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Proteste tir e caro carburanti, Peron (FIAP): “Basta aiuti a pioggia, i rincari vanno trasferiti sui committenti”

23 October 2026 at 17:11

La ricetta di Alessandro Peron (FIAP) sul caro-gasolio

Mentre il Governo annuncia le prime risorse per contenere il caro-gasolio, il settore dei trasporti continua ad affrontare una situazione molto complessa. Il costo del carburante pesa enormemente sui bilanci delle imprese e rende difficile coprire le spese. Da una parte le associazioni di categoria chiedono regole chiare per far fronte ai rincari; dall’altra molte aziende committenti continuano a considerare il trasporto solo come una voce di spesa da tagliare, senza comprenderne il valore reale.

Ma il problema del carburante è soltanto una parte della questione. I contributi promessi dallo Stato sono sufficienti o servono interventi più profondi? Quanto rischiano le piccole imprese di lavorare in perdita? E le proteste esplose nelle ultime settimane sono del tutto rientrate o c’è il rischio di nuove tensioni? A fare il punto è Alessandro Peron, Segretario Generale della FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali), che ad Affaritaliani spiega le priorità del settore e i cambiamenti necessari: “La logistica è un settore strategico per l’Italia, non ci si può ricordare dei trasporti soltanto durante le emergenze”.

Dopo gli aiuti annunciati dal Governo, le risorse stanziate sono sufficienti ad affrontare il caro-gasolio o servono interventi strutturali? Quali misure ritenete indispensabili?

L’intervento economico stanziato dal Governo è indubbiamente significativo, ma non possiamo dimenticare che il carburante pesa per ben il 30% sui costi operativi di un’azienda di autotrasporto. Fortunatamente, dal 2022 disponiamo della clausola di fuel surcharge, uno strumento normativo che consente di ribaltare i maggiori oneri del gasolio direttamente sul committente. L’ultimo decreto approvato ha ulteriormente rafforzato questa misura, anche se in sede di conversione e con i successivi decreti attuativi occorrerà chiarirne la concreta applicazione a terra. L’adeguamento normativo è fondamentale per fronteggiare un rincaro del gasolio che non sarà temporaneo: ci aspettiamo che i prezzi rimangano elevati a lungo. Oltre a questo, è indispensabile mantenere un dialogo costante tra Esecutivo e associazioni di categoria. La logistica e l’autotrasporto rappresentano un settore strategico per l’Italia che non può essere considerato solo in fase d’emergenza. Serve una vera politica industriale di respiro interministeriale: come dimostrato di recente, il nostro comparto non riguarda soltanto il Ministero dei Trasporti, ma impatta direttamente su Mimit, Lavoro,Agricoltura e Interni.

Quanto rischiano le aziende di lavorare in perdita se i prezzi restano su questi livelli?

Il problema è complesso e, prima di tutto, culturale. In Italia contiamo circa 90.000 imprese di autotrasporto: 85.000 hanno meno di 15 dipendenti e ben la metà non supera i tre addetti. In un mercato così parcellizzato, fatto di micro-aziende e “padroncini”, manca spesso la forza contrattuale necessaria per far rispettare le tutele normative già esistenti. Questo divario negoziale spinge purtroppo molte realtà a lavorare sottocosto.  A ciò si aggiunge il paradosso della carenza di autisti e mezzi: in una situazione in cui l’offerta è inferiore alla domanda, i prezzi dovrebbero salire, mentre nel nostro settore continuano a scendere. Ma la responsabilità non è solo del nostro comparto: vi è una forte miopia da parte dell’industria e della committenza, che continua a considerare il trasporto come un mero costo da tagliare, senza curarsi della regolarità contributiva o della manutenzione dei mezzi. È una visione anacronistica. Oggi la logistica è la chiave strategica d’acquisto per il consumatore finale, che sceglie il commercio elettronico per la velocità di consegna: serve un cambio radicale d’approccio per riconoscere il valore reale di chi muove le merci.

Dopo la sospensione dei blocchi, considerate chiusa la mobilitazione o il settore potrebbe tornare a protestare? Quali condizioni servono per scongiurare nuove agitazioni?

