❌

Normal view

French anti-terror investigators probe True Crime Community link to school shooting

14 October 2026 at 21:58
The French anti-terrorism prosecutor has taken ​over the investigation into a school shooting near Marseille, after an initial probe found the 14-year-old suspect appeared to belong to ​a ‌group called the True Crime ⁠Community. Two teachers were shot and wounded, after a student opened fire with ⁠a hunting rifle that had been hidden inside a guitar case. FRANCE 24's Sharon Gaffney speaks with Alexandre Rodde, security consultant, researcher and author of the report "Understanding nihilistic violent extremism and the True Crime Community in France".

Starlink restriction 'no surprise' after Musk condemned Ukraine strikes on Russian data centres

14 October 2026 at 20:49
Restrictions reported by Ukraine on its use of the US satellite internet system Starlink have exposed Kyiv's reliance on the technology for both offensive and defensive operations in its fight against Russia'a invasion, analysts and observers say. Speaking with FRANCE 24's Mark Owen, David Galbreath Professor of War and Technology at the University of Bath, says that "we always knew that allowing a private organisation like Starlink to have such a big impact on the combat operations in Ukraine was going to be challenging", explaining that "it is no surprise" that Starlink services had been throttled after SpaceX boss Elon Musk called the targeting by Ukrainian drones of data services in Russia "a step too far". 

Trial lawyer for Ukrainian accused of sabotage says Russia used Nord Stream as a ‘weapon’

14 October 2026 at 07:37
The Nord Stream gas pipelines were a political and economic “weapon” for Russia, the lawyer for former Ukrainian officer Sergei Kuznetsov said Wednesday. The first to appear in the high-profile case, Kuznetsov is accused by German prosecutors of having led the plan to sabotage the infrastructure in 2022.

Como o Papa continua a governar a Igreja estando internado

14 October 2026 at 17:01
Leão XIV está no hospital, mas continua a governar a Igreja a nível mundial. Tem uma ala privada, a sua equipa a trabalhar lá e continua a tomar decisões diariamente.

© ANGELO CARCONI/EPA

O Papa Leão XIV à chegada ao hospital para ser internado

Che cosa deve fare l’Ue per i prigionieri politici in Venezuela. Le richieste di Ecr

14 October 2026 at 16:08

Il nuovo governo venezuelano mostri la sua buona volontà: prima di parlare di accordi futuri con l’Ue, serve una mossa concreta a proposito dei prigionieri politici attualmente reclusi. Lo chiedono i conservatori europei di Ecr, che nell’eurocamera hanno analizzato la problematica organizzando un momento di riflessione dal titolo ‘Europa e Venezuela: testimonianze, diritti umani e protezione dei cittadini europei’, con particolare riferimento alla situazione in cui versano i prigionieri politici in Venezuela. Attraverso le testimonianze di ex prigionieri, familiari e consulenti legali, è stato possibile puntare un fascio di luce sulla questione.

“Dietro ogni prigioniero politico c’è una storia di sofferenza, una famiglia che aspetta, una libertà negata – dichiara il capodelegazione di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza – E davanti a tutto questo, l’Europa non può voltarsi dall’altra parte”. L’occasione è un momento di condivisione nel Parlamento europeo di alcune testimonianze toccanti, “di chi ha conosciuto il carcere politico in Venezuela e di chi continua a lottare per riportare a casa i propri cari, tra cui numerosi cittadini italiani, storie che ci ricordano perché la battaglia per la democrazia, i diritti umani e la libertà dei popoli non deve mai fermarsi”. E aggiunge: “Il nuovo governo venezuelano ha dato alcuni segnali di apertura, ma sono ancora tantissimi i prigionieri detenuti arbitrariamente: non possiamo e non vogliamo dimenticarli. Per questo chiediamo che l’Unione Europea faccia della loro liberazione una condizione imprescindibile per qualsiasi accordo politico con il Venezuela”.

Si tratta di un impegno che Ecr, rivendica Fidanza, ha preso sin da quando al comando del paese c’era Maduro, situazione che al momento non è stata risolta, nonostante l’ingresso sulla scena politica di Delcy Rodriguez, “che ha fatto alcuni passi di apertura”. Il riferimento dell’esponente meloniano è alla cooperazione economica con gli Stati Uniti e con altri Paesi. Ma per alcuni di questi prigionieri, tra cui alcuni di origine italiana ed europea, non vi sono novità. Questa la ragione per cui i conservatori hanno interessato le istituzioni europee a muovere passi decisi.

