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Elezioni Brasile, scontro totale in tv tra Lula e Bolsonaro Jr. “Stammi lontano, potresti derubarmi”. “Voglio il voto di tutti, anche di quel galeotto di tuo padre”

19 October 2026 at 13:32

Un’ombra sul palco, con il fiato sul collo dell’avversario, tanto da evocare il pedinamento o la marcatura a uomo, nel gergo calcistico, con numerose provocazioni verbali. “Resti qui al mio fianco, Lula, parliamo insieme”, dice Flávio Bolsonaro con tono di sfida e sorriso ironico al rivale e presidente uscente Luiz ‘Inácio’ Lula da Silva. “Non voglio stare vicino a te – risponde, ormai esasperato dalle provocazioni del candidato ultrà –. Dalla famiglia Bolsonaro voglio distanza. Voglio distanza dai miliziani”. Poi, Flávio rincara la dose con sarcasmo: “In effetti, è meglio che tu stia lontano: meno male che sono senza portafoglio, altrimenti potresti derubarmi”.

Il vis-à-vis tra Lula e Bolsonaro Jr., ospitato domenica negli studi della catena Tv Band, nella città di São Paulo, lascia poco spazio ai programmi elettorali – separati da una distanza incolmabile – e si trasforma in un dissing tra i due candidati in corsa verso il ballottaggio del 25 ottobre. E questo polarizza ulteriormente uno scenario segnato da sondaggi contrastanti, là dove Datafolha dà vincitore Bolsonaro Jr. su Lula (47% a 45%), confermando l’esito del primo turno, mentre Vox Brasil rileva un vantaggio di due punti (51% a 49%) del candidato progressista su quello ultrà.

“Io non sono qui per fare teatrini o per subire intimidazioni da strada”, ha affermato Lula di fronte alla prossemica eccessiva e alle ripetute smorfie di scherno attuate da Bolsonaro Jr. durante l’allocuzione del presidente uscente. “Questo è un dibattito per la presidenza della Repubblica, non un raduno di teppisti”.

La tattica di Flávio è stata la stessa impiegata dall’alleato e presidente Usa, Donald Trump, durante il dibattito del 9 ottobre 2016, facendo “accapponare la pelle” all’allora rivale dem Hillary Clinton. Così però il dibattito è stato reso “inutile per l’elettore indeciso”, ha osservato l’analista politico Lucas Aragão, di Arko Advice, che ha lamentato uno stile volto a favorire “attacchi e l’ironia” anziché le proposte. “Il dibattito è servito solo ad alimentare le fazioni di entrambi, tagliando fuori l’elettorato indeciso”, ha aggiunto l’analista Jussara Soares. La strategia è stata rivendicata da Pablo Marçal, influencer e imprenditore – altro canale diretto capace di connettere Flávio con Trump e i circuiti Maga– che dalle prime file della platea faceva da suggeritore a Bolsonaro Jr. “Siamo la generazione che farà congedare Lula”, rivendica Marçal.

A sua volta, il presidente in carica, dopo l’iniziale nervosismo, ha puntato la propria allocuzione sul contrattacco e su quella che i sostenitori del Partito dei Lavoratori hanno definito “fermezza istituzionale”, accompagnata dal “rifiuto di farsi intimidire”. Ha proposto un condono di 2,5 miliardi di dollari per la piccola e media impresa e la tutela del settore pubblico, opponendosi all’austerity voluta da Bolsonaro Jr. e alla proposta di privatizzare asset strategici nazionali come Petrobras. Ha anche assicurato la continuità del programma di sussidi e contrasto alla povertà “Bolsa Família” e ribadito l’obiettivo di deforestazione zero in Amazzonia entro il 2030. Quanto alla sicurezza, Lula osserva che non basta contrastare le organizzazioni criminali con la forza, ma serve “prendere di mira i loro flussi finanziari e i loro meccanismi di riciclaggio”. Tema su cui il suo rivale, Bolsonaro Jr., propone l’istituzione di una truppa d’élite per combattere i narcos, l’adozione del modello penitenziario de El Salvador (con 500mila nuovi posti letto in carcere) e l’adesione del Brasile allo Shield of the Americas, coalizione militare promossa dall’amministrazione Trump. Il suo programma prevede anche tagli per 40 miliardi di dollari, oltre all’eliminazione di ministeri, sulla falsariga dell’Argentina di Javier Milei.

