Ocasio-Cortez doa 1 milhão para ajudar campanha de El-Sayed

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Sul precetto c’è il nome di una società mai vista prima, ma il pagamento riguarda un vecchio debito con una banca o una finanziaria. Il credito può essere stato ceduto senza il consenso del debitore, oppure il recupero può essere stato affidato a un soggetto diverso dal titolare. Secondo il rapporto UNIREC-Nomisma presentato nel 2026, le società associate hanno gestito 15,3 milioni di pratiche per conto di soggetti che avevano acquistato il credito, il 27% in più in un anno. Chi procede deve però poter dimostrare perché può riscuotere proprio quel credito e in quale veste agisce. Il precetto precede l’esecuzione forzata: prima del pignoramento, va verificato il passaggio dal creditore originario alla società indicata nell’atto.
“Perché il creditore può cambiare”.
L’art. 1260 c.c. consente al creditore di trasferire il proprio credito a un altro soggetto, salvo i limiti previsti dalla legge. Il consenso del debitore, di regola, non serve.
La cessione si perfeziona senza il consenso del debitore; la sua efficacia nei suoi confronti segue regole proprie. Nella cessione ordinaria, l’art. 1264 c.c. guarda all’accettazione o alla notificazione. Per le cessioni in blocco, l’art. 58 TUB attribuisce agli adempimenti pubblicitari previsti dalla legge gli effetti dell’art. 1264; nelle cartolarizzazioni la legge n. 130/1999 richiama lo stesso regime.
Nei rapporti bancari il meccanismo può coinvolgere migliaia di posizioni insieme. Una banca o una finanziaria può cedere un intero portafoglio di crediti; nelle operazioni di cartolarizzazione ad acquistarli può essere una società veicolo, la cosiddetta SPV. Tra i crediti ceduti possono esserci anche quelli deteriorati, gli NPL, ma cessione e cartolarizzazione non riguardano soltanto questa categoria.
La SPV che acquista il credito può affidarne la riscossione a un servicer o a un altro soggetto incaricato. Banca d’Italia spiega infatti che, nelle cartolarizzazioni, il cliente può non avere rapporti diretti con la società veicolo e interfacciarsi invece con chi gestisce la riscossione.
“Un finanziamento nato con una banca può finire in un portafoglio acquistato da una SPV e poi essere recuperato da una società con un nome completamente diverso”.
Sul precetto possono quindi comparire il nuovo creditore e il soggetto che agisce per suo conto.
La società di recupero crediti che compare nel precetto può quindi essere diversa dal soggetto che ha acquistato il credito. Per capire chi abbia davvero il diritto di pretendere il pagamento occorre ricostruire la catena che parte dal creditore originario e arriva al soggetto indicato nel precetto.
Se la titolarità del credito viene contestata, chi sostiene di averlo acquistato deve dimostrare che proprio quel rapporto rientra nella cessione richiamata. Il cessionario deve provare l’inclusione dello specifico credito nell’operazione da cui fa derivare il proprio diritto (Cass. sent. n. 15900/2026).
L’art. 58 TUB prevede una specifica forma di pubblicità della cessione. Per il debitore resta però da verificare se i criteri indicati nell’avviso permettono di riconoscere anche la sua posizione.
Quando quei criteri individuano con precisione i crediti trasferiti, la pubblicazione può servire a provare che uno specifico rapporto rientra nel blocco. Se il perimetro resta troppo ampio o generico, occorrono altri elementi capaci di collegare quel portafoglio proprio al debito indicato nel precetto.
È quanto emerge dalla sentenza n. 6443/2026 della Corte d’Appello di Roma. Il precetto riguardava un mutuo ipotecario originariamente stipulato con una banca ed era stato notificato dalla mandataria del soggetto che affermava di avere acquistato il credito.
Nel giudizio, però, la catena non risultava ricostruita con sufficiente certezza. L’avviso pubblicato in Gazzetta descriveva un portafoglio molto ampio. Il codice indicato per identificare la posizione non consentiva di collegarla con sicurezza allo specifico contratto. Mancava inoltre una prova adeguata della classificazione “a sofferenza”, una delle caratteristiche utilizzate per delimitare i crediti ceduti.
“Provare che un portafoglio di crediti è stato ceduto e provare che dentro quel portafoglio c’è proprio quel debito sono due passaggi distinti”.
La prova deve permettere di seguire il filo dal rapporto originario fino al soggetto che oggi pretende il pagamento.
