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Félix voltou a disfarçar outra noite para esquecer de CR7

Al Nassr somou terceira vitória consecutiva na receção ao Neom, com Félix a ser decisivo para manter equipa de Riade no grupo da frente. Tudo correu mal a Ronaldo, que falhou mesmo um penálti (1-0).

© FAYEZ NURELDINE

Cristiano Ronaldo ficou por três ocasiões muito perto do 982.º golo da carreira mas falhou sempre o alvo apesar do triunfo do Al Nassr
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Sciopero dei tir, in Sicilia il Comitato revoca la protesta: sbloccati 480 milioni per il gasolio

La paralisi dei trasporti nell’isola è stata sventata in extremis. In Sicilia le associazioni di categoria hanno disposto la revoca del fermo dei tir, mettendo in salvo la catena della distribuzione alimentare e l’approvvigionamento dei carburanti.

La svolta è arrivata al termine di un serrato confronto con le istituzioni, culminato con lo sblocco di risorse finanziarie decisive per il comparto logistico della regione.

Perché i tir ricominciano a circolare in Sicilia

A disinnescare la protesta è stato il via libera definitivo ai fondi di compensazione. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha confermato l’immediata disponibilità di 480 milioni di euro destinati ad abbattere i costi di insularità e a mitigare l’impatto dei rincari sulla movimentazione delle merci.

Preso atto dell’accoglimento di quasi tutte le istanze presentate nella piattaforma rivendicativa, il Comitato trasportatori siciliani ha sospeso il blocco dei camion per dare un segnale di apertura al ministro Matteo Salvini, pur mantenendo lo stato di agitazione fino all’attuazione completa delle misure.

A stretto giro è arrivata anche la fermata del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha promesso di affiancare alle risorse nazionali ulteriori interventi regionali a tutela della continuità territoriale e della competitività delle imprese locali.

La protesta del caro carburante continua nel resto del Sud

Se in Sicilia si evita il peggio, nel resto del Mezzogiorno la morsa della protesta non accenna a flettere. La combinazione tra l’esplosione dei costi del gasolio e i ritardi negli interventi statali sta spingendo autotrasportatori e agricoltori a bloccare i principali snodi viari del Sud:

  • in Campania la mobilitazione ha congelato la viabilità con presidi a oltranza e blocchi notturni ai caselli di Nola sulla A30, Avellino Est e lungo gli svincoli della A2 nel Vallo di Diano;
  • in Puglia i cortei di tir e trattori hanno invaso la viabilità ordinaria tra Bari e Bitonto, paralizzando il traffico per denunciare margini di profitto ormai azzerati;
  • in Molise i presidi dei camionisti stanno già provocando i primi ritardi nelle consegne dei prodotti freschi e rallentamenti nelle catene di produzione industriale.

Dopo i fornai anche i pescherecci pronti al blocco nazionale

A rendere il quadro ancora più critico è l’effetto contagio che sta travolgendo gli altri settori energivori. Dopo i fornai, anche le marinerie italiane sono pronte a spegnere i motori e a incrociare le braccia contro i rincari energetici innescati dalle tensioni geopolitiche internazionali.

In prima fila c’è la flotta del Molise: gli armatori della marineria di Termoli hanno confermato che i motopesca resteranno ormeggiati nei porti. Tra le richieste urgenti indirizzate al Governo spiccano la proroga del credito d’imposta sul carburante fino al 31 dicembre, il saldo dei ristori arretrati e un’immediata sburocratizzazione per il comparto della blue economy.

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Sanità, Schillaci: “Obiettivo di fine mandato chiudere il nuovo Piano sanitario nazionale”

Sanità, il ministro punta a completare entro la legislatura il nuovo Piano sanitario nazionale, assente dal 2008

Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta a concludere entro la fine della legislatura il nuovo Piano sanitario nazionale, assente dal 2008 e attualmente in fase di elaborazione insieme ai tecnici del ministero e alle Regioni.

