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Militari in città, ma che cosa possono fare in concreto? L’operazione Strade sicure e l’insicurezza dei soldati

22 October 2026 at 09:47

Per fronteggiare l’emergenza di Milano, dovuta agli scontri tra manifestanti violenti e polizia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha deciso di inviare i rinforzi, 500 militari. Ma dopo un confronto tra Chigi e il Colle si è deciso di non assegnare a questi soldati gli stessi poteri dei poliziotti. Il rischio ora è che in pericolo siano proprio questi militari e che il loro apporto sia inutile, visto che non potranno disporre di taser, manette e sparay urticanti per difendersi da eventuali attacchi. I 500 militari rientrano quindi nella quota di rinforzi della legge istituita dal quarto governo Berlusconi e denominata appunto “Strade sicure“. Attualmente ci sono 6.800 militari impegnati in questo servizio in tutta Italia, ai quali si aggiungeranno i 500 destinati a Milano.

Cosa possono fare? Sono due – riporta Il Corriere della Sera – le linee di intervento affidate ai militari di Strade sicure: la difesa “statica” di obiettivi sensibili (come le ambasciate) e il monitoraggio dinamico del territorio tramite pattugliamento a piedi, solo in affiancamento degli agenti di pubblica sicurezza (carabinieri, poliziotti, agenti della guardia di finanza). In entrambi i casi i militari sono a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza (prefetto e questore). Come gli altri agenti di pubblica sicurezza, possono identificare e controllare le generalità. Possono perquisire sul posto, ma solo in caso di fondato sospetto che un soggetto sia in possesso di armi, munizioni, esplosivi.

Cosa non possono fare? Non essendo agenti di polizia giudiziaria, i militari non possono ricevere querele e denunce, non possono né svolgere indagini né interrogare, non possono cercare droga o refurtiva o altri corpi di reato in una perquisizione personale. Devono svolgere il proprio ruolo congiuntamente alle forze di polizia.

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“Carovita, università pubblica definanziata e investimenti in armi sono frutto di scelte politiche precise”: a Napoli gli studenti occupano la Federico II

21 October 2026 at 16:08

I focolai della protesta si espandono e si alimentano l’uno con l’altro. Alle mobilitazioni di autotrasportatori e agricoltori, ai presidi degli studenti in decine di scuole in tutta Italia e alle manifestazioni violente nelle piazze milanesi si aggiunge il fronte di Napoli, dove è stata occupata l’università Federico II. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, scrive il Collettivo autorganizzato universitario (Cau), è stata la comunicazione arrivata agli studenti dall’Ateneo, sulla necessità di interrompere la didattica in presenza. “Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi e oggi la Federico II scrive a tutti che da domani riparte la dad, per ‘mitigare i disagi per la comunità universitaria’”. Disagi che però, sottolineano gli studenti, “non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria, ma il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra, con almeno quattro miliardi di euro alle armi nella prossima finanziaria”. Così, proseguono, “il diritto allo studio diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati. In un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane”.

L’occupazione per il momento coinvolge la sede di porta di Massa della Federico II ed è gestita dal Cau e da Ecologia politica Napoli (Ecopol). Tutte le attività sono state interrotte e all’ingresso è stato esposto lo striscione che dice: “Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre”. Gli studenti annunciano per domani una conferenza stampa a porta di Massa. “Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili – proseguono -. Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Mandiamo a casa il governo Meloni: contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti”.

Poche ore prima era arrivata la comunicazione da parte dell’università: dal 22 ottobre, per limitare eventuali disagi e difficoltà per il raggiungimento delle sedi a causa delle agitazioni e per le difficoltà di approvvigionamento di carburante, la didattica sarà a distanza, per tutte le lezioni e le attività formative. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari. Le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Per quanto riguarda gli esami programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti, e per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni. L’Ateneo – in una nota – spiega che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione “con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività universitarie, riducendo al minimo i disagi per studenti e personale”.

