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Dalla Festa del Cinema di Roma al Mercato Internazionale Audiovisivo: opacità, lobby e nessuno che ne parli

23 October 2026 at 16:37

Come ogni anno, sia la Festa del Cinema di Roma sia il Mercato Internazionale Audiovisivo (per qualche giorno si sono svolti in contemporanea) rappresentano occasioni di incontro relazionale e confronto tecnico tra i professionisti del settore cinematografico e audiovisivo, e non soltanto passarelle per attrici ed attori e per paparazzi e influencer, anche se la quasi totalità dei giornalisti italiani si appassiona più ai look che ai numeri.

Anche in materia di dati e analisi, queste kermesse finiscono per evidenziare un approccio asettico ed acritico: sarà forse perché sono iniziative generosamente finanziate dal Principe, e quindi – suvvia! – “non è bello” anche soltanto sussurrare che egli è semi-nudo, se non nudo, ovvero che il reame è in crisi, se non alla fame… Si tratta di iniziative autoreferenziali, nella cui economia ideologica il concetto di autocoscienza (e finanche autocritica) è totalmente assente.

Sarà anche perché queste iniziative sono guidate da esponenti del settore che rappresentano interessi ben precisi: il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvo Nastasi, l’uomo più potente del settore spettacolo in Italia, è anche Presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori – Siae; la Presidente della potente lobby Apa, ovvero l’Associazione dei Produttori Audiovisivi, Chiara Sbarigia, guida giustappunto il Mia (dopo essere stata per anni Presidente della società pubblica Cinecittà), insieme al Presidente dell’Anica (produttori cinematografici ma anche Netflix ed altri influenti player) Alessandro Usai.

Da anni, vado scrivendo (denunciando) che molte iniziative italiane nell’ambito del settore culturale non rispettano regole “basic” di trasparenza: è il caso emblematico del Mia, che pure beneficia di non pochi milioni di euro di danaro pubblico, tra Ministero della Cultura, Ministero degli Affari Esteri, e finanche Commissione Europea. Il Mia non pubblica sul proprio sito web un bilancio, e viola la legge in materia di trasparenza. La legge n. 124/2017 impone infatti ad associazioni e fondazioni di pubblicare online i contributi pubblici, se complessivamente pari o superiori a 10.000 euro annui. È prevista anche una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti e, se perdura l’inadempimento, addirittura la restituzione integrale del beneficio. Evidentemente nessun Ministero o altra Pubblica Amministrazione richiama il Mia a quest’obbligo.

Ci si può aspettare dall’Apa e dall’Anica analisi e ricerche che evidenzino come la gran parte delle maggiori e migliori società di produzione audiovisiva italiane siano state acquisite, nell’ultimo decennio, da multinazionali straniere come la tedesca Fremantle e la francese Banijay? Ovviamente no. Ci si può aspettare dall’Apa e dall’Anica un’analisi critica della (mala) gestione dello strumento del “tax credit”, di cui hanno ben approfittato per un decennio? Ovviamente no. Offrono dati che sono funzionali ai loro propri interessi, e generalmente proponendo uno scenario idilliaco, limitandosi a chiedere allo Stato… più danaro per sostenere “la crescita”.

Quindi inaffidabile è anche l’ottava edizione del “Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale di Apa”, che mette confusamente assieme più fonti (Certa Università Cattolica, eMedia, Symbola, OpenEconomics…), senza alcuna spiegazione metodologica, e quindi senza validazione oggettiva di dati verificabili, e senza che questi numeri possano essere quindi ritenuti attendibili. Numerologie fantasiose e strumentali. E le rare testate giornalistiche che li rilanciano non si pongono queste perplessità: vale anche per il maggiore quotidiano economico nazionale, qual è il confindustriale Il Sole 24 Ore (senza dimenticare che Apa ed Anica sono associazioni che aderiscono a Confindustria…).

D’altronde, come si può sperare in ricerche e studi che hanno committenti “partigiani” possano offrire analisi oggettive e indipendenti, che potrebbero mettere in discussione le loro stesse attività e anche il loro foraggiamento pubblico?!

Il problema non è marginale, perché in verità dovrebbe essere lo Stato stesso a studiare seriamente l’efficacia del proprio intervento (anche) nel settore culturale: invece, non esiste una strumentazione tecnica minimamente adeguata.

Da anni denuncio – da ricercatore specializzato in IsICult prima che da giornalista investigativo – come quella stessa “valutazione di impatto” prevista dalla Legge Franceschini del 2016, che dovrebbe essere indipendente dal Mic per consentire al Principe – ma magari anche ai sudditi… – di capire il vero stato di salute del settore, sia ormai ridotta ad un documento illeggibile, privo di approccio critico, e quindi perfettamente inutile anche ai fini delle esigenze di conoscenza del Parlamento… Anche l’iter stesso della legge di riforma del settore – che arriverà in Senato per essere approvata definitivamente il 3 novembre prossimo – non s’è certo caratterizzato per una profonda volontà di conoscere lo stato dell’arte. Si procede ancora per approssimazione cognitiva e per scontri interni ed oscuri mercanteggiamenti tra lobby, grandi e piccole: nasometria cognitiva e clientelismo diffuso.

D’altronde, siamo in un Paese nel quale il Direttore Generale del Cinema e dell’Audiovisivo, Giorgio Carlo Brugnoni (che è anche incredibilmente Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, in un’impropria sovrapposizione di ruolo di gestione amministrativa e di orientamento politico: caso unico in Italia) si vanta sempre più dell’“efficientamento” dell’amministrazione che dirige, allorquando la gran parte degli operatori del settore lamentano ritardi kafkiani, superiori a quelli di cui soffrivano ai tempi dell’ex Dg Nicola Borrelli.

E naturalmente in nessuna pubblica occasione – che sia la Festa del Cinema di Roma o il Mia – qualcuno alza il ditino e urla “ma, guardate, il Principe è nudo!”, oppure denuncia con onestà intellettuale lo stato di profonda crisi strutturale del settore. E d’altronde, nessuno sembra ricordare che esiste un regolamento (il Dpcm n. 271 del 22 dicembre 2010) che prevedrebbe tempi ragionevoli nei rapporti con la Pa: per esempio, gli organizzatori di festival dovrebbero essere pagati dal Ministero della Cultura entro 90 giorni da quando trasmettono i consuntivi delle iniziative sovvenzionate, ma questa regola non viene quasi mai rispettata.

Insomma, fatta la legge, trovato l’inganno. Pubbliche virtù e vizi privati. Così si (mal) governano le politiche culturali in Italia.

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Maranza, guerriglia a gatto selvaggio: la piazza la scopri all’ultimo, i danni il giorno dopo

23 October 2026 at 15:47

Il Movimento 17 ottobre cambia strategia: appuntamenti segreti, tre cortei e destinazione comunicata all’ultimo minuto. A Roma la protesta diventa una caccia al tesoro. Ma senza dobloni e pietre preziose

C’erano una volta le rivoluzioni organizzate. Si stampavano manifesti, si convocavano assemblee, si stabilivano percorsi. Roba da dilettanti. Il Movimento 17 ottobre ha inventato la protesta a gatto selvaggio, un incrocio tra una guerriglia urbana, una caccia al tesoro e un appuntamento con l’idraulico: sai che arriva sabato, ma non hai idea di dove si presenterà. E soprattutto speri che non faccia danni.

L’ultima trovata arriva direttamente dai social: cancellati i luoghi precedentemente annunciati per domani. Scorribanda annullata e tutti a casa a giocare alla Playstation? Macché. Tutti in strada, ma con l’effetto sorpresa. Il programma è degno di un episodio di Mission: Impossible, girato però con il budget di uno z-movie.

Tre piazze, una destinazione e nessuno spoiler

Il piano prevede che alle 14.30 vengano comunicati tre punti di concentramento per ciascuna città. Alle 15.30 sarà svelata la destinazione finale. Tre cortei che confluiranno in un unico luogo. Una specie di gioco delle tre carte, soltanto che stavolta sotto il bicchiere potrebbe esserci un blindato. Chi partecipa dovrà consultare continuamente lo smartphone. Una rivoluzione con le notifiche attivate, il GPS acceso e possibilmente un power bank. Perché perdere la carica della batteria potrebbe significare perdere anche la rivoluzione.

Il tutto condito da una dichiarazione di guerra verbale alle forze dell’ordine: «Non ci hanno fermato le leggi, non ci fermeranno i blindati». Manca soltanto la voce registrata che annuncia: Questo messaggio si autodistruggerà tra cinque secondi.

