“A Milano, come mostrano queste immagini – scrive la premier sui social – lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città”. Meloni si rivolge così alle forze politiche di opposizione: “Non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”, conclude la premier.
Dalla destra arriva anche l’intervento del vicepremier leghista: “Centri sociali, maranza e marciumesinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto MatteoSalvini su X. E la Lega rilancia la proposta della “cauzione per manifestare”: “Chi scende in piazza per seminare violenza e devastare le nostre città deve risponderne, anche economicamente. Basta scaricare sui cittadini il conto dei danni provocati dai professionisti del caos” hanno sottolineato in una nota congiunta il sottosegretario alla Giustizia AndreaOstellari e quello all’Interno Nicola Molteni. “Serve approvare subito la proposta della Lega che introduce garanziefinanziarie per le manifestazioni a rischio e responsabilizza gli organizzatori. Pronto l’emendamento. Il diritto di manifestare è sacrosanto – hanno concluso -, quello di distruggere e aggredire non esiste. Basta violenze, basta devastazioni, basta conti pagati dagli italiani”.
Dal fronte del centrosinistra arriva la condanna del sindaco di Milano: “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha detto GiuseppeSala. “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure – ha aggiunto – di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.
Nono solo scontri e lanci di pietre contro le forze dell’ordine. A Milano la guerrigliaurbana si è trasformata anche in assalto alle attivitàcommerciali. I giovani vestiti di nero che si sono intrufolati all’interno della manifestazione spontanea “Italia in piazza“, ha distrutto le vetrine e gli interni di un negozio di articoli sportivi nei pressi di piazzaSanBabila.
Le immagini mostrano le forze dell’ordine arrivate nel negozio dopo l’incursione. Sembra che gli assalitori abbiano anche fatto razzia della merce esposta nel locale.
Le violenze esplose nel centro di Milano durante la manifestazione contro il caro vita accendono il confronto politico, con reazioni che arrivano fino a Palazzo Chigi. Il corteo organizzato dal movimento “Italia in Piazza”, partito da piazza Duomo per protestare contro l’aumento dei prezzi, i bassi salari e le carenze dei servizi pubblici, è degenerato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di pietre e bombe carta, cariche della polizia, feriti e danneggiamenti. In piazza Duomo è stato acceso anche un rogo, mentre la stazione della metropolitana è stata chiusa per ragioni di sicurezza. Un pomeriggio di tensione che ha provocato reazioni trasversali, tra condanne delle violenze e richiami alle ragioni sociali della mobilitazione.
Meloni: “Teppisti che seminano il caos. Il silenzio delle opposizioni non è accettabile”
A intervenire è stata direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha distinto le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza registrati in diverse città italiane, rivolgendo un appello esplicito alle opposizioni. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia”, ha premesso la premier.
Diverso il giudizio sui disordini: “A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo”. Meloni ha richiamato anche quanto accaduto a Torino, dove sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove i disordini hanno determinato la chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.
“Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha aggiunto Meloni, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione: “Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica”.
La conclusione della premier è altrettanto netta: “Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.
Sala: “Le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili”
Sui disordini è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha condannato le violenze pur riconoscendo le ragioni alla base della mobilitazione. “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha quindi rivolto un appello alla politica, invitando a non alimentare le contrapposizioni e a evitare strumentalizzazioni degli scontri: “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.
Salvini: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato”
Durissimo l’intervento del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha pubblicato alcune immagini degli scontri e dei danneggiamenti avvenuti in piazza Duomo, tra cui quella di un’auto dei carabinieri danneggiata. “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Salvini, attaccando frontalmente gli ambienti che ritiene responsabili delle violenze.
Morelli: “Milano devastata, serve una nuova Resistenza”
Toni durissimi anche dal sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, che invoca una risposta politica unitaria e interventi contro i luoghi in cui, a suo giudizio, si alimenta la violenza. “Milano è vittima di migliaia di violenti che la stanno devastando e stanno aggredendo le forze dell’ordine. Serve una nuova Resistenza per difendere la città da gruppi criminali organizzati in una fitta rete di luoghi di degrado, che devono essere smantellati immediatamente”, ha dichiarato Morelli. “La politica deve essere unita per il bene ultimo della città. Non ci possono essere zone franche in cui l’humus della violenza cresce e si scatena, facendo feriti innocenti e danni”, ha concluso il sottosegretario.
Cecchetti (Lega): “Chi danneggia paghi. Cauzione obbligatoria per chi organizza cortei”
Dal deputato lombardo della Lega Fabrizio Cecchetti, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, arriva invece la proposta di introdurre nuove responsabilità economiche per chi organizza manifestazioni. “Quello che sta accadendo questo pomeriggio a Milano è assolutamente inaccettabile. Manifestare è lecito e sacrosanto, lanciare sassi contro gli agenti delle Forze dell’Ordine, danneggiare le pensiline di ATM e le vetrate dei palazzi no”, ha dichiarato Cecchetti. L’esponente leghista chiede quindi misure precise: “Chi rompe e danneggia deve risarcire di tasca propria. E chi organizza manifestazioni e cortei deve versare obbligatoriamente una cauzione”. “L’incolumità pubblica non deve più essere ostaggio di bande di delinquenti”, ha concluso.
Perego in piazza Duomo, le condanne dal centrodestra
Numerose le altre reazioni dal centrodestra milanese. Matteo Perego, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, si è recato in piazza Duomo per esprimere personalmente la propria solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Condanne delle violenze sono arrivate anche da Stefania Craxi (Forza Italia), Debora Dell’Acqua (Fratelli d’Italia) e Silvia Sardone (Lega). Il candidato di Futuro Nazionale Carmelo Burgio ha invece parlato di “sfasci voluti dalla sinistra”.
