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“Sono e sarò sempre dalla parte degli autotrasportatori. Mio nonno Enzo faceva il camionista. Mi raccontava delle lunghe tratte in autostrada, dei giorni e giorni fuori casa, del freddo, del caldo, dei sacrifici”: parla Clementino

Clementino ha espresso piena solidarietà alla protesta degli autotrasportatori, che a partire dal 16 ottobre hanno dato vita a una serie di manifestazioni contro il caro carburanti, con presidi e blocchi stradali che hanno registrato un’escalation nei giorni successivi.

“Io sono e sarò sempre dalla parte degli autotrasportatori – ha dichiarato il coach di The Voice Senior – Mio nonno Enzo faceva il camionista. Mi raccontava delle lunghe tratte in autostrada, dei giorni e giorni fuori casa, del freddo, del caldo, dei sacrifici che solo chi fa questo mestiere può capire davvero”.

“È un lavoro di sacrifici enormi che spesso nessuno vede. – ha continuato – Dietro ogni camion c’è una persona, una famiglia, una vita di lavoro duro che manda avanti il Paese. Senza di loro si ferma tutto”.

Le parole del rapper sono accompagnate dalla canzone “La Luce (Ci Puoi Arrivare)” del 2012 in duetto con Fabri Fibra. Il brano parla di un luogo in alto, dove nasce la luce, che si raggiunge solo salendo. Chi ci arriva si sente sciogliere e sente le mani bruciare. Il messaggio di fondo è che raggiungerlo richiede forza e il coraggio di toccare ciò che si desidera.

Intanto proprio oggi 22 ottobre, alle 12, si dovrebbe tenere la riunione del Consiglio dei ministri per varare il decreto legge coi nuovi interventi per autotrasporto e agricoltura.

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“Quei ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo pagare i biglietti dei suoi concerti 120euro a biglietto. Insomma è un corto circuito che mi fa sorridere”: parla Enrico Ruggeri

Enrico Ruggeri dice la sua sugli scontri a Milano e sulla presa di posizione di Marracash. Intervenuto nella trasmissione “Un Giorno da Pecora”, in onda su Rai Radio1, il cantautore ha risposto a una domanda dei conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli: “Se sono stupito dalle dichiarazioni di Marracash sugli scontri di Milano? Quei ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo pagare i biglietti dei suoi concerti 120euro a biglietto. Insomma è un corto circuito che mi fa sorridere”.

Qual è il suo giudizio su quanto avvenuto lo scorso weekend nella città meneghina? “Diciamo che negli ultimi giorni mi sono riletto i capitoli 13 e 14 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni”. E cosa ci ha trovato? “Lì si parla dei silenziosi sobillatori, cosa molto attuale. La considerazione base però è che quelli andavano a portare via, a rubare, a prendere il pane. Oggi invece quello che si prende è l’abbigliamento dei negozi di lusso, scarpe di lusso, borse di lusso. E quando vedono una libreria non sanno cosa prendere perché non riconoscono nemmeno cosa siano i libri. È una cosa del tutto particolare“.

Quindi che idea si è fatto di queste vicende? “Ripeto, è curioso che personaggi che fanno concerti a 120 euro al biglietto si schierino con questi che, mi sembra, abbiano una rabbia nata dal non potersi permettere quello che vedono sui social – ha detto Ruggeri a Un Giorno da Pecora -, non beni di prima necessità come il pane…”

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Madame: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla ed essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la me**a nel cervello. Le voglio bene Presidente Mattarella”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato con fermezza le violenze che hanno scosso Milano nel fine settimana, ribadendo che “ogni violenza è inaccettabile”. Al tempo stesso, il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di “un’analisi intelligente e approfondita” dei fatti, invocando “un’attenta vigilanza in grado di contrastare” episodi che vedono coinvolti “soggetti inediti”.

Una circostanza, quest’ultima, che secondo Mattarella pone interrogativi complessi e meritevoli di riflessione sotto molteplici profili. Le parole del presidente rappresentano una netta presa di posizione contro i responsabili degli scontri, accompagnata tuttavia dall’invito a non sottovalutare la complessità del fenomeno.

Parole che hanno colpito Madame che è entrata così nel dibattito di questi giorni. In una serie di Instagram Stories ha scritto: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi. È violento il mondo in cui siamo nati, è violento il modo in cui concepiamo l’esistenza, ma non se ne rende conto nessuno. È violenta la nostra musica. Noi siamo persi. Io sono persa. Le voglio bene Presidente Mattarella”.

