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La moda fatta a pezzi di Beate Skonare Karlsson

Questo è un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema dei limiti, disponibile in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.

«I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo», scrive nel 1921 il filosofo Ludwig Wittgenstein nel suo Tractatus Logico-Philosophicus, proposizione 5.6: una frase breve, quasi una puntura di spillo nel velluto nero della logica, eppure sufficiente a far sanguinare un secolo intero. In Beate Skonare Karlsson, però, i limiti non sono soltanto linguistici. Sono muscolari, economici, scenografici, sociali, epidermici. Sono il punto in cui una modella cade e la moda, per una volta, non riesce a fingere di non aver visto. Sono il tacco che si spezza, la cucitura che cede, il pubblico che lancia rifiuti come una folla medievale con accesso al front row. Sono il corpo che smette di essere tempio e torna a essere incidente, animale, carne con una laurea breve in imbarazzo. Il limite, in Karlsson, non somiglia a una legge. 

Somiglia a una sutura mal chiusa nel corpo del lusso: la passerella ci cammina sopra con aria innocente, ma basta un passo troppo sicuro perché la ferita si riapra. Non delimita soltanto uno spazio, lo rende sensibile. Entri nella moda convinto di conoscere il catechismo spettrale del defilé, quell’arte di camminare come se il mondo fosse stato stirato a vapore, e lei ti mostra che la grazia, spesso, è una ferita amministrata con buone maniere. Cadono le modelle. Si sfasciano i vestiti. Le scarpe diventano zampe, artigli, protesi di un bestiario scandinavo che ha letto Vogue e poi ha deciso di mordere il direttore marketing. Il pubblico viene trascinato dentro il rito: da spettatore a complice, da occhio a gesto. Beate nasce a Stoccolma nel 1995, ma non nella Svezia levigata, con il design in ordine e il trauma sotto un tappeto Ikea. Viene da una Scandinavia più carnale e nerissima, dove l’oggetto quotidiano può diventare creatura. Cresce fra musica, sorelle creative, piccoli mondi fabbricati a mano; a diciannove anni va a New York per Parsons, poi passa da Central Saint Martins, Coach e Pyer Moss. È lì che l’accessorio smette di essere orpello e diventa frase filosofica con una fibbia. Prima che Avavav diventi sinonimo di passerella che crolla ridendo, Karlsson lavora sulla mutazione: The Bum, replica indossabile in silicone del sedere di Kim Kardashian, e poi le chicken feet shoes indossate da Doja Cat, trasformano celebrity culture e anatomia in zoologia morale.

Avavav, collezione autunno/inverno 2026-27: maglione a rete geometrica

Quando nel 2020 entra nell’orbita di Avavav, marchio fiorentino nato prima di lei e poi reincarnato sotto la sua direzione creativa, trova il teatro ideale: scarti nobili, tessuti deadstock, artigianalità italiana, residui aristocratici del lusso da rianimare come spiritelli in sartoria. Firenze, ma dopo una seduta spiritica con TikTok. Avavav cerca libertà creativa, humour, entertainment, evoluzione del design. Karlsson la chiama creative playhouse, ma non è un parco giochi: è una clinica del contemporaneo con le giostre accese. «Credo che la moda abbia un rapporto complicato con i limiti», dice Karlsson. «Alcuni sono necessari, altri sono giustificati. Abitudini ereditate che non abbiamo messo abbastanza in discussione». Dentro questa frase educata c’è un’intera anatomia del sistema: calendario, produttività infinita, obbligo di mostrarsi, tic della rilevanza, devozione alla novità. Il limite da smascherare è quello che decide, in silenzio, come un designer debba esistere: produrre, mostrare, esibire, restare visibile senza sembrare esausto. «La libertà totale può essere paralizzante», aggiunge. Dunque non abolire ogni confine, gesto da adolescente con forbici e cattiva playlist, ma scegliere quelli che proteggono il lavoro e lasciar morire quelli che lo soffocano. 

La prima grande soglia pubblica è Filthy Rich, primavera estate 2023. Le modelle cadono intenzionalmente, trasformando l’errore più temuto della passerella in grammatica. La caduta non è una gag. È un memento mori. È il capitalismo estetico che scopre la gravità, questa vecchia comunista. La moda, che vende verticalità si ritrova orizzontale, umana, sporca. Con Fake It Till You Break It non cedono più i corpi, cedono i vestiti. Top che si aprono, minigonne che franano, tacchi che si spezzano, set che collassa. Il lusso non teme il brutto, teme il difetto. Con No Time to Design, No Time to Explain il limite diventa tempo: contratti, fornitori, avvocati, ritardi, ansia, l’agenda che divora l’immaginazione con le posate da dessert. Karlsson lo dice senza ornamenti: il problema non è solo la velocità del ciclo moda, ma «la frammentazione del ruolo, soprattutto in un piccolo marchio. Non ti limiti a disegnare, fai tutto». Il sogno si trasforma in una contabilità del nervo. Poi arriva Thanks For Your Feedback. Sullo schermo scorrono commenti velenosi, il pubblico è invitato a lanciare spazzatura sulle modelle: bucce di banana, lattine, uova, cartacce. La sezione commenti diventa materia. Il like diventa braccio. 

L’algoritmo trova finalmente un cassonetto. Qui il limite è etico. Karlsson lo formula con precisione: «Tutto si riduce al consenso e all’autonomia. Nessuno dovrebbe sentirsi intrappolato, esposto o spinto a fare qualcosa contro la propria volontà». E ancora: «Nel momento in cui qualcosa accade a spese di qualcuno, anziché con lui, il confine è superato». È questo che la salva dal cinismo: non addomestica la violenza che convoca, ma non finge che sia innocente. La vergogna, in questo teatro, è una corrente sotterranea. Karlsson non la tratta come jersey o pelle. La lascia affiorare, perché «ci sono tantissime cose che possono causare imbarazzo. È ovunque». L’imbarazzo è produttivo quando resta visibile per un momento, come una macchia su un abito costoso che improvvisamente lo rende più interessante del gala. Il lavoro, dice, forse serve a evitare «un crollo silenzioso». Meglio far cadere le cose fuori che lasciarle franare dentro. Nel 2025, con The Hole, la soglia si fa quasi sepolcrale. I modelli emergono da una fossa come cadaveri risorti, coperti di terra, sangue, stanchezza, mani scheletriche.

Avavav, felpa con cappuccio Shoulderless Hoodie, collezione autunno/inverno 2026-2026.