Scavuzzo: “Violenze inaccettabili, ma non si rubi la voce a chi protesta per salari e affitti”
Dal centrosinistra arriva la presa di posizione della vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, che condanna senza riserve gli scontri, ma invita a non perdere di vista le rivendicazioni sociali alla base della manifestazione. “Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità. Il mio pensiero va a tutti i feriti: ai ragazzi e agli agenti. Va ai commercianti e ai cittadini che hanno vissuto ore di paura nel cuore della città”, ha dichiarato Scavuzzo. La vicesindaca richiama però anche il disagio economico che ha portato migliaia di persone in piazza: “Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone scese in piazza per salari che non bastano, affitti insostenibili e un costo della vita che pesa ogni giorno”. “Quelle domande sono vere. Milano deve rispondere con fermezza a chi devasta e continuare ad ascoltare la protesta democratica di chi chiede giustizia”, ha concluso.
Goisis: “La rabbia nasce dai bisogni ignorati. I veri nemici sono i fondi speculativi”
Una lettura delle tensioni legata soprattutto alle condizioni sociali ed economiche della città arriva da Tommaso Goisis, candidato sindaco del centrosinistra, intervenuto durante la presentazione del proprio programma al teatro Elfo Puccini. “Le proteste in Spagna e in Francia sono il risultato di anni in cui i bisogni delle persone sono stati ignorati, producendo crisi sociali e rabbia. Lo stesso discorso vale per quello che è successo oggi in piazza Duomo a Milano”, ha affermato Goisis. Il candidato prende le distanze dagli scontri, indicando però nella speculazione immobiliare e nelle disuguaglianze economiche le questioni da affrontare: “La violenza non è la via: serve organizzazione, bisogna prendere il potere contro i veri nemici della città, i fondi speculativi che ci usano come un parco giochi e riescono a piegare l’interesse pubblico a favore di quello privato, sulla pelle delle persone”. Infine, il riferimento alla propria proposta politica per Milano: “Io voglio essere ricordato come il sindaco della casa, per fare in modo che nessuno venga più sfrattato o distrutto dal carovita”.
Confcommercio: “Il diritto di manifestare non può trasformarsi in violenza”
Ferma anche la presa di posizione di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, secondo il quale “il diritto di manifestare va tutelato, ma non può trasformarsi in atti violenti: così non si costruisce alcun dialogo e si ferisce la città tutta”. Barbieri ha espresso “solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni”, ricordando che “Milano è una città aperta, democratica e civile. Difendere questi valori significa anche respingere, senza ambiguità, ogni forma di violenza”.
Le forze dell’ordine dopo aver liberato piazza Duomo, a Milano, avanzano ora lungo corso Vittorio Emanuele utilizzando un carro idrante che ha disperso i manifestanti violenti che ancora sostano. Alcuni resistono improvvisando barricate con cestini e transenne.
Poco prima sono arrivati a sirene spiegate, i rinforzi delle forze dell’ordine. Una ventina tra ‘cellulari’ e jeep del Reparto mobile hanno circondato la piazza e la cattedrale.
Ancora momenti di tensione, in centro a Milano, tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove per una decina di minuti polizia e carabinieri sono stati bersagliati da gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. Ovunque vetri rotti, cantieri edili ribaltati, tavolini a terra, vetri, scarpe. Giovani, passanti e turisti assistono sotto i portici esterrefatti con gli occhi arrossati per i lacrimogeni.
Nel video, un’auto dei carabinieri presa d’assalto, coi giovani che sferrano calci contro la carrozzeria e lanciano sedie, tavolini e pietre contro il veicolo, costretto a indietreggiare.
Bombe carta e fumogeni. Così è partito il corteo convocato da “Italia in Piazza” a Milano. Poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto. Dopo una breve carica di alleggerimento il corteo è stato spezzato in due: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, dove non sarebbe stato consentito l’accesso ma solo l’uscita, mentre l’altra si trova in piazza Duomo.
Milano, bottiglie e oggetti contro la polizia: corteo ‘Italia in Piazza’ spezzato in due
Bombe carta e fumogeni. Così è partito il corteo convocato da ‘Italia in Piazza’ a Milano. Poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto.
Secondo quanto apprende Adnkronos, dopo una breve carica di alleggerimento il corteo è stato spezzato in due: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra si trova in piazza Duomo.
La via dove è bloccata la manifestazione – secondo quanto apprende AdnKronos – è circondata dal dispositivo di sicurezza della polizia che non consente di entrare ma solo di uscire.
“La valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico del sistema ferroviario e dei suoi luoghi avvicina i cittadini a concepire un nuovo modello di mobilità, il viaggio come esperienza capace di far scoprire le bellezze di città e paesaggi della Lombardia. Il nostro obiettivo è avvicinare i cittadini al mondo dei treni, rendendolo accessibile e fruibile a tutti con una connotazione finalmente positiva. Per supportare le attività di valorizzazione del patrimonio storico della ferrovia, Regione Lombardia mette a disposizione ogni anno 600.000 euro, più di tutti in Italia. Di questo budget, circa 300.000 euro sono destinati ai treni storici, effettuati da Fondazione Fs”. Così Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, è intervenuto alla Sala Reale della stazione di Milano Centrale in occasione dell’Open Day organizzato dalla Fondazione FS. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato anche il completamento dei lavori di restauro della Sala Reale.
Lucente: “Treni storici, una realtà consolidata in Lombardia”
“I treni storici sono ormai una realtà consolidata in Lombardia e fanno registrare sempre il tutto esaurito, a dimostrazione del grande appeal che riscuotono tra i viaggiatori. Un successo che si accompagna al restauro della Sala Reale della stazione Centrale di Milano, che restituisce ai cittadini un luogo magnifico da un punto di vista artistico ed architettonico. Una chiara dimostrazione di come si debba preservare un patrimonio di inestimabile valore delle Ferrovie dello Stato. A tal proposito, rilancio l’idea della realizzazione del Museo regionale dei Trasporti, con la stazione dismessa di Milano Porta Genova come sede ideale. Un luogo dedicato alla storia della mobilità pubblica lombarda, dove raccogliere testimonianze, materiali e documenti, ma anche di diventare uno spazio di ricerca, partecipazione e divulgazione. Un’idea che ha raccolto un consenso unanime e che spero possa portare ad un progetto concreto già entro la fine dell’attuale legislatura”, ha concluso Lucente.