Il contratto di cessione e tutta la documentazione relativa al trasferimento, peraltro, non devono necessariamente essere allegati per intero al precetto. Se il debitore contesta che quella società sia davvero titolare del credito, chi procede deve essere in grado di ricostruire e provare la catena che collega il creditore originario, la cessione e lo specifico credito azionato.
Il precetto va letto cercando di ricostruire un percorso: dal debito originario al soggetto che oggi intima il pagamento.
“L’art. 480 c.p.c. definisce il precetto come l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo e richiede l’indicazione delle parti; di regola, assegna almeno dieci giorni per adempiere prima che possa iniziare l’esecuzione forzata”.
Con il precetto davanti, conviene verificare anzitutto:
Questi elementi servono a capire se la catena della titolarità è ricostruibile. È proprio sul collegamento tra il rapporto originario, la cessione e lo specifico credito azionato che la Corte d’Appello di Roma, ha concentrato la verifica.
Il precetto ha propri requisiti di validità, mentre la titolarità del credito può essere provata anche attraverso documenti esterni all’atto.
Se viene contestato che quella società sia davvero titolare del credito, la questione riguarda il diritto di procedere all’esecuzione. È il terreno dell’opposizione prevista dall’art. 615 c.p.c.; prima che l’esecuzione inizi, può essere proposta opposizione al precetto chiedendo al giudice, in presenza di gravi motivi, di sospenderne l’efficacia esecutiva.
Diverso è contestare un vizio formale del precetto. L’art. 617 c.p.c., che prevede un termine perentorio di venti giorni. Nella vicenda decisa dalla Corte d’Appello di Roma, la contestazione sulla titolarità del credito è stata ricondotta all’art. 615 proprio perché riguardava il diritto stesso di procedere, non la regolarità formale dell’atto.
L’art. 481 c.p.c. stabilisce che il precetto diventa inefficace se l’esecuzione non inizia entro novanta giorni dalla notificazione; se viene proposta opposizione, il decorso di quel termine resta sospeso.
L’opposizione, però, non blocca da sola il pignoramento: per fermare l’esecuzione serve il provvedimento di sospensione del giudice previsto dall’art. 615 c.p.c. Decorso il termine indicato nel precetto, di regola almeno dieci giorni, il creditore può quindi avviare l’esecuzione, salvo che sia intervenuta la sospensione.
Cambiano i criteri per accedere agli scivoli pensionistici aziendali per i lavoratori che non avevano versato contributi al 31 dicembre 1995. Si tratta dei cosiddetti contributivi puri, ai quali si applica interamente il sistema di calcolo contributivo della pensione. Con la circolare n. 104 del 29 settembre 2026, l’Inps ha chiarito come verificare i requisiti necessari per accedere all’isopensione e agli assegni straordinari erogati dai fondi di solidarietà.
Gli scivoli aziendali consentono ai lavoratori vicini alla pensione di lasciare anticipatamente il lavoro attraverso accordi con il datore di lavoro. Durante il periodo che precede il pensionamento, il dipendente riceve una prestazione economica finanziata dall’azienda. Il datore di lavoro sostiene anche la contribuzione correlata, secondo le regole previste per lo specifico strumento.
Tra le principali forme di accompagnamento rientrano l’isopensione e gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà. L’isopensione, disciplinata dalla legge 92 del 2012, prevede una durata ordinaria massima di 48 mesi, elevata a 84 mesi per le uscite con decorrenza entro il 1° dicembre 2026.
Per gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà bilaterali, invece, la durata massima è di 60 mesi. Il lavoratore deve maturare il diritto alla pensione entro il periodo massimo previsto, considerando anche le eventuali finestre di attesa per la decorrenza del trattamento.
La circolare Inps interviene sulla verifica dei requisiti per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995. Per questi lavoratori, l’accesso ad alcune pensioni richiede non soltanto un’età minima e un determinato numero di anni di contribuzione, ma anche il raggiungimento di una soglia economica.
L’importo minimo viene calcolato prendendo come riferimento l’assegno sociale, il cui valore è aggiornato periodicamente. L’Inps ha quindi precisato che, per accedere agli scivoli aziendali, il requisito deve essere verificato alla data di ingresso nell’esodo. Non è necessario attendere il momento in cui il lavoratore raggiungerà effettivamente l’età pensionabile.
Per verificare il requisito economico, l’Inps considera la contribuzione maturata fino alla data di accesso allo scivolo e il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età del lavoratore in quel momento. Il risultato viene confrontato con il valore dell’assegno sociale in vigore alla stessa data.