Il corpo non è tempio, ma scavo archeologico con pressione bassa. Il grottesco perde brillantezza pop e diventa grave, quasi tenero. È una moda che non finge salute eterna. Finalmente. Con Adidas, Karlsson ironizza sulla performance sportiva: High fashion, low performance, piccolo manifesto contro l’efficienza in sneaker costose e inutili per correre. Poi, con Soon on Sale, compie un gesto meno teatrale e forse più spietato: mette la collezione nell’aldilà commerciale della moda, l’outlet. Non più corpi caduti, abiti rotti, spazzatura. Qui la catastrofe è silenziosa: ha un’etichetta, una percentuale, un neon stanco sotto cui anche il desiderio sembra chiedere il rimborso. Il titolo è una bestemmia pronunciata con educazione. Invece di fingere che il nuovo nasca puro, Avavav lo mostra come se fosse già stato bocciato dal mercato. L’aura benjaminiana non muore solo quando l’opera viene copiata, ma quando viene scontata dell’80 per cento e appesa sotto una luce da supermercato depresso. 

Un abito rosso di paillettes con la scritta 80% Sale sulla schienauna pugnalata perfetta fra gala e bancarella. Qui il limite diventa economico, ontologico: quando un vestito smette di essere desiderio e diventa avanzo? Il Minotauro del sistema moda non vive in un labirinto. Vive nei margini, nelle giacenze, nei resi, nelle percentuali innominabili. Nel 2026, con The Female Gaze, Karlsson ribalta il dispositivo: le modelle osservano, gli ospiti camminano. Il front row resta senza scudo. Alcuni attraversano lo spazio in fretta, dice lei, quasi volessero scendere dalla passerella prima di diventare se stessi. Altri rallentano, si offrono, si godono i quindici secondi di fama. Poi nasce «una sorta di silenzioso effetto domino». La moda, che vive guardando corpi, costringe il pubblico a diventare corpo guardato. Non ti spoglia. Ti osserva. È molto peggio. La viralità resta lì, coinquilina brillante e tossica. Karlsson non la insegue più: «La visibilità precede la struttura. Dall’esterno può sembrare crescita, ma internamente crea pressione». Il vero lavoro, ora, è costruire fondamenta, una squadra, un ritmo. Non essere più vista, ma reggere lo sguardo.

Avavav, The Female Gaze, collezione autunno/inverno 2026-2027: blazer nero dal taglio sartoriale asciutto e strutturato. Sotto, shorts ibridi grigi con tagli asimmetrici (cut-out) e calze autoreggenti integrate con le calzature monster toes o anatomical feet.

Avavav è diventato famoso facendo rumore, ma il rumore non basta a fondare una casa. Ecco allora il cuore del suo pensiero: la soglia non è ciò che Karlsson attraversa, è ciò su cui ci costringe a sostare: «Per me non si tratta tanto di eliminare del tutto i limiti, quanto piuttosto di sceglierli con cura». È una frase adulta, quasi scandalosa in un’epoca che confonde la trasgressione con la digestione rapida di qualunque cosa. Il limite giusto non è censura. È forma. È ritmo. È una stanza abbastanza stretta perché il pensiero smetta di svenire nel troppo spazio. Per questo la sua biografia è già una teoria della soglia. Stoccolma e New York. Arte e prodotto. Meme e sartoria. Mostro e capo vendibile. Ironia e dolore. Corpo e mercato. Karlsson rifiuta due trappole opposte: l’artista pura che non deve vendere nulla e la stilista commerciale che deve fingere di non pensare. Si sforza di stare in mezzo, dove il prodotto deve funzionare e tuttavia l’idea deve mordere: «Non mi piace ridurre un marchio a un singolo prodotto», dice. «È più come un cast di personaggi». Infatti Avavav è una compagnia teatrale di oggetti lunatici: scarpe a forma di dito, borse larva, sciarpe millepiedi, pantaloni Shar Pei. Oggetti, ma anche personalità. Una piccola borghesia del mostruoso, vestita benissimo. 

Resta il limite personale, forse il più difficile. Karlsson lo dice senza eroismo: non è più disposta ad accettare lo squilibrio, «l’idea di dover scegliere tra avere una vita e dedicarsi completamente alla creatività». È quasi commovente, detta da una designer che ha fatto cadere modelli, abiti, pubblici, prezzi e certezze. La prossima soglia non sarà necessariamente spettacolare. Sarà quotidiana. Creare una struttura in cui vita e lavoro possano coesistere: «Perché credo che il lavoro risulti più efficace quando non nasce dalla stanchezza». In un sistema che scambia l’esaurimento per passione, questa frase è più sovversiva di qualunque tacco artiglio. Beate Skonare Karlsson lavora lì, sul bordo dove la moda perde il contegno e, nel panico, dice finalmente qualcosa di interessante. Non demolisce il lusso. Fa di peggio: gli toglie la sedia mentre posa.

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Eugenia Silva: "He tenido muchas ofertas para volver a la pasarela, pero es una etapa cerrada"

Alejada de las pasarelas por voluntad propia, Eugenia Silva ahora ve el mundo de la moda desde otra perspectiva. Hablamos con ella del universo fashion, y en particular de alta joyería, como una de las protagonistas del encuentro Rabat Waves. Leer

Alejada de las pasarelas por voluntad propia, Eugenia Silva ahora ve el mundo de la moda desde otra perspectiva. Hablamos con ella del universo fashion, y en particular de alta joyería, como una de las protagonistas del encuentro Rabat Waves.
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Virginia usa look inusitado em festa da filha e gera reações: “Pavoroso”

A influenciadora Virginia Fonseca, 27, gerou reações nas redes sociais pela escolha do look no aniversário da filha Maria Flor, 4. A festa temática luxuosa da menina, fruto do relacionamento da empresária com o cantor Zé Felipe, 28, foi inspirada no filme “Enrolados”, produzido pela Disney e lançado em 2010.

Para a ocasião, ela escolheu um conjunto de renda lilás, com blusa cropped de mangas longas, gola alta e babados no punho e no colo, além de calça capri ajustada ao corpo.

Para complementar o look, ela usou minissaia da mesma cor sobreposta à calça, sandálias brancas de plataforma com salto alto e uma bolsa estruturada branca com detalhes dourados. O cabelo loiro foi preso em um coque alto, com mechas soltas na frente, e a maquiagem combinando.

No X, o antigo Twitter, um internauta citou: “Aqui a Virgínia deu o nome na breguice, misericórdia, que look pavoroso”. Comentários como: “Virginia não acerta um look”, “Virginia do céu, que roupa horrível, foi vestida de tecido de calcinha” e “o pior look da Virginia é sempre próximo”, também foram mencionados por outros usuários da plataforma.

Em alguns tweets, os internautas ainda culparam o stylist pela escolha. “Virginia tinha tudo para servir look com um vestido lilás bem princesa. Não dá para entender o que se passa na cabeça dos stylists… acho que eles odeiam muito ela, não tem outra explicação”; “Por Deus, que roupa é essa da Virgínia? Coitada! O estilista dela odeia ela”, citaram outras pessoas.

