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“Sotto la corazza degli adolescenti c’è il desiderio di essere amati”. Le parole di Papa Leone XIV ai giovani

“Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati”. Accolto dal lungo applauso dei 1200 partecipanti provenienti da 60 Paesi nel mondo al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria, Papa Leone XIV ha parlato dei giovani, lanciando un appello a non dimenticare il “disagio esistenziale” che vivono. Un’intervento che arriva a pochi giorni dal week end di scontri avvenuto a Milano e della stretta securitaria messa in atto dal governo Meloni come risposta.

”Quanti studenti – ha detto il Pontefice – vivono anche condizioni di disagio esistenziale. Famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto”. Un malessere vissuto anche nelle aule di scuola. “Molti – ha aggiunto – attraversano i corridoi dei nostri istituti e delle nostre università e forse si sentono anonimi”.

Il Papa, ancora convalescente dopo l’intervento al Gemelli per la rimozione di un adenocarcinoma polmonare, ha ricevuto in udienza i partecipanti al Congresso sulla Pastorale Scolastica e Universitaria e ha invitato gli istituti cattolici a non lasciare gli studenti a loro stessi. Ha chiesto di aiutarli “a essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta”. Il coraggio, ha evidenziato Leone, “nasce da un patto di fiducia: dall’esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso”.

Oggi “falsi maestri e messaggi ingannevoli promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani. Voi – ha detto il Pontefice rivolto a coloro che si occupano della pastorale scolastica e universitaria -, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro”. Per Leone è fondamentale che le scuole e le università cattoliche diventino un “luogo familiare dove si è attesi”.

Un passaggio lo ha poi dedicato al concetto di meritocrazia e alle possibili ripercussioni psicologiche sui ragazzi. “Non pochi giovani, oggi, sono come paralizzati dalla paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di essere malintesi, di non corrispondere alle aspettative. Viviamo in una cultura della prestazione che mette continuamente a confronto e classifica in modo a volte spietato. Una meritocrazia male intesa finisce per non rispettare le persone. Per questo molti finiscono per rinunciare prima ancora di provare”.

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“Non è necessaria alcuna ulteriore terapia”: gli esami istologici di Papa Leone XIV confermano l’adenocarcinoma polmonare ma escludono ulteriori trattamenti

“Non è necessaria alcuna ulteriore terapia“. Lo hanno annunciato mercoledì sera Luigi Carbone, medico personale del Papa, e Stefano Margaritora, il chirurgo che pochi giorni fa ha guidato l’équipe che gli ha asportato un tumore ai polmoni, dopo l’esame dei referti istologici definitivi e delle indagini di biologia molecolare sul materiale asportato chirurgicamente. Confermata la diagnosi finora ipotizzata: si tratta di un adenocarcinoma polmonare, fortunatamente localizzato, per il quale non è necessaria alcuna ulteriore terapia.

Una buona notizia che dimostra come quel cauto ottimismo che era trapelato nel corso della degenza in ospedale del pontefice fosse più che motivato. Un sospiro di sollievo per tutta la comunità cristiana che arriva alla fine di una giornata che aveva visto il Santo Padre sorridente e di nuovo in piazza in mezzo ai fedeli, con un giro di saluti in papamobile – per l’occasione munita di tettuccio trasparente per proteggerlo dall’acqua. “La prima cosa che vorrei dirvi è grazie! Grazie per il sostegno delle vostre preghiere” le parole del Papa alle oltre 30mila persone presenti per la catechesi settimanale.

Il tema che tiene banco adesso è il tanto desiderato viaggio in Sudamerica tra Uruguay, Argentina e soprattutto il suo amato Perù dove Prevost ha vissuto per oltre vent’anni: se durante il ricovero ospedaliero la Sala stampa vaticana e i vari cardinali intervistati avevano predicato una certa cautela, sottolineando la complessità di un impegno del genere, adesso la partenza – prevista per il 6 novembre – diventa più probabile. Lo stesso Margaritora, all’indomani dell’operazione e visto il rapido recupero del Papa, aveva detto che “non ci sono motivi per cui il viaggio non venga fatto”.

