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La chiamano guerra di logoramento. Ma Mosca sta facendo qualcosa di diverso: ecco cosa
- Il Sole 24 ORE - Mondo
- Incidente durante esercitazione Nato in Lettonia: quattro militari italiani feriti da fuoco amico
Incidente durante esercitazione Nato in Lettonia: quattro militari italiani feriti da fuoco amico

🔴L’ORA DELL’EURASIA | LEVANTE LIVE
A Levante questa sera, 25 settembre 2026, alle 19 in diretta, il Golfo entra nella sua fase decisiva: l’Arabia Saudita esporta ai minimi da tredici anni, Ansarallah controlla Bab al-Mandab, l’oleodotto Est-Ovest riapre a capacità ridotta sotto minaccia permanente e Washington, invece di difendere il suo cliente, apre un canale con chi gli spara addosso.
Ne discutono Lorenzo Maria Pacini, professore di filosofia politica e geopolitica, e Margherita Furlan, giornalista e direttrice di Casa del Sole TV, ospiti di Jeff Hoffman.
Che cosa succede quando la potenza che garantisce la sicurezza dei suoi clienti smette di poterla garantire
Bab al-Mandab e Hormuz: due strozzature a duemila chilometri di distanza, nelle mani dello stesso asse
Missili su Mecca, Yanbu e Taif: e a Taif ci sono i caccia italiani
Londra manda i rifornimenti in volo, Parigi manda uomini e radar: l’Europa difende i terminali altrui e paga l’energia più cara del mondo industrializzato
«Non siamo in guerra con l’Italia, ma che cosa ci fanno i vostri aerei in Arabia Saudita?»: il messaggio di Sanaa con cui nessun telegiornale ha aperto
Multipolarismo a mano armata: quali limiti ha una transizione che passa per i blocchi navali
Che cosa distingue un fatto verificato da un’attribuzione, anche quando l’ipotesi ci piace
I LIBRI DI LORENZO MARIA PACINI
Myanmar. Nella terra dorata, Anteo Edizioni, 2025 (disponibile anche in edizione inglese, Myanmar. In the golden land)
Dugin e Platone, Settimo Sigillo, 2023
Cantare amantis est. Bene, bellezza e musica in sant’Agostino da Ippona, Il Cerchio, 2022
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN
BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese e russo)
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Il Punto
La cancellazione parziale del bollo auto sostituisce il taglio alle accise sul carburante oppure è l’eliminazione di una tassa invisa ai cittadini? Dalla doppia finalità del provvedimento così come annunciato dal governo deriva più di un interrogativo. Il settore automobilistico affronta cambiamenti e sfide. Nel valutarne gli effetti, si dovrebbero considerare non solo le ricadute […]
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🔴NO DOLLARI NO PATRIOT | TG 25.9.26
– Ucraina, la terza volta dei patriot di Margherita Furlan
– USA, il Senato si lava le mani su Teheran di Margherita Furlan
– Mecca, il patto che scavalca Washington di Margherita Furlan
– Bogotà mette al bando i pasdaran di Margherita Furlan
– Nuovo corridoio commerciale targato USA e Argentina di Ivan Bodyan
– Washington vuole esportare il dollaro digitale di Ivan Bodyan
– Xi detta il passo da Washington di Jeff Hoffman
– Netanyahu senza freni di Jeff Hoffman
– Erdogan restituisce una base all’Iraq di Ivan Bodyan
– Polonia, Starlink e la guerra ibrida di Ivan Bodyan
– Atomo italiano, la luce arriva nel 2035 di Jeff Hoffman
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
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AFD lancia la “svolta demografica” in Germania
dal canale Counter Intelligence Global
Il partito Alternativa per la Germania (AfD) sostiene una “svolta demografica” attraverso incentivi economici per le famiglie numerose e una ferma opposizione all’aborto, rifiutando l’immigrazione come soluzione al calo demografico.
La forte Erinnerungskultur (cultura della memoria) tedesca, che implica il confronto con i crimini dell’epoca nazionalsocialista e il loro riconoscimento, ha spinto AfD a prendere le distanze da qualsiasi paragone storico. Di conseguenza, il partito ha adottato un approccio cauto, ma chiaro nel promuovere le proprie idee sull’incremento della natalità tra la popolazione autoctona. Il suo programma invoca una “svolta demografica” che, a detta del partito, garantirebbe la trasmissione della cultura tedesca e la stabilità dei sistemi sociali del Paese. Sebbene in questa tornata elettorale si sia astenuto dal fissare obiettivi numerici espliciti, in passato il partito ha promosso il modello della famiglia con tre figli come soluzione ideale per contrastare quello che definisce un “deficit di nascite”. Le proposte economiche per incentivare le famiglie numerose — tra cui crediti d’imposta e contributi pensionistici — rimangono tuttavia poco definite.
