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20h. Pedro Duarte: "manifestação não é espaço" para reunião

18 October 2026 at 20:14
Em declarações, o autarca do Porto garante que as portas da Câmara estarão "sempre abertas" para o diálogo. Ainda, no Brasil, realiza-se hoje o primeiro debate entre Lula da Silva e Flávio Bolsonaro.

Cosa nascondono davvero i dipinti di Marc Chagall? Dal Paradiso in cui uomo e donna diventano una cosa sola alle città della sua vita: viaggio nel museo di Nizza progettato dall’artista

18 October 2026 at 14:15

Bisogna andare a Nizza, in avenue Dr Ménard, sulla collina di Cimiez, per conoscere da vicino Marc Chagall. E’ qui che si può vedere non solo il famoso “messaggio biblico” dell’artista ma toccare con mano un museo progettato, pensato ed inaugurato dallo stesso pittore russo. Ogni spazio, finestra e vetrata, parla di Chagall che ha saputo trasformare una villa in rovina dai primi del Novecento in un luogo capace di ospitare una collezione permanente e mostre come quella di quest’estate dedicata agli schizzi e ai modelli per il soffitto dell’Opéra Garnier.

E se nel 1973, quando fu inaugurato il museo, a visitarlo erano in trenta mila oggi si registrano 200 mila presenze ogni anno. Ad attrarre così tante persone in avenue Dr Ménard sono, soprattutto, quei dodici dipinti che illustrano la Genesi e l’Esodo, esposti nella sala principale e le cinque tele che evocano il Cantico dei Cantici nella sala esagonale adiacente.

Certamente i colori in sé, restano la maggiore qualità espressiva dell’artista e balzano subito all’occhio ma il fascino di questo percorso sta nel fermarsi davanti ad ogni opera per meditarla. Solo sostando a lungo, in silenzio, dinanzi a “il Paradiso” si può cogliere l’intrinseco universale e rivoluzionario messaggio di Chagall: l’uomo e la donna sono una cosa sola.

E’ questo l’annuncio che continua a essere “nuovo” dopo decenni dalla creazione del quadro: la coppia primordiale è intrecciata come per diventare una sola cosa, con solo due braccia e tre gambe e sta per condividere insieme il frutto proibito, quello dell’albero della conoscenza del bene e del male che li renderà uguali a Dio. E’ l’Umanità non il maschio o la femmina. Così come in “Abramo e i tre angeli” le figure protagoniste (Abramo e Sara) spinte verso sinistra, sono eloquenti nell’esprimere lo stupore dell’annuncio della nascita di un figlio in età avanzata. Ma anche stavolta solo riflettendo su quest’opera si può cogliere – osservando i tre angeli seduti sulla panca – la lontana eco di quelli raffigurati nell’icona della Trinità di Andrej Rublev a Mosca.

Nel ciclo del “Cantico dei Cantici”, Chagall, riesce a parlare di Dio, incarnando la Parola biblica con la sua vita. Guardare a questi dipinti solo con idolatria per l’artista sarebbe sciocco perché ogni tela cela una complessità da decifrare con i giusti strumenti. Basti pensare al terzo quadro del ciclo. Chagall sembra aver voluto raccontare la propria storia in questo dipinto: la rappresentazione di Gerusalemme, al centro, è duplice: in alto, la città assomiglia alla sua visione di Saint-Paul-de-Vence, con le sue mura. In basso, capovolta, si trova Vitebsk (paese natio), riconoscibile dal santuario con il tetto verde che lo corona. L’intera sezione inferiore del dipinto, capovolta, evoca quindi la giovinezza dell’artista; quella superiore un inno alla sua nuova vita nel sud della Francia.

Unica anche la mostra permanente dal titolo “Chagall all’opera” realizzata in collaborazione con il Centre “Georges Pompidou” dove dal 2023 sono conservati 151 opere donate dai nipoti dell’artista. Il pittore, nel 1960, accettò l’incarico di rifare il soffitto dell’Opéra di Parigi, a condizione di non essere pagato. Ne uscì un dipinto – preceduto da quarantuno schizzi e modelli (in parte visibili a Nizza) – che omaggia i grandi compositori dell’opera e del balletto, Parigi e la Francia.

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“Il sesso nello Spazio? Nessuno ci ha mai pensato, è ridotto ad una barzelletta e nessuno studia davvero come fare. Manca la privacy e la contraccezione è un problema”: parla Eleanor Armstrong

18 October 2026 at 08:49

Sesso nello spazio? Ci vogliono regole sul consenso, spazi sicuri, procedure di protezione. Sciocco e sciocca chi ancora non ci aveva pensato. Anche in orbita o direttamente su Marte il sesso mica si cancella, anzi. E proprio per questo una donna deve avere misure protettive di fronte a rapporti non consensuali. Parola di Eleanor Armstrong, la ricercatrice trentatreenne inglese, direttrice del Constellations Lab all’Università di Leicester, definita dal Corriere della Sera – che l’ha intervistata di recente durante il festival di Internazionale a Ferrara – “una lente femminista e queer dentro la corsa allo spazio”.

La questione è semplice: se si vuole andare su Marte ci vogliono sette mesi di viaggio e se lassù nasce una relazione, e quella relazione diventa violenta, fuggire è impossibile. Armstrong lo sottolinea con precisione: “Se il consenso viene meno, quel luogo che protegge diventa una gabbia”. Rispondendo alle domande dell’intervistatrice la scienziata ha affermato che il sesso in orbita “è ridotto ad una barzelletta” e che “finchè se ne ride, nessuno lo studia sul serio”.

Insomma, Houston abbiamo problemi di consenso sullo shuttle per Marte. “Bisogna iniziare partendo dal consenso. Deve essere libero e si deve poterlo ritirare. Altrimenti non è consenso. E nello spazio manca la cosa più semplice: la possibilità di andarsene. Perciò dobbiamo pensare prima a spazi sicuri, procedure di protezione, alternative”. Dinamiche che chi ha progettato le navicelle non ha ovviamente pensato: “Sono state disegnate intorno al corpo maschile e a un’idea di mascolinità: essere in controllo, pilotare, decidere, esercitare la propria autonomia. La tecnologia non nasce separata dalla cultura che la costruisce”.

Solita ideologia estremista? Macchè. Basta guardare come hanno costruito i bagni, come si tratta il tema della “contraccezione” e “dalla privacy”. Altra misura maschilista presa con nonchalance? “Nel 2019 la prima passeggiata spaziale femminile fu rinviata: mancavano due tute della taglia giusta”. E se tutto il racconto con relative opinioni vi pare esagerato esiste infine una casistica ben precisa. “Nel 1999, in un esperimento di isolamento, una ricercatrice canadese fu aggredita da un collega ubriaco – chiosa Armstrong – La soluzione fu chiudere i portelli tra i moduli, non allontanare lui. Nelle basi in Antartide le molestie sono documentate. E spesso non vengono denunciate”.

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23h. Pedro Duarte convidou manifestantes para reunião na CM

17 October 2026 at 23:17
O presidente da Câmara do Porto falou à TSF à margem do 50.º aniversário da Associação de Moradores do Campo Alegre. Ainda, Paulo Raimundo acusa o Governo de agravar a crise na habitação.

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