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Proteste studentesche, Meloni commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”. La replica: “Sì, ma lei pensi agli italiani anziché prendersela con loro”

16 October 2026 at 19:18

“Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare un governo”. È la risposta della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da Bruxelles ha accusato i leader dell’opposizione di non aver condannato le violenze durante le proteste studentesche. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier, chiedendo a tutte le forze politiche di fare un appello affinché le manifestazioni si svolgano senza violenza. Schlein ha quindi collegato le proteste degli studenti a quelle degli agricoltori e degli autotrasportatori: “Non è colpa di chi protesta se i prezzi della benzina sono insostenibili”. E ha concluso: “Ci sono le nostre proposte concrete sul tavolo, Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro”.

Anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato la premier, accusandola di non occuparsi delle proteste in corso in Italia. “La presidente Meloni ci aggiorna: a margine del Consiglio europeo ha messo sul tavolo della discussione i fatti di Ceuta. Ma Ceuta dista 700 miglia nautiche dall’Italia. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio”, ha scritto sui social. Conte ha quindi chiesto al governo di dare risposte “alla disperazione di migliaia di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori travolti da rincari, carocarburante e tasse”, richiamando anche le difficoltà dei cittadini e le proteste degli studenti. “Se non se ne è accorta le mandiamo qualche immagine dai presidi nel Paese in cui stiamo ascoltando persone allo stremo”, ha aggiunto, concludendo: “La risposta non possono essere l’indifferenza dopo 4 anni di nulla e 14 miliardi extra in armi e difesa”.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha replicato alla premier condannando “senza ambiguità ogni forma di violenza”. Ma la presidente del consiglio, ha aggiunto, “dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”. Bonelli ha quindi attaccato le scelte del governo sull’istruzione: “Mentre le scuole cadono a pezzi, gli edifici scolastici sono insicuri e i nostri docenti sono tra i meno pagati d’Europa, il suo governo ha scelto di destinare miliardi al riarmo anziché investire nell’istruzione pubblica”. E ha aggiunto: “La scuola ha bisogno di risorse, sicurezza e dignità, non di essere sacrificata sull’altare delle spese militari”.

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Botta e risposta tra Conte, Bonelli e Fratoianni sulla patrimoniale. “Non ha mai funzionato”. “Sbagli, caro Giuseppe”

15 October 2026 at 17:30

Giuseppe Conte boccia la patrimoniale sui super ricchi proposta da Alleanza Verdi e Sinistra. “La tassa sui ricchi è stata fatta in tanti Paesi e non ha mai funzionato”, ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle a Roma. Perché, dice, “c’è un problema di calcolo del patrimonio” e “i mega ricchi si spostano facilmente”. A Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni promette di portare “tutta la documentazione”, assicurando che la sua non è una posizione ideologica. Immediata la replica dei due leader di Avs: “Caro Giuseppe, anche noi non siamo per nulla ideologici e porteremo al tavolo della discussione materiali e studi che dimostrano come le obiezioni più frequenti e ripetute, a cominciare dalla ‘fuga dei capitali’, siano largamente infondate”, rispondono. E rivendicano una proposta “condivisa dalla maggioranza assoluta degli elettori italiani” che “non è più rinviabile di fronte alla diseguaglianza che continua a crescere e alla necessità di recuperare risorse per sostenere un programma di alternativa che sia davvero coraggioso”.

Al centro dello scambio è infatti la “restituzione fiscale” proposta da Avs: un’imposta annuale sui patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro, lo 0,1% più ricco degli italiani, per finanziare parte del taglio dell’Irpef al 98% dei contribuenti. Gettito stimato: 15,9 miliardi l’anno. Obiettivo messo in discussone da Conte. Che alcune patrimoniali abbiano incontrato difficoltà è vero, ma non è corretto dire che non abbiano mai funzionato. In Spagna, per esempio, la tassa nazionale sulle grandi fortune ha incassato 623 milioni nel 2023. In Norvegia il prelievo continua a generare entrate. Quanto alla fuga dei super ricchi, una ricerca pubblicata a ottobre dal National Bureau of Economic Research (NBER) ha calcolato appena un centinaio di espatri aggiuntivi causati dalla stretta fiscale sui grandi patrimoni, evidenziando che le imprese di chi si è trasferito “rimangono economicamente attive e non riducono gli investimenti”. Secondo le stime dello studio, infatti, il gettito della patrimoniale è comunque aumentato del 71,5%, contro il 75% previsto senza i fuggiaschi. Come il Fatto ha già raccontato, persino Henley & Partners, società specializzata nel trasferimento internazionale dei milionari, ha riconosciuto che la fuga fiscale è difficile da quantificare e che, nei casi esaminati, gli espatri sono stati modesti e inferiori alle previsioni. In Francia, uno studio del Conseil d’analyse économique stima che gli espatri fiscali provocherebbero al massimo una riduzione dello 0,05% del valore aggiunto e dello 0,04% dell’occupazione.

La vera sfida è piuttosto quella del “calcolo del patrimonio”: come calcolare e tassare davvero le grandi fortune. Se le soglie sono basse si rischia di colpire ricchezze immobilizzate in case e piccole imprese. Scelte a cui si è tentato di riparare introducendo esenzioni e agevolazioni, soprattutto per le partecipazioni societarie, col risultato che anche i più ricchi sono riusciti a ridurre il proprio imponibile e a pagare molto meno del previsto. Tra le possibili soluzioni proposte c’è quella dell’economista Gabriel Zucman, già illustrata al Parlamento europeo e approfondita dal Fatto: soglia altissima, 100 milioni di patrimonio, nessuna esenzione e un’imposta che obbliga i super ricchi a raggiungere un livello minimo di tassazione, pagando però la sola differenza rispetto alle imposte già versate. Contro elusione ed espatri propone lo scambio automatico di informazioni fiscali, una exit tax, cioè una tassa sui guadagni maturati ma non ancora realizzati al momento del trasferimento all’estero della propria residenza fiscale, prevista anche da Avs con aliquota del 26%, e infine la possibilità di continuare a tassare chi cambia residenza per un limitato periodo.

Anche la Commissione europea, tuttavia, in uno studio dello scorso aprile, rileva che in generale le patrimoniali esaminate non hanno prodotto grandi entrate, soprattutto a causa di esenzioni, agevolazioni e controlli insufficienti. Insomma, il successo non è garantito e dipende dal modo in cui si disegnano le norme: quali beni tassare, come valutarli, quali esenzioni prevedere e come impedire che le grandi fortune sfuggano al prelievo. Questione decisiva anche per la possibilità di incassare davvero i 15,9 miliardi annui stimati nella proposta di Avs. A commentare divertito lo scambio interno al campo largo è intanto il centrodestra. “Sapevamo che nel campo largo sono divisi su tutto, ma non immaginavamo che arrivassero a litigare persino sul loro tema preferito: le nuove tasse da far pagare agli italiani”, ha dichiarato la presidente dei senatori di Forza Italia Stefania Craxi. “Sulla patrimoniale il ‘campo diviso’ dà il meglio di sé: Conte sostiene una tesi, Bonelli e Fratoianni lo smentiscono”, rincara Maurizio Gasparri.

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