Leggermente meno pubblicizzata è la posizione del partito in merito all’aborto. AfD sostiene che il sostegno economico alle coppie ridurrebbe quello che considera un tasso di aborto eccessivamente elevato. È interessante notare che, secondo la World Population Review, nel 2024 il tasso di aborto in Germania era di 5,4 casi ogni 1.000 donne; solo 12 dei 151 Paesi inclusi nell’elenco registravano tassi inferiori.
Tuttavia, anche le proposte politiche in questo ambito rimangono vaghe. Pur senza chiedere esplicitamente un divieto totale, AfD ha sostenuto l’introduzione di restrizioni severe e ha spinto affinché l’aborto non venga più riconosciuto come un diritto umano né sostenuto dallo Stato. I dati del Guttmacher Institute dimostrano che i tassi di aborto diminuiscono quando le donne hanno accesso ai servizi e ai diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva, a una maggiore istruzione e a una più ampia parità di genere.
Il crollo delle nascite
Il calo demografico potrebbe essere una delle ragioni alla base della popolarità di AfD. Secondo la sociologa Katja Salomo: “Le ricerche indicano che il sostegno elettorale ai partiti di estrema destra, inclusa AfD, tende a essere più elevato nelle regioni maggiormente colpite dal declino demografico”. Nel 2023, l’intelligence interna ha rilevato che la sezione di AfD in Sassonia-Anhalt era permeata da un'”ideologia razzista”, in violazione della Costituzione tedesca che garantisce la “dignità umana” per tutti.
Nel suo manifesto, AfD della Sassonia-Anhalt sostiene che l’immigrazione sia un “rimedio inadeguato all’estinzione della popolazione locale”. Propone invece di incentivare famiglie più numerose, ad esempio erogando bonus alla nascita ai genitori.
The AfD: How it Could reshape German Family Policy and Climate Action
https://www.bbc.com/news/articles/c24ylyv40y5o
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- Il Sole 24 ORE - Mondo
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- gospanews.net (EN)
- ALMOST a TRANSHUMANIST MURDER! OpenAI & Altman sued after ChatGPT’s Health Advice led to Medical Emergency a Pastor
ALMOST a TRANSHUMANIST MURDER! OpenAI & Altman sued after ChatGPT’s Health Advice led to Medical Emergency a Pastor
«With patients bringing their medical information to artificial intelligence (AI) I knew this was bound to a happen. People cannot resist asking for free medical advice. I get requests through social media and email on an hourly basis. If a fiduciary relationship is established, and my advice did not meet the community standard of care in the setting of a bad outcome, I could be sued for malpractice. Why would this not be the case for AI giving out medical guidance».
This is the commentary the American cardiologist Peter McCulloug published on his Substack, *Focal Points*, analyzing a real-life case involving a formal complaint in the US.
The lawsuit is Winters v. OpenAI, Inc., filed July 21–22, 2026, in San Francisco County Superior Court. The complaint is real, the allegations are specific, and the case matters far beyond one pastor’s near-death experience.
Below the detailed report.
OpenAI sued after ChatGPT’s health advice led to medical emergency, lawsuit claims
by Hafsa Naeem Baig – originally published by The International News
A lawsuit has been filed against OpenAI by Scott Winters, a 55-year-old former pastor from Florida, who claims that ChatGPT’s health recommendations led to delayed emergency medical treatment for a life-threatening pulmonary embolism.
He sued OpenAI and its chief executive, Sam Altman, claiming ChatGPT’s inaccurate medical advice kept him from seeking treatment for recurrent dizzy spells, leading him to suffer a pulmonary embolism that nearly killed him.
The lawsuit claims that GPT-4o, an earlier version of the chatbot that OpenAI has since retired, recommended last year that he limit his movement and stay home.
When he asked ChatGPT about a tenderness in his groin, the bot said it was likely not something dangerous. Soon after the day, asking about the tenderness, Winters was hospitalized.
According to the lawsuit, the tenderness was likely a sign of blood clots in his lungs, an ‘embolism’ that doctors said was likely brought on by his lack of movement.
The AI Answer: “ChatGPT is not a doctor and should never be used as a substitute for medical care”
In response, Drew Pusateri, an OpenAI spokesperson, said the company believes AI chat can improve healthcare but that ChatGPT is not a doctor and should never be used as a substitute for medical care.
“Treating chatbots as the whole story behind people’s medical decisions or outcomes oversimplifies a much bigger challenge, and risks getting in the way of people accessing powerful new tools that can aid them in their health journey,” Pusateri said.
Precisely, OpenAI noted that its terms of service clearly state ChatGPT is not a medical device or a substitute for professional healthcare.