Roma, il Circo Massimo e la protesta con destinazione misteriosa

Nella Capitale era stato indicato inizialmente il Circo Massimo, mentre la Questura è già impegnata a gestire altre manifestazioni programmate. Adesso anche l’appuntamento romano entra nel grande frullatore dell’imprevedibilità. Il paradosso è che nessuno sa esattamente dove si andrà a finire. Né chi deve controllare le piazze, né i commercianti preoccupati, né probabilmente buona parte degli aspiranti rivoluzionari. Naturalmente manifestare è un sacrosanto diritto costituzionale. Devastare una città no. E sarebbe opportuno non confondere chi protesta pacificamente contro il carovita con chi considera una vetrina il bersaglio di una personale rivoluzione.

Intanto, dopo gli scontri di Milano, il nuovo movimento punta tutto sull’effetto sorpresa. Il risultato è un sabato trasformato in un gigantesco reality urbano, con eliminazioni, colpi di scena e una domanda che aleggia su ogni incrocio: dove diavolo stanno andando? Una volta i rivoluzionari volevano cambiare il mondo. Questi, per cominciare, cambiano piazza. E se la rivoluzione dovesse fallire, potranno sempre riciclare il format per organizzare addii al celibato. La destinazione è segreta, il finale imprevedibile e qualcuno rischia comunque di finire in Questura.

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Da Milano a Roma, sabato città blindate | La mappa. E nelle chat si organizzano le piazze: “Mezz’ora prima vi diremo dove andare. Be water”

23 October 2026 at 14:54

Un mix di attesa, tensione e preoccupazione accompagna la vigilia dell’annunciata mobilitazione nelle piazze italiane. E con una sorpresa. Il profilo social del “Movimento 17 ottobre” annuncia un cambio di strategia. Dopo avere annunciato una serie di piazze nei luoghi simbolo di Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Bari e Genova, annulla tutto. Ma non la mobilitazione.

“Le piazze annunciate sono annullate“. “Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro“, si legge nel comunicato. In pratica sabato alle 14.30, sui social, verranno comunicati tre luoghi di ciascuna città dove si invitano i manifestanti a presentarsi in gruppo (“non andate da soli”, viene specificato). Dopo un’ora (alle 15.30), verrà comunicato un altro luogo, una grande piazza, da raggiungere in corteo. “Quando lo diremo noi, dove lo diremo noi”, è la frase che chiude il comunicato con il motto “Be water” (sii come l’acqua).

Un cambio di strategia che rischia di complicare – e non poco – la gestione dell’ordine pubblico nelle città coinvolte. Una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”, viene definita. Da Nord a Sud sono tante le città coinvolte tra manifestazioni e cortei autorizzati o iniziative solamente convocate sui social. Le scene di guerriglia urbana dello scorso weekend a Milano, con protagonisti giovanissimi e minori incappucciati, hanno alzato in livello di allerta. E mentre la Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città italiane e a Bari la procura dei minori ha interrogato un gruppo di minori che “preparava saccheggi a negozi”, ecco quali sono le città coinvolte tra manifestazioni ufficiali e le piazze inizialmente annunciate sui social.

Milano

Sabato il capoluogo lombardo sarà blindato e presidiato dalla stazione fino al centro, anche dai 500 militari in più inviati dal governo. Il sindaco Giuseppe Sala da inizio settimana va ripetendo che “c’è preoccupazione“, anche se al momento non sono stati annunciati cortei e manifestazioni, che in ogni caso difficilmente sarebbero stati autorizzati in centro città, dopo le scene di guerriglia del weekend scorso. L’appuntamento noto, quello degli anarchici in Conciliazione, è stato annullato. Ciò però non significa che i gruppi, provenienti da Milano, ma anche da altre città del Nord Italia, non saranno in piazza. La scelta di annullare il corteo, infatti, “non è un passo indietro”, ma è stata al contrario motivata con l’obiettivo di “non frammentare le piazze“, data la concomitanza con il probabile raduno di giovani e giovanissimi a partire dalle 15. Sono invece due i presidi autorizzati dalla Questura. In piazza Cavour, la mattina ci sarà un sit-in dei sindacati di base contro il carovita. Un altro presidio autorizzato è quello Pro-Palestina che siterrà in piazza Leonardo Da Vinci, nei pressi del Politecnico, dove è prevista la partecipazione di circa 300 persone. In mattinata, in piazza XXV aprile, sarà monitorato un presidio di esponenti di studenti di estrema destra, questo non preannunciato alla Questura. La preoccupazione principale, però, riguarda quanto potrà accadere nel pomeriggio dopo l’appello lanciato dal “Movimento 17 ottobre”: inizialmente il luogo di raduno comunicato era stato piazza Duomo e dintorni, teatro di devastazioni lo scorso fine settimane. Adesso, però, i nuovi luoghi di raduno si conosceranno sabato. Intanto i controlli saranno tanti: un primo filtraggio ci sarà nelle stazioni ferroviarie di tutta la Lombardia. Sarà controllato dalle forze dell’ordine chi non ha un biglietto e sarà verificato se ha precedenti, oppure che non abbia oggetti impropri come petardi o coltellini. Chi sarà in queste condizioni non sarà fatto partire.

Roma

Anche nella Capitale l’allerta è alta. Sui social era stata annunciata una manifestazione al Circo Massimo. Nello stesso luogo, tra l’altro, è presente il Villaggio della Difesa per la festa dell’Esercito che inizierà il 30 ottobre. L’attenzione delle forze dell’ordine è concentrata in particolare su piazza Venezia, piazza del Popolo e, appunto, il Circo Massimo. Sempre domani si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace “Fuori l’Italia dalla guerra“, a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. Alle 15 il corteo dell’Asse Imperialista si dirigerà ai Fori Imperiali. Le associazioni di destra, Azione Universitaria e Gioventù Nazionale, ha organizzato invece il corteo “Sblocchiamo tutto”, che partirà alle ore 10.30 da piazza della Libertà con arrivo in piazza Risorgimento. Manifestazioni ufficiale che si sommano a quelle annunciate sui social, ma non preavvisate, con appuntamento che verranno comunicati sui social domani.

Torino

A Torino diverse realtà – studenti, collettivi e movimento per il diritto alla casa – parteciperanno alla manifestazione organizzata dal coordinamento ‘Torino è contro il riarmo“, che vede gli autonomi del centro sociale Askatasuna, sgomberato il 18 dicembre scorso, tra i principali promotori. L’appuntamento è alle 15 in piazza Castello. Stesso luogo e orario inizialmente annunciato dal “Movimento 17 ottobre”. Gli studenti delle scuole superiori si ritroveranno alle 14 in piazza Arbarello per raggiungere successivamente piazza Castello. Da Palazzo Nuovo partiranno invece gli universitari e i collettivi. A quanto si apprende, l’intenzione è quella di far convergere tutti i gruppi nella piazza, da dove dovrebbe partire il corteo, per poi tornare nello stesso luogo al termine della manifestazione.

Bologna

A Bologna l’appuntamento del “Movimento 17 ottobre” era in piazza Nettuno. “Insieme alla Questura e il prefetto stiamo lavorando affinché sabato il centro storico sia protetto e stiamo dialogando anche con i commercianti per organizzarci al meglio. Però occorre fare anche la parte che ritengo sia più importante: dialogare con i ragazzi, ascoltare le loro istanze”, ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore.

Genova

Nel capoluogo ligure c’è massima attenzione, ma nessun allarme in vista della manifestazione annunciata per sabato. È quanto emerso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in prefettura. All’incontro ha partecipato anche il presidente di Confcommercio Genova, Alessandro Cavo. “Ci è stato detto di stare aperti e vigili nel caso succedesse qualcosa. Ovviamente saremo pronti a chiudere nel caso la situazione dovesse degenerare, ma ci è stato assicurato che il dispositivo messo in piedi sarà adeguato a quello che potrebbe accadere”, ha riferito. Il primo appuntamento a Genova era stato dato in piazza De Ferrari.

Firenze

Cresce l’attenzione anche a Firenze dove erano state annunciate sui social due manifestazioni in piazza della Signoria e piazza Santa Maria Novella. Gli appelli, diffusi su Telegram e Instagram da gruppi “Movimento 17 ottobre” e “Noi il popolo”, anche in questo caso, non risultano preannunciati alla Questura.