Nas redes sociais, ela posou ao lado do ex-marido e dos três filhos — que também são Maria Alice, 5, e José Leonardo, 2. Apesar de separados, os dois costumam ressaltar que mantêm uma amizade para a criação dos herdeiros.

A decoradora oficial das festas da família de Virginia, Tana Lobo, deu spoiler nas redes sociais de como estava ficando o salão do evento. De acordo com a profissional, foram colocados 300 mil pontos de luz no teto “estrelado” que Maria Flor pediu.

Confira fotos da festa de 4 anos de Maria Flor

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    Maria Flor ganhou comemoração de luxo em festa de quatro anos • Instagram/Virginia Fonseca

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    Maria Flor ganhou comemoração de luxo em festa de quatro anos • Instagram/Virginia Fonseca

Virginia Fonseca dá bolsa avaliada em mais de R$ 10 mil para amiga

 

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Figurinos clássicos de Freddie Mercury ganham exposição em Londres

Uma seleção de figurinos de Freddie Mercury será exibida a partir desta semana no Museu V&A (Victoria and Albert), em Londres, em homenagem ao vocalista da banda Queen, no ano em que ele completaria 80 anos.

A exposição “Freddie Mercury: Splendid Things” convida os visitantes a percorrer diferentes espaços do museu para conhecer os figurinos usados pelo cantor em apresentações e videoclipes.

As peças, das décadas de 1970 e 1980, incluem um conjunto monocromático usado por Mercury em um dos primeiros shows do Queen, no Imperial College, em 1973; o traje com capa e coroa usado na turnê “Magic”, em 1986; e o figurino preto e vermelho que ele vestiu no videoclipe de “Made in Heaven”. Os visitantes poderão ver as roupas em diferentes galerias do museu.

Mary Austin, amiga e ex-noiva de Mercury, ajudou a desenvolver o percurso da exposição e emprestou sete dos oito figurinos em exibição.

Nascido em Stone Town, na ilha de Zanzibar, em 5 de setembro de 1946, Mercury fundou a banda britânica de rock Queen em 1970, ao lado do guitarrista Brian May e do baterista Roger Taylor. O baixista John Deacon entrou no grupo posteriormente. A banda é conhecida por sucessos como “Bohemian Rhapsody”, “We Are the Champions” e “Don’t Stop Me Now”.

Mercury morreu em 1991, aos 45 anos, em decorrência de uma pneumonia relacionada à Aids.

“É muito emocionante e inspirador ver figurinos como esses de perto, especialmente imagens tão familiares para nós”, disse Kate Bailey, curadora sênior de teatro e performance do V&A, à Reuters.

“Gostaria que os visitantes saíssem daqui com uma visão mais completa de Freddie como artista, de suas origens, de sua história e de sua coleção; de como ele percorreu o caminho de Zanzibar até os maiores palcos do mundo; e de como queremos nos lembrar dele e celebrá-lo aqui no V&A, como um tesouro nacional”, afirmou.

A exposição “Freddie Mercury: Splendid Things” será aberta oficialmente no sábado (24) e ficará em cartaz até janeiro.

30 anos sem Freddie Mercury: relembre a trajetória do cantor

 

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La Infanta Sofía apuesta por un vestido azul y zapatos de tacón sensato para su noche en Oviedo

La Familia Real ha inaugurado este jueves su agenda en Oviedo con motivo de los Premios Princesa de Asturias 2026. El tradicional concierto previo a la ceremonia de entrega de los galardones ha reunido en el Auditorio Príncipe Felipe al Rey Felipe VI, la Reina Letizia, la Princesa Leonor y la Infanta Sofía, que han protagonizado una de las citas más esperadas de la semana. Una ocasión en la que la moda vuelve a ocupar un lugar destacado y en la que la hija menor de los Reyes ha apostado por un estilismo de noche marcado por la sencillez y la sofisticación.

Para esta primera aparición en la capital asturiana, la Infanta Sofía ha elegido un vestido azul marino de silueta fluida, acompañado de unos zapatos de tacón sensato y varias joyas cargadas de simbolismo. Una combinación que refleja la evolución de su estilo, cada vez más definido, y su predilección por las prendas de líneas depuradas.

El vestido azul de la Infanta Sofía para su primera noche en Oviedo

El gran protagonista de su estilismo ha sido un vestido largo en azul marino, una tonalidad que se ha convertido en una apuesta recurrente dentro de los armarios de la Familia Real. El diseño destaca por su escote cuadrado, tirantes anchos y un cuerpo de líneas rectas, que da paso a una falda con tres grandes volantes escalonados.

Esta construcción aporta movimiento y ligereza al conjunto, creando una silueta que combina la sobriedad del cuerpo superior con el volumen de la parte inferior. Su largo, por encima de los tobillos, permite además apreciar el calzado elegido para la ocasión.

La Infanta Sofía ha completado el estilismo con su larga melena lisa, peinada con raya central, y un maquillaje en el que destacan los labios rojizos y una mirada ligeramente definida. Una propuesta de belleza que acompaña el carácter del vestido sin restarle protagonismo.

Los zapatos de tacón sensato con los que la Infanta Sofía sigue los pasos de Letizia

Uno de los detalles más interesantes del estilismo ha sido el calzado. La Infanta Sofía ha elegido unos zapatos destalonados de tacón sensato en azul oscuro, con puntera afilada y una fina tira que sujeta el talón. Una elección que recuerda a los modelos que forman parte del armario habitual de la Reina Letizia, quien lleva varias temporadas apostando por alturas cómodas y diseños de líneas clásicas.

En el caso de Sofía, estos zapatos aportan un acabado más formal al vestido y mantienen la continuidad cromática del conjunto. El resultado es una combinación especialmente apropiada para una cita institucional de noche, en la que la comodidad y la sofisticación encuentran un equilibrio.

Las joyas de la Infanta Sofía y el guiño a su madre y a Asturias

Más allá del vestido y los zapatos, las joyas han aportado algunos de los detalles más personales del estilismo. La Infanta Sofía ha lucido el conocido anillo de Karen Hallam asociado a la Reina Letizia, una pieza de diseño contemporáneo que se ha convertido en una de las más reconocibles del joyero de su madre. También ha incorporado un brazalete dorado de formas redondeadas y unos pendientes de aro plateados, que completan el conjunto sin recargarlo.

Especialmente significativo ha sido el colgante que ha llevado al cuello, una pequeña Cruz de la Victoria, símbolo del Principado de Asturias. Un detalle discreto con el que la hija menor de los Reyes ha rendido homenaje a la tierra que acoge estos premios.

