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Vergiate, uccide la fidanzata a coltellate e poi si costituisce in Abruzzo

23 October 2026 at 14:07

Una donna di 36 anni è stata uccisa a coltellate a Vergiate, in provincia di Varese. Per il delitto è stato fermato il compagno, Marco Panichi, 53 anni, originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila. L’omicidio sarebbe avvenuto nella mattinata di giovedì 22 ottobre, all’interno di un’abitazione presa in affitto dalla coppia nella frazione di Cuirone. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe colpito la fidanzata con un coltello durante una lite. La vittima, Grey Noralba Sanmartin Villalba, era originaria della Colombia. Dopo quanto accaduto, Panichi avrebbe lasciato il Varesotto per raggiungere l’Abruzzo. Una volta arrivato ad Avezzano, si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di via Genserico Fontana, dove avrebbe riferito di essere responsabile dell’omicidio.

La confessione e il fermo

L’uomo avrebbe parlato dell’accaduto davanti al procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato. Al termine degli accertamenti, nei suoi confronti è scattato il fermo e il 53enne si trova ora nel carcere di Avezzano. La vicenda giudiziaria è ancora alle prime battute e gli investigatori stanno ricostruendo con precisione quanto avvenuto nell’abitazione di Vergiate, compresi dinamica, orari e movente. Nel frattempo, l’Autorità giudiziaria di Avezzano procede in raccordo con la Procura di Busto Arsizio. È previsto anche il passaggio davanti al gip per la convalida del provvedimento.

Il corpo trovato nella camera da letto

Dopo la segnalazione arrivata dall’Abruzzo, i carabinieri della zona sono intervenuti nell’abitazione di Vergiate insieme ai militari del Nucleo investigativo e ai magistrati della Procura di Busto Arsizio. Per entrare nell’immobile è stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco. All’interno, il corpo della 36enne è stato trovato sul pavimento della camera da letto. La donna presentava numerose ferite provocate da un’arma da taglio, anche nella zona del collo. Nell’appartamento è stato rinvenuto un coltello da cucina, ritenuto l’arma utilizzata per il delitto. L’abitazione è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Busto Arsizio per consentire agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari.

La versione della difesa

Sul caso resta da chiarire anche la dinamica della lite. Il difensore di Panichi, l’avvocato Leonardo Casciere, ha riferito la versione fornita dal proprio assistito: secondo questa ricostruzione, l’aggressione sarebbe partita dalla donna, che avrebbe avuto un coltello in mano. Il legale sostiene inoltre che il 53enne avrebbe riportato diverse lesioni mentre cercava di difendersi, comprese ferite a un braccio e a una mano. Si tratta, però, di una ricostruzione della difesa che dovrà essere verificata dagli investigatori attraverso gli elementi raccolti nell’indagine.

L’autopsia e le indagini

La salma della vittima è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Pavia, dove sarà effettuato l’esame autoptico disposto dalla Procura di Busto Arsizio. Gli accertamenti dovranno contribuire a stabilire con maggiore precisione la sequenza dei fatti e a verificare le diverse ricostruzioni. Gli investigatori stanno inoltre ricostruendo il percorso compiuto dal 53enne da Vergiate fino ad Avezzano dopo l’omicidio. Restano dunque diversi aspetti da chiarire mentre l’indagine prosegue sotto il coordinamento delle Procure di Busto Arsizio e Avezzano.

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Wayve, Stellantis e NVIDIA: accordo per la guida autonoma in Francia

23 October 2026 at 13:46

Wayve, Stellantis e NVIDIA collaborano con il Governo francese per sviluppare veicoli autonomi di livello 4 e un ecosistema industriale europeo.

La Francia punta a diventare un polo europeo della guida autonoma. Alle Assises du Véhicule Autonome di Parigi, Wayve ha annunciato il 23 ottobre 2026 una collaborazione con Stellantis, NVIDIA e il Governo francese per favorire lo sviluppo e la futura diffusione di veicoli senza conducente. L’iniziativa unisce intelligenza artificiale, piattaforme automotive e capacità di calcolo, coinvolgendo le autorità nella transizione dalle sperimentazioni a servizi di mobilità su strada.

Un’alleanza per la mobilità autonoma in Europa

Il progetto non annuncia il lancio immediato di robotaxi: mancano una data di debutto, il numero dei mezzi e l’elenco delle città interessate. L’obiettivo è costruire in Francia un ecosistema industriale e normativo per la mobilità di livello 4, rafforzando le competenze europee lungo l’intera filiera, dalla produzione di chip all’integrazione nei veicoli.

Per Wayve, società londinese specializzata nell’embodied AI, è un passo nell’espansione europea. Stellantis mette a disposizione competenze di ingegneria e produzione, mentre NVIDIA contribuisce con le tecnologie di calcolo e sicurezza. Le istituzioni francesi sono chiamate a favorire un contesto normativo adatto a sperimentare e, in prospettiva, utilizzare tali sistemi nel rispetto dei requisiti di sicurezza.

Wayve AI Driver, NVIDIA Hyperion e Halos OS

Il cuore tecnologico è Wayve AI Driver, il software progettato per interpretare la strada e prendere decisioni di guida. Secondo il piano, integrerà NVIDIA Halos OS sull’architettura NVIDIA Hyperion, che combina calcolo e sensoristica per i veicoli autonomi. La soluzione punta a gestire scenari complessi e a sostenere attività di verifica e sicurezza, ma dovrà dimostrare le proprie capacità nelle condizioni operative previste.

L’embodied AI è un’intelligenza artificiale che interagisce con il mondo fisico attraverso sensori e azioni del veicolo. Rispetto all’assistenza tradizionale, deve leggere l’ambiente stradale e adattarsi ai cambiamenti. Le capacità previste non vanno però confuse con l’autorizzazione a circolare senza conducente, che richiede verifiche e regole specifiche.

Stellantis e le piattaforme L4-Ready

Stellantis contribuisce con le piattaforme L4-Ready, predisposte per integrare le tecnologie destinate ai servizi automatizzati di livello 4. Questa categoria consente la guida senza intervento umano entro condizioni operative definite. La dicitura L4-Ready non significa tuttavia che i veicoli siano già omologati per effettuare corse commerciali senza conducente.

Il gruppo aveva già avviato progetti con Wayve: ora la sfida è rendere ripetibile l’integrazione su architetture e modelli differenti, rispettando requisiti di ridondanza, manutenzione e gestione delle flotte. Per l’Europa non basta un software avanzato: occorre un sistema affidabile, producibile su scala e compatibile con le norme dei mercati nei quali sarà impiegato.

Perché la Francia è al centro del progetto

Parigi offre un grande mercato del trasporto a chiamata, centri di ricerca e attenzione politica all’AI. Nel 2025, all’AI Action Summit, sono stati annunciati in Francia investimenti nell’intelligenza artificiale per 109 miliardi di euro. La cifra si riferisce al settore nel suo complesso e non a risorse stanziate per questa collaborazione.

