❌

Reading view

Macron bans ‘illegitimate‘ protests in France as he tries to get a grip on unrest

French president will decide on concrete ‘next steps’ regarding demonstrations called for Saturday and after, as part of tough response to recent rioting

Emmanuel Macron has said “illegitimate” demonstrations will be banned over the coming days as France seeks to get a grip on civil unrest after some of its worst street violence in years erupted on the fringes of cost of living protests at the weekend.

Speaking after a ​meeting with intelligence chiefs and senior ministers, the French president said on Thursday that demonstrations organised by recognised groups would be allowed to go ahead, although their routes could be changed.

Continue reading...

© Photograph: Teresa Suárez/AP

© Photograph: Teresa Suárez/AP

© Photograph: Teresa Suárez/AP

  •  

Macron bans ‘illegitimate‘ protests in France as he tries to get a grip on unrest

French president will decide on concrete ‘next steps’ regarding demonstrations called for Saturday and after, as part of tough response to recent rioting

Emmanuel Macron has said “illegitimate” demonstrations will be banned over the coming days as France seeks to get a grip on civil unrest after some of its worst street violence in years erupted on the fringes of cost of living protests at the weekend.

Speaking after a ​meeting with intelligence chiefs and senior ministers, the French president said on Thursday that demonstrations organised by recognised groups would be allowed to go ahead, although their routes could be changed.

Continue reading...

© Photograph: Teresa Suárez/AP

© Photograph: Teresa Suárez/AP

© Photograph: Teresa Suárez/AP

  •  

NetZero Milan, il Nobel Aghion: “AI e nucleare risorse strategiche per la transizione green”

“La Green Innovation è un’evoluzione possibile e necessaria, ma può essere raggiunta soltanto se industria, istituzioni e società civile uniscono le forze”. È questo uno dei messaggi lanciati da Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, intervenuto oggi con una Lectio Magistralis nella giornata conclusiva di NetZero Milan, l’Expo-Summit di Fiera Milano dedicato alla decarbonizzazione dell’economia.

Al centro dell’intervento dell’economista il rapporto tra innovazione, politiche industriali e transizione energetica, con un’attenzione particolare al ruolo di tecnologie come intelligenza artificiale e nucleare, che secondo Aghion non devono essere considerate necessariamente incompatibili con gli obiettivi ambientali, ma possono diventare strumenti strategici per raggiungerli.

Aghion: “La carbon tax da sola non basta”

Partendo dal concetto di “distruzione creativa”, sviluppato nelle teorie di Joseph Schumpeter e Peter Howitt, Aghion ha sottolineato la necessità di creare le condizioni affinché l’innovazione green possa svilupparsi e diffondersi. “Bisogna supportare l’innovazione green. Non possiamo pensare di realizzare la transizione verde semplicemente attraverso la Carbon Tax – ha osservato Aghion –. Questa, da sola, non è la soluzione: ciò di cui abbiamo bisogno sono politiche industriali capaci di sostenerla e accelerarla”.

Per l’economista, infatti, la transizione non può essere affidata alla singola impresa o alla singola tecnologia, ma deve coinvolgere l’intera filiera produttiva. “L’innovazione green non può riguardare una singola impresa o una singola tecnologia: deve coinvolgere l’intera filiera. Ogni tassello deve evolvere in maniera coerente con gli altri. È proprio qui che la politica industriale diventa essenziale, perché può creare coordinamento tra tecnologie, investimenti e attori economici”, ha spiegato.

“Il nucleare è necessario, le rinnovabili da sole non bastano”

Nel corso della Lectio Magistralis Aghion ha affrontato anche il tema delle tecnologie che continuano a suscitare un confronto acceso nell’ambito della transizione energetica. Tra queste, il nucleare. “Il nucleare mostra perché non possiamo affrontare la transizione chiudendo a priori determinate strade tecnologiche: la transizione verde senza questo tipo di energia non è possibile e le rinnovabili da sole non bastano”, ha affermato. Secondo il Nobel, dunque, la decarbonizzazione richiede un approccio tecnologicamente aperto, senza escludere a priori alcune soluzioni che possono contribuire alla riduzione delle emissioni.