“Sai a che punto è la povertà in Argentina? Sai com’è messa la disoccupazione? Se non lo sai, leggi! E non dirai più di seguire Milei”, ha replicato il leader progressista a Flávio, che nel frattempo ha criticato i vincoli di da Silva con il regime di Daniel Ortega (Nicaragua) e l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, prelevato dagli Usa. “Ecco i tuoi amici”, ha detto.

Neppure i familiari si sono salvati dal confronto. Flávio ha tirato in ballo il figlio di Lula, Fábio Luís ‘Lula’ da Silva, indagato per corruzione e abuso d’ufficio. “Perché si nasconde in Spagna? Perché non è qui?”. Lula ha poi replicato che Eduardo Bolsonaro, fratello di Flávio, “è nascosto negli Stati Uniti, cospirando contro il Brasile, chiedendo a Trump che intervenga nel Paese”. E alla domanda capziosa “Può spiegare perché il 73% dei detenuti vota per lei?”, Lula replica: “Vorrei che mi votasse il 100%; anche tuo padre (…) Jair, vota per me”.

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Brasile, duello tv tra Lula e Bolsonaro Jr: “Sei un clown”, “Tu un corrotto”

19 October 2026 at 08:04

Accuse reciproche sul tema della corruzione, sulle inchieste che riguardano le rispettive famiglie, sulla sicurezza e l’economia. Il tutto condito da interruzioni continue, in un clima di forte tensione, alla fine quasi di rissa tra i due staff. Il primo dibattito tv tra Lula e Flavio Bolsonaro ha mantenuto le promesse della vigilia, mostrando in modo plastico per oltre un’ora e mezza le profonde differenze politiche, ma anche l’aperta ostilità personale tra i due candidati alla presidenza del Brasile. Divisi su tutto, a partire dal look: Lula, che presto compirà 81 anni, si è presentato negli studi di Tv Bandeirantes più presidenziale, in grigio scuro, con cravatta con i colori della bandiera nazionale. Flavio Bolsonaro, 35 anni più giovane, invece più casual, in completo blu, ma senza cravatta.

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Radicamente diversa anche la condotta dei due: ogni volta che il presidente uscente, parlava in camera, Flavio per tutta la serata, ha passeggiato alle sue spalle, cercando di attrarre l’attenzione, allargando le braccia, o facendo no con le mani. Comportamento contestato in diretta dallo staff di Lula. Di contro il candidato progressista ha sempre ascoltato le parole del suo avversario dietro il suo podio. Uno più distaccato, diretto, assertivo ai limiti dell’arroganza. L’altro più accalorato, passionale, spesso meno preciso, ma forse più empatico. Il primo scontro è stato sugli scandali che hanno coinvolto le famiglie: Bolsonaro ha attaccato subito il figlio di Lula, chiamato Lulinha, al centro di tre inchieste e accusato di corruzione. Il presidente ha replicato che è materia all’esame della magistratura. Quindi ha rinfacciato i noti rapporti della famiglia Bolsonaro con il banchiere Vorcaro, in galera per bancarotta. E ha attaccato il fratello Eduardo: “E’ fuggito in America per cospirare contro il Brasile”. Poi, uno degli scambi più rilanciati dagli account progressisti. “Ti sei chiesto come mai il 75% dei carcerati vota per te?” ha attaccato Flavio. “Io vorrei che mi votasse il 100%. Voglio anche il voto di tuo padre. Jair vota per me, tanto sai che io sono meglio di tuo figlio”, la replica di Lula.

Per tutto il duello, Lula ha cercato di fare domande dirette al suo avversario, che ha evitato di rispondergli, contrattaccando, quasi senza mai guardarlo, ossessivamente sui temi a lui cari, soprattutto sulla sicurezza: “Lula è un amico dei terroristi, ha difeso più volte le organizzazioni criminali”, ha detto più volte. Lula ha chiesto quindi a Flavio, se, una volta eletto, cambierà o meno la riforma della settimana corta. Ma Bolsonaro, senza fargli caso, ha bocciato il suo governo per l’aumento dei prezzi. “Il solo fatto che io abbia vinto il primo turno ha fatto abbassare i tassi del 2% e ha fatto salire la Borsa”. Sempre sull’economia Lula ha piazzato un colpo: “Se vincerai seguirai il modello della motosega di Milei che sta portando l’argentina alla fame”. “E tu quale modello segui?”, ha replicato Flavio. “Il modello Lula, quello in cui l’economia cresce e ha portato il più grande piano di inclusione sociale nella storia di questo paese”. Solo nei prossimi giorni si capirà chi è stato il più convincente. Il presunto sconfitto potrà comunque rifarsi con il secondo e ultimo duello tv in programma venerdì prossimo, due giorni prima del voto decisivo.