“Vorrei concludere, prima della fine di questa legislatura, il nuovo Piano sanitario nazionale, che manca dal 2008 e che stiamo portando avanti con i tecnici del ministero e con le Regioni. Uno strumento che sicuramente può dare tante risposte in sanità”, ha dichiarato Schillaci intervenendo al Welfare Italia Forum in corso a Roma.

Il ministro ha sottolineato la necessità di aggiornare il Servizio sanitario nazionale, evidenziando come, dopo quasi cinquant’anni, siano necessari diversi interventi di ammodernamento.“C’è la necessità, dopo quasi cinquant’anni, di tanti ammodernamenti per il Servizio sanitario nazionale per stare al passo con la ricerca e per stare vicino alle persone”, ha aggiunto.

Nel suo intervento, Schillaci ha richiamato anche i risultati già raggiunti, indicando come motivo di particolare soddisfazione il conseguimento del target europeo delle Case di comunità.“Sono state una sfida nello scetticismo globale, con qualcuno che tifava perché non ce la facessimo”, ha affermato il ministro. Secondo Schillaci, le Case di comunità stanno ora entrando nella fase operativa e rappresenteranno un cambiamento concreto per i cittadini.“Cominciano a funzionare e saranno la vera rivoluzione di cui i cittadini si accorgeranno e cominciano già ad accorgersi”, ha concluso.

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Sciopero autotrasportatori, viceministro Rixi: “Sbloccato 1 miliardo di euro”

Al termine del vertice in Prefettura a Milano per lo sciopero degli autotrasportatori, il viceministro Edoardo Rixi ha illustrato le misure economiche concordate per sostenere le imprese.

“Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d’imposta sarà ovviamente nel ’27”

ha dichiarato Rixi. Il viceministro ha precisato che le procedure di pagamento sono state avviate per soddisfare le richieste presentate fino al 30 agosto.

“Da oggi iniziamo a erogare i contributi sui 430, che ora sono diventati 480 milioni circa, per azzerare tutte le domande che sono pervenute fino al 30 di agosto, che è l’ultima finestra che è stata aperta”.

Le somme sono destinate a compensare parte dei maggiori costi del gasolio sostenuti dalle aziende durante i mesi di aumento dei prezzi.

Crediti d’imposta sul gasolio, quando arrivano i pagamenti

Secondo quanto riferito dalle associazioni presenti all’incontro, il Governo ha presentato un calendario per l’erogazione dei contributi relativi al periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 agosto 2026. La prima tranche dovrebbe essere pari a circa 306 milioni di euro, corrispondenti al 70% delle risorse inizialmente previste, con pagamenti in partenza dal 21 ottobre. Le somme residue, fino a raggiungere circa 437 milioni di euro, dovrebbero essere liquidate entro la fine di novembre.

Durante il confronto è stato inoltre annunciato lo stanziamento di 60 milioni di euro aggiuntivi per settembre e ottobre 2026. Per accedere a queste nuove risorse, la piattaforma dedicata alle richieste riaprirà il 5 novembre per un periodo di 15 giorni. I relativi pagamenti sono previsti tra gennaio e febbraio 2027. Il Governo sta anche preparando una norma da inserire nel prossimo decreto Infrastrutture per rendere più automatico l’adeguamento dei costi di trasporto alle variazioni dei prezzi del carburante, rafforzando il meccanismo del fuel surcharge.

Marebonus, sbloccati anche gli incentivi al trasporto marittimo

Tra le misure discusse durante l’incontro figura anche il Marebonus, il programma che sostiene economicamente le imprese di autotrasporto che utilizzano le navi per trasferire veicoli e merci, riducendo i chilometri percorsi su strada. Salvini ha assicurato che “ci sarà cassa disponibile anche per il cosiddetto mare bonus”. Il programma dispone di uno stanziamento pluriennale complessivo di 125 milioni di euro fino al 2026.

