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Stop armi all’Ucraina? L’annuncio di Salvini subito sconfessato dagli alleati di governo. Tajani: “Pronto il nuovo pacchetto”. Crosetto: “Il nostro impegno non cambia”

26 October 2026 at 17:54

“Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato per portare questa nostra posizione”. A parlare, al Congresso che lo ha riconfermato segretario della Lega per altri quattro anni, è Matteo Salvini. La posizione l’ha esplicitata appena prima: “Non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina“. Il leader del Carroccio, dunque, ha promesso ieri di portare in Consiglio di ministri lo stop all’invio di armamenti a Kiev. Ma a distanza di un giorno, gli alleati sgonfiano le sue velleità. Prima l’altro vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, poi il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

La linea dell’Italia “non può cambiare” dice oggi Crosetto al termine della riunione a Parigi coi suoi omologhi. “È un impegno che ci siamo presi al livello internazionale, europeo e Nato. Consideriamo quello che sta accadendo in Ucraina molto pericoloso per la sicurezza dell’Europa e quindi sappiamo che l’aiuto all’Ucraina non è un aiuto ad una terza nazione, ma un aiuto al nostro futuro, alla nostra sicurezza, e continueremo a farlo nel limite delle nostre possibilità”.

Stamattina il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri ha risposto direttamente a Salvini: “La mia posizione è nota, siamo dalla parte dell’Ucraina e continueremo ad aiutarla finché sarà necessario. È pronto già il prossimo pacchetto di tipo militare che invieremo quanto prima a Kiev”. E da destra, a fare opposizione al leader della Lega, è il suo ex sodale Roberto Vannacci: “Sarà il solito bluff che va in onda negli ultimi tre anni? Salvini si vannaccizza e dice basta ad armi e soldi all’Ucraina. Allora siamo pronti a una crisi di governo tra qualche settimana, visto che il pacchetto armi è già pronto. Noi di Futuro nazionale voteremo convintamente No”. Con Edoardo Ziello, capogruppo di FnV alla Camera, che provoca il ministro dei Trasporti: “Ponga la questione dell’interruzione di forniture di armi e finanziamenti a favore di Zelensky nel vertice di maggioranza altrimenti risulterebbe un chiacchierone. Aveva promesso che se eletto segretario avrebbe portato la linea Vannacci su Kiev al prossimo Consiglio dei ministri che a quanto si apprende si terrà tra domani o dopodomani e sarà preceduto da un vertice di maggioranza che si terrà nella giornata odierna. È il momento perfetto per dimostrare di passare dalle parole del congresso ai fatti del governo. Se non lo dovesse fare risulterebbe un chiacchierone che prende in giro gli italiani”.

Intanto proprio oggi il Consiglio Ue ha adottato oggi una serie di otto decisioni che consentono l’utilizzo di fondi a favore dell’Ucraina nell’ambito dello Strumento europeo per la pace (Epf). Tali decisioni permettono il rimborso parziale, tramite l’Epf, di aiuti militari già forniti dagli Stati membri, per un importo complessivo di 4,7 miliardi di euro. Prevedono inoltre un finanziamento supplementare per la missione di assistenza militare dell’Ue a sostegno dell’Ucraina (Eumam Ukraine), pari a 230 milioni di euro.

Queste decisioni – ricorda il Consiglio in una nota – rappresentano un passo importante verso l’attuazione dell’accordo politico raggiunto dagli Stati membri dell’Ue il 25 settembre 2026, volto a mobilitare 6,6 miliardi di euro a favore dell’Ucraina attraverso l’Epf. L’accordo includeva lo stanziamento di un miliardo di euro in nuovi aiuti militari all’Ucraina e un ulteriore rafforzamento della missione Eumam Ukraine nel 2027. Con le decisioni di oggi, il sostegno complessivo dell’UE all’Ucraina nell’ambito dell’Epf sale a 10,8 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi destinati al rimborso degli aiuti militari forniti dagli Stati membri e 950 milioni all’addestramento militare nell’ambito della missione Eumam.

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Salvini reelected as head of Lega, sets agenda for Italy’s 2027 elections

26 October 2026 at 08:04

Matteo Salvini has secured another four-year term as the leader of Italy’s League party after winning the leadership election at an extraordinary party congress in Milan. Salvini defeated his challenger, Massimo Garavaglia, by a decisive 465 votes to 146.

During the congress, Salvini sharply criticized internal party dissent, targeting unnamed critics who had pressured local officials to boycott major party rallies, labeling their actions a “betrayal” of the League’s values, writes Il Giornale.

