🔴NUCLEARE LA RINASCITA | TG 06.08.26
– Hormuz, Teheran tratta senza Washington di Jeff Hoffman – Ankara vende l’alternativa a Hormuz di Jeff Hoffman – Libano, la pace di Roma sotto le bombe di Margherita Furlan – Kiev senza intercettori e privati del mare di Jeff Hoffman – Atomiche tattiche, il Pentagono abbassa la soglia di Jeff Hoffman – Indio e tantalio, le vere armi cinesi di Margherita Furlan – USA: nuovo partito o giochi di potere? di Jeff Hoffman – Buon giro intorno al Sole A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Jeff Hoffman Editing di Davide Marletta e Simone Orletti TAG: CasaDelSoleTV, CasaDelSoleTG, MargheritaFurlan, GiuliettoChiesa, censura, russofobia, Trump, NATO, Crisi, Transizione, Ucraina, Kiev, EuroMaidan, Crimea, Donbass, Donetsk, Syria, Iran, PardonSnowden, Nuova Via Della Seta, Pechino, Putin, Libano, guerra, mondomultipolare, multipolarismo, Mosca, XiJinping, Levante, Medio Oriente, Palestina, Gaza, MiddleEast, BRICS, Hormuz
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Ottantuno anni fa, alle 8.15 del mattino, Hiroshima. Stamattina, alla stessa ora, cinquantamila persone in silenzio nel Parco Memoriale della Pace e un sindaco che accusa i governanti del mondo di considerare ancora la deterrenza nucleare un approccio realistico. In prima fila, per la prima volta da capo del governo, la premier giapponese Sanae Takaichi: la stessa il cui ministro della Difesa ha dichiarato tre settimane fa che Tokyo «non può più evitare» di discutere la questione nucleare.
La tesi della puntata: l’anniversario di Hiroshima e Nagasaki non è memoria, è cronaca. I due Paesi sconfitti nel 1945 si riarmano, il Trattato di non proliferazione esce dalla terza conferenza di revisione consecutiva senza un documento finale, Washington firma con Riyadh un accordo che apre all’arricchimento dell’uranio proprio mentre bombarda Teheran per negarglielo, e l’Italia programma diciannove miliardi aggiuntivi per la difesa nel prossimo biennio.
AFFRONTIAMO INSIEME
Il libro bianco della Difesa giapponese e la messa in discussione dei tre principi non nucleari
IN STUDIO Alberto Bradanini, ambasciatore d’Italia a Teheran dal 2008 al 2012 e a Pechino dal 2013 al 2015, presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. Margherita Furlan, giornalista, fondatrice e direttrice di Casa del Sole TV, autrice di «BRICS Scacco Matto». Conduce Jeff Hoffman.
I LIBRI DEGLI OSPITI Alberto Bradanini, «Cina. L’irresistibile ascesa», Sandro Teti Editore, 2022 Alberto Bradanini, «Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi», Edizioni Anteo Alberto Bradanini, «Oltre la Grande Muraglia», Egea, 2018 Margherita Furlan, «BRICS Scacco Matto», La Casa del Sole Edizioni (disponibile in italiano, inglese e russo)
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Washington annuncia di essere a poche ore da un’intesa provvisoria di sessanta giorni sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Nelle stesse ore un’inchiesta di Reuters rivela che cinque mesi di guerra hanno prosciugato quasi per intero le scorte americane di missili tattici a lungo raggio.
E a Roma, dentro l’ambasciata degli Stati Uniti, si chiude il settimo round dei colloqui fra Israele e Libano.
Tre notizie che i telegiornali raccontano separate. Le leggiamo come un solo movimento: la potenza egemone consuma, l’Europa paga, l’Italia presta il territorio. Il magazzino è vuoto, e la diplomazia improvvisa di Washington somiglia molto a un inventario.
L’accordo su Hormuz e chi tratta davvero con chi: Teheran ribadisce che il negoziato è con l’Oman e non con Washington
L’inchiesta sugli arsenali americani esauriti e cosa significa per la deterrenza verso Russia e Cina
Le comunicazioni di Giorgetti alla Camera: 21,7 miliardi per la difesa e 14,4 per l’energia, con la flessibilità energetica incastrata dentro la clausola militare
I 14,9 miliardi del fondo europeo SAFE, prestiti da restituire, e lo scontro sul mandato parlamentare
Roma sede del negoziato Israele-Libano mentre l’Idf costruisce nuove basi nel sud del Paese dei cedri
Cosa resta della tradizione di sovranità mediterranea da Mattei a Moro a Craxi
Perché la borsa festeggia insieme la pace sullo Stretto e il titolo della prima azienda italiana della difesa
Antonio Mazzeo
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I due fronti di guerra si stanno saldando in un unico scenario. Mentre accade, l’informazione si sfarina, gli algoritmi decidono cosa vediamo e la Casa Bianca corteggia apertamente i signori del tecnofeudalesimo. Il caos non è un incidente: è la condizione in cui il giudizio individuale smette di funzionare. Ne parliamo con Michele Putrino, scrittore, studioso di stoicismo, editore del canale «Scuola Stoica». Al centro il discernimento: la capacità di leggere il reale senza farsi travolgere, quando l’intelligenza artificiale promette di pensare al posto nostro e la paura resta lo strumento di governo più economico che esista.
Discernimento e lettura della realtà
Il governo prepara per settembre una variazione di bilancio di dimensioni paragonabili a una legge di bilancio. La quota maggiore va alla spesa militare, coperta con nuovo debito: SAFE o titoli di Stato. Il resto è una partita di giro sulle accise che non produce un euro di risorse nuove. Nel frattempo il risiko bancario consegna a un gruppo con azionariato dominato dai grandi fondi il secondo polo bancario europeo, e la politica estera fabbrica un avversario simbolico a costo zero: la Spagna. Tre movimenti, una sola logica.
Le due guerre aperte e la crisi di Ceuta: oltre cinquantamila ingressi nell’esclave, la sospensione di Schengen decisa dall’Italia verso un altro Paese fondatore, il Consiglio Affari Interni straordinario. Chi guadagna dallo scontro fra Roma e Madrid, e qual è la posta reale sullo Stretto di Gibilterra.
Lo scostamento di settembre: 0,9 per cento del prodotto alla difesa, finanziato interamente a debito; 0,6 per cento di partita di giro sulle accise mobili. Che cosa significa coprire spesa militare con emissioni nuove, e perché il riarmo è oggi l’unica spesa pubblica che l’Europa considera legittimo finanziare a debito.
La favola della spesa pubblica: chi invoca la motosega alla Milei dimentica che l’istruzione è scesa dal 4,5 al 3,9 per cento del prodotto e la sanità dal 7 al 6,3. E che il servizio sanitario nazionale è finanziato in larga parte da imposte indirette, cioè senza alcuna progressività.
Il perimetro del dicibile: la politica statunitense dei visti, le revoche a chi scrive articoli di opinione, i dinieghi motivati con la sicurezza nazionale. Quando la critica a uno Stato terzo diventa criterio di ammissione a un Paese.