The company emphasized that treating AI outputs as the sole factor in complex medical decisions oversimplifies patient care.
by Hafsa Naeem Baig – originally published by The International News
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MAIN SOURCES
OpenAI sued after ChatGPT’s health advice led to medical emergency, lawsuit claims
- gospanews.net (EN)
- “PRIESTS vs GENOCIDE, DOMINANT ZIONISM and ARMED BANKS“. Eroic Homily by Italian Archbishop in the Feast of Saint Pio vs WARLORDS of Death
“PRIESTS vs GENOCIDE, DOMINANT ZIONISM and ARMED BANKS“. Eroic Homily by Italian Archbishop in the Feast of Saint Pio vs WARLORDS of Death
“I am the way, the truth, and the life. No one comes to the Father except through me.”
Jesus Christ – Gospel of Saint John the Apostle (14:6)
“Do not fear them, then, for there is nothing hidden that will not be revealed, and nothing secret that will not be made known.What I tell you in the darkness, speak in the light; and what you hear whispered in your ear, proclaim from the housetops.”
Jesus Christ – Gospel of Saint Matthew the Apostle (Mt 10:26-28)
In the cover image the Arcbishop of Saint Pio, father Franco Moscone, and the Zionist rulers Netanyahu and Trump
The Heroic Homily of the Archbishop of San Pio on Genocide, Rampant Zionism, and Banks Profiting from Arms
by Fabio Giuseppe Carlo Carisio
In an era when Catholic progressivism is obscuring the diamond-bright light of the Word of God with diabolical worldliness, there remain Shepherds who have the courage to challenge wolves in sheep’s clothing to save their flock.
One of them is undoubtedly Monsignor Franco Moscone, Archbishop of Manfredonia, Vieste, and San Giovanni Rotondo—home to the Shrine of Saint Pio of Pietrelcina. Yesterday, during the Solemn Mass marking the liturgical feast of the Franciscan friar, the prelate—originally from the Piedmont region of Saint John Bosco and the Langhe (home of the philanthropist Servant of God Giulia di Barolo)—delivered a homily that was not only moving and courageous but truly heroic.
Just as those authentic Christians of the 19th century had to defy Freemasonry in a Turin inflamed by a sham *Risorgimento* in order to defend Gospel values, Archbishop Moscone did not hesitate to use the whip of rhetoric to proclaim the truth as taught by Jesus. Thundering from the virtual pulpit of the modern, magnificent church dedicated to the Saint of the Stigmata, he railed against the dangerous drift of “a narrative leading us straight toward war.”
Gospa News has dedicated three previous articles to the battle waged by this high-ranking prelate of the Archdiocese of Manfredonia, for—just as Gospa News points an accusing finger at the profiteering of… The Weapons Lobby and death.
Indeed, every one of his statements is borne out in detail by the investigations we have linked to them.
Yesterday, he stood in solidarity with the “Priests against the Gaza genocide”—with whom he had demonstrated in Rome the day before, subsequently having to explain to some of the faithful why his seat was empty at the overnight vigil for the Feast of Saint Pio—but above all, he boldly exposed “dominant Zionism” and the “armed banks” that profit from “ethnic cleansing in Palestine.”
In an era when every public authority is terrified of discussing Jewish extremism for fear of being branded antisemitic, Monsignor Franco displayed a fortitude and intelligence truly bestowed by the Holy Spirit; he used unequivocal words to condemn the Tel Aviv regime, while tempering them by citing the book by Israeli historian Omar Bartov:
“Into the Abyss: From Zionism to Genocide. Israel’s Moral Defeat” (Laterza),
DEVIL NETANYAHU’s HOLOCAUST. Explosive UN findings: “Israel DELIBERATELY TARGETED Gaza CHILDREN”
He did so in a speech challenging—and calling for the “disarming” of—all “theologies of fundamentalism,” such as that of the Boko Haram terrorists: heirs to ISIS and Al-Qaeda, groups created by Anglo-American intelligence to invade the Balkans, Afghanistan, Iraq, and Syria—a connection certainly not made by the priest himself, but one argued in his books by former Interpol official Antonio Evangelista, whom I have interviewed on several occasions.
The prelate cited the theological fundamentalism found among Hindus, as well as among Evangelical Christians and xenophobic Catholics. He concluded with two resounding remarks—delivered before the final blessing of the Mass—regarding the “wars spread by NATO” and the possibility of reviving in Italy the concept of conscientious objection to military spending, as was done during the Cold War.
I have summarized in a few lines a homily lasting about twenty minutes; it must be heard in its entirety to fully grasp the Gospel narrative that began with the blood of Padre Pio’s stigmata and now extends to Gaza—to the 300 children killed during the sham truce—as well as to Lebanon and the 145 others who died during yet another bogus ceasefire.