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Papa Leone all’Angelus all’indomani delle dimissioni: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”

“Grazie a tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno”, con queste parole papa Leone XIV, a meno di 24 ore dalla dimissione dall’ospedale, ringrazia la folla presenta in piazza San Pietro. Puntuale a mezzogiorno, il Pontefice si è affacciato dalla finestra del palazzo Apostolico per recitare l’Angelus domenicale davanti a 15mila fedeli. Dopo l’operazione per l’asportazione di un tumore al polmone, il Santo Padre ha riflettuto su come la sua condizione personale lo abbia avvicinato “a quanti attraverso la malattia sono in una condizione di infermità”, ha affermato durante l’Angelus.

Appare in una discreta forma, nonostante siano passati solo 5 giorni dall’intervento al Gemelli, e davanti alla folla di fedeli legge il testo con un po’ di lentezza, ma senza esitazioni. “Riprenderò gradualmente le mie attività con l’aiuto di Dio e le vostre preghiere”, ha detto il papa, che secondo il parere del chirurgo che lo ha operato, Stefano Margaritora, potrà affrontare anche il viaggio programmato in Sud America. Nel Vangelo del giorno (Mt 22,15-21) è contenuta una frase di Gesù conosciuta anche da chi è lontano dalla chiesa: “Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Leone XIV coglie lo spunto evangelico per invitare i credenti “a vivere senza compromessi, liberi da cattive ambizioni e ingiusti interessi, anteponendo a tutto il Regno di Dio e la sua giustizia”. E non manca il riferimento alle cariche e alle responsabilità umane, invitando i fedeli a “essere veritieri, senza soggezione e ipocrisia, liberi per il bene”.

Domenica scorsa aveva annunciato la malattia e, una settimana dopo, torna ad affacciarsi dalla stessa finestra per ringraziare il personale medico e sanitario del Gemelli che ha reso possibile l’intervento in tempi brevi. Dopo questa fase delicata, il Pontefice tornerà gradualmente alla sua agenda e il modo in cui sta affrontando il post operatorio fa ben sperare. Anche durante la benedizione della folla, non ha mostrato particolari impedimenti nel movimento delle braccia. Nel giorno della centesima giornata missionaria mondiale, tra i numerosi cartelli che augurano la pronta guarigione di Leone, spicca “la pace è il futuro”. Il Pontefice al termine della funzione ha ringraziato tutti i presenti e si è ritirato nella sua abitazione, accompagnato dal caloroso applauso della folla.

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Papa Leone XIV, via libera al viaggio in Sudamerica. Il chirurgo che lo ha operato: “Non ci sono motivi per cui non venga fatto”

Papa Leone XIV potrà affrontare il viaggio in America Latina programmato dal 6 al 17 novembre. A rassicurare sulle condizioni del Pontefice, dimesso dopo cinque giorni di ricovero al Policlinico Gemelli per l’asportazione di un tumore maligno al polmone destro, è Stefano Margaritora, il chirurgo che lo ha operato e che nella foto si vede proprio dietro le sue spalle. “Direi che non ci sono motivi clinici per cui” il viaggio “non venga fatto”, ha spiegato ai media vaticani, indicando nella ripresa post-operatoria un elemento favorevole in vista dell’impegnativa trasferta. Secondo il medico, per il pieno recupero saranno sufficienti ancora una decina di giorni. “Trattandolo come una persona normale, dopo questi tipi di intervento, penso che un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliono. Quindi, essendo già quasi passata una settimana, tutto sommato io credo che il Papa in un’altra decina di giorni possa essere pienamente recuperato”, ha dichiarato Margaritora.

Il chirurgo ha descritto il Pontefice come un paziente particolarmente collaborativo, capace di affrontare il percorso di cura con serenità e determinazione. “Papa Leone è stato un paziente ideale. Non lo dico per piaggeria, ma è stato veramente un paziente che non ha dato alcun minimo problema all’équipe che si occupava di lui, e non l’avrebbe dato neanche se si fosse chiamato Mario Bianchi”. Sempre sorridente e poco incline a lamentarsi, ha seguito le indicazioni dei medici sia sul piano alimentare sia su quello della fisioterapia.

La volontà di recuperare rapidamente, ha raccontato Margaritora, si è manifestata anche in un episodio avvenuto nella cappella durante la degenza. “Nella seconda giornata dopo l’operazione, ci siamo girati e stava sistemando lui le sedie nella Cappella. Noi gli abbiamo detto: ‘Santo Padre, ci siamo noi’. E lui: ‘Non importa, riesco a farlo, lo faccio'”. Un atteggiamento che, per il chirurgo, testimonia la motivazione con cui Leone XIV ha affrontato la riabilitazione: “La sua volontà di avere una ripresa in tempi molto rapidi è molto efficace da tutti i punti di vista: è stata veramente encomiabile”.