La aparición de la Infanta Sofía se produce en la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias, que tendrá lugar este viernes, 23 de octubre, en el Teatro Campoamor de Oviedo. Una nueva oportunidad para ver a las dos hijas de los Reyes en una de las citas más importantes de la agenda de la Casa Real.

© Gtres

El look de la Infanta Sofía.

© PHOTOGRAPHERS

​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

© PHOTOGRAPHERS

​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

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La Reina Letizia sorprende con el espectacular top de Elie Saab para H&M en el concierto previo a los Premios Princesa de Asturias 2026

Cada año, los Premios Princesa de Asturias nos regalan grandes looks de la Reina Letizia. El primero de ellos en esta edición, el que ha elegido esta tarde para el concierto previo a la entrega de los galardones, donde también la Princesa Leonor y la Infanta Sofía han lucido tendencias. Leer

Cada año, los <a href="https://www.elmundo.es/album/yodona/moda/2022/10/27/6357c118e4d4d88b4b8b45d5.html" target="_blank" rel="nofollow">Premios Princesa de Asturias nos regalan grandes looks de la Reina Letizia</a>. El primero de ellos en esta edición, el que ha elegido esta tarde para el concierto previo a la entrega de los galardones, donde también la <strong>Princesa Leonor</strong> y la<strong> Infanta Sofía</strong> han lucido tendencias.
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La Reina Letizia estrena en Oviedo la blusa de Elie Saab para H&M que se ha agotado el mismo día de su lanzamiento

La Reina Letizia ha vuelto a demostrar que sigue muy de cerca las novedades de la moda. Este jueves, 22 de octubre, la Familia Real ha comenzado su agenda oficial en Oviedo con motivo de los Premios Princesa de Asturias 2026, y la primera aparición de la Reina ha dejado uno de los estilismos más interesantes de la jornada. Para asistir al tradicional concierto previo a la entrega de los galardones, ha elegido una blusa verde de H&M perteneciente a la colección de Elie Saab que se ha puesto a la venta este mismo jueves y que ya está completamente agotada en la tienda online.

Una elección que conecta la moda de autor con las propuestas de las grandes cadenas y que, además, coincide con el lanzamiento de una de las colaboraciones de moda más comentadas de la jornada. La Reina ha combinado esta prenda con unos pantalones negros de corte amplio, consiguiendo un estilismo de noche sofisticado en el que el color verde esmeralda se convierte en el gran protagonista.

La blusa de H&M x Elie Saab que estrena la Reina Letizia en Oviedo

La pieza central del estilismo es una blusa de gasa transparente con efecto capa y un degradado que pasa del verde intenso al negro, perteneciente a la colección de Elie Saab para H&M. Su diseño incorpora un detalle girado en el pecho que crea un delicado drapeado, escote redondo y mangas capa de tres cuartos con corte raglán en la parte delantera.

La ligereza del tejido y el movimiento de la capa aportan una dimensión especialmente sofisticada al conjunto, mientras que el efecto degradado permite integrar visualmente la blusa con los pantalones negros.

La prenda se ha lanzado este jueves, coincidiendo precisamente con la aparición de la Reina en Oviedo. Sin embargo, todas las tallas, desde la XS hasta la XXL, figuran ya como agotadas en la página web de H&M, donde únicamente aparece la posibilidad de solicitar una notificación en caso de reposición.

Se trata de una de las piezas de esta colección cápsula que lleva el sello del diseñador libanés Elie Saab, conocido por sus creaciones de noche, los tejidos vaporosos y las siluetas de inspiración romántica.

Pantalones negros y pendientes verdes para completar el estilismo

Para acompañar la blusa, la Reina Letizia ha apostado por unos pantalones negros de pernera ancha y caída fluida, una combinación que cede todo el protagonismo al diseño de la parte superior.

Los complementos también han seguido una línea cromática perfectamente coordinada. La Reina ha elegido unos pendientes largos con piedras verdes, que aportan luminosidad al rostro y mantienen la armonía con el tono de la blusa. Además, ha llevado una cartera de mano verde oscuro con acabado brillante.

En cuanto al peinado, ha lucido su melena suelta, peinada con ondas suaves y raya lateral, mientras que el maquillaje ha destacado por una mirada definida y unos labios en tonos naturales.

La elección de esta blusa demuestra cómo una prenda de una colección especial puede convertirse en la protagonista de un estilismo institucional sin necesidad de recurrir a un vestido de gala.

El primer estilismo de la Reina Letizia para los Premios Princesa de Asturias 2026

La Reina Letizia ha acudido al concierto celebrado en el Auditorio Príncipe Felipe de Oviedo acompañada por el Rey Felipe VI, la Princesa Leonor y la Infanta Sofía. La cita musical, protagonizada por la Orquesta Sinfónica y el Coro del Principado de Asturias, sirve como antesala de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias, que tendrá lugar este viernes, 23 de octubre, en el Teatro Campoamor.

Para esta primera jornada, la Princesa Leonor ha elegido un traje negro satinado con americana ajustada mediante un cinturón, mientras que la Infanta Sofía ha apostado por un vestido azul marino de escote cuadrado y falda con volantes escalonados.

Tres propuestas muy diferentes que inauguran una nueva edición de los premios y que sitúan, una vez más, la moda de la Familia Real en el centro de todas las miradas. En el caso de la Reina Letizia, con una elección que tiene un atractivo añadido: estrenar una prenda de una colección que acaba de ponerse a la venta y que ya no está disponible online.

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​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

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​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

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Blusa.
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La Princesa Leonor apuesta por el traje negro satinado con cintura marcada para el concierto de los Premios Princesa de Asturias

La Princesa Leonor ha comenzado este jueves su agenda en Oviedo con motivo de los Premios Princesa de Asturias 2026, una de las citas más importantes del calendario de la Familia Real. Acompañada por los Reyes Felipe VI y Letizia y su hermana, la Infanta Sofía, la heredera al trono ha asistido al tradicional concierto que precede a la entrega de los galardones, que tendrá lugar este viernes en el Teatro Campoamor. Para esta primera aparición, Leonor ha dejado a un lado los vestidos y ha apostado por un traje negro de inspiración masculina, una elección que refleja su predilección por la sastrería y que aporta un aire sofisticado a su imagen.

El traje negro satinado de la Princesa Leonor en Oviedo

La protagonista del estilismo es una americana negra con acabado satinado, solapas clásicas y un cinturón del mismo tejido que se anuda a la cintura, creando una silueta entallada que contrasta con el volumen de los pantalones. El diseño incorpora bolsillos delanteros y presenta una estructura de hombros marcada, dos detalles que refuerzan su inspiración sartorial.

