(Agenzia Vista) Istanbul, Turchia, 23 ottobre 2026
“Noi italiani chiediamo la liberazione immediata delle cinque donne che sono state prese italiane e prese dall’esercito israeliano”. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Istanbul, Turchia.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“A chi arriva su queste colline nessuno chiede di cancellare il proprio passato, nessuno chiede, diciamo così, di aggiustare qualcosa che si è rotto”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Ministri, funzionari, esperti vengono qui da tutta Europa a imparare qualcosa da voi, perché voi avete qualcosa da insegnare, perché la vostra sofferenza, la vostra determinazione, il vostro amore hanno qualcosa da insegnare a queste persone”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Poi sei mesi fa ci siamo rivisti a Yerevan, in Armenia, e in quell’occasione abbiamo definito insieme le tre direttrici di intervento sulle quali avremmo concentrato i nostri sforzi”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“La seconda direttrice è l’aggressione ai patrimoni dei trafficanti, seguendo la geniale intuizione di due straordinari magistrati italiani antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Questo è un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema dei limiti, disponibile in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
«I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo», scrive nel 1921 il filosofo Ludwig Wittgenstein nel suo Tractatus Logico-Philosophicus, proposizione 5.6: una frase breve, quasi una puntura di spillo nel velluto nero della logica, eppure sufficiente a far sanguinare un secolo intero. In Beate Skonare Karlsson, però, i limiti non sono soltanto linguistici. Sono muscolari, economici, scenografici, sociali, epidermici. Sono il punto in cui una modella cade e la moda, per una volta, non riesce a fingere di non aver visto. Sono il tacco che si spezza, la cucitura che cede, il pubblico che lancia rifiuti come una folla medievale con accesso al front row. Sono il corpo che smette di essere tempio e torna a essere incidente, animale, carne con una laurea breve in imbarazzo. Il limite, in Karlsson, non somiglia a una legge.
Somiglia a una sutura mal chiusa nel corpo del lusso: la passerella ci cammina sopra con aria innocente, ma basta un passo troppo sicuro perché la ferita si riapra. Non delimita soltanto uno spazio, lo rende sensibile. Entri nella moda convinto di conoscere il catechismo spettrale del defilé, quell’arte di camminare come se il mondo fosse stato stirato a vapore, e lei ti mostra che la grazia, spesso, è una ferita amministrata con buone maniere. Cadono le modelle. Si sfasciano i vestiti. Le scarpe diventano zampe, artigli, protesi di un bestiario scandinavo che ha letto Vogue e poi ha deciso di mordere il direttore marketing. Il pubblico viene trascinato dentro il rito: da spettatore a complice, da occhio a gesto. Beate nasce a Stoccolma nel 1995, ma non nella Svezia levigata, con il design in ordine e il trauma sotto un tappeto Ikea. Viene da una Scandinavia più carnale e nerissima, dove l’oggetto quotidiano può diventare creatura. Cresce fra musica, sorelle creative, piccoli mondi fabbricati a mano; a diciannove anni va a New York per Parsons, poi passa da Central Saint Martins, Coach e Pyer Moss. È lì che l’accessorio smette di essere orpello e diventa frase filosofica con una fibbia. Prima che Avavav diventi sinonimo di passerella che crolla ridendo, Karlsson lavora sulla mutazione: The Bum, replica indossabile in silicone del sedere di Kim Kardashian, e poi le chicken feet shoes indossate da Doja Cat, trasformano celebrity culture e anatomia in zoologia morale.
Avavav, collezione autunno/inverno 2026-27: maglione a rete geometrica
Quando nel 2020 entra nell’orbita di Avavav, marchio fiorentino nato prima di lei e poi reincarnato sotto la sua direzione creativa, trova il teatro ideale: scarti nobili, tessuti deadstock, artigianalità italiana, residui aristocratici del lusso da rianimare come spiritelli in sartoria. Firenze, ma dopo una seduta spiritica con TikTok. Avavav cerca libertà creativa, humour, entertainment, evoluzione del design. Karlsson la chiama creative playhouse, ma non è un parco giochi: è una clinica del contemporaneo con le giostre accese. «Credo che la moda abbia un rapporto complicato con i limiti», dice Karlsson. «Alcuni sono necessari, altri sono giustificati. Abitudini ereditate che non abbiamo messo abbastanza in discussione». Dentro questa frase educata c’è un’intera anatomia del sistema: calendario, produttività infinita, obbligo di mostrarsi, tic della rilevanza, devozione alla novità. Il limite da smascherare è quello che decide, in silenzio, come un designer debba esistere: produrre, mostrare, esibire, restare visibile senza sembrare esausto. «La libertà totale può essere paralizzante», aggiunge. Dunque non abolire ogni confine, gesto da adolescente con forbici e cattiva playlist, ma scegliere quelli che proteggono il lavoro e lasciar morire quelli che lo soffocano.