Immagine in evidenza d’archivio

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“Devo scegliere se pagare l’affitto o lo psichiatra. Mi hanno chiesto anche 700 euro per una stanza”

20 October 2026 at 11:56

“Il lavoro paga poco e la vita costa troppo” è lo slogan dell’assemblea cittadina convocata a Roma da “Piamo casa”, movimento di mobilitazione e protesta contro il caro affitti e la speculazione immobiliare. Le tende degli studenti, in protesta contro il caro affitti, hanno lasciato Montecitorio per spostarsi in piazza del Popolo e oggi sono tornate davanti all’università Sapienza. Tra le voci dei manifestanti c’è quella di Sara, studentessa di 26 anni della facoltà di Storia dell’arte, che da quando non fa più le supplenze come maestra vive in una situazione economica precaria e ha dovuto comunicare alla proprietaria di casa la disdetta dell’affitto, perché non può più permetterselo. “Questo mese ho dovuto scegliere se pagare l’affitto o la psichiatra”, racconta la studentessa, che da un anno è in cura per depressione e disturbo da deficit di attenzione/iperattività, noto come Adhd.

Secondo lei queste proteste possono davvero fare la differenza o rischiano di rivelarsi inefficaci?
Credo che le proteste siano utili, quantomeno per porre l’attenzione sull’emergenza abitativa che c’è in molte città d’Italia, non solo a Roma. Quando riesco anche io vado in piazza a manifestare, faccio volontariato per “Nonna Roma”, che è un’associazione di mutuo soccorso per contrastare la povertà, l’esclusione sociale e le disuguaglianze, quindi provo a fare la mia parte. Spero che in qualche modo le voci di noi studenti in piazza riescano a fare scalpore.

Vede i presupposti per un dialogo con la politica o teme un ulteriore disinteresse?
Sinceramente, anche guardando alle lotte passate, non credo che il governo potrà darci risposte concrete, al massimo un “contentino”, ma niente di rilevante come sempre. L’esempio più recente che mi viene in mente è Spin Time, il centro sociale che a luglio è stato sgomberato dopo un incendio. In via Santa Croce in Gerusalemme c’è stato un presidio per un mese, con le tende e l’assistenza che arrivava da più parti per le persone sfrattate. Ma alla fine si è risolto in un nulla di fatto e non si sa che fine farà l’edificio.

Quali sono le alternative per continuare a vivere e studiare a Roma?
Sto cercando un’altra stanza, con un affitto più accessibile rispetto a quello attuale, ma i prezzi stanno salendo in maniera imbarazzante. Mi hanno chiesto anche 700 euro per una stanza a piazza Bologna (zona universitaria ndr). Se non dovessi trovare un’alternativa sarò costretta a tornare in Abruzzo dai miei e non frequentare più i corsi della magistrale in Storia dell’Arte. L’alternativa sarebbe appoggiarmi ogni tanto a casa di amici, ma con i miei problemi psichiatrici ho bisogno di un posto stabile, altrimenti non reggerei mentalmente.

Quali sono le sue fonti di reddito per pagare un affitto?
Finora i miei genitori mi hanno aiutata, ma adesso sono entrambi senza lavoro per problemi di salute, quindi a casa non ci sono soldi. Fino all’anno scorso mi chiamavano per fare le supplenze in una scuola elementare e con una settimana di lavoro riuscivo a garantirmi almeno l’affitto. Puntavo sul servizio civile, ma non mi hanno presa. Adesso ho iniziato a fare la babysitter, ho fatto per un po’ di tempo la comparsa nei film a Cinecittà, ma mi davano 130 euro per tre giornate in cui non avevo neanche il tempo per bere dell’acqua, infatti ho preso i farmaci a orari sfalsati.