“Il nostro Presidente Mattarella – ha spiegato – si è esposto nell’unico modo in cui andava fatto. La stimo tanto, anzi, le voglio proprio bene Presidente. Grazie a lei e a tutti quelli che si stanno sforzando di capirci senza girare la testa dall’altra parte, grazie a quelli che ci hanno a cuore

E ancora: “Bisogna farsi carico del malessere dei giovani. Non ci si può rivolgere ai giovani con un atteggiamento di indifferenza. O, peggio, di meschina sottovalutazione. Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la merda nel cervello”.

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News Wrap: Cybersecurity threat prompts scramble to protect websites around the world

In our news wrap Wednesday, a major cybersecurity threat prompted a scramble to protect websites around the world, 1,000 people were ordered to evacuate their homes in Toledo, Ohio, following a chemical tank explosion and the Supreme Court is blocking the Trump administration from enforcing new restrictions on gender-affirming care for transgender prisoners.

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Minnesota rapper defends 'solidarity' with France radical activists, push for protests to come to US

A Minnesota rapper has stood by his social media posts idolizing the increasingly violent protests in France, which resulted in some 2,500 arrests over the weekend.

Tufawon, whose real name is Rafael Gonzalez Jr., made a series of posts on Facebook advocating for White people in the United States to "go outside and raise hell" after he and Greta Thunberg visited Lycée Paul Éluard, the high school in Saint-Denis where many of the student demonstrations kicked off this month.

"Do I think way more people need to become radicalized here? Absolutely, especially white people, and that’s where I think we can take influence from the French." 

"All Power to the People!" the 40-year-old rapper wrote on Facebook. "Go f— s— up white people. It's your time."

In an earlier post, he clarified that when he says White Americans need to "raise hell" or "f— s— up" about supposed fascism and authoritarianism under the Trump administration, he means they need to "take it to next level peacefully and legally."

RO KHANNA SPARKS BACKLASH OVER FRANCE RIOT COMMENTS AS CRITIC SAYS HE WANTS TO ‘RIDE THE RAGE WAVE’

And in a statement to The New York Post, Tufawon said his Facebook posts "fall under figurative speech and in no way, shape or form did I use them with the intent to incite violence of any kind."

Tufawon, who is part Native American, also told the Post that his participation in some of the French protests last week was impromptu because he had been on vacation in the country.

In one video, he was in front of a crowd chanting "f— ICE" and "ICE out" before performing his song "No One Is Illegal."

The protests in France, which began weeks ago as student-led demonstrations against poor classroom conditions and education funding cuts, have now devolved into widespread riots involving a range of political and ideological factions.

VIOLENCE ERUPTS AT FRANCE PROTESTS AS MACRON WARNS UNREST IS BEING EXPLOITED

Images and videos posted to social media on Saturday and Sunday showed groups of men waving foreign flags while engaging in acts of destruction on the streets of France's major cities.

A Fox News Digital investigation found that communist organizations, Islamic advocacy groups, labor unions and environmental activists were involved in the unrest.

French officials said they have arrested over 2,500 people in connection with the demonstrations, which have drawn participants motivated by a range of issues, including the cost of living and climate change.

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On Saturday, hundreds of thousands of people took to the streets across the country, though looting and violence broke out in Paris, Marseille, Lyon, Bordeaux and other cities.

Shops were broken into, vehicles and buildings were set on fire and in Marseille, the city hall building was set ablaze by agitators. Rioters have so far caused about $1 billion in damage.

President Donald Trump has preemptively sought to discourage similar conduct in the U.S., saying Tuesday that federal law enforcement would treat potential rioters "very, very rough."

More demonstrations are planned across France on Saturday, with French officials planning a massive security deployment ahead of time to deal with expected unrest.

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“Fedez è come il barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. In piazza ci sono centinaia di persone motivate, attenti a reprimerle o, peggio, a ignorarle”: parla Frankie hi-nrg mc

Prima Marracash, poi tanti suoi colleghi, da Kid Yugi a Ghali. Sugli scontri di Milano, dal mondo del rap è arrivata una posizione quasi unanime. “Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro? Pur nella follia del gesto sono sintomo di qualcosa. Di un fallimento della nostra società di cui TUTTI siamo responsabili. Ognuno darà la sua risposta ai motivi di questo fallimento, secondo la propria coscienza e, purtroppo, intelligenza”, ha scritto il King del rap. Con Fedez voce fuori dal coro.