La prima grande soglia pubblica è Filthy Rich, primavera estate 2023. Le modelle cadono intenzionalmente, trasformando l’errore più temuto della passerella in grammatica. La caduta non è una gag. È un memento mori. È il capitalismo estetico che scopre la gravità, questa vecchia comunista. La moda, che vende verticalità si ritrova orizzontale, umana, sporca. Con Fake It Till You Break It non cedono più i corpi, cedono i vestiti. Top che si aprono, minigonne che franano, tacchi che si spezzano, set che collassa. Il lusso non teme il brutto, teme il difetto. Con No Time to Design, No Time to Explain il limite diventa tempo: contratti, fornitori, avvocati, ritardi, ansia, l’agenda che divora l’immaginazione con le posate da dessert. Karlsson lo dice senza ornamenti: il problema non è solo la velocità del ciclo moda, ma «la frammentazione del ruolo, soprattutto in un piccolo marchio. Non ti limiti a disegnare, fai tutto». Il sogno si trasforma in una contabilità del nervo. Poi arriva Thanks For Your Feedback. Sullo schermo scorrono commenti velenosi, il pubblico è invitato a lanciare spazzatura sulle modelle: bucce di banana, lattine, uova, cartacce. La sezione commenti diventa materia. Il like diventa braccio.
L’algoritmo trova finalmente un cassonetto. Qui il limite è etico. Karlsson lo formula con precisione: «Tutto si riduce al consenso e all’autonomia. Nessuno dovrebbe sentirsi intrappolato, esposto o spinto a fare qualcosa contro la propria volontà». E ancora: «Nel momento in cui qualcosa accade a spese di qualcuno, anziché con lui, il confine è superato». È questo che la salva dal cinismo: non addomestica la violenza che convoca, ma non finge che sia innocente. La vergogna, in questo teatro, è una corrente sotterranea. Karlsson non la tratta come jersey o pelle. La lascia affiorare, perché «ci sono tantissime cose che possono causare imbarazzo. È ovunque». L’imbarazzo è produttivo quando resta visibile per un momento, come una macchia su un abito costoso che improvvisamente lo rende più interessante del gala. Il lavoro, dice, forse serve a evitare «un crollo silenzioso». Meglio far cadere le cose fuori che lasciarle franare dentro. Nel 2025, con The Hole, la soglia si fa quasi sepolcrale. I modelli emergono da una fossa come cadaveri risorti, coperti di terra, sangue, stanchezza, mani scheletriche.
Avavav, felpa con cappuccio Shoulderless Hoodie, collezione autunno/inverno 2026-2026.
Il corpo non è tempio, ma scavo archeologico con pressione bassa. Il grottesco perde brillantezza pop e diventa grave, quasi tenero. È una moda che non finge salute eterna. Finalmente. Con Adidas, Karlsson ironizza sulla performance sportiva: High fashion, low performance, piccolo manifesto contro l’efficienza in sneaker costose e inutili per correre. Poi, con Soon on Sale, compie un gesto meno teatrale e forse più spietato: mette la collezione nell’aldilà commerciale della moda, l’outlet. Non più corpi caduti, abiti rotti, spazzatura. Qui la catastrofe è silenziosa: ha un’etichetta, una percentuale, un neon stanco sotto cui anche il desiderio sembra chiedere il rimborso. Il titolo è una bestemmia pronunciata con educazione. Invece di fingere che il nuovo nasca puro, Avavav lo mostra come se fosse già stato bocciato dal mercato. L’aura benjaminiana non muore solo quando l’opera viene copiata, ma quando viene scontata dell’80 per cento e appesa sotto una luce da supermercato depresso.