Secondo quanto riferito dal viceministro Rixi, il Governo si è impegnato a liquidare le annualità pregresse entro i primi dieci giorni di novembre. Per il 2026 sono inoltre attesi circa 50 milioni di euro, attraverso il decreto di riparto previsto entro la fine dell’anno. Un altro intervento riguarda lo sblocco del fondo da 590 milioni di euro per il rinnovo del parco veicolare, con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

Quando torneranno pieni scaffali dei supermercati

La protesta degli autotrasportatori ha provocato rallentamenti nella distribuzione delle merci, con conseguenze soprattutto per i supermercati e per le attività commerciali delle regioni meridionali. Tra i prodotti maggiormente esposti ai ritardi figurano frutta, verdura, latte e altri alimenti freschi che richiedono rifornimenti frequenti.

Secondo il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, se le proteste dovessero cessare, il ritorno alla normalità nella distribuzione potrebbe richiedere due o tre giorni. La ripresa regolare delle consegne dipenderà tuttavia dalle decisioni dei comitati che partecipano alla mobilitazione e dall’effettiva rimozione dei presidi ancora attivi. Il prossimo confronto tra Governo e associazioni è fissato per il 27 ottobre, con l’obiettivo di verificare l’erogazione delle risorse annunciate e l’attuazione delle altre misure previste per il settore.

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Sciopero dei tir fino al 27 ottobre senza accordo: incontro con Salvini e revoca del fermo in Sicilia

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti potrebbe proseguire fino al 27 ottobre 2026 se non arriveranno risposte concrete dal Governo. La mobilitazione, iniziata in Puglia l’11 ottobre e successivamente estesa ad altre regioni del Sud Italia, sta provocando rallentamenti nella distribuzione delle merci, difficoltà nei rifornimenti e carenze di prodotti freschi nei supermercati. Al centro della trattativa ci sono anche 534 milioni di euro tra arretrati e crediti d’imposta richiesti dagli autotrasportatori.

La cifra comprende circa 104 milioni di contributi arretrati legati agli incentivi per il trasporto marittimo e 430 milioni di crediti d’imposta sul carburante. Non si tratta di nuovi finanziamenti già approvati, ma di somme di cui le associazioni chiedono lo sblocco o l’effettiva disponibilità. Il confronto decisivo è previsto per oggi martedì 20 ottobre alla Prefettura di Milano, dove il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà i rappresentanti del settore.

Autotrasportatori, il Comitato siciliano revoca il fermo

Il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo dei servizi al termine dell’incontro di martedì 20 ottobre con il ministro Matteo Salvini alla Prefettura di Milano. Secondo quanto riferito dal Comitato, sono state accolte quasi tutte le richieste contenute nella piattaforma presentata al Governo.

La decisione punta a sbloccare la situazione logistica nell’isola e a dare un segnale di apertura all’esecutivo. Le imprese restano però in stato di agitazione fino alla soluzione completa dei punti ancora aperti.

Ecco alcuni degli impegni ottenuti:

  • lo sblocco immediato degli arretrati del Sea Modal Shift per le annualità 2023/2024 e 2025/2026;
  • ulteriori 50 milioni di euro per gli incentivi marittimi del 2026/2027;
  • il rilascio immediato dei 430 milioni di euro di crediti d’imposta sul gasolio;
  • la presenza della categoria nei tavoli istituzionali su trasporti e mobilità e nei gruppi di lavoro dedicati al Mezzogiorno.

Per gli incentivi marittimi del prossimo anno la cifra ottenuta resta inferiore ai 70 milioni chiesti. Restano inoltre da definire la proroga di 4 mesi del credito d’imposta sul gasolio. Per questa se ne dovrebbe parlare in un comitato permanente per il Sud. Spazio poi agli sconti sui biglietti dei traghetti per l’attraversamento dello Stretto di Messina.

Il coordinatore Salvatore Bella ha spiegato che le imprese vogliono tornare al lavoro senza penalizzare ulteriormente il territorio. La revoca, ha precisato, non è però una delega in bianco. Il Comitato vigilerà sul rispetto dei tempi e sull’avvio del comitato per il Sud.

Protesta dei tir, l’incontro con Salvini

Dal governo arriva una prima risposta alle richieste degli autotrasportatori. Il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi ha annunciato che per il settore sono disponibili 480 milioni di euro. Una cifra che si avvicina in maniera netta, per quanto sia chiaramente inferiore, ai 534 milioni chiesti tra arretrati e crediti d’imposta.

