca Istituto Piepoli-WePlan: Milano-Cortina 2026 è modello organizzativo di riferimento per futuri Giochi Olimpici

21 October 2026 at 17:36


Il 79% degli italiani crede che questo approccio potrebbe essere replicato positivamente per nuove candidature italiane. Re e Daneo (WePlan): “Premiata la visione di una progettazione attenta”

Roma, 21 ottobre 2026 – Il successo dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 dimostra come una strategica pianificazione dei grandi eventi sia l’elemento decisivo per trasformare una manifestazione temporanea in un valore concreto e duraturo. Milano-Cortina 2026 si sta infatti affermando come un riferimento internazionale per il futuro dei Giochi Olimpici, grazie a un modello organizzativo fondato sulla sostenibilità, sulla valorizzazione delle infrastrutture esistenti e sulla collaborazione tra territori.

Milano-Cortina 2026, nuovo paradigma olimpico

Milano-Cortina 2026 contribuisce a delineare un nuovo paradigma olimpico, più flessibile e sostenibile, in cui la valorizzazione delle risorse locali e la distribuzione delle competizioni sono elementi centrali. I risultati, evidenziati dal Rapporto Finale del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), comprendono l’utilizzo dell’85% di sedi di gara esistenti o temporanee e un impatto economico previsto superiore ai 5 miliardi di euro per l’Italia. Dati che testimoniano il potenziale di un approccio capace di coniugare eccellenza sportiva e legacy territoriale.

Il riconoscimento di questo modello si evince anche dal progetto di New York–Lake Placid 2042, che richiama l’esperienza italiana come fonte d’ispirazione per integrare una grande metropoli e una località montana geograficamente distante. Un richiamo che si inserisce in una tendenza internazionale più ampia, riscontrabile nei progetti per le Alpi Francesi 2030, Salt Lake City–Utah 2034 e Svizzera 2038, orientati alla distribuzione delle sedi e al riutilizzo degli impianti esistenti.

Al Senato: l’indagine Piepoli conferma il valore del modello Milano-Cortina 2026

L’indagine “Milano-Cortina 2026: un modello per i grandi eventi del futuro”, realizzata dall’Istituto Piepoli in collaborazione con WePlan, società di consulenza specializzata in candidature, pianificazione operativa e strategie di legacy per i grandi eventi, presentata al Senato, è l’ulteriore conferma del valore internazionale del modello attuato per i Giochi.

Secondo la ricerca, il 72% degli italiani valuta favorevolmente l’organizzazione complessiva, apprezzandone la gestione diffusa su più territori e l’utilizzo di impianti esistenti come elementi distintivi di successo. In particolare, il 78% reputa il modello organizzativo di Milano-Cortina 2026 un riferimento valido per l’Italia. Il 79% degli intervistati considera efficace la scelta di distribuire i Giochi su più località, mentre il 77% ritiene che l’utilizzo di sedi già affermate abbia contribuito alla qualità delle competizioni. Il 79% degli italiani crede che questo modello potrebbe essere replicato positivamenteanche per future candidature italiane a grandi eventi sportivi, culturali o espositivi. 

Come emerge dall’indagine, il 78% degli italiani ha seguito i Giochi, mentre il 66% si è sentito informato e coinvolto. Importante anche l’impatto simbolico registrato in questa occasione: il 79% degli intervistati riconosce un consolidamento dell’orgoglio nazionale, mentre il 77% evidenzia come sia migliorata l’immagine internazionale del nostro Paese.

Molto positiva risulta la percezione sul fronte economico e territoriale: il 76% ritiene che i Giochi abbiano avuto un impatto significativo sull’economia italiana e la stessa quota riconosce benefici per i territori coinvolti in termini di turismo, occupazione e sviluppo. Le infrastrutture realizzate o potenziate ottengono un 66% di valutazioni positive, mentre il tema della sostenibilità registra un 65% di giudizi favorevoli. Stessa valutazione per l’eredità dei Giochi (66%).

Per Andrea Paganella, Segretario di Presidenza del Senato della Repubblica: “Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina hanno rappresentato un successo storico per lo sport italiano e per l’intero sistema Paese, generando importanti ricadute economiche e contribuendo alla crescita del PIL. Un risultato reso possibile anche dalla lungimiranza di chi ha creduto con determinazione in questo progetto, a partire dal Vicepremier Matteo Salvini, dal Ministro Giancarlo Giorgetti e dai governatori delle Regioni Lombardia e Veneto. La scelta di organizzare le competizioni in modo diffuso, valorizzando i territori e puntando sulle infrastrutture in sedi diverse, si è rivelata una strategia vincente, capace di coniugare efficienza e sostenibilità delle eccellenze locali. Milano Cortina si afferma così come un modello virtuoso per l’organizzazione dei grandi eventi internazionali: un esempio concreto di come sia possibile coniugare ambizione, sostenibilità e sviluppo economico, lasciando un’eredità positiva ai territori coinvolti. Un modello innovativo che guarda al futuro e che sta già suscitando interesse in altre città del mondo, dimostrando che i grandi eventi possono essere un’opportunità di crescita per l’intero Paese“.

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani ha dichiarato: “Il gradimento emerso dalla ricerca rappresenta un risultato molto importante. Con Milano Cortina abbiamo saputo coniugare una solida capacità organizzativa con la diffusione di messaggi positivi, contribuendo a restituire un sorriso anche in un momento non facile. Il vero successo, però, si misura soprattutto dopo i Giochi, attraverso l’utilizzo degli impianti e i benefici che sapranno generare nel tempo. In questi anni abbiamo realizzato eventi destinati a lasciare un’eredità concreta ai territori, grazie a infrastrutture di livello internazionale, pensate non soltanto per lo sport, ma anche per l’intrattenimento e la valorizzazione delle comunità. Penso, ad esempio, ai Giochi del Mediterraneo di Taranto, che hanno lasciato in eredità un villaggio olimpico e prodotto un impatto complessivo di grande rilevanza per la città. È questa la direzione da seguire: trasformare i grandi eventi in opportunità durature di sviluppo, crescita e valorizzazione dei territori e complessivamente del nostro Paese”.

Federico Mollicone, Presidente Commissione Cultura e Sport della Camera dei Deputati, ha affermato: “È davvero un grande piacere, in qualità di Presidente della Commissione Sport e Cultura della Camera, portare il saluto del Parlamento a questa importante iniziativa. Rivolgo i miei complimenti a Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, a Roberto Daneo, Fondatore di WePlan e agli organizzatori per il valore e l’accuratezza di questo studio e per il lavoro svolto in occasione dei giochi olimpici invernali Milano-Cortina. Pianificare un grande evento significa progettare il futuro di una nazione e quando la visione strategica incontra la sostenibilità e la collaborazione tra territori lo sport diventa un motore straordinario di sviluppo e orgoglio comunitario. L’esperienza di Milano-Cortina 2026 ha dimostrato la capacità dell’Italia di creare standard organizzativi, innovativi e inediti, capace di fare scuola a livello internazionale. Non parliamo solo di una manifestazione ma di una grande eredità di infrastrutture, valore economico e reputazione per l’Italia intera. Parliamo dell’Italia come identità fondamentale”.

Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha osservato: “Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 non hanno rappresentato soltanto un appuntamento sportivo di portata internazionale, ma una sfida collettiva che è andata oltre l’ambito agonistico. Quando parliamo di legacy, ci riferiamo a un impegno concreto verso le generazioni future. Dal punto di vista infrastrutturale, i Giochi hanno accelerato processi di rigenerazione urbana e di potenziamento dei collegamenti che rispondono a esigenze di mobilità, funzionalità e sicurezza. Da quell’esperienza abbiamo dato prova di saper fare squadra. L’eredità dei Giochi è multifattoriale e ha gettato solide basi per l’organizzazione dei grandi eventi futuri nel nostro Paese”.

Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto, ha affermato: “L’iniziativa affronta un tema di primario interesse per il nostro territorio e per l’intero Paese, valorizzando il lavoro profuso e le straordinarie opportunità di sviluppo economico, turistico e occupazionale generate dalle Olimpiadi e Paralimpici Milano Cortina 2026”.

Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 e Commissario Straordinario FIGC, ha dichiarato: “WePlan, realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale, è specializzata nella pianificazione dei ‘bid’, ovvero dei processi di candidatura per l’assegnazione di grandi eventi sportivi, quali Giochi Olimpici e Paralimpici, Campionati del Mondo ed Europei. L’azienda collabora con i principali organismi sportivi internazionali, rappresentando un’eccellenza in termini di competenze e know-how. Roberto Daneo e Giorgio Re hanno contribuito a importanti progetti e sono oggi coinvolti nella narrazione e nello storytelling di Milano Cortina 2026, seguendo il percorso dell’evento fin dalle sue fasi iniziali e contribuendo alla valorizzazione di quella che viene considerata una delle più belle edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di sempre”.

Per Marco Giunio De Sanctis, Presidente Comitato Italiano Paralimpico (CIP): “La comunicazione riveste un ruolo fondamentale verso una sempre maggiore integrazione tra il mondo olimpico e quello paralimpico. È un principio che dobbiamo consolidare anche attraverso un percorso che favorisca una cooperazione sempre più stretta tra i due organismi. L’Italia ha dimostrato di essere un grande Paese, capace di affrontare una sfida straordinaria come quella di organizzare Olimpiadi e Paralimpiadi negli stessi luoghi. I due eventi sono complementari e funzionali l’uno all’altro: investire nell’accessibilità e nell’efficienza degli impianti paralimpici significa migliorare l’intero sistema, rendendolo più inclusivo e fruibile per tutti. È fondamentale, inoltre, far conoscere sempre di più il movimento paralimpico, promuovendone i valori e aumentando la consapevolezza collettiva. Questo significa fare cultura, abbattere le barriere e contribuire a costruire un Paese migliore, più inclusivo e attento ai diritti e alle opportunità di tutti”.

Giorgio Re e Roberto Daneo, Co-fondatori di WePlan, hanno dichiarato: “I dati dell’Istituto Piepoli confermano la validità di un modello organizzativo basato sull’eccellenza e sulla centralità della pianificazione strategica nella gestione dei grandi eventi. Un approccio innovativo, basato sul riutilizzo efficiente delle infrastrutture esistenti e su una distribuzione territoriale capillare, ha guidato il successo ottenuto dai Giochi di Milano-Cortina. Questo risultato premia la visione di una progettazione attenta e di una strategia di legacy ben strutturata, capaci di generare un valore concreto e duraturo che va oltre il ritorno economico”.

Secondo Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli: “C’è una sorta di orgoglio, di entusiasmo che viene fuori dall’opinione pubblica italiana per il modo in cui l’Italia si è rappresentata all’esterno attraverso questo grande evento, che si è svolto con una modalità innovativa per l’Italia. Colpisce la trasversalità del dato, cioè che ad aver seguito i Giochi di Milano-Cortina non è solo un pezzo di paese, solo i più giovani o solo una categoria specifica, è stato un grande momento popolare in cui l’opinione pubblica si è sentita coinvolta”.

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Guerra in Ucraina, la Russia apre alla svolta: “Ci avviamo alla conclusione”

21 October 2026 at 17:31

Ucraina, il Cremlino: “La fine della guerra è vicina”. A novembre possibili colloqui trilaterali ad Abu Dhabi

Il conflitto in Ucraina si sta avviando verso la fase finale, anche se la tempistica resta incerta. A dichiararlo è stato il consigliere presidenziale russo per la politica estera, Yuri Ushakov, in un’intervista all’emittente televisiva Vesti: “Non so quanto siamo vicini alla fine, ma ci stiamo muovendo in quella direzione”, ha affermato.

A dimostrazione di questo cauto ottimismo, Ushakov ha rivelato che si sta lavorando a un nuovo round di colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, che potrebbe tenersi a metà novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. “Stiamo prendendo in considerazione Abu Dhabi e siamo d’accordo sul fatto che gli incontri si terranno intorno a metà mese”, ha precisato il diplomatico del Cremlino.

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Mitsubishi Electric, la tecnologia al servizio dell’arte: sistemi di climatizzazione per musei e biblioteche

21 October 2026 at 17:10

Mitsubishi Electric, la climatizzazione incontra l’arte: soluzioni innovative per tutelare il patrimonio culturale italiano

La tutela del patrimonio artistico e culturale passa anche attraverso tecnologie spesso invisibili agli occhi dei visitatori, ma fondamentali per garantire la conservazione delle opere e la qualità degli ambienti. È il caso dei sistemi di climatizzazione, che nei musei, nelle biblioteche e negli edifici storici devono rispondere a esigenze particolarmente complesse, mantenendo temperature e livelli di umidità adeguati senza compromettere l’integrità e il valore architettonico degli spazi. In questo ambito si inserisce l’attività di Mitsubishi Electric, impegnata nella progettazione di soluzioni di climatizzazione personalizzate per alcuni dei principali luoghi della cultura italiana. Gli interventi puntano a coniugare efficienza energetica, comfort dei visitatori e conservazione del patrimonio artistico, attraverso tecnologie progettate per adattarsi alle caratteristiche degli edifici.

L’azienda ha realizzato interventi in diverse strutture di rilevanza storica e culturale, tra cui la Sala dei Duecento di Palazzo Vecchio a Firenze, l’hotel Calimala, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, la Stazione Centrale e il Museo Poldi Pezzoli. Tra le altre realtà coinvolte figurano la cittadella del Giffoni Film Festival, la Fondazione Luigi Rovati e la Fondazione Falcone. Particolare attenzione è stata riservata anche a Napoli, dove Mitsubishi Electric è intervenuta in due importanti istituzioni culturali cittadine: il Museo Cappella Sansevero, che custodisce il celebre Cristo velato, e la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, ospitata nello storico Palazzo Filomarino.

Nel caso del Museo Cappella Sansevero, la sfida principale è stata individuare una soluzione tecnologica capace di garantire condizioni ambientali adeguate alla conservazione delle opere senza alterare l’aspetto degli spazi espositivi. Il museo custodisce infatti uno dei capolavori più conosciuti della scultura barocca, il Cristo velato, celebre per la straordinaria lavorazione del marmo che riproduce la trasparenza e la leggerezza di un velo. L’intervento ha previsto l’installazione di due sistemi di climatizzazione VRF, a volume di refrigerante variabile, rispettivamente da 10 e 12 cavalli, collegati a unità canalizzabili ad alta prevalenza. Le apparecchiature sono state selezionate per la loro efficienza e per la possibilità di essere rimosse con facilità, un aspetto particolarmente importante negli edifici di interesse storico.

