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Vila Nova da Barquinha recebe conferência sobre Templários

VII Conferência Internacional "Ordem do Templo, Cavalaria Espiritual e Templarismo" começa esta sexta-feira e prolonga-se durante três dias, em Vila Nova da Barquinha.

© PAULO CUNHA/LUSA

A iniciativa, promovida no concelho de Vila Nova da Barquinha, distrito de Santarém, arranca esta sexta-feira às 21h00
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Os rabiscos dos escribas eram a calculadora do Egito romano

Uma análise de papiros com quase 2.000 anos revelou que os escribas do Egito romano usavam desenhos geométricos para fazer cálculos, memorizar valores e verificar se os resultados estavam certos. Um escriba no Egito romano precisa da área de um campo. Pega na sua cana de escrever e esboça um triângulo no papiro. Depois escreve números ao longo dos lados. Um novo estudo mostra que este hábito era comum e que os esboços faziam trabalho a sério. Thomas Kelly, classicista na Universidade de Cambridge, elaborou o primeiro catálogo completo destes desenhos. Estudou dez papiros gregos com problemas de geometria. Os

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Sobornos, multas y 16 estatuas de Zeus: así castigaban los Juegos Olímpicos de la antigua Grecia a los tramposos

Camino del estadio de Olimpia, al pie de la colina de Cronos, los atletas de la Grecia antigua pasaban junto a una plataforma de piedra con escalones. Sobre ella se alineaba una fila de estatuas de bronce de Zeus, el dios al que estaban dedicados los Juegos. Ninguna celebraba una victoria. Cada una la había […]

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El omóplato de un neandertal de la cueva de Shanidar revela la que podría ser la muerte por lanza más antigua conocida

El omóplato es un hueso tan ancho y plano que en algunas zonas se vuelve casi translúcido si se pone a contraluz. Por eso resulta raro encontrarlo completo, incluso en enterramientos modernos, y por eso sorprendió tanto a los arqueólogos de la Universidad de Cambridge que de la cueva de Shanidar, en el Kurdistán iraquí, […]

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Investigadores desvendam mistério de estatuetas de Vénus com 18.000 anos

Uma equipa de investigadores analisou 18 pequenas estatuetas de marfim encontradas em Mizyn, na Ucrânia, e concluiu que os seus criadores poderão ter reproduzido deliberadamente os padrões naturais do interior das presas de mamute. Num estudo publicado o mês passado na npj Heritage Science, os investigadores examinaram peças descobertas no início do século XX, junto de estruturas construídas com ossos de mamute. Três estatuetas foram encontradas debaixo de um crânio de mamute ou no seu interior, o que poderá indicar uma deposição intencional. De acordo com o La Brújula Verde, seis das peças foram reconstruídas digitalmente em três dimensões através

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Descubren en Alaska un campamento de cazadores de mamuts de hace 13.800 años contemporáneo de Altamira

Hace unos 13.800 años, los cazadores magdalenienses del norte de España todavía frecuentaban la cueva de Altamira, en Cantabria, cuya entrada se hundiría hacia 13.000 años atrás. Al otro lado del planeta, otro grupo de cazadores levantaba un campamento en una loma sobre el río Tanana, en el interior de Alaska, con un gran horno […]

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Todos los actuales monarcas europeos descienden de una familia de la que nunca has oido hablar: los Oldemburgo

A todos nos resultan familiares determinadas dinastías europeas; Borbón, Habsburgo, Avis, Plantagenet, Trastámara, Lancaster, Romanov, Bernadotte, Estuardo o Windsor, por citar sólo una pequeña parte. Pero es curioso que una de las que han dejado una huella más profunda y duradera no sea tan conocida; nos referimos a la Casa de Oldemburgo, que a través […]

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Una carta de 1571 descubierta en Budapest confirma la autenticidad del misterioso Códice Rohonc y revela que el escriba que lo redactó estaba aterrorizado

Hay manuscritos medievales que nadie sabe leer y hay uno, el manuscrito Voynich, que se ha vuelto casi una marca registrada del misterio. Guardado en la Universidad de Yale y fechado en el siglo XV, ha servido de inspiración para novelas y teorías de todo tipo. Pero existe otro libro que los especialistas suelen colocar […]

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Dalla spezieria al beauty case: come è cambiata la cosmesi naturale nei secoli

Prima dei sieri in flacone, delle creme airless e delle lunghe liste INCI, la cura della pelle era fatta soprattutto di oli, cere, acque aromatiche, polveri, erbe e preparazioni tramandate nelle case, nelle botteghe e nelle antiche spezierie.