Padova

Sono due le manifestazioni studentesche preavvisate a Padova sabato, una al mattino e una al pomeriggio, organizzata dalla sigla “Federazione Italiani Liberi”. Mentre sui social l’appuntamento era stato dato in piazza Mazzini. Perquisizioni della Digos e Daspo urbani sono stati effettuati e notificati dalla Questura nei confronti di 11 giovani, otto dei quali minorenni, che avrebbero pianificato via chat saccheggi in vista dei cortei. La Procura dei Minorenni di Venezia procede per istigazione alla disobbedienza alle leggi di ordine pubblico e all’odio tra le classi sociali. In particolare, gli agenti hanno intercettato su Instagram una chat in cui si programmavano danneggiamenti e razzie contro pubblici esercizi del centro storico.

Bari

Anche in Puglia ci sono state perquisizioni e interrogatori di giovanissimi. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari. Qui sono due le mobilitazioni lanciate sui social: quella convocata dal “Movimento 17 ottobre”, in un primo momento in piazza Umberto alle ore 15, e l’appuntamento lanciato su Tik Tok da “Noi siamo il popolo”, allo stesso orario ma in piazza del Ferrarese. “Cosa vogliamo? – scrivono gli organizzatori della mobilitazione nazionale -. Presente e un futuro migliore”.

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Fin de semana de mucho arte visual contemporáneo en Roma

23 October 2026 at 10:00

Roma, 23 oct (Prensa Latina) La Semana del Arte Contemporáneo de Roma desarrolla hoy y durante el fin de semana su programa de exposiciones, inauguraciones, estudios abiertos, visitas y encuentros con artistas y curadores, con actividades distribuidas por distintos barrios de la capitalinos.

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Allerta a Milano, Roma e Torino per le proteste. Perquisizioni della Digos in 18 città: “A Bari folto gruppo di minori preparava saccheggi a negozi”

23 October 2026 at 09:07

È una vigilia di tensione in Italia in vista delle manifestazioni annunciate per sabato. Allerta altissima a Milano, Torino e Roma dopo la guerriglia urbana nel capoluogo lombardo della scorsa settimana che ha visto protagonisti bande di giovani (tanti minori) incappucciati. La Digos ha effettuato perquisizioni in 18 città italiane a seguito delle manifestazioni del 17 e del 18 ottobre. Su delega dell’autorità giudiziaria e di iniziativa, la polizia ha eseguito una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini. Le perquisizioni sono state eseguite ad Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese, Verona.

Anche al Sud l’attenzione è molto alta. Perquisizioni e interrogatori sono in corso dalle prime ore dell’alba in tutta la provincia barese nell’ambito di una vasta operazione della Polizia, con il coordinamento della Dda e della Procura per i minori di Bari. Secondo l’ipotesi investigativa “un folto gruppo di giovani e giovanissimi era pronto a colpire e saccheggiare, sull’onda di quanto accaduto lo scorso fine settimana a Milano, diversi negozi” del centro di Bari.

Gli inquirenti ipotizzano reati di istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio, con finalità di terrorismo e la detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. La Digos di Bari – fa sapere la Questura in una nota – ha “costantemente monitorato i principali social attraverso i quali i giovanissimi stavano organizzandosi per colpire, a partire dal pomeriggio di oggi, i negozi dell’alta moda italiana ed internazionale, oltre a negozi sportivi e di elettronica ubicati nel centro città”, in particolare in via Sparano, via Melo, via Argiro e Corso Vittorio Emanuele, che sono le principali strade dello shopping barese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, inoltre, i giovanissimi erano in procinto di procurarsi armi, materiale esplodente e arnesi da scasso, da utilizzare anche nei confronti delle forze dell’ordine.

Livello di vigilanza molto alto, pertanto, in tutta la penisola. A Milano i negozi del lusso di via Monte Napoleone si preparano al weekend, con il timore di nuovi scontri e atti di danneggiamento. In alcuni esercizi commerciali ci si sta preparando a installare pannelli di compensato sulle vetrine, con l’obiettivo di attutire eventuali colpi e limitare il rischio di rottura dei vetri.

Gli scontri di sabato e domenica scorsi hanno colto di sorpresa anche i veterani dei disordini di piazza, cioè le ali più dure di antagonisti, centri sociali e anarchici. E negli ultimi giorni si sta assistendo – rilevano fonti di sicurezza – ad iniziali tentativi di salire sul carro dei nuovi contestatori da parte degli storici protagonisti degli scontri urbani. E le manifestazioni annunciate per domani costituiranno un banco di prova per verificare eventuali saldature tra le diversi componenti della protesta violenta. Un’analisi di quello che si muove in questo ambito e dei possibili sviluppi è stata fatta dal direttore dell’Aisi, Bruno Valensise, ascoltato per oltre tre ore dal Copasir.

La saldatura dei diversi fronti viene considerata come possibile, anche se gran parte dei giovanissimi di sabato scorso si sono mossi non per ragioni ideologiche. Per questo è importante ciò che accadrà nelle prossime ore, quando sono convocate manifestazioni in tante città. Anche il Movimento 17 ottobre ha dato appuntamento per le 15 in luoghi simbolo di Bologna (piazza Nettuno), Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Roma (Circo Massimo), Firenze (piaza Santa Maria Novella), Padova (piazza Mazzini), Bari (piazza Umberto I) e Genova (piazza De Ferrari), per una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”. Allerta alta a Milano come anche nella Capitale, dove si svolgerà la manifestazione nazionale per la pace “Fuori l’Italia dalla guerra“, a cui sono attesi circa 10mila partecipanti, con appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica. La mattina a Roma sfileranno anche gli studenti di destra con lo slogan ‘Sblocchiamo tutto’. Tra le mobilitazioni in programma, a Torino movimenti e studenti scenderanno in piazza al grido “Noi la guerra non la paghiamo” e sempre per la pace si manifesterà anche a Padova e Bari.

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“Stefano De Martino è un ottimo ballerino. Perché la Rai non prende seriamente il Festival di Sanremo, perché lo umilia?”: Morgan scatenato alla Festa del cinema di Roma

23 October 2026 at 08:36

Morgan a tutto tondo alla Festa del cinema di Roma, dov’è stato presentato il documentario sulla sua vita “Non importa dove”. In merito al prossimo Festival della musica: “Stefano De Martino direttore artistico del Festival di Sanremo? Lui è un ottimo ballerino. Io l’ho conosciuto come ballerino. Quando facevo ‘X Factor’ ogni tanto avevo dei balletti da fare e mi mandavano De Martino a insegnarmi. Insomma, è bravo come ballerino”.

“Sanremo esiste da solo – prosegue Morgan – Sanremo è un’istituzione che va al di là di chi temporaneamente transita lì dentro. Sanremo merita di più, merita molto di più, merita la musica. È l’unica cosa che gli manca ormai. Per il resto c’è tutto e ci sono tutti, ma manca la musica. Mi chiedo quindi: perché la Rai, lo Stato, come servizio pubblico non prende seriamente Sanremo? Perché lo umilia? Perché non hanno la capacità di capire che Sanremo è una cosa bella? Perché lo trattano così male? Io sono stanco di vederlo umiliato”.

Il discorso si è spostato poi sulle proteste di questi giorni da Nord a Sud: “Chi protesta in questi giorni anche per le strade, lo fa perché si tolgono i soldi alla gente e vengono usati per cosa? Per le armi, quando dovrebbero essere utilizzati invece per la scuola, per stipendi, per pensioni, per servizi”.

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Dal Consiglio regionale stop agli sprechi alimentari: arrivano il Bollino solidale e il taglio della TARI

23 October 2026 at 07:00

Nasce ufficialmente il Bollino solidale della Regione Lazio per contrastare gli sprechi alimentari e premiare l’impegno sociale. Il marchio riconosce il merito di soggetti privati senza scopo di lucro, imprese etiche e realtà che gestiscono in modo tracciato le eccedenze di cibo a favore dei cittadini più bisognosi. Il riconoscimento assicura un importante punteggio di premialità nella partecipazione ai bandi regionali. La nuova legge bipartisan, firmata da Daniele Sabatini di Fratelli d’Italia e Marietta Tidei di Italia Viva, approvata in Consiglio regionale, punta a evitare la dispersione delle risorse in un frangente economico complesso.

Il testo normativo introduce compensazioni economiche per i Comuni che applicano riduzioni sulla TARI alle attività commerciali e agli enti coinvolti nel contrasto allo spreco. Il progetto estende il proprio raggio d’azione alle scuole e agli istituti penitenziari, avviando campagne mirate sull’educazione alimentare. La svolta arriva proprio a dieci anni dalla legge nazionale Gadda, che regola il recupero e la donazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri beni a fini di solidarietà sociale e per la riduzione degli sprechi, inserendosi in un contesto sociale segnato dal carovita, dalle proteste studentesche contro gli affitti alti e dalle difficoltà delle famiglie provate dall’inflazione.