Last week, in the wake of the violent riots in Milan, Salvini had posted on X after an approved security decree: “More troops for Safe Streets, including 500 already in Milan, delayed arrests thanks to cameras, and greater powers for the Armed Forces and Law Enforcement,” he wrote, adding that the government will also seek to enact legislation for “the revocation of citizenship and residence permits for adults who commit crimes, and the impossibility of obtaining citizenship for minors who deal drugs, loot, or vandalize.”

DA STASERA È LEGGE! Più militari per Strade Sicure, di cui 500 già a Milano, arresto in differita grazie alle telecamere e più poteri alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine. E poi avanti, in prospettiva, con la revoca della cittadinanza e del permesso di soggiorno ai maggiorenni che commettono reati e con l’impossibilità di ottenere la cittadinanza per i minorenni che spacciano, saccheggiano o devastano. Chi sbaglia paga. Perché chi devasta una vetrina o aggredisce una commessa non è un rivoluzionario: È UN COGLIONE.

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) October 20, 2026

Looking ahead to upcoming elections, he declared that the party’s focus must remain firmly on “identity, autonomy, and federalism,” asserting that the League would not settle for simply being a minor partner in a center-right coalition.

In his pre-election address, Salvini had also staked out a hardline foreign policy stance, demanding an immediate halt to Italian financial and military aid to Ukraine. He announced that his re-election gives him a direct mandate to challenge the current government coalition on this issue, going as far as to question whether funds sent to Kyiv were being misdirected by corrupt officials close to President Zelensky.

Declaring a firm “No” to a European army, Salvini told those gathered, “We will defend our borders ourselves.”

Italian Prime Minister Giorgia Meloni offered her congratulations to Salvini on his reelection. “Let us continue to work together, with responsibility and determination, in the interest of Italy,” she posted to X.

Congratulazioni a @matteosalvinimi per la riconferma alla guida della Lega. A lui e a tutta la comunità del partito i miei auguri di buon lavoro. Continuiamo a lavorare insieme, con responsabilità e determinazione, nell’interesse dell’Italia.

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 25, 2026

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La “sentenza” di Salvini prima del voto: “Bolsonaro può diventare presidente, era a Pontida. Vucic è un amico”

26 October 2026 at 11:36

“Oggi si vota in Brasile e in Serbia. Quello che può diventare il presidente del Brasile era a Pontida l’anno scorso con la maglietta di Alberto da Giussano, e quello che può essere riconfermato in Serbia è un amico“. Matteo Salvini, durante il discorso al Congresso della Lega che lo ha visto vincere, ha parlato delle elezioni in Brasile e in Serbia, e in particolare del candidato di destra, Flavio Bolsonaro, e del presidente uscente, Aleksandar Vučić.

Sui social, con ironia, si fa riferimento alla ormai proverbiale capacità del leader della Lega di indovinare al contrario il risultato di partite, gare sportive ed elezioni.

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Lega, Salvini rieletto con il 76%, chi sostiene Matteo e chi chiedeva un cambiamento

26 October 2026 at 11:05

Matteo Salvini resta alla guida della Lega. Il congresso straordinario che si è concluso ieri a Milano lo ha riconfermato segretario con 465 voti contro pari al 76,1% e i 146 di Massimo Garavaglia pari al 23,9% sui 611 voti validi. Per Salvini è il quarto mandato, fino al 2030. Inaspettatamente, il riconfermato segretario Salvini ha raccolto intorno a sé la maggioranza della Lega, mentre Garavaglia raccoglie quasi una preferenza su quattro fra i delegati.

Come si sono divisi i delegati della Lega tra le diverse posizioni e correnti?

I sostenitori di Salvini fra Governo, Parlamento ed Europa

La maggioranza comprende ministri, parlamentari e amministratori. Sul piano politico e programmatico, Sardone, Ceccardi e Cisint hanno presentato una proposta congressuale su immigrazione e sicurezza.

La linea salviniana mette al centro sicurezza, restrizioni sull’immigrazione e opposizione alle politiche europee del Green Deal, di cui il segretario chiede il superamento integrale. Sul piano internazionale, Salvini annuncia di voler portare in Consiglio dei ministri la richiesta di interrompere l’invio di denaro e armi all’Ucraina. Ribadisce inoltre il no a ius scholae e ius soli. È una proposta che punta a rendere riconoscibile la Lega rispetto agli alleati di governo, mantenendo la collocazione europea nei Patrioti.

