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Morreu a atriz Clara Joana. Tinha 85 anos

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"A Caça ao Estripador de Lisboa": o que é o teatro imersivo?

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Off/Off Theatre, la nuova stagione: 30 spettacoli tra grandi protagonisti, cinema, nuove generazioni e intelligenza artificiale
Trenta spettacoli, incontri, rassegne cinematografiche ed eventi per attraversare il teatro contemporaneo senza rinunciare alla memoria, alla contaminazione tra linguaggi e alla curiosità verso ciò che ancora non conosciamo. È questa la nuova sfida dell’Off/Off Theatre, che dal 3 novembre al 9 maggio torna ad animare via Giulia con una stagione firmata dalla direzione artistica di Silvano Spada e racchiusa nella sua dichiarazione d’identità: “L’altro Teatro”. Un cartellone che sceglie di non seguire un’unica direzione, ma di costruire un percorso capace di mettere in dialogo grandi interpreti, nuovi talenti, autori contemporanei, cinema, musica, danza e teatro internazionale. Una programmazione nella quale la tradizione diventa punto di partenza per interrogare il presente.
Dal cinema di ieri alle storie di oggi
A inaugurare la stagione, dal 3 all’8 novembre, è C’era una volta il cinema, scritto e diretto da Marco Risi, al debutto nella regia teatrale. Protagonisti Lucia Rossi, Marco Giustini e Andrea De Rosa, chiamati a evocare tre figure simbolo della grande stagione cinematografica italiana: Alberto Sordi, Silvana Mangano e Dino De Laurentiis. Un omaggio a un cinema capace di trasformarsi in sogno collettivo e di riempire le sale con la sua magia. Il rapporto tra palcoscenico e grande schermo prosegue con l’incontro dedicato a Luchino Visconti, il 12 novembre, presentato da Caterina D’Amico, Pino Strabioli e Silvano Spada, e con la rassegna cinematografica dedicata a Tomas Milian, dal 5 al 7 novembre, a dieci anni dalla scomparsa. In programma La notte brava di Mauro Bolognini, I Delfini di Citto Maselli e Delitto al ristorante cinese di Bruno Corbucci.

I grandi protagonisti della cultura
La stagione attraversa poi alcune delle figure più affascinanti della letteratura e dello spettacolo. Milena Vukotic sarà Colette in Colette, dal 9 al 13 dicembre, testo e regia di Silvano Spada, dedicato alla scrittrice che seppe trasformare la propria vita in materia letteraria e scandalizzare il proprio tempo. Nel centenario della nascita di Dario Fo, Parliamo di donne, in scena l’1 e 2 dicembre con Gilberta Crispino, porta sul palco la scrittura del grande autore, con la regia di Mattea Fo e Donatella Massimilla. Torna, dopo il successo della precedente stagione, Colazione da Truman, il 14 e 15 novembre, con Santino Fiorillo e la partecipazione di Marisela Federici, nei panni di Babe Paley, figura iconica del jet set newyorkese, per raccontare Truman Capote e il mondo scintillante e spietato che lo circondava.

A completare il viaggio nella letteratura e nei grandi personaggi sono Eleonora. Ultima notte a Pittsburgh, dall’8 all’11 aprile, scritto da Ghigo De Chiara con Elena Croce e la regia di Alessio Pizzech; De Profundis di Oscar Wilde, dal 20 al 22 aprile, con Salvatore Langella e Dario Guidi e la regia di Giuseppe Bucci; e Virginia & Vita di Valeria Moretti, con Patrizia Bellucci, Morgana Forcella e Sofia Bucci, diretto da Fabio Lombardi. A maggio, dal 7 al 9, Iaia Forte e Pino Strabioli saranno protagonisti di Notte Penna.