Come è noto, Maduro è stato destituito all’inizio del 2026, catturato durante un’imponente operazione americana: in occasione dei primi colloqui sul tema dei prigionieri, il nuovo governo aveva annunciato una sorta di nuova transizione democratica nel paese e aveva liberato 131 prigionieri politici. Ma secondo le stime, nelle carceri venezuelane ci sarebbero ancora alcune centinaia di prigionieri politici che durante il governo di Maduro erano stati arrestati per eliminarli dalla competizione politica.

A mano a mano, Banca Intesa Sanpaolo mostra il suo modo di fare banca

14 October 2026 at 15:10

Vicinanza al territorio e alle persone. Questo è il messaggio della nuova campagna istituzionale di Banca Intesa Sanpaolo che vuole raccontare proprio il legame dell’istituto con i cittadini.

E lo fa attraverso una catena ideale di mani, volti ed esperienze. “Il mostrare e non spiegare, il coinvolgere e tenere vicino colleghi, clienti, persone, territorio è quanto si vede e questo siamo noi”. Con queste parole Stefano Lucchini, responsabile affari istituzionali e comunicazione esterna di Intesa Sanpaolo, ha introdotto la conferenza stampa che ha presentato “A mano a mano”, questa campagna pubblicitaria che sottolinea proprio “il modo di fare banca di Intesa Sanpaolo. Il sostegno all’economia reale per imprese, giovani e famiglie, la presenza attiva nel sociale, l’impegno nella cultura. Per farlo abbiamo coinvolto grandi nomi orgoglio del nostro Paese, che portano il talento italiano nel mondo insieme alle nostre colleghe e colleghi”.

Nella cornice suggestiva di Villa Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta a Roma sull’Aventino, appena restaurata col sostegno dell’istituto di credito, erano presenti i protagonisti di questa comunicazione: l’Étoile del Teatro alla Scala Roberto Bolle, i registi e attori Sergio Castellitto e Pietro Castellitto, e il campione del mondo di calcio Ciccio Graziani, in collegamento video.

Protagonista d’eccezione anche la voce che accompagna lo spot. “Abbiamo avuto anche la fortuna di avere ‘A mano a mano’ cantata da Mina”, ha infatti raccontato Lucchini. La celebre cantante ha reinterpretato per l’occasione la canzone scritta nel 1978 da Riccardo Cocciante e Marco Luberti, cantata all’epoca da Rino Gaetano.

Il filo conduttore della campagna istituzionale è il rapporto padre-figlio, Sergio e Pietro Castellitto, che spiegano, attraverso un legame genuino e forte, cosa davvero rappresenta una banca. E soprattutto cosa rappresenta una banca che mette al centro le persone. La particolarità infatti sta nell’aver scelto come volti non solo clienti che danno l’idea di come concretamente il credito può favorire un percorso di studi o un’impresa, ma anche professionisti delle filiali di Banca Intesa Sanpaolo che hanno rappresentato la loro professionalità. 

Francesco “Ciccio” Graziani ha anche raccontato come grazie alle campagne sociali è riuscito a portare avanti con i ragazzi dell’Olmoponte Santa Firmina di Arezzo un progetto di calcio integrato e inclusivo. Anche l’arte e la cultura hanno sempre avuto una notevole importanza per l’istituto guidato da Carlo Messina, come testimoniato dal coinvolgimento di Bolle, ritratto nelle sale della Galleria Borghese di Roma.

Lo spot, che si può definire tranquillamente un breve film, ripercorre quindi, il sostegno allo studio e alle nuove generazioni che hanno bisogno di una casa ad esempio, ma anche alla vicinanza alle comunità territoriali.

Presenti alla conferenza anche Luca Josi, founder Meta Europe Production e Allegra Scattaglia, co-founder e direttrice creativa Meta Europe Production, che hanno curato il progetto creativo della campagna istituzionale, e Monica Riccioni, amministratore delegato Think Cattleya e Martino Benvenuti, general manager ed executive producer Think Cattleya, che hanno realizzato la produzione, e il contributo di Costanza Escaplon, Esclapon & Co., Marco Fanfani e Fabrizio Paschina.

