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Palmeiras e Estudiantes decidem liderança histórica entre Brasil e Argentina na Libertadores

23 October 2026 at 13:57

Palmeiras e Estudiantes terão um objetivo em comum na final da Copa Libertadores de 2026: colocar seu país à frente do rival no ranking histórico de títulos do torneio. A decisão, marcada para 28 de novembro, em Montevidéu, no Uruguai, colocará em jogo a possibilidade de Brasil ou Argentina se tornar o maior campeão da competição de forma isolada.

Os dois países chegam à decisão com 25 conquistas cada. O Palmeiras representa o futebol brasileiro após eliminar o Fluminense nos pênaltis, enquanto o Estudiantes garantiu sua vaga ao superar o Flamengo. Além do troféu, o confronto terá impacto direto na disputa histórica entre as duas nações.

Estudiantes tenta encerrar sequência brasileira

A presença do Estudiantes na final abre a possibilidade de interromper uma sequência de sete títulos consecutivos de clubes brasileiros na Libertadores. A última vez que uma equipe argentina levantou a taça foi em 2018, quando o River Plate venceu o Boca Juniors em uma decisão disputada em dois jogos.

Na edição seguinte, a competição passou a ter finais em partida única. Desde a mudança, nove equipes diferentes chegaram à decisão: Flamengo, Palmeiras, Santos, Athletico-PR, Fluminense, Botafogo e Atlético-MG, pelo Brasil, além de River Plate e Boca Juniors, pela Argentina.

O domínio brasileiro também se reflete nos confrontos decisivos entre equipes do mesmo país. Das últimas seis finais, cinco reuniram dois clubes brasileiros. Agora, o Estudiantes tenta mudar esse cenário e voltar a conquistar a Libertadores depois de 27 anos, além de evitar que a Argentina perca a igualdade no número de títulos.

O Palmeiras, por sua vez, pode alcançar o quarto troféu continental. Se vencer, o time paulista chegará ao tetracampeonato e igualará o Flamengo, que atualmente é o clube brasileiro com mais títulos da Libertadores.

A decisão será disputada no Estádio Centenário, em Montevidéu, no dia 28 de novembro.

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Estudiantes bate Flamengo. Encontrará Palmeiras na final

23 October 2026 at 13:27
Com menos um homem durante a maior parte da segunda metade do jogo, a equipa argentina forçou o empate a zero e venceu 3-2 nas grandes penalidades. Na final, o Estudiantes irá defrontar o Palmeiras.

© Antonio Lacerda/EPA

Final será disputada a 28 de novembro, em Montevideu, capital do Uruguai

Perché l’Argentina di Milei conferma che le ricette neoliberiste sono fallimentari

23 October 2026 at 12:54

C’è uno strano caso di “miracolo” economico che riesce a far quadrare i conti dello Stato mentre manda fuori squadra quelli di chi lavora, produce, consuma. Se volete toccare con mano, prendete un aereo per Buenos Aires, nell’Argentina di Javier Milei, il presidente con la motosega anti-sprechi, anti-spesa pubblica, anti-tutto. Uno strumento che, a giudicare dai risultati, funziona egregiamente. Il punto è capire che cosa stia tagliando.

All’atto del suo trionfale avvento, nel 2023, Milei era stato dipinto come un auspicato innovatore della deregulation contro-statalista in salsa sudamericana. Esaltato in primis dagli opinionisti turbo-liberali mai sazi di sforbiciate al deficit, pareggi di bilancio, privatizzazioni e tutto il ben noto pacchetto di riforme degli emuli, o nostalgici, della “filosofia” ultraliberista.