L’importo pensionistico così calcolato deve raggiungere la soglia minima prevista per la forma di pensionamento scelta. Secondo l’Istituto, il raggiungimento del requisito al momento dell’esodo costituisce un indicatore della possibilità di soddisfarlo anche quando decorrerà la pensione, sulla base delle valutazioni statistiche e attuariali richiamate nella circolare.
Per i lavoratori interamente contributivi, la pensione di vecchiaia richiede generalmente 67 anni di età, almeno 20 anni di contributi e un importo pensionistico non inferiore all’assegno sociale. Nel 2026 ammonta a 546,24 euro lordi mensili e costituisce il riferimento economico da utilizzare per verificare il requisito quando l’ingresso nello scivolo avviene nel 2026.
Esiste anche una possibilità alternativa: accedere alla pensione a 71 anni, con almeno cinque anni di contribuzione effettiva, senza dover raggiungere l’importo minimo collegato all’assegno sociale.
Per accedere alla pensione anticipata contributiva sono richiesti ordinariamente 64 anni di età, almeno 20 anni di contribuzione effettiva e un importo minimo della pensione. Nel 2026 le soglie economiche sono:
Le cifre si riferiscono ai valori del 2026. Per la verifica dell’accesso all’esodo è necessario utilizzare gli importi in vigore alla data effettiva di ingresso nel percorso aziendale. Dal 1° gennaio 2030, salvo modifiche normative, il moltiplicatore generale previsto per questa forma di pensionamento salirà a 3,2 volte l’assegno sociale.
Per chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni è previsto anche un limite massimo all’importo erogabile. Fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, il trattamento non può superare cinque volte il minimo pensionistico. Per il 2026, il tetto indicato è pari a 3.059,25 euro lordi mensili.
Resta inoltre disponibile, per chi possiede i requisiti, la pensione anticipata ordinaria, che non prevede una soglia minima d’importo. I requisiti contributivi indicati sono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Prima di aderire a un percorso di esodo, il lavoratore deve verificare che la pensione possa decorrere entro il periodo massimo di accompagnamento previsto. Il controllo deve considerare gli anni di contribuzione maturati, l’età alla data di uscita, la prestazione pensionistica di riferimento e gli eventuali requisiti economici.
Per chi rientra interamente nel sistema contributivo, assume particolare importanza la simulazione dell’assegno pensionistico. La verifica può essere richiesta all’Inps o a un patronato, utilizzando la posizione contributiva individuale e le condizioni previste dall’accordo aziendale.

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VTM
Rui Barata e a irmã Isabel Barata são os responsáveis pela implementação do novo posto na freguesia. O projeto surgiu na sequência de um concurso público e visa melhorar o acesso aos cuidados farmacêuticos, não só para a população de Andrães, como também para as freguesias vizinhas de Constantim, Vale de Nogueiras, Abaças e Folhadela.
De acordo com Rui Barata, a escolha do local teve em consideração a sua localização estratégica, a área disponível, as condições de estacionamento e a proximidade a vias de circulação importantes. O responsável explicou que a iniciativa pretende responder às necessidades de uma região com “escassas opções de comércio e serviços, alargando o acesso a medicamentos e outros cuidados farmacêuticos”.
O Posto Farmacêutico Macedo Morais resulta de uma iniciativa da Junta de Freguesia de Andrães e é assegurado pela Farmácia Macedo Morais, com sede em São Martinho de Anta, no concelho de Sabrosa. O posto disponibiliza serviços como o aviamento de receitas médicas. Rui Barata explicou que a intenção é oferecer um serviço o mais próximo possível do de uma farmácia convencional. “A nossa estratégia é fazer com que o posto farmacêutico funcione como uma verdadeira farmácia, para que as pessoas sintam que têm todos os serviços à sua disposição”, afirmou.
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The claim that strikes on Russian tech giant Yandex thinned out social media bots finds no support in the networks tracked by Ukrainian disinformation-monitoring company LetsData, co-founder Ksenia Iliuk told Euromaidan Press on 13 October. She cautioned that the strikes may still have affected networks outside the company’s view.
At the Warsaw Security Forum, Lithuania’s prime minister suggested allies should ask Ukraine to strike more Russian data centers because that might help protect European elections from foreign interference. Bot networks are one tool of that interference, so whether the strikes mute them carries weight well beyond Ukraine.