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Ballottaggio in Brasile, i giudici fermano Meta e danno ragione a Lula: “Garantire parità nell’algoritmo per i post social”

19 October 2026 at 07:14

Arriva l’altolà del Tribunale supremo elettorale (Tse) a Meta. In vista del ballottaggio di domenica 25 ottobre alle presidenziali brasiliane, il colosso dei social dovrà garantire condizioni neutre e parità algoritmica nella diffusione dei contenuti relativi ai candidati Flávio Bolsonaro e Luiz Inácio ‘Lula’ da Silva, presidente uscente, che – attraverso i legali del Partito dei lavoratori – aveva denunciato la multinazionale Usa per “trattamento disuguale nella generazione e distribuzione di contenuti politici” e “ingiustificate riduzioni di visibilità“.

La decisione, redatta dal ministro del Tse Marco Aurélio Bellizze, impone a Meta il divieto di “restringere ingiustificatamente la distribuzione di contenuti politico-elettorali” in favore o contro le candidature in campo. Altri limiti riguardano anche Meta AI, i cui strumenti non potranno “esprimere opinioni, indicare preferenze elettorali, raccomandare il voto o porre in essere qualsiasi forma di favoreggiamento o svantaggio politico elettorale”. Il Tse ha inoltre imposto a Meta una multa giornaliera di 500mila reais, cioè 81mila euro, in caso di inadempimento.

Le segnalazioni inascoltate

In una nota ufficiale, il gruppo di Mark Zuckerberg ha respinto “categoricamente qualsiasi affermazione di parzialità deliberata contro la campagna del presidente Luiz Inácio Lula Da Silva”. Secondo l’azienda che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp e Threads, i danni recati alla campagna di Lula sono stati causati da “un errore sistemico involontario a livello globale che ha temporaneamente colpito diversi inserzionisti”. In realtà, le irregolarità erano note ai dipendenti di Meta in Brasile, che avevano già classificato alcuni incidenti come “gravi”, poiché esigevano “attenzione urgente”, ma i superiori di Menlo Park avrebbero snobbato l’allarme. A tale riguardo, il quotidiano Folha de São Paulo ha svelato diverse chat in cui i dipendenti di Meta accusavano i colleghi Usa di aver “sottovalutato l’urgenza politica della situazione”, definita “anomala” e ad “alta probabilità” di un’azione giudiziaria.

Il sabotaggio anti-Lula

Del resto, la versione di Meta non regge il confronto con i reiterati episodi documentati dal team legale di Lula, tra cui l’improvvisa disabilitazione dell’account pubblicitario su Facebook e Instagram, il blocco delle sponsorizzazioni di post elettorali (permesse invece a Bolsonaro) e la scomparsa sistematica del profilo ufficiale del presidente uscente e di altri esponenti della sinistra dai risultati di ricerca su Instagram. Questi schemi relegano in secondo piano anche recenti notizie positive, come l’accorciamento della settimana lavorativa e la deforestazione in Amazzonia, ridotta ai minimi rispetto al 1988.

Tra le denunce si riscontrano anche situazioni più sottili, come la generazione di materiale elettorale IA per Bolsonaro, negato invece a Lula, e la mancata rimozione di 255 profili fake rimasti attivi a diffondere notizie false, seppur segnalati. “Stanno usando la tecnologia per cercare di controllare il destino del nostro Paese. Non accetteremo che nessuna corporation straniera decida, attraverso un algoritmo occulto, chi deve governare il Brasile”, ha denunciato il leader progressista, che ha presentato un esposto presso diversi osservatori internazionali accreditati, tra cui l’Organizzazione degli Stati americani, l’Unione europea e il Parlamento del Mercosur.

Il ruolo di Cerimedo ed Elytron

La trama coinvolge già diversi attori esteri, oltre a Meta. È il caso di Fernando Cerimedo, l’esponente Maga in America Latina, già coinvolto in diverse campagne elettorali nella regione, che ora si trova in cella in Bolivia, ma prima del suo arresto aveva preso accordi con Flávio, assicurandogli una “corsia preferenziale con Meta” oltre all’attivazione di “milizie digitali” e sciami di bot a suo favore. L’intesa è stata svelata dall’ex compagna di Cerimedo, Nadia Beller, che ha fornito prove documentali a integrazione delle indagini già avviate dalla Polizia federale brasiliana.