Il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha ribadito la volontà di aggiornare le regole sui veicoli autonomi senza allentare i requisiti di sicurezza e sovranità dei dati. Sarà cruciale il confronto con le amministrazioni: gestione delle emergenze, tutela degli utenti e condizioni d’esercizio influenzeranno i tempi di un’eventuale messa in servizio.

Sicurezza stradale, lavoro e mobilità urbana

Il progetto coinvolgerà partner francesi incaricati del trasporto, che dialogheranno con sindacati, amministrazioni locali e operatori della mobilità. Le questioni non sono soltanto tecniche: riguardano occupazione, accessibilità, gestione delle flotte e fiducia dei cittadini. Il comunicato delinea un percorso di consultazione, non accordi già conclusi con città o organizzazioni dei lavoratori.

Anne Laliron, responsabile della ricerca tecnologica di Stellantis, lega l’iniziativa a una mobilità più sicura e semplice. Kaity Fischer, vicepresidente di Wayve per la mobilità autonoma, richiama il lavoro con le istituzioni. Sono obiettivi industriali da verificare nei fatti: le dichiarazioni non sostituiscono test, certificazioni e risultati misurabili.

Dalle sperimentazioni ai servizi: che cosa manca

La competizione europea sulla guida autonoma dipenderà dalla capacità di unire innovazione e fiducia. Occorreranno test reali, procedure di sicurezza, responsabilità definite e permessi. Il progetto di Wayve, NVIDIA e Stellantis indica la volontà di costruire in Francia una filiera completa. Prima di vedere robotaxi in servizio sulle strade, però, questa collaborazione dovrà tradursi in programmi, verifiche e applicazioni concrete.

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Paderno Dugnano, il 26 Ottobre al via i lavori del Seveso River Park: investimento da oltre 11,2 milioni di euro

23 October 2026 at 13:43

Da lunedì 26 ottobre partiranno i lavori per la realizzazione del progetto Parco dell’acqua di Calderara – Seveso River Park, promosso da Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, insieme al Comune di Paderno Dugnano, per trasformare un’area di circa 10 ettari in un parco che integra la gestione delle acque meteoriche, la riqualificazione paesaggistica e nuovi spazi pubblici. In prossimità del quartiere Calderara e della Tangenziale Nord, il progetto prevede un investimento complessivo superiore a 11,2 milioni di euro. L’investimento è finanziato per oltre 7,5 milioni di euro attraverso la tariffa del Servizio Idrico Integrato e per 3,7 milioni con un contributo di Regione Lombardia.

La durata prevista dei lavori è di circa 22 mesi, articolati in nove fasi operative che accompagneranno la realizzazione delle opere idrauliche e paesaggistiche fino al completamento degli allestimenti, ai collaudi e all’apertura al pubblico. Le prime attività riguardano l’impegno a preservare le alberature più importanti, la predisposizione del cantiere, la pulizia dell’area e gli scavi archeologici; successivamente al termine di questa fase prenderanno avvio le lavorazioni previste dal progetto.

«L’avvio dei lavori rappresenta un passo importante per la riqualificazione di quest’area del nostro territorio, che diventerà un nuovo spazio pubblico a disposizione dei cittadini. Il progetto integra la gestione delle acque meteoriche con la valorizzazione del verde e la realizzazione di percorsi e spazi di incontro, con l’obiettivo di migliorare anche la qualità paesaggistica. Il Parco dell’acqua sarà una risorsa per tutta la città e, in particolare, per il quartiere di Calderara, che potrà contare su un nuovo spazio verde da vivere e condividere», dichiara Anna Varisco, sindaca di Paderno Dugnano.

Un parco che integra natura e gestione dell’acqua

Il progetto integra le opere idrauliche nel disegno del parco, superando la concezione delle infrastrutture per la gestione dell’acqua come opere esclusivamente tecniche. Il principio è quello del paesaggio spugna: uno spazio in cui aree verdi, bacini di ritenzione e sistemi di infiltrazione contribuiscono alla gestione delle precipitazioni. Il sistema è dimensionato per gestire volumi d’acqua fino a circa 12.200 metri cubi, corrispondenti al volume stimato per l’evento di pioggia più gravoso registrato nel 2019. Le acque di sfioro provenienti dal bacino urbano del quartiere Calderara saranno intercettate e gestite attraverso un insieme coordinato di opere di raccolta, trattamento, laminazione e infiltrazione, con l’obiettivo di ridurre il carico sulla rete fognaria e sul sistema depurativo e contribuire a migliorare la sicurezza idraulica del territorio. Tra le opere previste figurano sistemi di trattamento delle acque di prima pioggia e vasche di fitodepurazione, che sfruttano i processi naturali per contribuire al trattamento dell’acqua. Il progetto comprende inoltre un bacino di ritenzione e due bacini di infiltrazione, che consentiranno di accumulare temporaneamente le acque e favorirne la dispersione nel suolo.

“Con il Parco dell’acqua portiamo avanti un modello di gestione del territorio in cui le infrastrutture del servizio idrico diventano parte integrante della progettazione urbana e ambientale. L’intervento mette a sistema raccolta, trattamento e infiltrazione delle acque, utilizzando soluzioni basate sulla natura per contribuire alla resilienza del territorio. È un investimento che unisce le competenze industriali di Gruppo CAP alla possibilità di generare valore ambientale e paesaggistico per la comunità”, dichiara Yuri Santagostino, Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo CAP.

Un nuovo spazio pubblico per il quartiere Calderara

La trasformazione dell’area non riguarda soltanto la componente idraulica, ma prevede percorsi ciclopedonali, aree di sosta, spazi polifunzionali, nuove piantumazioni, zone umide, specchi d’acqua e un laghetto permanente. Le opere di rinaturalizzazione contribuiranno alla creazione di nuovi habitat, mentre il disegno del verde e i percorsi consentiranno di integrare le funzioni ambientali con quelle ricreative e didattiche. Il Seveso River Park si inserisce nel sistema ambientale della valle del Seveso e punta a rafforzare le connessioni ecologiche e fruitive con le aree verdi circostanti, tra cui il Parco Lago Nord e il Parco Grugnotorto-Villoresi (GruBria). L’obiettivo è recuperare un’area oggi marginale e delimitata da importanti infrastrutture viarie, migliorandone l’accessibilità e il rapporto con il quartiere Calderara.

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Pil all’1%, inflazione al 4,2% e salari reali in calo: l’allarme dell’Upb

23 October 2026 at 13:41

L’economia italiana continua a crescere, ma il caro energia mette a rischio la ripresa e riduce il potere d’acquisto dei lavoratori. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, il Pil aumenterà di circa l’1% nel 2026, mentre l’inflazione ha raggiunto il 4,2% a settembre. Nonostante la tenuta dell’occupazione, le retribuzioni reali restano oltre nove punti percentuali inferiori ai livelli del 2020.

