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“O Porto é nosso”: 2.500 pessoas mostram força pela habitação. Nova pernoita após violência

Cerca de 2500 pessoas na Praça D. João I, após madrugada de violência, dirigiram-se à Câmara Municipal na noite desta quinta-feira. Pediu-se a demissão de Pedro Duarte, “menos bastão e mais habitação”. Terão sido cerca de 2.500 pessoas a acorrer, esta quinta-feira, ao protesto convocado pelos organizadores da acampada do Porto pela habitação, após uma madrugada em que foram alvo de carga policial, da que resultaram 39 feridos (dois deles graves, segundo contabilização da organização) e um polícia ferido, comunicado pela PSP. Os manifestantes pelo direito à habitação voltaram a concentrar na Praça D. João I, mas desta vez acabaram

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Braga tem mais de 2.000 euros para premiar as melhores fotografias de natureza

O Município de Braga promove a 6.ª edição do Concurso de Fotografia “Braga Natural”, uma iniciativa que convida todos os apaixonados pela natureza a descobrir e registar a biodiversidade do concelho.

Em comunicado, a autarquia explica que “o concurso pretende valorizar o património natural de Braga e sensibilizar a população para a importância da sua conservação, nomeadamente dos ecossistemas, habitats e formas de vida que os integram”.

O concurso está organizado em três categorias: Habitats Naturais, Fauna Selvagem e Flora e Fungos. Cada participante pode apresentar até dez fotografias, sendo obrigatório que todas as imagens sejam captadas no concelho de Braga.

As inscrições decorrem de 15 de outubro a 15 de dezembro de 2026, através do formulário online (aqui).

As normas de participação podem ser consultadas aqui.

Em cada categoria, será atribuído um prémio de 400 euros ao primeiro classificado, 150 euros ao segundo e 75 euros ao terceiro.

A melhor fotografia receberá ainda um prémio suplementar de 200 euros. Ou seja, no total, 2.075 euros atribuídos em prémios.

“O concurso dará também origem a uma exposição fotográfica, que permitirá dar a conhecer os trabalhos selecionados e destacar a riqueza da biodiversidade do concelho”, conclui a autarquia.

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Ciò che rimane di una vita a bordo, nelle fotografie di Max Cavallari

«L’ultima volta che abbiamo provato ad attraversare, il telefono satellitare che il trafficante ci aveva dato per le emergenze era scarico e senza credito, il carburante del motore era completamente esaurito e l’acqua stava entrando nella barca […]. La cosa più confortante per me ora è che, per la prima volta in anni, non ho paura. Posso dormire profondamente senza preoccuparmi per le mie figlie».

Fidaa è siriana. Nel luglio del 2012 è fuggita da un sobborgo di Damasco con i suoi cinque figli, il più piccolo di appena otto giorni. Ha vissuto dieci anni in Giordania, poi è partita per la Libia: un anno chiusa nei “magazzini” dei trafficanti, poi otto tentativi di traversata. È stata soccorsa dalla Humanity 1 nel 2024. La sua è una delle tante testimonianze raccolte a bordo.

Storie come questa attraversano ogni giorno il ponte delle navi di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Alcune di queste sono state raccontate dal fotografo Max Cavallari nel progetto Acquaintance, esposto al Festival di Fotografia Etica di Lodi, aperta fino al 25 ottobre. Per Cavallari, nato in un piccolo paese in provincia di Cremona, il Festival è stato il primo incontro con il fotogiornalismo, all’età di sedici anni.

 Foto di Max Cavallari per SOS Humanity

Acquaintance è un progetto che nasce dalla sua prima missione a bordo di una nave umanitaria di ricerca e soccorso dell’Ong SOS Humanity nell’autunno del 2022, poco prima dell’insediamento del governo Meloni. Tra il 22 e il 24 ottobre la nave effettua diversi salvataggi, ritrovandosi con 179 persone a bordo, resta bloccata per oltre una settimana in attesa di ricevere l’assegnazione di un porto sicuro. Sono servite 21 richieste prima di attraccare, finalmente, a Catania.  «A un certo punto a bordo non si sapeva più come spiegare alle persone quando sarebbero sbarcate», racconta Cavallari.

Nello stesso periodo la Geo Barents di Medici Senza Frontiere e la Ocean Viking di SOS Mediterranée  si trovavano nella stessa situazione. In totale erano più di mille le persone ad attendere, su quattro navi. A Catania, dopo gli sbarchi, circa quaranta persone vengono lasciate a bordo perché la loro condizione viene considerata “non emergenziale”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi le definì “carico residuale”. Restarono ferme in banchina per tre o quattro giorni prima di essere fatte sbarcare.  Fu l’ultima missione prima del decreto-legge Piantedosi sulle Ong e sui flussi migratori, entrato in vigore il 2 gennaio 2023, che introduce l’obbligo a raggiungere subito il porto assegnato, spesso lontano.

