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Il Borussia Dortmund si rifiuta di fare la doccia nello stadio di Baku: “Non sono così lussuose”. Per i giocatori riservata l’area spa dell’hotel

21 October 2026 at 18:00

I giocatori del Borussia Dortmund hanno lasciato lo stadio olimpico di Baku senza fare la doccia dopo la vittoria per 2-1 sul Sabah FK, martedì sera in Champions League. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il club ha agito per precauzione, temendo la possibile presenza di Legionella nell’impianto idrico. Le preoccupazioni sarebbero legate all’utilizzo saltuario dello stadio e al passaggio irregolare d’acqua nelle tubature.

Però, finora non sono mai stati segnalati casi di contaminazione. E di fronte a una richiesta di spiegazioni, il direttore sportivo Ole Book ha dichiarato: “Credo che in hotel le docce fossero un po’ più accoglienti. Per questo cerchiamo di far arrivare lì i giocatori più rapidamente“. Poi ha aggiunto: “Potete immaginarvelo. Qui le docce non sono così lussuose“. Il Dortmund aveva riservato alla squadra l’area spa dell’hotel per il recupero dopo la partita.

Non sembra però che la decisione sia stata presa dai giocatori stessi. “Anche ieri, dopo l’allenamento, non abbiamo fatto la doccia qui. Ci è stato detto di non fare la doccia qui, ma in hotel: per questo siamo tornati rapidamente in albergo”, ha spiegato il tecnico Niko Kovac. La decisione però non è stata molto apprezzata dai rivali del Sabah. Il calciatore Sabah Joy-Lance Mickels ha detto a Sky: “Non so quale fosse il problema. Non voglio insinuare nulla sul BVB. Abbiamo fatto la doccia lì appena la scorsa settimana, prima della partita contro lo Slavia Praga. Le docce sono ottime e l’acqua non è fredda“.

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Le proteste bloccano il calcio in Francia, è emergenza per l’ordine pubblico: tre partite rinviate, altre a rischio

21 October 2026 at 14:46

Gli annunci di nuove manifestazioni e nuove proteste per il carovita nel prossimo fine settimana costringono la Francia a prendere i primi provvedimenti anche nello sport. E se sabato scorso, 17 ottobre, nessun evento sportivo era stato condizionato dai disordini nelle varie città francesi, per il weekend che sta per arrivare sono già tre le partite di calcio rinviate: una di Ligue 1, una di Ligue 2 e una di Regional 1 (sesta divisione), che riguarda il Bordeaux, ripartito dopo il fallimento. Le tre partite in questione sono: Tolosa–Troyes per quanto riguarda la massima serie, Montpellier–Red Star per quanto riguarda la Ligue 2 e Girondins de Bordeaux–Stade Montois per quanto riguarda la sesta serie. E altre sono a rischio.

Il match di Ligue 1 era previsto per sabato pomeriggio alle 17:15 e si giocherà invece l’indomani, alla stessa ora. La sfida che riguarda il Montpellier invece è stata spostata da sabato alle 14 a lunedì alle 20:45, in contemporanea con la cerimonia del Pallone d’Oro, mentre il match di sesta divisione che però riguarda il Bordeaux, squadra blasonata, è stato spostato da sabato pomeriggio a domenica alle 15. Le tre sfide sono state rinviate per decisioni delle Prefetture di competenza, con i club che hanno comunicato che i match sono stati spostati perché “non è possibile garantire pienamente le necessarie misure di sicurezza per la partita“.

Per quanto riguarda il match del Tolosa, che essendo di Serie A muoverà un numero maggiore di persone, L’Équipe ha riportato che “Sebbene non sia considerato ad alto rischio, l’organizzazione di un evento con una folla così numerosa richiede l’impiego di forze di sicurezza interne e di agenti della polizia municipale. La prefettura dell’Alta Garonna ringrazia la Lega Calcio Professionistica per questa decisione “. Anche la partita di Ligue 1 tra Lens e Paris FC, in programma sabato sera, è tenuta sotto stretta osservazione. La necessità di intervento delle forze dell’ordine per le manifestazioni nei pressi di Lille potrebbe portare al rinvio dell’incontro. La prefettura dovrebbe prendere una decisione nelle prossime ore. A Saint-Étienne, dove è in programma la partita contro il Nantes per sabato sera, la prefettura ha deciso di confermare l’incontro, vietando però la trasferta ai tifosi del Nantes.