La cosmesi naturale che oggi troviamo nei nostri beauty case è molto diversa da quella del passato, ma conserva un legame evidente con una storia lunga secoli: l’idea di utilizzare materie prime di origine vegetale per detergere, profumare, ammorbidire e proteggere pelle e capelli.

A cambiare non sono stati soltanto i contenitori e le texture. Sono cambiate soprattutto la conoscenza della pelle, le tecniche di formulazione, le norme di sicurezza e le aspettative di chi acquista.

Ripercorrere questa evoluzione permette di capire perché molti ingredienti apparentemente moderni abbiano in realtà origini molto antiche.

Quando la bellezza nasceva dalla dispensa e dal giardino

Per gran parte della storia, ciò che oggi chiamiamo cosmetico non era nettamente separato dalla preparazione domestica, dall’erboristeria o dalla profumeria.

Oli vegetali, cere, argille, erbe aromatiche e fiori erano materiali facilmente riconoscibili e potevano entrare tanto nella cura personale quanto nelle preparazioni medicinali o nei profumi.

L’olio, in particolare, ha accompagnato la cura del corpo per secoli. Serviva come base per unguenti e preparazioni aromatiche, permetteva di ammorbidire la pelle e poteva essere arricchito attraverso la macerazione di piante e fiori.

Anche le acque floreali occupavano uno spazio importante. Rosa, lavanda, rosmarino e agrumi appartengono a una tradizione che attraversa epoche e territori diversi e che ritroviamo ancora oggi sotto forma di idrolati, estratti e componenti aromatiche.

Le spezierie, antenate dei moderni laboratori

Nel Medioevo e nel Rinascimento le spezierie erano luoghi molto più complessi delle moderne profumerie.

Vi si potevano trovare droghe vegetali, spezie, resine, oli, cere, essenze e preparazioni destinate a usi differenti. Il confine tra rimedio, profumo e cosmetico era spesso molto meno definito di quanto lo sia oggi.

La lavorazione delle materie prime richiedeva conoscenza, esperienza e tecniche che venivano progressivamente perfezionate: infusioni, macerazioni, distillazioni e miscelazioni permettevano di trasformare piante e sostanze aromatiche in prodotti più facilmente utilizzabili.

È anche attraverso queste pratiche che si sviluppò una cultura della profumeria e della cura personale destinata a diventare sempre più raffinata.

Firenze, Venezia e altre città italiane ebbero un ruolo importante nella circolazione di materie prime, profumi e preparazioni cosmetiche, grazie anche ai rapporti commerciali con il Mediterraneo e l’Oriente.

Il fascino dei profumi e delle acque aromatiche

La storia della cosmesi non riguarda soltanto la pelle.

Il profumo è stato per secoli uno degli aspetti più affascinanti della cura personale. Agrumi, fiori, erbe e resine venivano utilizzati per creare composizioni aromatiche che, con il tempo, diventarono sempre più elaborate.

La distillazione rese possibile ottenere acque aromatiche ed essenze con caratteristiche molto diverse rispetto alle semplici infusioni.

Molti ingredienti che oggi associamo immediatamente alla cosmesi naturale — rosa, lavanda, bergamotto, rosmarino, salvia — appartengono a questa storia.

Il loro utilizzo moderno è però molto diverso: oggi vengono inseriti in formulazioni studiate con criteri precisi, dosaggi controllati e valutazioni di sicurezza che nel passato semplicemente non esistevano.

Non tutto ciò che era naturale era anche delicato

Guardare alla cosmesi antica con nostalgia può essere affascinante, ma rischia di creare un’immagine poco realistica.

Le preparazioni del passato non erano necessariamente più sicure perché semplici o naturali.

Nel corso dei secoli sono state utilizzate anche sostanze irritanti o veri e propri ingredienti problematici, soprattutto quando l’obiettivo estetico prevaleva sulla conoscenza degli effetti a lungo termine.

Il celebre incarnato pallido ricercato in alcune epoche, per esempio, portò all’impiego di preparazioni che oggi non troverebbero alcuno spazio in un cosmetico moderno.

La storia della bellezza è quindi anche la storia di una progressiva comprensione di ciò che può essere utilizzato sulla pelle e di come debba essere formulato.

Dalla ricetta artigianale alla formulazione cosmetica

La grande trasformazione avviene con lo sviluppo della chimica e, successivamente, dell’industria cosmetica.