Acquaintance significa “conoscenza”, inteso come legame intenso e allo stesso tempo superficiale  «perché è quello poi che rimane di di quello che che vivi su su una nave. Non riesci mai ad entrare completamente all’interno, anche se ti sembra di farlo nel momento in cui sei in questo ambiente chiuso. In verità sono conoscenze che stimolano sentimenti molto forti, ma che rimangono sulla superficie». In due giorni le persone a bordo della missione si moltiplicano, dalle trenta persone dell’equipaggio si arriva presto a duecento. Molte delle persone a bordo sono appena sfuggite a una tempesta. Ognuno arriva con la propria storia, le proprie fragilità, la propria scala di valori.

Foto di Max Cavallari per SOS Humanity

Quello che Cavallari ha cercato di osservare sono le interazioni sulla nave. Spiega come in un contesto così compresso sentimenti, sensazioni e rapporti umani, nel bene e nel male, si amplificano a livelli che non avevo mai visto altrove. Ogni persona è diversa, ognuno reagisce in maniera diversa, ci sono persone che sono più abituate a quella stanza, altre persone che come me ci sono entrate per la prima volta. Acquaintance è una conoscenza superficiale, è quello che poi rimane di quello che vivi su una nave. È ciò che rimane di una vita a bordo».

Acquaintance è anche una scelta di campo sul modo di raccontare. «Si cerca in qualche modo di dare un punto di vista diverso, un po’ anche per un’utilità perché alla gente non interessano le immagini drammatiche, non stimolano più l’empatia. E quindi ce lo sta chiedendo anche il pubblico stesso che che frequenta, che legge i nostri articoli o che guarda le nostre fotografie. E dall’altro credo che sia fondamentale ad un certo punto trovare una scala diversa di raccontare di raccontare un’immagine al di là della persona che fugge in mare», spiega Cavallari. Fa riferimento all’ “ennesima foto del bambino in braccio o della donna piangente”, che “buca lo schermo”, senza chiedersi se la persona ritratta sarebbe d’accordo a mostrarsi così.

Nel lavoro sul campo, spiega, si fotografa, si scrive, si fa. Il taglio si decide dopo, quando si sistema il materiale e si sceglie come parlare al pubblico. Una riflessione che rischia talvolta di portare all’autocensura, spiega il fotoreporter, che sottolinea come la verità, spesso, stia nel mezzo. Si tratta di capire quando un’immagine è davvero essenziale e quando invece aggiunge soltanto altro dolore.

Foto di Max Cavallari per SOS Humanity

Allo stesso tempo, Cavallari rifiuta la romanticizzazione del lavoro di giornalista. Sottolinea come il suo compito sia quello di documentare, essere sul posto e raccontare con i propri occhi. Ricorda un’esperienza personale. Nell’agosto 2025 si trovava a bordo della Ocean Viking quando una motovedetta libica ha sparato contro la nave. Lui si trovava sul ponte mentre i vetri andavano in frantumi. «Il rischio per chi lavora in mare c’è. E sul campo ci sono sempre pochi giornalisti, spesso freelance che pagano tutto di tasca propria».

Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) dal 2014 a oggi sono oltre 26.800 le persone annegate nel Mediterraneo centrale. Ma il bilancio generale potrebbe essere superiore, considerando i naufragi che sfuggono a ogni registrazione. Nel 2026 sono stati almeno mille i morti e i dispersi tra Libia, Tunisia, Italia e Malta: l’inizio d’anno più letale dal 2014. Nel 2025, secondo i dati raccolti da Missing Migrant Project sarebbero almeno 1.340 le persone che hanno perso la vita lungo questa rotta. 

SOS Humanity è un’organizzazione non governativa di ricerca e soccorso che lavora perché nessuno muoia mentre fugge. Con la Humanity 1, operativa da agosto 2022, ha soccorso 5.105 persone in 91 operazioni, quasi un terzo delle quali minori (1.451). Dalla sua fondazione nel 2015 come SOS
MEDITERRANEE Germania,  l’organizzazione ha salvato in tutto 39.736 persone.

Cavallari ha continuato a imbarcarsi: quattro missioni in tre anni, e ancora oggi si occupa di ricerca e soccorso, in mare e sulla terraferma. A chi fa il suo mestiere consiglia di fare questa esperienza almeno una volta nella vita «perché qualcuno deve raccontare ciò che si cerca di tenere nascosto».