Para completar el conjunto, la Princesa Leonor ha elegido unos pantalones negros de pernera ancha y caída fluida, que llegan prácticamente hasta el suelo. La combinación juega con las proporciones y demuestra cómo el traje de chaqueta puede convertirse en una alternativa a los vestidos de noche para los compromisos institucionales.

Leonor ha prescindido de los accesorios excesivamente llamativos y ha acompañado el estilismo con pendientes de aro plateados, un delicado colgante y un accesorio metálico en la muñeca. También ha llevado una pequeña cartera negra.

En cuanto al peinado, ha optado por la melena suelta con raya central y ondas suaves, mientras que su maquillaje ha destacado por una mirada definida y unos labios en tonos naturales.

Una elección sofisticada antes de su gran cita institucional

La elección del negro supone un cambio respecto al estilismo que lució en el concierto del año pasado, cuando apostó por una chaqueta azul marino de tweed con lentejuelas de Emporio Armani. En esta ocasión, Leonor se ha decantado por una propuesta más minimalista, en la que el protagonismo recae sobre el corte de las prendas y el contraste de texturas.

El concierto, celebrado en el Auditorio Príncipe Felipe de Oviedo, marca el comienzo de tres jornadas de compromisos institucionales para la Familia Real. Sin embargo, la Princesa Leonor tendrá un papel especialmente destacado este viernes, cuando presida por primera vez en solitario la audiencia con los galardonados en el Hotel de la Reconquista, prevista para las 12:30 horas.

Un nuevo paso en sus responsabilidades como heredera al trono que llega acompañado de una evolución estilística cada vez más definida, en la que los trajes de chaqueta se consolidan como una de sus grandes apuestas para las ocasiones especiales.

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​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

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​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F

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​En la víspera de la ceremonia de entrega de los Premios Princesa de Asturias 2026, Sus Majestades los Reyes F
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Antonela Roccuzzo conquista Oviedo con el 'total black' más elegante: pantalón ancho y bolso de Hermès

La llegada de Leo Messi a Oviedo ha causado una enorme expectación. El futbolista argentino se encuentra en la capital asturiana para recibir el Premio Princesa de Asturias de los Deportes 2026, un reconocimiento a su trayectoria profesional. Y, como no podía ser de otra manera, ha viajado acompañado de su mujer, Antonela Roccuzzo.

La empresaria argentina también ha acaparado todas las miradas con su estilismo. Para la ocasión, ha elegido un look completamente negro que nos ha encantado por su elegancia y sencillez. Un conjunto que demuestra que no hace falta recurrir a prendas demasiado elaboradas para ir impecable y que, además, podemos tomar como inspiración para nuestros próximos compromisos.

Un pantalón de pinzas y un top ajustado para su llegada a Oviedo

Antonela Roccuzzo ha apostado por una combinación que nunca falla, con un top negro ajustado de cuello redondo y manga hasta el codo, acompañado de un pantalón de pinzas y pernera ancha del mismo color.

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Nos gusta mucho cómo ha combinado ambas prendas, ya que la parte superior se ajusta al cuerpo, mientras que el pantalón tiene una silueta mucho más holgada. Además, el tiro alto ayuda a marcar la cintura y su caída fluida aporta movimiento al conjunto.

Para completar el estilismo, ha lucido un cinturón fino de Loewe con hebilla dorada, que rompe ligeramente con el negro y ayuda a definir todavía más la silueta.

El bolso de Hermès y las joyas de Tiffany & Co. de Antonela Roccuzzo

Aunque las prendas son bastante sencillas, los complementos marcan la diferencia. Antonela ha llevado uno de los bolsos más deseados del mundo de la moda, el Mini Kelly de Hermès, en color negro y con detalles dorados. Una elección que combina perfectamente con el resto del conjunto.

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También ha apostado por unos zapatos de salón negros de tacón y punta afilada, que apenas asoman bajo el pantalón, y varias joyas que aportan un toque de brillo. Entre ellas destacan los pendientes Tiffany HardWear Large Link Earrings, confeccionados en oro blanco y decorados con diamantes, uno de los diseños más conocidos de Tiffany & Co., firma de la que la empresaria argentina es embajadora.

Para el peinado, ha elegido llevar su larga melena oscura suelta, con raya en medio y unas ondas muy suaves. Y, siguiendo esa misma línea de naturalidad, ha optado por un maquillaje en tonos neutros.

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Por su parte, Leo Messi también ha lucido un traje negro de raya diplomática y una camisa del mismo color, sin corbata. Así, la pareja ha llegado a Oviedo con dos estilismos coordinados y muy elegantes, perfectos para una ocasión tan señalada.

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Antonela Roccuzzo a su llegada a Oviedo para acompañar a Leo Messi en los Premios Princesa de Asturias 2026 | Getty Images
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Antonela Roccuzzo y el poder del negro: así ha conquistado Oviedo

Oviedo se ha rendido a Leo Messi, pero entre la expectación y los flashes también ha habido espacio para fijarse en Antonela Roccuzzo. La empresaria argentina ha acompañado a su marido en su llegada a Asturias, donde este viernes recibirá el Premio Princesa de Asturias de los Deportes, y lo ha hecho con una elección estilística que confirma una de las máximas de la moda: a veces, menos es mucho más. Vestida de negro de pies a cabeza, Antonela ha vuelto a demostrar que la elegancia no necesita grandes artificios para hacerse notar.

El 'total black' de confianza

Para la ocasión, ha apostado por un conjunto de líneas limpias formado por un top negro de manga francesa y escote redondo, combinado con un pantalón sastre de tiro alto, pinzas y pernera amplia. Una combinación que juega con las proporciones y consigue ese equilibrio entre comodidad y sofisticación que funciona tanto en una aparición pública como en una cita especial.

El pantalón, de silueta fluida, aporta movimiento al conjunto, mientras que la parte superior mantiene una estética depurada. El resultado es un look sobrio, actual y muy favorecedor que no necesita recurrir a colores llamativos ni a tendencias pasajeras para destacar.

Los detalles que elevan el look

Como suele ocurrir en los estilismos más sencillos -que no simples-, la clave está en los complementos. Antonela ha añadido un cinturón negro con hebilla dorada, una minibolsa a tono de Hermès y zapatos acabados en punta, además de pendientes brillantes y un brazalete dorado que rompe sutilmente la monocromía. Pequeños toques que aportan luz y sofisticación sin restar protagonismo al conjunto.

En cuanto al look beauty, la esposa de Messi ha mantenido la misma línea natural y elegante, con la melena suelta, raya en medio y ondas suaves, junto a un maquillaje discreto.

Por su parte, Messi también ha apostado por el negro, con un traje de finas rayas blancas y camisa sin corbata, en una versión algo más relajada de la sastrería clásica.