Quali sono le alternative abitative che sta prendendo in considerazione in questo momento?
Ho visto un paio di case, ma quelle che posso permettermi hanno più di quattro persone nell’appartamento – con un solo bagno – oppure sono distanti dall’università. Girano un sacco di annunci truffa purtroppo, incluso un ragazzo che mi ha chiesto se quando vado in bagno mi chiudo a chiave e se per me è un problema fare i miei bisogni davanti a lui o altre persone.

Quali sono i costi che deve sostenere ogni mese?
Oltre all’affitto pago la psicologa e la psichiatra. A questo si aggiungono bollette, sempre più care, condominio, tasse universitarie e dovrò pur mangiare in qualche modo. Questo mese con i 400 euro che avevo a disposizione, ho dovuto decidere cosa pagare. Ho scelto di dare priorità alla mia salute mentale perché dopo il cambio della terapia farmacologica devo monitorare gli effetti collaterali. Quindi l’affitto l’ho pagato con un ritardo di dieci giorni.

Ci sono dei sussidi per coprire almeno le spese per la salute mentale?
La Sapienza l’anno scorso ha erogato un bando di 1000 euro per rimborsare le spese per la salute mentale, con il caricamento delle ricevute. Con la diagnosi di depressione e Adhd non ho diritto a nessun tipo di esenzione dalle tasse universitarie.

E il Servizio sanitario nazionale?
Ho provato a chiedere più volte a Roma, ma dato che sono fuori dalla mia Regione, i tempi si allungano. Con l’impegnativa del medico che prevedeva una visita entro 10 giorni, mi sono rivolta al centro di salute mentale di Teramo a luglio, ma la prima visita disponibile era a novembre.

Come pensa di gestire studio, lavoro e terapia?
Non è semplice e mi sento in ritardo su tutto, un po’ come molti studenti della nostra generazione. Con la laurea triennale in lettere non ti assume nessuno. Fare la maestra di sostegno mi dava un motivo per andare avanti, oltre a un grande aiuto economico. Al momento rimango in attesa di trovare un lavoro, anche perché non so come farò a pagare i prossimi affitti per rimanere nella città in cui ho scelto di vivere.

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Maxi richiamo alimentare, diversi prodotti ritirati per rischio microbiologico: i lotti

20 October 2026 at 05:00

Il Ministero della Salute ha reso noto un maxi richiamo per vitello tonnato, tacchino e lonza per Listeria e di pesce per rischio microbiologico.

I rischi legati al consumo riguardano la presenza di due batteri oltre i limiti tabellari. Nelle note di richiamo si invita a evitare il consumo e di riportare i vari prodotti acquistati al punto vendita.

Maxi richiamo per Listeria all’Eurospin

Un nuovo maxi richiamo alimentare per prodotti da gastronomia sotto diversi marchi.

Prodotti Portami Via

Il marchio del prodotto è Portami Via e provengono dallo stabilimento in via Gioberti 36, a Spresiano.

Si tratta di tacchino arrosto al limone in vaschette da 170 grammi (data di scadenza dal 18 ottobre al 3 novembre), con numeri di lotto:

L265/26, 266/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 280/26 e 281/26

Anche vitello tonnato, in vaschette da 180 grammi (data di scadenza dal 17 ottobre al 2 novembre), con numeri di lotto:

L264/26, 265/26,266/26, 267/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 279/26 e 280/26

Prodotti A.M.M. 53 Pasticceria-Gastronomia

Sempre del reparto gastronomia, provenienti dallo stesso stabilimento, il ministero della Salute ha richiamato altri prodotti.