For this reason, I will limit myself here to transcribing only those sentences containing the aforementioned key points.
The Empty Chair at the Saint Pio Vigil: Standing with “Priests Against Genocide”
«Someone rightly wrote to me this morning saying, ‘Last night there was an empty chair at the vigil for Saint Pio’—and it was mine, the local bishop’s! It was empty here because I sought to embody the spirit of prophecy, solidarity, and peace that Padre Pio always brought through his life and continues to urge upon us: a most urgent cry in this historic moment to which we are all witnesses».
St. Pio’ Prophecy on Christians’ homelands, NWO Rockefeller’s Abortion law and Masons war
Thus begins Father Franco’s homily, which seems to encapsulate two years of impassioned denunciations against the holocaust of children in Palestine and Lebanon.
«Yesterday, I attended a demonstration called ‘Priests Against Genocide’; it is an international network of priests that emerged just over a year ago in response to a cry for help from an African nun—a plea heard and taken up by a dedicated priest from Sicily. The network currently brings together over 2,600 priests from 57 nations, as well as 27 bishops and three cardinals. Yesterday, we walked a route through Rome, starting at the Jesuit Curia, passing the embassies to the Holy See for Palestine and Lebanon, and arriving at Piazza Mazzini, where Leonardo’s administrative headquarters is located» the priest continued (hereafter, we will not specify that the italicized text comes from his homily).
«We arrived at this point through prayer, by listening to the Gospel, and by reflecting on the words of Pope Leo’s *Magnifica Humanitas* and those of the Israeli historian Omar Bartov, who published a book titled *Into the Abyss: From Zionism to Genocide—Israel’s Moral Defeat*».
The Stigmata of the Holy Land: 445 Children Killed During False Truces, Christians Driven Out
«I look at the wounds of Padre Pio—at the signs of his identification with Christ Crucified and the blood he shed alongside Jesus’s for fifty years—and I ask myself: where is the blood of the Lord’s stigmata and Padre Pio’s stigmata today? Where is it being shed?»
«It is certainly found in the stigmata borne by the population of Gaza, 97% of whom are left without homes or means of subsistence—a place where a truce is said to exist, yet a genocide quietly continues. Yesterday, we recited the names of 300 children killed in Gaza since the truce began.Padre Pio’s wounds are also found in the ethnic cleansing taking place in the West Bank and southern Lebanon; there, too, we counted 145 children killed since a peace plan was supposedly in place».
«In those lands, our Christian brothers—representing the oldest churches in history—are particularly being driven away; only one Christian village remains under the administration of the Palestinian Authority. All the others have been wiped out.»
The Archbishop of San Giovanni Rotondo went on to mention the “stigmata” visible in Africa: the wars in the Sahel and Sudan, the massacres committed by Boko Haram terrorists in Nigeria and the abduction of girls, and the repression in Myanmar and across the Middle East.
He added: «And here in our own Europe, too, Ukraine and Russia continue to send their finest youth to the front lines to be sacrificed. These open, bleeding wounds—akin to the stigmata of Christ—persist in the humiliation of the Venezuelan people and the starving of the Cuban people.»
«I urge everyone to make praying for peace our primary commitment; it was a central focus of Padre Pio’s thoughts and heart throughout his life.»
Monsignor Moscone noted that, in the past, prayer groups did not succeed in halting wars as the “greatest Saint of the last century” had hoped: «It was not effective then, yet we must believe it can be effective today, preventing these scattered conflicts from escalating into a world war.»
Father Franco Moscone: “Disarming Fundamentalist Theologies: From Dominant Zionism to Catholic Xenophobia”
«From Padre Pio, we also learn how to properly interpret Sacred Scripture—the words of the entire Bible, and the Gospel in particular. Let us, therefore, call for the disarming of the theologies that fuel fundamentalism of every kind. Jewish theologies that fuel the dominant Zionism; Islamic theologies that foment terrorism and fundamentalist groups; Hindu theologies—but also Christian theologies, particularly of an evangelical bent as well as within our own Catholic Church—that spread division and violence and stoke xenophobia and racism».
“Arms multinationals and ‘armed banks’ that invest in death.”
«Let us, therefore, pray and read the Word of the Lord and the values of our religion—and all religions—with authenticity and integrity. And let us not be afraid to speak out against what is wrong in this regard. Prayer must translate into action—action that speaks truth and denounces injustice. We cannot settle for a narrative that aims for and leads directly to war—serving solely to boost the interests of major arms multinationals, ‘armed banks,’ and anonymous investment funds that invest only in death—thereby denouncing a form of capitalism and power that makes the rich ever richer and the poor ever poorer, while also—even in our developed West—wiping out the middle class and social mobility, driven by a mindset that leads only to death and injustice».