Drones hit Yandex data centers in Sasovo and Vladimir between 8 and 11 October. Ukrainian drone maker Fire Point said its FP-1 drones struck Yandex’s Kaluga site in between. On 12 October, Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy told the Warsaw Security Forum that once Ukraine’s response reached Yandex, social media had fewer bots.
LetsData checked X and Facebook, where bot networks usually stand out clearly, Iliuk said. Its analysts looked at networks attributed to Russia’s influence ecosystem. Among them are groups of X accounts spreading domains from what she called a new wave of Doppelgänger, a Russian campaign that clones real news sites.
Those networks look unaffected, Iliuk said. None of them has stopped posting or broken its usual rhythm, she added. Some are slightly less active, but LetsData’s analysts say that is typical for them. The networks run on a weekly cycle, and the check fell in the part of the week when they post less.
LetsData worked with two samples. One covers accounts that systematically target Ukraine, Moldova, and Armenia. The other covers bot networks the company has followed for some time that keep changing their target audience, so they have no fixed country.
About two weeks ago, one network from that second sample wrote about elections in Germany and spread fake Die Welt sites, she said. It now posts about mobilization in Ukraine and shares a fake site of Ukrinform, Ukraine’s state news agency.
The company can compare only within networks whose usual behavior it knows, Iliuk said. Checking the whole internet is impossible because the scale is colossal, she said. A Cloudflare chart that circulated as evidence counted automated web requests from Yandex’s network, including its search crawlers, not social media posts, Cybernews reported.
So the networks LetsData follows show no impact, Iliuk said. That does not mean the strikes had no effect at all, she noted. They may have shown up in networks the company isn’t tracking now. LetsData will keep watching and report other signals if they appear.


© WILL OLIVER / POOL/EPA
Nel film “La guerra dei Roses”, un divorzio feroce rendeva la casa l’ultimo terreno di scontro; oggi invece il birdnesting rovescia la scena, perché sono i genitori a spostarsi mentre i figli restano nel “nido”. La casa familiare è assegnata al genitore nell’interesse del figlio, non al figlio stesso. Con l’ordinanza n. 24382 del 2026, la Cassazione ha chiarito che, se il genitore assegnatario si trasferisce stabilmente altrove, il figlio non subentra automaticamente nell’assegnazione. Può comunque restare se vive con l’altro genitore o se dispone di un diverso titolo sull’immobile.
Se la casa è stata assegnata perché lì vive il figlio, è facile pensare che il diritto resti legato a lui anche quando il genitore decide di trasferirsi.
L’art. 337-sexies del Codice Civile stabilisce che:
“Il giudice tiene prioritariamente conto dell’interesse dei figli, ma attribuisce il godimento dell’immobile al genitore con cui convivono”.
Il figlio è la ragione per cui la casa viene assegnata, senza diventarne l’assegnatario. Nel caso deciso nel 2026, la madre aveva ottenuto la casa familiare perché viveva con il figlio; anni dopo aveva spostato stabilmente altrove la propria vita, mentre lui, ormai maggiorenne, era rimasto nell’immobile. Il padre proprietario ne aveva chiesto il rilascio.
“La Cassazione ha escluso che il figlio potesse continuare a occupare la casa facendo valere l’assegnazione concessa alla madre: quel diritto non passa automaticamente da genitore a figlio quando la convivenza finisce” (Cass. ord. 24382/2026).
Un figlio maggiorenne che ancora studia o non dispone di redditi sufficienti può conservare, se ne ricorrono i presupposti, il diritto al mantenimento previsto dall’art. 337-septies c.c. Il sostegno economico, però, non gli attribuisce il diritto di restare nella casa già assegnata al genitore. Lo aveva già chiarito la Cassazione nel 2015: la mancanza di autosufficienza può giustificare il mantenimento, non un diritto autonomo su quell’immobile (Cass. ord. n. 14727/2015).
Per il figlio maggiorenne con handicap grave, l’art. 337-septies c.c. estende le tutele previste per i minori, quando ricorrono i requisiti dell’art. 3, comma 3, della l. n. 104/1992. L’assegnazione resta però legata al genitore che convive con lui e se ne prende cura. Nel caso deciso dalla Corte, peraltro, un’invalidità civile del 74% non coincideva automaticamente con l’handicap grave richiesto dalla legge.
“L’assegnazione può venir meno quando la casa cessa di essere il luogo stabile della convivenza tra il genitore assegnatario e il figlio”.
L’art. 337-sexies c.c. guarda alla continuità della vita familiare nell’immobile. Trasferte, esigenze di lavoro o una settimana divisa tra più abitazioni possono lasciare intatto quel legame; un trasferimento stabile altrove può invece spezzarlo.