Si tratta di tacchino al forno, in confezioni da 2 kg (data di scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre), con numeri di lotto:

L260/26, 264/26, 266/26, 267/26, 272/26, 274/26, 280/26 e 281/26

Anche arrosto di tacchino ai funghi, in confezioni da 2 kg (data di scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre), con numeri di lotto:

L260/26, 261/26, 264/26, 266/26, 267/26, 271/26, 272/26, 274/26, 278/26 e 282/26

E ancora vitello tonnato, in confezioni da 1,5 kg (data di scadenza dal 16 ottobre al 1 novembre), con numeri di lotto:

L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26

Infine vitello tonnato, in vaschetta da 300 grammi (data di scadenza dal 16 ottobre al 1 novembre), con numeri di lotto:

L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26

I prodotti per Eurospin provengono dallo stesso stabilimento, quello che si trova in via Gioberti 36, a Spresiano in provincia di Treviso (marchio di identificazione IT M2V1X UE).

Richiamo pesce spada per rischio microbiologico

Un nuovo richiamo alimentare per un prodotto da congelatore. Il produttore è Promarine Srl e il nome di vendita è Filetto di pesce spada decongelato.

Il lotto ritirato fa riferimento a una data di affissione specifica: il 21 ottobre 2026. Il lotto è stato richiamato per rischio legato alla presenza di una “non conformità microbiologica” non specificata.

Tra le azioni da fare, nelle avvertenze:

ai clienti che avessero acquistato il prodotto in questo ngozio dal 12 ottobre 2026 al 17 ottobre 2026 (vendita servita al banco pescheria o preincarto) si raccomanda di non consumarlo ed eliminarlo.

Dettagli per riconoscere il prodotto

È utile conoscere altri dettagli per identificare al meglio il prodotto sotto richiamo e non rischiare la consumazione accidentale.

Le informazioni del richiamo pubblicate dal Ministero della Salute ci danno altri dettagli.

Per il filetto di pesce spada, con lotto di produzione 2026160285:

  • la denominazione di vendita è Filetto di pesce spada decongelato;
  • il nome o ragione sociale dell’Osa a nome del quale il prodotto è commercializzato è Promare Srl;
  • la data di scadenza o il termine minimo di conservazione è il 21/10/2026;
  • il marchio di identificazione dello stabilimento è IT N3487 UE;
  • la sede dello stabilimento è via della Pesca 18 – 00054, Fiumicino (RM);
  • il peso/volume dell’unità è variabile.

Tari, come controllare se hai ricevuto lo sconto del 25% e cosa fare se manca

19 October 2026 at 05:40

La tassa sulla spazzatura ha un peso non da poco per le famiglie italiane nella seconda parte dell’anno. Per questo un bonus TARI del 25% rappresenta un aiuto notevole. Introdotto da Arera nel 2026, non è però garantito a tutti.

Un aiuto che va ad affiancarsi a quelli già previsti per luce, gas e acqua. Lo sconto è automatico, ma proprio per questo motivo in tanti non hanno la minima idea se sia stato applicato o meno. Spieghiamo per bene cosa fare.

TARI, come funziona lo sconto del 25%

Il bonus TARI 2026 è disciplinato dalla delibera Arera 355/2025/R/rif del 1° agosto 2025. Le famiglie in condizioni di disagio economico possono così ottenere uno sconto del 25% sulla tassa sui rifiuti. Come detto, il riconoscimento dei beneficiari è automatico.

Ciò vuol dire che non occorre presentare una domanda specifica, perché gli aventi diritto vengono individuati dal sistema, che incrocia i dati delle dichiarazioni ISEE gestite dall’INPS. Ciò evidenzia ancora una volta quanto sia importante presentare i propri dati anno dopo anno.

Chi ha diritto al bonus

Secondo Arera, si parla di una platea potenziale di circa 4 milioni di nuclei familiari. Statistiche a parte, però, rientrano nella soglia del bonus TARI le famiglie con un ISEE fino a 9.530 euro. Una soglia che sale fino a un massimo di 20.000 euro, a patto però che siano presenti in casa almeno 4 figli a carico.

Tutto ruota intorno alla dichiarazione presentata, dunque. Ciò vuol dire che chi non ha un ISEE valido per quest’anno, resta escluso automaticamente dall’agevolazione, pur avendone i requisiti.