At the conclusion of Holy Mass—following the reading of the prayer for Civil Protection, of which Saint Pio is the patron—the Archbishop of Manfredonia added a pointed remark that struck like a dart aimed at European armament plans, which he had already severely condemned in previous public statements…
“Wars Spread by NATO and Tax Objection to Arms Spending”
«This is the security we need and desire: the security of Civil Protection, of environmental stewardship… This is true deterrence—not that of armaments and NATO, an alliance that, since its inception, has only brought and spread war across four continents»—a fact confirmed by the recent geopolitical “Mediterranean Sea: Same Blood, Same Mud”) by Interpol official Antonio Evangelista.
“NATO’s LIES ON MEDITERRANEAN WARS FOR GAS”. Exclusive Interview to Former Interpol EU Officer
«A form of deterrence that is essentially cost-free, requiring no massive financial outlay. It makes me wonder if the time has come to revisit a concept discussed during the Cold War—in the 1970s and 80s—namely, not merely conscientious objection to military service, but objection to military spending itself: a tax objection regarding that 5% of funds they want us to divert to entirely different purposes. I take personal responsibility for what I have said; let us now receive the Lord’s blessing—a blessing that is surely one of Peace, and nothing else».
Invoking Saint John Paul II, a heroic fighter against war
In a gesture reminiscent of the greatest, most heroic crusader against conflict and weaponry—Pope Saint John Paul II—the Mass concluded with the moving hymn “Jesus Christ, You Are My Life,” composed by Monsignor Marco Frisina for the World Youth Day held at Tor Vergata, Rome, during the Jubilee of 2000.
Every Christian must give praise to God, Jesus Christ, and Saint Pio for sending us another courageous prelate—a bishop—like Karol Wojtyła: the Bishop of Kraków during the Soviet communist regime’s political occupation who later became the Bishop of Rome and succeeded in bringing down the USSR dictatorship through the consecration of Russia to the Immaculate Heart of Mary, in obedience to the secret messages received at Fatima by the visionary Lucia.
Suffice it to recall that it was not the assassination attempt against him on May 13, 1981, nor the military regime imposed by General Wojciech Jaruzelski, but rather the Solidarity trade union—fueled by the Christian spirit instilled by John Paul II himself—that managed to triumph, much like David against Goliath.
That is why, in these recent times that carry an apocalyptic air—as foretold by the secrets of Medjugorje—the prayers of devout Christians and the messages of Our Holy Lady are not enough; heroic bishops are also needed who know how to translate the Gospel and prophecies into action.
A heartfelt thank you, Father Franco!!!
Fabio Giuseppe Carlo Carisio – Founder and Director of Gospa News
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La memoria tradita di Padre Pio e la massonificazione di San Giovanni Rotondo
di Cesare Sacchetti Un piccolo borgo fino ai primi del’900, e un centro della cristianità mondiale per tutto il resto del secolo scorso. Padre Pio da Pietrelcina ha trasformato così San Giovanni Rotondo, il piccolo Paese del Gargano, nel quale giunse nel 1916 per cercare un po’ di sollievo per i suoi problemi di salute. […]
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Il suicidio energetico della UE
L’Europa è un’area di trasformazione industriale con scarse risorse energetiche e minerarie proprie. Senza un approvvigionamento esterno è condannata a diventare terzo mondo.
Ma questa strada suicida è esattamente quella presa. Perché?
Due interpretazioni possibili.
La prima è l’integrale asservimento agli USA. Una compagine di venduti ai vertici UE+UK avrebbe accondisceso alle provocazioni sul fronte russo sfociate nella guerra, all’incendio americano del Medio Oriente, all’appropriazione brigantesca delle risorse petrolifere del Venezuela, sacrificando il vecchio continente.
I media a gettone avrebbero indorato la pillola canticchiando il solito tormentone sulla “difesa dei diritti umani” per giustificare qualunque barbarie.
La seconda è che la guerra sul fronte russo sia stata non tollerata, ma proprio pianificata, con la prospettiva di dare una spallata alla Russia, destabilizzarne il regime, ricondurla al periodo Eltsin, a stazione di rifornimento e terra di conquista per imprenditori senza scrupoli. Un rapido collasso economico, via sanzioni, avrebbe trasformato i ricchi giacimenti russi in disponibilità perenni e incondizionate.