Terzo settore e agricoltura uniti nella rete di solidarietà

Il nuovo circuito del Bollino solidale e del partenariato regionale coinvolge una vasta rete di attori del territorio. La norma include gli enti del Terzo settore, le associazioni culturali e religiose, le case di comunità, le università e gli enti locali. La legge integra nel progetto anche le imprese agricole e le aziende già dotate di certificazioni etiche per il recupero delle eccedenze.

La consigliera regionale Marietta Tidei evidenzia il valore politico e sociale dell’iniziativa, pensata per rafforzare il lavoro quotidiano di realtà storiche come il Banco Alimentare. L’amministrazione mette a disposizione risorse e strumenti operativi per incrementare la redistribuzione del cibo, trasformando la risposta alla crisi in una grande alleanza di sussidiarietà.

Risorse straordinarie contro i rincari e fondi per il territorio

Il Consiglio regionale nella stessa seduta la misura che assegna 20,8 milioni di euro alle famiglie per contrastare il caro bollette e 10 milioni di euro alle aziende agricole colpite dal rincaro del gasolio. Lo stanziamento garantisce pure 1,2 milioni di euro all’Università della Tuscia e destina 915 mila euro alla promozione territoriale legata al Giro d’Italia 2027. La legge raddoppia anche le risorse per le piazze climatiche. (o rifugi climatici urbani), gli spazi pubblici progettati o riqualificati per contrastare il caldo estremo e le isole di calore.

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Irpef, a Roma spunta un’idea rivoluzionaria: lasciare 500 euro nelle tasche dei cittadini

23 October 2026 at 06:30

Roma Capitale delle tasse, ma forse qualcosa cambia

A Roma pagare le tasse è una tradizione consolidata, quasi quanto lamentarsi delle buche o aspettare un autobus che non arriva. Ora, però, qualcuno propone una novità ai limiti dell’eversione fiscale: lasciare qualche soldo in più nelle tasche di lavoratori e pensionati.

L’idea arriva dalla CGIL di Roma e del Lazio, che chiede al Campidoglio e alla Regione di alleggerire le addizionali Irpef nei bilanci del 2027. Secondo il segretario generale Natale Di Cola, il beneficio medio potrebbe aggirarsi intorno ai 500 euro annui. Non abbastanza per comprarsi una casa ai Parioli, ma sufficiente per affrontare qualche bolletta senza dover consultare il commercialista e uno psicologo contemporaneamente.

Addizionali Irpef, il conto di dieci anni di sacrifici

Per oltre un decennio i contribuenti laziali hanno contribuito a rimettere in ordine conti pubblici e debiti sanitari. Una forma di solidarietà obbligatoria che, secondo il sindacato, avrebbe ormai esaurito le proprie giustificazioni.

La proposta regionale prevede di cancellare la maggiorazione dello 0,5% e introdurre aliquote progressive: 1,23% fino a 28mila euro, 2% tra 28mila e 50mila e 2,83% oltre questa soglia, applicando la progressività alle rispettive fasce di reddito. Per Roma Capitale si chiede invece di portare l’esenzione a 20mila euro e ridurre l’aliquota comunale dallo 0,9 allo 0,5% per chi supera tale limite.

Quanto risparmierebbero i romani: fino a 840 euro e oltre

Traducendo il linguaggio tributario in quello del supermercato, la CGIL stima 280 euro di risparmio annuo con 20mila euro di imponibile, 435 euro con 30mila e 670 euro con 40mila. A quota 50mila il vantaggio supererebbe gli 840 euro. Naturalmente si tratta di simulazioni, non di soldi già accreditati. Perché tra una proposta sindacale e una decisione politica, a Roma, possono trascorrere intere ere geologiche.

Intanto il caro vita continua a mordere stipendi e pensioni. E mentre nove famiglie su dieci si preparano a tagliare i consumi, secondo l’indagine richiamata dal sindacato, la politica dovrà decidere se ridurre davvero il prelievo fiscale. Sarebbe realmente una piccola rivoluzione: dopo anni trascorsi a chiedere sacrifici ai cittadini, le istituzioni potrebbero finalmente compierne uno anche loro. Rinunciare a qualche entrata. Senza pretendere nemmeno un applauso.

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Localizado a 725 kilómetros el hermano de la princesa germana fallecida en el siglo V en Castellón

23 October 2026 at 05:33
Restos óseos de la noble germana hallada en 1992 en el yacimiento de Hostalot.

El año pasado se hizo público el informe La inhumación tardoantigua del Hostalot-Ildum. Nuevas aportaciones, donde se daba cuenta de los análisis genéticos de una aristócrata germana, de finales del siglo IV o principios del V, enterrada en el yacimiento arqueológico de Hostalot (Vilanova d’Alcolea, Castellón). La mujer, según reconstruyeron expertos, se sintió morir y buscó refugio, junto a su séquito, en la mansio Ildum, una especie de hostelería de la época ¿La razón de su muerte? O fue atacada por bandidos que poblaban en aquellos momentos la zona o falleció por alguna incidencia en el camino. Pero. ¿quién la acompañaba en su largo y peligroso recorrido por Europa? Ahora, los expertos han encontrdo una nueva pieza de este apasionante puzle genético. Vino acompañada de su hermano, cuyo cuerpo ha sido encontrado a 725 kilómetros de distancia, en Mérida. La mujer, posiblemente, vino a casarse con algún noble local.

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Alfileres de oro hallados en la tumba de Hostalot.

Federica Brignone, il documentario e l’annuncio: “Non sono più disposta a sciare con il dolore”

22 October 2026 at 17:56

“Non sono più disposta e a sciare con il dolore“. In poche parole Federica Brignone chiarisce la sua posizione, aprendo anche all’ipotesi del ritiro. La campionessa di sci, vincitrice di due medaglie d’oro alle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina, non sarà al via della stagione di Coppa del Mondo a Soelden. È ancora alle prese con la riabilitazione e il ritorno in pista in questo momento resta un punto interrogativo. Ieri, mercoledì 21 ottobre, era sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, insieme al fidanzato James Mbaye (nella foto, ndr) per presentare il documentario “Federica – L’ultima Olimpiade“.

Un film per raccontare l’impresa di Brignone, riuscita miracolosamente a rientrare per i Giochi in casa e poi a vincere due ori. I dolori dovuti all’infortunio però non sono mai passati: “Non sono più disposta e a sciare con il dolore, cioè a dover combattere contro il mio corpo, contro i segnali che mi dà il mio corpo, combattere tutti i giorni anche solo per appoggiarti a una gamba”, ha dichiarato in un’intervista a Francesca Marsaglia per Eurosport. “Quindi – ha chiarito Brignone – o starò bene o per me la mia vita da sciatrice può anche finire qua“.

Una dichiarazione forte, che chiarisce però quanto sia stato grave l’infortunio e difficile il recupero. “Sto ancora cercando qualche senso. Probabilmente avevo bisogno di una sfida nuova, ancora più impossibile, perché avevo raggiunto o passato tutte le sfide che avevo in testa. Però così è stato un po’ ‘too much‘, nel senso così grave. Non ho ancora capito il perché e non so se lo capirò mai”, ha detto Brignone all’Ansa. La speranza di vederla di nuovo in pista è ancora presente, ma non è l’unica ipotesi possibile.

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The Bold Champions | L’Inter rialza la testa, ma una volta per tutte va detto: gioca male. Sulla vergogna United ha già detto tutto Roy Keane

22 October 2026 at 14:02

Tutto o niente: dopo 0 punti nella seconda giornata di Champions, le squadre italiane hanno fatto il pieno, conquistandone 12 e raddrizzando la classifica. Il quartetto azzurro è ora in area playoff: lo straordinario Como 9°, la Roma 15°, l’Inter 20° e il Napoli 22°. In cima, cinque club a punteggio pieno: Psg, Aston Villa, Liverpool, Real Madrid e Betis sono a quota 9.