Quando il teatro incontra la musica
Musica, prosa e canzone trovano una sintesi naturale in diversi appuntamenti del cartellone. Dal 14 al 17 gennaio Peppe Barra sarà protagonista di Buonasera a tutti, mentre Alice De André, il 10 e 11 novembre, porta in scena Alice (non canta) De André, racconto ironico e disarmante di un nonno mai conosciuto. Dal 20 al 22 novembre Silvia Salemi sarà protagonista di La voce nel cassetto, un percorso tra interpretazioni e cover che mette insieme grinta e fragilità. Dal 23 al 28 febbraio, invece, Clara Galante sarà protagonista di Califano per sempre, dedicato alle canzoni disincantate e malinconiche di Franco Califano. Dal 17 al 19 dicembre, spazio al cabaret con Cabaret all’Off/Off di Pierfrancesco Poggi.
Social, web e intelligenza artificiale
Uno dei tratti più significativi della nuova stagione è la volontà di interrogare il presente e i suoi cambiamenti. In Cyberwar, dal 12 al 14 marzo, Alessandro Blasioli affronta il lato oscuro della rivoluzione digitale in uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo: dietro le potenzialità della tecnologia e le meraviglie del mondo digitale emergono le minacce del Dark Web, la manipolazione dell’informazione, la criminalità, la guerra e la violazione della privacy. Il rapporto tra teatro e nuovi linguaggi prosegue con Fuori programma, dal 5 al 7 febbraio, interpretato da Leonardo Bocci e Mario De Lillo, due volti seguitissimi sul web, con la regia di Danila Stalteri. Una scelta che conferma la volontà dell’Off/Off di confrontarsi con una realtà nella quale il confine tra palco, rete e vita quotidiana è sempre più sottile.
Donne, identità e nuove libertà
A completare il programma è Ribalta Giovani, concorso dedicato ad attori, attrici e danzatori under 35, nel quale sarà il pubblico a votare gli spettacoli. Per la prosa arrivano L’età più bella e La soffitta di Anne, rilettura teatrale del Diario di Anna Frank; per la danza Nostalgia dell’Altrove. Un modo per trasformare il pubblico non soltanto in spettatore, ma in parte attiva del percorso di selezione e scoperta dei nuovi talenti.

La creatività resta patrimonio dell’essere umano
A chiudere idealmente il percorso della nuova stagione è la riflessione di Silvano Spada sull’intelligenza artificiale e sul rapporto sempre più stretto tra tecnologia e cultura. Non sono tech geek e tantomeno total nerd, racconta il direttore artistico, ricordando di aver scoperto quasi casualmente come l’intelligenza artificiale descrive l’Off/Off Theatre. Una definizione che lo ha colpito per la sua capacità di restituire l’identità del teatro: uno spazio culturale moderno nel cuore di Roma, inaugurato nel 2017, dedicato alla prosa, alla musica, al cinema, agli incontri e agli eventi, con una particolare vicinanza tra pubblico e artisti. Ma proprio questa incursione dell’intelligenza artificiale apre una riflessione più ampia. Da una parte l’entusiasmo per le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, dall’altra il timore per i rischi etici, la perdita di controllo e le conseguenze di un cambiamento destinato a ridisegnare profondamente la realtà. Resta, però, una certezza: la tecnologia può cambiare gli strumenti, ma la creatività e il valore aggiunto dell’arte appartengono ancora all’essere umano. E il teatro, nella sua capacità di creare un rapporto irripetibile tra chi è sul palco e chi guarda, continua a custodire quella magia che nessuna AI può sostituire.
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Instituto Justina realiza oficina e apresenta espetáculo 1888
O Instituto Justina realiza a oficina gratuita “Palavras Necessárias” com a dramaturga boliviana Claudia Eid Asbún neste sábado (17/10), das 14h às 18h. O espetáculo “1888” será apresentado gratuitamente nos dias 22, 23 e 24 de outubro, em três espaços culturais de Aparecida de Goiânia.
O espetáculo “1888” será apresentado gratuitamente nos dias 22, 23 e 24 de outubro, em três espaços culturais de Aparecida de Goiânia. Com atuação e dramaturgia da atriz goiana Takaiúna e direção da dramaturga boliviana Claudia Eid Asbún, a circulação integra o projeto Temporada 1888 – Dramaturgia Afro-Latinoamericana.
No dia 17 de outubro, sábado, das 14h às 18h, o Instituto Justina oferece a oficina gratuita Palavras Necessárias, ministrada por Claudia Eid, na sede do instituto. A iniciativa contempla ainda a publicação da dramaturgia em livro, com distribuição gratuita. O projeto foi aprovado pelo Fundo de Arte e Cultura de Goiás (FAC-GO), por meio do Edital Cultura Negra e Periférica de Goiás – Tradição, Arte e Identidade.