L’intervento, ha precisato lo specialista, è stato di routine dal punto di vista chirurgico. Nel caso di un tumore polmonare di determinate dimensioni, la procedura prevede l’asportazione del lobo che contiene la lesione. Per il Pontefice è stato rimosso il lobo inferiore del polmone destro. La scoperta della malattia, ha aggiunto Margaritora, è avvenuta casualmente durante alcuni esami di routine all’addome. Le immagini avevano evidenziato una piccola macchia alle basi polmonari. “Questo è abbastanza normale, perché quando si fanno degli esami radiologici all’addome, dato che il diaframma è una specie di paracadute, si visualizzano normalmente le basi polmonari”. Se la lesione fosse stata localizzata più in alto, ha osservato il chirurgo, avrebbe potuto non essere individuata in quella fase: “Ma certamente, se questa piccola macchia fosse stata un pochino più alta, non sarebbe stata vista”.

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“Un ottimo segnale per il recupero”, lo pneumologo sulle dimissioni di Papa Leone XIV dopo l’intervento al polmone

Le dimissioni di Papa Leone XIV dopo cinque giorni di ricovero al Policlinico Gemelli rappresentano un segnale incoraggiante per il recupero dopo l’intervento chirurgico al polmone destro. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona e membro del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), che invita però ad attendere gli esiti degli esami per delineare con maggiore precisione i prossimi passi. Martedì 13 ottobre il Pontefice è stato sottoposto a un intervento per l’asportazione di un adenocarcinoma, un tumore maligno del polmone destro. Il fatto che abbia potuto lasciare l’ospedale dopo pochi giorni è, secondo lo specialista, un elemento positivo. Le dimissioni sono “un ottimo segnale, vuol dire che è andato tutto bene“, sottolinea Micheletto.

Dopo un’operazione di questo tipo, una fase importante del recupero riguarda il ripristino della normale espansione del polmone. “Il polmone deve tornare a espandersi completamente. Durante l’operazione, una parte del polmone collassa. Successivamente, deve riespandersi”, spiega lo pneumologo. A favorire il processo è anche un tubo di drenaggio, utilizzato per rimuovere aria e liquidi dalla cavità toracica. I tempi di recupero non sono uguali per tutti e possono variare da paziente a paziente. La rimozione dei drenaggi, osserva l’esperto, è un passaggio favorevole: “È un ottimo segnale perché i medici hanno rimosso i tubi di drenaggio. Ora dovrà fare alcuni controlli più avanti”.

Anche il movimento contribuisce alla ripresa. Non è necessario pensare soltanto a esercizi specifici di fisioterapia respiratoria: “Anche camminare rappresenta una forma di riabilitazione, perché favorisce il recupero della funzionalità respiratoria”. L’attività fisica, svolta gradualmente, aiuta infatti a recuperare la capacità respiratoria e a riprendere progressivamente le normali abitudini. Tra gli elementi favorevoli indicati da Micheletto c’è inoltre l’assenza, per quanto risulta, di patologie respiratorie croniche. “È che il Santo Padre non risulta affetto da patologie respiratorie croniche come la Bpco”, osserva lo specialista, riferendosi alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia che può compromettere la respirazione e rendere più complesso il recupero.

Per stabilire come proseguirà il percorso clinico sarà però necessario attendere gli esiti dell’esame istologico, effettuato sui tessuti prelevati durante l’intervento. Un’attenzione particolare sarà riservata ai linfonodi, per verificare se siano presenti cellule tumorali. “In particolare, sarà importante conoscere l’esito dell’esame dei linfonodi, per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali”, precisa Micheletto. Il risultato potrà contribuire a definire il quadro e le successive indicazioni mediche. “Se i linfonodi risulteranno negativi, il quadro potrà essere più favorevole. In ogni caso, saranno i medici a stabilire il percorso di sorveglianza più appropriato”. Tra le possibilità per seguire nel tempo le condizioni del Pontefice, lo pneumologo indica controlli radiologici periodici: il “monitoraggio potrebbe prevedere una Tac ogni 3-6 mesi, per controllare nel tempo la situazione clinica e verificare che non compaiano nuovi segni della malattia”. Saranno comunque gli specialisti che hanno in cura il Papa a definire tempi e modalità dei controlli sulla base dei risultati degli esami e dell’evoluzione clinica.

