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Fenaj manifesta indignação com formato do debate da TV Band

20 October 2026 at 14:50

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A Federação Nacional dos Jornalistas (Fenaj) e seus sindicatos filiados manifestam indignação com a condução e o formato do debate eleitoral promovido pela TV Bandeirantes, na noite do último domingo (18).

O que deveria ser um espaço democrático de confronto de ideias, apresentação de propostas e esclarecimento dos eleitores, de acordo com a entidade, transformou-se em um espetáculo de provocações, bordões e ataques, em prejuízo da informação e do interesse público.

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Em nota, a Fenaj diz que “o jornalismo não pode ser refém da lógica do espetáculo, da audiência a qualquer preço ou das estratégias de candidatos que desprezam o diálogo democrático. Quando perguntas não são respondidas, afirmações falsas deixam de ser confrontadas e argumentos são substituídos por encenações, quem perde é a população brasileira”.

Liberdade de expressão não significa liberdade para transformar um debate jornalístico em instrumento de manipulação. E pluralidade não significa conceder às mentiras o mesmo tratamento dispensado aos fatos.

“Reconhecemos a trajetória dos profissionais responsáveis pela mediação, mas questionamos a responsabilidade editorial da emissora, a fragilidade das regras e a ausência de mecanismos capazes de assegurar a finalidade do debate. Não basta oferecer tempo igual aos candidatos. É indispensável garantir informações relevantes, fundamentadas e passíveis de verificação”, informa o documento.

O jornalismo não pode abdicar de sua responsabilidade de perguntar, confrontar versões, contextualizar acontecimentos e exigir respostas. A neutralidade diante da desinformação não representa imparcialidade. Ao contrário, pode contribuir para sua legitimação.

“É grave quando um debate favorece slogans e ataques pessoais, relegando a segundo plano temas fundamentais como saúde, educação, emprego, renda, desigualdade, segurança, soberania nacional, meio ambiente e direitos sociais. O futuro do país exige propostas concretas, não encenações destinadas à produção de cortes para as redes sociais”, avalia a Fenaj.

No documento, a Fenaj defende que as emissoras revejam seus modelos de debates eleitorais, com regras efetivas que assegurem respostas objetivas, intervenção editorial diante de informações comprovadamente falsas e responsabilização pelo descumprimento das normas”.

Não se trata de restringir o contraditório ou tutelar o pensamento dos eleitores, mas de assegurar o direito constitucional à informação de qualidade e impedir que a desinformação comprometa a liberdade de escolha.

“O Brasil conhece as consequências da normalização da mentira, da violência verbal e dos ataques às instituições democráticas. O jornalismo não pode ignorar essa experiência nem repetir práticas que transformaram a agressividade e a desinformação em instrumentos de disputa política”.

A nota afirma que “cabe às empresas de comunicação, aos profissionais e às entidades representativas reafirmar os princípios éticos do jornalismo. A informação é um direito da sociedade, não uma mercadoria subordinada aos interesses comerciais ou à busca de audiência”. Reafirmamos nosso compromisso histórico com a liberdade de imprensa, a ética profissional, o direito à informação e a defesa intransigente da democracia.

“Debate eleitoral não é entretenimento. Jornalismo não é espetáculo. Democracia não se constrói com mentiras. A sociedade brasileira merece debates à altura de seus desafios. E o jornalismo tem o dever de estar à altura de sua responsabilidade”, conclui o documento da Fenaj.

Morto Trevor Dietz, manager e “sesto componente” dei Fontaines D.C. Il medico legale: “Da tempo aveva problemi di salute mentale, era angosciato dalla situazione a Gaza”

20 October 2026 at 10:20

Si torna a parlare della morte di Trevor Dietz, manager dei Fontaines D.C. figura centrale della scena notturna di Dublino. La notizia è stata data dalla band lo scorso 9 giugno sui social, con un messaggio in cui i musicisti raccontano di aver perso, domenica 7 giugno, un caro amico oltre che il manager. Aveva 47 anni.

Per il gruppo di Grian Chatten, Dietz era molto più di un professionista. Nel comunicato, la band ha scritto di non aver mai conosciuto i Fontaines D.C. senza di lui, definendolo “il sesto membro della band”, ricordandone la passione per ciò che è giusto e la fermezza nelle proprie convinzioni.

In queste ore è emerso, come riporta il tabloid The Sun, che l’inchiesta ha stabilito che “Trevor Dietz si è tolto la vita, in seguito a una caduta dall’alto, da tempo aveva problemi di salute mentale.