Partiamo dalle imprese: tra novembre 2023 e luglio 2026, secondo i registri ufficiali argentini, 32.290 datori di lavoro in meno (-6,3%) e 437.600 posizioni lavorative perdute (-4,4%). Non tutti fallimenti o licenziamenti, ma senz’altro una bella emorragia. In Argentina, il piatto piange, ma letteralmente, non per modo di dire. Prendete la carne bovina, icona nazionale del comparto alimentare: 46,3 chili annui pro capite nel luglio 2026, il 9,4% in meno rispetto all’anno precedente. Nel Paese dell’asado, anche la bistecca è diventata un lusso.

Quanto alle pensioni, il bonus per i trattamenti più bassi è congelato a 70.000 pesos dal marzo 2024. I prezzi, ovviamente, no: e il taglio delle pensioni “povere” vien da sé, per opera dell’inflazione, senza colpo ferire e senza bisogno di scomodi interventi “strutturali”. Infine la povertà: risalita dal 28,2% al 32,3% nel primo semestre 2026, con il 7,5% degli argentini nell’indigenza.

Certo, Milei ha ottenuto risultati importanti sul piano della stabilizzazione: avanzo fiscale nel 2024 e nel 2025, inflazione mensile scesa all’1,9 per cento nel settembre 2026. Liquidare questi risultati come inesistenti sarebbe poco onesto. Ma confondere il miglioramento degli indicatori fiscali e monetari con il benessere e la qualità della vita dei cittadini è un errore ancor più grave.

Uno Stato non è un’azienda, e tanto meno un foglio Excel dove l’unica variabile degna di nota è il saldo entrate-uscite e dove i benefici sono sempre e solo quelli rilevabili con l’occhiuta tigna di un cassiere. Né il giudizio su un Paese può essere appaltato in esclusiva alle agenzie di rating. Esso deriva anche da come sono tutelati i suoi abitanti (sul piano del welfare, della sanità, della vecchiaia), da quanto l’ecosistema economico sia favorevole anche alle piccole e medie imprese, dall’adeguatezza dei salari dei suoi lavoratori, dal potere d’acquisto delle sue famiglie.

Per capire la filosofia che ispira il format albiceleste, bisogna fare un salto indietro di mezzo secolo. Destinazione: Cile, anni Settanta. All’indomani del colpo di Stato di Pinochet, i cosiddetti Chicago Boys, economisti cileni formatisi nell’ambiente accademico dell’Università di Chicago, contribuirono a realizzare un radicale programma di liberalizzazioni, privatizzazioni, disciplina monetaria e ridimensionamento dell’intervento statale.

Naturalmente il Cile di Pinochet era una dittatura e l’Argentina di Milei è una democrazia. Ma la genealogia economica degli “sperimentatori” è riconoscibile tanto quanto l’identità nazionale delle cavie, entrambe sudamericane. La convinzione di fondo condivisa è che lo Stato sia omologabile a una SpA, la spesa pubblica un male da estirpare e il mercato il solo prodigioso meccanismo in grado – una volta sbrigliato dai lacci e lacciuoli di ogni pretesa di ingerenza “sociale” – di far quadrare i conti e di generare surplus.

Milei sembra la versione più estrema, quasi fumettistica – persino dal punto di vista lombrosiano, coi suoi rampanti basettoni da protocapitalista ottocentesco – di un’intera scuola di pensiero: un Chicago Boy in grisaglia senza il gessetto del professore e con l’intraprendenza di un boscaiolo.

La parabola di Milei dovrebbe farci riflettere perché – sia pure in modo esasperato e iperbolico – ben restituisce l’esito per molti versi fallimentare, sul piano sociale, delle ricette neoliberiste. Ricette che abbiamo conosciuto sulla nostra pelle sia pure in una declinazione più ordo-liberista di stampo teutonico. E ciò a far data quantomeno dai primi anni Novanta con la fine della tanto vituperata prima repubblica, il celebre incontro sul Britannia del 1992, la svendita dell’IRI, l’avvento dell’euro, la firma dei trattati di Maastricht e di Lisbona che hanno finito per stravolgere, se non per tradire del tutto, lo spirito keynesiano della nostra Costituzione originaria.