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Papa Leone XIV ha celebrato la messa al Gemelli. Ecco come sta dopo l’operazione

Papa Leone, migliorano le condizioni di salute: esami positivi, ha celebrato messa al Gemelli

Migliorano costantemente le condizioni di salute di Papa Leone, ricoverato all’ospedale Gemelli. Gli ultimi accertamenti, effettuati nella mattinata di oggi, hanno dato esito positivo, confermando i progressi del recupero post operatorio. A comunicarlo sono stati i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, attraverso una nota diffusa dalla sala stampa vaticana. “Questa mattina ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali. Sono proseguite anche le sedute di fisioterapia respiratoria, mentre il recupero procede al punto da consentire al Pontefice di svolgere le normali attività quotidiane «in completa autonomia”, riferisce il bollettino medico.

Segnali positivi arrivano anche dalla vita religiosa. Papa Leone ha celebrato la messa all’interno dell’ospedale e ha distribuito la comunione, dopo aver concelebrato nei giorni scorsi. Il Pontefice, inoltre, è “di buon umore” e ha proseguito anche oggi la propria attività lavorativa, come confermato dalla sala stampa vaticana. Anche questa domenica, “l’Angelus ci sarà”.

Dimissioni, per ora nessuna novità

Resta aperta la questione dei tempi di dimissione: “Al momento non abbiamo ricevuto comunicazione da parte dei medici riguardo alle dimissioni, se non quelle che abbiamo avuto fin dall’inizio. I medici ci hanno dato una tempistica quando il Papa è entrato. Finora non hanno modificato quella tempistica. Se poi ci dovessero essere delle modifiche, ce lo comunicheranno i medici stessi”, fanno sapere dalla sala stampa vaticana.

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Come sta Papa Leone? I medici: “Miglioramento delle condizioni generali”. Domenica sarà presente all’Angelus

Procede bene il recupero di Papa Leone XIV dopo l’operazione di pochi giorni fa, quando gli è stato rimosso un tumore maligno dal polmone. I progressi sono tali che domenica il pontefice all’Angelus “ci sarà” fa sapere Matteo Bruni, portavoce della sala stampa della Santa Sede. La radiografia al torace e gli esami del sangue di questa mattina hanno evidenziato un “costante miglioramento delle condizioni generali” spiegano i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora. “Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria. Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia” hanno aggiunto gli specialisti del Policlinico Gemelli di Roma. Ed infatti il pontefice oggi ha potuto anche celebrare messa: presenti “personale medico e infermieristico dell’ospedale, in quel momento libero dal servizio, e del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano” fa sapere l’ufficio stampa del Vaticano. Il Papa, nell’omelia, ha voluto ringraziare tutto il personale per il lavoro che ha fatto per lui e nel prendersi cura dei malati e delle loro fragilità.

Intanto, anche dall’ospedale romano, prosegue il lavoro amministrativo proprio del pontificato: la sala stampa vaticana fa sapere che questa mattina il pontefice, nonostante il ricovero, ha proceduto con la nomina di due vescovi: il reverendo Fernando Murga Gómez e il reverendo Andrés Martínez Esteban, nominati vescovi ausiliari dell’arcidiocesi di Madrid. Il grande tema è però il viaggio in America Latina previsto per il 6 novembre. Ieri il cardinale Pietro Parolin aveva predicato cautela, sottolineando lo sforzo fisico che implica uno spostamento del genere; oggi è uscita la lista dei media ammessi al volo papale. Questo, tuttavia, non dà la certezza che il viaggio si terrà per certo: sarà l’evoluzione del quadro medico del pontefice a definire la fattibilità o meno della visita in America Latina.

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Papa Leone: “Risorse dell’industria bellica da riconvertire alla ricerca agricola. È un imperativo etico urgente”

Papa Leone XIV, in degenza dopo l’operazione per il tumore al polmone, invita a servire gli interessi dell’umanità, con le nuove tecnologie, non l’industria militare. Al primo posto delle priorità, il pontefice pone la fame nel mondo e l’agricoltura: “È essenziale un nuovo ordine alimentare globale, in cui l’innovazione tecnologica sia incondizionatamente subordinata al rispetto della dignità umana donata da Dio e al bene comune universale. Inoltre, esiste un imperativo etico urgente di riconvertire le risorse investite nell’industria bellica verso la ricerca agricola sostenibile e la rigenerazione dei terreni degradati”.