Mais do que revisitar o ano que dá nome ao espetáculo, “1888” lança um olhar sobre aquilo que a abolição formal da escravidão não foi capaz de encerrar. A montagem parte de memórias afro-brasileiras e latino-americanas para investigar a permanência das estruturas escravocratas, as violências que atravessam a existência de mulheres negras e as formas de resistência preservadas pela ancestralidade.
No centro da narrativa está Justina, uma mulher negra e curandeira que vive no Brasil de 1888. Entre ervas, rezas, lembranças e silêncios, a personagem carrega experiências que ultrapassam sua própria existência. Em cena, Justina conversa com um bebê sobre a vida e a liberdade. A música, a dança e a presença física da atriz conduzem uma narrativa em que o tempo deixa de obedecer à cronologia.
Criado em 2022, o espetáculo nasceu de um processo de formação e investigação dramatúrgica desenvolvido por Takaiúna em parceria com Claudia Eid Asbún. Durante a pesquisa, Takaiúna desenvolveu o conceito de “elementos-pontes”, expressão utilizada para identificar elementos cênicos que compartilham uma cosmologia comum em diferentes territórios da América Latina. O trabalho já circulou por festivais, universidades, Pontos de Cultura e espaços culturais comunitários da América Latina e do continente africano.
A presença de Claudia Eid Asbún em Aparecida de Goiânia vai além da direção do espetáculo. A oficina Palavras Necessárias propõe uma investigação sobre os caminhos da escrita para o teatro. A atividade parte das estruturas clássicas da dramaturgia e avança em direção a formas contemporâneas de construir narrativas. Um dos pontos centrais é a identificação dos chamados detonadores criativos: experiências, percepções e inquietações pessoais capazes de impulsionar a criação artística.
Dramaturga, diretora, atriz e jornalista, Claudia Eid Asbún está à frente da companhia independente El Masticadero, fundada em 2005, na Bolívia. Também dirige a Oficina Permanente de Teatro da Universidade Privada Boliviana (UPB), em Cochabamba. Sua produção dramatúrgica integra publicações na Bolívia, Espanha, Argentina e Cuba.

Outro desdobramento da temporada é a publicação de “1888” em formato de livro, que será distribuído gratuitamente a escolas, bibliotecas e Pontos de Cultura. A iniciativa amplia o alcance do projeto ao permitir que a dramaturgia continue circulando para além das apresentações.
A escolha dos espaços que recebem a temporada está diretamente relacionada à trajetória do Instituto Justina, organização sediada em Aparecida de Goiânia que desenvolve, desde 2015, atividades de formação, pesquisa, intercâmbio e circulação artística. Reconhecido como Ponto de Cultura em 2019, o Instituto teve sua metodologia “Dramaturgias Emergentes” reconhecida como Tecnologia Social pelo Banco Ibero-americano de Saberes, em 2022. Em 2026, passou à condição de Pontão de Cultura.
Oficina gratuita: 17 de outubro (sábado), das 14h às 18h, na sede do Instituto Justina. Apresentações gratuitas: 22 de outubro (quinta-feira), às 19h30, na sede do Instituto Justina; 23 de outubro (sexta-feira), às 14h, no CENFI; 24 de outubro (sábado), às 19h30, no Ponto de Cultura Rosa dos Ventos. Classificação indicativa: 18 anos.
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"Pura Loucura" e "Cock" em cena no Teatro Maria Matos

