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Serie A, il Milan domina per 70 minuti l’Atalanta, poi rischia. Finisce 3 a 2 per i rossoneri

18 October 2026 at 19:06

Il Milan conquista tre punti preziosi contro l’Atalanta al termine di una partita dai due volti. I rossoneri dominano e si portano sul 3-0, ma nella ripresa subiscono la reazione dei bergamaschi, che riaprono la sfida e sfiorano il pareggio. Finisce 3-2 a San Siro, con la squadra di Amorim che sale a 15 punti in classifica.

Milan-Atalanta 3-2, dopo il rigore di Ramos e i gol di Rabiot e Gila arriva la reazione dei bergamaschi

Dopo il netto 4-0 conquistato in Austria contro il Salisburgo, il Milan prosegue il suo percorso di crescita e cominciano a prendere sempre più forma le idee di Ruben Amorim. Contro l’Atalanta, i rossoneri mettono in mostra per oltre un’ora un calcio convincente, fatto di possesso, intensità e qualità nelle giocate offensive. La squadra di Maurizio Sarri fatica a contenere le iniziative dei padroni di casa, che arrivano fino al 3-0 dando l’impressione di aver chiuso la partita. Poi il Milan si spegne, perde sicurezza e concede agli avversari la possibilità di rimettere tutto in discussione. Alla fine arrivano i tre punti, ma anche qualche preoccupazione per un calo che rischia di compromettere una prestazione fino a quel momento di alto livello.

Il Milan parte forte e trova la rete già dopo poco più di dieci minuti con Christian Pulisic, ma il gol viene annullato per una posizione di fuorigioco nell’azione. L’Atalanta risponde con una grande occasione di Nikola Krstovic, che riesce a superare Mike Maignan ma, da posizione defilata, non trova lo specchio della porta. Al 23′ arriva il primo episodio arbitrale della serata. Un fallo di mano nell’area bergamasca porta l’arbitro Daniele Chiffi, dopo l’intervento del Var, ad assegnare un calcio di rigore al Milan. Sul dischetto si presenta Gonçalo Ramos, che non sbaglia e al 24′ firma l’1-0.

Il vantaggio aumenta la fiducia dei rossoneri, che continuano a comandare il gioco mentre l’Atalanta fatica a costruire occasioni. Al 43′ arriva anche il raddoppio, con una splendida iniziativa di Adrien Rabiot. Il francese, ammonito pochi istanti prima e apparso nervoso dopo alcuni contrasti, riesce a liberarsi della marcatura e a battere Carnesecchi con una conclusione precisa e angolata. Il primo tempo si chiude sul 2-0, con un Milan nettamente superiore per qualità della manovra e capacità di rendersi pericoloso.

La ripresa sembra confermare quanto visto nei primi 45 minuti. Un altro fallo di mano in area porta al secondo rigore della serata per il Milan, ma questa volta Gonçalo Ramos si fa ipnotizzare da Carnesecchi, bravo a intuire la conclusione e respingere il tiro. Sul calcio d’angolo successivo, però, Luka Modric disegna una traiettoria sul primo palo, Rabiot prolunga di testa e Mario Gila trova il gol del 3-0, il primo con la maglia rossonera.

Con tre reti di vantaggio, il Milan sembra avere ormai il controllo della partita. L’Atalanta, tuttavia, comincia a trovare maggiore spazio e al 64′ va vicinissima al gol con Krstovic, che colpisce il palo con una conclusione potente. È il primo vero campanello d’allarme per i rossoneri. Due minuti più tardi, al 66′, Gianluca Gaetano si inserisce nell’area milanista e trova la rete che accorcia le distanze.

Il Milan perde progressivamente ritmo e lucidità, mentre l’Atalanta prende coraggio e insiste soprattutto sulle corsie esterne. All’81’ è ancora Bellanova a rendersi protagonista sulla fascia e a propiziare il gol di Krstovic, che firma il 3-2 e riapre definitivamente la partita. I rossoneri, dopo aver espresso un calcio di alto livello per gran parte della gara, si ritrovano improvvisamente a difendere un vantaggio diventato minimo.

Il momento più pericoloso arriva poco dopo, quando Zappacosta si presenta davanti a Maignan e trova la grande risposta del portiere francese, decisivo nell’evitare il pareggio. L’Atalanta continua a spingere, cercando soprattutto palloni da mettere al centro dell’area, ma senza riuscire a costruire altre occasioni altrettanto nitide. Nel finale il Milan ha anche la possibilità di chiudere definitivamente la sfida con Ramos, senza però trovare la quarta rete.

Finisce 3-2 per il Milan, che conquista il secondo successo consecutivo tra Europa League e campionato e sale a 15 punti. Amorim può essere soddisfatto per la qualità del gioco mostrata fino al 3-0, ma dovrà lavorare sulla gestione dei momenti della partita e sulla tenuta della squadra quando gli avversari alzano la pressione. L’Atalanta esce sconfitta da San Siro, dopo aver sfiorato una rimonta che, per come si era sviluppato il primo tempo, sembrava improbabile.

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A Washington la quarta edizione degli Italpress Awards: Premiati Attilio Fontana, Giorgio Marrapodi, Marco Peronaci, Gianni Riotta, Tommaso Tanzilli

18 October 2026 at 17:18

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con gli Italpress Awards. Il premio – istituito dall’agenzia di stampa Italpress, diretta e fondata da Gaspare Borsellino, giunto alla sua quarta edizione – viene assegnato a personalità italiane e italoamericane che valorizzano e promuovono l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. La cerimonia si è tenuta al Washington Hilton di Washington DC ed è stata presentata dal giornalista Stefano Vaccara.

Dopo i saluti del presidente della NIAF, Robert Allegrini, e del vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, il riconoscimento è stato assegnato ad Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia; all’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente per l’Italia all’Onu; all’ambasciatore italiano a Washington Marco Peronaci; al giornalista Gianni Riotta; a Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

A tutti è andata una raffigurazione del mondo con l’Italia in evidenza realizzata da Marco Gallotta, artista di origini italiane, residente a New York, noto a livello mondiale per le sue tecniche di taglio della carta, disegno, pittura e incisione.

“È una grande emozione perché credo che sia il coronamento di un lavoro che stiamo portando avanti da tanto tempo, anche se i veri premiati dovrebbero essere tutti i lombardi. Noi non facciamo altro che cercare di interpretare le loro esigenze e cercare di realizzare quelle che sono le loro richieste”, ha detto Fontana.

“A Gaspare Borsellino mi legano rapporti di stima, rapporti professionali, ma anche rapporti di amicizia e sono particolarmente contento di questo premio che viene da un’agenzia di stampa che svolge un ruolo importante per la diffusione di informazioni corrette”, ha commentato l’ambasciatore Marrapodi.

Per l’ambasciatore italiano a Washington, Marco Peronaci, il premio “è un messaggio positivo, un messaggio di presenza italiana che cresce. In un mondo complicato, il rapporto con gli Stati Uniti rimane di fondamentale vitalità su tutti i temi della nostra storia comune”.

Secondo Gianni Riotta “il lavoro che fa Italpress“ anche con gli Italpress Awards “è un lavoro di
rete, è un lavoro di network, è un lavoro che funziona molto in Italia”, “credo che oggi più che mai far conoscere l’Italia degli americani e viceversa”.

“Il nostro contributo è quello di infrastrutturare il Paese ma non solo. Abbiamo l’ambizione di diventare la metropolitana d’Europa e, perché no, di espandere il nostro know-how anche negli Stati Uniti. È uno dei motivi per cui oggi è un piacere ricevere questo premio da parte di Italpress”, ha detto Tommaso Tanzilli, presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato.

“Il bilancio di questi primi quattro anni degli Italpress Awards è certamente positivo. Il Premio è nato a New York nel 2023, in concomitanza con le celebrazioni per i 35 anni dell’agenzia e con l’apertura del nostro ufficio di corrispondenza nella Grande Mela, accompagnando l’avvio del progetto di espansione e internazionalizzazione di Italpress – afferma Borsellino –. Da allora l’agenzia ha registrato una crescita costante, siglando oltre 30 accordi di partnership con agenzie di stampa e televisioni straniere in diversi continenti e consolidando, al tempo stesso, la propria presenza negli Stati Uniti. La scorsa estate, dopo l’apertura dell’ufficio di corrispondenza nel Palazzo delle Nazioni Unite, abbiamo inaugurato un nuovo corner TV a Piazza Italia, a Times Square, nel cuore di Manhattan”.

Un percorso, afferma il direttore responsabile dell’Italpress, che “proseguirà anche quest’anno con nuovi accordi di collaborazione con agenzie di stampa e televisioni estere e con l’apertura di altri uffici di corrispondenza in aree strategiche, per offrire un’informazione sempre più in presa diretta”.

Nel corso dell’iniziativa si sono tenuti due talks: il direttore del quotidiano La Sicilia, Antonello Piraneo, ha dialogato con l’ambasciatore Paolo Zampolli sul tema “Ve la do io l’America: il rapporto tra Trump e l’Italia”; “Sicilia, la maledizione della Grande Bellezza”, è stato invece il filo conduttore dell’intervista del vicedirettore de La Sicilia, Mario Barresi, al vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè.