Servizi in crescita, industria debole: nel terzo trimestre il Pil avanza di uno o due decimi

L’Italia continua a crescere a “ritmi moderati”, ma i rincari energetici e l’aumento dei prezzi rischiano di frenare ulteriormente l’economia. La Nota sulla congiuntura di ottobre 2026 dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) conferma una previsione di crescita del Pil intorno all’1% per quest’anno, sostanzialmente in linea con quella del governo. A preoccupare sono soprattutto l’inflazione al 4,2% e la nuova riduzione dei salari reali, che continuano a perdere potere d’acquisto.

Nei primi sei mesi dell’anno il Pil italiano è cresciuto dello 0,3% nel primo trimestre e dello 0,2% nel secondo, mostrando un andamento simile a quello dell’Area Euro. Per il terzo trimestre, i modelli dell’Upb indicano un ulteriore aumento compreso tra uno e due decimi di punto percentuale. A sostenere l’attività economica è soprattutto il settore dei servizi, mentre l’industria continua a mostrare segnali di debolezza. La fiducia delle imprese è migliorata in primavera, ma l’incertezza economica rimane elevata.

La previsione di crescita per il 2026 è “coerente con la previsione formulata per la validazione del quadro macroeconomico del Dpfp 2026 (1,1%)”, osserva l’Upb, che sottolinea come “il quadro resta provvisorio in attesa dei dati Istat di fine ottobre, mentre i rischi sono prevalentemente al ribasso a causa di tensioni geopolitiche, prezzi e condizioni di finanziamento”.

Le maggiori difficoltà riguardano il potere d’acquisto delle famiglie. Il mercato del lavoro continua a mostrare una buona tenuta, con un aumento dell’occupazione e della partecipazione, ma la crescita dei prezzi sta erodendo nuovamente il valore delle retribuzioni.

“Prosegue la fase espansiva del mercato del lavoro, aumenta l’occupazione e la partecipazione, ma le retribuzioni in termini reali hanno ripreso a ridursi e sono inferiori a quelle del 2020 per oltre nove punti percentuali”, rileva l’Ufficio parlamentare di bilancio.

L’inflazione, arrivata al 4,2% a settembre, è stata alimentata soprattutto dai rincari dell’energia, risultati più marcati in Italia rispetto alla media dell’Area Euro. L’aumento dei costi si è concentrato principalmente sulle componenti direttamente esposte, come abitazione, acqua, elettricità, gas, combustibili e trasporti.

Rispetto alla crisi energetica del 2021-2022, quando gli aumenti si erano rapidamente estesi ai prezzi alimentari e ai servizi, la trasmissione dei rincari alle altre componenti dell’inflazione è stata finora più contenuta. A limitare gli effetti hanno contribuito minori problemi nelle catene di approvvigionamento, aumenti meno pronunciati delle materie prime agricole e una risposta più tempestiva della politica monetaria.

Da settembre, tuttavia, l’Upb rileva i primi segnali di diffusione degli aumenti anche ai prezzi dei trasporti, degli ortaggi e dei legumi. Contemporaneamente crescono le aspettative di inflazione di famiglie e imprese, mentre si intensificano le pressioni sui prezzi nelle prime fasi della produzione.

L’economia italiana rimane quindi esposta agli effetti dello shock energetico, alle tensioni geopolitiche internazionali e al peggioramento delle condizioni di finanziamento. Secondo l’Upb, questi fattori potrebbero compromettere le prospettive di crescita nei prossimi mesi, nonostante la tenuta dei servizi e dell’occupazione.

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Meloni: A San Patrignano le persone vengono per riprendersi la propria vita e la propria dignità

23 October 2026 at 12:08

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“A chi arriva su queste colline nessuno chiede di cancellare il proprio passato, nessuno chiede, diciamo così, di aggiustare qualcosa che si è rotto”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni ai ragazzi di San Patrignano: Siete un esempio, la vostra sofferenza ha qualcosa da insegnare

23 October 2026 at 12:07

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Ministri, funzionari, esperti vengono qui da tutta Europa a imparare qualcosa da voi, perché voi avete qualcosa da insegnare, perché la vostra sofferenza, la vostra determinazione, il vostro amore hanno qualcosa da insegnare a queste persone”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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David Rossi, bufera sulla Commissione d’inchiesta: i penalisti chiamano in causa i presidenti delle Camere

23 October 2026 at 12:07

L’Unione delle Camere penali italiane contesta duramente l’operato della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. Al centro delle critiche la diffusione dei nomi di due cittadini indicati come presunti coinvolti nella vicenda, la divulgazione di informazioni riservate e il rispetto delle garanzie costituzionali. I penalisti chiedono ora l’intervento dei presidenti delle Camere.

L’Unione delle Camere penali contesta la divulgazione dei nomi nella seduta del 19 ottobre

L’Unione delle Camere penali italiane (UCPI) chiede ai presidenti delle Camere di intervenire sui lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi. La giunta dell’associazione denuncia uno “straripamento dei poteri di inchiesta” dopo quanto accaduto nella seduta del 19 ottobre, quando sono stati resi pubblici i nomi di due cittadini indicati dalla Commissione come presunti coinvolti nella vicenda.

“Il 19 ottobre, il Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha letto pochi secondi di comunicato, prima che la Commissione si ritirasse in seduta segreta. Sono bastati quei pochi secondi per consegnare all’opinione pubblica i nomi e i cognomi di due cittadini che la Costituzione impone di considerare innocenti”, afferma la giunta dell’UCPI.

Le contestazioni riguardano anche la diffusione dei verbali alla stampa e le anticipazioni televisive della sera precedente, che secondo i penalisti avrebbero riguardato informazioni riservate. L’associazione chiede di chiarire come quelle notizie siano diventate pubbliche e se siano stati rispettati gli obblighi di segreto. Nel mirino dell’UCPI finisce anche la successiva partecipazione del presidente della Commissione, Gianluca Vinci, alla trasmissione televisiva che aveva anticipato le informazioni. Secondo i penalisti, il presidente avrebbe continuato a parlare pubblicamente di “accertamenti” e “certezze”, attribuendo alle conclusioni dell’inchiesta parlamentare un valore che, a loro giudizio, non può equivalere a un accertamento di responsabilità penale.

Caso David Rossi, i penalisti richiamano la presunzione d’innocenza

L’Unione delle Camere penali contesta soprattutto le modalità con cui sono state chiamate in causa le due persone. Secondo quanto sostenuto dalla giunta, nessuna Procura le avrebbe iscritte nel registro degli indagati, né sarebbero state ascoltate prima delle comunicazioni pubbliche della Commissione.