Nel 2012 la Cassazione si occupò di una madre che trascorreva cinque giorni alla settimana presso i propri genitori e tornava nella casa assegnata nei weekend e nei periodi liberi. Quella organizzazione conservava ancora una convivenza effettiva (Cass. sent. n. 14348/2012). Diversa la vicenda decisa nel 2026: la madre aveva trasferito stabilmente altrove la propria vita, lasciando nell’immobile il figlio maggiorenne; la convivenza era cessata (Cass. sent. n. 24382/2026).
Un figlio che studia o lavora fuori può continuare ad avere nella casa familiare il proprio riferimento stabile se vi rientra con continuità. Quando studio, lavoro e quotidianità si spostano altrove e i rientri diventano occasionali, può venir meno anche la ragione dell’assegnazione. Conta soprattutto dove il figlio vive realmente e quale rapporto conserva con quella casa, più del solo dato anagrafico.
“Se il nuovo compagno entra nella casa assegnata, la convivenza tra genitore e figlio può proseguire nello stesso immobile”.
Se invece è il genitore a spostare altrove la propria vita per iniziare una nuova convivenza, può venir meno il presupposto dell’assegnazione. La Corte Costituzionale ha escluso automatismi legati a nuove nozze o nuova convivenza: resta centrale l’interesse dei figli (Corte Cost. sent. n. 308/2008). Quando il genitore assegnatario rinuncia alla casa e interrompe volontariamente la convivenza, il diritto derivante dall’assegnazione può venir meno anche senza attendere una preventiva pronuncia di revoca. Nel caso del 2026, il figlio rimasto solo nell’immobile non poteva opporre al proprietario l’originaria assegnazione concessa alla madre.
“Il figlio può restare se la permanenza nell’immobile trova un fondamento diverso dalla precedente assegnazione al genitore”.
Se continua a vivere nella casa con l’altro genitore, l’immobile può restare il suo riferimento familiare. Cambia però il genitore convivente e il precedente assetto va adeguato con un accordo oppure, in caso di contrasto, con un nuovo provvedimento del giudice. L’assegnazione già disposta non passa automaticamente da un genitore all’altro.
Il figlio può restare anche se dispone di un proprio titolo sull’immobile: perché ne è proprietario o comproprietario, oppure perché il proprietario gli consente di abitarvi in forza di un diverso titolo. In questo caso la sua permanenza non dipende dal vecchio provvedimento di assegnazione.
Nel birdnesting, o nidificazione, accade invece il contrario: i figli rimangono stabilmente nella casa familiare e sono i genitori ad alternarsi. La Cassazione nel 2023 ha ritenuto praticabile un’organizzazione di questo tipo quando nasce da un accordo serio, regge nella vita quotidiana e risponde all’interesse dei minori. Servono quindi collaborazione, spazi alternativi per i genitori e regole chiare sulla gestione dell’immobile.
Se cambia il genitore con cui il figlio vive o si vuole lasciargli la casa, conviene regolare il nuovo assetto prima del trasferimento, invece di fare affidamento sulla precedente assegnazione.
O Vila Nova empatou em 0 a 0 com o Cuiabá nesta quarta-feira (07/10), no OBA, pela 32ª rodada da Série B. O resultado encerrou a sequência de cinco vitórias consecutivas do Tigre como mandante e fez a equipe deixar a liderança da competição. O Juventude havia vencido a Ponte Preta por 2 a 0 e chegou aos 59 pontos, enquanto o Vila Nova alcançou 58.
O Vila Nova encontrou espaços principalmente nos primeiros minutos e na etapa final, mas desperdiçou as principais oportunidades. Aos quatro minutos, André Luís recebeu em condição favorável, tirou o goleiro João Carlos da jogada e mandou para fora. Depois do intervalo, o atacante voltou a aparecer diante da meta e parou no goleiro cuiabano. Janderson também teve uma finalização defendida, enquanto Marquinhos Gabriel participou das principais construções ofensivas do time goiano.
O Cuiabá também levou perigo e chegou perto de abrir o placar no segundo tempo. Fábio Gomes passou por Helton Leite e acertou a trave aos cinco minutos, enquanto Vitor Mendes obrigou o goleiro colorado a fazer uma intervenção aos 32. Com as defesas dos dois arqueiros e a falta de precisão nas conclusões, o confronto terminou sem gols. O Dourado chegou aos 47 pontos e permaneceu na 10ª posição da tabela.