La llegada de la pareja ha despertado una enorme expectación entre los seguidores congregados en el Hotel de la Reconquista. Pero, más allá del revuelo, Antonela deja una lección de estilo fácil de recordar: un buen corte, accesorios bien elegidos y una apuesta segura por el negro pueden convertirse en la combinación ganadora.

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Lefties tiene los pantalones de pana perfectos para este otoño: tres cortes diferentes por menos de 23 euros

Los pantalones de pana son una de las grandes tendencias de este otoño-invierno. Y no nos extraña, porque son cómodos, calentitos y tienen ese aire vintage que tanto nos gusta. Además, aunque durante años los hemos asociado con diseños más tradicionales, ahora encontramos opciones para todos los gustos.

Otra de sus ventajas es que resultan muy fáciles de combinar. Podemos llevarlos con un jersey para nuestros looks de diario, apostar por una blusa y una americana cuando queremos ir un poco más arregladas y combinarlos con todo tipo de abrigos y chaquetas.

Echando un ojo a la nueva colección de Lefties hemos visto que han llegado tres pantalones de pana que nos han encantado, con siluetas diferentes y, como suele ser habitual en esta firma low cost de Inditex, a precios muy asequibles.

Los wide leg en el color del otoño

Lefties Lefties

El burdeos es uno de los colores que más estamos viendo esta temporada y queda genial en estos pantalones de pana de corte wide leg. Con tiro alto y pernera ancha, ayudan a definir la cintura y crean una silueta muy favorecedora.

Pantalón wide leg pana (22,99 €) | Lefties Pantalón wide leg pana (22,99 €) | Lefties

Además, son unos pantalones muy versátiles que podemos llevar tanto a diario como en ocasiones más especiales. Nos encantan con una blusa con lazada para conseguir un look romántico con un toque boho chic, aunque también podemos combinarlos con un jersey de rombos y unos botines para cualquier día de la semana.

Los barrel para quienes buscan el corte tendencia

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El corte de moda que ha conquistado a las más estilosas es el barrel, con ese volumen en la pernera que se estrecha ligeramente hacia el bajo, creando un efecto curvado muy característico.

Pantalón barrel pana (22,99 €) | Lefties Pantalón barrel pana (22,99 €) | Lefties

Este modelo tiene el tiro alto y una silueta que, pese a ser diferente, permite un sinfín de combinaciones posibles. Hemos elegido el color crudo, que aporta luminosidad a los estilismos de otoño e invierno, pero también está disponible en verde caqui.

A la hora de llevarlos, podemos apostar por un jersey más ajustado de cuello alto o un top de encaje, de manera que la parte superior quede más definida y el conjunto resulte equilibrado.

Los culotte ideales para las bajitas

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Los más retro son estos pantalones culotte, con los que lucirás tipazo, ya que su silueta se ciñe a las caderas para luego abrirse en un corte más holgado.

Además, para las que medimos alrededor del metro sesenta, tienen el largo perfecto, porque podemos llevarlos sin necesidad de pasar por la modista para arreglar el bajo. Eso sí, a las más altas les quedarán por encima del tobillo, aunque en ambos casos son una opción estupenda para combinar con unos botines de tacón o unos mocasines.

Pantalón stretch pana (19,99 €) | Lefties Pantalón stretch pana (19,99 €) | Lefties

Además, incorporan dos bolsillos delanteros de parche, que refuerzan esa estética de inspiración vintage. Nos quedamos con el color camel, aunque también están disponibles en marrón chocolate, dos tonos que combinan con absolutamente todo.

Si llevabas tiempo pensando en animarte con los pantalones de pana, pero todavía no te habías decidido, puede que alguno de estos tres modelos de Lefties sea justo lo que estabas buscando.

© Difoosion

La pana vuelve a ser tendencia este otoño-invierno | Getty Images
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Las 'nepo babies' se hacen con todo: Kylie Jenner protagoniza el corto de Gia Coppola

En los últimos meses no hemos parado de oír hablar de las nepo babies y cómo están arrasando tanto en la industria del espectáculo como también en la moda, ya no solo viéndolas desfilar en los grandes desfiles de la Semana de la Moda, sino también, más recientemente, llevando el Fantasy Bra de Victoria's Secret, un privilegio reservado únicamente a las caras más visibles de la firma y que este año ha ido a parar a Kylie Jenner, que nunca había colaborado antes con la marca de lencería.

Está elección levantó muchas ampollas, ya que muchos se indignaron al ver a la influencer en la pasarela con el codiciado sujetador, argumentando que debía haberlo llevado Barbara Palvin por desfilar tras 6 semanas de haber dado a luz y llevar trabajando para la firma desde hace años. Pero Jenner no es la única en recibir críticas.

En la pasada Semana de la Moda de París, vimos a Elle Travolta, hija de John Travolta, desfilando para Miu Miu, y a Apple Martin, hija de Gwyneth Paltrow con el cantante de Coldplay, haciendo lo mismo para Chloé, una elección de casting que tampoco gustó a muchos, ya que dejaban a modelos profesionales fuera para apostar por las hijas de los famosos.

Las 'hijas de' toman el cine y la moda

En medio de esta polémica, Kyle Jenner ha decidido echarle más leña al fuego, ya que después de modelo también ha debutado como actriz en el corto de Gia Coppola, nieta de Francis Ford Coppola, para la colección de Otoño/Invierno 2026-27 de Stella McCartney, hija del famoso Beattle, creando un producto hecho y protagonizado por nepo babies.

Todo el corto gira en torno al caballo, un animal que significa mucho tanto dentro de la firma como en la vida de la diseñadora, ya que tal y como ella misma cuenta, "ya había estado sobre uno de ellos incluso antes de nacer". "Ver miles de caballos salvajes siendo rodeados, arrebatados de sus familias y negados su derecho de nacimiento realmente me duele. Estos animales inocentes merecen nuestro respeto y protección. Quería usar este proyecto para llegar a una nueva generación, educar, informarles y darles voz", cuenta Stella.

Junto a los caballos, vemos a Kylie Jenner interaccionando con ellos, abrazándolos, acariciándolos e incluso besándolos en el hocico, mientras lleva los looks de la última colección de la firma británica. Si bien es una imagen muy íntima e idílica, la elección de la Kardashian no ha sentado del todo bien.

De nuevo, los comentarios se han llenado de mensajes en contra de esta elección de casting, como "Me pregunto por qué las marcas que tienen un cierto mensaje eligen a famosas que no comparten esos mismos valores. Tal vez sea puramente una decisión comercial", "Se siente un poco desagradable tener a alguien que ha estado tan intrínsecamente vinculado a la moda rápida/consumismo rápido como el rostro de una marca que se supone que es exactamente lo opuesto a ella" y "¿Qué tiene que ver Stella con Kylie?", entre otros.