La Lega torna all’attacco delle moschee abusive in Lombardia e presenta una proposta di legge regionale per rafforzare i controlli sull’apertura e sull’utilizzo dei luoghi di culto. Il testo, illustrato al Pirellone alla presenza del vicepremier Matteo Salvini, del capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Corbetta e dell’europarlamentare Silvia Sardone, punta ad aggiornare la normativa introdotta durante la giunta Maroni, introducendo ulteriori vincoli urbanistici e maggiori poteri di intervento per le amministrazioni comunali.
Moschee, la proposta della Lega: stop ai luoghi di preghiera ricavati da capannoni e negozi
Uno dei punti centrali del progetto riguarda il contrasto all’utilizzo improprio di immobili destinati ad altre attività. L’obiettivo dichiarato è impedire che capannoni industriali, negozi, magazzini o sedi associative vengano trasformati in luoghi di preghiera senza rispettare le procedure urbanistiche previste. La proposta stabilisce inoltre che l’insediamento e lo svolgimento di attività religiose collettive siano subordinati anche all’appartenenza a confessioni che abbiano sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano.
Più poteri ai sindaci e verifiche sull’impatto nei quartieri
Il testo punta anche ad ampliare gli strumenti a disposizione dei Comuni, consentendo ai sindaci di intervenire con sanzioni, sospensioni e provvedimenti finalizzati a interrompere le attività religiose svolte in immobili utilizzati irregolarmente. Tra gli elementi da valutare per autorizzare nuovi insediamenti figurano la disponibilità di parcheggi, il traffico, l’affollamento e la concentrazione di luoghi di culto in una determinata area. L’intento, secondo i promotori, è garantire la compatibilità delle attività religiose con le caratteristiche urbanistiche del territorio e con le esigenze dei residenti. La Lega chiede inoltre maggiore trasparenza sulla provenienza dei finanziamenti destinati ai luoghi di culto.
Corbetta: “Libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”
“La libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”, ha dichiarato il capogruppo leghista Alessandro Corbetta durante la presentazione. “Quando viene insediato un luogo di culto ci deve essere una valutazione specifica in cui valutare la sicurezza e la tranquillità dei residenti. Ogni insediamento deve rispettare regole chiare e chiediamo trasparenza sui finanziamenti ai luoghi di culto”.
La proposta dovrà ora affrontare l’iter legislativo regionale. Il nuovo intervento si inserisce nel solco della normativa lombarda sui luoghi di culto, già al centro negli anni passati di controversie e pronunciamenti della Corte costituzionale. Resta quindi da verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con i principi costituzionali sulla libertà religiosa.
C’è un dato che racconta meglio di altri la mutazione “genetica e sociologica” che sta vivendo la città di Milano. “Negli ultimi anni quattrocentomila milanesi hanno dovuto lasciare la città perché non ce la facevano più a vivere qui” racconta Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano che ha promosso insieme ad Altreconomia il convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” ospitato nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. Il cosiddetto “modello Milano” è all’opera da almeno una quindicina d’anni, secondo Barbacetto” e si è basato “sulla crescita edilizia, sullo sviluppo immobiliare, sulla cosiddetta rigenerazione urbana con l’obiettivo dichiarato di rendere la città internazionale e attrattiva”. Un obiettivo che è stato raggiunto. “Milano è diventata la città prima in Europa per investimenti immobiliari, soprattutto provenienti dai fondi immobiliari internazionali”. Ma come si è arrivati a questo obiettivo? “Primo, abbassando le quote di prelievo pubblico sulle attività edilizie con gli oneri di costruzione più bassi d’Europa e con monetizzazioni degli standard generalizzate e concesse a prezzi bassissimi – spiega Barbacetto – secondo, abbassando la soglia delle regole urbanistiche, per esempio dilatando il concetto di ristrutturazione usandolo anche per le nuove costruzioni”. I fondi internazionali sono arrivati a Milano per investire “perché costruire qui era più facile e meno costoso”.
“Il modello Milano ha distrutto ogni regola liberale di governo del territorio non solo qui ma in tutta Italia, perché è ormai dilagato in tutto il paese”. L’allarme arriva dall’urbanista Paolo Berdini nel corso del convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” promosso da Il Fatto Quotidiano e da Altreconomia nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. “Il modello Milano ha indubitabilmente estratto risorse della collettività pubbliche – spiega il direttore di Altreconomia Duccio Facchini – e l’urbanistica da questo punto di vista è una cartina al tornasole perfetta per concentrarle nelle poche mani di grandi operatori privati, non solo dei tanto chiacchierati fondi in investimento stranieri ma in realtà anche di operatori italianissimi che hanno approfittato di una situazione totalmente sregolata sotto il profilo delle regole urbanistiche”. Una trasformazione che ha avuto un’accelerazione dopo Expo 2015.