Durante l’udienza presso il tribunale dell’East Sussex, è emerso che l’uomo si sentiva “sopraffatto” dai propri problemi di salute mentale ed era diventato “sempre più angosciato” dagli eventi globali, in particolare dalla situazione a Gaza.
Oltre al suo contributo all’industria musicale, Trevor era noto per il suo impegno a favore dei diritti umani dei palestinesi e contro il genocidio.

Dalle testimonianze raccolte è emerso inoltre che Trevor si era rivolto al proprio medico di base e ad altri specialisti della salute mentale per affrontare un disturbo d’ansia persistente, nonché per pensieri di natura suicidaria.

La sorella e la compagna erano presenti in aula, mentre il fratello ha seguito il procedimento da remoto tramite collegamento video. In una dichiarazione letta dal medico legale, la sorella Helena Prentice ha descritto il defunto come un uomo profondamente impegnato in cause umanitarie, con una particolare sensibilità verso la questione palestinese.

“Per tutta la vita si è dedicato con passione a questioni umanitarie, in particolare alla causa palestinese; trovava molto difficile accettare la sofferenza di persone innocenti”, si legge nella dichiarazione. Helena lo ha ricordato come una persona “eccezionalmente intelligente, gentile e compassionevole”, sottolineando come negli anni avesse combattuto contro una “ansia ricorrente”.

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Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).

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“Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata”: la denuncia delle Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo

20 October 2026 at 10:05

Quattro adolescenti, un nome che è un’età, un progetto che parte dall’Italia e guarda all’Europa. Sono le Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo, nato da un casting su oltre 5.000 candidate e pensato fin dall’inizio per vivere insieme su più piattaforme: musica, serie TV, social e live.

Viola Scalzo, Cahaya Lovisa Kabuhung, Sofia Di Giamberardino (in arte Deegee) e Sofia Peleggi (Sofy) non sono una semplice band, ma un esperimento inedito per il panorama musicale italiano, dove la storia delle ragazze si racconta in televisione, la musica la porta fuori dallo schermo e la community la trasforma in relazione quotidiana.

Intanto esce il 23 ottobre “Bulletproof”, il nuovo singolo, dopo il debutto estivo con “One More Kiss”. Il brano, che unisce sonorità K-Pop e urban, affronta il tema del cyberbullismo e invita a costruire una “corazza emotiva” che protegga la propria identità senza rinunciare a sensibilità e autenticità, puntando su amicizia e sostegno reciproco. “Essere “bulletproof” non significa non soffrire o essere invincibili, ma credere in se stessi e trovare la forza di reagire”, spiegano le artiste. Il 31 ottobre il gruppo sarà al Lucca Comics & Games: alle 15.30 si esibirà sul Palco Centrale e incontrerà i fan per la prima volta.

Deegee ha dichiarato a Fanpage: “È fondamentale ricordare, però, che davanti a queste dinamiche ci sono anche persone molto fragili. Bulletproof vuole rivolgersi proprio a chi si sente più indifeso e colpito dal bullismo, anche online. Con questa canzone vogliamo dire loro che non sono soli, che bisogna farsi scivolare addosso le critiche che cercano di tarpare le ali. Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata. Eppure le nostre passioni sono il motore che ci spinge ad andare avanti e, ingiustamente, sono la prima cosa che viene presa di mira”.

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“L’insuccesso di un disco? È come quando fai il comico, arrivi alla battuta finale del tuo pezzo e nessuno ride. A 66 anni voglio ancora conquistare le classifiche”: così Bono degli U2

20 October 2026 at 09:35

Gli U2 hanno annunciato torneranno in tour con “Carnaval De Luz presents: The Greatest Show On Earth”, un tour mondiale che vedrà Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. tornare in alcuni stadi selezionati nel 2027 e oltre. I concerti saranno a supporto del sedicesimo album in studio della band, “Carnaval De Luz” in arrivo il 13 novembre. Altre date del 2027 per l’Europa e il Nord America saranno annunciate nelle prossime settimane.

Intanto Bono si è raccontato in una intervista al New York Times. Un po’ con un filo di ironia e un po’ seriamente il cantante ha dichiarato, mettendo le mani avanti: “L’insuccesso di un disco? È come quando fai il comico, arrivi alla battuta finale del tuo pezzo e nessuno ride”.

“Vogliamo ancora scrivere le canzoni migliori che siano mai state composte da chiunque. È qui che gli U2 diventano insopportabili. Questa grandiosità, tra l’altro, appartiene a tutti gli artisti che vogliono spingersi lontano, i Beatles, i Nirvana“.