© José Frade
- Região Sul
- Novo ciclo de Teatro Sénior começa com ‘Reunião de Condomínio’ no Centro Pastoral de Pêra
Novo ciclo de Teatro Sénior começa com ‘Reunião de Condomínio’ no Centro Pastoral de Pêra
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O grupo de teatro do Polo de Educação ao Longo da Vida de Pêra sobe ao palco no próximo sábado, dia 17 de outubro, pelas 21h00, para apresentar a peça original «Reunião de Condomínio», no Centro Pastoral de Pêra. O espetáculo, de entrada livre, assinala o início de mais um ciclo de teatro sénior do concelho de Silves, que irá decorrer até ao final de novembro.
Promovida pelo Município de Silves, a iniciativa tem como objetivo possibilitar uma forma de ocupação criativa dos utentes, sendo um meio de combater o isolamento, a depressão e a promoção da interação física e mental dos utentes destes Polos, tornando o processo de socialização dos seniores mais dinâmico na comunidade.
A autarquia convida todos a assistir às produções originais dos grupos de teatro sénior dos Polos de Educação ao Longo da Vida do concelho de Silves.
Conheça os locais e a programação completa do Ciclo de Teatro Sénior:
- 17 outubro | Grupo do Polo de Educação ao Longo da Vida de Pêra com a peça “Reunião de Condomínio” | 21h00 | Centro Pastoral de Pêra, em Pêra;
- 25 de outubro | Grupo do Polo de Educação de São Marcos da Serra com a peça “O Pátio das Intrigas” | 17h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves;
- 7 de novembro | Grupo do Polo de Educação de Silves com a peça “Prédio n. º13” | 21h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves;
- 8 de novembro | Grupo do Polo de Educação de São Bartolomeu de Messines com a peça “O Capuchinho veio à Vila” | 17h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves;
- 13 de novembro | Grupo do Polo de Educação de São Bartolomeu de Messines com a peça “O Capuchinho veio à Vila” | 21h00 | Sociedade de Instrução e Recreio Messinense, em São Bartolomeu de Messines;
- 20 de novembro | Grupo do Polo de Educação de Pêra com a apresentação da peça “A Reunião de Condomínio” | 21h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves;
- 21 de novembro | Grupo do Polo de Educação de Armação de Pêra com a apresentação da peça “O verdadeiro tesouro” | 21h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves;
- 22 de novembro | Grupo do Polo de Educação de Tunes com a apresentação da peça “Entretanto na estação” | 17h00 | Teatro Mascarenhas Gregórios, em Silves.
Um guião de teatro está a ajudar crianças a conversar no Japão
- Il Fatto Quotidiano
- “Adesso mi servirebbe avere una compagna. Forse le verrebbe un esaurimento, ma se mi amasse sarebbe felice di aiutarmi”: la confessione di Filippo Bisciglia
“Adesso mi servirebbe avere una compagna. Forse le verrebbe un esaurimento, ma se mi amasse sarebbe felice di aiutarmi”: la confessione di Filippo Bisciglia
Filippo Bisciglia in queste settimane, come sta ampiamente documentando sui propri social, si sta preparando al debutto in teatro con lo spettacolo “Prima della prima. Il mio viaggio nei sentimenti”, che partirà con una serie di dodici date dal prossimo 13 novembre, quando esordirà al Teatro Alfieri di Torino.
Proprio raccontando della preparazione che sta effettuando in vista di questo debutto e delle prove che sta svolgendo a casa in questo periodo, Bisciglia ha confidato al settimanale “Oggi” di sentire in questo momento il bisogno di avere una donna al proprio fianco: “Adesso mi servirebbe avere una compagna, una con cui provare le battute e chiederle: ‘È venuta bene? La devo calcà de ppiù?’. Forse le verrebbe un esaurimento, ma se mi amasse sarebbe felice di aiutarmi. Invece sto qui da solo con ‘sto copione, recito e canto come un pazzo”.
L’attore ha poi anticipato anche qualcosa riguardo al contenuto dello spettacolo che porterà in scena, non da solo, ma accompagnato da quattro attori e due ballerini. “È uno spettacolo di 90 minuti che racconta tutto ciò che accade nel camerino prima di entrare in scena: gli incontri coi giornalisti, le paure, gli intoppi, le scaramanzie. Farò dei monologhi, canterò, imiterò. Racconterò di me, dei miei sentimenti, di come sono maturato pur rimanendo il ragazzo che entrò nella Casa del Grande Fratello 20 anni fa”.
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- ZAP Notícias
- Está difícil: peça ia estrear em 1978, nunca foi a palco; ia ser agora – mas foi cancelada
Está difícil: peça ia estrear em 1978, nunca foi a palco; ia ser agora – mas foi cancelada
Francesco Toscani vince la prima edizione di “Teatro, specchio del tempo”
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Si è svolta ieri al Teatro Franco Parenti la presentazione del vincitore della prima edizione di “Teatro, specchio di un territorio”, il bando dedicato alla nuova drammaturgia che racconta la cultura, la storia e i linguaggi della Lombardia. A premiarlo, l’Assessore alla Cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Pier Lombardo, a cura del Teatro Franco Parenti, con il contributo di Regione Lombardia. L’obiettivo è sostenere gli autori che scelgono di misurarsi con l’identità del territorio lombardo, portando sulla scena storie, voci e dialetti di una regione plurale.
Sono quarantacinque i testi che hanno partecipato al bando. Al termine della selezione ne sono rimasti cinque, e tutti i finalisti provengono dalla Lombardia. Francesco Toscani, di Como, con Milano e i morti; Alessandro Ceresi, di Milano, con L’ort; Edoardo Coppi, di Suzzara, nel Mantovano, con Ossa; Riccardo Francesco Vicardi, di Treviglio, in provincia di Bergamo, con Milano non ha paura; Daniela Annamaria Mandelli, di Garbagnate Milanese, con Sem chi. Una geografia che attraversa la regione, dal Lario alla Bassa mantovana, dalla Bergamasca all’hinterland milanese.