Il tutto precisamente in ossequio a quel culto della competitività, delle “lenzuolate” e dei “conti in ordine” che rappresenta una delle matrici ideologiche tutt’altro che secondarie dell’architettura unionista.

www.avvocatocarraro.it

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Javier Milei's Case Against AI Regulation

23 October 2026 at 10:15
Javier Milei | Photo: Javier Milei, 2026; Mandel NGAN/AFP via Getty

"As much as the industrial revolution freed us from the constraints of the human muscle, AI will free us from the constraints of the human brain, pushing productivity beyond our wildest dreams….Keep AI unregulated so that it is free to be developed without the deadly hand of premature and poorly understood regulation."

Argentine President Javier Milei wrote that on June 4 in the Financial Times as part of his push to bring AI companies to Argentina. The prior week, he had introduced legislation to boost AI based on three pillars: leaving AI unregulated, establishing a new legal category for nonhuman corporations operated by AI agents or robots, and keeping corporate taxes low. As of late September, the Senate has held hearings on the legislation but not advanced it.

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How Much Contempt Does Javier Milei Have for the State?

23 October 2026 at 10:00
Javier Milei | Photo: Javier Milei; Fernando Sanchez/Europa Press via Getty

"My contempt for the state is infinite."

—Javier Milei, explaining his willingness to make deep cuts to existing spending and regulation in Argentina, from an interview with The Economist in 2024.

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El Papa anula una visita a Asís porque los médicos le desaconsejan viajar en helicóptero tras su operación

23 October 2026 at 09:29

El Papa se sigue recuperando de forma “óptima”, pero aún es pronto para coger un helicóptero tras su operación, así que ha anulado la visita a Asís (Italia) que estaba prevista para el próximo martes, 27 de octubre, “como medida de precaución”. El Vaticano lo ha anunciado este viernes en un comunicado que transmite normalidad, y la verdad es que era una decisión esperada. Pero lo cierto es que es el primer acto de la agenda del Pontífice que se cancela tras la intervención para la extirpación de un tumor pulmonar a la que fue sometido el pasado 13 de octubre.

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© FABIO FRUSTACI (EFE)

El papa León XIV, en una audiencia celebrada en el Vaticano este miércoles.

Federación sindical argentina reclama libertad para presos saharauis

23 October 2026 at 05:58

Buenos Aires, 23 oct (Prensa Latina) La Central de Trabajadores de Argentina (CTA-T) expresó su solidaridad y reclamó la libertad de los nueve presos políticos saharauis del grupo de Gdeim Izik; cinco de ellos en huelga de hambre indefinida.

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Cubanos en Argentina llaman a votar en ONU contra el bloqueo a Cuba

23 October 2026 at 05:35

Buenos Aires, 23 oct (Prensa Latina) La Unión de Residentes Cubanos en Argentina (URCA) llamó a la comunidad internacional “a no ceder ante el chantaje imperial y a respaldar una vez más y con más fuerza la resolución cubana” en la ONU contra el bloqueo.

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Messi frente a Messi

23 October 2026 at 04:30

Leo Messi se empieza a dar cuenta a los 39 años de que a menudo no ha disfrutado de sus goles y de sus éxitos tanto como se merecían, ni siquiera en los momentos de plenitud, obsesionado con ser mejor futbolista cada partido, como si el resultado fuera su marcapasos, ahora ya solo pendiente por fin del contrato con el Inter de Miami hasta 2028. La plena dedicación y su especial carácter no le dieron tiempo ni para estudiar, tampoco para aprender el inglés suficiente para viajar por el mundo, acostumbrado desde pequeño a disponer de un intérprete si hacía falta para hablar con la profesora de la escuela de Rosario. Incluso puede que no hubiera sido futbolista si su abuela Celia no le hubiese llevado de la mano al equipo del Grandoli. Introvertido en el aula y tímido en el barrio, siempre se expresó con la pelota, como si supiera desde pequeño que no necesitaba nada más para ser considerado posiblemente el mejor jugador de la historia, el número uno.