Ma quale che sia l’interpretazione giusta, entrambi gli scenari portano allo stesso esito. Quanto più grave la situazione, quanto più pesante l’indebitamento, quanto più stretto il vicolo cieco in cui ci si è cacciati, tanto più ai dirigenti europei un ritorno sui propri passi appare impossibile. Come il giocatore d’azzardo che oramai si è giocato la macchina, la casa e un rene, uscire dal gioco sancirebbe semplicemente la rovina e dunque non gli resta che giocarsi anche l’altro rene e con ciò la vita in un’ultima scommessa del tutto per tutto. E la scommessa è la guerra, e il suo azzardo è che essa resti guerra di logoramento, un po’ ibrida, un po’ per procura, comunque convenzionale. In una guerra convenzionale a basso voltaggio e lunga durata l’UE+UK sperano di contare su maggiori risorse di uomini e denari.
Così, quel quadro che sembra folle, controintuitivo e perciò ancora implausibile a molti, il quadro di una guerra diretta con la Russia, sembra essere oramai l’unica direzione cui le oligarchie UE possono condurci.
Andrea Zhok
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- Blondet & Friends
- Rischio sistemico La bolla dell’intelligenza artificiale ormai coincide con l’economia americana Linkiesta
Rischio sistemico La bolla dell’intelligenza artificiale ormai coincide con l’economia americana Linkiesta
Le Big Tech finanziano startup che acquistano servizi dalle stesse Big Tech, alimentando un circuito che sostiene investimenti, infrastrutture e Pil. È un equilibrio potente, ma anche sempre più fragile
C’è un vecchio adagio di Wall Street che recita così: the stock market is not the economy, la Borsa non è l’economia. Le ultime evoluzioni potrebbero ribaltare questa massima. Perché da qualche anno la crescita americana si è appoggiata sempre di più sull’intelligenza artificiale, al punto che distinguere tra la corsa dei mercati e quella dell’economia reale sta diventando sempre più difficile.
Negli ultimi dieci anni il valore complessivo della Borsa statunitense è più che raddoppiato, superando i settantacinquemila miliardi di dollari, circa due volte e mezzo il Pil americano. Una parte enorme di questa ricchezza esiste soltanto sulla carta: sono aspettative di profitti futuri. Ma quelle aspettative stanno già producendo effetti molto concreti. Alimentano investimenti in fabbriche di semiconduttori, data center, centrali elettriche e reti di trasmissione. E a cascata sostengono i consumi, seguendo un fenomeno chiamato wealth effect: quando i patrimoni finanziari crescono, i loro proprietari si sentono più ricchi e spendono di più per vacanze, beni di lusso, ristoranti, elettronica. Quindi se il valore delle azioni sale, anche l’economia reale accelera.
È per questo che la possibile bolla dell’intelligenza artificiale preoccupa sempre più economisti. Perché potrebbe colpire Wall Street, ma soprattutto perché rischia di rallentare la principale forza che oggi sostiene la crescita americana. «La storia dell’IA è quella che sta tenendo in piedi tutto il resto», ha detto Torsten Slok, capo economista di Apollo Global Management, parlando al New York Times.
Perfino Sam Altman ha riconosciuto che l’intelligenza artificiale potrebbe trovarsi dentro una bolla, mentre il Fondo monetario internazionale ha iniziato a indicarla come uno dei principali rischi per la stabilità finanziaria globale. Non significa che il crollo sia imminente. Piuttosto, ormai la domanda non è più se le valutazioni siano elevate, ma quanto a lungo possano continuare a crescere ai ritmi attuali.
Sull’Atlantic, Annie Lowrey sostiene che quella dell’intelligenza artificiale «non è una bolla come le altre». Non assomiglia alla febbre delle dot com né alla corsa immobiliare degli anni Duemila, quando milioni di famiglie e piccoli investitori alimentavano l’euforia. «Lo zio Ted» che comprava azioni internet alla fine degli anni Novanta e «zia Linda» che acquistava una seconda casa nel pieno della bolla immobiliare oggi non esistono più. Questa volta i protagonisti sono poche imprese gigantesche. Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta spenderanno quest’anno oltre settecento miliardi di dollari nella costruzione dell’infrastruttura necessaria all’intelligenza artificiale: server, chip, data center, energia. «Gli investimenti nell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale sono responsabili praticamente di tutta la crescita del Pil americano. Senza di essi, in altre parole, potremmo già essere in recessione», scrive Lowrey.
Perfino Goldman Sachs invita alla prudenza: in una nota ai clienti scrive che le valutazioni attuali possono essere giustificate soltanto assumendo quello che definisce un «ottimismo panglossiano», un riferimento al filosofo del “Candido” di Voltaire convinto che tutto, inevitabilmente, finisca sempre per il meglio.
Da molto tempo ormai l’intelligenza artificiale non è più un settore tecnologico. O almeno non solo. È diventata una delle industrie più grandi, ricche e importanti del mondo. È quella che sostiene il settore delle costruzioni e spinge la domanda di elettricità e acqua, e crea lavoro lungo tutta la filiera dell’infrastruttura digitale. Soprattutto negli Stati Uniti, la crescita, almeno in questa fase, passa sempre di più da lì.