I cinque lavori sono stati infatti affidati ad altrettante realtà lombarde di produzione e formazione teatrale, incaricate di realizzare le mise en espace: Lab121, CTB, Farneto Teatro, Teatro Fraschini e Teatro dei Filodrammatici. Il progetto mette così in relazione la nuova scrittura con teatri e compagnie attivi in diversi territori, creando una rete che unisce autori e professionisti della scena.
Le cinque mise en espace sono state presentate lunedì 12 ottobre al Teatro Franco Parenti, in una sessione interna riservata alla giuria. A valutarle una commissione presieduta da Andrée Ruth Shammah, di cui fanno parte Anna Bernardini per Regione Lombardia e Monica Gattini per la Fondazione Pier Lombardo, insieme a tre giornalisti: Fabio Francione de La Provincia di Lodi, Sara Magnoli de La Prealpina e Giorgia Valeri di Famiglia Cristiana.
A vincere il premio è Milano e i morti, di Francesco Toscani, presentato da Lab121 con la regia di Carlo Autelli. Racconta la storia di due amiche che abitano nella stessa città, Milano, pur vivendola in modo molto diverso. Clara vive in centro, mentre Laura vive a Corsico. Il loro rapporto si sviluppa in una ricerca di salvezza e di evasione dal luogo in cui sono cresciute, un tentativo di evasione dalla propria solitudine. L’evoluzione del loro rapporto racconta anche le trasformazioni della città, attraverso i cambiamenti economici, sociali, e del paesaggio. La storia di due esistenze, che attraversano la città senza essere viste.