Garavaglia e i dirigenti che chiedono un cambiamento

Attorno a Massimo Garavaglia, Presidente della commissione finanze, si sono raccolti esponenti con incarichi nazionali e territoriali.

Garavaglia propone una Lega liberale in economia, attenta alle politiche sociali e meno identificata con la destra radicale. Indica nella linea di Giorgetti il proprio riferimento economico e chiede maggiore ascolto delle rivendicazioni dei giovani sui diritti. Sul piano organizzativo propone un partito federale articolato in Lega Nord, Lega Centro e Lega Sud. Alla selezione di personalità esterne contrappone la valorizzazione degli amministratori cresciuti nel movimento, accompagnata da maggiori deleghe e responsabilità. La sicurezza rimane una priorità condivisa con Salvini; cambiano la collocazione politica e il metodo di gestione del partito.

La richiesta di maggiore collegialità e centralità del Nord si sovrappone alla candidatura Garavaglia senza coincidere interamente con essa. Romeo e Attilio Fontana lo sostengono; Fedriga e Fugatti chiedono più attenzione ai territori senza sottoscrivere una candidatura. È una differenza decisiva per capire quanto il dissenso possa agire unitariamente.

Per Romeo e Attilio Fontana, il recupero dell’identità autonomista deve accompagnarsi a una guida che coinvolga stabilmente i governatori, riducendo la concentrazione delle decisioni attorno al segretario. La critica riguarda anche lo spostamento a destra, considerato un ostacolo al recupero dell’elettorato tradizionale. Fugatti ha insistito sulla necessità di riconquistare i cittadini del Nord passati a Fratelli d’Italia. Queste richieste convergono nella mozione settentrionale, pur senza un vero e proprio sostegno a Garavaglia nonostante il punto comune sia far pesare maggiormente amministratori e territori nelle scelte nazionali.

Chi cerca una mediazione e cosa cambia dopo il congresso

La mozione settentrionale promossa da Molinari offre un terreno comune a sostenitori e critici del segretario. La sua trasversalità suggerisce che chiedere più Nord non significa automaticamente schierarsi contro Salvini. Zaia e Giorgetti, senza sottoscrivere candidature, conservano uno spazio distinto dalla contrapposizione fra i due concorrenti.

Il terreno programmatico della mediazione è la mozione promossa da Molinari. Chiede attuazione dell’autonomia differenziata e del federalismo fiscale, ritorno alle Province elettive e un Senato delle Regioni. Sul versante economico propone Zone economiche speciali nelle aree di confine e nei distretti produttivi settentrionali; per gli amministratori locali, l’eliminazione dei limiti di mandato. Sono richieste condivise anche da sostenitori di Salvini, che permettono di discutere il ruolo del Nord senza mettere necessariamente in discussione il segretario. Il documento costituisce una piattaforma trasversale, non il programma di una corrente autonoma.

Salvini, il day after della riconferma parte male: Matone lascia la Lega e va in Forza Italia

26 October 2026 at 10:15

Simonetta Matone lascia la Lega e approda in Forza Italia. La deputata romana, ex magistrato di Cassazione, non si è presentata al congresso federale di Milano che ieri ha riconfermato Matteo Salvini alla guida del partito e decide di entrare nel partito azzurro dopo settimane di malessere per la gestione del ministro delle Infrastrutture.

Il passaggio arriva in un momento delicato per il Carroccio. Al congresso Salvini è stato rieletto segretario per la quarta volta con 465 voti, circa il 76%, contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia, e resterà in carica fino al 2030. Nella stessa assise il partito ha cambiato nome in “Lega Italia Federale”, archiviando la stagione della “Lega Salvini premier”, e ha rilanciato una linea dura sullo stop agli aiuti a Kiev. Salvini è stato messo in discussione per aver rincorso Vannacci a destra.

Nata a Roma nel 1953, Matone ha alle spalle una lunga carriera in magistratura: per diciassette anni pubblico ministero al Tribunale per i minorenni, poi sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma e presidente di sezione della Cassazione. È stata inoltre capo di gabinetto al ministero per le Pari Opportunità guidato da Mara Carfagna. Il suo ingresso in politica risale alle comunali di Roma del 2021, quando diventò capogruppo della Lega in Campidoglio.

Eletta alla Camera nel 2022, siede in Commissione Giustizia ed è stata tra i volti più presenti del partito nei talk show, oltre che tra le sostenitrici del sì al referendum sulla riforma della magistratura. Matone è uno dei volti liberali del partito. Per la Lega si tratta di un’uscita che pesa sul fronte romano. Per Forza Italia, di un rafforzamento sui temi della giustizia.

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