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“Compio 100 anni e ho ancora una grandissima passione, che non mi ha mai lasciato”: così il veterano di guerra William Owen Hanna

19 October 2026 at 14:33

Fin da ragazzo, negli anni Quaranta, William Owen Hanna ha trovato nel bowling la sua passione. Quasi ottant’anni dopo, il 4 ottobre scorso, ha compiuto 100 anni facendo ciò che ama di più: scendere in pista e fare strike.

Ai microfoni di 6abc Philadelphia, durante la sua festa, il neo-centenario ha ricordato i suoi esordi: “Quando ho iniziato a giocare a bowling, serviva qualcuno laggiù che sistemasse i birilli. Io ho cominciato proprio come addetto alla sistemazione dei birilli”. Il suo primo lavoro in una pista, insomma, era rimettere in piedi i birilli.

I festeggiamenti si sono tenuti al MacDade Bowl di Holmes, circondato da parenti, amici e dagli altri iscritti alla MacDade Bowl Senior League, di cui fa parte. Alla televisione locale ha dichiarato: “Dio mi ha benedetto facendomi arrivare a vedere il mio centesimo compleanno,. Poi ha aggiunto che continuerà a giocare: “Finché il Signore mi permetterà di sollevare quella palla da circa 6 kg e di godermi la compagnia, il cameratismo che ho con la lega di bowling, continuerò a giocare”.

Alla festa c’era anche Patricia Hanna Clark, l’ultima figlia ancora in vita: la moglie di William e le altre tre figlie sono scomparse negli anni. Patricia ha raccontato a 6abc: “È un’ispirazione, non solo per me come sua figlia, ma per i suoi amici e per il resto della famiglia”. L’uomo ha sei nipoti, 15 pronipoti e 23 trisnipoti.

Veterano dell’esercito, dove ha prestato servizio nel Corpo dei rifornimenti (Quartermaster Corps), William è stato visto lanciare strike, abbracciare gli ospiti e sorridere mentre tutti cantavano “Happy Birthday”. Dan Mozier, responsabile della lega senior del MacDade Bowl, ha spiegato: “Abbiamo una torta e tutto il resto… Niente di davvero elegante, ma dobbiamo riconoscere il fatto che è ancora con noi”.

(Foto frame video da @6abc Philadelphia/YouTube)

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“Abbiamo il cuore a pezzi per aver perso il nostro amato figlio. Siamo orgogliosi della sua gentilezza e vulnerabilità”: il toccante messaggio di Cindy Crawford

19 October 2026 at 08:20

Cindy Crawford ha rotto il silenzio del suo dolore, per ricordare a quasi un mese dalla sua scomparsa il figlio Presley Walker Gerber, morto il 20 settembre scorso. L’ex top model ha condiviso sui social un messaggio toccante firmato da lei, il marito Rande Gerber e dalla figlia Kaia, che ha anche postato un video in cui sia lei che il fratello erano bambini.

“Abbiamo il cuore a pezzi per aver perso il nostro amato figlio e fratello. – ha detto – Ci sentiamo così fortunati ad aver avuto Presley nella nostra vita per 27 anni”.

E ancora: “È un’anima dolce e bella che ha amato e che è amato, ora e per sempre. Siamo così orgogliosi di come si è presentato nel mondo, con gentilezza e vulnerabilità”.

“Siamo grati per l’abbondanza di amore e sostegno da parte di tante persone che conoscono e amano la nostra famiglia e che, pur non conoscendoci, provano il nostro dolore. Fino a quando non ci incontreremo di nuovo, nostro dolce ragazzo. Ti amiamo per sempre, mamma, papà e Kaia”.

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Famiglia nel bosco, i bimbi tornano dai genitori dopo 11 mesi: primo weekend a Palmoli

17 October 2026 at 12:56

Famiglia nel bosco, per i bimbi primo fine settimana con i genitori: mattinata con i loro animali al casolare di Palmoli

Dopo 11 mesi tornano alla ‘casa nel bosco’ i bimbi Trevallion, che passeranno il primo fine settimana con i genitori. “Questa mattina, qualche minuto prima delle 10 – spiega l’avvocato della coppia, Simone Pillon, Nathan e Catherine si sono presentati alla Casa famiglia. I bambini sono letteralmente volati in braccio a mamma e papà pieni di gioia, poi sono saliti in macchina con loro portando i loro piccoli trolley, e tutta la famiglia è ripartita alla volta di Palmoli”.

