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Conte chiama in causa Meloni: “Crisi economica e sociale e il governo non ha fatto nulla. Anzi ha firmato gli accordi folli per il riarmo”

21 October 2026 at 21:05

Di fronte a una crisi “economica e sociale”, il governo Meloni “è doppiamente responsabile”, “perché non ha fatto nulla e ha sottoscritto folli accordi per il riarmo, per 14 miliardi“. A prendere la parola alla Camera, mentre ancora proseguono i blocchi degli autotrasportatori in mezza Italia con conseguenze sui supermercati vuoti, è il leader del M5s Giuseppe Conte: “La circolazione è in tilt, gli scaffali dei supermercati si stanno svuotando, i distributori di carburanti sono a secco. E la risposta del governo è totalmente inadeguata: oltre 1.300 identificati, una serie di misure di polizia, minacce di arresti. Una risposta che non corrisponde al malessere che serpeggia”. “Noi abbiamo incontrato agricoltori, autotrasportatori – dice l’ex premier – : non ce la fanno, è sofferenza vera, disagio, sono disperati”, “l’Italia si sta fermando. Avete varato 7 decreti sicurezza, inasprito pene e c’è insicurezza dappertutto“. Conte ha parlato anche delle proteste pacifiche degli studenti, “e non mi riferisco ai fatti di Milano”. Anzi dopo il weekend di guerriglia nel capoluogo lombardo “mancano le scuse, perchè l’ordine pubblico è di sua competenza”.

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“Non usate i violenti per silenziare la voce di chi vi dice che non riesce più a campare”: Schlein attacca Meloni alla Camera

21 October 2026 at 19:45

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni deve andare in Parlamento a spiegare “come intende rispondere al caro carburanti, al caro vita e al caro affitti che stanno bloccando il paese. Noi abbiamo fatto proposte concrete”. Lo ha detto Elly Schlein prendendo la parola nell’Aula della Camera. “Ci sono agricoltori, autotrasportatori e pescatori che in tutto il Sud stanno protestando perché non riescono più a fare il pieno”, ha aggiunto Schlein. “Come risponde il governo agli studenti che hanno piantato le tende nelle città a partire da piazza Montecitorio?”, ha aggiunto la segretaria del Pd. “Abbiamo condannato con nettezza i gravi episodi di violenza”, ha aggiunto, “agli agenti va la nostra vicinanza. Ma non si usino i violenti per silenziare la voce di decine di migliaia di persone in tutta Italia che civilmente vi stanno dicendo che in questo Paese non riescono più a campare. La risposta solo repressiva è inefficace“.

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Il ministro Urso sui camionisti: “La polizia li sta identificando. Blocchi illegali, previsto il carcere”

21 October 2026 at 15:57

“Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi”. Così il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato davanti alla Camera, durante un question time, sulla mossa del ministero dell’Interno che intende passare alla linea dura, evidentemente, contro gli autotrasportatori che stanno bloccando le grandi arterie di diverse regioni del Sud.

“Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive”, ha ricordato il ministro facendo riferimento alle nuove norme di legge introdotte in uno dei sette decreti Sicurezza varati dal governo. “È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”.

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Arriva in libreria il nuovo libro di Andrea Scanzi: “ORA O MAI PIÙ – 10 modi per sconfiggere (forse) Giorgia Meloni e le destre di governo”

21 October 2026 at 14:08

“ORA O MAI PIÙ – 10 modi per sconfiggere (forse) Giorgia Meloni e le destre di governo” (Paper First) di Andrea Scanzi

Il governo Meloni sta inanellando un disastro dopo l’altro, assieme alla sua squadra di ministri quasi sempre disastrosi e incompetenti. Eppure, alla vigilia delle prossime elezioni, è ancora lei la favorita nei sondaggi. Potrebbe governare per dieci anni di fila: praticamente un incubo.

Com’è stato possibile ritrovarsi in questa situazione? Dove abbiamo sbagliato? Esiste una via di fuga? Oppure dobbiamo prendere semplicemente atto che l’opposizione è una ristretta minoranza, accecata da odio e frustrazione, incapace di apprezzare la politica mirabile di Donna Giorgia?

La realtà è impietosa: il fallimento della destra nostrana è sotto gli occhi di (quasi) tutti. Forse allora dobbiamo fermarci a ragionare, esaminando ogni scenario possibile e cercando alternative concrete.
Ed è proprio quello che Scanzi fa in questo libro, che è poi un invito all’azione e alla resistenza: un’autentica e appassionata “chiamata democratica alle armi”. Accanto alla consueta satira impietosa di una politica svilita e indigeribile, l’autore stila un vero e proprio decalogo, per prendere atto della situazione e presentarci vincenti alle elezioni.