IN

9 COMO
Il 4-1 rifilato al Manchester United rappresenta il punto più alto della squadra del lago. La lezione di gioco di Fabregas al collega Carrick, affrontato più volte in Inghilterra, ribadisce il concetto che per diventare ottimi allenatori non basta solo avere un passato importante da calciatore ed essere la vecchia gloria di un club, ma bisogna studiare, aggiornarsi, creare. Il simbolo di una serata che segna la storia del Como è Nico Paz: doppietta, assist, giocate d’autore. Ha solo 22 anni e ha detto di no al Real per restare con Fabregas: l’argentino ha azzerato persino il ricordo di George Clooney, la star che ha fatto scoprire agli “amerikani” il ramo del lago di Como.

8 ROMA È vero, lo Slovan Bratislava è la squadra più scarsa di questa Champions, ma la prestazione della Roma è di grande livello. Quattro gol, ma potevano essere il doppio. La notte dell’Olimpico mette alle spalle il disastro Real Madrid: senza quei dieci maledetti minuti finali, la Roma sarebbe ora tra le prime otto. I protagonisti: il solito Malen, Wesley, Pisilli, Hermoso e un difensore, Ghilardi, che ha enormi potenzialità. Unica stecca: Mora. Il portoghese ha ottima tecnica, ma è troppo leggero.

8 PSG-BARCELLONA/FODEN
Voto alla partita, finita 4-2 per i parigini. Calcio sublime, anche se le difese, soprattutto quella blaugrana, peccano in alcuni casi di leggerezza. Il gol di Lamine Yamal è una perla, splendido anche quello di Vitinha, forse il miglior centrocampista del momento. Finale anticipata, si è detto. Chissà se potrà giocarla Kvaratskhelia: rottura del crociato anteriore del ginocchio destro. Brutta botta. Auguri: lo merita lui e lo merita il popolo del calcio. Foden torna protagonista con la tripletta all’Aek. L’inglese è un sublime, anche se ogni tanto cala il buio.

7 NAPOLI
Rialza la testa dopo i ko con Villarreal e Venezia. Il capolavoro di Politano apre le acque della partita, poi diventa una specie di ping pong. Contro i norvegesi del Bodo Glimt, finisce 4-3, il più romanzesco dei risultati. Tre punti vitali, McTominay decisivo con la sua doppietta, ma i problemi di gioco restano. Lo scozzese è un campione, ma da solo non può compiere miracoli. Tregua Allegri-De Bruyne: quanto durerà? Il belga ha sempre avuto un caratterino non facile: chiedere a Guardiola.

6 INTER
Vince nel momento più difficile, quando si ritrova in dieci dopo l’espulsione di Bastoni. Il gol che risolve la grana-Shakhtar è splendido, lungo l’asse Mkhitaryan-Carlos. L’armeno piazza un assist divino al primo tocco al pallone, il brasiliano infila la porta con una stoccata d’autore. L’Inter rialza la testa, ma una volta per tutte va detto: gioca male. L’Inter vive sulla forza fisica e le qualità individuali, ma lo spartito è decisamente inferiore a quelli di Como e Roma.

OUT

5 BASTONI
Non si vuole infierire, ma se becchi due cartellini gialli in un paio di minuti significa che hai perso il controllo dei nervi. Dopo l’espulsione contro la Bosnia, costata in parte l’addio dell’Italia al mondiale, un altro “rosso” che poteva costare caro. Anche stavolta, come a Zenica, il fattaccio si consuma quando Bastoni gioca come centrale. Qualcuno invoca di non utilizzarlo più in quella posizione, ma si può credere che questi blackout siano solo legati alla collocazione sul campo?

5 BORUSSIA DORTMUND
Dopo il 2-1 in casa del Sabah, in Azerbaigian, tutti a fare la doccia in albergo “perché gli spogliatoi dello stadio erano carenti”. Non saranno stati da hotel a cinque stelle, ma la sensazione è che il mondo del calcio sia sempre più schizzinoso. Secondo la Bild, sarebbe stata una forma di precauzione, nel timore della presenza della Legionella nell’impianto idrico, ma finora non sono mai stati registrati casi e i giocatori dello Slavia Praga, nel match precedente, hanno usato le docce senza fiatare.

4 MANCHESTER UNITED
Sprofondo rosso. L’umiliazione di Como potrebbe costare la panchina a Michael Carrick, altro grande ex finito nel frullatore dei Red Devils. La verità è che uscito dalla scena Alex Ferguson, lo United – e la proprietà americana, da sempre detestata dai tifosi – non ne ha azzeccata più una. Il commento dell’ex Roy Keane è lapidario: “Ho visto partite terribili dello United nel corso degli anni, ma questa contro il Como è sicuramente tra le peggiori. Guardi il Como e vedi un meccanismo perfetto: i giocatori fanno girare la palla, pressano, vincono i contrasti, arrivano sulle seconde palle. Poi guardi lo United e ti chiedi se metà di questi ragazzi abbiano mai giocato in calcio competitivo”.

4 SLOVAN BRATISLAVA
Un’armata Brancaleone in giro per l’Europa. Pessimi anche i tifosi, che hanno creato problemi di ordine pubblico all’Olimpico e ferito un agente.

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Stellantis rassicura la Regione Lazio sul futuro di Cassino: vertice a Torino, attesa per il piano Maserati

22 October 2026 at 08:45

Sulla vertenza legata allo stabilimento Stellantis di Cassino (Piedimonte San Germano) arriva una prima svolta interlocutoria ma ricca di spunti. I vertici del gruppo Stellantis hanno incontrato a Torino i rappresentanti della Giunta laziale. Il confronto si è concentrato sulle prospettive dello stabilimento in una fase definita ancora complessa per l’industria automobilistica e per il futuro produttivo del sito. All’appuntamento tenutosi al Centro Stile hanno preso parte il presidente Francesco Rocca, la vicepresidente Roberta Angelilli, il responsabile europeo del gruppo Emanuele Cappellano e l’amministratore delegato di Maserati e Alfa Romeo, Santo Ficili. Al centro del tavolo sono state poste le criticità operative del sito manifatturiero, segnato nell’ultimo periodo da una forte contrazione dei volumi produttivi e dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.

Si aspetta dicembre per la nuova linea strategica della Maserati

Per conoscere nel dettaglio gli impegni concreti e le nuove allocazioni industriali occorrerà attendere la prima metà di dicembre, finestra temporale scelta dal gruppo per svelare il nuovo piano di rilancio del brand. L’impianto laziale assembla oggi modelli di punta come la Gecale, affiancata dalle vetture Giulia e Stelvio, rendendo il futuro dello stabilimento strettamente connesso alle scelte strategiche previste per la gamma di lusso. Il governatore Francesco Rocca ha definito l’esito dell’interlocuzione decisamente positivo e superiore alle attese della vigilia, confermando l’intenzione di aggiornare a breve le rappresentanze sindacali e sollecitando al contempo un intervento normativo e finanziario urgente da parte dell’Unione Europea.

Sospensioni produttive e incognite sulle possibili partnership estere

La cautela resta d’obbligo a causa delle marcate difficoltà che continuano a caratterizzare l’operatività quotidiana della fabbrica. L’autunno ha fatto registrare ulteriori stop alle linee di montaggio dovuti al calo della domanda di mercato, fattore che alimenta le preoccupazioni dei lavoratori sul mantenimento dei livelli occupazionali. Sullo sfondo restano anche le indiscrezioni relative a possibili intese industriali con colossi cinesi del calibro di Jac e Huawei, scenari che potrebbero ridefinire le filiere di montaggio e le competenze operative assegnate al sito italiano nei prossimi anni.

La posizione di Stellantis sul ruolo centrale dell’impianto laziale

Dal canto suo la dirigenza del gruppo Stellantis ha voluto ribadire la centralità della struttura nell’ambito dell’architettura produttiva continentale. Attraverso le parole del manager Emanuele Cappellano, la società ha confermato l’attenzione verso il polo industriale di Cassino, evidenziando come, pur all’interno di una congiuntura di mercato particolarmente complessa, prosegua il lavoro mirato a rafforzare la competitività dei marchi del gruppo ed a porre le basi per una crescita sostenibile nel lungo termine.

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Mense scolastiche Roma, Gualtieri sfratta gli ultraprocessati: 800 milioni per cambiare menu

22 October 2026 at 08:30

Più prodotti freschi, filiere locali e qualità nei 150mila pasti serviti ogni giorno. Il pranzo a scuola diventa una questione di salute e disuguaglianze.

La rivoluzione alimentare di Roma comincia dal vassoio della mensa. Niente ricette da chef stellati: l’obiettivo è mandare in pensione i cibi ultraprocessati e puntare su ingredienti freschi e stagionali. A ribadirlo è il sindaco Roberto Gualtieri al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti.