L’intelligenza artificiale può contribuire alla transizione green

Un ragionamento analogo riguarda l’intelligenza artificiale, spesso al centro del dibattito per l’elevato consumo energetico legato ai sistemi di calcolo e ai data center. Anche in questo caso, Aghion invita a considerare non soltanto l’energia utilizzata dalla tecnologia, ma il suo bilancio complessivo. “L’intelligenza artificiale può avere un ruolo fondamentale nella transizione. I gemelli digitali applicati, per esempio, ai sistemi di purificazione dell’acqua possono ridurre il consumo energetico del 5,4%, le emissioni del 6% e i costi energetici dell’8,2%”. “È vero che l’IA richiede energia, ma dobbiamo guardare al bilancio complessivo: in questo caso, l’energia utilizzata dai server rappresenta appena l’1% di quella che la tecnologia consente di risparmiare”, ha aggiunto.

“La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla”

Da qui la conclusione dell’intervento: non frenare lo sviluppo tecnologico, ma orientarlo verso obiettivi capaci di produrre benefici ambientali ed economici. “La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla – ha concluso Aghion –. Dobbiamo utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in modo intelligente, facendo in modo che l’energia e le risorse investite producano un beneficio superiore al loro costo”. “La strada da seguire” è quindi quella di “politiche industriali che rendano possibile l’innovazione green e strumenti come la carbon tax applicati in un contesto nel quale esistano realmente alternative tecnologiche”.

Il ruolo dei capitali nella transizione energetica

Al termine della Lectio Magistralis, Aghion si è confrontato con i rappresentanti dei fondi Algebris e Ambienta e della società di consulenza finanziaria Clearwater, affrontando il tema delle nuove strategie di investimento nella transizione energetica. Il confronto ha riguardato in particolare il ruolo dei capitali nel sostenere decarbonizzazione, innovazione e competitività industriale, mettendo in relazione gli obiettivi della transizione con le opportunità di investimento e sviluppo per le imprese.

Con l’intervento del Premio Nobel Philippe Aghion, NetZero Milan ha così riportato al centro del dibattito il rapporto tra capitale, energia e industria, offrendo un momento di confronto tra imprese, esperti e istituzioni sulle strategie necessarie a trasformare gli obiettivi climatici europei in nuove opportunità di crescita e competitività.

L'articolo NetZero Milan, il Nobel Aghion: “AI e nucleare risorse strategiche per la transizione green” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Angry lawyers and bewildered defendants: the fallout from fast-tracking French rioting cases

Politicians have called for ruthless sentencing, but lawyers blame the politicians for the poverty, and anger, behind their clients’ looting

Awa, 18, stood in the dock in the tribunal de Paris, a small, mute and bewildered figure seeming unable to understand, let alone answer, the simplest of questions.

The court was told she had joined young people who looted an Yves Saint Laurent store on Boulevard Saint Germain in Paris’s Left Bank late on Sunday and stripped it bare within minutes.

Continue reading...

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

  •  

Angry lawyers and bewildered defendants: the fallout from fast-tracking French rioting cases

Politicians have called for ruthless sentencing, but lawyers blame the politicians for the poverty, and anger, behind their clients’ looting

Awa, 18, stood in the dock in the tribunal de Paris, a small, mute and bewildered figure seeming unable to understand, let alone answer, the simplest of questions.

The court was told she had joined young people who looted an Yves Saint Laurent store on Boulevard Saint Germain in Paris’s Left Bank late on Sunday and stripped it bare within minutes.

Continue reading...

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

© Photograph: Abdul Saboor/Reuters

  •  

Políticos franceses culpam líder da esquerda por onda de violência

Adversários políticos da centro-esquerda à direita se voltaram contra Jean-Luc Mélenchon e seu partido, LFI (França Insubmissa), acusando-os de alimentar a pior onda de distúrbios civis na França em anos.