Durante l’incontro di Milano con il ministro Matteo Salvini l’esecutivo si è inoltre impegnato a stanziare altre risorse per i mesi di settembre e ottobre. Al tempo stesso porte aperte per definire un modello di prezzo del carburante seguendo l’esempio spagnolo.

Intanto i presidi continuano. Ai caselli e agli svincoli autostradali di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, anche lungo l’A2 e l’A30, i blocchi restano attivi. Gli effetti sono già evidenti, con scaffali vuoti di prodotti freschi nei supermercati del Sud, carburante scarso a Ischia e Procida con il rischio di stop per i traghetti, raccolta dei rifiuti ferma in oltre 15 comuni siciliani e circa 100 mezzi pesanti fermi all’ingresso di Palermo.

Il Comitato Trasporto Siciliano rivendica una protesta pacifica e limitata alle aree portuali. Resta da capire se le misure annunciate basteranno a far revocare il fermo o se la mobilitazione andrà avanti fino al 27 ottobre.

Sciopero dei tir fino al 27 ottobre, cosa chiedono gli autotrasportatori

La possibilità di prolungare il fermo è stata avanzata dal Comitato Trasporto Siciliano, tra i principali protagonisti della mobilitazione. Il coordinatore Salvatore Bella ha subordinato la sospensione della protesta alla sottoscrizione di impegni precisi da parte del Governo. “Se il ministro Salvini accetta di firmare il protocollo d’impegni e incontrarci il 20 ottobre revochiamo il fermo. Diversamente rimane fino al 27 ottobre”, ha dichiarato Bella.

La protesta, inizialmente programmata fino al 20 ottobre, potrebbe quindi continuare per un’altra settimana se l’incontro non dovesse portare a un’intesa. La richiesta dei comitati non riguarda soltanto l’individuazione di nuove risorse economiche, ma anche la definizione di tempi certi per l’erogazione dei sostegni già previsti. Il fermo fino al 27 ottobre rappresenta al momento una possibilità annunciata dagli organizzatori e non una proroga generalizzata già confermata su tutto il territorio nazionale.

Accordo da 534 milioni di euro, quali sono i fondi richiesti

Uno dei principali punti della vertenza riguarda le risorse economiche destinate alle imprese di autotrasporto. Il Comitato Trasporto Siciliano chiede lo sblocco di due importi:

  • 104 milioni di euro di arretrati relativi agli incentivi per il trasporto marittimo delle merci, collegati al programma Sea Modal Shift;
  • 430 milioni di euro di crediti d’imposta sul carburante relativi alle richieste già presentate dalle imprese.

Gli incentivi marittimi servono a sostenere le imprese che scelgono di trasportare le merci via nave anziché percorrere interamente le tratte su strada. Il credito d’imposta sul gasolio è invece uno strumento destinato a compensare parte dei maggiori costi sostenuti dalle aziende per l’acquisto del carburante. Secondo le associazioni, i ritardi nell’erogazione delle risorse stanno contribuendo alle difficoltà di liquidità delle imprese.

Il Comitato Siciliano chiede inoltre 70 milioni di euro per gli incentivi marittimi relativi all’annualità 2026-2027 e ulteriori 400 milioni per la copertura dei costi del carburante nei mesi non ancora adeguatamente sostenuti. Queste ultime richieste sono aggiuntive rispetto ai 534 milioni indicati come principale oggetto della trattativa.

Caro gasolio, quanto costa un pieno ai camionisti

Alla base della mobilitazione c’è l’aumento del prezzo del gasolio, che ha fatto crescere sensibilmente i costi operativi delle imprese di trasporto. Secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 17 ottobre, il diesel aveva raggiunto una media di 2,257 euro al litro sulla rete stradale e 2,296 euro in autostrada. Confartigianato Trasporti ha calcolato che, per un camion con un serbatoio da 900 litri, il costo di un pieno è passato da 1.503,78 euro a febbraio a 1.971,61 euro a metà settembre.