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‘Olhão antes e depois’ revela a transformação da cidade através da fotografia

Exposição percorre quatro espaços do concelho e coloca imagens históricas lado a lado com recriações feitas por jovens olhanenses.

A exposição fotográfica ‘Olhão antes e depois’ é inaugurada no próximo sábado, 10 de outubro, pelas 10:30, nos Mercados Municipais de Olhão, dando-se aí início a um percurso por quatro espaços do concelho — Mercados Municipais, Ria Shopping, Escola Secundária Dr. Francisco Fernandes Lopes e Casa Municipal da Juventude de Olhão Hugo Charrão —, onde estará patente até 13 de novembro.

Com curadoria de Luís Torres e integrada na programação cultural do Bicentenário da Câmara Municipal de Olhão, a exposição coloca lado a lado imagens históricas da cidade e recriações fotográficas realizadas por jovens olhanenses, propondo um olhar sobre a evolução urbana de Olhão e convidando a comunidade a percorrer a cidade através do tempo.

A mostra nasceu do desafio lançado a alunos do 10.º ano da área de Multimédia da Escola Secundária Dr. Francisco Fernandes Lopes para recriarem, nos dias de hoje e nos mesmos locais, uma seleção de cerca de 50 fotografias históricas de Olhão. Participaram no projeto os alunos Miguel Sousa, Samuel Ventura e Maria Moniz, bem como Charline Fournier, elemento do Clube de Fotografia da Casa Municipal da Juventude Hugo Charrão.

Para concretizar o trabalho, foram utilizadas fotografias com cerca de 70 a 80 anos, pertencentes ao Arquivo Municipal de Olhão, e imagens com 40 a 50 anos, provenientes do arquivo pessoal de Luís Torres. Depois de um processo de pesquisa e levantamento, os participantes percorreram as ruas da cidade e procuraram reproduzir os enquadramentos originais, recriando as imagens nos mesmos locais e permitindo uma comparação direta entre diferentes épocas.

O resultado é uma exposição distribuída por quatro núcleos expositivos, que propõe um percurso pela cidade através das suas transformações e permanências. O confronto entre as fotografias históricas e as imagens atuais permite observar a evolução urbana de Olhão, mas também recuperar lugares, edifícios e espaços que fazem parte da memória coletiva da cidade.

No dia da inauguração, o percurso pelos quatro núcleos começa nos Mercados Municipais, às 10:30, seguindo para o Ria Shopping, às 11:15, para a Escola Secundária Dr. Francisco Fernandes Lopes, às 11:45, e terminando na Casa Municipal da Juventude de Olhão Hugo Charrão, às 12:15. A exposição poderá ser visitada até 13 de novembro, nos quatro espaços, de acordo com os respetivos horários de funcionamento.

Com esta iniciativa, o Município de Olhão pretende valorizar a criatividade e o envolvimento dos jovens olhanenses e, simultaneamente, promover junto da comunidade um maior conhecimento da história contemporânea e da evolução urbana da cidade. O projeto terá ainda continuidade, estando prevista a sua passagem pelas várias freguesias do concelho.

Integrada no programa comemorativo dos 200 anos da Câmara Municipal de Olhão, ‘Olhão antes e depois’ aproxima diferentes gerações através da fotografia e proporciona uma viagem visual entre o Olhão de ontem e o Olhão de hoje.

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“Festival elétrico” sobre o mar de Vila Praia de Âncora

Pedro Almeida fotografou a trovoada, na madrugada desta terça-feira, em Vila Praia de Âncora, no concelho de Caminha.

“Festival elétrico sobre o Atlântico”, descreve o fotógrafo, descrevendo que as imagens foram captadas pelas 03:54.

"Festival elétrico" sobre o mar de Vila Praia de Âncora
Foto: Pedro Almeida
"Festival elétrico" sobre o mar de Vila Praia de Âncora
Foto: Pedro Almeida

Recorde-se que os distritos de Braga e Viana do Castelo, bem como outros 11 do território continental, estão sob aviso amarelo até às 18:00 de hoje devido à trovoada.

O IPMA alerta para “condições favoráveis para ocorrência de fenómenos meteorológicos localizados, como trovoada; precipitação localmente forte, com acumulação entre 10 a 20 mm numa hora, granizo com diâmetro inferior a dois centímetros e rajadas entre 70 e 90 km/h”.

O aviso amarelo é o menos grave de uma escala de três e é emitido sempre que existe uma situação de risco para determinadas atividades dependentes da situação meteorológica.

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