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© Carlos Alvarez (Getty Images)

Leo Messi, junto a su esposa, Antonela Roccuzzo, este jueves en el Hotel Reconquista en Oviedo.

Enviados de Trump a Argentina velan por intereses de EEUU en Malvinas

23 October 2026 at 02:50

Buenos Aires, 22 oct (Prensa Latina) Los enviados del presidente Donald Trump a Argentina, el subsecretario de Estado, Christopher Landau, y el subsecretario adjunto para Asuntos del Hemisferio Occidental, Juan Pablo Segura, defendieron hoy los intereses de empresas norteamericanas en Islas Malvinas.

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Cámara de Diputados de Argentina aprueba Ley de Emergencia por Discapacidad

23 October 2026 at 02:50
El texto mantiene las pensiones y suma garantías de salud, financiamiento y protección laboral. La aprobación llega tras más de un año de permanentes protestas, marchas y movilizaciones protagonizadas por las propias personas con discapacidad y sus familias.

Messi recuerda a su padre en el Premio Princesa de Asturias

22 October 2026 at 23:33
El astro argentino destaca el legado de compromiso y respeto que le dejó su progenitor, Jorge Messi, antes de recibir el galardón en Oviedo de manos de los reyes de España.

Pope Leo XIV Confirms Official Visit to Argentina in November

22 October 2026 at 22:55
The announcement put an end to speculation about the Pontiff's international agenda as he recovers from lung cancer surgery. Photo: EFE.

Pope Leo XIV confirmed his official visit to Argentina on Thursday, as he announced a four-day pastoral tour set to begin on November 8.


The Holy See press office released operational details of the journey after doctors cleared international travel, noting that the Pope requires no additional oncological treatment.

The Pope’s visit will include prisons, care homes for people with disabilities and meetings with workers’ organizations, reflecting an institutional intention to weigh in on debates over social justice, labor rights and the plight of the most vulnerable sectors.

RELATED: Vatican Confirms Successful Lung Surgery for Pope Leo XIV

His itinerary opens November 8 with a 4:30 P.M. local time arrival at Jorge Newbery Airport aboard a flight from Uruguay. From there he will pay tribute at the General San Martin Monument before attending a protocol reception hosted by President Javier Milei and meeting with diplomats.

The following day brings a packed schedule. Pope Leo will visit the Cottolengo in Don Orione, in Claypole, preside over a massive outdoor mass at the Monument to the Spaniards, meet with the labor sector at the Argentinean Catholic University, lead an interreligious gathering at San Martín Palace and dine with bishops at the Archbishopric.

During the welcoming session for newlyweds at the general audience, a couple said to Pope Leo XIV: “Papa, we’ll be waiting for you in Argentina!” The Pope replied enthusiastically: “Argentina—let’s go!” https://t.co/ut3jm7A7qB

— FrischeBriese (@FrischeB17467) October 22, 2026

On November 10 the tour moves inland to Cordoba province, where he will celebrate a liturgical ceremony at the Military Aviation School and walk through the of Nuestra Señora de la Asuncion Cathedral. He returns to Buenos Aires that night to preside over a youth vigil.

His final day, November 11, begins at the Federal Penitentiary Complex and continues with a mass at the of Lujan Basiliek. The trip concludes at 2:00 P.M. local time with a departure from Ezeiza International Airport bound for Lima.

Security and logistics teams from the Holy See are coordinating directly with Argentine authorities to finalize arrangements for the Pope’s movement at each public gathering on the schedule.

The visit unfolds in a political and social landscape shaped by the complex economic situation Argentina faces under the Milei’s administration. Structural tensions generated by fiscal adjustment policies and economic deregulation form the backdrop for a papal message that now carries deep political significance. The dignity of work and the protection of the vulnerable are expected to anchor his public remarks throughout the tour.