Creme ed emulsioni diventano progressivamente più stabili. Si sviluppano sistemi di conservazione più efficaci, texture più piacevoli e prodotti capaci di mantenere le proprie caratteristiche per periodi più lunghi.

Il cosmetico smette di essere soltanto una miscela di ingredienti e diventa una vera formulazione.

Questa distinzione è importante anche quando parliamo di cosmesi naturale contemporanea.

Una moderna crema naturale non è semplicemente un insieme di oli ed estratti vegetali. È il risultato di un equilibrio tra fase acquosa e fase oleosa, emulsionanti, umettanti, ingredienti funzionali, sistema conservante e controllo microbiologico.

La natura fornisce molte delle materie prime; la tecnologia permette di trasformarle in prodotti pratici, stabili e piacevoli da usare.

Il ritorno degli ingredienti botanici

Negli ultimi decenni l’interesse verso gli ingredienti vegetali è tornato fortemente al centro del settore beauty.

Oli di jojoba, argan, mandorla e rosa mosqueta; burri come karité e cacao; aloe, idrolati, estratti botanici e argille sono diventati familiari anche a chi non è particolarmente appassionato di cosmetica.

Non si tratta però semplicemente di un ritorno al passato.

Gli ingredienti tradizionali vengono oggi studiati, estratti e inseriti nelle formulazioni attraverso tecniche molto differenti rispetto a quelle utilizzate secoli fa.

Anche il consumatore è cambiato. Legge le etichette, confronta le formulazioni, cerca informazioni sull’origine delle materie prime e spesso desidera conoscere non soltanto il risultato cosmetico, ma anche la filosofia del marchio.

Quando il naturale incontra la tecnologia

Uno degli aspetti più interessanti della cosmesi contemporanea è proprio l’incontro tra tradizione e innovazione.

Un estratto vegetale può derivare da una pianta utilizzata da secoli, ma essere ottenuto attraverso processi moderni che permettono di standardizzarne meglio le caratteristiche.

Una crema può contenere oli e burri tradizionali e allo stesso tempo utilizzare emulsionanti di nuova generazione, packaging airless e sistemi di conservazione studiati per garantire stabilità e sicurezza.

Persino il modo in cui scegliamo un cosmetico è diventato tecnologico.

Quello che un tempo richiedeva la visita a una bottega oggi può essere fatto online, confrontando ingredienti, texture, certificazioni e destinazioni d’uso.

Dalla bottega all’ecommerce specializzato

La continuità tra passato e presente si vede anche nel ruolo della specializzazione.

La vecchia spezieria non vendeva semplicemente merci: era un luogo in cui la conoscenza delle materie prime aveva un valore centrale.

In forma naturalmente molto diversa, qualcosa di simile avviene oggi negli ecommerce verticali dedicati alla cosmesi naturale.

Tra le realtà italiane del settore c’è BioVeganShop, attivo da oltre tredici anni e dedicato esclusivamente alla selezione di prodotti naturali e biologici per la bellezza e il benessere.

Il confronto con una spezieria storica non va naturalmente preso alla lettera, ma il principio della specializzazione rimane interessante: in un mercato enorme, organizzare e descrivere formulazioni differenti permette al consumatore di orientarsi con maggiore consapevolezza.

Oggi possiamo leggere un INCI, confrontare più marchi e scegliere una crema in pochi minuti. È un gesto quotidiano che racchiude, in realtà, secoli di evoluzione della cultura cosmetica.

Il beauty case moderno ha radici molto antiche

Osservando una mensola contemporanea si possono trovare flaconi tecnologici, sieri concentrati, detergenti delicati e creme dalle texture sofisticate.

Eppure, dietro molti di questi prodotti continuano ad apparire ingredienti che sarebbero stati familiari anche a chi preparava unguenti e acque aromatiche molti secoli fa.

La differenza è nel modo in cui li conosciamo e li utilizziamo.

La cosmesi naturale contemporanea non rappresenta quindi un semplice ritorno alle origini. È piuttosto il risultato dell’incontro tra un patrimonio antico di materie prime vegetali e la capacità moderna di trasformarle in formulazioni più sicure, stabili e funzionali.

Forse è proprio questo il suo aspetto più interessante: aprire un piccolo vasetto di crema può sembrare un gesto del tutto moderno, ma in quel gesto sopravvive una storia molto più lunga del nostro beauty case.

L'articolo Dalla spezieria al beauty case: come è cambiata la cosmesi naturale nei secoli su Vanilla Magazine scritto da Antonio Pinza

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