“Dopo il grande evento, Milano diventa da tutti i punti di vista una global city – spiega lo storico economico Luca Mocarelli – e quello che succede a tutte le global city è che aumentano i prezzi, aumenta la sperequazione del reddito e quindi ovviamente si crea una situazione dove molti hanno tanto, ma ci sono anche tanti che hanno poco e quindi questa cosa qui per la tenuta sociale di Milano è un problema”. E in questo contesto le amministrazioni pubbliche che si sono succedute, secondo il giornalista de Il Fatto QuotidianoGianni Barbacetto, “hanno via via ridotto il peso del loro intervento di regolazione della dinamica di sviluppo, hanno rinunciato a guidare le trasformazioni consegnando di fatto la regia agli operatori privati e arrendendosi ai processi di finanziarizzazione dell’abitare e della città”. Ma che cosa si intende per finanziarizzazione? “Siamo parlando della trasformazione dei beni immobili in prodotti finanziari” racconta Alberto Bortolotti, Politecnico di Milano. Un processo che non riguarda solo il settore privato. “Questa finanziarizzazione sta passando soprattutto attraverso l’edilizia sociale – avverte la ricercatrice indipendente Sarah Gainsforth – e l’housing sociale sta diventando appunto il cavallo di Troia per l’ingresso del mondo della finanza e dei fondi immobiliari”. Che fare dunque? “stiamo in un momento decisivo nel senso che è intervenuta la magistratura – spiega l’urbanista Berdini – ci sono sentenze anche favorevoli, qualcuna no, però c’è un nuovo percorso da costruire in cui la parte che ha a cuore la città come bene comune può riprendere a pensare a una città che non è solo la valorizzazione ma è la valorizzazione sociale, la valorizzazione umana”. Serve un cambio di passo. “Noi vogliamo che la trasformazione materiale di questa città venga rivolta in un altro senso – conclude la ricercatrice indipendente Lucia Tozzi – a favore dei cittadini e non a favore di chi transita”.
JTI porta nel capoluogo lombardo un evento tra performance musicali, installazioni immersive e nuovi talenti per presentare la gamma LYO di Ploom. Sul palco Ernia e una line-up di artisti emergenti
Milano si trasforma in un giardino in cui musica, creatività e innovazione si incontrano. È questa l’atmosfera che ha caratterizzato Ploom FlavourGarden – SomethingNewIsGrowing, l’evento organizzato da JTI il 15 ottobre nel capoluogo lombardo. Una serata che ha visto Ernia protagonista sul palco, affiancato da una selezione di artisti emergenti, e che ha accompagnato gli ospiti attraverso installazioni, ambientiimmersivi e performancemusicali. A fare da filo conduttore, il concetto di crescita, interpretato attraverso il talento, la contaminazione tra linguaggi artistici e la scoperta di nuove esperienze. L’occasione è stata anche quella di presentare LYO, la nuova gamma di stick senza tabacco contenenti nicotina di Ploom, attraverso un percorso dedicato alle differenti preferenze dei consumatoriadulti.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di innovazione di JTI, fondato sull’ascolto dei consumatoriadulti e sullo sviluppo di proposte in linea con l’evoluzione delle loro preferenze. In questo quadro, l’Italia rappresenta per il Gruppo un mercato strategico e un contesto nel quale mettere in relazionetecnologia, cultura e creatività.
“In JTI consideriamo l’innovazione una leva fondamentale per creare valore e rispondere in modo concreto all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti. È un impegno che nasce dall’ascolto, dalla ricerca e dalla capacità di integrare tecnologia, cultura e creatività. L’Italia riveste un ruolo strategico in questo percorso e iniziative come Ploom Flavour Garden testimoniano la nostra volontà di continuare a investire nel Paese, sviluppando proposte ed esperienze sempre più rilevanti per il pubblico adulto”, ha dichiarato IgorDzaja, Presidente e Amministratore Delegato di JTIItalia.
Protagonista della serata è stato Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale. Accanto a lui, una line-up di artisti emergenti ha accompagnato il pubblico adulto lungo le diversefasidell’appuntamento, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi ed esperienze musicali differenti. La musica ha rappresentato così il filo conduttore dell’intera serata e l’elemento di raccordo tra il racconto della crescita, i talenti coinvolti e l’esperienza Ploom.
L’evento ha inoltre accompagnato la comunicazione della nuova gamma LYO attraverso un percorso legato alle preferenze individuali. Gli ospiti adulti hanno potuto esplorare quattro ambienti ispirati alle referenze Arctic Mint, Wild Berry, Golden Pear e Winter Apple, ciascuno caratterizzato da colori, elementi visivi e installazioni dedicati. Il tema della scelta ha rappresentato il punto di incontro tra l’esperienza musicale e il racconto della gamma, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere referenze differenti all’interno di un percorso coerente con il concept dell’evento.
“La musica è uno dei territori attraverso cui Ploom costruisce un dialogo contemporaneo con i consumatori adulti. Ploom Flavour Garden si inserisce in questo percorso e accompagna la comunicazione della nuova gamma LYO con un’esperienza che mette al centro le preferenze individuali. Il concept della serata traduce il valore della scelta in un racconto concreto, nel quale musica e creatività permettono di conoscere le diverse referenze della gamma attraverso un linguaggio vicino ai territori culturali presidiati da Ploom”, ha dichiarato Akira Yamaguchi, Marketing Director di JTI Italia.
Con Ploom Flavour Garden, JTI Italia prosegue il proprio percorso di innovazione, mettendo in relazione l’ascolto dei consumatori adulti con la tecnologia e i linguaggi della cultura contemporanea. L’appuntamento milanese ha unito la presentazione della gammaLYO al consolidato legame di Ploom con la musica, attraverso un racconto dedicato alla crescita, al talento e alle diverse preferenze dei consumatori adulti.
Il limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi diventa terreno di scontro politico e porta gli studenti nelle strade di Milano. Venerdì 16 ottobre, nel capoluogo lombardo, collettivi e organizzazioni studentesche partecipano alla giornata nazionale di sciopero e mobilitazione contro le politiche del Governo Meloni, con una manifestazione che attraversa alcune delle principali vie del centro e provoca modifiche alla circolazione dei mezzi pubblici. A far discutere è soprattutto una delle disposizioni contenute nel nuovo decreto Scuola, che prevede un limite del 30% per determinate categorie di alunni stranieri nelle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Una misura contestata dai promotori della protesta, che la considerano discriminatoria e chiedono invece maggiori investimenti nella scuola pubblica.