Una delle unità è stata collocata sopra un moderno box d’ingresso, mentre l’altra è stata installata su un ballatoio già esistente. Entrambe le soluzioni sono state studiate per rendere gli impianti non visibili dall’interno della sala museale, preservandone così l’impatto estetico. I sistemi consentono di gestire le condizioni termiche degli ambienti e il ricambio dell’aria, contribuendo alla protezione delle opere esposte e al benessere dei visitatori. Anche l’organizzazione dei lavori ha richiesto particolari accorgimenti: le attività di installazione sono state programmate durante gli orari di chiusura del museo o nelle ore notturne, evitando interruzioni delle visite.

Un altro intervento significativo ha interessato la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, istituzione fondata nel 1955 dalle eredi del filosofo e ospitata a Palazzo Filomarino, dove Benedetto Croce visse dal 1911 al 1952. La Biblioteca conserva ancora oggi ambienti e arredi originali, oltre a un importante patrimonio documentale e librario. Per questo motivo, l’introduzione di un moderno sistema di climatizzazione ha richiesto un’attenta valutazione delle caratteristiche architettoniche dell’edificio e delle esigenze di tutela.

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, con l’obiettivo di realizzare un impianto che garantisse efficienza energetica, silenziosità e un impatto estetico e strutturale il più possibile contenuto. La soluzione adottata comprende un sistema VRF Mitsubishi Electric costituito da una pompa di calore di grande potenza, diverse unità interne installate a soffitto e a parete, un sistema di gestione centralizzato e una rete di tubazioni in rame per la distribuzione del refrigerante. Sono stati inoltre predisposti un impianto per lo scarico della condensa e una linea elettrica dedicata.

Uno degli aspetti più delicati ha riguardato il posizionamento della pompa di calore. Per rispettare le indicazioni della Soprintendenza ed evitare modifiche all’aspetto del terrazzo storico, l’unità è stata collocata nell’ex lavanderia dell’edificio, una scelta che ha consentito anche di migliorare la superficie disponibile per l’aerazione. Particolare attenzione è stata dedicata alla riduzione del rumore. L’insonorizzazione dei ventilatori permette infatti di mantenere il silenzio necessario alle attività di lettura, consultazione e studio, garantendo al tempo stesso condizioni climatiche confortevoli anche durante i mesi estivi.

Gli interventi realizzati nei due siti napoletani evidenziano come l’integrazione tra tecnologia e conservazione richieda soluzioni differenti a seconda delle caratteristiche degli edifici. Se alla Cappella Sansevero la priorità è stata soprattutto preservare l’aspetto della sala espositiva e assicurare la continuità delle visite, alla Biblioteca Benedetto Croce l’attenzione si è concentrata anche sulla silenziosità e sulla compatibilità degli impianti con gli ambienti storici. La climatizzazione assume quindi una funzione che va oltre il semplice controllo della temperatura. Nei luoghi destinati alla conservazione e alla fruizione del patrimonio culturale, la gestione delle condizioni ambientali costituisce un elemento importante per la tutela delle opere, dei documenti e degli spazi architettonici.

“Musei e biblioteche custodiscono la memoria e l’identità delle nostre comunità. Contribuire alla loro valorizzazione significa creare le condizioni affinché opere, documenti e testimonianze possano essere tramandati e vissuti nel migliore dei modi. Per Mitsubishi Electric è motivo di grande soddisfazione mettere la propria esperienza tecnologica al servizio di luoghi che rappresentano un patrimonio collettivo, aiutandoli a coniugare conservazione, accoglienza ed efficienza energetica“, ha dichiarato Raffaella Fusetti, Marketing Communication Manager di Mitsubishi Electric Climatizzazione.

L’esperienza dell’azienda nei musei e nelle biblioteche mostra dunque il ruolo delle soluzioni impiantistiche nella gestione degli edifici culturali, dove ogni intervento deve trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, contenimento dei consumi e rispetto delle strutture esistenti. Una sfida particolarmente rilevante per il patrimonio storico italiano, caratterizzato da edifici che richiedono interventi mirati e spesso complessi. In questo contesto, la progettazione di sistemi di climatizzazione adattabili alle specifiche esigenze di conservazione rappresenta uno degli strumenti attraverso cui migliorare la fruizione degli spazi culturali, contribuendo al tempo stesso alla tutela delle opere e alla sostenibilità della loro gestione.

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OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu

21 October 2026 at 17:08

A Wuhu debutta OMODA X: il crossover dal design Mecha abbina vocazione outdoor, cockpit digitale e tecnologie di bordo avanzate.

OMODA amplia la propria visione del crossover con OMODA X, presentato a Wuhu, in Cina, durante OMODA X NIGHT, nell’ambito dell’International User Summit del gruppo Chery. Il costruttore lo definisce il primo Cross Off-Road Vehicle del marchio: un progetto che vuole unire la praticità di un SUV per l’uso quotidiano, la maggiore versatilità sui percorsi fuori dall’asfalto e una personalità estetica di ispirazione sportiva. La proposta si rivolge soprattutto a chi alterna spostamenti urbani, viaggi e attività nel tempo libero, senza rinunciare alla tecnologia a bordo.

Design Mecha: carrozzeria muscolosa e firma luminosa

Il linguaggio stilistico riprende la cultura Mecha, legata all’immaginario di robot e velivoli futuristici. OMODA X presenta una carrozzeria larga, spalle pronunciate e superfici sfaccettate che accentuano il carattere geometrico dei volumi. La fiancata abbina una linea di cintura stretta a un profilo dinamico, mentre le luci posteriori a forma di saetta costruiscono una firma visiva riconoscibile. Il risultato, nelle intenzioni del marchio, è un crossover capace di comunicare robustezza senza rinunciare a una presenza stradale sportiveggiante.

MECHA Command Cockpit: schermi digitali e comandi fisici

All’interno trova posto il MECHA Command Cockpit, caratterizzato da una plancia a doppia ala e da un tunnel centrale sospeso a forma di X. La strumentazione digitale utilizza un display da 10,25 pollici, affiancato da uno schermo centrale touch da 13,2 pollici. OMODA ha scelto di conservare pulsanti e comandi fisici per alcune funzioni utilizzate frequentemente, come climatizzazione e selezione delle modalità di guida: una soluzione che punta a limitare il ricorso al touchscreen nelle operazioni più immediate. L’abitacolo combina quindi un’interfaccia digitale estesa con elementi tradizionali di controllo, cercando un equilibrio tra scenografia e praticità.

Off-road: 200 mm da terra e guado oltre 700 mm

Le caratteristiche dichiarate collocano OMODA X anche nel territorio dell’outdoor. L’altezza libera dal suolo è di 200 mm, mentre la capacità di guado prevista in fase di progetto supera 700 mm. Sono valori che il marchio utilizza per descrivere l’attitudine a percorsi impegnativi, ma che da soli non equivalgono a una verifica indipendente delle prestazioni in fuoristrada. La massa rimorchiabile dichiarata arriva a 1.800 kg; sul tetto possono essere trasportati fino a 75 kg di carico. Nell’abitacolo sono previsti 39 vani portaoggetti, pensati per contenere gli accessori della vita quotidiana e l’attrezzatura da viaggio. Tra gli utilizzi evocati dal costruttore ci sono sport, escursioni e trasferimenti con biciclette o altri equipaggiamenti.