Una situazione che inevitabilmente, dopo l’ultimo weekend di fuoco, incide quindi anche sul calcio e che Rmc Sport giustifica attraverso i dati. Come riportato dal quotidiano francese infatti in una stagione di calcio professionistico, secondo le cifre del 2025, sono più di 60mila le forze dell’ordine schierate per garantire la sicurezza delle partite ogni fine settimana. Nella stagione 2023-2024, in 47.812 erano stati impiegati all’interno degli stadi di Ligue 1 e Ligue 2.

Intanto il governo francese ha risposto alle proteste con nuove misure repressive. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux.

Il rinvio delle partite e le restrizioni imposte dalle autorità confermano come le tensioni sociali in Francia stiano avendo ripercussioni sempre più ampie, coinvolgendo anche il mondo dello sport. Con nuove manifestazioni attese nei prossimi giorni, resta alta l’attenzione sull’ordine pubblico e sulla sicurezza di tifosi e cittadini. Le prossime ore saranno decisive per capire se altri incontri subiranno modifiche, mentre il governo cerca di contenere una protesta che continua a mettere sotto pressione il Paese, esattamente come successo in Italia nell’ultimo fine settimana. Qui l’unica partita che potrebbe essere a rischio sarebbe quella tra Inter e Fiorentina di domenica alle 12:30, considerando che le proteste di ampia portata fin qui sono circoscritte alla sola città di Milano. Ma l’ipotesi rinvio a oggi non è contemplata, anche se a Milano è atteso un altro weekend movimentato.

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“Sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni non sparerò a zero sullo spogliatoio del Napoli”: Di Lorenzo esplode contro l’ex capitano Bruscolotti

21 October 2026 at 13:52

La vittoria contro il Bodo Glimt ha palcato un po’ di malumori in casa Napoli, sebbene i primi tre punti in Champions League siano arrivati con troppe sofferenze e altri tre gol subiti. La squadra di Max Allegri però finora non sta convincendo molti tifosi, tra chi accusa il tecnico e chi invece se la prende con i giocatori. In questo clima, sono arrivate perfino le parole dell’ex capitano azzurro, Giuseppe Bruscolotti, che a SpazioNapoli ha sparato a zero: “La partenza di Lukaku non ci voleva, era l’unico uomo di carisma. De Bruyne è uno dei tanti, non gliene frega niente. Lo stesso capitano, è bravo sul campo ma per il resto poca roba“.

Parole pesanti, soprattutto contro Giovanni Di Lorenzo. Che questa volta ha deciso di rispondere duramente, con un commento su Instagram: “Una cosa è certa: sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni da ex capitano non mi metterò di certo a sparare a zero sullo spogliatoio del Napoli non sapendo niente dall’esterno ed alimentando critiche inutili. Ti ricordavo diverso al nostro incontro alla festa del Centenario. Un abbraccio caro Bruscolotti“. Parole nette, decise, che però aiutano a compattare la squadra proprio nel momento in cui c’è la necessità di uscire da un momento difficile.

Bruscolotti, tra l’altro, non è nuovo ad attacchi a Di Lorenzo. Nell’estate 2024, quando si rincorrevano i rumors su un possibile addio al Napoli del difensore, l’ex capitano aveva scritto sui social: “Se vuoi andare, tira fuori le p…e. Ti voglio ricordare che è andato via Diego, quindi con tutto il rispetto non ce ne frega un c…“. Oggi Di Lorenzo ha deciso di rispondere, forte del suo status e del suo posto nella storia del Napoli: ha alzato al cielo due scudetti da capitano.