Com 58 pontos, o Vila Nova ocupa a segunda colocação e voltará a campo no domingo (11/10), às 17h30, contra o Náutico, nos Aflitos. Depois, o Tigre receberá o Novorizontino no domingo (18/10), às 18h, no OBA. O Cuiabá, com 47 pontos, enfrentará o Avaí no mesmo dia, às 18h30, na Arena Pantanal.
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Ágata e Quim Barreiros são os cabeças de cartaz da 17.ª edição da Feira da Perdiz, que regressa a Martim Longo nos dias 10 e 11 de outubro.
O conteúdo Quim Barreiros e Ágata atuam no Algarve aparece primeiro em Algarve Marafado.
La testimonianza di un collaboratore di giustizia ha fornito una mappa precisa dei luoghi dove la camorra ha interrato i rifiuti illegali. In quelle stesse zone si registra un netto aumento dei casi di tumore. A riprova dei gravi danni causati alla salute.
L'articolo Tumori e smaltimento illegale di rifiuti disegnano la stessa mappa proviene da Lavoce.info.
Le regole di pensionamento devono essere uguali per tutti i lavoratori, comunque sia calcolata la loro pensione. Ben vengano provvedimenti per rimuovere le differenze fra “misti” e “puri”, purché demagogia e improvvisazione restino fuori dal gioco.
L'articolo Pensione a 64 anni: strumenti sbagliati per scopi giusti proviene da Lavoce.info.
NEW YORK: Oil prices climbed in early trading Wednesday, building on the previous session’s sharp gains, as overnight military exchanges between the United States and Iran escalated tensions in the Middle East and revived fears of supply disruptions through a critical global shipping chokepoint. Brent crude futures rose $1.03, or 1.1%, to $95.68 a barrel ... Read more
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Core inflation, which excludes volatile food and energy prices, rose to 8.7% year-over-year in August, up from 8.4% in July.
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“The Strait of Hormuz cannot be separated from the broader regional conflict,” Rezaei said.
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A Praia da Batata, em Lagos, é muito mais do que um simples areal. É um local onde a história da cidade e as lendas populares se cruzam com o azul do mar.
Leia também: O forte que ‘morreu’ na praia
Situada a escassos metros do centro histórico, entre o molhe poente da Ribeira de Bensafrim e a Praia dos Estudantes, encontra-se estrategicamente próxima do Cais da Solaria e da imponente Fortaleza da Ponta da Bandeira.
O seu nome curioso, segundo reza a tradição oral, poderá ter ficado a dever-se a um acontecimento insólito: um naufrágio terá feito com que a carga de batatas que a embarcação transportava desse à costa, cobrindo o areal. O povo, com o seu pragmatismo típico, batizou-a de imediato como Praia da Batata.

Devido à sua localização privilegiada junto ao centro urbano, é uma das praias mais frequentadas de Lagos.
Os seus recantos abrigados pelas arribas oferecem sombras naturais e uma excelente proteção contra os ventos dominantes, tornando-a um refúgio acolhedor.
Além disso, é o palco de uma das tradições mais castiças da região: o “Banho 29”, uma festa popular que atrai multidões na noite de 29 de agosto para um mergulho ritual à meia-noite.
Vigiada e com bons apoios de praia, a Praia da Batata continua a ser, séculos depois, o ponto onde Lagos melhor celebra a sua ligação umbilical ao oceano e às histórias que as ondas trazem a terra.
For Men’s Health, Brian Underwood investigates the flood of sunscreen misinformation on Instagram and TikTok, where influencers push inaccurate data about chemical UV filters, play chemist and promote their own DIY formulas, or even encourage no sun protection at all. Underwood sorts fact from fear, talking with dermatologists, chemists, and professionals who are working to reshape the messaging around sun exposure and sunscreen.
Environmental concerns may have also shown up in your feed, with suggestions that these same filters are poisoning our oceans, giving rise to a whole category of sunscreens labeled “reef safe”—a meaningless marketing term that’s not regulated by the FDA (the same goes for products labeled “natural” or “organic”). Dr. Nelson’s point about “low-relevance models” is something to consider here too: The research demonstrating that oxybenzone, octinoxate, and other active ingredients may lead to reef bleaching was done in a lab setting where coral was exposed to levels of these chemicals significantly higher than has been found in the natural environment. It conveniently left out the fact that inorganic filters like zinc oxide (the one typically used in “reef safe” formulas) would have the same effect in similar doses.