SIAS e X-MODE: l’intelligenza artificiale entra nell’auto

Il pacchetto tecnologico comprende SIAS (Super Intelligent AI Space), un sistema di interazione vocale progettato per interpretare richieste in linguaggio naturale senza imporre una parola di attivazione o sequenze rigide di comandi. La modalità X-MODE consente invece di personalizzare alcune impostazioni della vettura in base alle preferenze di chi guida. Tra le dotazioni illustrate figura anche una visione notturna termica a infrarossi, destinata ad aiutare nel riconoscimento di potenziali ostacoli fino a 90 metri. Si tratta di funzioni presentate dal costruttore: la loro disponibilità effettiva nelle diverse versioni commerciali dovrà essere chiarita al momento dell’arrivo sui singoli mercati.

Dall’Open Mic ai MECHA Pets: personalizzazione a bordo

OMODA dedica spazio anche a intrattenimento e personalizzazione. La funzione Open Mic utilizza quattro zone indipendenti di acquisizione audio per proporre un’esperienza karaoke senza microfoni dedicati. I MECHA Pets sono invece piccoli personaggi magnetici dotati di tecnologia NFC, pensati per introdurre un elemento interattivo nell’abitacolo. automobilisti interessati a connettività, identità digitale e possibilità di rendere personale lo spazio interno. Il progetto considera quindi la vettura non soltanto come mezzo di trasporto, ma anche come ambiente da configurare in base agli interessi degli occupanti.

Un progetto globale sviluppato insieme ai clienti

Durante la presentazione a Wuhu, quattro clienti provenienti da Indonesia, Brasile, Sudafrica e Polonia hanno mostrato interpretazioni differenti del nuovo modello, ispirate alle rispettive culture e passioni. L’iniziativa segna l’avvio dell’OMODA X Co-Creation Project, con cui il marchio dichiara di voler coinvolgere gli utenti nella definizione dell’identità dell’auto. Questa impostazione punta a raccogliere indicazioni da mercati diversi prima di consolidare il posizionamento globale del crossover. Per OMODA, già presente in Italia con la famiglia che comprende OMODA 4, OMODA 5, OMODA 7 e OMODA 9, X rappresenta dunque un’ulteriore estensione della proposta.

Prezzi, motorizzazioni e arrivo in Italia: cosa manca

Il debutto cinese è una prima presentazione del progetto, non ancora un annuncio commerciale completo per il mercato italiano. Nel materiale diffuso non vengono specificati prezzi, motorizzazioni, dati di autonomia, dimensioni complete o data di vendita in Italia. Restano quindi da definire le caratteristiche delle versioni destinate ai diversi Paesi, compreso il livello di equipaggiamento di serie. Il profilo di OMODA X è comunque delineato: un crossover che combina elementi da SUV e fuoristrada, un design riconoscibile e sistemi digitali orientati all’interazione con il conducente. La conferma del suo ruolo sul mercato arriverà con le specifiche definitive e con le prime prove su strada.

OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu
OMODA X, il nuovo Cross Off-Road Vehicle svelato a Wuhu

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David Rossi, parla il fratello Ranieri: “Stupito dall’inattività delle Procure. Cosa aspettano a riaprire le indagini per omicidio?”

21 October 2026 at 15:42

Ranieri Rossi, fratello di David, intervistato da Affaritaliani, ripercorre le anomalie delle indagini, il lavoro svolto dalla famiglia e l’ultimo pranzo con il fratello. Dalle ferite sul corpo all’orologio, dalle ombre nel vicolo ai bigliettini ritrovati nell’ufficio, torna a chiedere risposte alla magistratura: “Che cosa si sta aspettando?”.

Ranieri Rossi ad Affaritaliani: le prove contestate, la ricostruzione della caduta e l’ultimo pranzo

“Direi che è arrivato il momento di riaprire le indagini. Per omicidio stavolta”. È la richiesta con cui Ranieri Rossi, fratello di David Rossi, conclude l’intervista rilasciata ad Affaritaliani. Da anni impegnato nella ricostruzione della morte dell’ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del proprio ufficio a Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013, Ranieri ha raccolto documenti, studiato perizie, analizzato fotografie e dedicato alla vicenda il libro David Rossi. I fatti. La verità è di tutti, non solo della famiglia.

La sua testimonianza arriva dopo mesi di nuovi accertamenti della Commissione parlamentare d’inchiesta, dalle simulazioni sulla dinamica della caduta alle analisi delle ombre nel vicolo. Affaritaliani ha pubblicato integralmente la relazione di 217 pagine dei consulenti Genovese e Manghi e ricostruito, attraverso documenti del 2014, come le possibili presenze nel vicolo fossero già state segnalate alla Procura di Siena.

Negli ultimi giorni il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, ha indicato i nomi dei presunti responsabili nell’ambito di una nuova ipotesi investigativa, mentre Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi hanno chiesto che ogni pista venga sottoposta a un rigoroso vaglio giudiziario. Ranieri ha scelto di non commentare le indicazioni sui presunti responsabili, concentrandosi sul lavoro di ricostruzione compiuto negli anni e sugli accertamenti tecnici. Un argomento sul quale anche l’avvocato Carmelo Miceli era intervenuto in un’intervista ad Affaritaliani.

David Rossi, l’intervista al fratello Ranieri

Partiamo dalle indagini e dai risultati della commissione parlamentare d’inchiesta sulla caduta e sullo studio delle telecamere. Lei e la famiglia avete denunciato per anni numerose lacune. Tra tutti gli elementi esaminati, quale ritiene sia stato maggiormente trascurato?

“Quello che mi sembra assurdo è che siano state trascurate cose che erano evidenti fin dall’inizio. C’erano delle ferite nella parte anteriore del corpo che non erano riferibili alla caduta. Quello che mi stupisce di più è che queste cose siano già state dette e appurate anche dai medici legali della prima Commissione e che la magistratura non si sia mossa. Non abbiamo ricevuto neanche una risposta su questo.

Poi c’è tutta la dinamica della caduta, perché anche lì ci sono delle lacune clamorose. All’inizio non era stata ricostruita per niente. Quando sono state riaperte le indagini è intervenuto il RIS, che ha fatto una ricostruzione prendendo un vigile del fuoco, peraltro di statura molto diversa da David, legato a un’imbragatura. Gli è stato chiesto di uscire dalla finestra e rimanere appeso alla sbarra. A me pare una cosa assurda.

Con quella prova hanno concluso che David si fosse appeso volontariamente alla finestra, restando attaccato alla sbarra, non si sa per quale motivo, e che poi, per un ripensamento o dibattendosi e strisciando sul davanzale, si fosse provocato tutte quelle ferite. Io ci ho scritto un libro sopra, ho messo tutte le fotografie e ho detto: guardatele e ditemi voi se è spiegabile una cosa del genere. Per me è assurdo che non si sia andati ad approfondire quello che era evidente. Anche una persona senza una preparazione scientifica o medica può guardare quelle immagini e porsi delle domande.

