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Scontri ai cortei, Mattarella: “Ovunque violenze inaccettabili, solidarietà alle forze dell’ordine”

Mattarella: “Piena solidarietà alle Forze dell’Ordine”. Meloni riunisce il governo dopo gli scontri

“Alle Forze dell’Ordine, in particolare ai quasi 200 loro feriti nei giorni scorsi, va la piena solidarietà della comunità nazionale. Occorre un’analisi intelligente e approfondita e va elaborata un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti. Condizione, quest’ultima, che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’inaugurazione della 39/ma Assemblea delle Province d’Italia.

“Il riferimento all’impegno al servizio cittadini induce ad ampliare lo sguardo più in generale. È un servizio che passa dalla garanzia di condizioni di sicurezza che assicurano il pacifico dispiegarsi della vita delle nostre comunità, nelle città e nei borghi, dove ogni violenza è inaccettabile”.

Riunione a Palazzo Chigi

Una “risposta ferma” da parte dello Stato che, nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, contrasti le condotte delinquenziali e criminali. Sarebbe questa la priorità su cui si sarebbe concentrata la riunione di oggi a palazzo Chigi sull’ordine pubblico, presieduta dalla premier Giorgia Meloni e durata circa un’ora e mezza. Il governo starebbe ragionando su ulteriori misure volte a rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni. Potrebbe, dunque, non essere escluso anche un decreto.

Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato i due vicepremier Matteo Salvini (in video collegamento) e Antonio Tajani, i ministri competenti Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i due sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence, sarebbe stata svolta un’analisi di quanto successo nei giorni scorsi in diverse città italiane. Sarebbe emerso che si tratta di un fenomeno “complesso”, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare.

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Scontri a Milano, fermati diversi giovani. Parla un papà: “Se mio figlio ha sbagliato, pagherà. Mi vergogno”

Amarezza, incredulità e rabbia tra i genitori dei minorenni fermati dopo gli scontri e gli episodi di violenza che hanno interessato Milano. Davanti alla Questura di via Fatebenefratelli, madri e padri hanno atteso per ore notizie dei propri figli, molti dei quali usciti soltanto dopo una lunga permanenza negli uffici di polizia. A raccogliere le loro testimonianze è stato il Corriere della Sera, che ha raccontato le storie di famiglie italiane e straniere accomunate dallo stesso sentimento di smarrimento.

Tra loro c’è Ltaief, un padre tunisino che vive in Italia da quattro anni e che si è presentato in Questura per aspettare i suoi due figli, di 17 e 16 anni. Accompagnato da un amico che lo aiuta con le traduzioni, mostra sul telefono un video di TikTok in cui uno dei ragazzi viene portato via dagli agenti. “Oggi dovevano andare a scuola, non so che hanno fatto. Mi avevano detto che andavano in Duomo”, racconta. La stessa incredulità emerge dalle parole degli altri genitori. Una madre spiega che il figlio le aveva detto di trovarsi in centro con un amico e di essersi imbattuto nel caos delle manifestazioni. Un altro padre racconta di averlo cercato la sera precedente, scoprendo soltanto che si trovava con gli amici nel centro di Milano.

Particolarmente dolorosa la testimonianza di una donna ucraina, arrivata in treno da Monza dopo aver saputo dell’arresto del figlio. “Mi ha chiamato alle 9, mi ha detto di essere stato arrestato”, racconta in lacrime. Secondo la madre, era la prima volta che il ragazzo si recava a Milano con il suo gruppo di amici. “Lui studia. E ora è in carcere. Dobbiamo pagare anche un avvocato. Non so cosa deve fare”, aggiunge.

All’uscita dalla Questura, le reazioni dei genitori sono diverse. C’è chi accoglie il figlio con un duro rimprovero e chi cerca di capire cosa sia realmente accaduto. Alcuni ragazzi raccontano di aver trascorso molte ore in una cella condivisa con altri fermati, ricevendo acqua, cibo e un numero di coperte che, secondo la loro testimonianza, non sarebbe stato sufficiente per tutti. Una coppia di Melegnano ha scoperto che il figlio si trovava in Questura grazie alla geolocalizzazione del telefono. “Ieri sera ho visto che era in questura e siamo venuti. Stamattina alle 5.30 mi ha chiamato per farsi portare il documento, ma non sappiamo niente”, spiegano i genitori. Tra le testimonianze raccolte dal Corriere della Sera c’è anche quella di un padre di origine romena, che vive in Italia da trent’anni. Seduto in un bar davanti alla Questura, esprime tutta la propria delusione: “Mi spacco la schiena al lavoro tutti i giorni e mi vergogno ora a venire qua dopo 30 anni in Italia. Se mio figlio ha sbagliato, pagherà. Sono deluso da lui“.

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