Tutto pronto per il lancio che avverrà domenica 18 ottobre.

 

 

Irmão falou com Papa: "Disse-me não estar em perigo de vida"

14 October 2026 at 14:59
O irmão do Papa também está a fazer tratamentos para o cancro. Falou com Prevost antes da cirurgia e recebeu informações do Vaticano após a operação — e está confiante na recuperação de Leão XIV.

© AFP via Getty Images

Louis Prevost está confiante na recuperação do irmão

EUA executam homem que queria ser condenado à morte

14 October 2026 at 14:47
James Robertson passou praticamente toda a vida no sistema prisional norte-americano. Não queria passar o resto da vida na cadeia e matou o colega de cela para ser condenado à morte.

© Getty Images

Robertson foi executado pelo estado da Flórida

André Rosinha apresenta Ermo na República 14

14 October 2026 at 11:36

A República 14, em Olhão, recebe esta semana o contrabaixista e compositor André Rosinha, que apresenta Ermo, o seu mais recente álbum, num concerto especial – um concerto de contrabaixo a solo.

Esta actuação coincide com o mês em que a República 14 celebra nove anos de existência, assinalando quase uma década de atividade cultural dedicada à música, às artes e à dinamização da vida cultural de Olhão.

Depois de mais de 15 anos a tocar e gravar com outros músicos, André Rosinha explora agora um novo caminho. Editado em 2026, Ermo reúne composições originais, temas anteriores revisitados e uma interpretação de música tradicional portuguesa, contando ainda com a participação especial de Salvador Sobral numa balada original.

Num formato sem outros músicos em palco, André Rosinha propõe uma viagem musical intimista e introspectiva, em que o contrabaixo assume o papel central e a expressividade do instrumento se revela em toda a sua dimensão.

Um concerto que marca assim um momento especial e diferente na programação da República 14, no momento em que se celebra nove anos de vida da associação. Este sábado dia 17 com sessões às 19h e às 21h30. Ingressos disponíveis no local ou clicando AQUI.

Sovranità europea, così Meloni indica la strada su energia, mercato, terre rare

14 October 2026 at 11:19

Quello che accade fuori dai confini nazionali incide sempre di più sulla vita quotidiana di popoli e Paesi, mettendo a dura prova la capacità italiana di difendere la propria prosperità e la propria sicurezza. Parte da questa premessa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, per disegnare il perimetro geopolitico di Italia ed Europa.

Le criticità sono molteplici: la guerra che si allarga a macchia d’olio ad altre aree, la competizione economica globale sempre più serrata, le tensioni geopolitiche che impattano sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento, come anche sul costo del carburante e della vita, il tema della competitività legato alle minacce ibride e alle pressioni migratorie. C’è tutto questo nell’intervento della premier, che abbraccia a 360 gradi (ma forse anche di più) lo scenario attuale. Elementi che vanno letti intrecciandoli e non scomponendoli. Per questa ragione, rivendica, il “Governo ha scelto di essere presente e attivo sulla scena internazionale, con continuità e con una linea chiara, perché l’interesse nazionale si difende contribuendo a orientare le scelte che ci riguardano, e non limitandosi a subirne le conseguenze”.

Più mercato unico, meno regole

Si parte dall’agenda “One Europe, One Market” e dai progressi compiuti per approfondire il mercato unico, obiettivi sui quali l’Italia insiste da tempo. Ma oggi c’è un elemento che scompagina analisi e riflessioni: il costo dell’energia. Meloni sostiene che non si possa chiedere alle imprese europee di competere con i grandi attori globali e, allo stesso tempo, accettare che paghino strutturalmente l’energia molto più dei loro concorrenti. “Né possiamo perseguire la transizione ambientale al prezzo della nostra base industriale”.

Per questa ragione la risposta non può risiedere nelle scelte di un singolo Stato, ma servono coordinamento e rapidità. In questo senso rivendica l’accordo in ambito G7, che ha previsto il rilascio sui mercati di un quantitativo significativo di carburante, anche per prevenire il rischio di un blocco delle esportazioni americane, che avrebbe pesato duramente sulle nostre economie. Ma non basta: Meloni chiede apertamente “il coraggio di guardare a ciò che possiamo fare noi, in Europa. A partire dalla cosa più scontata: evitare che regole pensate in un contesto completamente diverso da quello che viviamo finiscano oggi per aggravare gli effetti delle crisi che stiamo attraversando”.