Come controllare se lo sconto è stato applicato

Per essere sicuri che lo sconto sia stato applicato occorre prestare attenzione all’avviso di pagamento o alla bolletta della TARI inviati dal Comune (o dal gestore del servizio rifiuti). Dovrebbe infatti esserci una voce specifica legata al bonus sociale.

In questo modo si potrà vedere il totale precedente ridotto del 25%. Sarebbe il caso di confrontare la cifra con quella dell’anno scorso, così da avere le idee più chiare sul vantaggio ottenuto. Ciò non vuol dire che la somma dell’anno scorso debba essere la stessa prevista per quest’anno. Possono infatti entrare in gioco eventuali aumenti delle tariffe su base locale.

Se l’avviso è già arrivato e la voce non compare, l’agevolazione potrebbe essere riconosciuta più avanti, per esempio sulle rate successive o con un conguaglio, a seconda di come l’ente gestisce la riscossione.

Cosa fare se lo sconto manca

Se il bonus TARI non compare, sarebbe il caso di verificare di avere un ISEE valido e di rientrare nelle soglie previste, controllando anche che la dichiarazione sia stata presentata nei tempi utili. Il passo successivo è contattare l’ufficio Tributi del proprio Comune o il gestore del servizio rifiuti, indicati sull’avviso di pagamento.

In questo modo si potranno ottenere dei chiarimenti anche sulle modalità d’erogazione locali di questo sconto. Come detto, infatti, l’agevolazione potrebbe giungere in seguito sulla rata successiva o come conguaglio.

Per informazioni generali sui bonus sociali e sui diritti dei consumatori è disponibile anche il numero verde dello Sportello per il consumatore dell’Arera, 800.166.654, che può orientare sui passaggi da seguire per ottenere quanto spetta.

Malamovida, scatta la stretta: il piano di Gualtieri contro il caos notturno

18 October 2026 at 08:30

La notte romana cambia radicalmente ritmo e si appresta a vivere mesi di restrizioni. Dal 17 ottobre e fino all’11 aprile 2027, il Campidoglio tenta di arginare la malamovida attraverso una rigorosa ordinanza siglata dal sindaco Roberto Gualtieri. Nel mirino delle nuove disposizioni finiscono alimentari e minimarket focalizzati sulla vendita da asporto di cibo e bevande, con un’attenzione particolare agli alcolici. Nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, all’interno di numerose aree della Capitale, le attività prive di tavoli interni dovranno obbligatoriamente abbassare le serrande alle ore 22, per poi riaprire soltanto alle 5 del mattino. Si tratta di una stretta incisiva che attraverserà le stagioni fredde e la primavera, estendendosi anche a diverse giornate festive.

La mappa dei municipi coinvolti nella stretta

L’obiettivo primario dell’amministrazione è limitare assembramenti, schiamazzi e degrado, fenomeni che creano nelle vie storiche un problema di sicurezza urbana. Il raggio d’azione del provvedimento è estremamente vasto e coinvolge integralmente i territori dei Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI e XIII. Per quanto riguarda il Municipio XII, il blocco si applica al quadrante tra via Nino Bixio Bettoni, lungotevere degli Artigiani, via Antonio Bellani e viale Trastevere. Restrizioni mirate colpiscono anche il Municipio XIV, da Primavalle a Monte Mario, e il Municipio XV, sfiorando la Cassia, Labaro-Prima Porta e l’area di Ponte Milvio, storico epicentro della movida giovanile.

Calendario dei blocchi e sanzioni economiche

Il calendario dei divieti non guarda solo ai fine settimana ordinari. Le serrate obbligatorie scatteranno infatti anche lunedì 7 e martedì 8 dicembre per il ponte dell’Immacolata, oltre a lunedì 29 e martedì 30 marzo 2027 durante la pausa pasquale. Per i commercianti che violeranno la norma sono già pronte sanzioni amministrative da 75 a 450 euro. La misura imporrà una pesante riorganizzazione aziendale alle attività commerciali proprio nelle fasce orarie a più alta redditività. La sfida per la città resta quella di coniugare il diritto al riposo dei residenti con la vivibilità degli spazi pubblici, mentre la vita notturna si adegua già da domani al nuovo coprifuoco.