Penso anche al segno sul braccio, nella zona dell’orologio. Non può essere stato provocato dall’orologio durante la caduta. Può essere stato provocato soltanto da una stretta, come poi ha sostenuto la seconda Commissione. Mi chiedo perché queste indagini siano state fatte in quel modo. Perché siamo arrivati soltanto adesso a utilizzare una tecnologia adeguata? La seconda Commissione ha ricostruito la finestra con la stampa 3D e si è affidata a un esperto nell’analisi dei filmati. Attraverso quelle immagini è stato possibile osservare anche il cinturino dell’orologio e ricostruire la sua separazione dal corpo di David.

È stato evidenziato che la cassa dell’orologio e il cinturino sono caduti separatamente. Per me questo è fondamentale, perché è coerente con l’ipotesi che David sia stato trattenuto mentre si trovava fuori dalla finestra e che a un certo punto sia venuta meno la presa. In quell’azione l’orologio e il cinturino si sarebbero staccati. Sono stati poi ritrovati a terra separatamente. Era l’ipotesi più ovvia. E allora mi domando perché non siano state fatte prima verifiche adeguate. Era difficilissimo ricostruire la finestra? Forse costava, ma la vita di una persona costa molto di più”.

Si è dato una spiegazione del perché queste anomalie non siano state approfondite adeguatamente?

“È una bella domanda. Una risposta sinceramente ancora non me la sono data, anche perché non vorrei cadere nel complottismo. Forse la cosa più logica è che, quando si fanno delle indagini fatte male, tante persone non vogliano andare a smentire quello che è stato fatto. Dicono: vabbè, hanno trovato questo, non andiamo a smentire tutto il lavoro precedente perché ci facciamo una figuraccia. E quindi la tendenza è quella, quando possibile, di giustificare ciò che è stato fatto. Questo credo che sia un’offesa sia alla famiglia sia a chiunque abbia voglia di giustizia”.

Quindi ritiene che sia difficile, anche per chi è chiamato a riesaminare il lavoro svolto da altri, ammettere un eventuale errore?

“Sì, certo. Chi è chiamato dallo Stato a riguardare quello che è stato fatto, magari anche da colleghi, può trovare difficile smentire una persona che conosce. E allora si tende a passarci sopra, con l’idea di dire: è andata così, non tiriamo fuori tutto quello che è stato fatto. Io ringrazio sempre i giornalisti che se ne sono occupati con competenza. Per fortuna, alla fine, molte cose sono venute fuori. Bastava guardare, bastava parlarne, come ho sempre fatto io.

Parliamone, ragioniamoci sopra. Sono le fotografie, i filmati, le immagini della Scientifica e quelle dell’autopsia a dirci qualcosa. Per il resto, se andiamo a cercare il movente, a chiederci chi possa essere stato o quale fosse lo stato d’animo di David, rischiamo di fermarci alle supposizioni. Solo i fatti ci dicono qualcosa. Quando ci daranno una spiegazione logica di quelle ferite, di come siano state provocate e da che cosa, allora va bene, accetteremo tutto.

Però ricordiamoci che per dieci anni ci hanno raccontato delle emerite scemenze, che non erano accettabili. E non soltanto da noi. Io non sono mai stato di parte e non sopporto quelli che dicono che la famiglia non accetta che David si sia suicidato. Si accetta tutto. Basta che i fatti e le prove non siano in contrasto con quello che si dice. Se le prove sono in contrasto, si trovi una spiegazione. È questo che chiediamo”.

Già nel 2014 l’ingegner Luca Scarselli, consulente della famiglia, aveva segnalato luci e possibili presenze nel vicolo. Anche noi di Affaritaliani abbiamo confrontato quelle segnalazioni con i nuovi accertamenti del RIS, riscontrando diverse corrispondenze temporali. Quanto avevate approfondito quelle immagini e perché, secondo lei, gli elementi presentati allora non hanno portato a ulteriori verifiche?

“Alla magistratura di Siena, durante le indagini e attraverso le opposizioni alle archiviazioni, abbiamo fornito tutto quello che avevamo trovato. Il problema è che, come è evidente, la magistratura di Siena non ha preso adeguatamente in considerazione quel materiale. Noi abbiamo fatto, come ha fatto poi la Commissione, una ricostruzione del vicolo utilizzando la tecnologia del laser scanner. Abbiamo fatto moltissimo lavoro, e una parte era stata già mostrata anche in diverse trasmissioni televisive. Abbiamo ricostruito le immagini, abbiamo individuato la posizione della persona che entrava nel vicolo e la visuale che quella persona poteva avere. Quindi la magistratura ha ricevuto quasi tutto il nostro lavoro, che ci è costato sia in termini di tempo sia in termini economici.

La magistratura non è neanche un muro di gomma, non so come definirla. Semplicemente, a mio giudizio, non prende in considerazione quello che abbiamo presentato. Naturalmente la magistratura è indipendente e può prendere le decisioni che ritiene opportune. Il giudice valuta ciò che gli viene fornito dal pubblico ministero, dai RIS e dalle parti, poi decide. Nel nostro caso ci sono state due archiviazioni. Non è che possiamo fare molto: possiamo soltanto continuare a raccontare quello che è successo.

Pensi alla porta dell’ufficio di David. Una persona passa davanti all’ufficio intorno alle 20:05, quando David era già caduto dalla finestra, trova la porta aperta, guarda dentro, vede che non c’è nessuno e se ne va. Quindi la porta è aperta.

Quando arrivano Filippone (amico e collega di David) e Carolina (figlia acquisita di David), quella porta è chiusa. Qualcuno l’ha chiusa nel frattempo. E questa è una cosa gravissima. Significa che qualcuno poteva essere stato lì e aver chiuso quella porta. Invece di approfondire chi potesse essere e quale importanza avesse questo elemento, il GIP ha scritto che la porta era stata chiusa dal vento. Ora io invito chiunque a provare. L’ho detto anche in Commissione e a tutti quelli che hanno investigato su questo caso: lasciate una porta aperta in casa e una finestra aperta, in una giornata che peraltro non sia nemmeno ventosa, e vedete se quella porta si chiude da sola.

Parliamo di una porta interna molto pesante. Come sappiamo tutti, quando c’è vento e ci sono aperture che creano una corrente d’aria, può verificarsi il famoso riscontro che fa chiudere le porte. Ma con una sola finestra aperta non succede quello che è stato ipotizzato.

Chiunque può fare questa prova. Possono provarci una sera, oppure una settimana, e vedere se un alito di vento riesce a chiudere una porta interna di vetro molto pesante. Però questa verifica non è stata fatta. Questo è soltanto un esempio. Ce ne sono tanti altri”.

Un’altra questione riguarda i bigliettini ritrovati nel cestino dell’ufficio di David e le email inviate all’allora amministratore delegato Fabrizio Viola nei giorni precedenti la morte. Lei ha studiato a lungo quei documenti. Quali sono i dubbi che ritiene ancora irrisolti?

“Proprio recentemente mi è capitato di vedere una trasmissione su Garlasco in cui si parlava di come fossero stati repertati alcuni oggetti all’interno di un cestino. Si discuteva del fatto che il cestino fosse stato maneggiato male, perché durante l’operazione era stato inclinato e il materiale al suo interno si era spostato.