Va precisata una cosa: le 11 associazioni nazionali di categoria non hanno proclamato né attuato alcun fermo. Le proteste sono state promosse da movimenti autonomi, mossi dall’esasperazione di piccoli imprenditori messi a dura prova. A causare questo corto circuito è stata la prolungata assenza di confronto con le istituzioni. Oggi i fermi si sono fortunatamente conclusi. Incontrando i colleghi del Sud, è emersa la consapevolezza che le proteste di piazza non sono più la soluzione: non siamo più nei tempi in cui a uno sciopero seguiva un bonifico statale il giorno dopo. I tempi della politica e quelli delle imprese sono diversi. Chi fa impresa deve comprendere che, a fronte dei rincari del carburante, il maggior costo va ribaltato sul mercato e sui committenti. Infine, va sfatato il mito degli aumenti al consumo: i dati Cerved dimostrano che l’incidenza dell’autotrasporto sui costi finali dell’industria e della grande distribuzione è appena dello 0,1%. Un eventuale incremento del 20% delle tariffe di trasporto impatterebbe per meno di un centesimo sui prodotti meno cari. Quando si parla di rincari e speculazioni, dunque, non bisogna guardare solo ai carburanti, ma a tutta la filiera della grande distribuzione, che finisce per schiacciare sia il mondo agricolo sia quello dell’autotrasporto.

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Uma startup quer criar “cães de guerra” geneticamente melhorados

By: ZAP
23 October 2026 at 16:00
Palmer Luckey junta-se ao bilionário dos lobos gigantes Ben Lamm e lança a Warhound, com 200 milhões de dólares, para soltar cães de guerra clonados por engenharia genética. A Warhound saiu da sombra na quarta-feira com 200 milhões de dólares de financiamento e a missão de criar “cães de trabalho de elite” equipados com “blindagem corporal avançada”. A missão nada assusradora da nova startup é criar cães geneticamente melhorados para as forças armadas, a polícia e os socorristas dos Estados Unidos. A Warhound saiu da cabeça de Palmer Luckey, da Anduril, e de Ben Lamm, cofundador da Colossal Biosciences. Em

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Palmer Luckey junta-se ao bilionário dos lobos gigantes Ben Lamm e lança a Warhound, com 200 milhões de dólares, para soltar cães de guerra clonados por engenharia genética. A Warhound saiu da sombra na quarta-feira com 200 milhões de dólares de financiamento e a missão de criar "cães de trabalho de

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Protesta tir, il Garante chiede la precettazione: “Servizi essenziali a rischio”. Deciderà il governo

23 October 2026 at 04:38

La commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali delibera “di segnalare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e, per il suo tramite, alle Autorità territoriali” con riferimento “alle azioni collettive degli autotrasportatori tuttora in corso di svolgimento nelle Regioni” del Sud Italia, “il fondato pericolo di pregiudizio ai diritti della persona costituzionalmente tutelati e di invitarle ad adottare” le misure necessarie “a prevenire il predetto pregiudizio“. E “di proporre alle medesime Autorità di ordinare l’immediata cessazione dei blocchi stradali nei confronti dei singoli aderenti alle azioni collettive in corso”. E’ quanto si legge nella delibera della commissione, visionata dall’AGI, riguardante le proteste dei Tir.

“Le azioni collettive, allo stato portate avanti da comitati autonomi e spontanei di autotrasportatori, e perpetrate mediante l’attuazione di blocchi stradali, hanno determinato – si legge nella deliberazione – una seria compromissione degli approvvigionamenti dei beni di prima necessità e dei farmaci alla popolazione, nonché del carburante alla rete di pubblica distribuzione“. Si considera inoltre che “la prolungata azione di fermo risulta aver determinato un grave e progressivo svuotamento della rete di distribuzione alimentare primaria” con “il concreto rischio di carenza di generi alimentari di prima necessità per le comunità locali”. Inoltre si evidenzia che “la sospensione del trasporto di carburante alla rete di pubblico approvvigionamento ha determinato effetti vulneranti trasversali sulla regolarità dei servizi pubblici essenziali, avendo inciso, in senso pregiudizievole, anche sull’erogazione dei servizi di trasporto“.

E che “le azioni di blocco stradale e/o di rallentamento della circolazione hanno dispiegato un effetto vulnerante sull’intero sistema economico, avendo inciso sulla mobilità delle persone e quindi, in ultima analisi, su tutte le attività (essenziali e non), nella misura in cui hanno condizionato la possibilità di raggiungere i luoghi di lavoro”. Infine si rileva che “da quanto risulta dalle segnalazioni pervenute, l’azione di protesta ha comportato anche l’interruzione di servizi di trasporto dei rifiuti, con la conseguente saturazione dei siti di stoccaggio e pregiudizio per i servizi di raccolta e smistamento dei rifiuti”.

La mancanza di “approvvigionamento del carburante è suscettibile finanche di incidere sulla regolare erogazione del servizio di emergenza urgenza sanitaria, essendo necessario ai fini del rifornimento dei mezzi di soccorso”.