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Il Times chiede scusa a Infantino e alla Fifa: “Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’ e non ha acquistato un immobile a Miami”

21 October 2026 at 12:06

La marcia indietro è clamorosa ed è destinata ad avere effetti anche sul futuro del calcio mondiale. Il quotidiano inglese The Times ha pubblicato una lettera di scuse rivolta alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino, rettificando sostanzialmente tutto il contenuto della sua ultima inchiesta sul dirigente svizzero. L’articolo accusava Infantino di aver percepito un “secondo stipendio” mai dichiarato dalla Fifa e alludeva ad alcuni oscuri affari immobiliari conclusi a Miami. Ora invece il Times nega tutto, parlando di “un’informazione errata“. È un punto importante messo a segno da Infantino nella corsa verso le elezioni, in programma il 18 marzo 2027. Il tempo per presentare altre candidature ormai sta scadendo: il termine ultimo è fissato per il prossimo 18 novembre e per ora non ci sono sfidanti all’orizzonte.

Il comunicato del prestigioso quotidiano britannico è tanto sorprendente quanto eloquente: “Il 13 ottobre 2026 (nella sezione Sport), abbiamo riferito che Gianni Infantino avrebbe percepito un ‘secondo stipendio‘ dalla Fifa, che quest’ultima avrebbe omesso di dichiarare. Si tratta di un’informazione errata. Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’. Le normative non impongono alla Fifa di includere nel proprio rapporto annuale le spese e i rimborsi percepiti dal signor Infantino, poiché, secondo i requisiti di rendicontazione svizzeri, tali importi non sono considerati ‘retribuzione‘”.

Non solo. Il comunicato del Times smonta anche la seconda parte dell’inchiesta: “Diamo inoltre atto che il signor Infantino non ha acquistato un immobile a Miami a un prezzo presumibilmente inferiore a quello di mercato, come avevamo invece riportato; né lui né la sua famiglia sono proprietari – legalmente o di fatto – della società Shadi LLC, né esercitano alcun controllo su di essa, contrariamente a quanto da noi suggerito“. Il comunicato quindi conclude: “Siamo lieti di apportare queste rettifiche e porgiamo le nostre scuse al signor Infantino e alla Fifa per gli errori commessi”.

La Fifa ovviamente esulta e “prende atto delle scuse pubblicate dal quotidiano The Times in seguito a un articolo inesatto e lesivo” riguardante il presidente Infantino. E coglie la palza al ballo per tornare all’attacco contro i detrattori dell’attuale governance: “Appare evidente che vi sia un tentativo concertato e costante, da parte di alcuni soggetti, di minare la credibilità della Fifa e del suo Presidente“. A scatenare il fronte anti-Infantino è stato l’ultimo sfrontato progetto presentato dal capo mondiale del pallone: una nuova società, Fifa Forward Enterprise (FFE), incaricata di gestire i tornei della Fifa e vendere quote dei Mondiali ai privati. Nello specifico, a un fondo di cui fa parte Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.

Il diabolico piano di Infantino è stato stroncato sul nascere, ma ha permesso ai suoi rivali di passare all’attacco: sono arrivate richieste di dimissioni (ignorate) da Uefa, Concacaf e confederazioni asiatiche. L’Uefa di Ceferin ha anche avanzato la richiesta di un’indagine penale contro Infantino per la sua gestione dei fondi Fifa. L’inchiesta del Times avrebbe potuto aprire un nuovo potenziale fronte, ma alla fine si è rivelata un boomerang per chi sperava di minare ulteriormente il consenso nei confronti di Infantino. Che per ora resta saldamente sul trono del calcio mondiale.

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Morto Roberto Bernabai, storica voce sportiva di La7: “Indelebile il suo ricordo di uomo garbato e vecchio stampo”

21 October 2026 at 11:47

È morto a 70 anni il giornalista Roberto Bernabai. Dal 1992 conduceva i notiziari e i programmi sportivi, prima per Tmc (Telemontecarlo) e poi per La7. Giornalista professionista, era nato a Roma il 6 febbraio 1956 si legge sul sito di La7. Mosse i primi passi nel giornalismo nel 1975, collaborando con vari periodici. Dal 1985 al 1990 è stato radio-cronista e conduttore per emittenti regionali laziali. Nel 1990 entrò a far parte della redazione sportiva di Tmc. Lavorò come inviato e telecronista a tre Mondiali (Usa 94, Francia 98 e Corea e Giappone 2002) e tre Europei di calcio e ha seguito le Olimpiadi di Barcellona del 1992. E, per sei stagioni, fu commentatore delle partite della Liga spagnola.