Però almeno quell’operazione era stata filmata. Nel nostro caso parliamo di un cestino nel quale sono stati trovati dei bigliettini importantissimi e, dopo tredici anni, non sappiamo ancora con precisione chi abbia trovato quei biglietti, dove fossero e, soprattutto, chi abbia svuotato il cestino. Qualcuno è arrivato, non sappiamo se fosse un carabiniere, un poliziotto o un magistrato, ha preso il cestino e ne ha svuotato il contenuto sulla scrivania.

Ma come prima cosa bisognava sapere chi avesse trovato quei fogli e dove fossero esattamente. Anche perché era un cestino della carta riciclata, che non veniva svuotato tutti i giorni. Infatti conteneva molto materiale. Quindi non possiamo neanche stabilire con certezza quando quei bigliettini siano stati scritti e gettati lì. Erano fogli strappati e buttati nel cestino.

Poi c’è la questione dell’interpretazione. Io ne ho parlato anche nel libro, perché quegli scritti possono avere interpretazioni diverse. Qualcuno dice: sono biglietti d’addio. Ma davvero David avrebbe lasciato dei biglietti d’addio scritti in quel modo? Conoscendo David, che scrive quelle cose alla moglie? Bah. Io non ci credo particolarmente. Secondo me potevano voler dire un’altra cosa, potevano essere un modo per manifestare la sua angoscia in quel momento.

David parlava spesso delle difficoltà che stava vivendo sul lavoro. Aveva anche detto che voleva dimettersi, perché quel lavoro era diventato difficile da gestire. Diceva che gli facevano scrivere cose, spesso contro la vecchia gestione della banca, nella quale c’erano anche persone che considerava suoi amici. Non era una situazione facile per lui. Era cambiato tutto e David non si trovava più così bene.

Quindi, probabilmente cercava di comunicare alla moglie, attraverso quei biglietti, quello che stava vivendo e magari anche le sue intenzioni rispetto al lavoro. Io non credo che fosse un biglietto d’addio scritto così. Poi, per carità, una persona può trovarsi in un momento di depressione e scrivere qualcosa del genere. Però non mi sembrava il suo stato d’animo. Io penso che potesse voler dire qualcos’altro e che andasse interpretato nel contesto.

E poi ci sono le email. Ma chi è che scrive una cosa del genere al proprio capo? Tra l’altro a un amministratore delegato, Fabrizio Viola, che era arrivato da poco e con il quale non aveva neppure una particolare confidenza. Uno scrive che quella sera si suiciderà e intanto lavora normalmente, manda decine di altre email, si occupa di comunicazione, di questioni aziendali, di tutte le cose che doveva fare. David in quei giorni scambiava continuamente email con Viola. In mezzo a tutte queste comunicazioni compare quella in cui scrive, tra l’altro rivolgendosi al plurale: “Aiutatemi, stasera mi suicido”.

Viola ha detto che non l’aveva letta. Però qualcuno deve averla letta, perché il messaggio risultava letto. Quindi probabilmente è stato visto anche da altre persone. E allora io mi domando come vada interpretato. Era uno scherzo? Era una provocazione? Non l’ha scritto lui? Non lo so. Non mi sembra una cosa logica che una persona scriva una frase del genere al proprio capo, continuando normalmente a lavorare e a scambiare tutte quelle altre email.

Quindi anche questo elemento va preso con le molle. E poi, indipendentemente da tutto, non dobbiamo dimenticare le ferite sul corpo. Che cosa c’entrano quelle ferite con quello che può aver scritto in un’email o su un bigliettino? Se oggi si chiedesse a chiunque, guardando le fotografie, se David sia stato picchiato o meno, io credo che la risposta sarebbe sì. Cominciamo da questo. Invece la magistratura ha escluso questa ricostruzione, e quindi non siamo neppure al primo passo”.

Vorrei tornare, se se la sente, al 6 marzo 2013, quando incontrò David per pranzo, poche ore prima della sua morte. Che cosa ricorda di quel giorno? E, al di là della vicenda giudiziaria, che persona era suo fratello?

“Io non parlo volentieri di queste cose, perché in questa vicenda mi sono occupato soprattutto degli aspetti tecnici. Ho dovuto guardare tutte le immagini, ho lavorato moltissimo sui documenti e quindi il mio ruolo non deve essere soltanto quello del fratello. Spesso nelle interviste mi chiedono come si sente il fratello. Ma io in questa storia me ne sono occupato più da tecnico. Potrei dire che David non l’avrebbe mai fatto, che era una persona tranquilla, riflessiva, che non si faceva prendere da certe cose. Ma un discorso del genere non dimostra niente.

Quello che posso raccontare, perché può avere un interesse concreto, è com’era David quel giorno. Io ho pranzato con lui. L’ho detto tante volte: era preoccupato. Probabilmente temeva che qualcuno lo stesse osservando o seguendo. Quando eravamo in macchina guardava gli specchietti. Quando eravamo al ristorante continuava a chiedermi di parlare piano, nonostante la sala fosse completamente vuota.

Questa è una cosa che mi colpì. Per il resto l’ho trovato assolutamente presente, consapevole di quello che faceva. Tanto è vero che non ho dato l’allarme. Avevo detto ai miei colleghi che sarei andato a pranzo con mio fratello perché sua moglie era preoccupata. Dopo averlo incontrato ho cercato di rassicurare Antonella e i miei colleghi. Era preoccupato, sì, ma niente che mi facesse pensare a un pericolo imminente. Chi poteva pensare che sarebbe successo qualcosa del genere?”.

Prima di salutarci, c’è qualcosa che vorrebbe aggiungere?

“Voglio aggiungere il fatto che mi stupisco dell’inattività totale delle varie Procure, specialmente quella di Siena. La Commissione sta lavorando, ha fatto vedere una serie di prove molto rilevanti. Com’è che ancora non si apre un’inchiesta per omicidio? Questo l’ho detto diverse volte. Non sono un esperto di legge, faccio un altro mestiere, per carità. Però il mio avvocato mi ha spiegato che un’inchiesta può essere riaperta quando emergono nuovi elementi. E di elementi ne sono emersi tanti, indipendentemente dagli ultimi comunicati, che c’entrano poco con quello di cui stiamo parlando.

E quindi che cosa si sta aspettando? Si sta aspettando che tutto si dimentichi? L’omicidio non va mai in prescrizione, quindi la cosa può essere riaperta in ogni momento. Direi che è arrivato il momento di riaprire. Per omicidio stavolta”.

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Il nuovo QN al Quirinale. Leonardo Maria Del Vecchio presenta a Mattarella Qid, l’intelligenza artificiale del gruppo

21 October 2026 at 15:39

Il nuovo QN al Quirinale

Le radici nelle testate storiche, un forte investimento sulla tecnologia e sull’intelligenza artificiale, le persone al centro. È il progetto del nuovo QN che l’editore Leonardo Maria Del Vecchio ha illustrato ieri pomeriggio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Insieme all’editore, al Quirinale è stata ricevuta una delegazione di QN Media, composta dalla direttrice responsabile Agnese Pini, il direttore editoriale Mario Orfeo, l’amministratore delegato Gabriele Benedetto, il presidente di Speed Francesco Dini e il COO & GM Carlo Goretti.