Un abito rosso di paillettes con la scritta 80% Sale sulla schienauna pugnalata perfetta fra gala e bancarella. Qui il limite diventa economico, ontologico: quando un vestito smette di essere desiderio e diventa avanzo? Il Minotauro del sistema moda non vive in un labirinto. Vive nei margini, nelle giacenze, nei resi, nelle percentuali innominabili. Nel 2026, con The Female Gaze, Karlsson ribalta il dispositivo: le modelle osservano, gli ospiti camminano. Il front row resta senza scudo. Alcuni attraversano lo spazio in fretta, dice lei, quasi volessero scendere dalla passerella prima di diventare se stessi. Altri rallentano, si offrono, si godono i quindici secondi di fama. Poi nasce «una sorta di silenzioso effetto domino». La moda, che vive guardando corpi, costringe il pubblico a diventare corpo guardato. Non ti spoglia. Ti osserva. È molto peggio. La viralità resta lì, coinquilina brillante e tossica. Karlsson non la insegue più: «La visibilità precede la struttura. Dall’esterno può sembrare crescita, ma internamente crea pressione». Il vero lavoro, ora, è costruire fondamenta, una squadra, un ritmo. Non essere più vista, ma reggere lo sguardo.
Avavav, The Female Gaze, collezione autunno/inverno 2026-2027: blazer nero dal taglio sartoriale asciutto e strutturato. Sotto, shorts ibridi grigi con tagli asimmetrici (cut-out) e calze autoreggenti integrate con le calzature monster toes o anatomical feet.
Avavav è diventato famoso facendo rumore, ma il rumore non basta a fondare una casa. Ecco allora il cuore del suo pensiero: la soglia non è ciò che Karlsson attraversa, è ciò su cui ci costringe a sostare: «Per me non si tratta tanto di eliminare del tutto i limiti, quanto piuttosto di sceglierli con cura». È una frase adulta, quasi scandalosa in un’epoca che confonde la trasgressione con la digestione rapida di qualunque cosa. Il limite giusto non è censura. È forma. È ritmo. È una stanza abbastanza stretta perché il pensiero smetta di svenire nel troppo spazio. Per questo la sua biografia è già una teoria della soglia. Stoccolma e New York. Arte e prodotto. Meme e sartoria. Mostro e capo vendibile. Ironia e dolore. Corpo e mercato. Karlsson rifiuta due trappole opposte: l’artista pura che non deve vendere nulla e la stilista commerciale che deve fingere di non pensare. Si sforza di stare in mezzo, dove il prodotto deve funzionare e tuttavia l’idea deve mordere: «Non mi piace ridurre un marchio a un singolo prodotto», dice. «È più come un cast di personaggi». Infatti Avavav è una compagnia teatrale di oggetti lunatici: scarpe a forma di dito, borse larva, sciarpe millepiedi, pantaloni Shar Pei. Oggetti, ma anche personalità. Una piccola borghesia del mostruoso, vestita benissimo.
Resta il limite personale, forse il più difficile. Karlsson lo dice senza eroismo: non è più disposta ad accettare lo squilibrio, «l’idea di dover scegliere tra avere una vita e dedicarsi completamente alla creatività». È quasi commovente, detta da una designer che ha fatto cadere modelli, abiti, pubblici, prezzi e certezze. La prossima soglia non sarà necessariamente spettacolare. Sarà quotidiana. Creare una struttura in cui vita e lavoro possano coesistere: «Perché credo che il lavoro risulti più efficace quando non nasce dalla stanchezza». In un sistema che scambia l’esaurimento per passione, questa frase è più sovversiva di qualunque tacco artiglio. Beate Skonare Karlsson lavora lì, sul bordo dove la moda perde il contegno e, nel panico, dice finalmente qualcosa di interessante. Non demolisce il lusso. Fa di peggio: gli toglie la sedia mentre posa.