Azioni semplici ma fondamentali, private e al tempo stesso politiche. Informarsi. Indignarsi. Fare squadra. Andare a votare. Coltivare la memoria. Restare umani. Forse, se l’opposizione – e con essa tutti noi – proverà a mettere in pratica questo decalogo, avremo un Paese libero. Con un governo giusto e dignitoso, di cui non vergognarsi.

Il libro è disponibile in edicola con il Fatto Quotidiano, in libreria e in tutti gli store online

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Mattarella: “Non si guardi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione. Cruciali per la società e la nostra economia”

21 October 2026 at 13:52

“La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”. Nel corso della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro”, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affrontato anche il tema delle generazioni più giovani, anche alla luce degli scontri che si sono verificati a Milano lo scorso fine settimana. “Le prospettive dei ragazzi sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili“.

“Molti giovani rientrerebbero volentieri – ha aggiunto il capo dello Stato – se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Serve “un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza. I valori del lavoro sono, del resto, posti alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più”, ha dichiarato ancora Mattarella.

Il presidente della Repubblica ha proseguito allargando lo sguardo al mondo del lavoro. “Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole – ha detto -. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.

Infine, il capo dello Stato ha commentato lo scenario internazionale. “Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”.

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Vertice in prefettura dopo gli scontri di Milano. Sala: “Serve repressione, bene i 500 militari in città”. Piantedosi: “Nessuna evidenza che i giovani fossero manovrati dall’esterno”

21 October 2026 at 12:41

Saranno 500 i militari in più che Matteo Piantedosi manderà a Milano, dopo gli scontri dello scorso fine settimana. Lo ha confermato il ministro dell’Interno durante la riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. I soldati, ha spiegato Piantedosi, “avranno la massima mobilità sul territorio, come già avviene” in altre città come Roma. Per quanto riguarda le dichiarazioni di martedì del ministro della Difesa Guido Crosetto, sul fatto che dietro gli scontri ci possa essere una mano estera che compie azioni di “guerra ibrida sui social”, Piantedosi ha risposto che “non c’è alcuna evidenza” che i giovani protagonisti delle violenze “siano manovrati” dell’esterno: la “spontaneità di questi ragazzi” contrasta con l’organizzazione via social delle violenze, ha detto il capo del Viminale. Con il sindaco Giuseppe Sala, conclude, “c’è stata massima condivisione”. Come conferma il primo cittadino: “La priorità è la repressione di questi fenomeni, bene l’arrivo dei soldati. Il prossimo weekend è a rischio, ci saranno anche gli anarchici”.

“Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo“, ha detto Sala, dopo la riunione in prefettura. “Non voglio rischiare di essere ambiguo – ha aggiunto -, non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari, avranno un ruolo anche dinamico. Poi bisogna cercare tutti insieme di capire come porre mano a un problema generazionale che è molto evidente”. Per sabato a Milano “c’è preoccupazione. Si teme che in piazza ci possano essere gli stessi soggetti dello scorso weekend, qualcuno che combatterà questa presenza e poi gli anarchici”. “Io non è che voglio fare inviti ai cittadini e dire state tutti a casa – aggiunge – però sabato può essere una giornata delicata“. Inoltre “sarà il primo test per capire se riusciremo a gestire in maniera diversa le cose“. E conclude: “Io non mi sono pentito, come ho detto a tutti i colleghi, di aver detto che a mio giudizio c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa, è una constatazione”.

“C’è in campo l’ipotesi di un pattugliamento misto, con un poliziotto accanto ad un soldato“, ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenendo a L’aria che tira, su La7. “Il ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato di adattamento alla contingenza, e quindi si sta ragionando in questa direzione. Ovviamente, a prescindere da chi abbia i compiti di polizia giudiziaria, anche la sola presenza di un soldato ha una funzione di deterrenza enorme. Di fronte ad un soldato, un cittadino si sente più sicuro e magari un maranza, senza pensare al codice penale, si sente comunque intimorito”.

Al vertice hanno partecipato, oltre al sindaco e al ministro dell’Interno, il prefetto Claudio Sgaraglia, il capo della polizia Vittorio Pisani e i vertici delle forze dell’ordine. Al tavolo anche il procuratore capo di Milano Marcello Viola, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Luca Villa, il questore Bruno Megale, il comandante della Polizia locale di Milano Gianluca Mirabelli, il comandante di Strade Sicure Francesco Lamura. Anche il vicepremier e ministro di Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini era presente in prefettura a Milano, per partecipare alla riunione del Comitato sull’ordine e la sicurezza pubblica.

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