“Nessuna Procura della Repubblica ha mai iscritto quei due cittadini nel registro degli indagati. Non risulta che siano stati ascoltati né che sia stata loro formalmente contestata alcuna accusa. Il contraddittorio è stato prospettato soltanto in un momento successivo, quasi fosse una concessione, quando la condanna mediatica era già stata pronunciata”, sostengono i penalisti.

L’UCPI richiama quindi l’articolo 82 della Costituzione, che consente alle Camere di istituire commissioni d’inchiesta su materie di pubblico interesse, attribuendo loro gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. Per l’associazione, tali poteri devono essere esercitati nel rispetto delle garanzie delle persone coinvolte e degli obblighi di riservatezza. Le commissioni parlamentari, ricordano i penalisti, hanno il compito di acquisire informazioni utili all’attività del Parlamento, ma non possono accertare responsabilità penali né emettere sentenze. Gli eventuali elementi rilevanti per la giustizia devono essere rimessi all’autorità giudiziaria competente.

L’appello ai presidenti delle Camere: chiarire la fuga di notizie

Nella nota la giunta dell’UCPI chiede che la Commissione torni a operare entro i limiti previsti dalla Costituzione e che venga fatta luce sulla circolazione delle informazioni riservate. L’Unione delle Camere penali “chiede ai presidenti delle Camere di intervenire affinché la Commissione” parlamentare di inchiesta su David Rossi “riconduca la propria attività entro i limiti dei poteri che la Costituzione le attribuisce. Chiede che sia fatta piena luce sulla fuga di notizie, sulla diffusione di atti in possibile violazione degli obblighi di segreto e sulle modalità di conduzione dei lavori. Chiede, infine, che il Parlamento avvii una seria riflessione sulle garanzie dovute a chiunque venga chiamato in causa nell’ambito di un’inchiesta parlamentare”.

La richiesta riguarda dunque tre aspetti specifici: il rispetto dei limiti costituzionali, gli accertamenti sulla diffusione delle informazioni e la tutela dei cittadini coinvolti nelle inchieste parlamentari. Le eventuali violazioni denunciate dall’UCPI non risultano accertate sulla base delle informazioni contenute nella nota.

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Meloni: Combattere ogni droga e stroncare i traffici per dovere verso chi soffre

23 October 2026 at 12:07

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“Poi sei mesi fa ci siamo rivisti a Yerevan, in Armenia, e in quell’occasione abbiamo definito insieme le tre direttrici di intervento sulle quali avremmo concentrato i nostri sforzi”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Falcone e Borsellino ci hanno insegnato il ‘follow the money’ contro i criminali

23 October 2026 at 12:07

(Agenzia Vista) San Patrignano, 23 ottobre 2026
“La seconda direttrice è l’aggressione ai patrimoni dei trafficanti, seguendo la geniale intuizione di due straordinari magistrati italiani antimafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’Incontro internazionale di alto livello sulla prevenzione e il recupero dalle dipendenze – Coalizione Europea contro le Droghe (ECAD).
Courtesy: Palazzo Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Expo Detergo International 2026, a Milano il futuro del textile care: 245 espositori da 26 Paesi

23 October 2026 at 10:04

Si apre oggi, 23 ottobre, a Fiera Milano EXPODETERGO INTERNATIONAL 2026, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie, ai servizi e alle soluzioni per la lavanderia professionale e industriale e il textile care. Un appuntamento che torna ogni quattro anni e che rappresenta uno dei principali momenti di incontro per l’intera filiera a livello internazionale.

Per quattro giorni l’Italia diventa il punto di riferimento di un settore strategico per comparti come sanità, ospitalità, industria, moda e servizi, accogliendo 245 aziende espositrici, di cui 155 italiane e 90 estere, provenienti da 26 Paesi. Dall’Europa all’Asia, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, i principali player internazionali portano in fiera soluzioni e tecnologie che stanno trasformando il comparto, con processi sempre più sostenibili, digitalizzati e orientati all’efficienza.

In esposizione è rappresentata l’intera filiera produttiva e tecnologica: dagli impianti e macchinari per lavanderie industriali e commerciali alle tecnologie per il lavasecco, passando per sistemi di stiratura e finissaggio, detergenti e prodotti chimici professionali, software gestionali, automazione e robotica. Spazio anche ai sistemi di tracciabilità, ai tessili tecnici, agli accessori e ai servizi specialistici.

Un settore da 11 miliardi di euro in Europa

L’industria europea dei servizi tessili rappresenta un comparto in continua evoluzione, sostenuto dalla crescita della domanda proveniente da sanità, ospitalità, industria e servizi. Secondo i dati dell’European Textile Services Association (ETSA), il settore genera in Europa un fatturato stimato di circa 11 miliardi di euro e occupa oltre 135mila addetti, confermandosi un anello importante per l’economia circolare e per la diffusione di modelli produttivi più sostenibili.

Proprio la sostenibilità costituisce uno dei filoni principali di EXPODETERGO INTERNATIONAL. Le moderne lavanderie industriali sono protagoniste di investimenti nelle tecnologie per il recupero dell’acqua, l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni e l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti tessili. Un modello che si inserisce nelle strategie europee per l’economia circolare e per un utilizzo più responsabile delle risorse.

Sostenibilità e innovazione cambiano la cura del tessile

L’edizione 2026 arriva in una fase di profonda trasformazione per il mondo della cura professionale del tessile, chiamato a rispondere contemporaneamente alle sfide della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della crescita dei costi energetici.

Le tecnologie presentate a Fiera Milano puntano a ridurre i consumi di acqua ed energia e ottimizzare i processi produttivi, favorendo allo stesso tempo modelli di economia circolare nei quali il ciclo di vita dei prodotti tessili viene esteso attraverso processi di manutenzione sempre più efficienti e avanzati. Un’evoluzione che interessa tanto le grandi lavanderie industriali quanto le realtà artigianali, protagoniste di un percorso di innovazione che coinvolge l’intera filiera.

Dall’intelligenza artificiale alle competenze: le sfide del settore

Accanto all’area espositiva, EXPODETERGO INTERNATIONAL propone un programma di incontri e conferenze dedicato ai temi che stanno ridisegnando il comparto. Tra gli appuntamenti in calendario figurano approfondimenti sulla trasformazione digitale e sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, sull’evoluzione della manutenzione tessile, sulle nuove strategie di sviluppo dei materiali e sulle sfide legate all’attrazione e alla formazione dei talenti.

Particolare attenzione sarà riservata al tema delle competenze, oggi cruciale per molte imprese europee. Il confronto promosso da Elena Lai per ETSA metterà al centro le esperienze e le migliori pratiche sviluppate a livello internazionale per attrarre nuove professionalità nel settore della cura del tessile. Tra i temi affrontati ci saranno anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, protagoniste del convegno dedicato all’evoluzione della lavanderia professionale e industriale, e le nuove frontiere della progettazione tessile e delle performance dei materiali, con esempi applicativi che arrivano fino al mondo della Formula 1.

