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How the Houthis are helping Iran turn Saudi Arabia into a pressure point

Ship Fuel Market Fragments as Middle East Conflict Hits Trade
Ship Fuel Market Fragments as Middle East Conflict Hits Trade
Daily Briefing Oct. 15 – Why are the Saudis so poor at war despite spending billions?

Lo spread torna a crescere, 111 punti base ma sui Btp cala la pressione
Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto i 111 punti base in apertura. I rendimenti dei Btp sono però calati, anche se non al passo di quelli dei titoli di Berlino. I decennali si sono assestati al 4,51%, leggermente sotto i risultati di ieri, nonostante i dati sull’inflazione negli Stati Uniti facciano temere un nuovo aumento dei tassi dei Treasury Bond.
A tranquillizzare il mercato sono soprattutto le notizie sul traffico nello Stretto di Hormuz. Nonostante l’Iran abbia annunciato nuovi attacchi alle navi commerciali, i flussi di petrolio in uscita dal Golfo Persico si stanno avvicinando ai livelli precedenti alla guerra.
Spread in aumento ma i rendimenti sono in calo
L’apertura del 15 ottobre ha portato spread e rendimenti in due direzioni diverse. Il differenziale tra Btp e Bund è in aumento a 111 punti base, ed è tornato sopra ai 107 fatti registrare nei primi minuti di ieri. I rendimenti, al contrario sono in leggero calo, anche se quelli dei titoli tedeschi hanno ottenuto risultati migliori, ampliando quindi la forbice.
Btp meno sotto pressione, nonostante l’inflazione Usa
Nella giornata di ieri è stato diffuso un dato che avrebbe dovuto mettere i titoli di Stato europei sotto pressione: l’inflazione degli Stati Uniti. L’aumento dei prezzi è stato molto più alto del previsto, al 3,7%, e questo dovrebbe comportare un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed.
La ritrovata fiducia dei mercati nella dirigenza della Fed ha però neutralizzato il possibile impatto di questo dato. Gli investitori credono nel fatto che il direttore Kevin Warsh possa alzare i tassi di interesse per contrastare l’aumento dei prezzi anche se la Casa Bianca non è d’accordo.
Di conseguenza, anche la pressione sui Treasury Bond si sta allentando, con i titoli statunitensi che sono scesi sotto il 5,1% di rendimento. Grazie a questa tregua, anche le tensioni su alcuni titoli europei si stanno allentando.
Continua l’instabilità in Francia
Fa eccezione a questa regola la Francia. Il Paese non sembra essere nelle condizioni di respingere la speculazione sui propri titoli di Stato, che hanno accumulato uno spread di 143 punti base, con un’altra variazione estrema in un giorno. I rendimenti sono saliti al 4,83% a causa sia del debito sempre più alto, sia dell’incapacità del Parlamento di trovare una maggioranza per far passare una legge di Bilancio che limiti la spesa.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,40% | – |
| Btp italiani | 4,51% | 111 |
| Oat francesi | 4,83% | 143 |
| Bonos spagnoli | 4,03% | 63 |
La Spagna, invece, nonostante le elezioni imminenti, si mantiene relativamente stabile attorno ai 60 punti base di spread.
Le prossime aste dei titoli di Stato e i Btp Valore
Concluse le prime emissioni di ottobre, il Tesoro procederà a fine mese con le altre aste regolari. Le prossime si terranno:
- martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
- mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
- giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.
Tra il 19 e il 23 ottobre si terrà anche l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore Insieme, dedicati agli investitori privati.
Iran Guards say cargo ship sank in Hormuz after hitting mine

U.S. Forces Destroy Iranian-Linked Dhow Accused of Targeting Navy Ships
Bulk Carrier Sinks Weeks After Deadly Strait of Hormuz Strike
Qatar Rewrites Its Gas Playbook With Old Tankers and New Tactics
Containership Sinks as Hormuz Attacks Spiral Out of Control
Container Ship Sinks Near Hormuz After Being Hit by Projectile, Sources Say
Gasolio, il prezzo della geopolitica
Il costo del gasolio in Italia dipende oggi da vicende geograficamente lontane e da un decreto annunciato e non ancora arrivato. Finché l’Europa resta dipendente dalle importazioni, ogni crisi internazionale si traduce prima o poi in un rincaro alla pompa.
L'articolo Gasolio, il prezzo della geopolitica proviene da Lavoce.info.
Supertankers Turn From Gulf Oil Transfer Hub Amid Iran’s Attacks
Six Ships Struck in Single Day as Hormuz Attacks Accelerate
Saudi Eyes 10 Million Barrels a Day of Oil Pipe Capacity
Iran Says US Response To Its Proposal To Reopen Hormuz Was ‘Insufficient’
More Tankers Hit in Hormuz as U.S. Strikes Cargo Ship
US Says It Disabled Cargo Vessel Trying To Run Iran Blockade
Australia keeps Russian fuel out even as US opens its market: “We do not want Vladimir Putin to benefit from this war in Middle East”

Australia has no need to buy fuel from Russia, despite US President Donald Trump’s move to bring Russian diesel back to world markets. Climate Change and Energy Minister Chris Bowen says that imports from Russia will remain banned to ensure the country does not benefit from its invasion of Ukraine, Bloomberg reports.
Trump has agreed with Russia's President Vladimir Putin to release Russian diesel onto global markets, a move Ukraine says funds a war that has killed more than 80 Ukrainian civilians in two days.
“We don’t need or want Russian fuel in Australia. We do not want Vladimir Putin to benefit from this war in the Middle East. What the United States does is a matter for them, but we won’t be changing our approach,” Bowen said.
The deal Australia is turning down
Trump announced on 9 October a series of cargoes beginning this month totaling about 13.5 million barrels of Russian diesel. The release upends years of sanctions, as the White House looks for ways to tame soaring fuel prices before the US midterm elections.
Bowen draws a clear line between that approach and Australia’s. What the US does is its own affair, he stresses, but Canberra will maintain its arrangements with trading partners to keep Russian fuel out of the market.
Enough fuel to hold the line
Australia can hold out without Russian supply, Bowen argues. The country has 43 days’ worth of petrol, two days more than a week earlier, and 31 days’ worth of diesel, one day less, he notes.
He adds that Australia stays in close contact with domestic refiners to keep them running at full capacity. The stance lets Canberra wait out high prices rather than buy fuel that would send money to Moscow.
Australia’s fuel costs have stayed high since the war between the US and Iran disrupted shipping through the Strait of Hormuz, the route that normally carries about a fifth of the world’s oil and gas.
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