In gioco ci sono 150mila pasti quotidiani e un appalto quadriennale da 766 milioni di euro, quasi 800 milioni in cifra tonda. Un servizio che riguarda nidi e scuole della Capitale e può incidere sulla salute dei bambini e sull’economia agricola del territorio.

Mense scolastiche, cosa cambia a Roma

Il bando pubblicato a luglio, suddiviso in 15 lotti, uno per municipio, esclude gli alimenti ultraprocessati e favorisce prodotti biologici, stagionali e certificati. Più frutta, verdura e pesce fresco, meno plastica e attenzione al recupero delle eccedenze.

Attenzione, però: non tutto ciò che viene lavorato è necessariamente ultraprocessato. Pane, yogurt e legumi in scatola non sono automaticamente paragonabili alle formulazioni industriali più elaborate. Il vero banco di prova saranno criteri precisi e controlli sulla loro applicazione.

Un bambino su dieci mangia meglio a scuola

Il dato più significativo è di carattere sociale. Secondo Gualtieri, per il 10% dei bambini romani la mensa offre il pasto più sano della giornata. Dietro quella percentuale ci sono famiglie che devono fare i conti con prezzi, tempi stretti e difficoltà economiche.

La refezione scolastica diventa così anche uno strumento contro le disuguaglianze alimentari. Il Campidoglio vuole rafforzare il legame con agricoltori e mercati di prossimità: filiere più corte, nell’impostazione illustrata dal sindaco, possono contribuire a garantire qualità senza far esplodere i costi.

Dal capitolato al piatto: la prova più difficile

L’iniziativa rientra nella politica del cibo di Roma Capitale, dal Consiglio del cibo alla valorizzazione dell’agricoltura urbana. Ma il risultato dipenderà dai fornitori, dal funzionamento delle cucine e dai controlli, oltre che dal gradimento dei piccoli commensali. Perché una mensa perfetta sulla carta serve a poco se il pranzo finisce nel secchio. E stavolta, più che nei comunicati, il successo si misurerà in ciò che i bambini mangeranno davvero.

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L’estranea, da Bari a Roma l’incubo corre verso gli Oscar: Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi nel thriller che non dà tregua

22 October 2026 at 06:30

Un film potente, originale e aperto a molteplici interpretazioni. Da vedere, possibilmente senza aspettarsi di uscire dalla sala particolarmente rasserenati

Tra le strade di San Lorenzo e una Capitale assediata dalla pioggia prende forma il dramma familiare diretto da Paolo Strippoli. Un film psicologico inquietante e visionario, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar 2027, che esplora il prezzo dei desideri e l’illusione di poter controllare il destino.

A volte basta alterare la percezione della realtà, incrinare le certezze e trasformare ciò che appare familiare in qualcosa di profondamente minaccioso. È su questo terreno che si muove il nuovo lungometraggio di Strippoli, un’opera che fin dalle sequenze iniziali avverte il pubblico, senza bisogno di dichiararlo: allacciate le cinture, perché i prossimi 115 minuti non saranno una passeggiata.

L’obiettivo è generare inquietudine, disagio, un senso crescente di instabilità. E da questo punto di vista il risultato è pienamente raggiunto. L’estranea è un film che non cerca di piacere a tutti, né di rassicurare chi guarda. Preferisce turbare, insinuare dubbi e lasciare addosso una sensazione sgradevole ma cinematograficamente stimolante.

Una regia che aggredisce i sensi: immagini, musica e suoni diventano protagonisti

Strippoli costruisce un universo visivo e sonoro nel quale ogni elemento contribuisce a destabilizzare lo spettatore. La macchina da presa non si limita a registrare gli avvenimenti, ma si muove incessantemente, gira attorno ai personaggi, li osserva da prospettive impreviste e talvolta sembra volerli imprigionare.

La colonna sonora irrompe con volumi elevati, gli effetti acustici assumono frequenze taglienti, mentre le luci colorate accentuano il carattere quasi allucinatorio di alcune sequenze. Nulla appare casuale: fotografia, montaggio, musica e regia partecipano alla costruzione di un unico organismo narrativo, nervoso e soffocante.

Per certi aspetti viene in mente il cinema di Paolo Sorrentino, soprattutto quello de Il divo, dove suono e immagine si fondono in una rappresentazione fortemente stilizzata. Ma mentre Sorrentino utilizza questa combinazione per creare un universo affabulatorio, barocco e visionario, Strippoli la trasforma in uno strumento di pressione psicologica.

Emblematica, in questo senso, la sequenza ambientata durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 2006. L’euforia collettiva diventa una cornice straniante, nella quale il rumore della festa sembra amplificare anziché cancellare l’angoscia individuale.

Da Bari a Roma, una famiglia perfetta e un patto con il destino

La vicenda prende forma a Bari, alla fine degli anni Novanta, all’interno della famiglia Colonna. Una famiglia dell’alta borghesia, economicamente agiata, apparentemente felice e convinta di avere davanti un futuro luminoso.

Anna, interpretata da Jasmine Trinca, e il marito Walter, cui dà volto Adriano Giannini, ripongono grandi aspettative nei figli Alice e Tobia. Il successo sembra un diritto acquisito, la felicità una condizione destinata a durare. Ma il destino, come spesso accade nel cinema e ancor più frequentemente nella vita, non sottoscrive contratti a tempo indeterminato.

Una successione di eventi drammatici incrina progressivamente quella costruzione di certezze, mettendo Anna davanti a un interrogativo terribile: fino a che punto è lecito spingersi per salvare ciò che si ama? È proprio quando la disperazione raggiunge il suo culmine che compare una figura misteriosa, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Un’estranea dotata di poteri inspiegabili, capace di offrire una via d’uscita dalle tragedie familiari. La sua proposta è apparentemente semplice: rimediare a una sventura in cambio di un sacrificio. Naturalmente, il prezzo potrebbe rivelarsi molto più alto del previsto.

L’ambientazione romana

Il racconto si sviluppa su due piani temporali. Al passato barese si contrappone la Roma contemporanea, dove Anna si presenta nell’appartamento della figlia Alice, interpretata da Romana Maggiora Vergano, per rivelarle il segreto che ha segnato l’esistenza della famiglia. La Capitale non rappresenta soltanto una seconda ambientazione geografica, ma diventa lo scenario nel quale i conti rimasti in sospeso tornano drammaticamente a galla.

Da San Lorenzo a Termini, le location del film

La presenza romana non è affatto marginale. L’estranea è stato girato anche nella Capitale, utilizzando ambientazioni riconoscibili, soprattutto nel quartiere San Lorenzo, nella zona della stazione Termini e in diverse strutture ospedaliere. Tra le location figurano via degli Ausoni, lo scalo ferroviario osservato dall’alto, l’Ospedale San Camillo, l’American Hospital e gli studi cinematografici di via Tiburtina. Anche l’appartamento romano di Alice, spazio fondamentale per la costruzione della tensione narrativa, è legato a questo contesto urbano. Non siamo, tuttavia, davanti alla Roma monumentale delle cartoline, dei palazzi del potere o delle terrazze mondane. Strippoli sceglie una città più quotidiana, contemporanea e claustrofobica.

La pioggia incessante che accompagna il confronto tra madre e figlia finisce per trasformare l’ambiente urbano in una proiezione dello stato d’animo dei personaggi. Roma perde progressivamente i propri contorni rassicuranti, diventando uno spazio ostile, nel quale il passato sembra impossibile da tenere fuori dalla porta. Un utilizzo della Capitale particolarmente interessante: una città che non viene celebrata, ma coinvolta nella costruzione dell’incubo. E che contribuisce alla riuscita di un film finanziato anche attraverso il programma regionale Lazio Cinema International.

Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, due interpretazioni che reggono il film

Uno degli aspetti più convincenti del lungometraggio è il confronto tra le due protagoniste. Jasmine Trinca conferma la maturità artistica raggiunta attraverso una successione di interpretazioni di notevole spessore. La sua Anna è una donna complessa, attraversata dalla paura e dal bisogno quasi ossessivo di conservare il controllo sulla propria esistenza. Non è soltanto una madre disposta a tutto per proteggere i figli. È anche una donna che desidera sentirsi indispensabile, determinante nelle scelte familiari, capace di indirizzare gli eventi secondo la propria volontà. Il suo dramma nasce proprio dallo scontro tra questa necessità di controllo e l’imprevedibilità della vita.