“Vista la bella giornata – aggiunge il legale – staranno qualche ora con i loro animali e poi questo pomeriggio andranno alla casa del Comune, dove trascorreranno la notte. Domani pomeriggio torneranno poi a Vasto sempre accompagnati da mamma e papà”.

“E’ stato bellissimo vedere la felicità nei loro occhi e sentire Nathan e Catherine finalmente sereni e contenti”, ha detto Pillon, raccontando che Nathan ha detto: “E’ il giorno più bello da un anno a questa parte”.

Secondo l’avvocato si tratta di “un ulteriore passo importante nella direzione del rientro definitivo che auspichiamo possa essere ordinato al più presto. Ringraziamo il sindaco che ha garantito le consuete misure e i giornalisti che hanno saputo rispettare la privacy della famiglia, come da noi richiesto. E’ giusto sottolineare anche l’importante ruolo avuto dalle istituzioni in questa vicenda fin dalla visita del vicepremier Matteo Salvini e poi via via dell’interessamento del presidente Marco Marsilio, dell’assessore Santangelo, della garante dell’infanzia Terragni e della presidente della commissione infanzia Brambilla.

A testimonianza di tale impegno, il prossimo mercoledì 21 ottobre il viceministro agli affari sociali Maria Teresa Bellucci incontrerà a Palmoli Nathan e Catherine che avevo chiesto di poterle parlare. Prima di tale incontro il viceministro vedrà anche gli operatori del Servizio sociale e gli esperti della Neuropsichiatria infantile. Sono personalmente molto grato a tutti i protagonisti di questa vicenda che hanno saputo ritrovare un terreno comune di dialogo nel superiore interesse dei minori, e auspico che con le prossime scadenze giudiziarie (previste per il 30 di ottobre al Tribunale per i Minorenni e al 3 di novembre in Corte di Appello) la vicenda possa trovare una serena conclusione”.

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Il parametro scelto per il bonus affitto ai genitori separati produce effetti paradossali

17 October 2026 at 08:57

Un decreto interministeriale fissa l’importo del bonus affitto per i genitori separati e i criteri per assegnarlo. Che non usano l’Isee, ma molto discutibili soglie reddituali e punteggi per patrimonio e numero di figli. Produrrà situazioni insensate.

di Maria Cecilia Guerra (Fonte: lavoce.info)

La legge di bilancio per il 2026 ha previsto l’introduzione di un fondo, con una dotazione di 20 milioni annui, finalizzato a finanziare un sostegno abitativo a favore dei genitori separati o divorziati, con figli a carico di età non superiore ai 21 anni, che non risultino assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà. Un sostegno su cui ci sarebbe da discutere, ad esempio perché si preoccupa del genitore separato che deve affrontare il costo di un affitto, solo se lui, il coniuge o i figli conviventi sono proprietari della casa familiare che viene assegnata all’altro genitore, come se i non proprietari non dovessero anch’essi affrontare un affitto in più a seguito di una separazione. Considera inoltre solo le coppie legalmente sposate, pur in presenza di un provvedimento del tribunale relativo all’affidamento e al mantenimento dei figli.

Pochi giorni fa, a ben dieci mesi di distanza, è stato approvato il decreto interministeriale del ministero delle Infrastrutture e trasporti e del ministero dell’Economia e finanze, che fissa l’importo del bonus, pari al 50 per cento del canone annuale di affitto fino a un massimo di 6mila euro annui, e individua i criteri, fra cui la prova dei mezzi, per l’esclusione dal beneficio e le graduatorie di accesso. È su questi criteri che ci si soffermerà qui.

Il reddito individuale come indicatore della condizione economica

Il requisito economico per accedere al bonus previsto sarà il reddito individuale che risulta dall’ultima dichiarazione e non l’Isee. In questo modo, dice Matteo Salvini, si va incontro al ceto medio con un reddito fino a 35mila euro che sarebbe altrimenti escluso da soglie Isee che privilegiano i più poveri.