“È stato e continuerà a essere per tutti noi un punto di riferimento, un grande professionista, esemplare”, si legge nella nota della redazione di La7. Il comunicato prosegue così: “Oltre alla sua competenza e al suo rigore, ci rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un uomo garbato, onesto, vecchio stampo, nel senso più rispettabile del termine. Ai suoi cari, le nostre più sincere condoglianze”. A partire dalla stagione 2006–2007 Roberto Bernabai ha condotto per due anni “Area Gol”, programma trasmesso prima e dopo le partite di Serie A sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post partita dell’allora Coppa UEFA, oggi Europa League.

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Gli urologi “richiamano” Totti: “Il suo racconto leggero non rende bene l’idea. La visita alla prostata non è un ‘atto di violenza’ e nemmeno una barzelletta”

21 October 2026 at 11:22

Francesco Totti “ci ha dato una mano ad accendere i riflettori sul tumore alla prostata“, ma la visita “non è un atto di violenza” e “non è una barzelletta“. A distanza di poco più di 24 ore dal video andato virale, in cui Totti ha raccontato con grande simpatia al teatro “Brancaccio” la sua prima visita alla prostata, è intervenuto all’Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di Urologia, Giuseppe Carrieri. “Sicuramente qualsiasi momento di comunicazione dedicato alla prevenzione del tumore alla prostata va bene. Francesco Totti ci ha dato una mano ad accendere i riflettori per il mese di novembre che è proprio dedicato alla prevenzione del tumore della prostata e della salute maschile, promosso dalla Società Italiana di Urologia (Siu)”, ha esordito il presidente Siu.

“È il cancro più frequente negli uomini, 40mila casi ogni anno in Italia e 7mila morti; quasi 600mila uomini che continuano a convivere con la neoplasia. Davanti a un problema di così forte impatto epidemiologico, la prevenzione è fondamentale“, ha poi ribadito Carrieri, che successivamente ha quasi “richiamato” Totti: “Il contesto leggero nel quale Totti ha raccontato l’approccio alla visita alla prostata non rende bene l’idea – avverte Carrieri – e come Siu ci sentiamo di tranquillizzare gli uomini: non è un ‘atto di violenza‘ ma prima di tutto un colloquio a 360 gradi tra medico e paziente“, ha spiegato, continuando a puntare sulla prevenzione e sull’importanza di fare una visita, prima di un secondo “richiamo” all’ex capitano giallorosso: “Insomma, la visita urologica – chiosa il presidente – non è una ‘barzelletta‘ e non dobbiamo drammatizzare un atto medico che è focalizzato alla prevenzione. Non si deve avere paura del controllo della prostata. Speriamo che Francesco Totti possa aiutarci in futuro per ampliare il messaggio della prevenzione e della diagnosi precoce“. Carrieri ha precisato che se “lo screening del cancro alla prostata verrà inserito nei Lea, sappiamo che questa prevenzione potrebbe portare a una riduzione del 25% della mortalità, ovvero 1.800 morti in meno ogni anno”.

Nel corso della presentazione del libro “Oltre” al teatro “Brancaccio”, Totti aveva fatto ridere gli oltre mille e 500 presenti raccontando la sua prima visita. Nell’occasione aveva detto: “Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese…?'”. L’ex capitano della Roma aveva fatto divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con il suo racconto, scandito da tempi comici non banali: “Non ti azzardare – ha continuato – che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca… Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima…”.

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Il ritorno dei bomber di provincia: Raimondo e Varela costavano poco e segnano tanto, mentre le big restano a secco

21 October 2026 at 11:12

Ci sono voluti 44 anni per ritrovare uno scenario simile in Serie A. Dopo 7 giornate, in cima alla classifica marcatori ci sono gli attaccanti di due neopromosse: Raimondo del Frosinone, capocannoniere solitario con 7 gol, e Varela del Monza, secondo a quota 6 insieme a Malen. Un ribaltamento delle gerarchie che, dopo anni, mette nuovamente in mostra i bomber di provincia. Per trovare un precedente simile bisogna tornare alla stagione 1982-83, quando dopo 7 turni comandavano Penzo del Verona, Berggreen del Pisa e Selvaggi del Torino, tutti con 4 reti.