Mélenchon, que lançou sua quarta candidatura à Presidência em maio e continua sendo a principal esperança da esquerda de chegar ao segundo turno da eleição do próximo ano, enfrenta críticas crescentes desde que os distúrbios atingiram várias cidades francesas. Seus opositores afirmam que anos de discurso confrontador contribuíram para aumentar as tensões que agora chegam às ruas.

O primeiro-ministro Sébastien Lecornu intensificou os ataques na terça-feira (20), dizendo a um parlamentar da LFI que a “agenda política de instilar violência e caos no país” do partido estava agora “totalmente exposta”.

O líder de 75 anos rejeitou as sugestões de que a LFI tenha responsabilidade pelos distúrbios. Em vez disso, acusou o governo de não enfrentar problemas sociais e econômicos profundamente enraizados nos subúrbios mais pobres da França.

Os ataques ressaltam tanto a posição central de Mélenchon na política francesa quanto o desconforto que ele provoca enquanto o país se aproxima de uma eleição presidencial que deve colocar forças antissistema cada vez mais fortes contra um centro político enfraquecido.

Os distúrbios reforçaram esse contraste, deslocando o foco para a esquerda e permitindo que Marine Le Pen, do partido de direita RN (Reagrupamento Nacional), adotasse um tom mais presidencial ao abordar a segurança pública, tema que tradicionalmente favorece seu espectro.

Ainda assim, com o cenário político francês fragmentado em três blocos rivais e os partidos tradicionais de centro-esquerda e centro-direita em dificuldades, analistas afirmam que Mélenchon continua sendo uma força política considerável.

Apoio dos jovens e a “Nova França”

A LFI construiu sua base de apoio mobilizando eleitores mais jovens, muitos dos quais se desiludiram com a política tradicional. Uma pesquisa do IFOP para a emissora LCI, publicada neste mês, colocou Mélenchon com 16,5% das intenções de voto, atrás dos 36% de Le Pen, mas à frente de todos os outros candidatos tradicionais.

Uma pesquisa do instituto Cluster17 constatou que quase metade dos jovens de 18 a 24 anos e mais de um terço dos eleitores de 25 a 34 anos apoiariam Mélenchon.

Isso fez dele uma voz importante para muitos estudantes envolvidos no movimento de protestos e nos distúrbios mais amplos que abalam a França nas últimas semanas.

No entanto, Frédéric Dabi, diretor do instituto de pesquisas IFOP, afirmou que os distúrbios podem reforçar uma das maiores fragilidades eleitorais de Mélenchon: sua dificuldade para conquistar eleitores mais velhos.

“A percepção de que Jean-Luc Mélenchon foi indulgente demais com os responsáveis pela violência é uma linha vermelha absoluta para uma grande parcela do eleitorado”, disse Dabi.

Ainda assim, o partido também construiu forte apoio em áreas urbanas mais pobres e entre muitos eleitores de origem imigrante, que se identificam com a visão de Mélenchon de uma “Nova França”: uma república multicultural que acolhe a diversidade étnica e religiosa e concede maior representação política a comunidades que frequentemente se sentem ignoradas.

Apoiadores afirmam que isso reflete realidades sociais, e não uma política baseada em identidade.

“É a síntese única entre um programa de ruptura revolucionária e o desejo de governar o país”, disse à Reuters o parlamentar da LFI Hadrien Clouet.

Segundo Clouet, isso significa combater a desigualdade e reverter décadas de transferência de riqueza para o setor financeiro e uma pequena elite oligárquica.

Críticos, porém, afirmam que a LFI frequentemente confunde os limites entre o protesto democrático e formas mais radicais de mobilização política.

Discurso de insurreição sob escrutínio

Mélenchon recorre com frequência à linguagem de insurreição popular. Durante a crise das aposentadorias de 2023, pediu aos apoiadores que “derrubassem a cidadela” do governo do presidente Emmanuel Macron e, em algumas ocasiões, falou favoravelmente da “insurreição cidadã” como uma força democrática.

Apoiadores afirmam que essa linguagem se refere à mobilização política em massa, não à violência. O partido defende oficialmente ações não violentas.