E ancora: “È un difetto caratteriale, ma a 66 anni voglio ancora conquistare le classifiche. In fondo è perché non voglio che quelle idee restino fuori dal mainstream. I miei artisti preferiti hanno conquistato il mainstream. Penso a David Bowie: considero i suoi lavori migliori sperimentali e innovativi, ma anche a 40 anni, a 50 anni era in grado di tirare fuori una canzone pop perfetta”.

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Lula e Flávio fazem primeiro debate das eleições na TV Band

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Candidatos à presidência da República, Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e Flávio Bolsonaro (PL) participaram neste domingo (18) de debate realizado pela TV Bandeirantes. O encontro foi marcado por provocações entre os candidatos e, em alguns momentos, necessidade de intervenção dos mediadores. 

Ainda no primeiro bloco, Lula questionou Flávio sobre os R$ 134 milhões recebidos do banqueiro Daniel Vorcaro e a defesa de acusado de assassinar uma criança.

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O presidente também dirigiu ao candidato do PL perguntas sobre proximidade de assassinos da vereadora Marielle Franco, posição contrária à marcação numerária nas cápsulas de munições e voto contra a ampliação da licença-maternidade durante mandato na Assembleia Legislativa do Rio de Janeiro (Alerj). 

Flávio não respondeu aos questionamentos e fez perguntas sobre o filho de Lula, Fábio Luís, investigado por participação em suposto esquema de tráfico de influência. Ele ainda acusou o governo Lula de responsabilidade por irregularidades no INSS, sem mencionar que os desvios começaram no governo de Jair Bolsonaro e foram combatidos no atual governo, com ressarcimento pago aos aposentados.  

No debate de propostas, Flávio disse que pretende classificar facções criminosas como narcoterroristas. Também afirmou que vai construir, caso eleito, 500 mil vagas no sistema penitenciário.

Já Lula reafirmou que criará o Ministério da Segurança Pública para definir os papéis de municípios, estados e União, combater a criminalidade e envolver o governo federal nas ações que hoje são de responsabilidade de prefeitos e governadores.

SUS, segurança e direitos trabalhistas

Após um primeiro bloco marcado por embates entre Lula e Flávio, o segundo bloco do debate na Band colocou as propostas no centro do palco.

Em um questionamento dos mediadores sobre a importância do Sistema Único de Saúde (SUS), Flávio respondeu que indicaria o médico Cláudio Lottenberg, presidente do Hospital Albert Einstein, uma instituição privada, para o cargo de ministro da saúde. Segundo ele, a ideia era instituir um "padrão Einstein no SUS". 

Na sua vez de responder, Lula afirmou que o adversário fala sobre o SUS sem jamais ter usado um serviço público de saúde e questionou se Flávio tem o intuito de privatizar o sistema público. Lula também lembrou da condução da pandemia, entre 2020 e 2022, citando os mais de 716 mil mortos pela "irresponsabilidade do governo" Bolsonaro, que atrasou a compra de vacinas. 

"Eles tiveram uma experiência de quatro 4 anos. E foi o maior desastre da história desse país. Poderia ter evitado metade das mortes se ouvisse a ciência, se acreditassem a ciência. Eles não acreditavam", afirmou. 

Lula chegou a ser interrompido por Flávio, que não tinha direito de fala no momento, e foi preciso uma intervenção da jornalista Adriana Araújo, uma das mediadoras do debate, junto com Eduardo Oinegue.

Mais adiante, ao responder a crítica de Lula sobre a condução da pandemia, Flávio tentou defender o governo do pai. "Tivemos uma pandemia, dois anos de pandemia, isso é uma coisa nova que ninguém sabia direito como enfrentar, mas o Bolsonaro deu o seu melhor.”

Em outra rodada de perguntas, Flávio citou os assassinatos de Renata Teles, em dezembro de 2023, e do sargento da Polícia Militar em Minas Gerais, para criticar as saídas temporárias de presos, chamada de "saidinhas". Acusou Lula de priorizar os direitos dos condenados em detrimento das vítimas e questionou diretamente se o presidente é favorável ou contrário à manutenção do benefício.

Em resposta, Lula defendeu a manutenção da saída temporária para presos que apresentem bom comportamento e estejam em processo de recuperação, mas argumentou que casos condenados por estupro, violência contra mulheres e crimes graves não deveriam receber o benefício. 