“Nessuno è straniero”: la protesta contro le nuove regole nelle scuole
La mobilitazione milanese porta il nome “Nessun* è stranier*” e mette al centro il diritto all’istruzione e l’inclusione scolastica. Gli organizzatori contestano la scelta di introdurre un tetto alla presenza di determinati studenti con cittadinanza non italiana, sostenendo che le priorità del sistema scolastico siano altre. Nel manifesto della protesta si legge: “A scuola non esistono stranieri, esistono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, compagni e compagne di scuola“. Una posizione accompagnata da una dura critica all’esecutivo: “Contro le follie della Meloni che vuole imporre una divisione razzista nelle nostre scuole, invece di preoccuparsi dei reali problemi della scuola pubblica, noi rispondiamo con la fratellanza, sorellanza e solidarietà tra compagni di scuola”. Al centro della contestazione c’è dunque il modello di integrazione scolastica. Il provvedimento governativo, che riguarda in particolare gli alunni con conoscenze limitate della lingua italiana e un percorso ancora breve negli istituti del Paese, viene contestato dai manifestanti per le possibili conseguenze sull’inclusione.
Da Cairoli a San Babila, la protesta attraversa il cuore di Milano
Il concentramento è previsto in largo Cairoli, con partenza del corteo alle 9.30. Da qui il percorso si snoda attraverso il centro storico, interessando piazza della Scala, piazza Meda, via Matteotti e piazza San Babila. La manifestazione prosegue quindi lungo corso Monforte, via Visconti di Modrone, largo Augusto, corso Europa e via Larga, per raggiungere piazza Velasca, corso di Porta Romana e via Sforza.
Il passaggio degli studenti comporta deviazioni e interruzioni temporanee per numerose linee di superficie gestite da Atm, con ripercussioni sugli spostamenti nelle zone centrali della città.
Non solo studenti stranieri: dalle scuole insicure agli affitti impossibili
La contestazione non si esaurisce nella questione delle classi multietniche. Lo sciopero nazionale riunisce infatti diverse rivendicazioni legate alle condizioni di studio e alle difficoltà economiche affrontate dai giovani. Tra le richieste figurano finanziamenti strutturali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, maggiori risorse per l’istruzione pubblica e l’introduzione dell’educazione sesso-affettiva obbligatoria nei programmi didattici. Un altro tema centrale è quello del caro affitti, particolarmente sentito a Milano, dove il costo delle abitazioni rappresenta un ostacolo per gli universitari fuori sede. La mobilitazione si inserisce così in una contestazione più ampia delle politiche scolastiche, economiche ed estere del Governo.
Tram e autobus deviati: le linee Atm interessate
Le modifiche al servizio riguardano numerose linee tranviarie, tra cui 1, 2, 4, 10, 12, 14, 15, 16 e 19, e diverse linee di autobus, tra cui 50, 57, 60, 61, 65, 84, 96 e 97. I disagi interessano in particolare i collegamenti tra Cairoli, Duomo, San Babila e altre zone centrali. Su alcune tratte il servizio viene sospeso temporaneamente, mentre in altri casi i mezzi seguono percorsi alternativi e saltano alcune fermate. Le variazioni sono legate all’avanzamento della manifestazione.
Anche il clima torna in piazza: la giornata dei Fridays for Future
La giornata del 16 ottobre è caratterizzata anche dalla mobilitazione internazionale promossa da Fridays for Future. Il movimento ambientalista torna a manifestare in diverse città italiane per chiedere interventi contro il riscaldamento globale, la dipendenza dai combustibili fossili e le politiche ambientali considerate insufficienti.
Le due vittime milanesi di CransMontana, il Centro ustioni dell’ospedale Niguarda e poi anche RobertoBezzi, responsabile dell’area educativa del carcere di Bollate. E ancora lo stadio SanSiro e WalterZenga. Queste sono sono alcune delle 307candidaturedepositate entro il termine di ieri, 15 ottobre, a mezzogiorno dai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione per gli Ambroginid’Oro2026, nell’ultima cerimonia della consiliatura, che come sempre si terrà il 7 dicembre, in occasione del santopatrono di Milano. 36 sono di persone fisiche, di cui 43 donne e 93 uomini (quattro candidature di coppia); 27 alla memoria, di cui sette donne e 21 uomini (una candidatura di coppia); 144 le proposte per soggetti collettivi (associazioni, imprese, gruppi).
A metà novembre sarà convocata la Commissione composta dall’ufficio di presidenza e dai capigruppo che deciderà a chi assegnare le benemerenze. Tanti anche i nomi di politici avanzati: in primis quello dello storico consigliere dei Verdi, morto lo scorso aprile, CarloMonguzzi, a cui lo stesso ufficio di presidenza ha proposto di conferire l’Ambroginod’Oro alla Memoria, dopo le polemiche per la mancata iscrizione al Famedio. Una candidatura ribadita oggi anche dagli ‘Amici di Carlo’, che hanno raccolto oltre cento sottoscrizioni e l’adesione di tante realtà, dall’Anpi provinciale alla Cgil Lombardia. Il consigliere di Azione, DanieleNahum, fa il nome di EmanueleFiano, una “figura che rappresenta un punto di riferimentomorale, politico e civile in un tempo segnato da polarizzazioni, rigurgiti d’odio e smarrimento della memoria”. Per la civica benemerenza il gruppo di Forza Italia avanza in modo unitario la candidatura dell’ex sindaco di centrodestra, GabrieleAlbertini. Una proposta a cui se ne affiancano tante, fatte dai singoliconsiglieri: il capogruppo e assessore regionale GianlucaComazzi candida, tra gli altri, lo stadio di SanSiro – “simbolo storico e sportivo di Milano, che nel 2026 celebra il centenario” – lo storico portiere di Inter e Nazionale WalterZenga e il comitato ‘Famigliesospese‘, che riunisce i proprietari delle casefinite nelle inchiestesull’Urbanistica della Procura di Milano.