Valeria Bruni Tedeschi, dal canto suo, costruisce una presenza inquietante senza dover necessariamente ricorrere agli espedienti più convenzionali del cinema horror. La sua estranea possiede un’ambiguità quasi naturale, una capacità di oscillare tra apparente benevolenza e minaccia che rende il personaggio particolarmente efficace. Ma chi è davvero questa donna? Una manifestazione del male? Una creatura soprannaturale? La personificazione del destino, del senso di colpa o delle pulsioni più oscure dell’essere umano?

La sceneggiatura, firmata dallo stesso Strippoli insieme a Salvatore De Chirico, evita opportunamente di offrire una spiegazione univoca. Ed è proprio questa libertà interpretativa a costituire uno dei principali elementi di interesse dell’opera.

Non soltanto horror: il vero mostro è l’illusione di controllare la vita

Ridurre L’estranea a un film horror sarebbe limitante. L’opera attraversa diversi territori narrativi: il dramma familiare, il thriller psicologico, il fantastico e persino la tragedia morale. Al centro non c’è semplicemente una presenza minacciosa, ma un interrogativo antico quanto l’umanità: che cosa siamo disposti a sacrificare pur di cambiare il corso degli eventi? Il riferimento al patto faustiano è evidente. Tuttavia, Strippoli lo rilegge attraverso le dinamiche di una famiglia contemporanea, facendo emergere le contraddizioni che possono nascondersi dietro l’amore, l’ambizione e il desiderio di protezione.

La forza del film risiede nella capacità di trasformare un racconto soprannaturale in una riflessione sulla fragilità delle certezze borghesi, sulla maternità e sul confine, spesso incerto, tra generosità ed egoismo. Non tutto è immediatamente decifrabile e alcune scelte stilistiche possono risultare persino eccessive. Ma si tratta di eccessi che appartengono alla personalità del film, non di semplici esercizi di virtuosismo.

Da Venezia a Toronto, fino alla corsa agli Oscar 2027

La carriera internazionale de L’estranea conferma la particolarità del progetto. Coproduzione tra Italia, Francia e Belgio, il film è stato presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conquistato il Premio ARCA CinemaGiovani come miglior film italiano, per poi ottenere il secondo posto nel premio del pubblico della sezione Midnight Madness al Toronto International Film Festival. A settembre è arrivata anche la designazione ufficiale dell’Italia per la categoria Miglior film internazionale agli Oscar 2027. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che tradizionalmente il nostro cinema si presenta agli Academy Awards con opere drammatiche, storiche o fortemente legate alla tradizione autoriale nazionale.

Il giudizio: un film coraggioso, imperfetto e decisamente da vedere

L’estranea non è un’opera accomodante. Richiede attenzione, disponibilità a confrontarsi con immagini disturbanti e una certa tolleranza verso un’esperienza sonora e visiva talvolta volutamente esasperata. Eppure, proprio nella sua capacità di spingersi oltre i confini consueti del racconto cinematografico, trova la propria identità.

Strippoli dimostra di possedere una personalità registica riconoscibile e il coraggio di percorrere territori ancora relativamente poco frequentati dal cinema italiano contemporaneo. La sua ambizione non è soltanto spaventare, ma utilizzare la paura per indagare le debolezze umane.

Alla fine della proiezione rimane una domanda in sospeso: siamo davvero padroni delle nostre scelte oppure trascorriamo l’esistenza cercando disperatamente di convincerci di esserlo?

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Picchiava donne a caso per strada: il terrore di Milano finisce in manette a Roma

22 October 2026 at 06:15

Condannato per una serie di violenze contro passanti nel capoluogo lombardo, il 24enne era irreperibile da luglio. I carabinieri lo hanno individuato in via Giolitti: sconterà la pena a Regina Coeli.

La fuga è finita fra i marciapiedi affollati dell’Esquilino e il via vai di viaggiatori della stazione Termini. È qui che i carabinieri hanno rintracciato A.S., 24 anni, di origine senegalese, ricercato dopo la condanna per una serie di aggressioni ai danni di donne a Milano. Un caso che aveva seminato paura tra Porta Venezia e la Stazione Centrale: sette episodi, vittime scelte apparentemente a caso e violenze senza alcuna richiesta di denaro.

Il controllo in via Giolitti e l’arresto a Roma

Domenica 18 ottobre, intorno alle 8, una pattuglia del nucleo Scalo Termini ha fermato il giovane in via Giolitti per identificarlo. La verifica nelle banche dati ha fatto emergere un ordine di carcerazione emesso l’8 ottobre dalla Procura di Milano. A.S., dichiarato irreperibile a luglio, deve scontare un residuo di un anno, nove mesi e 17 giorni di reclusione. Dopo gli accertamenti è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli.

Sette donne colpite per strada: il terrore a Milano

Secondo la ricostruzione degli investigatori, fra agosto e ottobre 2025 il giovane prendeva di mira donne che camminavano sole, sorprendendole con calci, pugni e spinte. Nessuna rapina: l’aggressione sembrava essere l’unico scopo.

In via Boscovich una 61enne riportò lesioni con 60 giorni di prognosi. La notte del 5 ottobre, nel giro di mezz’ora, quattro donne furono assalite tra via Tadino e via Castaldi. Una 32enne, colpita al volto mentre era a terra, subì la frattura del setto nasale. Le telecamere di sorveglianza permisero alla polizia milanese di ricostruire gli spostamenti del sospettato, riconoscibile anche per gli abiti vistosi e alcune ciocche bionde. Nell’ottobre 2025 arrivò il primo arresto a Milano.

Undici identità e un precedente alla stazione Termini

Gli accertamenti rivelarono 43 fotosegnalamenti e 11 alias utilizzati dal giovane. Fra i suoi precedenti figurava anche una rapina contestata nel luglio 2025 proprio nell’area di Termini, a Roma. Il Tribunale di Milano lo ha condannato il 1° aprile 2026; la sentenza è diventata definitiva il 18 maggio. Ma quando è arrivato il momento di eseguire la pena, il 24enne non era più reperibile.

La ricerca si è conclusa nel cuore della Capitale, a pochi passi dagli stessi binari già comparsi nella sua storia giudiziaria. Restano da ricostruire i movimenti compiuti durante i mesi di irreperibilità.

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22 ottobre 1933 – Carnera conquista Piazza di Siena davanti a 70mila persone

22 October 2026 at 06:00

Il 22 ottobre 1933 Roma si sveglia con un appuntamento decisamente insolito. Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese, si trasforma in un gigantesco ring a cielo aperto. Niente cavalli, carrozze o eleganti passeggiate: questa volta volano pugni. E non pugni qualsiasi, perché a distribuirli è Primo Carnera, il gigante friulano diventato pochi mesi prima campione del mondo dei pesi massimi.

22 ottobre 1933 – Carnera conquista Piazza di Siena davanti a 70mila persone
Il manifesto originale dell’incontro

Attorno al quadrato si accalcano, secondo le cronache, circa 70mila spettatori. Un evento dalle proporzioni straordinarie per l’epoca, con un ospite che non ha alcuna intenzione di passare inosservato: Benito Mussolini. Il regime ha organizzato una celebrazione della forza italica. E naturalmente pretende un trionfo.

Due metri di muscoli e un avversario che non vuole cadere

Carnera è un fenomeno anche fuori dal ring: oltre due metri d’altezza, circa 120 chili di peso e due mani che sembrano badili. Nato a Sequals, in Friuli, ha conosciuto la povertà, lavorato in un circo e attraversato l’Atlantico per diventare il primo italiano campione mondiale dei pesi massimi. Di fronte a lui c’è Paulino Uzcudun, pugile basco e campione europeo, un osso durissimo. Carnera lo supera di circa trenta chili e il pubblico pregusta una conclusione rapida. Anche Mussolini vorrebbe un successo per knock-out, possibilmente spettacolare e utile alla propaganda.

Ma lo spagnolo ha evidentemente dimenticato di leggere il copione.

Quindici riprese, una vittoria e qualche mugugno

Il combattimento dura tutte le quindici riprese previste. Carnera attacca, colpisce, domina gran parte dell’incontro, ma Uzcudun resiste ostinatamente. Non cade. Non si arrende. E soprattutto non concede al regime la fotografia tanto desiderata: quella dell’avversario steso al tappeto. Carnera vince nettamente ai punti, conserva il titolo mondiale e conquista anche quello europeo. Eppure, tra gli spettatori c’è chi manifesta delusione. Il gigante ha vinto, ma non nel modo in cui qualcuno aveva stabilito che dovesse vincere.

Una situazione quasi surreale: essere campione del mondo e rischiare di sentirsi rimproverare perché non si è picchiato abbastanza.