The confirmation also marks a decisive moment in the Pontiff’s recovery. Weeks after surgery, the international travel signals that his medical team considers the convalescence sufficiently advanced for the demands of a four-day, multi-city itinerary across two countries.

For Argentine faithful, the words delivered from St. Peter’s Square close months of uncertainty. The trip’s official schedule now stands, and preparations have shifted from speculation to logistics as November 8 approaches.

Papa León XIV confirma visita oficial a la Argentina  

22 October 2026 at 22:11
La confirmación del viaje papal a Argentina activa un despliegue logístico e institucional importante para ambas naciones, luego de aprobarse los viaje internacionales para el sumo pontífice

Messi, a los niños asturianos: “La regla 10 del fútbol: Disfrutad”

22 October 2026 at 19:40

Los premios princesa de Asturias tienen este año como laureada en Concordia a la astronauta norteamericana Christina Koch. Ella fue la primera mujer en pisar la luna con la misión Artemis 2. De hecho, la recorrió 42 kilómetros y la observó por ambas caras. Pero los niños del principado apenas la envidiaron este jueves porque pudieron tocar y observar de cerca con sus manos y a plena luz a una auténtica estrella: Leo Messi. El mejor futbolista de la Historia recogerá junto a Koch este viernes el galardón de su especialidad. Pero antes de subirse al escenario del teatro Campoamor, se reunió en el Palacio de los Deportes con más de 5.000 niños de toda Asturias, incluidas las categorías infantiles y de la Liga Genuine del Oviedo y el Sporting de Gijón.

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El futbolista argentino Leo Messi, Premio Princesa de Asturias de los Deportes 2026, con dos niños del Sporting y el Oviedo, este jueves.

Ele importou 12 mudas raras da Ásia há 160 anos, mas só uma sobreviveu — e hoje é um monumento protegido por lei que ‘chora’ cristais sob a lua cheia

22 October 2026 at 19:02

Há mais de 160 anos, um proprietário de terras levou 12 árvores da Ásia para a Argentina, mas apenas uma delas permanece viva. O exemplar centenário está localizado no Parque Pereyra Iraola, na província de Buenos Aires, e chama atenção por produzir uma resina que forma gotas brilhantes, semelhantes a pequenos cristais.

Conhecida como “árvore de cristal”, a espécie foi introduzida no país por Leonardo Higinio Pereyra Iraola, que cultivava plantas de diferentes partes do mundo em sua propriedade. As mudas foram plantadas por volta de 1860, mas a maioria não conseguiu chegar à fase adulta.

Gotas de resina explicam o nome da árvore de cristal

Originária do sudeste asiático, a árvore pertence à espécie Agathis alba e apresenta uma característica que a diferencia de muitas outras plantas. Sua casca libera uma resina que pode se acumular no tronco, formando pequenas gotas com aparência semelhante à de lágrimas.

Quando recebem luz, essas gotas produzem reflexos que lembram pequenos cristais. O efeito é especialmente associado às noites de lua cheia, quando o brilho da substância pode se destacar na superfície do tronco.

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Apesar da aparência, não se trata de cristais verdadeiros, mas de uma resina produzida naturalmente pela árvore. A espécie também apresenta tronco alto, casca acinzentada e folhas verdes que permanecem ao longo do ano.

Exemplar sobrevivente recebeu proteção legal em 1992

A chegada da árvore à Argentina está ligada à antiga Estância San Juan, propriedade herdada por Leonardo Higinio após a morte de seu pai, em 1852. Interessado em paisagismo e no cultivo de espécies estrangeiras, ele introduziu diferentes plantas na região, incluindo as mudas provenientes do arquipélago malaio.

Atualmente, a sobrevivente daquele grupo está no terreno da Escola de Formação Policial Juan Vucetich, dentro do Parque Pereyra Iraola, no município de Berazategui, próximo à cidade de La Plata.