Da Assosistema a Confartigianato, la rete della filiera

A sostenere e animare l’evento sono le principali organizzazioni rappresentative della filiera: AFL – Associazione italiana fornitori di lavanderia, Assosistema, Assosecco, CNA e Confartigianato, insieme a ETSA – European Textile Services Association. Una rete che contribuisce a fare della manifestazione un punto di incontro tra industria, artigianato, servizi e istituzioni.

La vocazione internazionale dell’evento è ulteriormente rafforzata dalla presenza di delegazioni e associazioni estere provenienti, tra gli altri Paesi, da Germania, Stati Uniti, Svezia, Polonia, Svizzera e Ungheria. A questo si aggiunge lo sviluppo di accordi e collaborazioni europee finalizzati allo scambio di competenze e best practice, come l’iniziativa avviata con l’associazione svedese del settore.

Milano per quattro giorni capitale mondiale del textile care

In un contesto nel quale sostenibilità, innovazione tecnologica e qualità del servizio sono sempre più interconnesse, EXPODETERGO INTERNATIONAL conferma il proprio ruolo di osservatorio sui cambiamenti che stanno interessando l’industria della cura professionale del tessile.

Per quattro giorni, a Milano, aziende, operatori, associazioni e professionisti provenienti da tutto il mondo si confronteranno sulle soluzioni destinate a guidare l’evoluzione del settore nei prossimi anni, confermando la centralità di una filiera sempre più innovativa, internazionale e strategica per l’economia contemporanea.

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ANBI, sicurezza idraulica: procedure più semplici per prevenire alluvioni e allagamenti

23 October 2026 at 10:04

ANBI, prevenzione del rischio idrogeologico: semplificare la gestione dei sedimenti per migliorare la manutenzione dei corsi d’acqua e prevenire le alluvioni

Semplificare le procedure burocratiche per la gestione dei sedimenti non pericolosi e migliorare la manutenzione delle infrastrutture idrauliche, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione del rischio idrogeologico e garantire maggiore sicurezza ai territori. Sono queste le principali richieste avanzate dall’ANBI, durante un’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei deputati.

L’associazione ha espresso una valutazione complessivamente positiva del decreto sulle disposizioni urgenti in materia ambientale, presentando alcune proposte di modifica per rendere più efficienti gli interventi di manutenzione della rete idraulica. Secondo ANBI, la priorità è migliorare le infrastrutture esistenti, riducendo gli ostacoli amministrativi che spesso rallentano le operazioni necessarie a garantire il corretto deflusso delle acque.

In particolare, l’associazione chiede di modificare alcune disposizioni del Testo Unico Ambientale per consentire ai Consorzi di bonifica di spostare o estrarre sedimenti non pericolosi attraverso procedure semplificate, anche utilizzando terreni agricoli vicini agli alvei senza comprometterne le attività. ANBI propone inoltre che tali materiali, quando movimentati all’interno delle acque superficiali o nelle vicine pertinenze idrauliche, non siano considerati rifiuti, evitando così ulteriori adempimenti burocratici.

“Vogliamo così porre fine alle incertezze operative che, complici le lungaggini burocratiche, accentuano le criticità idrauliche e sono state anche concause di alcuni eventi dalle disastrose conseguenze per i territori e le loro comunità“, ha dichiarato Francesco Vincenzi, presidente di ANBI.

Un altro punto riguarda la gestione degli eventi imprevedibili legati alla crisi climatica, come la proliferazione di specie aliene invasive negli ecosistemi acquatici. Su questo fronte, ANBI propone di consentire ai Comuni di avvalersi, attraverso apposite convenzioni, delle competenze dei Consorzi di bonifica, favorendo interventi più tempestivi e un migliore coordinamento tra amministrazioni, soprattutto quando le criticità interessano più territori. L’obiettivo è rafforzare la prevenzione attraverso una manutenzione programmata e una maggiore collaborazione tra enti locali e Consorzi di bonifica, valorizzando le competenze già presenti sul territorio.

“Il nostro obiettivo è creare connessioni sempre più agili con la riconosciuta competenza operativa e la profonda conoscenza dei territori, presente nei Consorzi di bonifica“, ha sottolineato Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, ribadendo che “una programmazione stabile della manutenzione del territorio è un’esigenza ineludibile“.

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Caro gasolio, chi riceverà i nuovi aiuti da 105 milioni stanziati dal governo

23 October 2026 at 10:01

Il governo ha stanziato 105,2 milioni di euro aggiuntivi per gli autotrasportatori colpiti dal caro gasolio. Il decreto approvato il 22 ottobre interviene sul credito d’imposta già attivato nei mesi scorsi e aggiunge una nuova copertura per le spese sostenute tra settembre e i primi giorni di ottobre. Non si tratta quindi di un bonus uguale per tutti i camionisti. L’aiuto è collegato alla maggiore spesa per il carburante sostenuta dalle imprese che rispettano i requisiti previsti dalla normativa sull’autotrasporto.

Caro gasolio: come sono divisi i 105 milioni

Dei 105,2 milioni approvati dal Consiglio dei ministri, 45,2 milioni vengono aggiunti alla dotazione già prevista per il periodo marzo-agosto 2026. Le risorse complessive per questa fase arrivano così a circa 480 milioni. Altri 60 milioni di euro finanziano invece il credito d’imposta sulle spese per il gasolio sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre.

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La distinzione è importante perché per il primo periodo la procedura era già stata aperta dal MIT. Le domande per il ristoro marzo-agosto potevano essere presentate attraverso la piattaforma dedicata e il termine è scaduto il 20 settembre. Le imprese che hanno già presentato istanza possono visualizzare l’importo riconosciuto dopo le verifiche.

Caro gasolio: chi può ricevere il credito d’imposta

La misura già disciplinata dal Ministero riguarda le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di autotrasporto merci, trasporto di persone o noleggio autobus con conducente, nel rispetto delle categorie indicate dalla normativa. Per la precedente tranche il credito era riservato ai consumi di gasolio utilizzato su veicoli Euro V ed Euro VI.

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Il ristoro poteva arrivare fino al 70% della maggiore spesa mensile sostenuta rispetto al prezzo del gasolio registrato nel febbraio 2026, nei limiti delle risorse disponibili. Per i 45,2 milioni aggiuntivi relativi a marzo-agosto, quindi, i beneficiari saranno le imprese già entrate nella procedura. Per i nuovi 60 milioni relativi alle spese dal 1° settembre al 5 ottobre bisognerà invece fare riferimento alle modalità operative che accompagneranno l’attuazione definitiva del decreto.

Caro gasolio: quante imprese aspettano i pagamenti

Secondo quanto riferito dal ministro Matteo Salvini dopo il Consiglio dei ministri, le domande presentate sono oltre 32mila, a fronte di circa 99mila imprese attive nel settore dell’autotrasporto. Il governo ha annunciato l’avvio dei primi pagamenti nei prossimi giorni. Il decreto contiene anche altre misure richieste dalle associazioni.

I canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027 potranno essere sospesi fino al 31 marzo 2027. È previsto inoltre un meccanismo per adeguare alcuni contratti di trasporto all’aumento del costo del carburante. Restano invece fuori dal provvedimento i circa 590 milioni annunciati per il rinnovo del parco camion, che dovrebbero essere finanziati con un intervento successivo.

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Ascolti tv, ennesimo ribaltone nel scontro tra La Ruota della Fortuna e Affari Tuoi: chi vince? I dati Auditel

23 October 2026 at 10:01

Ascolti tv ieri 22 ottobre 2026: i dati Auditel dell’access prime time

Affari Tuoi su Rai1 con 4.673.000 spettatori (22.4%). Il mercoledì Stefano De Martino aveva intrattenuto 4.110.000 spettatori (20.8%). Sulla stessa rete Cinque Minuti con 3.832.000 spettatori (19.6%). Nella puntata precedente Bruno Vespa aveva interessato 3.868.000 spettatori (19.6%).

La Ruota della Fortuna su Canale 5 con 4.326.000 spettatori (20.8%). Nella puntata precedente Gerry Scotti aveva ottenuto 4.089.000 spettatori (20.9%).

Ascolti tv, Otto e Mezzo scende poco sotto il 9% di share

Otto e Mezzo su La7 con 1.821.000 spettatori (8.9%). Il mercoledì Lilli Gruber aveva conquistato1.857.000 spettatori (9.3%).

4 di Sera su Rete 4 con 1.052.000 spettatori (5.3%) nella prima parte e 886.000 spettatori (4.2%) nella seconda parte. Nella puntata precedente Paolo Del Debbio aveva raggiunto 1.122.000 spettatori (5.7%) nella prima parte e 931.000 spettatori (4.7%) nella seconda parte.

TG2 Post con Monica Giandotti con 542.000 spettatori (2.6%).

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Per quanto riguarda gli ascolti tv ieri 22 ottobre 2026 per l’access prime time delle altre reti:

N.C.I.S. – Unità Anticrimine su Italia 1 con 945.000 spettatori (4.7%), Il Cavallo e la Torre su Rai3 con 1.149.000 spettatori (5.8%) e Un Posto al Sole con 1.520.000 spettatori (7.4%), TV8 Football Night con 328.000 spettatori (1.7%), Cash or Trash – Chi Offre di Più? con Paolo Conticini sul Nove con 667.000 spettatori (3.2%).

Ascolti tv, L’Eredità batte Caduta Libera

Nel preserale L’Eredità su Rai1 con 4.007.000 spettatori (24%). Nella puntata precedente Marco Liorni aveva intrattenuto 4.213.000 spettatori (25.3%). Caduta Libera su Canale 5 con 2.320.000 spettatori (15.4%). Il mercoledì Max Giusti aveva raggiunto 2.220.000 spettatori (14.7%).

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Ascolti tv, Doc domina e Le Iene sul podio: come sono andati la sfida Del Debbio-Formigli e il ritorno di Cucciari

23 October 2026 at 10:00

Ascolti tv ieri 22 ottobre 2026: i dati Auditel della prima serata

Doc – Nelle tue mani 4 su Rai1 con 3.989.000 spettatori (23.5%). Nella puntata precedente aveva incollato al video 4.002.000 spettatori (25.1%).

Tutto per la mia famiglia su Canale 5 con 1.716.000 spettatori (11.1%). Nella puntata precedente aveva appassionato 1.618.000 spettatori (11%).

Le Iene su Italia 1 con 1.036.000 spettatori (7.8%). La scorsa settimana Veronica Gentili aveva interessato 893.000 spettatori (7.3%).

Ascolti tv, Ore 14 Sera rallenta e pareggia con Splendida cornice

Dritto e Rovescio su Rete 4 con 877.000 spettatori (6.6%). Nella puntata precedente Paolo Del Debbio aveva ottenuto 676.000 spettatori (5.6%).

Piazzapulita su La7 con 805.000 spettatori (5.8%). La scorsa settimana Corrado Formigli aveva chiuso con 770.000 spettatori (5.7%).

Ore 14 Sera su Rai2 con 755.000 spettatori (5%). Nella puntata precedente Salvo Sottile aveva raggiunto 928.000 spettatori (6.6%).

Splendida cornice con Geppi Cucciari torna su Rai3 con 828.000 spettatori (5%).

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Per quanto riguarda gli ascolti tv ieri 22 ottobre 2026 per le altre reti:

La partita Juventus – Rennes di Europa League in differita su TV8 con 736.000 spettatori (3.7%), Comedy Match con Katia Follesa sul Nove con 445.000 spettatori (2.5%).

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Tale e Quale Show, Carlo Conti cala il bis: ecco chi arriva in giuria. Anteprima

23 October 2026 at 09:05

Andrea Delogu e Sergio Friscia saliranno sul banco dei giurati nel prossimo appuntamento del varietà di Rai 1, affiancando lo storico trio composto da Malgioglio, Siani e Lamborghini.

Andrea Delogu ritrova Carlo Conti dopo i Summer Hits, Friscia reduce da LOL e protagonista su RDS

ROMA – I motori di Tale e Quale Show sono più caldi che mai e la macchina dell’intrattenimento di Carlo Conti non accenna a fermarsi. Archiviati i successi degli ultimi appuntamenti, siamo in grado di svelarvi in anteprima assoluta i nomi dei giudici speciali che arricchiranno la sesta puntata del programma.

Per il prossimo turno di imitazioni, il tavolo della giuria raddoppia il carico di ironia e fascino: a valutare le performance e i complessi carichi di trucco delle celebrità in gara ci saranno la conduttrice Andrea Delogu e l’attore e showman Sergio Friscia.

Un colpaccio tra comicità e carisma

I due volti amatissimi del piccolo schermo e della radiofonia italiana siederanno accanto al trio fisso composto da Cristiano Malgioglio, Alessandro Siani ed Elettra Lamborghini. La scelta di Conti punta chiaramente su un mix esplosivo: da un lato la freschezza, la competenza musicale e la verve di Andrea Delogu; dall’altro la travolgente comicità siciliana e la forte empatia di Sergio Friscia, un fuoriclasse quando si parla di tempi comici, imitazioni e improvvisazione.

Con la competizione che entra nel vivo e i concorrenti pronti a sfidarsi a colpi di trasformazioni sbalorditive, la presenza di Delogu e Friscia promette di regalare dinamiche imprevedibili, commenti pungenti e gag esilaranti che terranno incollati i telespettatori.