Quando lo sport diventava propaganda

L’incontro romano rimane uno dei momenti più significativi nella storia del pugilato italiano. Ma racconta anche un’altra storia: quella di un potere politico che trasforma gli atleti in manifesti viventi. Carnera, celebrato come simbolo di una nazione invincibile, è in realtà un uomo dalla vicenda assai più complessa, segnata da successi, sfruttamento economico e sconfitte.

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Arqueológos encontram moeda em cima de túmulo de criança romana e sugerem que objeto seria a porta de entrada para o submundo

21 October 2026 at 21:17

Uma nova descoberta durante escavações arqueológicas na cidade de Stara Zagora, na Bulgária, revelou uma necrópole e vestígios de diversos objetos da época romana. Entre os tesouros, havia uma moeda e um par de brincos posicionados em cima de um túmulo infantil, o que arqueólogos sugerem ser uma oferenda para os deuses do submundo.

Os romanos costumavam colocar uma moeda em cima dos túmulos para pagar o barqueiro que transportaria suas almas para o submundo. O ritual tem origem grega, mas foi incorporado a outras culturas com o passar do tempo.

A moeda encontrada é um antoniniano do imperador Aureliano, cunhado em Sérdica, nome antifo de Sófia, atual capital da Bulgária, entre 274 e 275 d.C. A estrutura funerária também foi datada desse mesmo período, informou o Museu de História Regional de Stara Zagora em uma publicação do Facebook.

Durante a escavação, também foram descobertos vestígios e objetos de outros períodos, como do final do século II ao século IV, dos séculos IV a V, dos séculos XVII a XVIII e do final do século XIX ao século XX.

A necrópole compreende 135 estruturas funerárias de variados tipos: covas simples contendo restos cremados; covas simples cobertas com telhas; covas simples cobertas com tijolos; covas simples cobertas com lajes de pedra e covas simples sem cobertura.

Necrópole encontrada durante escavação na Bulgária
Necrópole encontrada durante escavação na Bulgária • Reprodução/Facebook/Museu de História Regional de Stara Zagora

Os arqueólogos afirmaram que dois ritos funerários eram praticados na época: quatro dos sepultamentos envolviam cremação, enquanto os demais envolviam inumação, quando os restos mortais são colocados direto na terra.

Arqueólogos encontram passagens secretas subterrâneas incas

 

“Non è mai troppo tardi per diventare se stessi”, Julianne Moore alla Festa del Cinema di Roma. Jesse Eisenberg le cuce addosso un ruolo tra teatro, comicità ed emancipazione

21 October 2026 at 17:45

“Non è mai troppo tardi per diventare se stessi. È un percorso. Non importa da dove parti, dove vivi, chi sei. Conta che a un certo punto arriva una rivoluzione dentro di te e la devi vivere. E sono felicissima e grata a Jesse per questo ruolo che mi ha riempito di gioia”. Non si percepisce alcun filtro nelle parole grate ed entusiastiche di Julianne Moore, alla 21esima Festa del Cinema di Roma dove riceverà il Premio alla Carriera e dove accompagna, da protagonista, il terzo film di Jesse Eisenberg, The Debut.

Una commedia brillante che sa di “lettera d’amore” al teatro (“ma quello amatoriale, un po’ buffo, casalingo…” chiosa l’attore e regista americano) ma che è anche, e soprattutto, il ritratto di una donna rimasta bambina che “cresce” grazie all’esperienza terapeutica della recitazione teatrale. Mona è infatti una timidissima casalinga del New Jersey, moglie e madre di figli laureandi. Ha trascorso l’esistenza nell’invisibilità, nella distrazione della famiglia d’origine e ora nell’indifferenza di quella da lei formata. Quando si appresta a fare un provino per un ruolo secondario nel musical teatrale “Vicini ficcanaso” non sa cosa l’attende.

Scritto e pensato da Eisenberg appositamente per Moore, il film la vede impegnata in uno dei personaggi più vibranti della sua carriera, ruolo che Julianne esprime con il talento che la contraddistingue e che, probabilmente, la proietterà nella corsa verso un suo secondo premio Oscar. “Jesse in realtà mi ha donato due ruoli. Uno era quello di Mona, molto timida, servile, invisibile. L’altro era quello della mutazione in Miss Danielle, il personaggio teatrale. Il teatro le fa da psicoterapia verso un’emancipazione organica, la fa diventare adulta”, spiega l’attrice ben lontana dal dimostrare i suoi 65 anni. The Debut, di fatto, è un film sul doppio processo: da una parte, quello di assunzione di una maschera, ovvero di ingresso in un personaggio immaginario, dall’altra quello di costruzione di una personalità che non ha mai avuto l’opportunità di formarsi. Partner perfetto in questi siparietti di training teatrali è Paul Giamatti, che interpreta il regista “psicologo” della povera Mona. E Julianne è clamorosa nel tradurre sul proprio corpo e voce lo shock di Mona vs Miss Danielle, dove una combatte contro l’altra, in un gioco di maschere eccezionale.

“Spesso ci viene chiesto dove si incontrano la vita dell’attore e quella dei suoi personaggi. Per quanto mi riguarda, il mio metodo consiste nell’avvicinarmi quanto più possibile al mondo emotivo dei personaggi che incarno. La collisione arriva gradualmente, e si compie quando le nostre soggettività, cioè le percezioni di mondo e le emozioni che esse comportano, arrivano quasi a coincidere. È proprio per tutto questo che amo il mio lavoro”, sottolinea Moore. Ed è dunque meraviglioso vederla nella sua “mutazione” comportamentale che entra fin troppo nel suo personaggio fino a diventarlo, in un crescendo del film che tocca notevoli toni di comicità. “È basato sulla mia vita”, spiega Eisenberg. “Da bambino frequentavo la comunità teatrale per via della mia famiglia. Il tono che ho voluto in The Debut è surreale, non realistico. Ma le emozioni che lo attraversano sono assolutamente agganciate alla realtà. Quanto a Julianne: senza di lei non ci sarebbe stato alcun Debut. È un’attrice drammatica favolosa ma è anche un… clown!”

The Debut, già osannato al Festival di Toronto, sarà nelle sale italiane dal 1° gennaio e certamente cavalcherà la Award Season in diverse categorie. Nella giornata dedicata ai “debutti”, è giusto dedicare alcune parole al film concorrente Ulya del lettone Viesturs Kairiss. Opera virtuosa in bianco e nero, racconta la biografia della leggendaria giocatrice di basket lettone Uļjana Semjonova, dotata della straordinaria altezza di 2,13 metri. Il film, che ha visto la sua première al Festival di Cannes, mette a fuoco la sua difficile adolescenza, le origini contadine nella Lettonia sovietica del 1964, il “debutto” nel basket, il bullismo, la solitudine, ma anche i sogni, le speranze e le gioie che nel tempo seppe costruirsi. Un film interessante, visivamente vibrante, e con un protagonista prodigioso – Kārlis Arnolds Avots – che ha voluto a tutti i costi vestire i panni della giovane e collaborare alla sceneggiatura. È il candidato della Lettonia ai prossimi Oscar.

L'articolo “Non è mai troppo tardi per diventare se stessi”, Julianne Moore alla Festa del Cinema di Roma. Jesse Eisenberg le cuce addosso un ruolo tra teatro, comicità ed emancipazione proviene da Il Fatto Quotidiano.

La herencia genética de Roma perduró en la Península tras las incursiones de los visigodos

21 October 2026 at 16:00
Restos de una de las mujeres conocidas como las princesas suevas halladas en Mérida.

Un nutrido equipo de arqueólogos y genetistas ha encontrado algo que no entienden, pero saben que es único. Son dos muertos, un hombre y una mujer, enterrados alrededor del siglo V con honores junto a joyas casi idénticas. Lo extraordinario es que entre las tumbas de ambos hay 725 kilómetros. Una estaba en Augusta Emerita, la actual Mérida, capital regional de la Hispania romana. La otra yacía cerca de la cuneta de una de las grandes calzadas romanas, en una diminuta localidad llamada Ildum, en la costa mediterránea. Lo que les rompe la cabeza a los científicos es que el análisis de ADN muestra que eran hermanos. Es la mayor distancia jamás registrada entre dos personas tan emparentadas en un estudio de este tipo. ¿Quiénes eran y por qué fueron enterrados a una distancia así, de casi un mes a pie o quince días a caballo?

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Reconstrucción de las joyas de una de las mujeres enterradas en Augusta Emerita con las joyas que llevaba.
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