Una dichiarazione in linea con tutte quelle che continuano ad attribuire all’Isee le difficoltà di accesso a questo o quel servizio, a questa o quella prestazione, ma assolutamente sbagliata. La limitazione non dipende dall’Isee, ma dal fatto che l’accesso è selettivo: non è riservato a tutti i potenziali beneficiari, cioè a tutti quelli che ne avrebbero bisogno, perché le risorse messe a disposizione sono insufficienti. Viene allora limitato sulla base di graduatorie o sulla base di un indicatore della condizione economica. L’indicatore utilizzato, qualunque esso sia, non allarga o restringe la platea, che dipende da quante sono le risorse in campo, stabilisce solo un ordinamento: chi è davanti in graduatoria e chi è dietro e può restare escluso.

Per questo è una scelta delicata. Per questo l’Isee non è stato inventato a caso, ma riformato dal 2014 alla luce dell’esperienza decennale precedente, attraverso il confronto con le istituzioni e le parti sociali, e tenendo conto dei criteri suggeriti dagli studi scientifici a disposizione, ad esempio quelli relativi alla scala di equivalenza che permette di confrontare la situazione economica di nuclei familiari con un differente numero di membri. Ovviamente, come tutti gli strumenti, l’Isee è modificabile e migliorabile alla luce anche di eventuali problematiche legate al suo funzionamento. Ma è stato posto come Livello essenziale delle prestazioni, Lep, per cui esiste l’obbligo di utilizzarlo in tutte le prestazioni che a livello locale e nazionale fanno riferimento alla prova dei mezzi, proprio per evitare quel proliferare di misure discrezionali, casuali, che aveva dato luogo, nel periodo antecedente alla sua introduzione, a risultati paradossali: un utente che risultava “ricco” in base ai criteri utilizzati per l’accesso a un certo servizio e “povero” in base ai differenti criteri utilizzati per l’accesso a un altro servizio, addirittura nello stesso comune.

Il decreto 200/2026 viola questo principio: non adotta l’Isee ma fa riferimento unicamente al reddito individuale dell’ultima dichiarazione. Un indicatore troppo povero di informazioni sulla reale condizione economica del potenziale beneficiario del bonus.

Con quali conseguenze?

La caratteristica fondamentale dell’Isee è di valutare la condizione economica non su base individuale ma con riferimento al nucleo familiare. Una persona può infatti essere povera individualmente ma vivere in un nucleo in cui beneficia del reddito percepito dagli altri componenti. Viceversa, può stare bene individualmente ma doversi poi occupare di un insieme ampio di persone non autonome economicamente, come ad esempio minori o persone con gravi disabilità. Regole specifiche servono a tenere conto dei doveri economici che i genitori separati hanno nei confronti dei figli anche non conviventi.

In base al decreto 200/2026, invece, ad esempio: un genitore separato con un reddito di 37mila euro e 4 figli a carico sarà escluso, quello con 33mila euro e un solo figlio a carico potrà invece aspirare ad ottenere il beneficio.

L’Isee tiene poi conto di tutti i redditi, compresi quelli finanziari, che non sono dichiarati in Irpef. Il nuovo indicatore proposto invece non considera i redditi finanziari. Sulla base della norma generale dovrebbe fare riferimento anche ai redditi tassati fuori dall’Irpef, come quelli degli autonomi in regime forfetario, o degli affitti sottoposti alla cedolare secca. Vedremo se almeno questa norma verrà rispettata.

Inoltre, l’Isee è un indicatore misto: tiene conto, oltre al reddito, anche del patrimonio, nell’assunto che a parità di reddito chi possiede un patrimonio, al di sopra di certe franchigie, si trovi in una situazione economica migliore. La franchigia è molto elevata per la prima casa, ma correlativamente si esclude dal reddito la spesa per affitto per chi non ha la casa di proprietà. In base al decreto 200/2026, invece, ad esempio: un genitore separato con un reddito di 34mila euro e attività finanziarie pari a 50mila euro, potrà aspirare a prendere il bonus, quello con un reddito di 35.100 euro e attività finanziarie pari a 5mila euro no.

Esclusioni e punteggi per patrimonio immobiliare e figli

Del patrimonio e dei figli a carico il decreto interministeriale 200/2026 tiene conto, non con l’Isee, ma nelle regole di esclusione e nei punteggi. Lo fa in modo rozzo, generando ulteriori effetti paradossali.