I danni della malamovida tra degrado e violenza

I motivi alla base dell’intervento risiedono in una lunga scia di danni ambientali, economici e sociali che hanno segnato i quartieri centrali e periferici negli ultimi anni. Le strade della Capitale si risvegliano regolarmente sommerse da tonnellate di rifiuti, bottiglie di vetro frantumate e lattine, con ingenti costi di pulizia straordinaria a carico della collettività e frequenti atti di vandalismo ai danni dei monumenti storici e dell’arredo urbano. A questo quadro si sommano i costanti episodi di microcriminalità, risse e inquinamento acustico che hanno compromesso la salute psicofisica degli abitanti, spingendo la svalutazione degli immobili residenziali e costringendo molti storici residenti all’abbandono del proprio quartiere.

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Richiamo alimentare, albume d’uovo ritirato per salmonella: il lotto da evitare

16 October 2026 at 14:33

I supermercati Conad hanno segnalato il richiamo precauzionale di un lotto di albume d’uovo da allevamento a terra a marchio Conad Piacersi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell’esito non conforme emerso durante i consueti controlli sulla filiera.

Nel lotto interessato è stata infatti riscontrata la presenza di Salmonella spp., elemento microbiologico non conforme agli standard normativi, che ha fatto scattare il blocco immediato della distribuzione e l’avviso ai clienti.

Dati del richiamo e indicazioni per i consumatori

Il ritiro riguarda un lotto specifico di albume venduto nelle confezioni trasparenti/cartonato da mezzo chilo. Di seguito si riportano tutte le informazioni utili per identificare il prodotto:

  • Denominazione di vendita: Albume d’uovo da allevamento a terra 500g Conad Piacersi
  • Marchio del prodotto: Conad Piacersi
  • Lotto di produzione: K657113
  • Data di scadenza: 29/10/2026
  • Codice EAN: 8003170102415
  • Formato: confezione da 500 g
  • Produttore: Cooperativa Produttori Romagnoli Avicoli – CO.P.R.A. (Gruppo Eurovo S.r.l.)
  • Sede dello stabilimento: via Cavecchia, frazione Calisese 75, Cesena (FC)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: IT 39 OV UE

albume d'uovo conad ritirato

Conad invita i clienti in possesso delle confezioni appartenenti al lotto indicato a non consumarle e a riportarle presso qualsiasi punto vendita della catena, dove si provvederà al rimborso o alla sostituzione. La nota precisa inoltre che, come indicato in etichetta, la cottura completa dell’alimento contribuisce all’inattivazione del microrganismo.

Cos’è la Salmonella e quali sono i rischi della salmonellosi

La salmonellosi è una delle infezioni alimentari più diffuse nell’uomo e viene causata da batteri del genere Salmonella, appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae. Questi microrganismi colonizzano principalmente il tratto intestinale dei volatili da cortile e possono contaminare uova, carne di pollame e derivati sia all’origine sia durante le fasi di lavorazione e confezionamento.

L’infezione si manifesta solitamente tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, presentandosi sotto forma di gastroenterite acuta con nausea, vomito, crampi addominali, diarrea e febbre.

Nella maggior parte degli individui sani i sintomi tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Tuttavia nei soggetti fragili, come bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza e persone immunocompromesse, l’infezione può evolvere verso forme sistemiche o invasive più severe (come la setticemia), che richiedono un tempestivo intervento medico e ricovero ospedaliero.