Em 1992, a província de Buenos Aires aprovou a Lei 11.341, que declarou a árvore de cristal Monumento Natural. A medida reconheceu a importância histórica e ambiental do exemplar e estabeleceu sua proteção legal.

A preservação também enfrenta desafios. De acordo com o Ministério do Ambiente provincial, a árvore não possui outro exemplar compatível nas proximidades para realizar a reprodução sexuada, o que dificulta a formação de novos indivíduos por esse processo.

Assim, a árvore permanece como um registro vivo das espécies introduzidas na antiga propriedade durante o século XIX, além de representar uma parte da história ambiental da região.

Atlético Mineiro cita a Boca Juniors en la final de la Sudamericana

22 October 2026 at 17:34
A pesar de caer dos a cero ante Montevideo City Torque en la vuelta, el conjunto brasileño hizo valer su ventaja de tres goles en el global y disputará la gran final continental contra el combinado argentino.

Economia da Argentina recua 1,7% em agosto sob risco de recessão

Logo Agência Brasil

A economia da Argentina registrou uma queda de -1,74% em agosto deste ano, se comparado com o mesmo mês de 2025. O resultado leva especialistas a apontarem um risco de recessão no país vizinho.

Em relação a julho deste ano, a atividade econômica da 2ª maior economia da América do Sul cresceu 0,1%.

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Este é o segundo mês consecutivo que os números apresentam retração. Em julho de 2026, houve uma queda de -2,8% em relação a julho de 2025 e redução de -1,5% em relação a junho.

Os dados são do Instituto Nacional de Estatística e Censos (Indec) da Argentina, instituição oficial responsável por medir os indicadores sociais e econômicos do país. 

No acumulado de 2026 terminado em agosto, a economia argentina cresceu 1,2%, ante um crescimento de 1,7% registrado no acumulado do ano terminado em julho.

A economista Clara Brenck, professora adjunta no Departamento de Economia da Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG), explicou à Agência Brasil que a Argentina pode estar entrando em uma recessão econômica. 

“O desemprego também aumentou muito, o que também é indício disso [recessão]. Acho que o cenário é preocupante da Argentina. Talvez a única coisa boa que se pode tirar disso é a redução da inflação, que eles conseguiram, mas também muito dependente da variação do dólar”, comentou.

Recessão técnica

As atividades que mais contribuíram para derrubar a economia argentina em agosto deste ano foram, principalmente, o setor de pesca (-15,7%); intermediação financeira (-3,8%); comércio atacadista, varejista e reparações (-3,5%), indústria manufatureira (-3,2%); transportes e comunicações (-2,9%); e construção (-2,5%).

Por outro lado, contribuíram para elevar a economia da Argentina os setores de mineração e petróleo (+11,1); eletricidade, gás e água (+4,3); e hotéis e restaurantes (+3,1%).

A professora Clara Brenck, que também é pesquisadora do Centro de Pesquisa em Macroeconomia das Desigualdades da Faculdade de Economia da Universidade de São Paulo (Made/USP), disse que são os setores de petróleo, gás e mineração o que tem “segurado que essa recessão não fosse pior”.

“Porém, são setores que dependem muito do mercado externo, de preços internacionais. O que está crescendo são coisas que não dependem da economia doméstica, basicamente. Por isso, não acho que dá para comemorar esse resultado”, disse.

Clara cita as quedas dos setores industriais e comerciais como preocupantes por empregarem mais trabalhadores. Ela avalia que as políticas de corte de gastos do presidente Javier Milei contribuíram para esse cenário.

“Os cortes de imposto que o Milei fez com a promessa de que isso iria gerar investimento e aumentar a atividade econômica no setor privado, a gente não está observando isso”, concluiu.

Para especialista, o dado mais positivo foi o crescimento do setor hoteleiro “no sentido de segurar a queda do desemprego, mas, claro, é um setor também que tem um peso muito pequeno comparado com os outros”.