O presidente acusou Flávio de defender um eventual indulto ao pai, Jair Bolsonaro, condenado por crimes de tentativa de golpe de Estado e organização criminosa, alegando que essa medida teria consequências mais amplas sobre outros condenados.

Escala 6x1

Em outro momento do bloco, Flávio falou sobre o fim da escala 6x1, proposta defendida pelo governo Lula e recentemente aprovada pelo Congresso Nacional. Em uma clara mudança de opinião, o candidato da oposição afirmou ter votado a favor da matéria, que antes era contra, após ter ouvido a opinião de trabalhadores.

"Eu sou uma pessoa que sei ouvir, eu sei escutar, eu sou uma pessoa que se for convencida posso melhorar a minha opinião, se isso for melhor também para os cidadãos brasileiros", disse o candidato, cuja posição contra o fim da escala, que tem amplo apoio popular, acabou gerando desgaste nas últimas semanas.

Em reação, Lula afirmou que o adversário não conhece nem usa serviços públicos. "O meu adversário, ele conhece ônibus por literatura, ele nunca entrou no ônibus. Ele conhece trabalhador por literatura, porque ele nunca conversou com o trabalhador. Aliás, ele nunca trabalhou. Você conhece o cidadão que nunca trabalhou?", provocou o presidente.

Quebra de sigilo

No terceiro bloco, Lula subiu o tom contra Flávio e desafiou que ele e o adversário apresentassem os sigilos bancário e telefônico de ambos, incluindo os de seus familiares, para que fossem apuradas eventuais irregularidades antes das eleições.

Ao abordar o tema, o presidente propôs que os dois entregassem seus documentos às autoridades competentes para que o eleitorado pudesse conhecer possíveis casos de corrupção. "Eu desafio você. Amanhã abrimos a nossa conta bancária, abrimos o nosso sigilo telefônico para que o povo brasileiro saiba quem é ladrão desse país", afirmou Lula, que ainda pediu que documentos de familiares também fossem encaminhados às autoridades:

Flávio respondeu que não tinha nada a esconder, mas não confirmou expressamente que aceitaria a proposta nos termos apresentados por Lula. Em seguida, acusou, sem provas, o presidente de manter recursos fora de suas contas bancárias.

No campo internacional, Lula questionou a relação de Flávio com os Estados Unidos e levantou preocupações sobre a soberania brasileira na exploração de minerais críticos, matéria-prima de componentes para baterias de celulares e outros produtos tecnológicos. 

O presidente também acusou a família Bolsonaro de se subordinar aos interesses dos norte-americanos. Já o senador respondeu defendendo a cooperação internacional no combate ao crime organizado e negou ter trabalhado para impor tarifas contra empresas brasileiras, apesar dos apelos do irmão, Eduardo Bolsonaro, autoexilado nos EUA, em favor da imposição de tarifas contra exportações nacionais.

No mesmo bloco do debate, Flávio Bolsonaro defendeu o endurecimento das políticas de segurança pública, com ampliação da vigilância por câmeras de reconhecimento facial e todo o país e maior rigor nas punições, sem especificar. Lula rebateu citando medidas de seu governo, como o programa Celular Seguro, que bloqueia aparelhos roubados de forma imediata e criticou o adversário por apresentar propostas repetidas e sem reconhecer ações já implementadas.

Polícia acionada

Ao final do debate, o Grupo de Ações Táticas Especiais da Polícia Militar de São Paulo foi acionado para investigar uma suspeita de bomba em um carro no estacionamento da Band que pertenceria à equipe de Flávio Bolsonaro. 

Durante a ação policial, jornalistas e convidados foram impedidos de deixar a emissora. Após varredura, nada foi encontrado e o local acabou liberado.

Flávio Bolsonaro recusa debate na Band, Lula confirma presença e Globo segue indefinida

14 October 2026 at 00:31

O candidato à Presidência da República Flávio Bolsonaro (PL) anunciou que não participará do debate contra o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), marcado pela TV Bandeirantes para o próximo domingo (18/10). O senador também deixou em aberto sua presença no confronto que a TV Globo realizará em 23 de outubro, dois dias antes do segundo turno das eleições presidenciais de 2026. A decisão sobre o último encontro caberá à equipe técnica de sua campanha.