Ricorda che pochi giorni fa, con alcuni capi di Stato e di governo più impegnati sul fronte della competitività, ha individuato tre priorità (energia, semplificazione, commercio internazionale), inviando a Bruxelles una proposta di merito articolata in tre mosse: corsie prioritarie per i progetti strategici, un vero freno all’eccesso di burocrazia e una riduzione drastica degli obblighi di reporting, soprattutto per le piccole e medie imprese. Il tutto senza dimenticare il tema Ets. L’obiettivo? Meloni non punta “ad una riga in più nelle conclusioni di un vertice, ma una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un’impresa”.

In questa direzione va la sua rivendicazione sul tema delle regole: “Non siamo qui per difendere le regole dalla realtà, noi siamo qui per difendere i cittadini dalle regole sbagliate e si può fare, grazie all’Italia è accaduto diverse volte”. Come nel caso della clausola di salvaguardia nazionale, con la flessibilità prevista per difesa e sicurezza da utilizzare anche per la crisi energetica. A queste “proposte di buon senso” Meloni lega il tema delle materie prime critiche, ossigeno per difesa e transizione.

Come è noto, l’Ue le importa in larga parte dall’estero, ma “se noi non affrontiamo questo nodo, rischiamo di uscire da una dipendenza solo per entrare in un’altra e questa è anche la ragione per cui l’Italia si è candidata a ospitare a Porto Marghera uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico di queste materie, iniziativa che potrebbe diventare un progetto pilota europeo. Il filo che lega tutte queste iniziative, insomma, è semplice: l’Europa deve tornare a mettere la capacità di produrre al centro delle proprie scelte”.

Ucraina, cosa fare? E come?

In secondo luogo il tema bellico, su cui la premier chiede all’Ue di non andare in ordine sparso, dal momento che la strategia con cui la Russia punta a piegare il popolo ucraino è quella del “terrore, del freddo e del buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia”. Dunque, al netto del dibattito “acceso, anche in quest’Aula, anche all’interno degli schieramenti, lo rispetto e lo comprendo perfino, perché nessuno in quest’Aula vuole la guerra”, chiede punti fermi.

Il primo è arrivare alla pace attraverso il sostegno all’Ucraina, “perché se l’aggressore può puntare alla resa dell’avversario, che bisogno ha di negoziare? Solo che la resa non è pace, è conquista”. La posizione del governo, quindi, non cambia: sostegno a Kyiv, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica “rimangono i pilastri della nostra azione”. In questo contesto, l’intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta “che io considero molto rischiosa”.

Sul nome dell’inviato Ue per l’Ucraina, Meloni è schietta: “Se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse. Se, ad esempio, Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti. Perché sarò onesta: considero secondario il tema di chi siede a quale tavolo. Mi interessa a nome di chi si siede al tavolo, e per dire cosa. Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perché un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sé infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, in questi giorni, ne abbiamo fatti abbastanza”.

Sicurezza e difesa

Meloni cerchia in rosso, inoltre, alcune priorità: proteggere le infrastrutture critiche come reti energetiche, cavi sottomarini, porti e aeroporti, sostenere l’industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile e, infine, ribadire che la sicurezza dei confini dell’Unione è indivisibile. Il ragionamento della premier è tarato su un nuovo concetto di difesa, che non si esaurisce più nei carri armati ma abbraccia altri ambiti e altri mezzi.

Difendersi vuol dire anche un ospedale che continua a curare sotto un attacco informatico, una centrale che non si spegne, un aeroporto che non chiude le piste per colpa di un drone. Difendersi non è proteggere un’idea astratta di potenza, ma la vita quotidiana dei cittadini. Quindi, spiega, “senza sicurezza, l’energia costa di più. E senza energia, potrebbe non rimanere nulla da difendere. Per questo abbiamo chiesto, e ottenuto, che la clausola di salvaguardia nazionale potesse essere utilizzata non soltanto per le spese di difesa, ma anche per le misure necessarie ad affrontare la crisi energetica”.