E ora anche Frankie hi-nrg mc, al secolo Francesco Di Gesù, veterano del genere, dice la sua in un’intervista a Repubblica. Partendo proprio dal conduttore di Pulp Podcast: “La parte migliore del discorso di Fedez è la premessa: ‘Diffidate dai ricchi’. È una dinamica vecchia come il mondo: quella del barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. E Fedez, mi permetta, sta ricoprendo proprio quel ruolo: diffidiamo anche di lui”.

Ma Di Gesù non è completamente d’accordo nemmeno con Marracash. L’incipit del suo primo post sugli scontri di Milano, “Con le buone non cambi le cose”, secondo lui “è una semplificazione che si presta alle strumentalizzazioni, com’è successo”. Il punto, aggiunge, è un altro: “In piazza ci sono centinaia di migliaia di persone motivate, che non ne possono più di questa vita. Bisogna stare attenti a reprimerle ancora o, peggio, a ignorarle, perché il livello dello scontro potrebbe alzarsi. Vanno prese sul serio“.

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Ghali difende Spin Time a Roma: «Grazie a chi lo tiene vivo». E sulle proteste di Milano: «Ascoltate i giovani»

Il rapper alla Festa del Cinema di Roma per il film A Mare, girato con le famiglie degli immobili occupati. Poi interviene sugli scontri di Milano: «Non confondiamo chi manifesta pacificamente con chi usa la violenza».

Ghali prende posizione sul caso Spin Time e difende l’esperienza della comunità che vive nell’immobile occupato di Roma. Lo fa dal Maxxi, in occasione della Festa del Cinema, dove ha partecipato alla presentazione di A Mare, il film di Alessandra Cutolo che racconta le storie di alcune famiglie migranti residenti negli edifici Spin Time e 4 Stelle.

«Grazie a chi fa parte di Spin Time e chi si è impegnato ogni giorno per tenerlo vivo», ha dichiarato il rapper, esprimendo pubblicamente il proprio sostegno a una realtà abitativa e sociale da tempo al centro del dibattito cittadino.

Spin Time e il film sui bambini migranti

La pellicola segue un gruppo di madri e figli provenienti da Nigeria, Etiopia, Senegal, Marocco, Eritrea e Tunisia durante una giornata al mare. Un viaggio apparentemente spensierato che assume un significato drammatico quando scompare il piccolo Adonai, facendo riaffiorare il ricordo delle traversate del Mediterraneo.

La partecipazione di Ghali al progetto nasce da un episodio imprevisto. Durante una scena girata in treno, i bambini hanno iniziato spontaneamente a cantare Casa mia, il brano presentato dall’artista a Sanremo nel 2024. Come raccontato dalla regista, inizialmente si temeva di dover eliminare la sequenza per i costi dei diritti musicali. Contattato dalla produzione, Ghali ha invece autorizzato gratuitamente l’utilizzo della canzone, dopo aver visto il film, e ha accettato di assistere alla proiezione romana.

Gli scontri di Milano: «La protesta è un diritto»

A margine della presentazione, il cantante è intervenuto anche sulle manifestazioni che hanno interessato Milano e sul malcontento sociale che attraversa il Paese. Intervistato dal Tg3, Ghali ha sostenuto che le mobilitazioni rappresentano la richiesta di risposte a problemi che riguardano non soltanto i giovani, ma anche le altre generazioni. Da qui il suo invito alle istituzioni e alla società ad ascoltare le ragioni di chi protesta.

Sul ricorso alla violenza durante i cortei, il rapper ha chiesto di evitare generalizzazioni, distinguendo nettamente gli autori degli scontri dai manifestanti pacifici. «Non distraiamoci, sono due cose ben distinte, chi sta usando la violenza e chi scende in piazza a manifestare il proprio diritto», ha sottolineato.

Dalla questione abitativa romana alle tensioni sociali milanesi, Ghali conferma così la propria attenzione ai temi dell’inclusione e delle disuguaglianze, affidando alla ribalta della Festa del Cinema un intervento che si spinge oltre la presentazione del film.