Dalla consigliera Pd SimonettaD’Amico arriva la proposta, sottoscritta dagli altri gruppi, di conferire l’Ambrogino alla Memoria a ChiaraCostanzo e AchilleBarosi, i due ragazzi milanesi morti nell’incendio del locale Le Constellation di CransMontana. Alla strage di Capodanno guarda anche la candidaturaavanzata dalla candidata sindaco della Lega SilviaSardone del Centroustionidell’ospedaleNiguarda, dove per mesi sono stati ricoverati i superstiti del rogo. “Per Milano, avere nel proprio territorio un Centro capace di affrontare le grandi ustioni significa disporre di una risorsasanitariaessenziale non soltanto per i cittadini milanesi, ma per pazienti provenienti dall’intera Lombardia e da altre parti del Paese”, evidenzia Sardone nella candidatura, precisando che il riconoscimento è per “l’intera équipemedica, infermieristica, riabilitativa e a tutti i professionisti che, quotidianamente, dedicano competenza, professionalità e umanità alla cura delle persone colpite da gravi ustioni”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Riccardo Truppo, candida insieme ai colleghi Alessandro Giungi (Pd) e Daniele Nahum (Azione) per la civica benemerenza fa il nome del responsabile dell’area educativa del carcere di Bollate, RobertoBezzi. “Una persona che da oltre vent’anni gestisce il cuore di un istituto penitenziario, ritenuto un modellonazionale e internazionale“, spiega Truppo, che apprezza il fatto che “tregruppipolitici trasversali abbiano avuto questa sensibilità”. Il capogruppo ha candidato l’associazione anche Art & Music Insiem, mentre il collega di partito MarcoCagnolati tra le nove candidature avanzate propone i lavoratori di Atm, Amsa e Comune di Milano e il Commissariato di Polizia Garibaldi-Venezia.
Sono 307 le candidature agli Ambrogini d’oro 2026, le Civiche benemerenze con cui Milano premia ogni anno personalità e realtà che si sono distinte per il loro contributo alla città. Il termine per la presentazione delle proposte è scaduto giovedì 15 ottobre a mezzogiorno e Palazzo Marino ha ricevuto complessivamente 380 mail o lettere. Un elenco che spazia dalla politica alla cultura, dallo sport alla società civile, con nomi come Biagio Antonacci, Sandro Mazzola, Gabriele Basilico e Lea Garofalo. Ma anche candidature che hanno già acceso il confronto politico, a cominciare da quella dell’ex deputato Emanuele Fiano.
Come riferisce Il Giorno, tra le ultime proposte figurano anche la Gialappa’s Band, il fisico e inventore Federico Faggin, Santeria, il Birrificio Lambrate, Unicef e l’Associazione Veronica Sacchi, impegnata attraverso la clownterapia a portare sostegno e sorrisi ai bambini ricoverati in ospedale e alle persone che soffrono.
Ambrogini d’oro, è polemica sulla candidatura di Fiano e del Museo della Brigata ebraica
A far discutere è soprattutto la candidatura di Emanuele Fiano, avanzata da Daniele Nahum, consigliere comunale dei Riformisti ed esponente di Azione. Ex consigliere comunale a Palazzo Marino ed ex deputato del Pd, Fiano viene indicato da Nahum per il suo impegno nella difesa della memoria della Shoah, raccogliendo l’eredità del padre Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz, e per la battaglia contro antisemitismo, neofascismo e discriminazioni. Nella motivazione viene ricordato anche il suo ruolo di presidente nazionale di Sinistra per Israele e l’impegno a favore della prospettiva dei “due Stati per due popoli”.
A sollevare le critiche è stata la consigliera comunale di Europa Verde Francesca Cucchiara, promotrice dell’ordine del giorno per la sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Nel mirino non soltanto la candidatura di Fiano, ma anche quella del Museo della Brigata ebraica, proposta dal consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico. “È difficile non leggerle come una provocazione a chi in Consiglio si è battuto per sospendere il gemellaggio con Tel Aviv”, ha dichiarato Cucchiara.
Immediata la replica di Nahum: “Ho depositato ufficialmente la candidatura di Emanuele Fiano perché in un tempo segnato da polarizzazioni, rigurgiti d’odio e smarrimento della memoria, la figura di Emanuele rappresenta un punto di riferimento morale, politico e civile per Milano e per tutto il Paese”. E ancora: “Definire la candidatura di Emanuele Fiano una provocazione o una scelta sciocca dimostra solo una preoccupante miopia politica”. La discussione sulle Civiche benemerenze finisce così per intrecciarsi con le divisioni che attraversano la politica milanese sul conflitto in Medio Oriente e sui rapporti istituzionali con Israele.
Da Rose Villain a Biagio Antonacci e Walter Zenga: i nomi in corsa
Numerose le candidature legate al mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Tra i nuovi nomi emersi figurano il cantautore Biagio Antonacci, il fotografo Gabriele Basilico, il campione dell’Inter Sandro Mazzola, proposto dalla consigliera di Azione Giulia Pastorella, e la Gialappa’s Band. Alessandro De Chirico ha candidato anche la cantante milanese Rose Villain, Giulio Gianni e Francesco Marrone, autori di “Fino all’alba”, inno delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, e Riccardo Albini, inventore del Fantacalcio. Lo stesso consigliere aveva già avanzato il nome dell’ex sindaco Gabriele Albertini.
Daniele Nahum propone invece Gianluca Gazzoli, fondatore del podcast “Basement”, mentre Mariangela Padalino di Noi Moderati ha indicato la Cisl Milano Metropoli. Tre le candidature presentate dal consigliere comunale di Forza Italia e assessore regionale Gianluca Comazzi: lo stadio di San Siro, nell’anno del centenario dalla sua inaugurazione, l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale Walter Zenga e il Comitato Famiglie Sospese – Vite in attesa, nato per rappresentare i cittadini che hanno acquistato appartamenti coinvolti nelle inchieste della Procura sull’urbanistica milanese. Dalla società civile è arrivata inoltre la candidatura di Luca Barabino, fondatore di Barabino & Partners, figura conosciuta nel settore della comunicazione d’impresa.