Non manca una stoccata: chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, e risorse sottratte ai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo. “Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall’opposizione, quando erano al governo approvavano, in piena pandemia, un aumento delle spese militari da 15 miliardi di euro. E allora non c’era neanche la guerra in Ucraina. Ma voglio dirlo a chi ci ascolta, riprendendo un ragionamento del ministro Crosetto, che ringrazio. Ogni 100 euro che lo Stato spende per la Difesa, circa 60 pagano gli stipendi di chi difende la nostra sicurezza, quasi 280 mila donne e uomini in divisa. Circa 10 euro servono a far funzionare le strutture ogni giorno. Circa 30 vanno in investimenti, in un comparto industriale che dà lavoro a oltre 300 mila persone, spesso altamente qualificate, in migliaia di piccole e medie imprese diffuse in tutta Italia. Chi parla di spreco dovrebbe anche spiegare a quelle famiglie che il loro lavoro è inutile. E quando compriamo, cosa compriamo? Prevalentemente strumenti per difenderci. Difesa aerea, sistemi anti-drone, cyber-sicurezza, protezione delle infrastrutture. Compriamo scudi”.

Gli equilibri in Medio Oriente

Meloni definisce il 7 ottobre 2023 un attacco barbaro, che ha gettato l’intera regione nel caos. “Credo che sia importante ricordarlo anche oggi, perché qualsiasi legittimo approccio critico verso le azioni del Governo israeliano nei tre anni successivi non può e non deve mai farci dimenticare quello che è stato il più orrendo pogrom dai tempi della Shoah, pianificato ed eseguito da Hamas”. Se da un lato la sicurezza dello Stato di Israele non può essere messa in discussione, dall’altro preoccupa il perdurare della presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria e a Gaza. La premier ribadisce inoltre che gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali e si oppone con forza a chi sostiene l’annessione e lo spostamento forzato della popolazione palestinese.

Cosa può fare l’Europa in questo frangente? “Riprendersi lo spazio che può occupare. E la finestra per farlo si aprirà, inevitabilmente, con l’insediamento del nuovo Governo israeliano, chiunque dovesse vincere le elezioni. Sarà quello il momento per chiedere gesti capaci di invertire la spirale negativa da troppo tempo in atto e di riaprire, in prospettiva, un percorso politico di pace”. La sua proposta all’Ue è lavorare al trasferimento all’Autorità palestinese delle entrate fiscali che Israele oggi trattiene, al congelamento dell’insediamento E1, a più aiuti per Gaza (senza che vengano drenati da Hamas) e a un’iniziativa politica per verificare se Hamas sia davvero disposta a deporre le armi.

I nuovi flussi migratori

Sul tema Meloni rivendica che l’approccio europeo è cambiato in modo significativo in questi anni, grazie al contributo decisivo dell’Italia, che “sta producendo risultati concreti”, come dimostrano i dati di Frontex: in due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione si sono più che dimezzati. A proposito di Ceuta, ricorda poi che il Codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza. Si tratta, di fatto, di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2006 a oggi.

Ma Ceuta ha insegnato anche un’altra cosa: “Una crisi alle frontiere non sempre nasce da sola, a volte viene costruita. I trafficanti la organizzano, i social la amplificano, la disinformazione la alimenta. Chi usa persone disperate come arma di pressione sui nostri confini non sta solo forzando una frontiera. Sta attaccando l’Europa e l’Europa deve dotarsi degli strumenti per rispondere”.

E ancora: “Se passa il messaggio che un ingresso irregolare può trasformarsi successivamente in una permanenza legale il rischio è alimentare nuove partenze, rafforzare il modello di affari dei trafficanti e vanificare parte degli sforzi che stiamo facendo per ridurre gli arrivi irregolari. E non ce lo possiamo permettere”. In questa direzione vanno gli sforzi del governo su progetti concreti come il Piano Mattei per l’Africa (“nato dalla convinzione che il rapporto tra Europa e Africa debba fondarsi su partenariati paritari, investimenti e crescita condivisa”) e su soluzioni innovative come i centri in Albania e i “return hubs” nei Paesi terzi, esplicitamente previsti dalle norme europee.