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Berta Prieto: “Els actors i escriptors hem acceptat la cultura de l’influèncer, que és la idea que ho hem de fer tot pels seguidors”

Sovint Berta Prieto (Barcelona, 1998) parla de si mateixa en tercera persona. És la manera més fàcil de resumir la insistència en l’autoconsciència que trobareu en tot el que fa, des d’Autodefensa fins a Segunda temporada, passant per l’obra de teatre Del fandom al troleig. Una sàtira del bla bla bla o els articles en aquest suplement que llegiu. Cinc anys després de la sèrie que la va donar a conèixer, coguionitza i protagonitza Segunda temporada (s’estrena a Filmin el 27 d’octubre); com Autodefensa, dirigida i també escrita per Miguel Ángel Blanca. Una escriptora que ha publicat un llibre que ha estat un èxit per disruptiu ha caigut en l’anonimat i es guanya la vida com a escriptora fantasma de llibres d’influèncers. L’últim encàrrec és el d’escriure el llibre de Lil Rogelio (Adán Domínguez, conegut com a Oktoba), un traper acabat de sortir de la presó. I amb aquests dos personatges, Blanca i Prieto reflexionen des d’un punt de vista més sobri i fantasiós sobre els seus temes: la performativitat, la línia borrosa entre internet i la realitat i el pànic de no ser ningú en un món d’identitats.

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© Carles Ribas

L'actriu i dramaturga Berta Prieto
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News Wrap: Britain sending air support to Saudi Arabia amid Houthi attacks

In our news wrap Tuesday, British authorities say they're sending air support to Saudi Arabia to protect against missiles and drones launched by Iran-backed Houthi rebels in Yemen, Vice President Vance says he's not endorsing Benjamin Netanyahu ahead of Israeli elections and voters in Alberta overwhelmingly rejected a referendum that would have put the province on a path toward independence.

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“Mi sono preso una vagonata di me**a, ma non ho mai inneggiato alla violenza. È retorico dire ‘tu hai i soldi e non puoi parlare’. Dico quel che ca**o voglio”: Marracash risponde alle polemiche

Marracash in queste ore, dopo le sue parole sui disordini avvenuti a Milano, ha ricevuto applausi, ma anche diverse critiche da parte di fan, colleghi, amici e anche da Fedez, che ha puntato indirettamente il dito contro i “rapper che poi tornano in prima fila alle sfilate”. Con un post su Instagram Marra ha subito messo le cose in chiaro: “Ok, mi sono preso una vagonata di merda, ci sta, me lo aspettavo. Esporsi vuol dire letteralmente questo, mettere la faccia fuori dal finestrino e prendersela tutta”.

E ancora: “Mi stanno bene i titoli dei quotidiani nazionali e delle paginette che estrapolano due frasi ad effetto per i loro titoloni, ci sta anche questo, fa parte del gioco. Mi stanno bene le centinaia di insulti, commenti sterili e minacce ricevuti in questi giorni, sono la prova provata che i social non sono un luogo idoneo per parlare di politica. E non a caso invece sono il mezzo più usato per farla. Un paio di cose non mi stanno bene però”.

“La prima è che io non ho mai inneggiato alla violenza. – ha dichiarato il rapper – Siamo tutti d’accordo a condannare la violenza, ogni tipo di violenza. Ce ne sono molte forme. Ma quando questa violenza succede, bisogna tarsi delle domande. Cosa porta dei minorenni a mettersi il cappuccio e andare a rischiare di essere presi a manganellate o arrestati in centro? Pur nella follia del gesto sono sintomo di qualcosa. Di un fallimento della nostra società di cui TUTTI siamo responsabili”.

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Fedez contro i rapper “rivoluzionari” (Marracash in testa): “Bravi ragazzi rompete l’ingranaggio, ma alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton”

Sabato 17 ottobre il centro di Milano ha vissuto una giornata di scontri. Il corteo “Italia in piazza”, contro il carovita, ha portato migliaia di persone in centro ed è degenerato in violenti scontri con le forze dell’ordine. Le zone più colpite sono state piazza Duomo, corso Vittorio Emanuele, via Dante, via Broletto e San Babila.

Il giorno dopo la situazione si è ripetuta. Centinaia di giovanissimi, molti con il volto coperto, si sono dati appuntamento via social e hanno preso d’assalto le vie dello shopping. A fine weekend si contavano 271 fermati e 32 arrestati. Il sindaco Beppe Sala ha parlato di una città non preparata a episodi simili.

