Eurodeputados querem aumentar verba do programa Erasmus+

© MARTIAL TREZZINI/EPA

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Lo ha incastrato uno scontrino che aveva nello zaino. È stato un pezzetto di carta a portare al fermo di Richard William Salvador Janampa, 31enne peruviano irregolare e senza fissa dimora, accusato di aver abusato una studentessa tedesca di 21 anni in Erasmus lo scorso giovedì in via Giacosa, vicino a Parco Trotter, a Milano. La ragazza – come riporta Il Corriere della Sera – era rimasta sola dopo aver salutato il suo gruppo di amici – altri sette studenti stranieri – con cui aveva passato la serata; era stata poi aggredita e successivamente salvata dal casuale passaggio di due turisti italiani.
Determinante nelle indagini è stato il ritrovamento di uno zaino in via Padova, vicino al luogo della violenza: in esso è stato trovato uno scontrino, e dall’analisi delle telecamere del negozio in cui era avvenuto l’acquisto è stato possibile isolare il volto dell’aggressore. I carabinieri di Porta Garibaldi, poi, nella medesima sacca, hanno trovato la Sim di un telefono, da cui è stato possibile risalire al negozio dove è stata comprata e dunque rinvenire il numero di telefono associato e il suo intestatario.
Sono stati setacciati i filmati di videosorveglianza dei circuiti installati nella zona circostante all’aggressione: le riprese hanno mostrato la vittima venire adocchiata e poi aggredita da una sagoma, quella di Salvador Janampa. L’uomo è stato trovato nella zona di via Padova, vicino al luogo della violenza, ed è stato fermato – motivato con la presenza di gravi indizi di colpevolezza e di pericolo di fuga – e condotto in carcere.
L'articolo Incastrato da uno scontrino il 31enne che ha aggredito una studentessa Erasmus a Milano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una studentessa tedesca di 21 anni, a Milano per un periodo di studio nell’ambito del programma Erasmus, ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale da parte di due uomini nella zona del Parco Trotter. L’episodio sarebbe avvenuto nelle prime ore di giovedì 15 ottobre, poco prima delle 5, in via Crespi. La giovane, ancora sotto choc, è riuscita a chiedere aiuto a due passanti, che hanno allertato i soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri, impegnati a verificare la ricostruzione fornita dalla ragazza e a individuare gli eventuali responsabili.
Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la 21enne stava camminando in via Crespi dopo aver trascorso la serata in un locale quando sarebbe stata avvicinata alle spalle da due sconosciuti. Gli uomini l’avrebbero immobilizzata, impedendole di gridare e di fuggire, per poi trascinarla in un punto appartato e costringerla a subire abusi sessuali. La giovane avrebbe tentato di opporre resistenza, senza riuscire a liberarsi. I due aggressori si sarebbero quindi allontanati, facendo perdere le proprie tracce. La studentessa, secondo le prime dichiarazioni, li avrebbe descritti come probabilmente di origine nordafricana.
Dopo la fuga dei presunti aggressori, la 21enne ha raggiunto l’incrocio tra via Crespi e via Giacosa, nei pressi dell’area cani del Parco Trotter. Qui ha incontrato due turisti italiani, ai quali ha raccontato in inglese quanto sarebbe accaduto. Sono stati loro a chiamare il 112. Poco prima delle 5 sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile, che hanno raccolto le prime informazioni. La giovane è stata quindi accompagnata al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli, dove è stata sottoposta agli accertamenti medici e ha ricevuto assistenza psicologica. È rimasta nella struttura per gran parte della giornata di giovedì.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia Duomo, che hanno informato la Procura di Milano e stanno cercando riscontri al racconto della studentessa. Non è escluso che la giovane possa essere ascoltata nuovamente nei prossimi giorni, anche alla luce dello stato di forte agitazione in cui si trovava al momento dei primi soccorsi. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti tecnici, comprese verifiche sulle celle telefoniche e sulle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. Proprio le immagini potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire i movimenti dei presunti aggressori, anche se, secondo quanto riportato dal Corriere, una prima ricognizione non avrebbe individuato filmati immediatamente utili alle indagini.
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