Ma è proprio questa forza, paradossalmente a rendere il sistema vulnerabile. Lowrey descrive l’economia dell’intelligenza artificiale come «un uroboro da mille miliardi di dollari», il serpente che si morde la coda: le Big Tech finanziano le startup dell’intelligenza artificiale, che spendono quei capitali per acquistare servizi cloud dalle stesse Big Tech, che a loro volta reinvestono quei ricavi nella costruzione di modelli sempre più potenti. Nvidia vende chip a Microsoft, Microsoft finanzia OpenAI, OpenAI compra capacità di calcolo da Microsoft e Amazon. Tutti comprano da tutti, tutti alimentano la crescita degli altri.
È una dinamica di cui abbiamo parlato, da altre angolazioni, anche nell’ultimo numero di Linkiesta Magazine. Nell’articolo firmato da Andrea Fioravanti si parla di come il vero collo di bottiglia dell’intelligenza artificiale non sia più l’algoritmo, ma la capacità di finanziare infrastrutture sempre più costose e assetate di energia.
Naturalmente nessuno sa se e quando questa bolla si sgonfierà o esploderà. Ma in realtà forse il rischio più concreto non è nemmeno quello di un crollo improvviso. Potrebbe bastare qualcosa di molto meno spettacolare, come una trimestrale sotto le attese o ricavi che crescono più lentamente del previsto, o anche un ritorno sugli investimenti rinviato di qualche anno. Se gli investitori iniziassero a dubitare che i profitti promessi arriveranno davvero, potrebbero rallentare i finanziamenti. E così rallenterebbero anche i data center, le centrali elettriche, i cantieri e una parte dei consumi che oggi tengono in movimento l’economia americana.
Sarebbe il vero paradosso della nuova economia dell’intelligenza artificiale. La corsa è alimentata da un numero ristretto di aziende e investitori, ma gli effetti di un eventuale rallentamento ricadrebbero su tutti. I fondi pensione sono esposti alle Big Tech, le piccole imprese dipendono dal credito, intere filiere industriali vivono della costruzione dell’infrastruttura digitale. Come scrive Lowrey sull’Atlantic, gli americani comuni potrebbero non aver mai investito un dollaro in OpenAI o Anthropic, ma questo non impedirà loro di pagare il conto se l’entusiasmo dovesse raffreddarsi.
La bolla dell’intelligenza artificiale, insomma, non preoccupa soltanto perché potrebbe scoppiare. Preoccupa perché, per la prima volta, la bolla e l’economia sembrano coincidere.
Ci mancava solo questa L’intelligenza artificiale ha progettato nuovi virus
Un modello ha progettato nuovi genomi virali mai apparsi in natura. La scoperta potrebbe accelerare la ricerca medica, ma solleva interrogativi sul rischio di future applicazioni malevole
https://www.linkiesta.it/2026/08/ia-nuovi-virus-science/
Per la prima volta, un gruppo di scienziati ha utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare nuovi virus. Lo ha rivelato il New York Times citando un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, secondo cui ricercatori della Stanford University e dell’Arc Institute di Palo Alto hanno addestrato un modello di AI a riconoscere i modelli presenti nelle sequenze genetiche naturali e a utilizzarli per progettare virus mai osservati in natura. La scoperta alimenta le speranze di importanti progressi medici, ma anche i timori che la stessa tecnologia possa un giorno essere usata per creare agenti patogeni pericolosi.
Creare virus sintetici non è una novità: gli scienziati sono da tempo in grado di ricostruire genomi virali in laboratorio per studiare i virus o sviluppare farmaci e vaccini. La novità è che questa volta a progettare le sequenze genetiche è stata l’intelligenza artificiale, che non si è limitata a replicare o modificare un virus esistente.
I ricercatori hanno utilizzato un modello chiamato Evo, simile per alcuni aspetti a ChatGPT, ma addestrato sulle sequenze genetiche anziché sul linguaggio. Come una lingua, anche il Dna ha una sorta di grammatica: le quattro lettere che lo compongono, A, C, G e T, devono seguire determinate regole perché una sequenza possa produrre molecole biologicamente funzionanti.
Evo è stato addestrato su sequenze provenienti da milioni di animali, piante, microbi e virus, analizzando complessivamente circa nove mila miliardi di nucleotidi. Il modello ha così imparato a riconoscere schemi comuni nell’intero albero della vita e a generare nuove sequenze genetiche.
Poiché inizialmente poteva gestire solo genomi di piccole dimensioni, i ricercatori hanno deciso di concentrarsi sui virus. Hanno addestrato nuovamente Evo sugli 11 geni del batteriofago Phi X-174 e su circa 15.000 virus a esso strettamente correlati. La scelta era legata anche alla sicurezza: Phi X-174 infetta esclusivamente l’Escherichia coli ed è studiato da quasi un secolo.