La differenza è di quasi 468 euro per rifornimento. Considerando quattro pieni mensili, il maggior costo arriva a circa 1.871 euro al mese per ogni mezzo. Le imprese segnalano inoltre difficoltà nel trasferire gli aumenti del carburante sulle tariffe applicate ai clienti, soprattutto quando i contratti di trasporto prevedono condizioni economiche già definite.

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La sfida laziale alla Silicon Valley: nasce Longevity Valley, la cittadella dove si studia come vivere più a lungo

Vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio. E magari trasformare la lotta all’invecchiamento in un gigantesco motore economico. È la scommessa della Longevity Valley, il progetto internazionale che punta a fare del Lazio una capitale mondiale della ricerca sulla longevità.

L’iniziativa, presentata all’Ambasciata italiana di Washington, prevede la nascita di un campus scientifico e industriale dove intelligenza artificiale, bioingegneria e automazione lavoreranno insieme per sviluppare nuove terapie, tecnologie e strumenti di prevenzione.

Una Silicon Valley per la salute

Promossa dalla Longevity Valley Authority con investitori e imprese internazionali, l’operazione è sostenuta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il Comitato per l’attrazione degli investimenti esteri, e dalla Regione Lazio.

Il campus metterà a disposizione laboratori e infrastrutture condivise, consentendo anche alle piccole aziende biotech e deep tech di utilizzare tecnologie altrimenti proibitive. Tra i partner scientifici figura il prestigioso Buck Institute for Research on Aging, specializzato nello studio dell’invecchiamento. Ma la sfida non riguarda soltanto farmaci e laboratori: alimentazione, mobilità, assistenza sanitaria, ambiente e organizzazione del lavoro diventeranno terreni di sperimentazione per migliorare la qualità della vita.

Rocca e Urso: investimenti e nuovi posti di lavoro

Per il ministro Adolfo Urso, l’obiettivo è trasformare l’Italia in un polo internazionale delle scienze della longevità, capace di generare innovazione e occupazione qualificata.

Il presidente della Regione Francesco Rocca rivendica il primato del Lazio nelle biotecnologie e considera il progetto strategico per attrarre capitali e competenze. La vicepresidente Roberta Angelilli richiama la piattaforma Invest in Lazio, collegata a Invest in Italy, e il supporto del Consorzio Unico Industriale per assistere gli investitori e semplificare le procedure. A spiegare l’ambizione è Gregory Bailey, cofondatore della Longevity Valley Authority: replicare nelle scienze della vita la rivoluzione prodotta dalla Silicon Valley nell’informatica.

La promessa è affascinante: fare dell’invecchiamento non soltanto una sfida sanitaria, ma una nuova frontiera dello sviluppo economico.

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Los barrios ricos de Madrid tienen la desigualdad más alta y duradera frente a la mejora general en España

Dos mantras sustentan viejos dogmas económicos: que la desigualdad era necesaria para el progreso en el sistema capitalista y que una economía que crece es una economía que no iguala. Pero España logra crecer reduciendo su grado de desigualdad, según los datos publicados este lunes por el INE, y la desigualdad se ha demostrado como una carcoma del bienestar que alimenta los populismos. No obstante, pese a la mejora general, algunas bolsas de desigualdad se resisten a disolverse. Están localizadas en la parte central de Madrid, también en algún punto de Barcelona y en zonas costeras con desarrollos urbanísticos que han atraído a familias de rentas muy altas donde había población local: Benidorm; Marbella o Alicante.

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Una imagen del proyecto Operación Chamartín que llevará un barrio de lujo a los alrededores de una barriada de mediados del siglo XX.
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Parlamento de Egipto aplaza votación sobre envío de tropas a Arabia Saudita

El Parlamento egipcio postergó hasta el 26 de octubre la decisión sobre el envío de tropas solicitado por el presidente Abdel Fattah el-Sisi, con el fin de otorgar un mayor espacio de debate que permita a cada diputado ser escuchado antes del pronunciamiento final.
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