La cerimonia ha avuto il supporto come main partner di Beyond-Medov Group, Enel, Gruppo FS, GKSD, Intesa Sanpaolo, Menarini, Pirelli, Terna e Webuild.

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“Il Maestro e Margherita” raccontato al Teatro La Nuova Fenice di Osimo da Paolo Nori

18 October 2026 at 17:06

In una generale proposta teatrale che spesso scivola nel già visto, la voce di Paolo Nori si diversifica da anni per quella sua cadenza inconfondibile, caratterizzata da ironia emiliana, rigore filologico e l’intento di restituire i grandi giganti della letteratura russa alla concretezza della vita quotidiana.

Scrittore, traduttore e saggista nato a Parma nel 1963, autore di opere di successo e finalista al Premio Strega 2025 con il saggio-romanzo Chiudo la porta e urlo (Mondadori), Nori sta intraprendendo una fortunata tournée nei teatri italiani con un nuovo monologue-show incentrato su alcuni romanzi e autori della letteratura russa, tra cui Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

Sul palcoscenico del Teatro La Nuova Fenice di Osimo, gremito per l’occasione, sabato 17 ottobre la narrazione si è articolata secondo una struttura in tre atti ben delineati, pemsati per collegare la biografia dell’autore, il romanzo e alcuni aneddoti personali di Nori.  

“Il Maestro e Margherita” raccontato al Teatro La Nuova Fenice di Osimo da Paolo Nori

Il racconto si è aperto con l’esegesi del contesto esistenziale di Bulgakov, ripercorrendone le tre relazioni coniugali, il travagliato rapporto con Stalin e il dramma d’una censura sistematica che impose la pubblicazione postuma della maggior parte delle sue opere.

Nori si è incuneato nelle pieghe di un’esistenza segnata dall’ostracismo degli intellettuali di regime, attingendo a testimonianze dirette come la celebre lettera indirizzata dallo scrittore al governo sovietico nel 1930:  

«Dopo che le mie opere sono state proibite, molti cittadini mi hanno consigliato di scrivere un dramma comunista e rivolgermi al governo sovietico con una lettera di pentimento per rinnegare le idee espresse nelle mie opere precedenti e assicurare che d’ora in poi lavorerò come scrittore compagno di strada, fedele all’idea del Comunismo, per salvarmi dalle persecuzioni, dalla miseria e dalla inevitabile rovina. Ecco, io non seguo questo consiglio, non credo che potrei comparire in una luce favorevole di fronte al governo sovietico, scrivere una lettera falsa che costituirebbe un voltafaccia politico disgustoso e ingenuo.

Il desiderio maturato in me di porre fine al mio supplizio di scrittore mi induce a rivolgervi al governo sovietico con una lettera sincera. Passando in rassegna i miei ritagli di giornale (…), hanno scritto di me come lo spazzino della letteratura, che raccatta gli avanzi vomitati da una dozzina di commensali. Hanno affermato che mi piace l’atmosfera d’accoppiamenti canini e che il mio dramma I giorni dei Turbin puzza e così via.

Voglio precisare che non sto riportando questi giudizi per lamentarmi delle critiche o comunque entrare in polemica. Lo scopo è molto più serio. Voglio provare, documenti alla mano, che tutta la stampa dell’Unione Sovietica e tutti gli organismi preposti a controllare il repertorio durante tutto l’arco della mia attività letteraria, all’unanimità e con straordinario accanimento hanno sostenuto che le opere di Michael Bulgakov in Unione Sovietica non possono esistere. E io dichiaro che la stampa sovietica ha perfettamente ragione.

Mi rimproverano di aver creato il primo appello alla libertà di stampa in Unione Sovietica. È vero. La lotta contro la censura, qualunque essa sia e sotto qualunque potere, è un mio dovere di scrittore, così come gli appelli alla libertà di stampa. Sono un appassionato sostenitore di questa libertà (…). Ecco, dunque, una delle caratteristiche della mia opera già più che sufficiente di per sé per far sì che le mie opere in Unione Sovietica non possoao esistere, mai ad essa sono collegati altri elementi presenti nei miei racconti: le tinte cupe, mistiche, di cui mi servo per rappresentare le innumerevoli mostruosità della nostra vita quotidiana, il veleno di cui è intrisa la mia lingua, il profondo scetticismo nei confronti del processo rivoluzionario in atto nel mio arretrato Paese».  

Una vibrante denuncia alla quale lo stesso Stalin rispose e che costituisce una pagina fondamentale nella biografia di Bulgakov. Nel frattempo, le immagini proiettate sullo schermo del teatro hanno mostrato le istantanee private dell’autore e delle sue mogli; di queste la terza, Elena Sergeevna Bulgakova, avrebbe poi salvato e consegnato alla storia il manoscritto di Il Maestro e Margherita.

Nori ha scelto le immagini sovrapponendole ai luoghi reali di Mosca collegati al libro. In questo intreccio tra vita vissuta e invenzione narrativa, l’autore ha ricreato la genesi di un testo a lungo soffocato, integrando memorie personali sui propri viaggi in Russia e sul proprio viscerale legame con la cultura slavofila.  

“Il Maestro e Margherita” raccontato al Teatro La Nuova Fenice di Osimo da Paolo Nori

La parte centrale dello spettacolo ha offerto la sintesi critica della trama del romanzo, soffermandosi sulla figura del diavolo, incarnato da Woland. Satana bulgakoviano non si limita a seminare il caos nella burocrazia moscovita degli anni Venti, ma assume il ruolo paradossale di garante della verità morale in un mondo dominato dal conformismo ateo e totalitario.

Nel celebre dialogo sul tetto della biblioteca con Levi Matteo, le forze del bene e del male si confrontano in una dialettica imprescindibile per la comprensione dell’esistenza umana e dell’ombra che ogni corpo proietta alla luce.  

L’ultima sequenza della serata si è tradotta in un’intensa digressione sull’Emilia-Romagna (Parma nello specifico), sulle radici antifasciste di questa terra e sulla Resistenza.

Rileggendo le persecuzioni subite da Bulgakov, Nori ha formulato un monito civile sull’essenza dell’antifascismo contemporaneo, inteso quale difesa quotidiana della libertà di pensiero di fronte a qualsiasi forma di coercizione.  

I prossimi appuntamenti della tournée saranno il 20 ottobre a Padova alla libreria La forma del libro con il suo nuovo romanzo L’amore è una banana, insieme ad Andrea Pennacchi. Poi il 21 ottobre su Zoom alle 19 per gli abbonati di State bene Bombé, con Pietro Sermonti sempre per presentare L’amore è una banana.

Seguono altre presentazioni del romanzo per la rassegna Pubblici discorsi il 22 ottobre a Milano alla libreria Rizzoli, con Alberto Rollo, il 23 ottobre a Radio 24 dalle 9 in poi nella trasmissione Uno nessuno e centoMilan con Alessandro Milan, mentre la sera Nori sarà a Parma alla libreria Feltrinelli.

Il racconto de Il Maestro e Margherita torna invece il 24 ottobre a Verona al Teatro Nuovo alle 21, seguito il 26 ottobre a Bologna presso la Libreria Coop Ambasciatori dalla presentazione de I luoghi a cui appartieni con Chiara Donadi. Infine, Genova e Firenze chiuderanno questa prima parte del tour.

“Il Maestro e Margherita” raccontato al Teatro La Nuova Fenice di Osimo da Paolo Nori

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Ascolti tv, Affari Tuoi domina: la Ruota della Fortuna non gira più. E lo scontro tra Tu si que vales e Ballando con le stelle…

18 October 2026 at 16:58

Ascolti tv, Affari Tuoi domina: la Ruota della fortuna non gira più

Nel prime time Rai1 ha diffuso lo spettacolo di varietà Ballando con le stelle 2026 che ha ottenuto una media di 2.651.000 telespettatori pari al 23,8% di share nella rilevazione dell’intera serata (21,5% nel segmento “Tutti in pista” e 24,8% in “Ballando con le stelle”). Su Rai2 il telefilm NCIS 23 ha ottenuto una media di 591.000 telespettatori ed il 3,8% di share.

Su Rai3 Blu notte i misteri dimenticati ha ottenuto una media di 478.000 telespettatori ed il 3,4% di share. Su Canale 5 il varietà Tu si que vales ha ottenuto una media di 3.342.000 telespettatori pari al 24,4% di share. Su Italia 1 il film L’era glaciale 3 ha totalizzato una media di 644.000 telespettatori ed il 4,2% di share.

Su Rete 4 il film Inside man ha fatto registrare una media di 390.000 teste ed il 2,9% di share, quindi il varietà In altre parole su La7 ha fruttato una media di 880.000 telespettatori ed il 5,9% di share. Su Tv8 il telefilm I delitti del BarLume ha ottenuto una media di 110.000 telespettatori e l’1% di share.

Sul Nove il talk show Accordi & disaccordi 18 ha totalizzato una media di 341.000 telespettatori ed il 3,3% di share. Nell’access time il gioco a premi Affari tuoi su Rai1 ha fatto registrare una media di 4.010.000 telespettatori pari al 23,8% di share, mentre il quiz La ruota della fortuna ha totalizzato una media di 3.629.000 telespettatori ed il 21,6% di share.