Evo ha generato 700.000 possibili versioni del virus. I ricercatori ne hanno selezionate 285, sintetizzando le relative sequenze di Dna e inserendole nei batteri. Nella maggior parte dei casi non è successo nulla. Ma 16 sequenze hanno prodotto virus capaci di replicarsi e infettare altri batteri. Alcuni si sono moltiplicati persino più velocemente del virus naturale.
I nuovi virus non rappresentano una minaccia per gli esseri umani. I ricercatori hanno infatti escluso dall’addestramento i virus che infettano l’uomo e quelli simili capaci di infettare animali, piante e funghi. Ma proprio il successo dell’esperimento alimenta le preoccupazioni sulla possibilità che modelli futuri possano essere utilizzati per progettare agenti patogeni.
Il problema è anche regolatorio. Negli Stati Uniti è stata recentemente introdotta una nuova politica per limitare la ricerca biologica ad alto rischio, ma le attività puramente computazionali, come la generazione di sequenze virali attraverso l’AI, non sono automaticamente vietate. E mentre è relativamente semplice riconoscere il rischio di un virus naturale già noto, è molto più difficile stabilire quanto possa essere pericoloso qualcosa che non è mai esistito.
«Qual è il rischio di qualcosa che non ho mai visto prima?», si è chiesto Moritz Hanke, del Johns Hopkins Center for Health Security. È probabilmente questa la domanda che l’esperimento di Evo lascia aperta.
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Trump ci fa mancare il Diesel. La Cina punta sul…. carbone
Le onde d’urto della proiezione di potenza iraniana nello Stretto di Hormuz stanno ora diventando visibili negli Stati Uniti. Si dice che l’amministrazione Trump stia considerando un piano per imporre un divieto di 90 giorni sulle esportazioni di gasolio dagli Stati Uniti, nel tentativo di abbassare i prezzi interni del carburante, che sono schizzati a livelli record in mezzo al conflitto con l’Iran e alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali. La notizia, riportata per la prima volta da Politico, cita cinque persone informate delle discussioni e indica che la Casa Bianca intende finalizzare il divieto entro la fine della settimana, sebbene il meccanismo legale per la sua attuazione rimanga poco chiaro.
Nel frattempo, l’industria petrolifera americana ha avvertito che il divieto potrebbe avere conseguenze gravi per le catene di approvvigionamento internazionali, l’agricoltura e i trasporti, rimuovendo il più grande esportatore mondiale di gasolio dal mercato globale. L’inarrestabile aumento dei prezzi del gasolio negli Stati Uniti è direttamente legato al conflitto con l’Iran e alle conseguenti interruzioni, inclusi il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e ora Bab el-Mandeb. Da quando il conflitto è iniziato alla fine di febbraio, i prezzi al dettaglio del gasolio negli Stati Uniti hanno superato per la prima volta la soglia dei 6 dollari al gallone, raggiungendo una media di 6,52 dollari al gallone il 23 settembre, rispetto ai 3,69 dollari di un anno prima – un aumento del 76%.
La guerra ha ridotto drasticamente le esportazioni di gasolio dal Golfo Persico, in particolare dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, mentre le esportazioni russe sono anch’esse limitate dagli attacchi ucraini sulle raffinerie. Nonostante le raffinerie statunitensi operino vicino alla capacità massima, le scorte domestiche di gasolio rimangono circa il 15% al di sotto della media quinquennale, e gli analisti prevedono che le carenze di approvvigionamento persisteranno ben nel 2027.
La Cina progetta nuove e ingenti riserve di carbone, mentre le nazioni occidentali abbandonano gradualmente i combustibili fossili.
Il 15° Piano quinquennale cinese prevede una riserva annuale di carbone di 100 milioni di tonnellate entro il 2030, ma le riserve attuali sono già sei volte superiori.
Nonostante la crescita delle energie rinnovabili, il carbone fornisce ancora il 54% dell’elettricità e il 57% dell’energia primaria della Cina.
Nel 2024 la Cina ha avviato la costruzione di nuove centrali a carbone per una potenza complessiva di 94,5 gigawatt, pari al 93% della nuova costruzione di centrali a carbone a livello globale.
Gli analisti sostengono che le politiche occidentali di emissioni nette zero hanno spostato la capacità industriale e le emissioni verso la Cina anziché ridurle a livello globale.
Le emissioni della Cina sono aumentate di oltre 3 miliardi di tonnellate all’anno, mentre Stati Uniti, UE e Regno Unito hanno ridotto le proprie.
https://sadefenza.substack.com/p/la-cina-progetta-nuove-e-ingenti
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