L’Europa di domani

Infine, un passaggio di prospettiva. La premier tocca un nervo scoperto, il futuro dell’Europa, su cui sono stati scritti paper, studi e analisi. Meloni dice la sua e sottolinea che l’Europa deve decidere cosa fare da grande, “se continuare a scrivere regole come se nulla fosse cambiato, oppure può guardare la realtà per quello che è, e dotarsi degli strumenti per difendere la propria economia, la propria sicurezza, la propria libertà”.

È a questa seconda prospettiva che lavora Palazzo Chigi: un’Europa capace di tenere insieme transizione e industria, politiche tradizionali e nuove priorità, cooperazione con i partner e difesa dei propri confini. “Un’Europa pragmatica, che non ha paura di correggere le proprie scelte quando la realtà cambia. Un’Europa che concentra la sua forza sulle grandi sfide che nessuna Nazione può affrontare da sola, e sa farsi da parte dove le Nazioni fanno meglio da sole. Un’Europa grande sulle grandi questioni, e discreta su tutto il resto”.

E conclude: “Per anni ci hanno detto che, per contare in Europa, l’Italia doveva rinunciare a difendere i propri interessi. Abbiamo dimostrato il contrario. Perché un’Europa forte ha bisogno di Nazioni forti. E si può lavorare per un’Europa più solida e credibile senza smettere, neanche per un minuto, di difendere l’Italia con orgoglio”.

Ukraine says Starlink restricted operations overnight, disrupting military missions

14 October 2026 at 10:14
Elon Musk's Starlink imposed restrictions on the operation of internet terminals in Ukraine overnight, disrupting military missions, an adviser to the Ukrainian president said on Wednesday. The official said Ukraine was given no prior warning about the restrictions to the satellite system it relies on for battlefield operations.

Maioria aprova Seguro — exceto eleitores do Chega

14 October 2026 at 09:00
Seis em cada dez aprova o desempenho de Seguro, que é o mais consensual dos políticos, mas é reprovado pelos eleitores do Chega. Barómetro dá conta de reação dos portugueses à subida do custo de vida.

© MIGUEL PEREIRA DA SILVA/LUSA

Seguro é aprovado por seis em cada dez portugueses

Chinese squid tied to labor abuses finds an easy route into Western markets

14 October 2026 at 08:00
In recent years, a series of high-profile investigations implicated the Chinese fleets targeting squid in international waters in illegal fishing practices, environmental violations, and poor working conditions, including forced labor and deaths at sea. They’ve also identified abusive working conditions in Chinese squid-processing factories. The revelations received widespread public attention, including from elected officials in the U.S. and Europe. Yet a Mongabay analysis shows that Western markets have continued to import Chinese squid products in large quantities. The findings raise concerns about regulatory gaps, lack of transparency and consumer awareness, and the difficulty of adopting effective measures to prevent products linked to abuses from entering the market. “For us, the main problem is that the product, in this case from the Chinese fleet, enters the European market and is difficult to distinguish,” Edelmiro Ulloa, director of the Vigo Shipowners’ Cooperative in Spain, told Mongabay. According to Ulloa, the Spanish fleet, which is based in Vigo and fishes for squid primarily in international waters off Argentina, faces unfair competition. “On Chinese vessels, the working conditions are not only poor, but truly worrying,” he said. According to Ulloa, differences in production standards, including lower labor costs, result in Chinese squid prices being as much as 40% lower than Spanish squid prices. In 2025, China was the world’s leading exporter of frozen squid and cuttlefish products, which represent the vast majority of international trade in these species, with a total export value of $1.6 billion, according to data from ITC Trade Map, a…This article was originally published on Mongabay

US government behind any slowdown in Ukraine's Starshield system, Musk says

14 October 2026 at 07:19
SpaceX boss Elon Musk said Wednesday that any disruptions in the Starshield satellite communications system would be the responsibility of the US government, not his company. Earlier, Ukraine’s President Volodymyr Zelensky called on Musk to “switch on” the system which Kyiv relies on for communications and logistics. Read our blog to see how the day's events unfolded.

Fmi: ridurre il debito pubblico. In Europa, la spesa sociale dovrà far spazio alla spesa per la difesa

I Paesi ad alto debito pubblico, soprattutto le principali economie avanzate, devono rimettere i conti in ordine al più presto, perché ritardare significa condannarsi a misure ancora più dolorose. Il...

❌