Governo Milei

O ministro da Economia da Argentina, Luis Caputo, destacou o crescimento de 0,1% em agosto se comparado com julho. “Com essa dinâmica, o indicador tendência-ciclo se posicionou 6,6% acima do nível de dezembro de 2023”, explicou em uma rede social.

Medido pelo Indec, o indicador tendência-ciclo, que busca isolar as tendências sazonais, registrou 0% em agosto.

Caputo acrescentou ainda os dados das exportações agroindustriais de setembro, que teriam alcançado um máximo histórico do mês.

“Nos primeiros 9 meses do ano, as exportações da agroindústria somaram US$ 43.206 milhões de dólares, crescendo 13% em relação ao mesmo período de 2025 e registrando também um recorde histórico em volume”, comemorou o ministro.

*texto ampliado às 14h04

 

El modelo que Milei recomienda a España: datos macro positivos, a costa del empobrecimiento de la población

21 October 2026 at 23:07
Manifestación en contra del Gobierno de Javier Milei en Buenos Aires

Aunque en un primer momento Javier Milei pretendía hacer de su visita a España una gran declaración política, sus amigos de Vox han querido darle un perfil más bajo a la convocatoria. Ante la falta de grandes actos de campaña en los que ser protagonista, el mandatario ha optado por sacar pecho de su gestión económica al frente de Argentina. Y el "león" ha dejado un mensaje claro a los españoles: sacar a los socialistas "a patadas" para devolver el liberalismo a nuestro país.

Milei llegó a la presidencia de Argentina con una promesa: sacar al país de la nefasta situación económica en la que se encontraba. ¿La receta? Disminuir drásticamente el gasto público, privatizar las empresas estatales, reducir los impuestos y la reestructuración del Banco Central. Un modelo de recortes en el estado del bienestar, simbolizado en su famosa motosierra.

Su programa de austeridad ha dado sus frutos. Argentina cerró el 2025 con un crecimiento de un 4,4% en el producto interior bruto. Cuando Milei accedió a la presidencia, el dato de inflación era del 200%; ahora se encuentra en un 33%. Por fin hay un superávit fiscal. A nivel macroeconómico, el país ha mejorado sus indicadores. Es la opinión de Beltrán Briones, desarrollador inmobiliario y fiel defensor del modelo libertario del presidente.

La sensación en la calle es diferente. "El programa de recortes ha afectado considerablemente la vida y el desarrollo, afectando el futuro de Argentina", asegura a El Independiente el economista Eduardo González Olguín. Los hospitales, el programa para discapacitados, las jubilaciones, los programas científicos, las universidades o el programa nuclear son solo algunos de los servicios que se han visto mermados por la motosierra de Milei que este profesor de la Universidad Nacional de Córdoba enumera.

¿Pan y trabajo?

La reducción del gasto público que prometió Milei se materializó inmediatamente después de su llegada a la Casa Rosada. Su Ejecutivo ha recortado millones de euros en programas de ayudas sociales en estos tres años. Ya lo avisó durante la campaña. En el primer semestre de 2024, nada más implantarse su ambicioso plan para acabar con el "derroche" de fondos públicos, la pobreza rozó el 53% en toda Argentina.

En la actualidad, el dato del primer semestre de este año muestra que la tasa ha descendido hasta 32,3%. Sin embargo, las estimaciones de especialistas al margen del Gobierno apuntan a que el dato podría ser mucho mayor. También preocupa la tasa de indigencia, que se sitúa en el 7,5% de la población.

Los datos de pobreza contrastan con los de empleo. La tasa de paro subió una décima en el segundo trimestre, hasta alcanzar el 7,9 %, lo que la sitúa por debajo de las cifras de desempleo españolas. Así, buena parte de la población en activo se encuentra por debajo del umbral de la pobreza. A esto se añade que la informalidad alcanza ya al 45% de la población ocupada. Es decir, casi la mitad de la población trabaja al margen de la legislación laboral argentina.