Lo scrive il successore di Bergoglio nel messaggio inviato al direttore generale della Fao, Qu Dongyu, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2026. “Il domani – aggiunge il Papa – non è un arco di tempo astratto che ci attende passivamente; è piuttosto il raccolto di ciò che seminiamo oggi attraverso le nostre decisioni. Se seminiamo un’innovazione non etica, basata sul desiderio di dominare la terra ed escludere i deboli, raccoglieremo aridità e conflitti. Se invece l’innovazione scaturisce dal rispetto per l’ordine naturale e dalla giustizia verso chi ha fame, il domani porterà una tavola imbandita per il sostentamento dell’umanità”.

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Parolin: “Se necessario Papa Leone rimodulerà il suo pontificato. Domenica potrebbe guidare l’Angelus dal Gemelli”

Non è escluso che domenica a guidare l’Angelus, dal Policlinico Gemelli e non da piazza San Pietro, sia Papa Leone in persona. A figurare questa possibilità è il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a margine di un evento all’ambasciata irachena a Roma. “Dipenderà dal decorso della convalescenza. Se entro fine settimana starà meglio, penso che farà l’Angelus e lo farà da lì” ha spiegato Parolin. Sarebbe il segno di una guarigione che procede spedita, confermata dallo stesso cardinale che, interrogato sulle condizioni del Santo Padre, ha sottolineato di averlo trovato bene dopo l’operazione per rimuovere un tumore maligno al polmone.

Il segretario di Stato vaticano si è poi espresso sul futuro del pontificato di Papa Leone: “Sono appena due giorni che è stato ricoverato. Non si possono fare previsioni. Si tratta di vedere adesso quando tornerà e cosa diranno i medici. In base a tutti questi elementi, se necessario, il Papa rimodulerà il suo pontificato“. I viaggi e le attività del pontefice saranno, dunque, parametrati all’evolvere del quadro clinico. Lo stesso Parolin si è espresso con cautela in merito al viaggio in America Latina che attenderebbe il Santo Padre agli inizi di novembre e che, vista la situazione, sembra essere destinato a essere rimandato (probabilmente in primavera): “Dipenderà da come vanno le cose. Il Papa ancora non si è pronunciato su questo tema”.

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Leone XIV, parla Parolin: “Se sarà necessario dopo il ricovero rimodulerà il pontificato”

Papa Leone XIV, Parolin: “Se necessario rimodulerà il pontificato”

Il ricovero di Papa Leone XIV potrebbe portare a una revisione degli impegni e delle modalità con cui proseguirà il pontificato. A chiarirlo è il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che invita ad attendere il decorso della degenza e le indicazioni dei medici prima di fare previsioni sulle prossime decisioni del Pontefice.

“Sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato, non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E, in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se sarà necessario rimodularlo“. Lo ha affermato Parolin parlando con i giornalisti a margine di un evento all’ambasciata irachena a Roma, rispondendo a una domanda sulle possibili conseguenze del ricovero per il futuro del pontificato.

Il viaggio in America Latina e l’Angelus

Tra gli appuntamenti da valutare c’è anche il viaggio in America Latina, inizialmente confermato e ora subordinato alle condizioni di salute del Papa. “È un viaggio lungo e impegnativo, dipenderà dai medici”, ha spiegato Parolin. “Dipenderà da come vanno le cose – ha osservato -. Il Papa ancora non si è pronunciato su questo tema e quindi dobbiamo attendere prima di tutto che torni dall’ospedale e poi in base a quello che diranno i medici ecco se lui potrà viaggiare o meno e quindi affrontare un viaggio, affrontare un viaggio così lungo impegnativo come quello che si prospetta in America Latina”.

Il segretario di Stato ha ricordato che, al momento del ricovero, il programma non era stato modificato: “la decisione iniziale quando il Papa è stato ricoverato era che il viaggio si sarebbe mantenuto nella sua forma prevista, quindi immagino che se tutto va bene, se, diciamo, la situazione si sviluppa come avevano previsto all’inizio, il viaggio si farà se poi ci sono delle novità questo non lo possiamo prevedere ora“.