Milano, studentessa tedesca violentata da due uomini: è ricoverata alla Clinica Mangiagalli

15 October 2026 at 19:07

Si è fidata di un giovane che aveva conosciuto durante una normale serata in un locale, e lui l’ha attirata in trappola. Così una studentessa Erasmus, una 21enne tedesca, è stata aggredita e violentata la scorsa notte a Milano da due persone. Una terribile vicenda che si è consumata a notte fonda in via Giacosa, nel cuore del quartiere multietnico di Milano. La notizia è emersa solo in serata, mentre la giovane è ancora ricoverata alla Clinica Mangiagalli, specializzata in questo genere di reati. Sul caso indagano i Carabinieri, che stanno cercando di ricostruire la vicenda, ancora in parte da chiarire dato che lei non parla italiano e non è stata ancora sentita per motivi sanitari. Secondo quanto appreso, sembra che la ragazza avesse conosciuto un giovane in un locale, non si sa se nella zona di via Padova o altrove, con il quale poi, a fine serata, si sarebbe incamminata, finendo in una zona appartata, forse al limitare del Parco Trotter.

È qui che si sarebbe aggiunto un secondo giovane, d’accordo con il primo. I due l’hanno aggredita e violentata. Alla fine è stata lei a chiedere aiuto a due ragazzi di passaggio, un ragazzo e una ragazza italiani, a Milano per turismo, che stavano rientrando in albergo, che l’hanno soccorsa e hanno dato l’allarme. Il 118, giunto sul posto, l’ha trasportata all’ospedale Policlinico in codice giallo per alcune contusioni ed ecchimosi, e poi alla clinica Mangiagalli. Al momento non è chiaro cosa abbiano visto prima i due, dato che i Carabinieri parlano di assenza di testimonianze mentre indiscrezioni riferiscono di altre persone notate sul posto.

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Richiamato caffè macinato per ocratossina oltre i limiti: il lotto ritirato dal mercato

15 October 2026 at 14:16

Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso di richiamo precauzionale riguardante un lotto di caffè macinato aromatizzato a marchio Bialetti. Il provvedimento si è reso necessario a causa del riscontro di valori di ocratossina A superiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente per la tutela della sicurezza alimentare.

La presenza di questa micotossina oltre le soglie consentite ha fatto scattare immediatamente il blocco del lotto interessato, con la contestuale raccomandazione ai consumatori di prestare la massima attenzione alle confezioni acquistate.

Dati del richiamo e informazioni per i consumatori

Il richiamo riguarda nello specifico una precisa variante di caffè per moka. Di seguito vengono riportati tutti i dettagli utili per identificare la confezione coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Perfetto Moka macinato aromatizzato al caramello
  • Marchio del prodotto: Bialetti
  • Lotto di produzione: LC5 BD149T
  • Termine minimo di conservazione (TMC): 29/05/2027
  • Formato: confezione da 250 g
  • Produttore: Bialetti Industrie S.p.A.
  • Sede dello stabilimento: via Fogliano 1, Coccaglio (BS)
Caffè Bialetti ritirato
Ministero della Salute
Il caffè Bialetti ritirato dal mercato per presenza di ocratossina oltre i limiti di legge

A scopo cautelativo, si raccomanda a chiunque abbia acquistato una confezione appartenente al lotto indicato di non consumare il prodotto. I consumatori eventualmente in possesso del pacchetto di caffè richiamato possono restituirlo presso il punto vendita d’acquisto per ottenere il rimborso o la sostituzione.

Cos’è l’ocratossina A e quali sono i rischi per la salute

L’ocratossina A (OTA) è una micotossina prodotta naturalmente dal metabolismo secondario di alcune specie di muffe e funghi microscopici (come Aspergillus e Penicillium).

Può svilupparsi su diverse tipologie di alimenti durante la coltivazione, la raccolta o, più frequentemente, durante le fasi di stoccaggio e lavorazione, interessando in particolare cereali, caffè, frutta secca, spezie, cacao e derivati della carne.