Due giudici sulla cresta dell’onda: tra radio, grande comicità e il pomeriggio di Rai 2

I due quarti giurati d’eccezione stanno attraversando un momento d’oro nelle rispettive carriere. Sergio Friscia si conferma una colonna portante dello spettacolo italiano: oltre a proseguire quotidianamente il suo fortissimo cammino nella radiofonia nazionale su RDS, lo showman si sta godendo il grande riscontro per la sua partecipazione al cult comedy show LOL: Chi ride è fuori ed è attualmente impegnato a teatro con il suo spettacolo comico Oggi è di nuovo oggi.

Per Andrea Delogu si tratta invece di un attesissimo ritorno nei panni di giurata d’eccezione su Rai 1. La conduttrice e scrittrice, reduce dal successo estivo dei TIM Summer Hits al fianco proprio di Carlo Conti, si prepara infatti a riprendere saldamente le redini del pomeriggio di Rai 2: per lei è in arrivo la conduzione della nuova stagione de La Porta Magica, il fortunato factual show quotidiano che racconta i percorsi di cambiamento e di rinascita di persone comuni.

L’appuntamento con la sesta puntata è fissato in prima serata su Rai 1 mercoledì 28 ottobre.

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“Squadretta” della Polizia locale, era il pusher a decidere chi arrestare: “Questo mandalo subito in carcere”

23 October 2026 at 09:04

Un’intera squadra della Polizia locale di Milano sarebbe stata di fatto manovrata da uno spacciatore, che utilizzava gli agenti per colpire i propri rivali e liberarsi dei concorrenti nel mercato della droga. È il quadro che emerge dalle oltre 200 pagine del provvedimento di fermo a carico di Ayoub Makkaoui, 31enne di origine marocchina, ritenuto dagli inquirenti il regista occulto del sistema di arresti illegali che ha coinvolto sei vigili milanesi, tutti finiti agli arresti domiciliari.

Secondo i pubblici ministeri Giovanni Tarzia e Francesca Celle, l’inchiesta avrebbe accertato che “un’intera squadra della Polizia locale di Milano” era stata “sostanzialmente infiltrata da un soggetto criminale che, facendo leva sull’ambizione professionale della sua responsabile, la utilizzava per ‘friggere i suoi nemici’ e ‘tenere lontano tutti quelli che vengono nel suo orto'”.

Al centro del sistema ci sarebbe stato il rapporto tra Makkaoui, informatore della squadra ma al tempo stesso attivo nello spaccio, e l’ormai ex commissaria Ilenja Sabato, che avrebbe seguito le sue indicazioni trasformando le operazioni di polizia in uno strumento al servizio degli interessi del 31enne.

Il patto tra l’informatore-pusher e la commissaria: arresti per fare carriera

Un rapporto di reciproca convenienza, secondo la ricostruzione della Procura. Da una parte Makkaoui avrebbe potuto sfruttare l’attività degli agenti per allontanare dal territorio gli spacciatori concorrenti. Dall’altra, Sabato e i suoi uomini avrebbero accumulato risultati operativi superiori alla media, soprattutto in termini di arresti, nella prospettiva di ottenere avanzamenti di carriera.

I magistrati parlano di una vera e propria condizione di dipendenza dell’ex commissaria nei confronti dell’informatore, al punto che sarebbe stato quest’ultimo a decidere quando e contro chi intervenire. Makkaoui non si sarebbe limitato a fornire informazioni. Secondo gli investigatori, pianificava direttamente le operazioni, effettuava appostamenti e pedinamenti, individuava i bersagli e metteva a disposizione degli agenti anche attrezzature tecnologiche, tra cui localizzatori Gps, telecamere e dispositivi elettronici per le attività di controllo.

Come riferisce il Corriere della Sera, il gip Elio Sparacino, nell’ordinanza cautelare nei confronti dei sei vigili, sottolinea che gli indagati erano “pienamente coscienti del fatto che stavano aiutando” un informatore e spacciatore “a liberarsi dei concorrenti”.

Le chat tra Makkaoui e Sabato: “Questo mandalo subito in carcere”

A documentare il rapporto tra l’informatore e l’ex commissaria sarebbero soprattutto le numerose conversazioni WhatsApp acquisite dagli investigatori, alcune delle quali intrattenute durante le stesse operazioni di polizia. In uno scambio dell’8 maggio, riportato dal Corriere della Sera, è Sabato a confrontarsi con Makkaoui sul momento più opportuno per procedere con un arresto: “Vogliamo provare a farlo domani che è sabato e magari ha più roba?”. In un’altra conversazione, risalente all’11 luglio, è invece il 31enne a dare indicazioni precise: “Questo mandalo subito in carcere, eh, mi raccomando… prenderemo un numero di un marocchino che lavora forte col fumo”. La risposta dell’allora commissaria è un sintetico “Top”.

Ancora più significativo un successivo scambio, avvenuto dopo un arresto. Sabato invia all’informatore la fotografia della persona fermata, segnalando però che non sarebbe stata trovata droga: “Non ha niente però”. Makkaoui replica con un ordine: “Spoglialo“. E la commissaria risponde: “Sì, sì, mo lo spoglio, adesso”.

L’informatore chiedeva anche di intervenire per gli amici fermati

Dalle conversazioni emergerebbe anche la capacità di Makkaoui di intervenire nelle vicende giudiziarie e nei controlli che riguardavano persone a lui vicine. Alla fine di maggio, dopo aver saputo che un suo conoscente era stato fermato dai vigili nella zona di Bande Nere, il 31enne contatta Sabato: “Hanno fermato un amico a Bande Nere i vigili, pensavo che eri te… Fai il possibile per favore“. L’ex commissaria gli risponde che l’intervento non è stato effettuato dalla sua squadra, ma prova a rassicurarlo: “Tempo di fare due atti e lo rilasciano”.

Il conoscente, tuttavia, avrebbe sospettato che dietro il fermo ci fosse lo stesso Makkaoui, accusandolo di aver utilizzato un altro gruppo di agenti. Una circostanza che l’informatore riferisce alla commissaria: “Mi sta dando la colpa a me. Mi fa, sì, l’hai fatto apposta, hai usato un’altra squadra”.

Sei vigili ai domiciliari, almeno otto arresti illegali contestati

L’inchiesta, condotta dagli stessi colleghi della Polizia locale e coordinata dalla Procura di Milano, ha portato all’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di sei agenti, tra cui l’ex commissaria Sabato. Almeno otto gli arresti ritenuti illegali dagli inquirenti. A Makkaoui vengono contestati il concorso nella realizzazione di falsi verbali finalizzati agli arresti illegali e reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il quadro delineato dai magistrati descrive dunque un presunto ribaltamento dei ruoli: non più un informatore al servizio degli investigatori, ma una squadra di polizia che avrebbe finito per operare al servizio di un informatore criminale, utilizzando i propri poteri per perseguire interessi estranei alle finalità istituzionali.