“Sono in grado di far chiudere o far ripristinare qualsiasi pagina”, scriveva Cerimedo al candidato brasiliano. E non solo. Recenti indagini eseguite dalla testata investigativa The Intercept Brasil sostengono che il team di campagna di Bolsonaro avrebbe sborsato 600mila reais (l’equivalente di 118mila dollari) a Elytron, società di cybersecurity radicata negli Usa, per la creazione di profili fake e l’organizzazione di operazioni di propaganda volte a screditare Lula sui Social. L’inchiesta raccoglie dichiarazioni e registri commerciali forniti dall’ex consulente tecnologico dell’azienda, Vincent Edward Reed, che ha denunciato la creazione di un sistema volto a “profilare gli elettori” e poi “colpirli con deepfake generati dall’Intelligenza artificiale”. Flávio però non confessa, e ironizza: “La sinistra sta preparando la scusa per la sconfitta. Ora la colpa non è più delle loro proposte o del malcontento popolare, ma degli algoritmi di Instagram e di WhatsApp”.

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Elezioni in Brasile, Bolsonaro jr-Lula, confronto in tv senza esclusione di colpi. “Bugiardo incallito, teppista”, “buffone”, “vai in pensione”

19 October 2026 at 05:30

Il presidente brasiliano di sinistra Lula e il suo rivale conservatore Flavio Bolsonaro si sono lanciati in una raffica di insulti e accuse durante il loro primo dibattito di domenica, a una settimana dal secondo turno delle elezioni presidenziali. Smentendo i sondaggi, il senatore Bolsonaro, 45 anni, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali il 4 ottobre con il 47% dei voti, contro il 45% di Luiz Inácio Lula da Silva, che a 80 anni punta a un quarto mandato non consecutivo. Questo primo confronto, nello studio dell’emittente televisiva Band a San Paolo, si è subito rivelato elettrizzante. Lula si è ostentatamente allontanato per un istante da Flavio Bolsonaro, spiegando di voler “prendere le distanze da un miliziano”.

Si riferiva ai presunti legami del parlamentare con gruppi criminali parapolizieschi che controllano vasti quartieri popolari di Rio de Janeiro. Il figlio dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro (2019-2022) ha replicato mostrando la parola “corrotto” scritta sul palmo della mano.Un riferimento alla condanna di Lula per corruzione che gli era costata il carcere nel 2018-2019, prima che venisse annullata. “Bugiardo incallito, teppista“, ha tuonato ancora il candidato di sinistra dopo che il suo avversario aveva presentato la first lady Rosangela da Silva, detta Janja, come fonte di spese pubbliche abusive.

“Il Brasile ti manderà in pensione“, ha promesso il figlio di Bolsonaro rivolgendosi al capo di Stato uscente. Lula ha chiesto più volte spiegazioni in merito a un’indagine per possibile corruzione che coinvolge Flavio Bolsonaro in relazione al finanziamento di un film su suo padre. L’interessato si è rifiutato di rispondere e il presidente di sinistra lo ha definito un “buffone”.

Il candidato di destra ha replicato evocando sospetti di corruzione che coinvolgono un figlio di Lula, soprannominato ‘Lulinha’. Il veterano presidente uscente ha ricordato Jair Bolsonaro, che sta scontando una pena di 27 anni di carcere per tentato colpo di Stato, per aver cercato di aggrapparsi al potere dopo la sua sconfitta elettorale di quattro anni fa. E quando Flavio Bolsonaro gli ha chiesto di spiegare perché il 73% dei carcerati ha votato per lui, Lula ha riposto: “Io voglio è il 100%, anche quello di tuo padre. Vota per me, Bolsonaro, conosci tuo figlio, sai che valgo più di lui!”.

In vista dello scontro decisivo, decine di migliaia di sostenitori di Lula e Bolsonaro si sono radunati in diverse città del Paese. A San Paolo, una marea di persone vestite con i colori giallo e verde della bandiera brasiliana ha manifestato a sostegno di Flavio Bolsonaro, che ha percorso l’Avenida Paulista sul cassone di un camion.

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