Nei giorni successivi sono arrivati i commenti dal mondo del rap. Marracash ha rivendicato la propria coerenza: ha scritto che le diseguaglianze sociali sono la sua battaglia e che “con le buone non cambi le cose”. Ai fan indignati ha risposto di cambiare artista, perché dice queste cose da sempre. Ha aggiunto che la violenza va condannata, ma che esistono molte forme di violenza, compresa quella subita da una generazione senza prospettive, messa davanti a una vetrina di status symbol che non potrà mai permettersi.

In questo quadro si inserisce il lungo post Instagram di Fedez, pubblicato il 20 ottobre. Il punto di partenza è una constatazione: tanti artisti si sono espressi sulle vandalizzazioni, soprattutto dal rap, con un’opinione che a suo dire è univoca: “bravi ragazzi, rompete l’ingranaggio”.

Fedez non liquida la rabbia dei giovani. Dice di conoscere la parabola tipica del rap, che porta dal niente agli status symbol, perché l’ha vissuta: la frustrazione della casa brutta in periferia, della scuola e del lavoro che non funzionano, dell’impossibilità di comprarsi qualcosa di bello. Capisce quindi perché quella frustrazione si scarichi contro le vetrine del centro, simbolo di ciò che “noi non potevamo e loro non possono avere”.

L’accusa ai colleghi è un’altra: quelle vetrine le riempiono anche gli artisti. Sono loro, scrive, ad aver promosso quell’idea di vita e di successo, tra sfilate, orologi di lusso e viaggi. E aggiunge, con autocritica, di averci messo in vetrina più del lusso.

Da qui l’affondo sulla coerenza. Fedez ricorda chi ora giustifica lo sfondamento delle vetrine ma, alla prima della Scala, si è fatto fotografare con Sala. Quell’addomesticamento lo capisce, perché era opportuno. Capisce meno il sostegno al saccheggio, che oggi è altrettanto opportuno. I manifestanti, dice, non sono “Pokémon da scagliare” per intercettare nuova audience: per questo non riesce ad applaudire a favore di camera.

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Milano brucia, il rap prende la parola (e la piazza si spacca): da Marracash a Kid Yugi, ma anche Sayf, Ghali e Artie 5ive. Tutte le dichiarazioni

Quando in Italia succede qualcosa di grosso, prima o poi arriva il momento in cui qualcuno chiede: e i rapper? Stavolta la risposta è arrivata in fretta, senza bisogno di sollecitazioni. Sui disordini milanesi del 17 ottobre gli artisti hanno detto la loro dove sono di casa, tra post e stories. A dettare la linea, e a incassare gli applausi più rumorosi e le critiche più feroci, è stato Marracash.

Il rapper della Barona parte da lontano, e lo fa con una frecciata a un certo modo di fare militanza. La protesta da tastiera, dice, non lo ha mai convinto: è “troppo facile, cheap, non costa niente”. Per lui l’impegno si misura sulla distanza, con le scelte, i testi, i concerti.

Poi la sentenza: “Con le buone non cambi le cose. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio (…) Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita”.

Marracash si guarda indietro e rivendica di aver anticipato tutto: “Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio”. Due anni fa, ricorda, aveva già dato alle stampe un album dal titolo che non lasciava dubbi, “È finita la pace”.

Il rapper poi ha risposto alle critiche: “Io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista». Lui la violenza la condanna, assicura, ma allarga il campo: c’è quella di “quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale”. E c’è quella che pesa su una generazione “senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai”. Il verdetto finale è una frase sola: “Esistono molte forme di violenza“.

A mettere un like sono stati Guè, Sayf e Artie 5ive. Tra chi ha lasciato un commento di sostegno c’è anche l’eurodeputata Ilaria Salis.

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News Wrap: Federal judge clashes with DOJ over D.C. golf course

In our news wrap Monday, a federal judge clashed with Justice Department lawyers in the latest legal standoff over the fate of a Washington, D.C. golf course, the Supreme Court will review a Reconstruction-era ban on home distilleries and Israeli authorities say they've arrested at least ten people in connection with recent settler attacks in the occupied West Bank.

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Marracash sulle proteste a Milano: “Aspettavo questa reazione da tempo, siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”

Uno per le proteste e le devastazioni al centro di Milano tra sabato e domenica, l’altro per le proteste contro il caro carburanti in Puglia. Anche Marracash e Kid Yugi scendono in campo in giorni di tensione in Italia, tra le manifestazioni nel sud Italia e quelle per il caro vita al nord. “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose“. È il finale di un post su Instagram di Marracash, che si è schierato a proposito delle devastazioni nel centro di Milano di sabato e domenica. “Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente. Certo, rispetto chiunque cerchi di far sentire la propria voce con ogni mezzo, ma dal canto mio ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo. Attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici“, ha scritto il rapper milanese.