Anche la possibilità che Leone XIV pronunci l’Angelus di domenica dal Policlinico Gemelli dipenderà dall’evoluzione della convalescenza. “Dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza. Mi pare che hanno dato cinque giorni, no? Quindi adesso, se entro fine settimana, starà meglio penso che lo farà l’Angelus e lo farà di là, se poi rimane ancora… Però sono tutte illazioni che faccio”, ha precisato Parolin.

Le condizioni del Pontefice

Il cardinale ha inoltre riferito di aver ricevuto aggiornamenti sulle condizioni del Papa attraverso mons. Paolo Rudelli, sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, che lo ha incontrato al Gemelli. “Le notizie che mi ha portato corrispondono esattamente a quanto hanno detto i comunicati”, ha dichiarato Parolin, confermando poi che il Pontefice sta bene.

Infine, il segretario di Stato ha espresso apprezzamento per il modo in cui Leone XIV ha reso pubblica la propria malattia. “È bellissimo” il modo in cui il Papa ha comunicato la sua malattia, ha sottolineato, aggiungendo: “Sono molto molto lieto che ci sia stato, in modo tale che non ci sono dietrologie, ecco, cose che i giornalisti cercano sempre”.

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A Papa Leone è stato esportato un tumore maligno al polmone

Pope Leo XIV arrives in St. Peter's Square on the occasion of the weekly general audience at the Vatican, Wednesday, Sept. 30, 2026. (AP Photo/Andrew Medichini)

Papa Leone XIV è stato operato al Policlinico Gemelli di Roma per un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno che ha reso necessario l’intervento di asportazione del lobo inferiore del polmone destro. L’operazione è riuscita e non si sono verificate complicazioni, ha comunicato la Santa Sede. Il Pontefice, settantuno anni, si è svegliato regolarmente dall’anestesia ed è tornato nella sua stanza al decimo piano dell’ospedale dopo un periodo di osservazione. «Il Papa ha anche chiesto la cena», ha riferito ai giornalisti il portavoce vaticano Matteo Bruni.

Il Santo Padre era arrivato al Gemelli poco dopo le 13 di martedì. Era stato lui stesso ad annunciare domenica, durante l’Angelus, il ricovero previsto per rimuovere un «nodulo circoscritto», individuato al polmone durante alcuni controlli medici e descritto come localizzato in una fase molto iniziale. I dettagli sono arrivati in serata, con una nota firmata dal medico personale del Papa, Luigi Carbone, e dal chirurgo Stefano Margaritora, che ha guidato l’équipe.

«Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica. Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita», hanno scritto i medici. L’esame istologico eseguito durante l’operazione ha confermato la diagnosi di adenocarcinoma polmonare, già sospettata sulla base degli esami preoperatori. L’obiettivo dell’intervento era quindi rimuovere integralmente la parte interessata dal tumore, non soltanto il nodulo.

Il Papa è rimasto in sala operatoria per circa tre ore, mentre la procedura chirurgica vera e propria è durata circa 90 minuti. «L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze», hanno precisato i medici, confermando il regolare risveglio e il ritorno in stanza dopo l’osservazione postoperatoria.

Il nodulo, scrive Repubblica, sarebbe stato individuato incidentalmente durante una Tac dell’addome eseguita al Fatebenefratelli. L’esame, richiesto per controllare altre possibili patologie, avrebbe mostrato anche un’anomalia nella parte inferiore del polmone, inducendo i medici ad approfondire gli accertamenti. La scoperta avrebbe così portato alla decisione di intervenire chirurgicamente.

Adesso l’attenzione è rivolta al decorso postoperatorio e agli esiti degli esami. Come riferisce l’Ansa, le prossime 24-48 ore saranno particolarmente delicate. Al momento il Vaticano non ha indicato la necessità di eventuali terapie successive: la valutazione dipenderà anche dai risultati degli accertamenti. Prima dell’intervento era stata prevista una degenza di circa una settimana, mentre tra le ipotesi circolate c’è quella di un possibile ritorno a casa dopo cinque o sei giorni.

La notizia ha suscitato apprensione nella Chiesa e tra i fedeli. Al suo arrivo al Gemelli, Leone era apparso sorridente e sereno, salutando la folla che lo attendeva davanti all’ospedale. Il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha espresso fiducia: «Speriamo che al più presto possa risolvere questo problema. Siamo fiduciosi». La malattia potrebbe inoltre mettere a rischio il viaggio in Sudamerica previsto per novembre, per il quale i preparativi sono già in corso. Per ora, tuttavia, la priorità resta il recupero del Pontefice dopo l’intervento.

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