«Milano e i morti di Francesco Toscani risulta fin dalla mise en espace di avere una produzione teatrale per la capacità di leggere con l’elastico temporale di storie minime e private l’essenza stessa della città e del territorio lombardo con le sue contraddizioni, trasformazioni, fragilità, e punti di forza sottolineati anche nella caratterizzazione dei personaggi con le loro interazioni e i loro pensieri interiori – scrivono i giudici –. Il testo riesce inoltre a portare in scena i timori, i dubbi, le aspettative, i sogni e i dialoghi dei e delle giovani di ieri come di oggi e il loro spesso taciuto bisogno di avere ascolto da parte di un mondo adulto che si mostra talvolta incapace di affrontare il mutamento e le paure. Un portato che da un lato mostra l’apertura del cuore e dall’altro dà corpo e voce all’amarezza di chi, anche se ce la fa, non si sente più parte di una comunità».
Per l’opera vincitrice è previsto un percorso di produzione a cura del Teatro Franco Parenti presso la “Bottega dell’arte” di Trivolzio (Pv) e la presentazione a Milano, in una delle sale della sede storica, nella stagione 2026/2027.
Con questa prima edizione, “Teatro, specchio di un territorio” si propone come un laboratorio stabile per la drammaturgia contemporanea regionale, capace di intercettare nuove voci e di valorizzare il patrimonio di storie, memorie e linguaggi che la Lombardia continua a produrre.
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'El caballero de Olmedo': más que una obra
“Que de noche le mataron / al Caballero, / la gala de Medina, / la flor de Olmedo”. Sabiendo desde el principio lo que va a ocurrir, El caballero de Olmedo te mantiene en vilo de principio a fin. Es una obra escrita con un verso sencillo, bello y de una musicalidad apabullante. Una obra de oscuridad y muerte, pero a la vez alegre, luminosa y vital, como muchas otras de nuestro Siglo de Oro. Una obra marcadamente dramática que se funde con sutiles elementos cómicos, un equilibrio maestro como solo sabía trazarlo el ingenio inigualable de Félix Lope de Vega.
Una obra guiada por un fondo trágico, sombrío y premonitorio, que le anuncia constantemente al espectador un destino inexorable. Una obra profundamente romántica, empapada de un amor arrebatado e imparable que desafía a la lógica. Una obra de lenguaje afilado y palabras cortantes que también hieren las entrañas tanto o más que las espadas sobre la arena.
Una obra imperecedera que recoge, con pulso firme y maduro, los elementos más destacables, vivos y funcionales del Arte nuevo de hacer comedias. Una obra de orfebrería teatral donde las sombras hablan, murmuran entre las esquinas y se erigen casi como un personaje corpóreo más.
Una obra donde late con fuerza el espíritu de aquel Federico García Lorca, donde habita la pureza nómada de La Barraca y la verdad del teatro del pueblo. Una propuesta de la Compañía Nacional de Teatro Clásico bajo la dirección de la siempre impecable Laila Ripoll, quien firma una de sus puestas en escena más personales e inspiradas.
Teatro áureo
Una obra de envidias soterradas y celos enfermizos; retrato fiel de un mal endémico que parece grabado a fuego en nuestra propia naturaleza. Una obra donde el oficio de Toni Misó y la frescura escénica de Víctor Sáinz sobresalen con luz propia en cada intervención, otorgando al texto una verdad tangible. Una obra donde el resto del elenco, cómplice absoluto de la propuesta, se muestra cargado de emociones sinceras e interpreta el verso con una maestría y una naturalidad que se agradece.
Una obra de pasión desmedida y de misterio rural. Una obra con alusiones directas a La Celestina en la siniestra naturaleza de su alcahueta y en el simbólico collar donado como premio y condena. Una obra de contrastes absolutos, con un noble caballero que representa la virtud y un caballero rastrero movido por el rencor.
Una obra donde el sueño premonitorio y los avisos del más allá no logran que el protagonista se retire de su empeño fatal. Una pieza perfecta con dama y con hermana, con padre protector y con soberano justiciero, para no ser menos en el engranaje del teatro áureo.
En definitiva, una obra de referencia obligada y estudio constante del teatro bien hecho. Una obra con una puesta en escena delicada, de buen ritmo, elegante y respetuosa con un texto excelente. Una joya que uno nunca, por muchas veces que regrese a ella, se cansa de ver si nos la ofrecen sobre las tablas con tanto talento dentro.
El caballero de Olmedo, de Lope de Vega, adaptada y dirigida por Laila Ripoll, en el Teatro de la Comedia de Madrid hasta el 22 de noviembre
Uma Antígona contra o despejo: "Até onde queremos ir?"

© Luis Belo
LAMA Teatro estreia «O Vendedor de Gomas que Ensinava Zeca aos Putos» em Faro
A peça de João de Brito cruza memória familiar e canções de Abril, de 16 a 18 de outubro, na LAMA Black Box. A estreia assinala os 16 anos da companhia.
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- El País
- Aitana Sánchez-Gijón: “Ya están aquí. Censurando, denunciando, ganando. Y nos lo estamos comiendo”
Aitana Sánchez-Gijón: “Ya están aquí. Censurando, denunciando, ganando. Y nos lo estamos comiendo”
El domingo 27 de septiembre, cuando las primeras tiendas de campaña de la madrileña Puerta del Sol no llevaban ni 24 horas levantadas, Aitana Sánchez-Gijón visitó la acampada naciente. Repartió kilos de plátanos y empanadas a los jóvenes que no pensaban moverse de ahí en los próximos días. Saludó a su hijo mayor, el cantante Teo Lucadamo, quien había pernoctado con ellos. Grabó un vídeo para sus redes sociales: “Si estáis por Madrid, en vuestras ciudades, organizaos, acampad y haceos oír. Todas y todos juntos creo que podemos conseguir grandes cosas”, pidió a sus seguidores. Y se fue a trabajar, a Alcalá de Henares, donde esos días representaba la obra Malquerida, actualmente de gira. Mientras actuaba, el vídeo se viralizó y su visita se convirtió en uno de los momentos más comentados de aquel primer día de acampada. Lo que estaba sucediendo en Sol, esa rabia acumulada, no era solo cosa de jóvenes.
Estilismo:
Beatriz Machado
Maquillaje y peluquería:
Alba Esteban (TEN Agency)
Manicura:
Lucero Hurtado para OPI
Producción:
Cristina Serrano
Asistentes de fotografía:
Maitane Huidobro y Ayub El Kadmiri
Asistente de estilismo:
Paloma Gutiérrez
Asistente de producción:
Marina Marco