Dalla interazione fra il criterio reddituale prescelto e le altre regole di esclusione previste emerge ad esempio che: un genitore separato con un reddito di 34mila euro, e una casa di proprietà a più di 50 chilometri di distanza dal comune ove è collocata l’abitazione familiare di proprietà può aspirare al bonus, quello con un reddito di 36mila euro ma senza alcun patrimonio immobiliare non lo prenderà. Analoghi effetti paradossali emergono dai punteggi assegnati per stabilire le graduatorie di accesso al bonus: un genitore separato con un reddito di 24.900 euro e solo un figlio, a parità di altre condizioni, passerà davanti in graduatoria a quello con un reddito di 25.100 euro e due figli a carico.

Verità e bugie

Nella sua dichiarazione sugli effetti del nuovo indicatore Salvini dice quindi una verità e una bugia. La verità: abbandonare l’Isee avrà l’effetto di riconoscere il bonus anche a persone che stanno abbastanza bene, al prezzo però di escludere persone che stanno abbastanza male – cosa su cui invece tace. La bugia: con l’abbandono dell’Isee, il numero di genitori che alla fine prenderà il bonus non si amplia, potrebbe anzi addirittura ridursi se i genitori più benestanti ammessi pagano affitti più alti di quelli esclusi, essendo il bonus pari al 50 per cento dell’affitto pagato.

Quello che avverrà è che l’ordinamento fatto non con l’Isee, ma con soglie reddituali e punteggi per patrimonio e numero di figli molto discutibili produrrà effetti paradossali quali quelli riportati sopra.

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“Scegli o me o tua madre”: RJ Mitte prima di morire avrebbe ricevuto un ultimatum dalla fidanzata Kennedy Suarez

16 October 2026 at 13:06

Secondo quanto riferito da TMZ, la vita privata dell’attore RJ Mitte – trovato senza vita lunedì 12 ottobre – sarebbe stata caratterizzata, negli ultimi tempi, da profonde tensioni sentimentali. Fonti vicine all’entourage familiare riferiscono che la sua compagna, Kennedy Suarez, avrebbe manifestato una crescente insofferenza nei confronti del rapporto tra l’attore e la madre, Dyna, arrivando a porgli un ultimatum: scegliere tra lei e la figura materna.

Stando sempre alle medesime fonti, i rapporti tra Kennedy e Dyna sarebbero stati tutt’altro che sereni, con la giovane convinta che la suocera interferisse nelle dinamiche di coppia. RJ Mitte, tuttavia, era profondamente legato sia alla madre sia alla sorella Lacianne, e non era disposto a rinunciare a nessuno dei due affetti. Una situazione che, nel tempo, avrebbe generato contrasti sempre più difficili da gestire.

I due si conoscevano da dieci anni come amici prima di diventare una coppia, nel 2020, e si erano fidanzati ufficialmente il 10 ottobre 2025, esattamente un anno prima della morte dell’attore.

Una settimana prima del decesso risultavano ancora insieme, ma non è chiaro se si siano lasciati negli ultimi giorni. Chi gli stava vicino lo descrive come molto provato dalla situazione.

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Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).

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“Lady Gaga è una mamma premurosa, protettiva e ama cantare per la figlia Rose. Le dedica spesso ‘La Vie en Rose’ e le ninne nanne ogni sera”: l’indiscrezione

16 October 2026 at 12:14

Lady Gaga vive la gioia della maternità insieme alla figlia Rose Bean, nata il 9 giugno scorso, e al fidanzato Michael Polansky. Secondo quanto rivelato da una fonte a People, la celebre cantante sente di aver finalmente formato un “nucleo familiare completo”.

Il nome della piccola sarebbe stato scelto in omaggio al celebre brano “La Vie en Rose”, uno dei pezzi più iconici nel repertorio di Edith Piaf. Lady Gaga starebbe già dedicando alla neonata momenti speciali, cantandole alcuni dei suoi brani preferiti. L’artista trascorre attualmente la maggior parte del suo tempo con la famiglia, godendosi appieno questo nuovo e prezioso capitolo della sua vita.

“Gaga si è calata nel ruolo di madre in modo naturale – racconta la fonte -. È premurosa, protettiva e ama cantare per Rose. Le canta spesso ‘La Vie en Rose’ e le dedica delle ninne nanne ogni sera”.

E ancora: “Si sentono un nucleo familiare completo ed entrambi si illuminano quando parlano di come sta crescendo Rose”, afferma la fonte riguardo alla coppia di neo-genitori.

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