Nel documento si fa notare inoltre che “nonostante le dichiarazioni di revoca delle azioni di autotutela rese dai rappresentanti delle associazioni rappresentative Fedralog e Aias, notizie di stampa circolate in data odierna continuano ad evidenziare la perdurante attuazione di presidi e azioni di protesta da parte di autotrasportatori (quanto meno nell’ambito delle Regioni Puglia e Campania) che, in base alle informazioni allo stato degli atti acquisite, non risultano ascrivibili ad associazioni rappresentative di categoria, bensì a comitati spontanei di autotrasportatori e agricoltori”.

La commissione di garanzia sottolinea che “il proseguimento dei fermi (e delle correlate forme anomale di sciopero), oltre 1 limiti di durata prestabiliti dal Codice di autoregolamentazione del settore, espone le comunità locali ad un intollerabile aumento delle probabilità che i propri diritti costituzionali vengano attinti in maniera seria ed irreparabile“. E che “pertanto sussiste il pericolo di un pregiudizio grave ed imminente alla salute, alla sicurezza e alla libertà di circolazione delle persone”.

La Commissione segnala la situazione “al presidente del Consiglio o al ministro da lui delegato ovvero al prefetto, a seconda della portata (nazionale o locale) del conflitto, affinché adottino con ordinanza le misure necessarie a prevenire il pregiudizio”.

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Metrópoles acusa Estadão de ocultar relação com Vorcaro e omitir fatos

22 October 2026 at 23:39

O Metrópoles publicou duas reportagens nesta quinta-feira (22/10) em que acusa o Estadão de não admitir os fatos sobre a relação do jornal com Daniel Vorcaro, ex-dono do Banco Master. Segundo o portal, o jornal paulista usa as mensagens obtidas pela Polícia Federal (PF) quando lhe parece conveniente, mas desqualifica as mesmas conversas quando é citado.

Mensagens trocadas entre Vorcaro e o empresário Flávio Carneiro, seu sócio em operações de mídia, revelam como era a relação do grupo com o Estadão. Em um dos diálogos, Carneiro tranquiliza Vorcaro: no “Estadão estamos em casa, temos crédito lá”. A conversa ocorreu em 15 de maio de 2024, após uma repórter procurar um executivo do banco. Vorcaro escreveu a Carneiro: “Nos precisamos aumentar patrocínio folha e estadao”.

Em outro trecho, no dia 21 de maio, Carneiro afirma que quem estaria no comando do Estadão seria o empresário Rubens Ometto, fundador e presidente do conselho de administração do Grupo Cosan. Vorcaro lamenta não ter participado do negócio: “Agora já foi. Oportunidade ímpar. De blindar lá”. Carneiro responde: “Não tem o que entrar. Ele fez tudo sozinho. Tá há 6 meses montando isso para mascarar mas é tudo Ometo”.

O Metrópoles acusa o Estadão de usar as mensagens de Vorcaro de forma conveniente e de desqualificar as conversas do mesmo Vorcaro quando citado. Segundo o portal, o jornal afirmou que as declarações de Carneiro sobre “estar em casa” e “ter créditos” seriam apenas uma tentativa do empresário de demonstrar uma influência que não tinha. O Metrópoles rebate: “Se o Estadão considera mentirosas as afirmações feitas por Flávio Carneiro sobre a relação entre o veículo, Daniel Vorcaro e Rubens Ometto, o jornal vai processar Flávio Carneiro?”.

O Metrópoles também aponta que o Estadão escondeu por dois anos as identidades dos empresários e banqueiros que participaram do socorro financeiro ao grupo, que acumulava dívida de R$ 159 milhões. Os nomes só se tornaram públicos a partir de reportagem do Metrópoles. A operação de debêntures foi realizada em março de 2024 (R$ 45 milhões) e maio de 2024 (R$ 97,5 milhões), transformando bancos e grandes empresários — como Ometto — em credores do jornal. Em troca, os novos investidores ganharam assentos no conselho de administração e passaram a ter influência editorial no veículo, que ganhou a alcunha de “Jornal dos Banqueiros”.

O portal classifica a resposta do Estadão como um “ataque mentiroso” e afirma que tudo o que publica é comprovado pelos prints das conversas do telefone de Daniel Vorcaro. “Ao demandar respostas ao jornal paulista, o Metrópoles cumpre seu dever de bom jornalismo, qual seja, ouvir o outro lado antes de publicar qualquer matéria”. O Metrópoles também rebate a acusação de que praticaria “intimidação editorial”: “Se todos os que se sentirem atingidos pelas matérias considerarem o exercício de jornalismo como método de intimidação, isso poria fim ao mais importante trabalho da imprensa: apurar, checar, comprovar e publicar notícias que desagradam aos personagens retratados”.

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