Guste más o menos, esta colaboración deja una cosa clara: los nepo babies están por todas partes, dispuestos a dominar cada industria. Sin embargo, y como hemos visto en otras ocasiones, solo el talento los mantendrá a flote o convertirá esta aventura en otro proyecto fallido.

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La ropa y el maquillaje como campo de batalla ideológico: "La cara Mar-a-Lago es una reacción a las reivindicaciones feministas y a la estética 'woke'"

El mundo MAGA extiende su influencia más allá de la política con una "estética post Barbie" y un nuevo código de vestuario para "restaurar el viejo orden". La estrategia "esconde una vuelta a los valores del autoritarismo y la supremacía viril", dice una experta Leer

El mundo MAGA extiende su influencia más allá de la política con una "estética post Barbie" y un nuevo código de vestuario para "restaurar el viejo orden". La estrategia "esconde una vuelta a los valores del autoritarismo y la supremacía viril", dice una experta
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Sutiã Fantasy Bra de R$ 250 mi usado por Kylie Jenner será colocado à venda

O icônico Fantasy Bra, sutiã usado por Kylie Jenner, 29, durante sua estreia no desfile da Victoria’s Secret no último domingo (18), será colocado à venda.

A peça estará disponível para compra privada por meio da joalheria JACOB & Co, responsável pela produção do acessório avaliado em US$ 50 milhões (cerca de R$ 253 milhões na cotação atual), o mais caro da história. As informações são da revista People.

O design do item contou com mais de 4 mil diamantes naturais ao redor de um diamante amarelo Fancy Vivid de 75,74 quilates com lapidação radiante. Ao todo, quinze artesãos levaram mais de 1.000 horas na produção do item, que pesa pouco menos de 1,8 kg, conforme publicou a edição americana da Vogue.

O Fantasy Bra entrou em hiato em 2018, quando foi usado pela última vez por Ela Hosk, e foi reintroduzido durante a edição de 2026 do tradicional evento da grife de lingerie. Até o momento, não há informações sobre o valor pelo qual o item será comercializado.

Kylie Jenner usa Fantasy Bra no Victoria's Secret Fashion Show 2026
Kylie Jenner usa Fantasy Bra no Victoria’s Secret Fashion Show 2026 • Instagram/Kylie Jenner

Qual é a história do Fantasy Bra?

A lingerie, que se destacou como uma grande joia da marca, é totalmente trabalhada com cristais e pedras preciosas, incluindo rubi e diamante, por exemplo, com o objetivo de promover ainda mais a atual coleção.

Ser eleita para atravessar a passarela mais pink do mundo com o Fantasy Bra é um dos momentos mais aguardados pelas angels. Entre as brasileiras que já vestiram o sutiã, estão: Alessandra Ambrósio (2012), Gisele Bündchen (2000), Adriana Lima (2008) e Lais Ribeiro (2017).

Victoria’s Secret Fashion Show está de volta de forma diferente

 

 

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Marta Ortega, presidenta de Zara, sobre el posicionamiento de la marca: «No queremos ser una marca de lujo, nuestro objetivo es ofrecer un producto bien hecho al mayor número de personas posible»

Zara ha cambiado mucho desde que Amancio Ortega abrió su primera tienda en A Coruña en 1975. La firma, que comenzó como un negocio familiar, se ha convertido en una de las marcas de moda más conocidas del mundo y, en los últimos años, también ha reforzado su relación con algunos de los grandes nombres de la industria.

Sus colaboraciones con diseñadores, fotógrafos y otros profesionales del sector han contribuido a elevar su imagen, acercándola cada vez más al universo del lujo. Sin embargo, Marta Ortega tiene muy claro que ese no es el camino que quiere seguir la compañía.

Así lo ha explicado en una entrevista concedida a Vogue, en la que ha hablado sobre su trabajo al frente de Inditex, la evolución de Zara y la importancia de conservar la filosofía con la que nació la firma.

Marta Ortega explica por qué Zara no quiere convertirse en una marca de lujo

Aunque Zara ha apostado por colaboraciones con figuras como Steven Meisel, Vincent Van Duysen o John Galliano, Marta Ortega insiste en que no quiere que la firma pierda su identidad.

"Estamos muy lejos de querer ser una marca de lujo. Las casas de lujo hacen un trabajo admirable y nos inspiran muchísimo a todos, pero no queremos cambiar la esencia de Zara. Nuestro objetivo es ofrecer un producto bien hecho que llegue al mayor número de personas posible", explica durante su conversación con la periodista Gaby Wood.

Marta Ortega, junto a Donatella Versace y Edward Enninful, con un esmoquin negro de la colección de John Galliano para Zara | Getty Images Marta Ortega, junto a Donatella Versace y Edward Enninful, con un esmoquin negro de la colección de John Galliano para Zara | Getty Images

De hecho, una de las ideas que defiende es que el buen diseño no debería estar reservado únicamente a quienes pueden permitirse comprar artículos de lujo. Una filosofía que conecta con los orígenes de la compañía y que Marta quiere conservar mientras la marca continúa evolucionando.

Por eso, aunque Zara siga trabajando con algunos de los profesionales más importantes de la industria, su intención no es competir con las grandes casas de moda, sino seguir ofreciendo prendas bien diseñadas a precios más accesibles.

La importancia de mantener la esencia de Zara

En la entrevista, Marta Ortega también habla sobre la forma de trabajar de la compañía y explica que una de sus prioridades es adaptarse a lo que buscan los clientes, evitando producir grandes cantidades de prendas que después no se venden.

"Nuestro modelo está enfocado totalmente a la demanda", señala. Según explica, la clave está en mantener unas existencias muy ajustadas y reducir los excedentes al mínimo.

De hecho, asegura que menos del 1 % de los productos de Zara se quedan sin vender. "No realizamos grandes tiradas que no funcionan y que luego hay que almacenar en una nave", añade.

Marta Ortega durante la Junta General de Accionistas de Inditex de 2026 | Getty Images Marta Ortega durante la Junta General de Accionistas de Inditex de 2026 | Getty Images

Esta capacidad para reaccionar a las necesidades de los consumidores es una de las características que han acompañado a Zara desde sus comienzos. La compañía cuenta con una infraestructura que le permite conocer qué artículos funcionan mejor en sus tiendas y utilizar esa información para tomar decisiones sobre sus colecciones.

Buena parte de esa infraestructura se encuentra en Galicia, una tierra a la que Marta Ortega sigue muy vinculada y que considera fundamental para la compañía. "No creo que la empresa fuera lo que es si nos hubiésemos marchado de A Coruña", asegura. Una declaración que demuestra hasta qué punto mantener sus raíces sigue siendo importante para ella, a pesar de la dimensión internacional que ha alcanzado Inditex.