Da allora, un’attesa lunga oltre quattro decenni. La sorpresa è doppia perché, accanto al ritorno degli attaccanti delle cosiddette “piccole”, c’è anche un altro dato che merita attenzione: il capocannoniere è italiano. Raimondo, classe 2004, è in prestito dal Bologna e fa parte dell’Under 21 allenata da Baldini. La sua eccellente partenza lancia un segnale anche in chiave azzurra, in un momento in cui la Nazionale è alla ricerca di un centravanti capace di garantire continuità realizzativa. Gli ultimi italiani a conquistare il titolo di capocannoniere sono stati Ciro Immobile, con la Lazio nel 2021-22, e Mateo Retegui, con l’Atalanta nel 2024-25.

Sono anche i numeri a raccontare la distanza tra questi protagonisti inattesi e gli attaccanti delle big. Gonçalo Ramos e Hojlund sono fermi a 2 gol, Kolo Muani a uno. Le assenze di Malen nell’ultimo turno e di Lautaro Martinez hanno probabilmente inciso sull’andamento della classifica, ma non bastano a spiegare un divario che coinvolge anche gli altri centravanti più attesi. Il minutaggio, infatti, non giustifica da solo la differenza: Raimondo ha giocato 572 minuti, Varela 509, mentre Ramos è a 625, Hojlund a 460 e Kolo Muani a 629.

A fare la differenza è anche il contesto tattico in cui giocano. Ramos, costato circa 70 milioni di euro, riceve pochi palloni e spesso deve abbassarsi per entrare nel gioco: appena il 9% delle sue giocate avviene nell’area avversaria. Hojlund, riscattato per circa 50 milioni, ha calciato 12 volte, centrando la porta solo in 5 occasioni. I suoi expected goals sono pari a 1,02: con 2 reti, sta già segnando più di quanto suggeriscano le opportunità create. Nel Napoli di Allegri, costruito su una difesa compatta e un blocco basso, il centravanti rischia di rimanere isolato contro i difensori avversari. Hojlund sa attaccare bene la profondità, ma senza lanci e sostegno adeguati fatica a ricevere palloni giocabili. Alla Juventus, invece, Kolo Muani viene impiegato da boa, un ruolo poco adatto alle sue caratteristiche. Le prestazioni migliori sono arrivate da ala d’attacco, posizione nella quale, però, la concorrenza è più ampia.

C’è poi il fattore economico. Ramos è costato circa 70 milioni di euro, Hojlund e Kolo Muani circa 50 milioni ciascuno. Varela, classe 2005, è arrivato dal Benfica per 2,5 milioni. Raimondo, invece, sta sfruttando il prestito dal Bologna per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Per la punta gialloblù, adesso, il banco di prova sarà la continuità. Le prossime convocazioni per la Nations League potrebbero rappresentare un’occasione per attirare l’attenzione del commissario tecnico Roberto Mancini, e per capire se il suo avvio di stagione possa tradursi in una candidatura concreta per la Nazionale maggiore. Il campionato è ancora lungo, ma il messaggio delle prime 7 giornate non poteva essere più chiaro: i bomber di provincia sono tornati a farsi sentire e, in cima alla classifica, c’è un italiano che prova a prendersi la scena.

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Champions, la Roma brilla e il Napoli evita guai: tutti i risultati, la nuova classifica e i match in programma oggi

21 October 2026 at 10:40

Il Napoli vince, ma soffre fino all’ultimo contro il Bodo Glimt: finisce 4-3 una partita che regala tre punti pesanti alla squadra di Massimiliano Allegri. Gli azzurri passano in vantaggio dopo appena un minuto con Politano, ma Hauge pareggia al 27′. Al 41′ è McTominay a riportare avanti il Napoli, prima del nuovo pareggio dei norvegesi con Helmersen al 62′. Ancora McTominay firma il 3-2 al 75′, poi l’autorete di Bjortuft all’88’ sembra chiudere definitivamente i conti. In pieno recupero, però, Fet segna il 4-3 e costringe gli azzurri a soffrire fino al fischio finale.