Gli studi condotti dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) evidenziano come l’ocratossina A presenti spiccate proprietà genotossiche, in grado di danneggiare direttamente il materiale genetico (DNA).

L’esposizione prolungata o ad elevate concentrazioni di questa sostanza è inoltre correlata a tossicità renale e a un potenziale rischio cancerogeno a carico dei reni. Per queste ragioni, la normativa europea impone limiti di tolleranza molto severi sui prodotti destinati al consumo umano, così da prevenire qualsiasi accumulo tossico nell’organismo.

Richiami alimentari, ritirati vitello tonnato e tramezzini per rischio listeria e allergia: i lotti

14 October 2026 at 14:22

Il Ministero della Salute e diverse catene della grande distribuzione hanno segnalato nuovi richiami precauzionali dedicati a prodotti alimentari di largo consumo.

Le allerte riguardano un lotto di vitello tonnato a marchio Portami Via venduto da Eurospin per rischio microbiologico e un lotto di tramezzini a marchio Coop per la presenza di un allergene non dichiarato in etichetta. Controllare le confezioni acquistate è fondamentale per evitare potenziali rischi per la salute.

Richiamo Vitello tonnato Portami Via (Eurospin)

Il Ministero della Salute ha diffuso un avviso di richiamo per un lotto di vitello tonnato commercializzato da Eurospin Italia S.p.A. a causa della presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Di seguito i dettagli del prodotto interessato:

  • Denominazione di vendita: Vitello tonnato gr. 180
  • Marchio del prodotto: Portami Via
  • Lotto di produzione: L260/26
  • Data di scadenza: 13/10/2026
  • Formato: vaschetta da 180 g
  • Produttore: A.M.M.53 Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gioberti 36, Spresiano (TV)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: IT M2V1X UE

Vitello tonnato ritirato

La causa del ritiro è la contaminazione da Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi. L’infezione può causare disturbi gastrointestinali e febbre o evolvere in forme invasive più gravi (come meningiti o setticemie) soprattutto in soggetti fragili, anziani, persone immunodepresse e donne in gravidanza. Si ricorda che la Listeria è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione.

Richiamo Tramezzini Prosciutto cotto/Gamberetti (Coop)

Coop ha disposto il richiamo precauzionale di un lotto di tramezzini a proprio marchio per un errore di confezionamento ed etichettatura che comporta un grave rischio per i soggetti allergici.

I dati per identificare la confezione coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Tramezzini Coop Prosciutto cotto
  • Marchio del prodotto: COOP
  • Lotto di produzione: A-269-F
  • Data di scadenza: 31/10/2026
  • Formato: confezione da 150 g
  • Produttore: Riva Alimentari Uniti Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gaggio 43, Nibionno (LC)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: UE IT D1T8V

Tramezzini ritirati

All’interno delle confezioni etichettate come “Tramezzino COOP Prosciutto cotto 150g” sono stati erroneamente inseriti tramezzini ai gamberetti. Di conseguenza, l’ingrediente crostacei non è indicato nella lista degli allergeni. I soggetti allergici o intolleranti ai crostacei non devono assolutamente consumare il prodotto. Il consumo non presenta invece rischi per la salute di chi non soffre di tale allergia. Per informazioni è attivo il numero verde Coop 800 805580.

Cosa fare

Per entrambi i prodotti segnalati, l’indicazione precauzionale è di non consumare i lotti interessati. I consumatori che hanno acquistato le confezioni coinvolte possono riportarle presso il punto vendita d’acquisto per ottenere la sostituzione o il rimborso completo dell’importo versato, anche senza dover esibire lo scontrino fiscale.

Docenti universitari: concorso nazionale, ma inserimento locale

22 September 2026 at 09:09

Una riforma approvata a luglio rende il sistema di reclutamento dei docenti universitari più nazionale. Ma per promuovere l’apertura all’esterno degli atenei, bisogna affrontare anche il tema dell’inserimento del nuovo arrivato nell’organizzazione locale.

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