Ao conversar com jornalistas nesta terça-feira (13/10), Flávio descartou sua participação no programa da Band, apesar das sinalizações anteriores de que compareceria aos debates da reta final da disputa. O candidato afirmou que seus assessores ainda estudam a possibilidade de um confronto direto com Lula na televisão. “Não está previsto esse debate domingo”, declarou Flávio Bolsonaro ao responder sobre sua presença no encontro organizado pela Bandeirantes. O senador acrescentou que a definição sobre a participação no último debate dependerá de uma avaliação de seus assessores. “Estamos analisando, quem vai dar a palavra final vai ser a minha equipe técnica de um último debate.”

Após Flávio Bolsonaro confirmar que não irá ao debate da Band no próximo domingo (18/10), a emissora decidiu manter o encontro com a presença apenas do presidente Lula, candidato à reeleição pelo PT. Sob reserva, integrantes da cúpula da Band disseram que o canal não pretende abrir mão do debate, apesar da ausência confirmada do candidato do PL. Com isso, Lula participará sozinho, enquanto a Band manterá no cenário o púlpito destinado a Flávio Bolsonaro, que ficará vazio durante a transmissão.

O presidente e candidato à reeleição Luiz Inácio Lula da Silva (PT) confirmou participação no debate presidencial promovido pela Band. A Band confirma que o debate está mantido e, de acordo com as regras estabelecidas pela emissora para o encontro, a ausência de qualquer um dos candidatos confirmados resultará na manutenção de um púlpito vazio no estúdio durante toda a transmissão. Em vídeo publicado nas redes sociais da Band, o petista desafiou Flávio a comparecer no debate.

A TV Globo programou o último debate presidencial para 23 de outubro, após o Jornal Nacional, nos Estúdios Globo, no Rio de Janeiro. A emissora pretende reunir os dois candidatos para discutir suas propostas antes da votação de 25 de outubro. O filho de Jair Bolsonaro ainda não confirmou sua presença. A campanha do PL avaliará a participação no encontro, que representa a última oportunidade prevista no calendário de debates para um confronto entre os dois presidenciáveis.

O posicionamento do senador contrasta com suas manifestações anteriores sobre a necessidade de debater com Lula. Durante o primeiro turno, Flávio Bolsonaro chegou a chamar o presidente de “fujão” e afirmou que desejava enfrentá-lo diretamente. A ausência dos dois candidatos marcou a primeira etapa da campanha eleitoral. Nem Lula nem Flávio Bolsonaro participaram dos debates realizados antes da votação de 4 de outubro. Na ocasião, o candidato do PL chegou a confirmar presença no encontro organizado pela TV Globo, mas desistiu depois de decisões judiciais alterarem as condições previstas para o programa. Uma das determinações assegurou a participação de Renan Santos (Missão). Outra impediu a emissora de manter vazio o púlpito destinado a Lula, caso o presidente não comparecesse. O debate da Globo acabou cancelado justamente após Flávio desistir de participar, alegando interferência da Justiça Eleitoral no encontro.

O encontro entre os presidenciáveis será no dia 18 de outubro (domingo) às 20h, com transmissão ao vivo na Band TV, BandNews TV, nas rádios BandNews FM e Bandeirantes, no canal do YouTube de Band Jornalismo, no Band.com.br e no Bandplay. Além dos canais do grupo, o confronto contará com transmissão da parceria de um pool de veículos formado por TVs Gazeta, Cultura, Jovem Pan e o jornal O Estado de S. Paulo, o Estadão. A cobertura também trará análises em tempo real diretamente da Sala Digital, em parceria com o Google.

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Woman arrested for poisoning ex husband with atropine

13 October 2026 at 12:27

A 41-year-old woman has been arrested in Athens on suspicion of attempting to poison her ex-husband, a military doctor, with atropine. According to media, the man had installed security cameras at his apartment in Peristeri suburb of western Athens. Monitoring the cameras remotely, he allegedly saw his ex-wife who had keys entered the apartment and […]

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Heat Pump Subsidies to be Scaled Back to Fund Defence

12 October 2026 at 19:13

A heat pump subsidy scheme launched by Ed Miliband just nine months ago is facing cuts to help fund defence as the public continues to reject the technology and the quiet Net Zero rollback marches on.

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Spies and Their Climate Lies

29 September 2026 at 07:00

At the UN last week, Ed Miliband shared details of a secret "damning" climate spy report. Ben Pile points out that a similar secret report appeared 22 years ago – and not one of its apocalyptic predictions came true.

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New York’s Climate Circus: Same Clowns, Emptier Promises

28 September 2026 at 09:00

Climate Week NYC is packing its tent after another week of green grandstanding, empty promises and soaring energy bills, says Dr Tilak Doshi. Same circus, same clowns, same time next year.

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