LA SFIDA BALLANDO VS TU SI QUE VALES

Nella sovrapposizione esatta fra i due varietà (21:25-00:19) Tu si que vales ottiene il 24,4% di share e 3.342.000 telespettatori con Ballando con le stelle che ottiene il 22,8% e 3.110.000 telespettatori. L’analisi delle curve dello share minuto per minuto ci consegna una prima parte di serata in cui c’è maggior equilibrio fra i due varietà, con la curva di Ballando che scorre a metà strada nella corsia fra il 20 ed il 25% di share praticamente attaccata alla curva di Tu si que vales, questa più bassa del solito (il segmento lip sync inizia a stancare?).

Poi la curva di Tu si que vales va al comando sfiorando la soglia del 30% di share in seconda serata e con la curva di Ballando che si ferma sulla soglia del 25% di share. Poi curva di Tu si que vales in calo al 25% in chiusura di puntata e curva di Ballando che decolla al 29%, toccando poi in solitaria all’una e mezza il 30% di share.

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Milano a ferro e fuoco, il centrodestra attacca Sala: “Serve tolleranza zero, ma la sinistra cerca consenso tra i maranza”

18 October 2026 at 16:57

Le devastazioni nel centro di Milano diventano terreno di un durissimo scontro politico. Dopo la giornata di sabato 17 ottobre, segnata da violenze, saccheggi, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine, le polemiche investono Palazzo Marino e i principali esponenti dei partiti milanesi. E mentre si susseguono le dichiarazioni di condanna e le accuse incrociate, anche domenica 18 ottobre si sono registrati nuovi disordini nel cuore della città, con gli assalti ai negozi Foot Locker e Champions di via Torino e il saccheggio di un supermercato Carrefour. Le forze dell’ordine sono intervenute in tenuta antisommossa, effettuando nuovi fermi e cariche tra il Carrobbio e piazza San Giorgio.

Al centro del confronto politico ci sono la gestione dell’ordine pubblico, le responsabilità delle violenze e il rapporto tra le proteste studentesche e i gruppi protagonisti degli scontri. Il sindaco Giuseppe Sala punta il dito contro l’insufficienza degli agenti impiegati sabato, mentre la Lega attacca duramente il centrosinistra, accusandolo di atteggiamenti troppo indulgenti nei confronti dei violenti. Dal Pd arrivano la condanna delle devastazioni e la richiesta di non criminalizzare gli studenti che manifestano pacificamente.

Sala: “Troppo pochi agenti in piazza, mai avuta questa sensazione di perdita del controllo”

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenuto a RTL 102.5 nel corso de “L’indignato Speciale”, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto sabato, sostenendo che il dispositivo di sicurezza fosse insufficiente rispetto alla portata delle violenze. “Ieri in piazza troppo pochi agenti, è stato sottovalutato il momento”, ha dichiarato il primo cittadino. “Guardando le immagini, soprattutto quelle di piazza Duomo, ho visto una quantità di protestanti estremamente violenti e uno sparuto gruppo di poliziotti, messi in un angolo. Ora, io non ce l’ho con il questore, ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni giorno. Ma ho l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano per la gestione dell’ordine pubblico non fossero adeguate“.

Secondo Sala, sabato sarebbero stati presenti circa 200 poliziotti, un numero insufficiente per fronteggiare gruppi che si muovevano rapidamente e si dividevano in diversi punti del centro. “Le forze dell’ordine potevano essere di più: ieri questi poveri poliziotti erano pochi. La polizia ha cercato di far arrivare dei rinforzi in zona Duomo, ma non è semplicissimo. Quindi dobbiamo essere ancora più pronti”.

Il sindaco ha poi espresso il timore che quanto accaduto non sia destinato a rimanere un episodio isolato. “Sono molto preoccupato, temo che queste siano soltanto le prime situazioni che vedremo e che ce ne saranno altre simili”, ha affermato, precisando che “nessuno, io per primo, ha la minima volontà di giustificare la violenza”. “Sono sindaco da più di dieci anni e non ho mai avuto questa sensazione di perdita del controllo sulla violenza”, ha aggiunto Sala, esprimendo piena solidarietà alle forze dell’ordine. Quanto ai danni, il Comune sta procedendo a una ricognizione: “È giusto che i privati, ma forse anche il Comune, cerchino di rivalersi nei confronti di chi è responsabile”.

Sardone: “Novanta agenti medicati, Sala e Majorino fanno polemiche patetiche”

Durissimo l’attacco di Silvia Sardone, consigliera comunale e candidata sindaco indicata dalla Lega, che punta il dito contro il centrosinistra milanese. “Stando a quanto riferiscono le agenzie di stampa sono stati 90 gli agenti medicati negli ospedali, un numero enorme che è il frutto del combinato disposto sinistra istituzionale-devastatori di professione”, sostiene Sardone. “E il sindaco Sala e il suo aspirante successore cosa fanno? Alimentano patetiche polemiche invece di concentrarsi esclusivamente sui delinquenti in piazza”.

Per l’esponente leghista, le posizioni espresse dal centrosinistra sulla gestione della sicurezza in città ne comprometterebbero la credibilità. “Sono gli stessi che si opponevano a ogni blitz delle forze dell’ordine per ripulire la stazione Centrale gridando al razzismo, non hanno nessuna credibilità. Semmai è sempre più evidente il disprezzo che la sinistra ha delle divise”. Sardone accusa inoltre il centrosinistra di cercare consenso tra i gruppi coinvolti nelle proteste: “Questo tentativo di cercare consenso tra maranza di seconda generazione e antagonisti è molto pericoloso: è un attentato alla democrazia”.

E conclude: “Fa poi sorridere sentir derubricare il tutto a ‘pochi violenti di un corteo pacifico’. Il centro di Milano è stato messo sottosopra, ci sono danni pesantissimi, negozi distrutti e saccheggiati: menomale che i violenti erano pochi, altrimenti cosa doveva succedere? Doveva andare a fuoco il Duomo per far sì che Sala e Majorino condannassero senza reticenze gli scontri?”.

Majorino: “Violenza ingiustificabile, ma non si criminalizzino gli studenti”

Dal centrosinistra arriva la condanna degli episodi di violenza, accompagnata però dalla richiesta di distinguere le responsabilità dei gruppi violenti dalle ragioni delle mobilitazioni studentesche. “Gli episodi di violenza sono assolutamente ingiustificabili e vanno condannati fermamente”, ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia. “Nessuno può permettersi tuttavia di utilizzarli per criminalizzare le studentesse e gli studenti che da giorni stanno scendendo in piazza in modo assolutamente pacifico”, ha aggiunto Majorino, richiamando le questioni poste dai giovani nelle manifestazioni: il diritto alla casa, allo studio e, più in generale, al futuro.

Capelli (Pd): “La destra soffia sul fuoco, attacchi strumentali a Sala”

A difendere il sindaco e a replicare agli attacchi del centrodestra è anche Alessandro Capelli, segretario metropolitano del Partito Democratico milanese. “Siamo stati chiari fin dal primo momento: la violenza non è mai giustificabile e quello che è successo a Milano ci preoccupa molto. Ma ci preoccupa altrettanto l’atteggiamento di una destra che soffia continuamente sul fuoco, incapace di ascoltare le ansie, le paure e le rivendicazioni che arrivano dalle piazze”. Capelli legge le polemiche anche in chiave elettorale, alla luce della corsa verso le comunali del 2027. “Gli attacchi sguaiati del centrodestra al sindaco Beppe Sala dimostrano solo una cosa: in vista della campagna elettorale non hanno uno straccio di argomento o di proposta da offrire alla città”.

Il segretario dem chiama in causa direttamente il governo e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Il ministro Piantedosi è parte di un Governo che ha abbandonato le città da tempo e che, invece di investire sulla sicurezza reale nei nostri quartieri, ha preferito buttare via quasi un miliardo di euro nei centri in Albania”. Critiche anche al presidente del Senato Ignazio La Russa: “Rimane sorprendente il modo con cui Ignazio La Russa continua a interpretare il ruolo di Presidente del Senato. Ormai, purtroppo, non ci stupiamo più di nulla. Ma Milano merita rispetto e risposte serie, non la solita propaganda”.

Sala e il secondo giorno di devastazioni: “Condanna totale e nessuna comprensione”

“Sto vedendo in diretta quello che sta succedendo nel centro di Milano, con vetrine sfondate, negozi saccheggiati e cittadini impauriti. Voglio essere il più preciso possibile. Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. Senza atteggiamenti comprensivi rispetto a comportamenti che lasciano poco spazio alla comprensione. In particolare per gli incidenti di oggi. Vorrei però che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala oggi.

Corbetta (Lega): “Milano rischia di diventare come Parigi, servono tolleranza zero e remigrazione”

Dal Consiglio regionale lombardo interviene Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega, che invoca un deciso cambio di passo nelle politiche sulla sicurezza. “Le immagini di guerriglia urbana nel cuore di Milano sono inedite e agghiaccianti. Maranza violenti, giovanissimi incappucciati, assalti alle forze dell’ordine, auto danneggiate, negozi saccheggiati e devastazioni. Non dobbiamo permettere che Milano e le nostre città diventino teatro di caos e violenze fuori controllo come a Parigi e in Francia”. Corbetta chiede al Pd e alle altre forze di sinistra di prendere nettamente le distanze dai responsabili degli scontri, sostenendo che “chi aggredisce la polizia e devasta le nostre città è un delinquente, non una vittima della società”.

“Servono pugno duro, certezza della pena e tolleranza zero”, prosegue il leghista, auspicando un ritorno di Matteo Salvini al Viminale “per dare una svolta alla sicurezza, con più controlli, tutela delle forze dell’ordine, espulsioni per gli stranieri pericolosi e politiche di remigrazione”.

Piscina (Lega): “Comune parte civile contro i devastatori, non paghino i milanesi”

Sul fronte delle conseguenze economiche e giudiziarie delle devastazioni interviene Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale di Milano, annunciando due iniziative a Palazzo Marino. “Domani mattina, non appena apriranno gli uffici, depositerò un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale per chiedere che il Comune di Milano si costituisca parte civile nei processi contro i responsabili, affinché a pagare il conto siano i criminali”, annuncia Piscina.

Il consigliere presenterà anche un’interrogazione urgente per chiedere una quantificazione dei danni arrecati al patrimonio pubblico, sostenendo che i costi delle devastazioni non debbano ricadere sui cittadini. Piscina attacca poi gli esponenti del centrosinistra, accusandoli di offrire giustificazioni indirette agli autori delle violenze. In particolare, chiama in causa Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino: “Non mi stupisce affatto che Mario Calabresi sia arrivato ad attaccare le Forze dell’Ordine e che Pierfrancesco Majorino non abbia proferito una sola parola di condanna: il loro è un vero e proprio tacito assenso a quanto fatto da maranza e centri sociali”. Un’accusa che si contrappone alla condanna esplicita delle violenze espressa dallo stesso Majorino.

Verri (Lega): “Chi giustifica le devastazioni paghi i danni di tasca propria”

Ancora più duro Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che prende di mira Lorenzo Paccini, accusandolo di aver giustificato le devastazioni. “Chi si scaglia contro il ministro Salvini e contro le forze dell’ordine, delirando su presunti pestaggi, vista la gravità delle proprie dichiarazioni, dovrebbe pagare di tasca propria i danni provocati”, afferma Verri. “Dal momento che si sente così solidale con chi ha pensato bene di trasformare Milano in un campo di battaglia, tiri fuori gli attributi e se ne assuma la responsabilità, tanto politica quanto economica, per i danni arrecati ai milanesi”.

Il capogruppo leghista definisce gli autori degli scontri “autentici rifiuti sociali, infiltrati tra gli studenti e mascherati da tali” e attribuisce al governo cittadino una responsabilità politica per quello che considera un clima di impunità. “Si raccolgono i frutti del buonismo di chi governa Milano da troppo tempo e ha lasciato passare un messaggio di sostanziale impunità, attirando un esercito di sfaccendati convinti di poter fare il bello e il cattivo tempo, forti di una certa protezione politica”, conclude.

Milano, nuove devastazioni domenica: assaltati negozi e supermercato in centro

Le dichiarazioni politiche raccolte nella giornata di domenica si riferiscono agli scontri di sabato, ma nel frattempo la situazione in città è tornata a precipitare. Nel pomeriggio del 18 ottobre centinaia di giovani si sono nuovamente radunati nella zona del Duomo, dividendosi in piccoli gruppi e spostandosi tra le vie del centro. In via Torino sono state prese di mira le vetrine di Foot Locker e Champions, mentre un supermercato Carrefour è stato assaltato e saccheggiato. Cestini, biciclette e monopattini sono stati rovesciati lungo le strade. Sono intervenuti agenti in tenuta antisommossa, con fermi nella zona del Carrobbio e una carica in piazza San Giorgio. Una cinquantina di persone sono state accompagnate in Questura per l’identificazione, secondo le prime informazioni. Due giornate consecutive di violenze che alimentano ulteriormente lo scontro politico sulla sicurezza a Milano, mentre restano da quantificare i danni complessivi e da accertare le responsabilità individuali dei partecipanti ai disordini.

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Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

18 October 2026 at 16:44

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

È Giuseppe Conte il leader che gli elettori di centrosinistra vorrebbero alla guida del campo largo. Lo rileva il monitoraggio settimanale «tre x 1.000» realizzato dall’istituto Lab21 per Affaritaliani (rilevazione n. 319 del 17 ottobre 2026). Alla domanda su chi dovrebbe essere il leader politico chiamato a guidare la coalizione progressista, il presidente del Movimento 5 Stelle raccoglie il 41,8% delle preferenze.

Conte stacca di 14,6 punti la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che si ferma al 27,2%. Insieme, i leader dei due principali partiti della coalizione concentrano il 69% delle indicazioni: quasi sette elettori su dieci.

Il dato più sorprendente arriva dal terzo gradino del podio. Con il 12,8% si piazza Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e fondatore di Progetto Civico Italia, la rete di amministratori civici che si propone come nuova gamba del campo largo. Onorato precede di 1,7 punti il leader di Italia Viva Matteo Renzi, fermo all’11,1%.

Chiudono la classifica i due leader di Alleanza Verdi Sinistra: Angelo Bonelli con il 4,2% e Nicola Fratoianni con il 2,9%. Il quesito è stato posto a chi dichiara di conoscere il leader politico e di votare per il centrosinistra alle prossime elezioni politiche.

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

Intenzioni di voto, sfida sul filo

Sul fronte delle intenzioni di voto, la partita tra i due schieramenti resta apertissima. Il centrodestra si attesta al 43,2% (+0,1 rispetto alla rilevazione precedente), il campo largo al 43,0% (-0,1). Due decimali di distanza: un divario ampiamente dentro il margine di errore.

Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 28,2%, stabile. Seguono Forza Italia al 6,9% (-0,1) e la Lega al 5,6% (+0,1). Completano la coalizione di governo Sud chiama Nord all’1,6%, invariato, e Noi Moderati allo 0,9% (+0,1).

Nel campo progressista il Partito democratico tiene al 20,0%. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza della coalizione in crescita: +0,2 punti, al 13,6%. In lieve calo Alleanza Verdi Sinistra (5,5%, -0,1), Italia Viva (2,8%, -0,1) e Più Europa (1,1%, -0,1): flessioni che il passo avanti dei pentastellati compensa solo in parte.

Fuori dai due poli, Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo l’uscita dalla Lega, si colloca all’8,1% (-0,1). È la quarta forza politica del Paese, davanti sia a Forza Italia sia al Carroccio. Azione di Carlo Calenda sale al 3,0% (+0,1), mentre gli altri partiti raccolgono complessivamente il 2,7%.

Con appena 0,2 punti tra centrodestra e campo largo, l’8,1% di Futuro Nazionale, oggi esterno a entrambe le coalizioni, resta la variabile più pesante sugli equilibri in vista delle politiche.

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Nota metodologica

Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto demoscopico Lab21 per Affaritaliani.it, a cura del prof. Roberto Baldassari, tra il 10 e il 15 ottobre 2026. La popolazione di riferimento è quella italiana maggiorenne, su tutto il territorio nazionale.

Il campione è probabilistico, con estrazione casuale e ponderazione sociodemografica, stratificato per genere, età, ampiezza dei centri, professione e livello di istruzione. Le interviste sono state raccolte con metodologia ibrida C.A.T.I./C.A.M.I./C.A.W.I. (telefonica, da dispositivo mobile e online).

Su 5.128 contatti totali sono state completate 1.046 interviste valide (20,4%), a fronte di 4.082 non rispondenti o sostituzioni (79,6%). Il margine di errore è di +/- 3,0 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.

Le intenzioni di voto sono calcolate su chi esprime una preferenza, al netto di chi non sa, non risponde o non ha opinione; le variazioni si riferiscono alla rilevazione precedente. Il quesito sulla leadership del campo largo riguarda il sottoinsieme di chi conosce il leader e dichiara di votare per il centrosinistra: su questa base ridotta il margine di errore è più ampio di quello complessivo. Mezzo di comunicazione di massa: internet.

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Milano nel caos, giovani di nuovo in piazza Duomo: vetrine distrutte e saccheggi

18 October 2026 at 16:12

Milano, giovani di nuovo in piazza Duomo: vetrine distrutte e saccheggi

Nuova giornata di tensione nel centro di Milano, il giorno dopo la guerriglia urbana che ha devastato le vie intorno al Duomo. Dopo un tam tam su TikTok, molti ragazzi, in gran parte giovanissimi, si sono dati di nuovo appuntamento in piazza Duomo. Sono state distrutte diverse vetrine, divelti pali e alzate barricate. In via Torino un negozio è stato preso d’assalto.

Gruppi di giovani si sono poi spostati nelle vie del centro lanciando sedie. Ci sono stati numerosi episodi di vandalismo e saccheggi in negozi e supermercati. I ragazzi dicono di voler protestare contro quanto sta accadendo, che considerano ingiusto.

Piazza Duomo è presidiata dalle forze dell’ordine, con diverse auto della polizia e agenti impegnati nei controlli. Nelle strade vicine gli agenti hanno iniziato a muoversi, ma finora non ci sono stati scontri. Secondo le prime notizie, almeno una cinquantina di giovanissimi sono stati bloccati e accompagnati in questura.

Milano, polizia in via Torino dopo devastazioni

Le forze dell’ordine con i reparti antisommossa della polizia di Stato e dei carabinieri e i blindati sono entrati in via Torino da entrambi i lati dopo dieci di minuti di devastazione nella strada. Al momento in piazza San Giorgio sono state bloccate meno di una decina di persone. La maggior parte dei giovani che hanno partecipato agli atti vandalici si sono allontananti utilizzando le vie laterali. La situazione al momento pare rientrata sotto controllo.

Milano, idranti in azione in piazza Duomo, petardi contro agenti

In piazza del Duomo e’ stato attivato l’idrante per disperdere un fronte di giovani che avevano iniziato a lanciare bottiglie e petardi contro lo schieramento dei reparti antisommossa a presidio della piazza.

Poco dopo il passaggio del mezzo della polizia e’ esplosa una potente bomba carta all’ingresso di piazza del Duomo. Ancora presenti decine di gruppetti di giovani che accompagnano con fischi il passaggio di polizia e carabinieri

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Ultraleggero cade nel Maceratese, due feriti gravi

18 October 2026 at 15:48

Ultraleggero cade nel Maceratese, due feriti gravi

Un aereo ultraleggero e’ precipitato sull’aviosuperficie Madonna di Loreto, a Recanati, mentre era in fase di atterraggio: i due occupanti, due sessantenni residenti in provincia di Terni, sono stati trasferiti all’ospedale regionale di Torrette di Ancona. Il pilota era in condizioni molto gravi ed e’ stato necessario far intervenire un’eliambulanza; l’altro occupante, anche lui in codice rosso, e’ stato trasportato in ambulanza.

Da quanto si e’ appreso, il Tecnam P92 Eagle era partito Terni e stava atterrando a Recanati: per cause in corso di accertamento il velivolo e’ andato lungo sulla pista e il pilota ha cercato di riportarlo in volo, ma l’ala ha urtato un capannone e l’aereo e’ caduto violentemente al suolo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno estratto i due uomini dalle lamiere e mettere in sicurezza l’area.

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Stipendi dei magistrati, Meloni non firma il Dpcm da un miliardo: “Abbiamo altre priorit”

18 October 2026 at 14:44

Stipendi dei magistrati, Meloni non firma il Dpcm da un miliardo

Giorgia Meloni non firmerà il decreto che dovrebbe destinare quasi un miliardo di euro all’adeguamento degli stipendi dei magistrati. La presidente del Consiglio lo ha annunciato al telefono al direttore dell’Adnkronos, Davide Desario. Ha messo in conto anche l’ipotesi che sia il Consiglio di Stato a nominare un commissario ad acta al suo posto: in quel caso, ha detto, ognuno si assumerà le proprie responsabilità.

La premier giustifica il no con un confronto di cifre. Il miliardo per le toghe vale dieci volte quanto il governo sta cercando per l’autotrasporto, per evitare il blocco delle consegne di merci in tutta Italia. Il settore è in agitazione per il caro gasolio, con proteste nel Mezzogiorno e un incontro fissato al Mit per il 27 ottobre.

Il Dpcm, però, non è una scelta politica. Le retribuzioni dei magistrati si aggiornano per legge ogni tre anni, agganciate agli aumenti del pubblico impiego. L’Anm ha contestato il metodo di calcolo usato finora e Tar e Consiglio di Stato le hanno dato ragione, respingendo il ricorso del governo. Per il triennio 2021-2023 l’aumento quasi raddoppia, dal 6,69 al 12,32%. Il conto sfiora il miliardo ed è già inserito nel fondo sentenze del Documento programmatico di bilancio.

Le stime parlano di circa 100mila euro a magistrato arretrati compresi, più circa 20mila euro l’anno a regime. L’Associazione nazionale magistrati respinge questi numeri e rivendica «componenti stipendiali dovute per legge», mai corrisposte per anni.

Meloni lascia comunque aperto uno spiraglio. Se le associazioni vorranno cercare insieme una soluzione, si dice «come sempre pronta ad ascoltarle». Si dice anche convinta che «la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità di questo momento». Altrimenti l’ultima parola passerà a Palazzo Spada.

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Benzina sopra 2 euro: la mappa delle regioni con i prezzi più bassi

18 October 2026 at 14:40

Crisi carburanti: i dati Facile.it e Mimit mostrano forti differenze tra regioni. Ecco dove benzina e gasolio costano meno.

La crisi dei carburanti in Italia si riflette nei prezzi alla pompa e nelle differenze sempre più evidenti tra un territorio e l’altro. Dopo lo stop allo sconto sulle accise, la ricerca di un distributore conveniente è diventata una priorità per automobilisti e pendolari. Secondo un’analisi di Facile.it sui dati pubblicati dal Mimit, al 14 ottobre 2026 appena il 26% delle stazioni stradali esaminate vendeva gasolio sotto 2,20 euro al litro. Per la benzina sotto 2 euro, invece, la quota arrivava al 52%. Il costo del pieno può cambiare anche a pochi chilometri di distanza.

Diesel più caro della benzina: i prezzi medi

La fotografia dei prezzi medi nazionali, basata sui dati ministeriali aggiornati al 16 ottobre 2026, chiarisce l’entità del rincaro: sulla rete stradale in modalità self la benzina costa in media 2,034 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,256 euro al litro. In autostrada le medie salgono rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro. Il divario pesa soprattutto su pendolari e lavoratori. Questi valori sono medie rilevate in una data precisa, non tariffe identiche in ogni impianto né quotazioni valide automaticamente nei giorni successivi.

Solo 5.030 distributori diesel sotto 2,20 euro

L’indagine considera più di 19.500 distributori censiti dal ministero che avevano aggiornato almeno un prezzo dal 5 ottobre, escludendo la rete autostradale. Di questi, 5.030 impianti, pari al 26%, avevano un prezzo self del gasolio inferiore a 2,20 euro. Il quadro è meno severo per la verde: 10.223 distributori, il 52% del campione, erano sotto i 2 euro al litro. Le percentuali non descrivono tutti gli impianti esistenti, ma esclusivamente il perimetro analizzato da Facile.it. Serve quindi confrontare i prezzi locali.

Marche e Abruzzo: dove il diesel resiste

Guardando al prezzo del diesel regione per regione, sono le Marche a guidare la classifica: il 38% dei distributori osservati resta sotto 2,20 euro al litro. Segue l’Abruzzo con il 36%, mentre Lazio e Umbria condividono il 31%. Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria raggiungono il 30%. In valori assoluti, gli impianti sono 568 nel Lazio, 250 nelle Marche e 197 in Abruzzo. È dunque utile distinguere tra percentuale di distributori sotto soglia e disponibilità effettiva di stazioni in una determinata zona.

Campania, Basilicata e Calabria più penalizzate

All’estremo opposto della graduatoria del gasolio compaiono la Campania, dove soltanto il 14% degli impianti esaminati scende sotto 2,20 euro, la Basilicata con il 16% e la Calabria con il 19%. Anche per la benzina queste tre regioni sono nelle ultime posizioni: rispettivamente 37%, 36% e 42% dei distributori sotto 2 euro al litro. I prezzi possono comunque variare da una pompa all’altra. Le differenze regionali rendono evidente come il caro pieno non colpisca tutti allo stesso modo.

Benzina sotto 2 euro: spiccano Valle d’Aosta e Sicilia

Per la benzina self la mappa cambia. La quota più alta di stazioni sotto i 2 euro si registra in Valle d’Aosta (62%), seguita da Sicilia e Marche (60%); il Lazio si colloca al 58%. Interessante anche il dato della Lombardia, dove il 56% degli impianti monitorati rientra nella soglia, per un totale di 1.450 distributori. Seguono per numerosità il Lazio con 1.078 impianti e la Sicilia con 945. La quota percentuale non indica, da sola, quanti impianti convenienti siano disponibili.

Quanto incide sul portafoglio il caro pieno

L’effetto dei prezzi dei carburanti è concreto. Applicando le medie stradali del 16 ottobre a un rifornimento ipotetico di 50 litri, la spesa sarebbe di circa 101,70 euro per la benzina e 112,80 euro per il diesel: una differenza di 11,10 euro a pieno. È un semplice esempio di calcolo, non una stima del consumo delle vetture. Per chi rifornisce spesso il veicolo, persino pochi centesimi al litro possono incidere sul bilancio mensile. Il confronto va comunque fatto tenendo conto del percorso necessario per raggiungere una pompa meno cara: risparmiare sul prezzo unitario non conviene se richiede una deviazione troppo lunga.

Come scegliere il distributore senza perdere tempo

Nella fase attuale, il consiglio pratico è verificare i prezzi aggiornati di benzina e diesel prima di partire, confrontando impianti vicini, modalità self e servito e costo del carburante realmente disponibile. La rilevazione di Facile.it segnala inoltre che alcuni operatori hanno riproposto sconti, i cui effetti potranno emergere soltanto in successivi aggiornamenti. Anche le notizie su possibili difficoltà di approvvigionamento in alcune regioni non consentono di generalizzare una carenza nazionale: il comunicato non quantifica l’estensione delle criticità. La fotografia di ottobre mostra soprattutto una certezza: nella crisi dei carburanti, informarsi sui prezzi locali è uno dei pochi strumenti immediati a disposizione di chi guida.

Fonte: Facile.it su dati Mimit del 14 e 16 ottobre 2026.

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Dramma a Roma, anziano spara alla moglie malata terminale e si uccide

18 October 2026 at 14:20

Roma, omicidio-suicidio, anziano spara a moglie e si uccide

Omicidio-suicidio in un appartamento di viale dei Colli Portuensi, a Roma. Secondo quanto ricostruito fino a ora, un 88enne ha ucciso la moglie a colpi di pistola e si e’ poi ucciso con la stessa arma. A dare l’allarme il figlio. Sul posto gli agenti del commissariato San Paolo e della polizia scientifica. Da chiarire i motivi del gesto. Dalle prime informazioni sembra che l’anziana fosse malata terminale.

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Estradizione negli Usa, il Tar annulla il decreto di Nordio: torna libero un hacker kazako

18 October 2026 at 13:42

Il Tar annulla il decreto di Nordio, torna libero un hacker kazako

Il Tar del Lazio ha annullato il decreto con cui, il 17 febbraio scorso, il ministro della Giustizia aveva concesso agli Stati Uniti l’estradizione di Roman Yuryevich Khlynovskiy, 43enne kazako accusato di pirateria informatica. La prima sezione del tribunale amministrativo, presieduta da Roberto Politi, ha accolto in parte il ricorso presentato dai suoi legali, gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone.

Secondo le autorità americane, l’uomo farebbe parte di un gruppo di hacker che per tre giorni avrebbe paralizzato l’attività di ospedali in alcuni Stati Usa, ripristinando i sistemi solo dopo aver incassato un riscatto da centinaia di milioni di dollari. Al gruppo viene contestato anche il furto di dati riconducibili a esponenti politici statunitensi.

I giudici hanno ravvisato un difetto di istruttoria nel provvedimento, in particolare per la mancata valutazione della disponibilità espressa da Khlynovskiy a collaborare con le istituzioni italiane, mettendo a disposizione la propria esperienza nella sicurezza informatica e nella prevenzione della criminalità transnazionale. Il 43enne, detenuto nel carcere di Ferrara, è stato scarcerato ieri.

Dura la posizione dell’avvocato Tirelli nei confronti del Guardasigilli: “Come avvocato e come cittadino non posso esprimere soddisfazione per l’operato del ministro Nordio in materia di estradizioni”. Secondo il legale, in più occasioni sarebbe mancata “un’adeguata sensibilità verso diritti fondamentali e interessi nazionali”. Tirelli ha citato anche il caso Aguro, sul quale ha lanciato un appello contro l’estradizione di una cittadina verso il Venezuela, Paese che a suo giudizio presenta “gravissime criticità in materia di libertà democratiche e garanzie giudiziarie”.

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Drone sconosciuto in Lituania, intervengono due caccia italiani. Tensione alle stelle

18 October 2026 at 12:34

Drone nello spazio aereo in Lituania

Due caccia Eurofighter italiani sono decollati in risposta a un allarme sulla presenza di un drone nello spazio aereo lituano. Lo conferma un funzionario della Nato. I velivoli, spiega la fonte, operavano sotto il comando della Nato. “E’ in corso un’indagine e la Nato rimane in stretto contatto con le autorita’ lituane. L’Alleanza e’ pronta e in grado di reagire a qualsiasi potenziale minaccia, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per salvaguardare il nostro territorio e proteggere la nostra popolazione”, conclude il funzionario Nato.

Il drone, che ha fatto scattare un allarme aereo in Lituania e Lettonia nel contesto di un attacco ucraino notturno contro San Pietroburgo e la vicina regione di Leningrado, ha reso necessario il decollo immediato dei caccia nelle prime ore del mattino. Il velivolo e’ infine precipitato nei pressi di Pasvalys, nel nord della Lituania, vicino al confine con la Lettonia.

Secondo l’emittente pubblica lituana Lrt, il drone era entrato nello spazio aereo lituano, probabilmente provenendo dalla Polonia. In seguito alla segnalazione di un’esplosione a Pasvalys, la polizia militare lituana ha ispezionato l’area, rinvenendo i resti di un drone nel villaggio di Juodionys, nel distretto di Pasvalys. Il ministro della Difesa, Robertas Kaunas, ha dichiarato che l’oggetto e’ stato rilevato dai radar lituani intorno alle 5, ora italiana, facendo scattare la missione di difesa aerea della Nato, che ha disposto il decollo di caccia dalla base aerea di iauliai per identificarlo.

“Purtroppo, a causa delle condizioni meteorologiche, non e’ stato possibile stabilire un contatto visivo”, ha spiegato. Secondo quanto riportato da Lrt, il primo ministro lituano Mindaugas Sinkeviius ha affermato che e’ necessario valutare l’ipotesi di un atto di sabotaggio. Il capo del governo ha convocato per lunedi’ una riunione della Commissione per la sicurezza nazionale, al fine di indagare sull’origine del drone e sul punto in cui e’ stato rilevato per la prima volta dai radar. Messaggi di allerta, inviati ai telefoni cellulari nelle aree interessate di entrambi i Paesi, hanno esortato i residenti a mettersi al riparo, cercando un luogo che offrisse almeno due pareti di separazione dall’esterno. L’allerta e’ rientrata in entrambi i Paesi poco dopo le 7 italiane.

L’episodio del drone e il suo successivo schianto rappresentano il primo incidente grave da quando, il 15 settembre, i caccia della Nato hanno abbattuto un drone russo finito fuori rotta sopra la Lituania. Inoltre, il 14 agosto, un caccia della Nato aveva abbattuto un drone ucraino fuori rotta sopra la Lettonia. Sinkeviius ha anche riferito di un tentativo di incendio doloso a una struttura locale dove vengono conservate apparecchiature per le comunicazioni satellitari Starlink – prodotte da SpaceX, l’azienda di proprieta’ del miliardario statunitense Elon Musk.

“Ieri sera c’e’ stato un tentativo di dare fuoco a un’azienda lituana che stocca apparecchiature per le comunicazioni Starlink. Le autorita’ competenti avevano avvertito l’azienda di possibili attacchi; la sicurezza era stata rafforzata e il tentativo di attacco e’ fallito”, ha scritto su Facebook. Sinkeviius ha sottolineato che la Lituania sta monitorando “molto da vicino le attivita’ di stati ostili e sta adottando misure per proteggere le persone e i loro beni”.

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Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi

18 October 2026 at 12:29

Dal viaggio di 1.555 km al debutto a Parigi: la nuova Opel Corsa GSE unisce 281 CV, assetto sportivo e versatilità quotidiana.

La nuova Opel Corsa GSE arriva sotto i riflettori del Salone dell’Auto di Parigi dopo un viaggio di 1.555 chilometri partito dallo stabilimento di Saragozza, in Spagna. Un itinerario scelto per raccontare non soltanto le prestazioni della più potente Corsa di serie finora realizzata, ma anche la capacità di una piccola sportiva elettrica di affrontare trasferimenti, autostrade e traffico urbano. Già ordinabile con un prezzo annunciato da 36.290 euro, la hot hatch interpreta la sigla Grand Sport Electric in una formula pensata per la strada di tutti i giorni.

Da Saragozza a Parigi: 1.555 km per la Corsa più potente

Il punto di partenza non è casuale. Nello stabilimento spagnolo di Saragozza la Corsa viene costruita dal 1982 e, secondo Opel, qui ne sono state prodotte oltre undici milioni di unità. Da questa storia industriale prende avvio il viaggio della GSE, attraverso i Pirenei, la costa atlantica francese e poi verso Bordeaux, Nantes, Angers e Tours. La destinazione è la Porte de Versailles, sede della manifestazione parigina. Le tappe mostrano come il carattere sportivo non escluda i chilometri percorsi con passeggeri e bagagli.

Motore elettrico da 281 CV e 0-100 km/h in 5,5 secondi

Sotto la carrozzeria compatta lavora un propulsore elettrico da 207 kW, pari a 281 CV, capace di sviluppare 345 Nm di coppia trasmessi alle ruote anteriori. Lo scatto da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi colloca la Corsa GSE al vertice delle prestazioni dell’attuale produzione Opel, secondo quanto dichiarato dal marchio. La risposta immediata dell’acceleratore e la modalità Sport sono state messe alla prova sui tornanti dei Pirenei: un contesto ideale per far emergere il carattere di un modello che punta sul piacere di guida, non soltanto sui numeri.

Torsen, assetto ribassato e pneumatici Michelin

Un ruolo determinante lo svolge il differenziale autobloccante Torsen, che aiuta a scaricare la coppia sull’asfalto e a contenere la tendenza al sottosterzo nelle curve affrontate con decisione. Completano il pacchetto le sospensioni sportive ribassate, gli ammortizzatori e i fine corsa idraulici sviluppati per la guida dinamica. I cerchi da 18 pollici montano pneumatici Michelin Pilot Sport 4S. È l’insieme di queste soluzioni, più che la sola potenza, a definire il comportamento della nuova hot hatch sulle strade tortuose.

Ricarica veloce e recupero dell’energia in discesa

Nel resoconto del viaggio Opel sottolinea anche la gestione dell’energia. Durante una sosta, la batteria della Corsa GSE passa dal 20 all’80% in 20 minuti, in condizioni di ricarica idonee. Attraversando il confine tra Spagna e Francia, i tratti in discesa consentono inoltre di sfruttare il recupero dell’energia in decelerazione. Il comunicato non indica in questa occasione la capacità della batteria né un dato di autonomia omologata: elementi da distinguere dalla percorrenza totale del viaggio, effettuato con soste per ricaricare.

Una hot hatch che sa viaggiare con tre persone

Non solo tornanti e accelerazioni. La Opel Corsa GSE ha affrontato il trasferimento con conducente, due passeggeri e bagagli, sfruttando il sedile posteriore frazionabile 40:60 per aumentare lo spazio di carico. Nelle lunghe tratte autostradali, la vettura ha mostrato secondo Opel una marcia stabile e silenziosa, con il supporto dei sistemi di assistenza alla guida. Il percorso fra città, strade extraurbane e autostrade è stato così usato dal costruttore per mettere in evidenza la doppia personalità della sportiva.

Abitacolo GSE: sedili sportivi e strumenti dedicati

Nell’abitacolo trovano posto sedili ad alte prestazioni per guidatore e passeggero anteriore e una grafica dedicata sui display. Le informazioni visualizzabili comprendono forze G, accelerazione e dati della batteria, utili a chi vuole seguire più da vicino il comportamento dell’auto. I dettagli gialli GSE sottolineano l’identità del modello senza rinunciare alla praticità della Corsa. È un’impostazione che prova a coniugare il linguaggio delle compatte sportive con l’esperienza digitale tipica di un’elettrica moderna.

Arrivo a Parigi: la sfida della sportività quotidiana

L’ultima parte del percorso attraversa il traffico della capitale francese, passando accanto ai luoghi simbolo della città fino alla sede del Salone. Qui la Corsa GSE si presenta accanto alla monoposto Opel GSE 27FE, destinata alla prossima stagione di Formula E. Da una parte il mondo delle competizioni, dall’altra una vettura ordinabile e utilizzabile ogni giorno: il filo conduttore è la nuova identità elettrica ad alte prestazioni del marchio. Dopo 1.555 chilometri, il messaggio di Opel è chiaro: una hot hatch elettrica può essere coinvolgente quando la strada si fa tortuosa, ma anche gestibile nei viaggi e in città.

Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi
Opel Corsa GSE, la sportiva elettrica che affronta anche i lunghi viaggi

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Milano nel caos, Piantedosi durissimo contro Sala: “Radical chic che non riesce a condannare i violenti”

18 October 2026 at 12:23

Milano nel caos, Piantedosi durissimo contro Sala

“Il presidente Meloni con senso di responsabilita’ ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il Sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le forze di polizia che, secondo lui, sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. E’ il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilita’ dello Stato e dei suoi rappresentanti”. Ad affermarlo e’ il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziche’ di chi ha scelto di devastare la citta’ e aggredire le forze dell’ordine – continua il ministro -. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa e’ valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra e’ spostare l’attenzione da chi le commette”.

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Cari ragazzi, protestate pure: ma poi tornate a studiare. Chi invece devasta le città merita solo disprezzo

18 October 2026 at 12:17

Caos a Milano: cari ragazzi, protestate pure. Ma poi tornate a studiare

Cari ragazzi, chi vi scrive ha qualche anno più di voi e, proprio per questo, ha un piccolo vantaggio: ha visto passare parecchie delle cose che oggi vi sembrano nuove. Avete protestato per il futuro che non avete, per una scuola pubblica che non funziona abbastanza, per il diritto allo studio, per uno Stato che dovrebbe fare di più. Sono motivi nobili e non sarò certo io a dirvi che protestare sia inutile.

Una società nella quale i giovani non sentono il bisogno di protestare sarebbe probabilmente una società molto più preoccupante. Ma permettetemi, proprio perché vi considero più intelligenti di molti di quelli che vengono a spiegarvi il mondo dalle tribune dei cortei, di dirvi una cosa che forse non vi piacerà. Queste proteste le abbiamo già viste, negli anni Settanta, negli Ottanta, nei Novanta, nel nuovo millennio.

Abbiamo visto gli stessi cortei, gli stessi slogan, i ministri di turno (destra e sinistra senza differenza) trasformati per qualche ora nei responsabili di tutti i mali del mondo. Abbiamo visto i giovani indignarsi, la politica schierarsi, i leader sindacali promettere di mettersi “a disposizione” (ieri Landini). Abbiamo visto anche, puntualmente, la realtà riprendere il suo corso. Una manifestazione può fare rumore, persino spostare qualcosa.

Ma raramente cambia la vita di chi vi partecipa il giorno dopo. Le cose importanti cambiano molto lentamente, attraverso leggi, investimenti, riforme, università migliori, insegnanti migliori, imprese che assumono, ricerca, innovazione. Fra qualche anno potreste ricordare questi cortei con un sorriso, come si ricordano le giornate passate con gli amici, le canzoni cantate insieme, quella sensazione bellissima di essere giovani e di poter cambiare il mondo. Ma non fate l’errore di confondere una giornata di protesta con la costruzione del vostro futuro.

Quello è un altro lavoro, richiede molto meno rumore e molta più fatica. Studiate. Studiate ancora. Studiate cose che abbiano senso per il mondo nel quale vivrete, non soltanto per quello nel quale vivono gli adulti che oggi vengono a parlarvi cercando solo il vostro voto credetemi. Siate curiosi, imparate le lingue, viaggiate. Cercate di essere bravi in qualcosa, possibilmente molto bravi. Non perché qualcuno vi abbia promesso che il merito sarà automaticamente premiato.

Non funziona così, purtroppo, ma perché, in un mondo sempre più competitivo, la vostra preparazione sarà una delle poche cose che nessuno potrà togliervi. Diffidate di chi vi dice che siete una generazione perduta, che non avrete lavoro, che non avrete una casa, che il mondo è finito e che soltanto loro possono salvarvi. È un mestiere antico: raccontare ai giovani che il futuro sarà terribile e poi presentarsi come l’unica possibile soluzione. Di profezie catastrofiche ne abbiamo ascoltate parecchie. Anche alcune di quelle pronunciate da chi oggi si affretta a mettersi dalla vostra parte proclamando lo sciopero generale.

Il tempo, spesso, è stato un giudice meno benevolo delle previsioni. Non credete dunque a chi vi promette il futuro, costruitelo, anche se a mani nude nella ristrettezza delle risorse. Avete a disposizione più conoscenza di quanta ne abbia mai avuta una generazione nella storia. Avete università, biblioteche, internet, viaggi, possibilità di studiare all’estero, strumenti che soltanto pochi decenni fa sarebbero sembrati fantascienza. L’Italia ha problemi enormi, certo.

La scuola e l’università possono e devono essere migliorate. Ma non siete nati in un deserto culturale nel quale l’unica possibilità di emancipazione sia occupare una strada. Perciò fate pure il vostro corteo. Gridate, discutete, cantate, innamoratevi, fate festa. Poi, però, lunedì mattina, tornate sui libri. Perché alla fine, ragazzi, sarà molto più importante quello che saprete fare che quello che avrete urlato in piazza perché il vostro futuro lo avrete costruito altrove. Ovviamente non meritano nemmeno una parola, ma solo disprezzo, i delinquenti che, approfittando della situazione di protesta, hanno distrutto molti centri città, sono solo teppisti e in quanto tali vanno trattati.

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Tragedia nell’Aretino, 16enne muore schiacciato da un trattore

18 October 2026 at 11:57

Tragedia nell’Aretino, 16enne muore schiacciato da un trattore

Un ragazzo di 16 anni e’ morto questa notte a Terontola, comune di Cortona nell’Aretino, schiacciato da un trattore. E’ successo mezz’ora dopo la mezzanotte, nei pressi di un casolare. Sul posto i vigili del fuoco del comando di Arezzo, distaccamento di Cortona. Secondo le prime informazioni il 16enne si trovava nel casolare con altri amici.

Per cause in corso di accertamento e’ rimasto schiacciato dal mezzo agricolo, che si e’ ribaltato. A dare l’allarme sarebbero stati gli amici. E’ stato estratto dai pompieri e affidato al personale sanitario che ha potuto solo costatarne il decesso. Sulla dinamica indagano i carabinieri.

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Sir Paul McCartney perde centimetri e la pazienza: «Il mio sosia è troppo basso»

18 October 2026 at 10:30

Quattro film per raccontare la leggenda dei Fab Four, ma Sir Paul ha già trovato qualcosa che non va. Il suo interprete Paul Mescal sembra più basso di John Lennon. E il regista Sam Mendes finisce sotto esame.

Hanno rivoluzionato la musica, conquistato il pianeta e trasformato quattro ragazzi di Liverpool in un fenomeno immortale. Ma a quanto pare la grandezza dei Beatles, almeno al cinema, si misura anche in centimetri.

A sollevare la questione è Paul McCartney, 84 anni e una carriera che basterebbe a riempire un’enciclopedia. Il problema? Nei quattro film dedicati ai Beatles, diretti da Sam Mendes, l’attore incaricato di interpretarlo, Paul Mescal, appare troppo basso rispetto al collega che veste i panni di John Lennon. Una faccenda apparentemente minuscola. Ma Sir Paul, evidentemente, non intende farsi ridimensionare. Nemmeno per esigenze cinematografiche.

Abbey Road, la guerra dei centimetri

La miccia si accende davanti a una fotografia delle riprese che ricrea la leggendaria copertina di Abbey Road. McCartney nota che Mescal sembra più basso di Harris Dickinson, il nuovo Lennon.

Apriti cielo. Durante il podcast Good Hang di Amy Poehler, il musicista racconta di aver contattato Mendes per protestare. Il regista lo tranquillizza: sarebbe soltanto una questione di falcata. E gli spedisce un’altra immagine nella quale le proporzioni tornano accettabili.

Del resto, McCartney rivendica una verità storica: John, Paul e George erano sostanzialmente della stessa altezza. Soltanto Ringo era leggermente più basso. Una specie di democrazia dei centimetri.

Quattro Beatles, quattro film e qualche malumore

Il progetto, atteso nell’aprile 2028, prevede quattro pellicole, una per ciascun componente della band. Mescal sarà McCartney, Dickinson interpreterà Lennon, Joseph Quinn sarà George Harrison e Barry Keoghan vestirà i panni di Ringo Starr.

Non è la prima volta che Paul contesta la propria rappresentazione cinematografica. Già nel film Nowhere Boy, del 2009, aveva trovato il suo personaggio troppo minuto e remissivo rispetto a Lennon. Intanto qualche mugugno arriva anche dall’universo femminile dei Beatles: Jane Asher non intende vedere i film, mentre Pattie Boyd ha lamentato di non essere stata consultata.

Insomma, Sam Mendes dovrà gestire quattro film, milioni di fan e una leggenda musicale praticamente intoccabile. Ma soprattutto dovrà ricordarsi una cosa: Paul McCartney può anche aver scritto Yesterday. Non per questo accetterà di essere ricordato come il Beatle formato tascabile.

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Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale

18 October 2026 at 10:00

Trenta spettacoli, incontri, rassegne cinematografiche ed eventi per attraversare il teatro contemporaneo senza rinunciare alla memoria, alla contaminazione tra linguaggi e alla curiosità verso ciò che ancora non conosciamo. È questa la nuova sfida dell’Off/Off Theatre, che dal 3 novembre al 9 maggio torna ad animare via Giulia con una stagione firmata dalla direzione artistica di Silvano Spada e racchiusa nella sua dichiarazione d’identità: “L’altro Teatro”. Un cartellone che sceglie di non seguire un’unica direzione, ma di costruire un percorso capace di mettere in dialogo grandi interpreti, nuovi talenti, autori contemporanei, cinema, musica, danza e teatro internazionale. Una programmazione nella quale la tradizione diventa punto di partenza per interrogare il presente.

Dal cinema di ieri alle storie di oggi

A inaugurare la stagione, dal 3 all’8 novembre, è C’era una volta il cinema, scritto e diretto da Marco Risi, al debutto nella regia teatrale. Protagonisti Lucia Rossi, Marco Giustini e Andrea De Rosa, chiamati a evocare tre figure simbolo della grande stagione cinematografica italiana: Alberto Sordi, Silvana Mangano e Dino De Laurentiis. Un omaggio a un cinema capace di trasformarsi in sogno collettivo e di riempire le sale con la sua magia. Il rapporto tra palcoscenico e grande schermo prosegue con l’incontro dedicato a Luchino Visconti, il 12 novembre, presentato da Caterina D’Amico, Pino Strabioli e Silvano Spada, e con la rassegna cinematografica dedicata a Tomas Milian, dal 5 al 7 novembre, a dieci anni dalla scomparsa. In programma La notte brava di Mauro Bolognini, I Delfini di Citto Maselli e Delitto al ristorante cinese di Bruno Corbucci.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Pino Insegno e Pino Strabioli all’Off/Off Theatre per la presentazione della nuova stagione 2026/27

I grandi protagonisti della cultura

La stagione attraversa poi alcune delle figure più affascinanti della letteratura e dello spettacolo. Milena Vukotic sarà Colette in Colette, dal 9 al 13 dicembre, testo e regia di Silvano Spada, dedicato alla scrittrice che seppe trasformare la propria vita in materia letteraria e scandalizzare il proprio tempo. Nel centenario della nascita di Dario Fo, Parliamo di donne, in scena l’1 e 2 dicembre con Gilberta Crispino, porta sul palco la scrittura del grande autore, con la regia di Mattea Fo e Donatella Massimilla. Torna, dopo il successo della precedente stagione, Colazione da Truman, il 14 e 15 novembre, con Santino Fiorillo e la partecipazione di Marisela Federici, nei panni di Babe Paley, figura iconica del jet set newyorkese, per raccontare Truman Capote e il mondo scintillante e spietato che lo circondava.

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Santino Fiorillo protagonista con lo spettacolo Colazione da Truman

A completare il viaggio nella letteratura e nei grandi personaggi sono Eleonora. Ultima notte a Pittsburgh, dall’8 all’11 aprile, scritto da Ghigo De Chiara con Elena Croce e la regia di Alessio Pizzech; De Profundis di Oscar Wilde, dal 20 al 22 aprile, con Salvatore Langella e Dario Guidi e la regia di Giuseppe Bucci; e Virginia & Vita di Valeria Moretti, con Patrizia Bellucci, Morgana Forcella e Sofia Bucci, diretto da Fabio Lombardi. A maggio, dal 7 al 9, Iaia Forte e Pino Strabioli saranno protagonisti di Notte Penna.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Silvia Salemi protagonista all’Off/Off Theatre con “La voce nel cassetto”, un viaggio tra musica, ricordi, interpretazioni e celebri cover

Quando il teatro incontra la musica

Musica, prosa e canzone trovano una sintesi naturale in diversi appuntamenti del cartellone. Dal 14 al 17 gennaio Peppe Barra sarà protagonista di Buonasera a tutti, mentre Alice De André, il 10 e 11 novembre, porta in scena Alice (non canta) De André, racconto ironico e disarmante di un nonno mai conosciuto. Dal 20 al 22 novembre Silvia Salemi sarà protagonista di La voce nel cassetto, un percorso tra interpretazioni e cover che mette insieme grinta e fragilità. Dal 23 al 28 febbraio, invece, Clara Galante sarà protagonista di Califano per sempre, dedicato alle canzoni disincantate e malinconiche di Franco Califano. Dal 17 al 19 dicembre, spazio al cabaret con Cabaret all’Off/Off di Pierfrancesco Poggi.

Social, web e intelligenza artificiale

Uno dei tratti più significativi della nuova stagione è la volontà di interrogare il presente e i suoi cambiamenti. In Cyberwar, dal 12 al 14 marzo, Alessandro Blasioli affronta il lato oscuro della rivoluzione digitale in uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo: dietro le potenzialità della tecnologia e le meraviglie del mondo digitale emergono le minacce del Dark Web, la manipolazione dell’informazione, la criminalità, la guerra e la violazione della privacy. Il rapporto tra teatro e nuovi linguaggi prosegue con Fuori programma, dal 5 al 7 febbraio, interpretato da Leonardo Bocci e Mario De Lillo, due volti seguitissimi sul web, con la regia di Danila Stalteri. Una scelta che conferma la volontà dell’Off/Off di confrontarsi con una realtà nella quale il confine tra palco, rete e vita quotidiana è sempre più sottile.

Donne, identità e nuove libertà

A completare il programma è Ribalta Giovani, concorso dedicato ad attori, attrici e danzatori under 35, nel quale sarà il pubblico a votare gli spettacoli. Per la prosa arrivano L’età più bella e La soffitta di Anne, rilettura teatrale del Diario di Anna Frank; per la danza Nostalgia dell’Altrove. Un modo per trasformare il pubblico non soltanto in spettatore, ma in parte attiva del percorso di selezione e scoperta dei nuovi talenti.

Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Silvano Spada presenta la nuova stagione del Teatro Off/Off di Roma 2026/27

La creatività resta patrimonio dell’essere umano

A chiudere idealmente il percorso della nuova stagione è la riflessione di Silvano Spada sull’intelligenza artificiale e sul rapporto sempre più stretto tra tecnologia e cultura. Non sono tech geek e tantomeno total nerd, racconta il direttore artistico, ricordando di aver scoperto quasi casualmente come l’intelligenza artificiale descrive l’Off/Off Theatre. Una definizione che lo ha colpito per la sua capacità di restituire l’identità del teatro: uno spazio culturale moderno nel cuore di Roma, inaugurato nel 2017, dedicato alla prosa, alla musica, al cinema, agli incontri e agli eventi, con una particolare vicinanza tra pubblico e artisti. Ma proprio questa incursione dell’intelligenza artificiale apre una riflessione più ampia. Da una parte l’entusiasmo per le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, dall’altra il timore per i rischi etici, la perdita di controllo e le conseguenze di un cambiamento destinato a ridisegnare profondamente la realtà. Resta, però, una certezza: la tecnologia può cambiare gli strumenti, ma la creatività e il valore aggiunto dell’arte appartengono ancora all’essere umano. E il teatro, nella sua capacità di creare un rapporto irripetibile tra chi è sul palco e chi guarda, continua a custodire quella magia che nessuna AI può sostituire.

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