Cambios en la política monetaria

Una de las promesas estrella de la campaña libertaria fue la dolarización de la economía argentina. Tres años después, dicha posibilidad no ha llegado a materializarse completamente, sino que se ha permitido el pago de ciertos productos y servicios con el dólar, sin renunciar al peso argentino.

Briones resalta en conversación con El Independiente los beneficios surgidos de poder cobrar en la moneda estadounidense. "Los salarios medidos en dólares han experimentado una importante recuperación", asegura. Como asesor inmobiliario, destaca que la recuperación de los salarios en dólares, sumada a la mejor relación salario-metro cuadrado y al regreso de los préstamos hipotecarios, han impulsado "fuertemente" el mercado de la vivienda.

Para este joven convencido de la efectividad del modelo económico de Milei, otro de los logros en política monetaria del presidente ha sido la estabilización del tipo de cambio: "Gracias a la apreciación del peso, ha aumentado el poder de compra internacional de los argentinos". Destaca también que el superávit comercial "contribuye al ingreso de divisas y al fortalecimiento de la economía". Asimismo, la apertura de las importaciones permitió acceder a productos, tecnología y materiales del exterior, subraya.

Las empresas sufren

Briones destaca que el sector agro, la minería y el energético –especialmente el petróleo y el gas– se han beneficiado notablemente del crecimiento económico del que Milei saca pecho. Pero el encarecimiento de los salarios y de los servicios básicos ha mermado la capacidad de consumo de las clases populares. Y esto repercute directamente en las pequeñas empresas.

Según el Centro de Economía Política Argentina (CEPA), 31.342 compañías han cerrado desde que Milei llegó a la Casa Rosada, alrededor de un 6% del total. La apertura a las importaciones que alaba el joven libertario es también un arma de doble filo. Y es que la manufactura local se ha visto afectada por la entrada de productos del exterior.

Un país endeudado

El joven libertario apunta también a la recuperación del crédito al sector privado. "Los bancos comenzaron a destinar una mayor proporción de sus recursos a financiar la economía real, en lugar de concentrarse en financiar al Estado", detalla. Por ejemplo, la vuelta del crédito hipotecario ha sido "fundamental" para que la clase media pueda acceder a la vivienda.

En este sentido, se enfoca en los beneficios para la clase media: ha recuperado su capacidad de ahorro, consumo y acceso a la vivienda. Sin embargo, dado que más de un tercio de la población vive en la pobreza, estos datos no muestran la imagen completa.

González Olguín denuncia que los salarios no crecen al mismo ritmo que la inflación. El profesor, que es también miembro del Partido Humanista Internacional, tiene así otra visión sobre el crédito: "Las familias se endeudan, primero, para mantener su nivel de vida y luego para poder subsistir, y las empresas para mantenerse".

En diciembre de 2023, 9,5 millones de personas tenían algún tipo de deuda en el sistema financiero formal. En la actualidad, se calcula que son cerca de 21 millones. El índice de morosidad era del 2,7% cuando Milei llegó al poder, mientras que en la actualidad ronda el 17,5%.

El economista de la Universidad Nacional de Córdoba arroja datos preocupantes: el 54% de las deudas con tarjetas de crédito tienen como destino la compra de alimentos o bienes esenciales, el 16% combustibles, servicios públicos 12% e indumentaria el 11%. "En el año 2023 y anteriores las deudas de tarjetas de crédito eran para la compra de bienes de consumo durable, en la actualidad sólo el 11,8% se endeudó con esta finalidad", denuncia.

Se suman además las deudas simultáneas múltiples. El año pasado, solo el 12% de las familias acumulaba más de tres deudas a la vez. Ahora, el 28,4% de los hogares deudores ya arrastra más de tres obligaciones financieras simultáneas (tarjeta, servicios públicos atrasados y un préstamo personal), denuncia.

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