© Difoosion

Marta Ortega | Getty Images
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Omoda X, il Suv che guarda al fuoristrada. Chery prepara la nuova offensiva in Europa – FOTO

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Il futuro è adesso. E non è solo in Cina, anzi. Già oggi Chery, che nel 2027 celebra i trent’anni di attività, è il costruttore della Repubblica Popolare più internazionalizzato con quasi il 70% dei volumi contabilizzato all’estero. Con i suoi marchi ha cominciato l’offensiva europea: dal 2024 è presente in Italia con Jaecoo e Omoda e quest’anno ha lanciato Lepas alla quale sta per aggiungersi la stessa Chery, cui seguiranno iCaur nel 2027 e, forse nel 2028, anche il brand premium Freelander frutto della joint-venture con Jaguar Land Rover, mentre sono in corso riflessioni anche per l’importazione di altri marchi, come Exceed, sul quale già ragiona la Spagna. Lo scorso anno nel Belpaese il gruppo aveva venduto 15.500 macchine, che nei primi otto mesi del 2026 sono diventate 28.000.

Nel corso dell’International User Summit di Wuhu, dove si trova il suo quartier generale, il costruttore che nel 2025 ha dichiarato un giro d’affari vicino ai 42 miliardi di dollari ha esibito in anteprima la Omoda X. Si tratta ancora di un concept, peraltro apparentemente non troppo diverso da quella che potrebbe essere la versione definitiva (i tempi per eventuali “aggiustamenti” sono rapidissimi come evidenzia il caso della Lepas 4, sottoposta ad una revisione dopo i riscontri ottenuti non avevano soddisfatto la casa automobilistica) che potrebbe arrivare sul mercato con il 2028.

Misura 4,7 metri di lunghezza (tra 2,7 e 2,8 il passo) ed è contraddistinto da un nuovo linguaggio estetico, che si differenzia da quello dell’attuale gamma del marchio. Sono differenti gli esterni, ma anche gli interni: meno crossover e più Suv con i quali vengono corteggiati quei clienti (europei in particolare) che apprezzano lo stile del fuoristrada.

Viene definito come il primo cross-offroad vehicle, anche con 1.800 kg di massa rimorchiatile e 75 di portata sul tetto. Anche nei numeri il modello conferma questa impostazione perché l’altezza libera da terra è di 20 centimetri e la capacità di guado raggiunge i 70. Per il momento la Omoda X, che potrebbe non essere il nome definitivo, viene anticipata con le sole motorizzazioni full hybrid (Shs-h) da 225 Cv e 295 Nm di coppia e elettrica, i cui parametri non dovrebbero essere diversi da quelli già noti della Omoda 5 (211 Cv e 340 Nm).

Dentro l’abitacolo, oltre a 39 vani portaoggetti, spicca lo schermo verticale centrale da 13.2” collegato alla consolle nella quale spicca una sorta di “manettino” rosso che nasconde il tasto di avviamento. Ci sono diversi tasti fisici e c’è il cruscotto digitale da 10.5”.

L'articolo Omoda X, il Suv che guarda al fuoristrada. Chery prepara la nuova offensiva in Europa – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Otros inesperados ganadores del ‘efecto Ozempic’ en Estados Unidos: los sastres y tiendas de segunda mano

Lorraine Scott se ha gastado al menos 300 dólares en arreglar pantalones y vaqueros desde que perdió 27 kilos durante el último año gracias a medicamentos para adelgazar.

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© Richard Baker (In Pictures / Getty Images)

Transeuntes caminando por la calle.
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Kim Kardashian cumple 46 años enseñando la ropa interior con microvestidos

Aunque se escapó hace 1 semana a Filipinas para celebrarlo, ayer Kim Kardashian cumplió 46 años rodeada de sus seres queridos en Baldi, uno de los restaurantes de lujo más exclusivos de Beverly Hills. Acompañándola estaban su madre Kris Jenner, sus hermanas Kourtney y Khloé Kardashian, además de Kylie Jenner, junto con su hermano Rob Kardashian, quien hizo una rara aparición pública para celebrar este día especial.

Desde que la conocimos a principios de los 2000, cuando era la asistente de Paris Hilton y se dedicaba a organizar su armario, ayudarla a elegir sus looks y vender la ropa que la rica heredera ya no quería, hemos sido testigos de su larga evolución de estilo. De los vaqueros de tiro bajo y la estética glam más dosmilera hasta llevar vestidos de archivos de Balenciaga con Law Roach a su lado, Kim Kardashian ha pasado de tener un papel secundario a convertirse en una de las mujeres más influyentes de la moda.

De ser la estrella del reality show de su familia, la empresaria ha conseguido crear un imperio gracias a Skims, comenzando a vender fajas que prometían conseguir una figura de reloj de arena como la suya y ampliando su catálogo años después con pijamas, homewear, bañadores e incluso prendas de vestir. Su influencia ha sido tan grande que marcas como Nike y Ludovic de Saint Sernin han querido colaborar con ella para crear colecciones cápsula que han conseguido enamorar incluso a los más escépticos.

Kim Kardashian recupera dos looks de hace 30 años

La moda siempre ha jugado un papel fundamental en su vida y es en estos momentos donde somos más conscientes de ello, ya que para el día de su cumpleaños no ha elegido uno, sino dos microvestidos históricos del español Paco Rabanne de hace 30 años.

Según hemos podido ver en su cuenta de Instagram, Kim Kardashian habría elegido dos vestidos de la colección Alta Costura Otoño/Invierno 1995-96 del diseñador. El primero está confeccionado en una malla metálica de color verde, con una silueta fluida, muy corta, mangas amplias y un escote muy pronunciado, ya que se trata de una prenda abierta que se cierra en un único punto en la cintura. El estilismo lo completaba con un tocado de pedrería verde sobre la cabeza y sandalias negras de Paris Texas.

Parece ser que más tarde decidió cambiarse, ya que el look con el que llegó al restaurante y sopló las velas no es el mismo. Para comerse su tarta, la empresaria llevó exactamente el mismo microvestido en un color burdeos, que también pertenece a la colección de Otoño/Invierno. El mismo cambio pasa en el tocado, que pasa del esmeralda al rubí y lo único que se mantiene igual son los zapatos.

Sin embargo, tanto los dos microvestidos que llevó Kim Kardashian durante su cumpleaños como el que llevó la modelo en 1995 coinciden en la misma cosa: son tan abiertos y tan cortos que dejan ver la ropa interior a cada paso.

En el caso de la pasarela original, el problema se solucionó con unas bragas del mismo color y tejido brillante. Sin embargo, la empresaria optó por un sencillo tanga de color negro.

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