Gli Ambrogini alla memoria: da Carlo Monguzzi alle vittime di Crans-Montana
Particolarmente significativo anche l’elenco delle candidature alla memoria. L’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale proporrà la Medaglia d’oro alla memoria per Carlo Monguzzi, ex consigliere comunale di Europa Verde scomparso lo scorso 13 aprile. Alla proposta istituzionale si è aggiunta una candidatura autonoma sostenuta da circa cento persone riunite nella sigla “Amici di Carlo”.
La consigliera del Pd Simonetta D’Amico ha invece proposto Achille Barosi e Chiara Costanzo, i due giovani milanesi morti nell’incendio di Crans-Montana. Una candidatura che, secondo quanto riferisce Il Giorno, ha raccolto le firme di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale.
Tra i nomi alla memoria compare anche quello dell’agente della Polizia locale Francesco Imprezzabile, morto la scorsa estate durante un inseguimento e candidato dal consigliere leghista Samuele Piscina. Figura inoltre Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta, proposta per il valore che la sua memoria continua a rappresentare per Milano.
Sempre sul fronte delle candidature legate alla tragedia di Crans-Montana, la leghista Silvia Sardone ha proposto il Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda, riconoscendo il lavoro di medici e infermieri che hanno assistito anche alcuni dei feriti dell’incendio. Tra le proposte alla memoria figura infine Osvaldo Bagnoli, storico allenatore del Verona dello scudetto e dell’Inter, candidato da De Chirico.
Ambrogini d’oro 2026: la decisione a novembre, la cerimonia il 7 dicembre
I numeri ufficiali diffusi dal Comune di Milano fotografano la partecipazione alla corsa per le Civiche benemerenze: delle 307 candidature complessive, 136 riguardano persone fisiche, di cui 43 donne e 93 uomini, con quattro candidature di coppia. Sono 27 quelle alla memoria, tra cui una candidatura di coppia, mentre 144 riguardano soggetti collettivi, tra associazioni, imprese e gruppi. La scelta dei premiati arriverà a metà novembre, quando si riunirà la Commissione composta dall’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale e dai capigruppo. Il regolamento prevede fino a 15 Medaglie d’oro e 20 Attestati di civica benemerenza, ai quali possono aggiungersi le Grandi Medaglie d’oro. La cerimonia di consegna si terrà come da tradizione il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, al Teatro Dal Verme, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e della presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi.
Una studentessa tedesca di 21 anni, a Milano per un periodo di studio nell’ambito del programma Erasmus, ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale da parte di due uomini nella zona del Parco Trotter. L’episodio sarebbe avvenuto nelle prime ore di giovedì 15 ottobre, poco prima delle 5, in via Crespi. La giovane, ancora sotto choc, è riuscita a chiedere aiuto a due passanti, che hanno allertato i soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri, impegnati a verificare la ricostruzione fornita dalla ragazza e a individuare gli eventuali responsabili.
L’aggressione dopo una serata in un locale
Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la 21enne stava camminando in via Crespi dopo aver trascorso la serata in un locale quando sarebbe stata avvicinata alle spalle da due sconosciuti. Gli uomini l’avrebbero immobilizzata, impedendole di gridare e di fuggire, per poi trascinarla in un punto appartato e costringerla a subire abusi sessuali. La giovane avrebbe tentato di opporre resistenza, senza riuscire a liberarsi. I due aggressori si sarebbero quindi allontanati, facendo perdere le proprie tracce. La studentessa, secondo le prime dichiarazioni, li avrebbe descritti come probabilmente di origine nordafricana.
La richiesta d’aiuto ai passanti e il ricovero alla Mangiagalli
Dopo la fuga dei presunti aggressori, la 21enne ha raggiunto l’incrocio tra via Crespi e via Giacosa, nei pressi dell’area cani del Parco Trotter. Qui ha incontrato due turisti italiani, ai quali ha raccontato in inglese quanto sarebbe accaduto. Sono stati loro a chiamare il 112. Poco prima delle 5 sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile, che hanno raccolto le prime informazioni. La giovane è stata quindi accompagnata al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli, dove è stata sottoposta agli accertamenti medici e ha ricevuto assistenza psicologica. È rimasta nella struttura per gran parte della giornata di giovedì.
Le indagini dei carabinieri: si cercano immagini delle telecamere
Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia Duomo, che hanno informato la Procura di Milano e stanno cercando riscontri al racconto della studentessa. Non è escluso che la giovane possa essere ascoltata nuovamente nei prossimi giorni, anche alla luce dello stato di forte agitazione in cui si trovava al momento dei primi soccorsi. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti tecnici, comprese verifiche sulle celle telefoniche e sulle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. Proprio le immagini potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire i movimenti dei presunti aggressori, anche se, secondo quanto riportato dal Corriere, una prima ricognizione non avrebbe individuato filmati immediatamente utili alle indagini.
Milano si prepara a ospitare per la prima volta in Italia CES Unveiled, la tappa europea del percorso di avvicinamento al Consumer Electronics Show di Las Vegas, il principale appuntamento mondiale dedicato all’innovazione tecnologica. Dal 16 al 21 ottobre la città sarà coinvolta in un calendario di iniziative gratuite, incontri e dimostrazioni aperte al pubblico, che accompagneranno l’evento fieristico in programma il 21 ottobre all’Allianz MiCo.