Una vittoria che non cancella i problemi del Napoli, come sottolinea lo stesso Max Allegri: “La cosa che dobbiamo assolutamente migliorare è la sensazione di fragilità. Quando sei fragile, attacchi anche peggio”. Il tecnico insiste sulle difficoltà difensive e sui troppi palloni concessi agli avversari, spiegando anche la scelta di utilizzare De Bruyne – “straordinario” – davanti alla difesa per far riposare Lobotka. Il belga ha fornito una grande prestazione: caso chiuso e pace con l’allenatore? Da capire. Mentre sulla doppietta decisiva dello scozzese Allegri avverte: “McTominay ha fatto due gol, ma non è ancora il vero Scott”.

Tutto più semplice per la Roma, che travolge 4-0 lo Slovan Bratislava e conquista la prima vittoria stagionale in Champions. Hermoso sblocca il risultato al 21′, Molina raddoppia al 39′, poi nella ripresa Pisilli e Malen su rigore completano il poker. Gian Piero Gasperini può essere soddisfatto soprattutto delle risposte arrivate dalle rotazioni: “Queste risposte sono importanti perché consentono di andare avanti con fiducia e allargare la rosa dei potenziali titolari un po’ a tutti”. Resta però la preoccupazione per gli infortuni, a partire da quello di Pellegrini, in vista delle prossime sfide europee contro Manchester United e Psg.

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Dramma Kvaratskhelia: va a contrasto e si rompe il crociato. Psg in allarme: i tempi di recupero

21 October 2026 at 10:37

Un contrasto apparentemente inutile, in una zona non pericolosa del campo, si è trasformato in dramma per Khvicha Kvaratskhelia, esterno del Psg tra gli esterni più forti del mondo, nel match tra il club parigino e il Barcellona nella terza giornata della League Phase di Champions League. Il georgiano infatti stava recuperando il possesso del pallone – dopo aver rischiato di far fallo – ma è caduto in modo scomposto e si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. La conferma è arrivata dalla nota ufficiale del Psg, in cui si legge: “A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, ​​Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni”, scrive il club parigino. Considerando il momento, è facile pensare che la sua stagione sia finita, visto che post intervento serviranno almeno 6 mesi per tornare al meglio.

L’esterno ex Napoli era stato sostituito da Akliouche al 59esimo, nel secondo tempo, ed era uscito dal campo sorretto sulle spalle da due membri dell’équipe medica parigina. Da subito c’è stata grande preoccupazione, sia per il movimento scomposto del ginocchio, sia per l’espressione dello stesso Kvaratskhelia uscendo dal campo. Da subito infatti il georgiano ha percepito il dolore e la gravità dell’infortunio. Tanta sfortuna per Kvaratskhelia, che stava vivendo il momento migliore della sua carriera, essendo stato protagonista delle ultime due Champions vinte dal club parigino. Il georgiano è inoltre uno dei candidati al Pallone d’Oro, che verrà assegnato lunedì prossimo.

Già ieri, dopo il contrasto e vedendo la dinamica dell’incidente, Angel Villanueva – un fisioterapista spagnolo specializzato in riabilitazione del crociato, lesioni del ginocchio e ritorno allo sport, che su X analizza spesso i meccanismi degli infortuni di calciatori dando pronostici sui tempi di recupero – aveva previsto lo scenario peggiore. Villanueva aveva fatto due tweet su Kvaratskhelia dopo PSG-Barcellona. “Nell’impatto si apprezza chiaramente un valgo forzato del suo ginocchio destro, con il piede fissato e un carico in catena cinetica chiusa. Questo pattern è classico delle lesioni combinate di LCA + LCM. Tempo di stop: 9 mesi“, ha scritto nel primo, dove le due sigle stanno rispettivamente per legamento crociato anteriore e legamento collaterale mediale.

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