© Pablo Zamora (EL PAÍS)
Bárbara Branco ainda se pergunta "Estarei à altura?"

© DIOGO VENTURA/OBSERVADOR
Como A Caça ao Estripador se transformou numa peça de teatro

Festival de Teatro de Viana do Castelo apresenta 10 espetáculos em nove dias
A 10.ª edição do Festival de Teatro de Viana do Castelo, hoje apresentado publicamente, vai apresentar de 13 a 21 de novembro 10 espetáculos diferentes e 12 representações.
O festival, uma organização conjunta do Teatro do Noroeste – Centro Dramático de Viana e da Câmara Municipal, “que tem como marca a inclusão”, apresenta, pela primeira vez, uma peça com um ator com deficiência em palco.
Paulo Azevedo vai interpretar, no dia 20 de novembro, às 21:30, no teatro Sá de Miranda, a peça “O tamanho das coisas”, com direção de Marco Paiva, da Terra Amarela – Criação Artística Inclusiva.
“Uma das marcas do festival é a acessibilidade, estamos sempre a trabalhar para nos adaptarmos aos desafios da acessibilidade e esta peça ‘O Tamanho das Coisas’ tem, por isso, um simbolismo especial”, sublinhou o diretor artístico do festival, Ricardo Simões
Ricardo Simões destacou ainda a peça “Só eu é que não tenho!”, que arranca em digressão na segunda-feira, com 52 representações nas escolas do concelho de Viana do Castelo, sendo que o evento tem espetáculos para os idosos residentes em lares.
A peça “Os Lusíadas”, com interpretação de António Fonseca, da Companhia Nacional de Espetáculos, sobe ao palco do teatro municipal, no dia 15 às 19:00.
Outros dos destaques apontados por Ricardo Simões são os espetáculos “Veneno”, com Albano Jerónimo, da Teatro Nacional 21, e “Ensaio sobre a lucidez”, pela companhia de teatro do Chapitô.
Como destaque internacional, o diretor artístico do festival realçou a peça “Dolce far niente”, de Lucía Satta, uma coprodução da companhia Desattada/Centro Dramático Galego.
A programação arranca a 13 de novembro com “A Menina”, encenada por Rita Lello, pelo Teatro do Noroeste – Centro Dramático de Viana (CDV). No dia 14 de novembro, é levada ao palco “O Despertar das Borboletas”, por Ricardo Ribeiro, também do Teatro do Noroeste-CDV.
“Entrelinhas”, cocriação de Tiago Rodrigues e Tonán Quito, por Homembala, é apresentado a 18 e 19 de novembro.
O programa encerra dia 21 de novembro com “Esta noite improvisa-se com Bergman”, de Mónica Calle.
Uma oficina de escrita com Alex Cassal antecipa, no dia 11, o arranque do festival que inclui ainda uma residência artística com Mónica Calle e uma aula magistral de interpretação.
Com um “forte compromisso com a acessibilidade, o Festival de Teatro de Viana do Castelo é o único em Portugal em que todas as récitas incluem tradução simultânea em língua gestual portuguesa, legendagem em português e inglês, reconhecimento de palco e audiodescrição”.
O TUViana – Transportes Urbanos de Viana é uma das apostas do festival com a iniciativa “Venha ao Festival com o TUViana”.
Presente na conferência de imprensa de apresentação do festival, o vice-presidente da Câmara Municipal e vereador da Cultura, Manuel Vitorino, disse que o evento tem “créditos firmados”, realçando a relação com o público escolar.
O município apoia o evento, através do Contrato Programa de Desenvolvimento Cultural com o Teatro do Noroeste, com cerca de 37.800 euros.
Manuel Vitorino referiu que o festival sofre um interregno no dia 14 de novembro para a antestreia da longa-metragem de animação, produzida pela Watermelon Productions, inspirada numa lenda de Viana do Castelo.