Marracash ha poi proseguito: “Semplicemente questo non è il mio canale preferito. Lo sono i testi, la musica, i concerti, le interviste. I social per me sono un ufficio stampa. Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto”, ha aggiunto. “Un anno fa da un palco dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio. Due anni fa pubblicavo un disco catastrofista già dal titolo. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose“, ha concluso il rapper.

Dopo una serie di commenti di critiche e indignazione, Marracash ha commentato il suo stesso post scrivendo: “A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista. La violenza va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale. Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente. Esistono molte forme di violenza”.

Francesco Stasi – in arte Kid Yugi -, invece, ha parlato della “sua” Puglia, dove negli ultimi giorni ci sono state diverse proteste per il caro carburanti: “Sono appena rientrato a Massafra e mi è stato riferito per filo e per segno tutto quello che è successo in questi giorni. Strade bloccate, supermercati vuoti, stazioni di benzina senza neppure una goccia di carburante, file interminabili di camionisti e agricoltori che chiedevano in ginocchio tutele che gli son state negate e la dignità di cui sono stati privati. Tutto questo nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali. Lo stato italiano è ormai uno stato fallito. Il patto sociale è stato infranto”, ha spiegato il rapper.

Poi la conclusione del suo pensiero nella storia Instagram: “La classe politica non è più serva del popolo (premettendo ingenuamente che lo sia mai stata, ma in questo momento più che mai la contraddizione è lapalissiana) bensì è prostituita a tutti i poteri sovranazionali che la finanziano e la manovrano. Mi fate schifo, la mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il meridione non merita questo. Però so che prima o poi scoprirete cosa meritate voi, e sarà troppo tardi per fare ammenda“.

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News Wrap: Zacharia out as White House press secretary after less than a week on the job

In our news wrap Friday, White House Press Secretary Katie Zacharia is "transitioning out" of her role after less than a week on the job, three large brush fires in Southern California are forcing people to flee their homes and dozens of Israeli settlers set cars and trees ablaze across the West Bank and attacked Palestinians as they gathered for their autumn olive harvest.

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News Wrap: Trump says Fort Hood shooter's execution will not be livestreamed

In our news wrap Thursday, President Trump canceled plans to livestream the December execution of Fort Hood shooter Nidal Hasan, federal law enforcement agencies are investigating a series of letters containing what they're calling "suspicious substances" that were sent to congressional and state election officials and police report multiple victims in a shooting at a school in Bend, Oregon.

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Eminem before fame: The story of the first album that only sold ‘around 70 copies’

A young man waits for the bus. It’s cold and he has only a few coins on him. He asks his friend if he has 15 cents. His friend doesn’t have much either. Together they try to scrape together enough to buy something and catch the bus. The boy is fed up with relying on public transit, he doesn’t own a car and still lives with his mother. “I’m 21,” he says, and there’s a baby on the way. He wants to get rich. He wants to make records that sell. He’s tired of being poor.

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© Michel Linssen (Redferns)

Eminem in 1999, at the beginning of his great global success.
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News Wrap: Iran says cargo ship sank after hitting a mine in Strait of Hormuz

In our news wrap Wednesday, Iran says a cargo ship sank after hitting a mine in the Strait of Hormuz, the Vatican says Pope Leo is eating and walking again following surgery to remove a cancerous portion of his lung, the Supreme Court heard arguments in a privacy case rooted in the era of VHS tapes and Netflix is cutting about 6% of its global workforce.

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Are Fossil Fuels Running Out?

Have we passed peak oil – are fossil fuels running out? Richard Lyon says yes, and the transition to 'renewables' is making it worse. But peak oil is a myth, says Tilak Doshi, as he reviews Lyon's book The Energy Trap.

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News Wrap: Cornell bans fraternity parties for rest of academic year

In our news wrap Tuesday, Cornell University is banning parties and other social events at fraternities for the rest of the academic year, a man fell to his death while riding a roller coaster at a Six Flags amusement park outside Atlanta, the Supreme Court will hear a case over access to DOGE records and a bipartisan group of senators is condemning President Trump's diesel deal with Russia.

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