Nel corso dell’incontro, Del Vecchio ha illustrato al Presidente l’identità del nuovo QN, che debutterà il 5 novembre. Un giornale che parte dalla storia delle sue testate e guarda al futuro, con una linea editoriale europeista, attenta ai giovani e ai grandi temi del nostro tempo. Ad accompagnarlo, una trasformazione tecnologica che cambierà il modo di leggere i quotidiani del gruppo.

Proprio la tecnologia è stata al centro del dono consegnato al Capo dello Stato, un iPad con un’anteprima di Qid, l’intelligenza artificiale sviluppata interamente all’interno di QN Media. Per l’occasione il gruppo ha realizzato con Qid un’applicazione su misura, in esclusiva per il Presidente, chiamata Chiedi al Presidente. L’interfaccia è dedicata esclusivamente ai contenuti legati alla Presidenza della Repubblica. Raccoglie le domande dei cittadini e restituisce risposte costruite sui discorsi pubblici del Capo dello Stato, passaggio per passaggio. Il Presidente ha provato la demo di persona, interrogandola con una domanda sul futuro dei giovani. Ha apprezzato lo strumento e ha sottolineato come il progresso tecnologico sia importante, ma vada governato con serietà e responsabilità.

Lo stesso principio da cui nasce Qid, che si presenta come “il quid in più dell’informazione”. L’intelligenza artificiale del gruppo mette in fila fatti, archivio e contesto, collega discorsi e precedenti in una sola risposta e lascia sempre in vista le fonti. Ogni affermazione rimanda al passaggio originale da cui nasce. Dietro un’interfaccia intuitiva lavorano modelli linguistici di grande scala, algoritmi di ricerca semantica e un’architettura che ancora ogni risposta a fonti verificate.

La demo presentata al Quirinale è solo il primo tassello. Quid è ancora in fase di sviluppo e sarà messa progressivamente al servizio dei giornalisti e dei lettori. Pensata per affiancare il lavoro delle redazioni e non per sostituirlo, alleggerirà i passaggi più onerosi e lascerà a chi scrive ciò che nessun algoritmo può fare: scegliere, verificare e firmare. Per i lettori diventerà un nuovo modo di attraversare l’informazione, tra sintesi, approfondimenti e percorsi su misura. Una tecnologia costruita in casa, al servizio del giornalismo e non al suo posto. Qid fa parte di un investimento tecnologico avviato fin dal primo giorno, che comprende un’app proprietaria per la lettura dei quotidiani del gruppo, un sistema editoriale unico per tutte le testate, newsletter tematiche e podcast.

Al Presidente Mattarella è stato consegnato anche lo speciale “Il mondo che ci aspetta”, che presenta la linea editoriale del nuovo QN. Sei domande che guideranno il lavoro delle redazioni per tutto l’anno. Riguardano il futuro delle democrazie liberali, il ruolo dell’Europa, energia e clima, l’intelligenza artificiale, la disinformazione e i giovani.

Temi che toccano prima di tutto le persone. E proprio dalle persone parte anche la trasformazione del gruppo. Lunedì 12 ottobre, nella sede di Bologna, Leonardo Maria Del Vecchio aveva incontrato i circa 300 giornalisti, tipografi e amministrativi del gruppo, che lo hanno accolto con un lungo applauso. Un incontro che ha ridato slancio e motivazione alle redazioni, chiamate a un cambiamento senza precedenti. L’editore ha indicato l’obiettivo di “restituire lustro alle firme” e portare il nuovo QN tra i migliori giornali d’Europa, anche “potenziando il welfare”, da sempre parte della cultura d’impresa della famiglia Del Vecchio.

Un percorso che arriva ora al suo primo traguardo. Il 5 novembre il nuovo QN debutterà in edicola e sul digitale come quotidiano nazionale del gruppo, con la sua voce riconoscibile e lo sguardo aperto sul Paese e sul mondo. Insieme a lui cambieranno volto anche La Nazione, il Resto del Carlino e Il Giorno, con grafica e contenuti nuovi, ma la stessa identità di sempre.

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UGL, presentata alla Camera la seconda edizione dell’Osservatorio sulle Città

21 October 2026 at 15:36

Roma, 21 ottobre 2026 – Valorizzare le esperienze amministrative locali e individuare modelli di sviluppo capaci di rispondere alle esigenze delle comunità. L’obiettivo della seconda edizione dell’ Osservatorio sulle Città, promosso dall’UGL e presentato a Roma, presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, è mettere in luce le buone pratiche realizzate dalle amministrazioni comunali e raccogliere esperienze e proposte che confluiranno nella collana “I Quaderni dell’Osservatorio”, edita da Edizioni Sindacali.

Per l’On. Marco Cerreto (FDI): “L’iniziativa dell’Osservatorio promossa dall’UGL, dimostra l’attenzione non soltanto alle esigenze dei lavoratori, ma anche a quelle delle comunità locali, il cui benessere passa attraverso il buon governo e l’organizzazione dei territori, a partire dai loro avamposti, ovvero gli amministratori locali e quindi i Comuni. L’Italia è un Paese fatto di migliaia di Comuni, perlopiù medi e piccoli, ed è attraverso questo tipo di esperienza che si può sublimare una cultura di governo e riuscire a fare rete. Oggi chi fa il sindaco è in trincea e molto spesso si sente solo. La politica romana, inoltre, stenta ad arrivare a tutti i campanili. L’iniziativa rappresenta quindi anche un’occasione per mettere in rete le buone prassi, come abbiamo dimostrato oggi facendo arrivare tanti sindaci dalle diverse parti d’Italia, dalla Sicilia al Piemonte. Si tratta di esperienze che arricchiscono chi, con spirito di servizio, svolge il ruolo di amministratore locale”.

“I Comuni rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini e il primo interlocutore rispetto ai bisogni delle comunità e alle esigenze dei lavoratori. Per questo è fondamentale ascoltare chi vive quotidianamente le difficoltà dei territori e chi è chiamato ad amministrarli. L’UGL intende dare voce a queste istanze e contribuire a riportarle al centro dell’agenda politica. Tutelare le realtà locali e mettere in rete le soluzioni alle criticità e le proposte degli amministratori significa rafforzare il ruolo delle istituzioni democratiche. L’Osservatorio ha come sua mission la valorizzazione delle buone prassi delle amministrazioni di centro destra. La partecipazione e il coinvolgimento delle comunità sono fondamentali per ricostruire la fiducia dei cittadini verso la politica“, ha dichiarato Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL.

All’evento hanno preso parte: Ada Fichera, responsabile dell’Osservatorio sulle Città UGL e direttrice di “Pagine Libere – Edizioni Sindacali”; Alessandro Basso, sindaco di Pordenone; Matilde Celentano, sindaca di Latina; Marco Corsaro, sindaco di Misterbianco; Cristina Coletti, Assessore alle Politiche per la Famiglia e le Politiche Socio-Sanitarie del Comune di Ferrara; Simone Vassallo, Presidente Consiglio Comunale di Imperia e VincenzoBuongiorno, Vicesindaco di Forlì.