A LFI e seus aliados argumentam que algumas acusações têm motivação política. Nesta semana, o veículo investigativo Mediapart informou, citando um agente de inteligência não identificado, que autoridades haviam recebido instruções para retratar a LFI como responsável pelo movimento de protestos, apesar do que a fonte descreveu como falta de provas. O governo negou a acusação.

Ainda assim, adversários afirmam que as mensagens de Mélenchon são frequentemente ambíguas de propósito.

“Eles dizem ser contra os vândalos, mas, ao mesmo tempo, justificam o uso de máscaras em manifestações”, disse Sylvain Maillard, do partido Renascimento, de Macron. “Nunca acalmam a situação. Sempre dizem que a culpa é da polícia. Eles querem o caos.”

O ex-presidente socialista François Hollande, no entanto, alertou contra a possibilidade de transformar Mélenchon no único foco do debate.

“Não foi um partido político ou uma pessoa que jogou combustível no fogo”, disse Hollande à rádio France Inter. Embora tenha criticado a LFI por, às vezes, estabelecer uma equivalência entre a violência dos manifestantes e a violência policial, ele afirmou: “Fixar-se na LFI é deixar de enxergar o que está acontecendo no país.”

Entenda os protestos estudantis que se espalharam por toda a França

  •  

Walmart’s chief people officer shares 3 green flags in a job interview

Donna Morris, Walmart CPO speaking
Donna Morris oversees 2.1 million employees.

Ethan Miller/Getty Images

  • Walmart chief people officer Donna Morris oversees more than 2 million workers globally.
  • She shared three green flags that make her lean in during a job interview.
  • Morris said she likes to see a track record of grit in a candidate.

Donna Morris oversees over 2 million employees, so she knows a strong candidate when she sees one.

Walmart's chief people officer identified three green flags that make her lean in during a job interview — regardless of the role they're applying for. First, she told Business Insider that she looks for a genuine alignment with the company's purpose and values.

Second, she wants to see an ability to take on multiple responsibilities and make things work.

"They demonstrate a track record of grit," Morris said, defining those individuals as people who have overcome adversity.

In an ideal world, she said that means they've worked on the frontline, since so many of Walmart employees have customer-facing roles. She said the company looks for candidates with a focus on service.

Morris, who started working at 13 at a dry cleaner's and then worked at a drugstore for eight years, said that if a candidate has never experienced what it's like to be a frontline hourly worker, it may be challenging for them to lead. Morris said those jobs gave her purpose, and she found it hard to resign.

Now, when she interviews candidates, Morris said her go-to question is "If I was to ask people who've worked for you before, what will they tell me?" She said the open-ended question generates a genuine response and helps her gauge whether the person is focused on servant leadership, which is a "big green flag."

Asking this question allows her to hear more about a candidate's first job or a work experience. She said that while graduating from an Ivy League school is valuable, she's more focused on hearing about what they've learned from work experience.

"What was the grit they had to persevere through?" Morris asked.

The chief people officer, who worked at Adobe for more than 17 years before joining Walmart, said that her third green flag is candidates who are passionate about making a difference.

"That, to us, would be really, really key," Morris said.

Read the original article on Business Insider

  •  

Art Basel Paris: el mercado del arte se prueba a sí mismo en una ciudad en llamas

Mientras París arde, el mundo del arte contemporáneo se refugia en su caja de cristal. Estos días, la metáfora resulta tan literal que roza la humorada, aunque todo vaya muy en serio: los coleccionistas más poderosos y buena parte de los principales profesionales mundiales del sector se reúnen en el Grand Palais, el monumento de vidrio y acero de finales del siglo XIX de los Campos Elíseos, para asistir a Art Basel Paris, la gran feria de arte contemporáneo del otoño, llevando en sus móviles un correo electrónico que les informa de las férreas medidas de seguridad desplegadas por la organización ante los disturbios generados por las protestas sociales.

Seguir leyendo

© Benoit Tessier (REUTERS)

Imagen de la edición 2025 de Art Basel, en París.
  •  
❌