“Viana, a Lenda dos Corações de Ouro” conta com as vozes de, entre outros, Daniela Melchior, Pêpê Rapazote, Diogo Piçarra, Luke Newton, Michael McElhatton, Melânia Gomes, Vasco Palmeirim e Nuno Markl.
O conteúdo Festival de Teatro de Viana do Castelo apresenta 10 espetáculos em nove dias aparece primeiro em O MINHO.
Ciclo de Teatro de Silves termina com «Cabo das Tormentas»
A peça cruza Camões, os Descobrimentos, memória e velhice no Teatro Mascarenhas Gregório.
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- Sempre à Mão
- Outubro traz dois festivais , muita música e uma estreia inesperada no Cineteatro Louletano
Outubro traz dois festivais , muita música e uma estreia inesperada no Cineteatro Louletano
Em outubro, o Cineteatro Louletano reinventa-se e aposta de novo em programação de referência, cruzando música, dança, teatro, cinema e espetáculos multidisciplinares, do lado de cá e de lá do Atlântico. Isto porque, neste mês, haverá duas peças com companhias vindas diretamente do Brasil, mais concretamente da Amazónia e de São Paulo.
E no dia 9, sexta-feira, há dança, com a junção da Companhia Maior e a do coreógrafo Victor Hugo Pontes. A peça chama-se “A esta hora, na infância neva” e é um espetáculo que cruza a infância e as gerações mais velhas e que conta com a participação de crianças previamente selecionadas, que irão “espelhar” os(as) intérpretes adultos(as) em alguns momentos. Na peça, os bailarinos mais velhos têm corpos que perdem força e velocidade, mas que ganham em definição e intenção. Em simultâneo, as gerações mais novas criam um espelho que nos permite refletir sobre o que ainda somos, daquilo que fomos…
No fim de semana, sábado e domingo, há duas peças vindas do Brasil, no âmbito do Festival Todos São Palco – Mostra de Teatro Além do Equador, organizado pelo Teatrão. Sábado, dia 10, às 21h00, temos “O Avesso da Pele”, pelo Coletivo Ocutá, de São Paulo. A peça baseia-se no romance premiado de Jeferson Tenório (vencedor do prémio Jabuti 2021 na categoria Romance Literário). Conta a estória de um professor que é assassinado pela polícia, e a procura de um sentido, por parte do filho, numa busca pelo passado da família.
Já no domingo, às 17h00, é a vez de “As Cores da América Latina”, peça que vem da Amazónia, da cidade de Manaus, com a Companhia Panorando. O espetáculo possui como norte três manifestações latino-americanas, a Fiesta de la Tirana (Chile), a Huaconada (Peru) e Cavalo-Marinho (Brasil) em intersecção com a Dança e o Teatro. Esta peça conta com o recurso de Audiodescrição, para pessoas cegas e/ou com baixa visão. O Festival traz consigo três oficinas de participação, nos dias 8, 10 e 11, nas quais se poderá inscrever através do email cinereservas@cm-loule.pt. Mais informações no site do Cineteatro Louletano.
A 13 de outubro, cinema, com mais um filme do ciclo Filme Francês do Mês, organizado pela Alliance Française em colaboração com o CTL. O título é “Grand Paris”, de Martin Jauvat (2022). Conta a estória de Leslie, um jovem parisiense que vive nos subúrbios, e do seu amigo, Renard. Ambos entram numa aventura, com a descoberta de um misterioso objeto que lhes dá dinheiro rapidamente. É no Auditório do Solar da Música Nova, às 21h00.
À mesma hora, ali ao lado, no Palácio Gama Lobo, entre as 19h00 e as 21h00, decorre a oficina “Experimenta Criar (Invenção da Natureza)”, pela Gira Sol Azul. A oficina parte de conceitos científicos, filosóficos e históricos sobre a natureza e propõe exploração sonora e criação musical coletiva. É dirigida a todas as pessoas do setor da Educação e ao público em geral. Inscrições pelo email cinereservas@cm-loule.pt