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Onorato sfida il campo largo: “Alle primarie con un nostro candidato, no al toto nomi Schlein-Conte. Il csx così non può vincere”

21 October 2026 at 15:23

Verso gli Stati generali di Progetto Civico, Onorato: “Siamo stanchi dell’Italia del ‘non si può fare'”

Dal 23 al 25 ottobre il centro congressi Shangri-La di Roma ospiterà gli Stati generali di Progetto Civico Italia. Nei tre giorni, davanti a centinaia di amministratori arrivati da tutta Italia, verrà presentato il “piano industriale” per il Paese, un insieme di proposte elaborate dai 20 centri studio del movimento.

Ad aprire i lavori – venerdì 23 alle 15.30 – saranno il fondatore e segretario nazionale di Progetto Civico Italia Alessandro Onorato e il segretario nazionale di Avanti Psi Enzo Maraio, intervistati dal direttore di Affaritaliani Marco Scotti. Alla vigilia dell’appuntamento abbiamo parlato con Onorato sulla tre giorni che ci attende, sulla nuova legge elettorale e sul ruolo che Progetto Civico intende ritagliarsi nel campo largo.

Dal 23 al 25 ottobre presentate il “piano industriale” di Progetto Civico Italia. Cosa dobbiamo aspettarci?

Siamo stanchi di un’Italia dove tutti dicono ‘non si può fare’ per qualsiasi cosa: noi dimostreremo che invece si può fare. Con proposte concrete, con coperture economiche e tempi di attuazione. Arriveranno gli amministratori di Progetto Civico da tutta Italia, da Bolzano a Caltanissetta, da Cesena a Salerno.

Inoltre parteciperanno il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri; quello di Napoli, Gaetano Manfredi; i governatori dell’Emilia, dell’Umbria e della Toscana, Michele De Pascale, Stefania Proietti ed Eugenio Giani; i leader politici del centrosinistra, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Stefano Bonaccini. Poi ci confronteremo con il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e tanti esponenti della società civile come Elena Sofia Ricci, Bebe Vio e Giovanni Malago’.

Il piano nasce dai 20 centri studio e da oltre 800 persone. L’apporto “dal basso” richiama un po’ la strategia usata dal M5s con Nova…

Il nostro è un movimento nato e cresciuto in maniera spontanea, dal basso, dal popolo. Con amministratori, professionisti e semplici cittadini che non vogliono rassegnarsi e vogliono cambiare il Paese. E’ il mondo reale, che sa quali siano le reali esigenze delle famiglie, dei commercianti, degli insegnanti, al contrario di chi siede in Parlamento”.

Legge elettorale: c’è chi dice che la norma sulla raccolta delle firme sia scritta apposta per fermare i civici come voi. Pensa che sia una norma “anti-Onorato”? E, concretamente, come aggirerete l’ostacolo?

E’ evidente che questa norma delle firme, inserita in una legge elettorale palesemente anticostituzionale, sia stata fatta per danneggiarci. Giuseppe Conte ha raccolto l’appello che avevamo fatto a tutte le forze di opposizione e ci ha consentito di creare una componente parlamentare. Per rispondere così al vulnus democratico che obbliga chi sta fuori dal Parlamento a raccogliere 400.000 firme. Ora dovremo raccoglierne 94 mila, in pochi giorni e in forma cartacea. Ma ce la faremo, anche se sono quattro volte in più di quelle che dovette raccogliere la Meloni con FdI nel 2013 quando prese l’1,9%.

Si cambia la legge a pochi mesi dal voto, mentre il Consiglio d’Europa sconsiglia modifiche elettorali nell’ultimo anno: è un’operazione costruita ad hoc dalla maggioranza?

Meloni pensa di avere un vantaggio con questa nuova legge elettorale, ma in passato, chi ha cambiato le regole del gioco a proprio piacimento, ha poi perso.

Quasi 5 anni di governo Meloni: cosa abbiamo perso, davvero, secondo lei?

Una grande occasione. Il Governo Meloni aveva i numeri in Parlamento per fare riforme e cambiare il Paese, invece non ha avuto coraggio. L’Italia oggi è un paese fermo, immobile, che non ha futuro: servono riforme strutturali per dare una nuova prospettiva da qui ai prossimi 20 anni. Sono stati sprecati 209 miliardi di euro del Pnrr, che potevano essere usati per cambiare davvero l’Italia partendo dalle scuole e dalla sanità.

Il campo largo oggi è Pd, M5s e Avs. Manca un candidato, manca un programma, sulle primarie c’è incertezza: ne abbiamo parlato anche a La Piazza. Voi, dove vi collocate in questo scenario? Con chi, e contro chi?

Noi parteciperemo con un nostro candidato alle primarie e, con le proposte che presenteremo, daremo un contributo al centrosinistra per il programma. Non siamo nati per partecipare al toto nomi Schlein o Conte. Non ci interessa. C’è uno spazio enorme che stiamo occupando, siamo già in tutto il Paese con oltre 1000 amministratori: sono una nuova classe dirigente formata da persone capaci, concrete, che non hanno perso il rapporto con i territori.

Portiamo in dote la cultura del fare che la politica deve riscoprire. L’attuale schema del centrosinistra non basta per vincere le elezioni: bisogna allargare alla società, alle energie civiche, a un popolo democratico non organizzato che ha fatto vincere al centrosinistra l’80% dei comuni italiani. Serve una reale novità per riconquistare i milioni di elettori che non votano più perché non si riconoscono nei partiti attuali e tradizionali del centrosinistra.

I tassisti hanno un peso elettorale a Roma. Rischia di pagare il prezzo politico delle sue battaglie, anche dentro il suo schieramento?

La legalità e la trasparenza vengono prima di tutto. Roma è tornata a essere una città internazionale, attrattiva dove, però, tante grandi e piccole illegalità mortificano la stragrande maggioranza di chi lavora onestamente, danneggiano la vita dei cittadini e le vacanze dei turisti.

In questi 5 anni ho affrontato di petto tante battaglie, dai centri sportivi comunali morosi all’illegalità nel turismo, fino ai tassisti abusivi che ho denunciato, con esposti in procura, fin dal primo giorno: si tratta di mele marce che danneggiano tanti tassisti onesti, che fanno un lavoro importante e faticoso. Pochi giorni fa sono andato ad affrontarli di persona perché ho trovato, alla stazione Termini, una situazione inaccettabile, con una fila lunghissima e alcune persone che si ‘battevano’ le corse: ovvero sceglievano i turisti da spennare. Queste persone non possono sporcare l’immagine di una Roma moderna e dinamica che abbiamo faticosamente costruito.

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Meloni a Forum Coldiretti: Tutelare settore significa difendere l’Italia

21 October 2026 at 15:06

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Tanta strada abbiamo fatto insieme, ma rimane ancora molto da fare per costruire un’Italia che produca sempre più e sempre meglio, sappia valorizzare la propria identità senza rinunciare all’innovazione, permetta ai nostri giovani di vedere nell’agricoltura un’opportunità concreta di lavoro. Un’Italia, cioè, che sappia riconoscere nel cibo non solo un prodotto economico, ma un patrimonio di cultura, salute, libertà. Perché difendere l’agricoltura italiana vuol dire difendere l’Italia e difendere la qualità del nostro cibo significa difendere il futuro dei nostri figli. E, quindi, grazie a tutti voi. Grazie agli agricoltori di questa Nazione, per l’impegno e la passione che mettono in ogni cosa che fanno”, così la Presidente Meloni in un videomessaggio al Forum Coldiretti.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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