(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Abbiamo presentato oggi l’Osservatorio delle città promosso dall’UGL, sei comuni che per il secondo anno presentano le loro best practices, le loro eccellenze amministrative, questo per rendere chiaro che c’è una possibilità di stare vicino alle amministrazioni locali, stare vicino alle comunità locali e soprattutto mettere a fattor comune le migliori iniziative”. Lo ha detto Francesco Paolo Capone, segretario della Ugl, in un punto stampa fuori Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
L’attore Massimiliano Caiazzo e il resto del cast del film ‘Me, you’ ha posato per i fotografi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Ci hanno detto che così non ce la fanno più. Ci hanno detto che non ce la fanno più, che che per gli agricoltori ormai persino la semina è un’operazione in perdita, non il raccolto”. Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs in un punto stampa alla Camera.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Abbiamo parlato, ci hanno ben accolto, hanno ascoltato e ci hanno chiesto di portare delle istanze, anche, devo dire, abbiamo letto nei loro occhi la disperazione di un di un agricoltore che ci ha detto che il suo pomodoro datterino gli viene acquistato a 0,60 centesimi di euro e quel suo pomodoro datterino arriva negli scaffali dei mercati di Roma, ad esempio, a oltre 10 euro al chilo”. Lo ha detto Angelo Bonelli di Avs in un punto stampa alla Camera.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Il paese è in difficoltà, tanta sofferenza economica e sociale e Giorgia Meloni cosa fa? Abbiamo chiesto che venga in Parlamento per un’informativa urgente per dirci le misure necessarie che il popolo attende e lei come risponde? Non incontra agricoltori, non incontra autotrasportatori, gli studenti, non incontra nessuno”. Lo ha detto il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte in un punto stampa in piazza di Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
Il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha iniziato il suo punto stampa a Montecitorio. Prima di cominciare ha dato il via ai giornalisti: uno, due, tre.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Dai notai proviene oltre il 90 per cento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari. Il notaio è un alleato prezioso dello Stato nel contrasto dei reati che riguardano frodi e riciclaggio”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Congresso del notariato in corso a Roma.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Dai notai proviene oltre il 90 per cento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari. Il notaio è un alleato prezioso dello Stato nel contrasto dei reati che riguardano frodi e riciclaggio”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Congresso del notariato in corso a Roma.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Fisioterapeuta, profesor universitario, divulgador y escritor, suma cuatro trasplantes de riñón, la amputación de una pierna, un cáncer y 39 operaciones. Acaba de publicar 'La nada es todo' [EUNSA], una especie de diario de esperanza Leer
Fisioterapeuta, profesor universitario, divulgador y escritor, suma cuatro trasplantes de riñón, la amputación de una pierna, un cáncer y 39 operaciones. Acaba de publicar 'La nada es todo' [EUNSA], una especie de diario de esperanza
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“L’intelligenza artificiale sta svolgendo” nel mondo del lavoro “una parte preponderante, incidendo in modo profondo sulla struttura della società, sui tempi e gli spazi nella vita di ciascuno. L’introduzione di robot umanoidi – nell’ordine di decine di migliaia nei prossimi anni – interroga il rapporto tra persona e lavoro. Vorremmo evitare che, tra qualche decennio, questa cerimonia possa essere sostituita da un concorso per l’umanoide più solerte”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l’anno 2026, al Quirinale.
Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“In questa occasione facciamo anche ricordo delle vittime sul lavoro della miniera di Arsia, nel 1940: ho aderito volentieri alle sollecitazioni rivolte dalla Federazione Maestri del Lavoro e dal Ministero del Lavoro per ricordare con un riconoscimento, sia pure di memoria, questi lavoratori che hanno perso la vita in quella drammatica catastrofe mineraria. A loro viene rivolto il nostro pensiero”, così Mattarella consegnando le Stelle al Merito del Lavoro per l’anno 2026.
Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che arriva dalle associazioni di autotrasportatori, agricoltori e della distribuzione per assicurare la libera circolazione, la fornitura di merci alle attività commerciali e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, pubblicando un video dopo il Cdm che ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, pubblicando un video mentre è in corso la conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
Approvata all’unanimità con 220 voti favorevoli alla Camera dei Deputati la proposta di legge per il gratuito patrocinio per le vittime di infortuni sul lavoro. L’approvazione è stata accolta da un lungo applauso dell’Aula anche da alcuni familiari delle vittime sul lavoro presenti in tribuna in Aula.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev