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Dissento da Recalcati: non vedo cattivi maestri a sinistra, i giovani imparano la violenza al tg

19 October 2026 at 10:21

Ho letto Recalcati su Repubblica e mi sono fermato a metà. Dice una cosa sacrosanta: non si confondono i ragazzi che scendono in piazza per il loro futuro con chi sfonda la vetrina di una Feltrinelli. Poi però va a cercare i cattivi maestri a sinistra, tra chi ha osato chiamare fascista un governo eletto. E lì mi perde.

Perché io i cattivi maestri li vedo ogni sera al telegiornale. Non hanno il passamontagna. Hanno la fascia tricolore, o lo Studio Ovale alle spalle.

Trump ha detto ai suoi “fight like hell” la mattina del 6 gennaio, e sappiamo come è finita a Capitol Hill. Prima ancora, sulle proteste per George Floyd: “quando iniziano i saccheggi, iniziano gli spari”. Nel 2024 ha promesso un “bagno di sangue” se avesse perso. Bolsonaro, in campagna elettorale, parlava di “fucilare” gli elettori del PT. Milei si è presentato con una motosega in mano, come programma di governo. Salvini ha fatto carriera sulla ruspa da passare sui campi rom, sulla “pacchia è finita”, sul citofono premuto a Bologna per chiedere a una famiglia se spacciava. Un ministro della Repubblica ha evocato la “sostituzione etnica”. Un generale che ha scritto che certe persone “non sono normali” è stato candidato e eletto. In Francia, da Jean-Marie a Marine Le Pen, le “sommersioni migratorie” sono da decenni il lessico ordinario.

Questo è il linguaggio di chi comanda. Non il linguaggio di un corteo studentesco: quello di chi firma i decreti. E poi ci chiediamo da dove venga la violenza dei ragazzi. Io non me lo chiedo. Quando per vent’anni chi sta in alto parla di nemici da schiacciare, di confini da difendere con i corpi, di avversari da “fucilare”, la violenza smette di essere un tabù e diventa una grammatica. I ragazzi la imparano come imparano tutto il resto: guardandoci.

Ma c’è una seconda cosa che Recalcati non dice, ed è quella che mi brucia di più. Questi ragazzi non sono solo esposti a parole violente. Sono inascoltati. Da anni.

Chiedono una scuola che non abbia i soffitti che crollano e i precari che cambiano ogni ottobre, e ricevono tagli e lezioni sul merito. Chiedono di fare qualcosa sul clima prima che il clima faccia qualcosa a loro, e ricevono un’alzata di spalle e un “non è il momento”. Chiedono un contratto che non scada prima dell’affitto, e ricevono stage, tirocini, partite Iva a 900 euro. Chiedono una casa, e trovano Airbnb. Chiedono un futuro, e gli viene spiegato che devono avere pazienza, che il Paese ha altre priorità, che intanto si deve cominciare a costruire il ponte.

Ogni volta che un diciottenne alza la mano e nessuno risponde, gli stiamo insegnando che alzare la mano non serve. Non ci vuole uno psicanalista per capire cosa succede dopo.

Lo dico chiaro, perché so come funziona il gioco: non sto giustificando chi devasta. Chi spacca una libreria non sta facendo politica, sta facendo danni, e li paga chi quella libreria la apre la mattina. Ma la domanda “chi gli ha insegnato questo?” non la rivolgerei a un professore di filosofia che in un’aula ha parlato di antifascismo. La rivolgerei a chi, dal palco di un comizio, ha trasformato l’insulto in metodo e la minaccia in consenso. E poi si stupisce, con il volto grave, che qualcuno abbia preso alla lettera quello che lui diceva per applausi.

Il fascismo degli antifascisti, dice Recalcati citando Pasolini. Può darsi. Ma Pasolini scriveva nel ‘74, e il potere di oggi non ha bisogno di nessun antifascista per essere violento: lo è da solo, con le proprie parole, in prima serata. E poi Recalcati e tutti gli altri non parlano della magnifica manifestazione a Roma di sabato, senza violenza e con contenuti chiari. Con anche tantissime e tantissimi giovani che reclamavano un senso per il loro futuro.

I ragazzi non sono la malattia. Sono il termometro. E prima di spaccare il termometro, forse conviene guardare la febbre.

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Sicurezza Milano, vertice d’urgenza a Palazzo Chigi. Il governo valuta anche l’uso dell’esercito in strada

19 October 2026 at 09:50

Più agenti e più militari per presidiare Milano. Attraverso il programma Strade Sicure, come chiesto a più riprese dal vicepremier leghista Matteo Salvini. È questa una delle risposte a cui il governo sta pensando dopo il week end di proteste e violenze nelle strade del centro di Milano. Se ne discuterà lunedì mattina alle 12 a Palazzo Chigi in un vertice di governo a cui parteciperanno la premier Giorgia Meloni, i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato) e i ministri interessati. Oltre a un decreto e a misure che rendano possibile fermare i minorenni, il governo sta pensando a un aumento del presidio delle forze armate nella città di Milano. Non è ancora chiaro quale sarà il numero di agenti in più che saranno inviati e in queste ore sono in corso riflessioni ai vertici dell’esecutivo.

L’invio di ulteriori uomini rappresenta comunque una scelta non senza rischi. In primis perché il ministro della Difesa Guido Crosetto ha più volte criticato la proposta del collega di governo Salvini di inviare i militari nelle strade delle grandi città perchè, in un contesto di guerre in giro per il mondo, le forze armate servono soprattutto per presidiare i nostri territori all’estero. In secondo luogo, inviare militari nella città di Milano sarebbe un riconoscimento delle ragioni del sindaco Beppe Sala che, nelle ultime ore, ha criticato il governo spiegando che nelle strade del centro c’erano pochi agenti delle forze dell’ordine. Una questione che si intreccia con le elezioni comunali del 2027 su cui la maggioranza non ha ancora trovato l’accordo per un candidato unitario.

Per il momento sembra accantonata l’idea, avanzata da Tajani, di un Consiglio dei ministri nella città di Milano per dare un segnale di vicinanza alla città. Prima il governo vuole intervenire con una risposta legislativa chiara e con un aumento di forze dell’ordine e militari impiegati nelle strade.

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“Violenze dei minori in piazza? Rabbia repressa e noia, fallimento educativo di famiglia e scuola”: parla il prof Enrico Galiano

19 October 2026 at 07:07

Tra gli ottanta manifestanti fermati dalle forze dell’ordine, sabato a Torino, Milano e Bologna, c’erano molti minori. Ragazzini con bombe carta, fumogeni, pietre nello zaino. Dietro gli scontri con la Polizia c’erano 13-14enni che probabilmente non hanno per nulla a che fare con i black bloc e che nemmeno erano nati al G7 di Genova nel 2001. Ma perché tutta questa rabbia? Contro chi? Per mandare quale messaggio? O forse è solo per sfogarsi? Lo abbiamo chiesto al professore e scrittore Enrico Galiano che tutti i giorni entra in classe con studenti che hanno più o meno l’età di questi giovanissimi.

Professore, colpisce leggere nella cronaca di queste ore che tra le anime più violente della protesta messa in scena dagli studenti ci siano dei pre-adolescenti. Che sta accadendo? Sono manifestazioni d’odio ma contro chi?
È una domanda che mi mette in difficoltà. Pensando a quanto è accaduto mi sembra di vedere un’assemblea di classe convocata dalla maggior parte degli studenti per recriminare giuste rimostranze e dover fare i conti con l’unico compagno che vuol creare caos buttando per aria il banco. C’è una rabbia giovanile repressa che se viene sfogata attraverso forme distruttive è da condannare. Ma dobbiamo farci una domanda: cosa ci stanno dicendo? Mi riferisco, soprattutto, alla maggior parte che è scesa in piazza senza creare problemi. Ci sono ragioni che vanno comprese: perché in qualche scuola si inizia a fare matematica a novembre dal momento che non si trovano professori per questa disciplina? Perché il disabile non ha il suo insegnante di sostegno?

Qualcuno parla di un “vuoto educativo”.
È probabile che il sistema educativo abbia in parte fallito. Ma pensiamo anche alle loro famiglie: spesso i figli sono percepiti come un disturbo, come qualcuno da parcheggiare a scuola. E così ci si accorge di loro solo quando fanno “rumore”. Per loro è l’unico modo di farsi sentire.

Torniamo a parlare di quei ragazzini minori violenti. Si sfogano lanciando oggetti, spaccando tutto ciò che trovano sulla strada. Un modo come un altro per sfogarsi?
Dovrei conoscere ciascuno di loro per poter dare un giudizio ma attenzione: dietro tutto ciò potrebbe esserci anche la noia. Faccio io una domanda a lei: perché questo odio non è stato visto prima? Nessuno si è accorto di loro? Non mi si dica che la responsabilità è della scuola perché noi non siamo psicologi, psichiatri. Certo se avessimo qualche risorsa umana in più forse riusciremmo a fare qualcosa.

Non si rendono conto che ci sono leggi da rispettare?
Non hanno la percezione del reato. Si sentono immuni. Lo abbiamo già visto in altri fatti criminali. E poi c’è anche chi, ben informato, sa che prima dei 14anni non può essere arrestato.

Avrà visto anche lei le scene delle cariche delle forze dell’ordine: che ne pensa?
Certo, ho visto immagini che non mi hanno lasciato indifferente ma dovrei sapere cos’è accaduto prima. Allo stesso tempo mi ha colpito in positivo quel cordone di professori che proteggevano gli studenti. È accaduto come in Francia dove oltre agli insegnanti anche i sindaci si sono schierati con i manifestanti. Qualche adulto che sta dalla loro parte c’è ancora.

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Nuova giornata di guerriglia a Milano, gruppi di giovani assaltano diversi negozi in Via Torino

18 October 2026 at 16:17

Per il secondo giorno consecutivo è guerriglia urbana a Milano. Centinaia di giovanissimi si sono dati prima appuntamento in piazza Duomo e poi hanno invaso via Torino. I negozi hanno iniziato subito ad abbassare le saracinesche.

I gruppi, composti da ragazzi in gran parte con i volti coperti, hanno infranto vetrine e pensiline del bus e lanciando per aria tutto quello che hanno trovato, dai secchioni dei rifiuti ai tavolini all’aperto dei bar. Un vero e proprio assalto si è consumato ai danni del supermercato Carrefour, che, dopo l’irruzione, è stato anche saccheggiato. Assaltati anche i negozi Footlocker e Champions della stessa via Torino.

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Scontri in piazza, Piantedosi: “Sala radical chic”. Lui: “Decenza non guasta”. Meloni accusa “gruppi organizzati”

18 October 2026 at 11:13

Prima il sindaco di Milano Beppe Sala indica lo scarso numero di poliziotti in Piazza. Poi Piantedosi lo accusa sui social network di essere “un radical chic”. E il primo cittadino meneghino rimbecca: “la decenza non guasterebbe, nessuno può darmi dello snob sfaticato”. All’indomani delle violenze di piazza durante le manifestazioni contro il carovita, non è l’unita istituzionale la prima reazione dello Stato. A riprova, lo scontro verbale tra il ministro dell’Interno e il sindaco di Milano, teatro di guerriglie urbane appena 24 ore fa.

Le reazioni politiche

Intanto, Piantedosi ha annunciato l’apertura delle indagini sui violenti, senza sconti aio giovanissimi, mentre giungono i commenti politici dopo gli scontri con le forze dell’ordine, i negozi saccheggiati e i cassonetti incendiati nelle piazze italiane. Durante le manifestazioni contro il carovita, dopo le manifestazioni in Francia, gruppi violenti hanno innescato disordini e guerriglie urbane soprattutto a Milano, ma anche a Torino, Bologna, Firenze e in altre città minori. Con assalti alla polizia e lanci di oggetti davanti a stazioni e luoghi “sensibili”. Sui social network covava la protesta con una domanda diffusa: perché Oltralpe si protesta in Italia no? Salvini si concentra anche sulla responsabilità e sull’ammontare dei danni. Meloni punta il dito sull’organizzazione delle violenze. Un aspetto indicato anche dal responsabile del Viminale, che ha puntato il dito sui “professionisti del disordine”. Tra le loro fila anche giovanissimi sotto i 18 anni, ma “la minore età di alcuni protagonisti non può far pensare a una qualche forma di impunità”, ha avvisato Piantedosi. Dunque nessuno “sconto sulle responsabilità individuali, che saranno contestate in sede penale”. Il ministro ha ricordato “i numerosi arresti”, elogiando le forze dell’ordine, che “hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche”.

Piantedosi: “Sinistra non condanna i violenti”. Il sindaco: “Nessuno mi dipinge da snob sfaticato”

Il ministro non ha gradito, per usare un eufemismo, l’annotazione di Sala sulle forze dell’ordine, “troppo poche” a Milano: “Ha puntato il dito proprio contro le Forze di polizia che – secondo lui – sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti”, ha accusato Piantedosi in un post sul social network X.

“A Piantedosi che mi equipara alla ‘sinistra radical chic’ dico che un pò di decenza non guasterebbe”, ha risposto Beppe Sala. “Lavoro da 45 anni, anzi mi faccio un mazzo così da 45 anni, e non permetto a nessuno di dipingermi come uno snob sfaticato”, ha aggiunto il sindaco piccato. Invitandolo alla collaborazione: “Pensi a fare la sua parte e eviti gli attacchi personal. Ricordandogli che ieri ho condannato in modo fermo i violenti che hanno messo a ferro e fuoco Milano – ha aggiunto -, gli dico che se lascia perdere le battute di cattivo gusto e intende lavorare insieme, io ci sono. Come sempre”.

Meloni: “Gruppi organizzati seminano il caos”. Salvini: “Vergognosa guerriglia”

Giorgia Meloni si schiera con le autorità di sicurezza e punta il dito contro “bande di teppisti“, rei di aver “messo a ferro e fuoco” le piazze italiane. “Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos”, ha dichiarato oggi la presidente del Consiglio. Concludendo: “A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero”.

Matteo Salvini annuncia l’intenzione di riproporre “in Parlamento, dopo troppi ritardi causati da altri in passato, la proposta della Lega per introdurre una garanzia finanziaria a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, a copertura degli eventuali danni”. Sec0ndo il leader del Carroccio, insomma, i danni dei violenti dovrebbero essere pagati anche da chi scende in piazza pacificamente. “Manifestare è un diritto, devastare no. Chi rompe paga”, prosegue il leader. Gli scontri e le violenze di ieri? “Vergognose scene di guerriglia urbana“.

Bonelli: “Criminali nostri nemici e avversari. Il Viminale li identifichi, non spetta a noi”

Il leader di Europa Verde Angelo Bonelli condanna nettamente i violenti, “nostri nemici, nostri avversari, perché mettono non solo in secondo piano ma cancellano le legittime proteste”, intervenendo a margine dell’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma. L’esponente di sinistra invita il ministero degli Interni a “identificare i criminali”, un compito che “non spetta a noi”. Poi critica i commenti della maggioranza: “una destra ignobile sta utilizzando e strumentalizzando contro noi quello che è accaduto ieri”. Bonelli sottolinea il lato pacifico della piazza, “la stragrande maggioranza”, con “ragazzi e ragazze contrapporsi a questi violenti. Ho visto una ragazza cercare di spegnere un incendio”. Chi sono gli autori dei disordini? “Non sappiamo chi sono queste persone”, ma aiutano “questa destra a cancellare il disastro economico e sociale che c’è nel paese”.

Anche il sindaco Sala sul rimborso danni: “Giusto rivalersi contro chi è responsabile”. E “forze dell’ordine poche e insufficienti”

Il primo cittadino di Milano sottolinea lo stessa tema di Salvini: chi paga “i danni significativi nel centro di Milano”? “E’ giusto che i privati, ma forse anche il Comune, cerchino di rivalersi nei confronti di chi è responsabile, senza attribuire colpe a nessuno”, ha dichiarato il sindaco a Rtl 102.5. Chiarendo: “Sto facendo fare una verifica”. Sul versante della sicurezza, secondo Sala “le forze dell’ordine potevano essere di più, ieri questi poveri poliziotti erano pochi”. Al cospetto di violenti “esperti del mestiere”, che “a un certo punto si sono divisi in vari gruppetti e poi non si è più riusciti a seguirli”. Il primo cittadino si dice “molto preoccupato”, perché di piazze così così violente “ce ne saranno”. Le istituzioni saranno preparate? “Ho l’impressione che il nostro questore non sia stato dotato di forze dell’ordine sufficienti”.

L’assessore La Russa: “Il campo largo ammicca alle rivolte. Sinistre alimentano tensioni e augurano gli scontri”

L’assessore alla sicurezza della giunta regionale lombarda, Romano La Russa (fratello del presidente del Senato Ignazio) punta il dito contro “esponenti della sinistra radicale e non solo”, che “da settimane si auguravano che nelle piazze italiane accadesse quanto già è successo in Francia, con violenti scontri di piazza, aggressioni alle forze dell’ordine e devastazioni di negozi e strade”. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, “un clima di tensione che qualcuno a sinistra ha volutamente alimentato e che ieri è esploso a Milano con tutta la sua violenza”. I protagonisti delle “devastazioni”? Maranza e centri sociali, accusa La Russa, “tra i tanti, uno caro al Comune, il centro sociale Lambretta”. Infine, l’attacco “a chi, nel campo largo” del sindaco Sala, “ammicca a queste rivolte”.

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Scontri a Milano, Meloni si rivolge alle opposizioni “Ogni reticenza diventa giustificazione”. Sala: “Ragioni comprensibili, violenze ingiustificabili”

17 October 2026 at 19:59

È un coro di condanne da parte della politica per le scene di violenza e guerriglia urbana che si sono registrate in diverse città italiane, in particolare a Milano. La manifestazione spontanea “Italia in piazza“, nata sul web, si è trasformata radicalmente quando alcune centinaia di giovani vestiti di nero e in gran parte a volto coperto sono apparsi in mezzo ai manifestanti. Postando un video degli scontri nel capoluogo lombardo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che “manifestare è un diritto” ma “mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”.

“A Milano, come mostrano queste immagini – scrive la premier sui social – lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo. A Torino sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro. A Bologna i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria. Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città”. Meloni si rivolge così alle forze politiche di opposizione: “Non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica. Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”, conclude la premier.

Dalla destra arriva anche l’intervento del vicepremier leghista: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Matteo Salvini su X. E la Lega rilancia la proposta della “cauzione per manifestare”: “Chi scende in piazza per seminare violenza e devastare le nostre città deve risponderne, anche economicamente. Basta scaricare sui cittadini il conto dei danni provocati dai professionisti del caos” hanno sottolineato in una nota congiunta il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e quello all’Interno Nicola Molteni. “Serve approvare subito la proposta della Lega che introduce garanzie finanziarie per le manifestazioni a rischio e responsabilizza gli organizzatori. Pronto l’emendamento. Il diritto di manifestare è sacrosanto – hanno concluso -, quello di distruggere e aggredire non esiste. Basta violenze, basta devastazioni, basta conti pagati dagli italiani”.

Dal fronte del centrosinistra arriva la condanna del sindaco di Milano: “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha detto Giuseppe Sala. “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure – ha aggiunto – di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

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Scontri a Milano, assaltata un’attività commerciale: distrutti vetrine e interni del negozio di articoli sportivi

17 October 2026 at 19:28

Nono solo scontri e lanci di pietre contro le forze dell’ordine. A Milano la guerriglia urbana si è trasformata anche in assalto alle attività commerciali. I giovani vestiti di nero che si sono intrufolati all’interno della manifestazione spontanea “Italia in piazza“, ha distrutto le vetrine e gli interni di un negozio di articoli sportivi nei pressi di piazza San Babila.

Le immagini mostrano le forze dell’ordine arrivate nel negozio dopo l’incursione. Sembra che gli assalitori abbiano anche fatto razzia della merce esposta nel locale.

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Proteste degli studenti a Torino, genitori e docenti fanno da scudo ai ragazzi: “La polizia ha provocato, noi ci siamo messi in mezzo”

16 October 2026 at 16:55

“C’è stato un momento di tensione in cui la polizia ha provocato gli studenti, mentre li stava seguendo in tenuta antisommossa. Noi ci siamo interposti tra i ragazzi e gli agenti”, a parlare è Daniela Albano, una delle docenti che, insieme ad alcuni genitori, ha creato uno scudo per proteggere gli studenti durante la manifestazione di protesta a Torino.

“Le forze dell’ordine stavano avanzando, inseguendo un corteo che neanche esisteva più. Gli studenti ormai erano dispersi ma gli agenti hanno continuato ad avanzare con il loro fare repressivo che a Torino conosciamo benissimo. Oggi con tanto di idranti e lacrimogeni, con angoli di lancio che non rispettano i criteri europei”, ha aggiunto Sara Diena, consigliera comunale di Sinistra Ecologista-Avs, dopo che la polizia ha caricato la folla di studenti con le camionette e con gli idranti, costringendo il corteo ad allontanarsi da Piazza Castello. Una parte dei partecipanti si è dispersa, mentre i manifestanti rimasti si sono ritrovati davanti a Palazzo Nuovo.

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