Un’occasione che, secondo Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, rappresenta anche un riconoscimento del ruolo internazionale del capoluogo lombardo. “La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui lavoriamo, produciamo, ci informiamo e costruiamo relazioni. Ospitare per la prima volta in Italia CES Unveiled assume, in questo scenario, un significato che va oltre il valore della singola manifestazione: porta Milano al centro del confronto sulle tecnologie che stanno trasformando l’economia e la società e ne rafforza il ruolo di punto di riferimento europeo per l’innovazione“. Un risultato, sottolinea Bozzetti, raggiunto anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE e il suo presidente Matteo Zoppas, impegnati nel percorso che ha portato la manifestazione a Milano.
Bozzetti: “Le grandi fiere devono diventare occasioni di partecipazione per tutta la città”
Per il presidente di Fondazione Fiera Milano, la sfida è trasformare l’arrivo di una manifestazione internazionale in un’opportunità che coinvolga non soltanto gli operatori del settore tecnologico, ma anche cittadini, studenti e imprese. “Milano ha le competenze e il tessuto imprenditoriale, universitario e creativo per contribuire a questa trasformazione. Una manifestazione internazionale può mettere questo patrimonio in relazione con nuove idee, tecnologie e opportunità”, osserva Bozzetti. Da qui la scelta di promuovere, insieme a Comune di Milano, Regione Lombardia e altri soggetti del territorio, un programma di appuntamenti accessibili al pubblico. “Il cambiamento riguarda tutti e deve poter coinvolgere anche chi non opera nel settore”, evidenzia il presidente. “È questo il ruolo che Fondazione Fiera Milano vuole svolgere: attrarre a Milano grandi appuntamenti internazionali e costruire intorno a essi occasioni di conoscenza, confronto e partecipazione, rafforzando il legame tra le fiere e la città”.
Robotica, intelligenza artificiale e nuove tecnologie nelle piazze di Milano
Il programma di CES Unveiled Milan coinvolgerà diversi luoghi della città. In piazza San Babila, dal 16 al 18 ottobre, saranno proposte dimostrazioni tecnologiche, tra robot umanoidi, applicazioni dell’intelligenza artificiale e strumenti innovativi utilizzati dalle forze dell’ordine. Dal 19 al 21 ottobre, piazza Città di Lombardia ospiterà invece prototipi e installazioni dedicati a robotica, salute digitale, cybersecurity e tecnologie per la qualità della vita. Previsti inoltre incontri e laboratori al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, in Assolombarda e a Palazzo Castiglioni, con iniziative rivolte anche alle nuove generazioni. Il calendario culminerà il 21 ottobre con CES Unveiled Milan all’Allianz MiCo, portando nel capoluogo lombardo imprese, innovatori e protagonisti dell’industria tecnologica internazionale.
Il giorno dopo lo choc, la delusione e le preoccupazioni per una persona che ora è ricoverata in terapia intensiva, è il momento della riflessione e delle scuse. “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa” dice in un’intervista a Repubblica, la mamma di uno dei due ragazzi che con la minicar nera sono stati autori di aggressioni pericolosissime. Si tratta minorenne seduto sul lato del passeggero di quella macchinina nera che ha seminato il panico a Roma nel quartiere Monteverde (la vittima più grave è l’attoreDavide Iacopini, ancora ricoverato in ospedale).
“Quella minicar non è nostra, una minicar non possiamo permettercela, ma ricchi o poveri non ti salvi da quel che la vita ti sbatte in faccia. Mio figlio era su quell’auto, da martedì notte purtroppo lo so e ora dobbiamo farci i conti. Ho visto mio figlio diverso, l’ho visto piangere. Si è portato, insieme al suo amico, un peso che non ha avuto il coraggio di raccontare. Ma io sono la madre: lo sentivo come respirava dentro – prosegue nella lunga intervista – Ho passato tutta la notte con lui, a parlargli, a capire. Mio figlio mi ha chiesto: ‘Si può credere che Dio faccia un miracolo? Io non lo so come si prega, aiutami a pregare per aiutare quell’uomo”. I due ragazzini, interrogati, hanno confessato le aggressioni dicendo che lo avevano fatto per gioco, perché si annoiavano nel giorno del compleanno di uno dei due.
“Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo: spaventare i passanti”. E aggiunge: “Non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano. In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos’era successo, si sono terrorizzati”. Nell’intervista spiega che il suo è “un figlio della società di oggi, dei cellulari, dei social. Ho cresciuto lui e suo fratello affrontando difficoltà enormi, cercando di trasmettere loro dei valori. La mattina esco alle 5 per andare a lavorare ma sono stata presente, li ho ripresi, ho combattuto contro i loro errori, anche quando sarebbe stato più semplice voltarmi dall’altra parte. Non sono una madre perfetta e non pretendo di esserlo. Ma non accetto l’idea che ogni errore di un figlio sia automaticamente la prova del fallimento dei suoi genitori. I nostri figli crescono dentro una società, non soltanto dentro una famiglia. E tutti dovremmo interrogarci sul mondo che stiamo consegnando loro”.
E conclude: “Vorrei che Davide tornasse alla sua vita. È questo che desidero più di ogni altra cosa. Spero di incontrarlo per chiedere scusa anche a lui. Riguardo a mio figlio, invece, so che dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni. Io non posso cancellare quello che è successo, ma posso continuare a educarlo, anche attraverso questo dolore. Perché essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità“.
Intanto verranno inviati in giornata alla Procura dei minori di Roma gli atti dell’indagine relativa alle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone. L’incartamento, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri, verrà trasmesso ai colleghi di via dei Bresciani. A quel punto la Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un’eventuale misura cautelare a loro carico. Non è esclusa, inoltre, una terza opzione, ossia la richiesta agli investigatori di ulteriori accertamenti.
Yumi Nu is one of the world’s most sought-after models. An American citizen of Dutch and Japanese descent, and the niece of DJ Steve Aoki, she has appeared on the cover of Sports Illustrated and walked for L’Oréal and Victoria’s Secret. On September 22, at Vogue World in Milan, Nu shared the runway with a group of inexperienced intruders: four humanoid robots built by the Chinese company Unitree Robotics.