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Sofia Goggia, velocità e coraggio: una nuova sfida con Prima Assicurazioni

23 October 2026 at 09:04

Velocità, istinto e capacità di spingersi oltre i propri limiti. Sofia Goggia ha costruito la propria identità sportiva attorno a queste caratteristiche, diventando negli anni uno dei volti più riconoscibili dello sci alpino internazionale. Una carriera fatta di vittorie e traguardi importanti, ma anche di cadute, infortuni e ritorni che ne hanno messo alla prova la determinazione.

È in questo percorso che si inserisce la nuova collaborazione con Prima Assicurazioni, che ha scelto la campionessa bergamasca come brand ambassador per le prossime due stagioni, fino a maggio 2028. Il logo dell’azienda comparirà sulla giacca termica dell’atleta durante le gare di Coppa del Mondo e dei Mondiali, mentre l’accordo prevede anche iniziative di comunicazione e contenuti dedicati.

Nata a Bergamo nel 1992, Goggia è stata la prima italiana a conquistare l’oro olimpico nella discesa libera, ai Giochi di Pyeongchang del 2018. Quattro anni più tardi, a Pechino, ha conquistato l’argento nella stessa disciplina a soli 23 giorni da un grave infortunio. Ai Giochi di Milano Cortina 2026 è arrivato poi il bronzo, risultato che le ha permesso di diventare la prima atleta a salire sul podio olimpico della discesa libera in tre edizioni consecutive. Il suo palmarès comprende quattro Coppe del Mondo di discesa libera, una di supergigante, 29 vittorie e 69 podi nel circuito mondiale. Numeri che raccontano solo una parte del suo percorso: a caratterizzare Goggia è anche uno stile di gara aggressivo e audace, nel quale il margine tra rischio e prestazione si misura spesso in frazioni di secondo.

È una dimensione in cui la preparazione tecnica deve convivere con la capacità di gestire la pressione e affrontare ogni volta nuove sfide. Aspetti che contribuiscono a rendere la sciatrice un riferimento non soltanto per i risultati ottenuti, ma anche per il modo in cui ha saputo costruire la propria carriera. La collaborazione con Prima Assicurazioni nasce proprio dalla vicinanza dichiarata tra l’approccio della campionessa e quello dell’azienda, che ha fatto dell’innovazione e della volontà di mettere in discussione i modelli tradizionali alcuni dei tratti distintivi del proprio percorso.

«Nella velocità, ogni dettaglio conta: per dare il massimo serve fiducia totale nei propri mezzi e in chi ti supporta», ha commentato Goggia, che vede nel nuovo accordo uno stimolo per affrontare le prossime sfide. «In Prima ho trovato la mia stessa determinazione ad alzare l’asticella, la voglia di innovare e una forte dose di coraggio».

Per l’azienda, come ha spiegato il CEO George Ottathycal, la scelta è legata alla capacità dell’atleta di coniugare talento, preparazione e volontà di migliorarsi continuamente. La partnership si inserisce inoltre nella strategia di rafforzamento della presenza del brand nello sport di alto livello, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico più ampio attraverso figure capaci di parlare a generazioni e interessi diversi. Il nuovo sodalizio accompagnerà Goggia nelle competizioni internazionali delle prossime due stagioni, trasformando la presenza del marchio sulla sua giacca in un elemento visibile di una collaborazione più ampia. Per la campionessa, intanto, il centro resta la neve: le curve da affrontare, i centesimi da guadagnare e quella ricerca continua del limite che, negli anni, è diventata la sua cifra distintiva.

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Caro carburante, anche i tassisti si accodano alle proteste: lunedì in piazza, senza aiuti si rischia il blocco

23 October 2026 at 09:00

I tassisti tornano a protestare contro il caro carburante e lanciano un ultimatum al governo. Lunedì 26 ottobre è previsto un presidio a Roma, mentre il presidente di itTaxi Loreno Bittarelli avverte che, senza interventi urgenti, i lavoratori potrebbero non riuscire più a sostenere i costi del servizio.

Tariffe fissate dai Comuni e rincari alla pompa: le tre richieste dei tassisti al governo

Il caro carburante mette in difficoltà anche i tassisti, pronti a scendere in piazza lunedì 26 ottobre a Roma per chiedere interventi al governo. A denunciare la situazione è Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, che in un editoriale pubblicato sull’Economista mette in guardia dal rischio di un blocco del servizio qualora non arrivassero risposte concrete.

“Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile”. A rendere particolarmente difficile la situazione, secondo Bittarelli, è il sistema delle tariffe amministrate dai Comuni, che impedisce agli operatori di adeguare autonomamente il costo delle corse all’aumento dei prezzi di benzina e gasolio. “Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati. Saremo in piazza a piedi, fuori turno e senza vetture, per far sentire la nostra voce senza creare disagi ai cittadini”.

La mobilitazione sarà dunque organizzata senza le auto bianche e coinvolgerà i conducenti fuori turno, con l’obiettivo di manifestare senza interrompere il normale servizio ai cittadini. Tre le principali richieste rivolte al governo: l’estensione del “Gasolio Professionale” al comparto taxi, l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione per sostenere i maggiori costi del carburante e incentivi concreti per favorire la transizione ecologica delle vetture.

Bittarelli avverte però che la categoria potrebbe arrivare a fermarsi se le istituzioni non adotteranno provvedimenti in tempi rapidi: “Senza risposte urgenti” – conclude Bittarelli – “il rischio concreto è il blocco del servizio per l’impossibilità materiale di coprire i costi di gestione”.

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Carburanti, fare il pieno costa (ancora) caro: il diesel tocca 2,30 euro in autostrada

23 October 2026 at 08:43

Benzina e gasolio restano sopra i due euro al litro nei prezzi medi nazionali del self-service. Secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di venerdì 23 ottobre, il diesel costa mediamente 2,260 euro al litro sulla rete stradale, contro i 2,022 euro della benzina. In autostrada i prezzi sono ancora più alti.

Il divario tra benzina e diesel supera i 23 centesimi al litro e si allarga in autostrada

Fare rifornimento di gasolio costa mediamente quasi 24 centesimi al litro in più rispetto alla benzina. È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, aggiornati a venerdì 23 ottobre 2026. Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self-service si attesta a 2,022 euro al litro per la benzina e a 2,260 euro per il gasolio.

La spesa aumenta per chi si rifornisce in autostrada, dove la benzina raggiunge i 2,045 euro al litro, mentre il diesel arriva a 2,300 euro. Rispetto alla rete stradale ordinaria, la differenza è di 2,3 centesimi al litro per la benzina e di 4 centesimi per il gasolio.

Per un rifornimento ipotetico da 50 litri, ai prezzi medi nazionali il costo è di 101,10 euro per la benzina e di 113 euro per il gasolio. In autostrada, per la stessa quantità, la spesa sale rispettivamente a 102,25 e 115 euro.

I valori diffusi dal Ministero si riferiscono esclusivamente alla modalità self-service e rappresentano medie nazionali, non i prezzi praticati da ogni singolo distributore.

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