❌

Reading view

Milano a ferro e fuoco, il centrodestra attacca Sala: “Serve tolleranza zero, ma la sinistra cerca consenso tra i maranza”

Le devastazioni nel centro di Milano diventano terreno di un durissimo scontro politico. Dopo la giornata di sabato 17 ottobre, segnata da violenze, saccheggi, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine, le polemiche investono Palazzo Marino e i principali esponenti dei partiti milanesi. E mentre si susseguono le dichiarazioni di condanna e le accuse incrociate, anche domenica 18 ottobre si sono registrati nuovi disordini nel cuore della città, con gli assalti ai negozi Foot Locker e Champions di via Torino e il saccheggio di un supermercato Carrefour. Le forze dell’ordine sono intervenute in tenuta antisommossa, effettuando nuovi fermi e cariche tra il Carrobbio e piazza San Giorgio.

Al centro del confronto politico ci sono la gestione dell’ordine pubblico, le responsabilità delle violenze e il rapporto tra le proteste studentesche e i gruppi protagonisti degli scontri. Il sindaco Giuseppe Sala punta il dito contro l’insufficienza degli agenti impiegati sabato, mentre la Lega attacca duramente il centrosinistra, accusandolo di atteggiamenti troppo indulgenti nei confronti dei violenti. Dal Pd arrivano la condanna delle devastazioni e la richiesta di non criminalizzare gli studenti che manifestano pacificamente.

Sala: “Troppo pochi agenti in piazza, mai avuta questa sensazione di perdita del controllo”

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenuto a RTL 102.5 nel corso de “L’indignato Speciale”, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto sabato, sostenendo che il dispositivo di sicurezza fosse insufficiente rispetto alla portata delle violenze. “Ieri in piazza troppo pochi agenti, è stato sottovalutato il momento”, ha dichiarato il primo cittadino. “Guardando le immagini, soprattutto quelle di piazza Duomo, ho visto una quantità di protestanti estremamente violenti e uno sparuto gruppo di poliziotti, messi in un angolo. Ora, io non ce l’ho con il questore, ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni giorno. Ma ho l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano per la gestione dell’ordine pubblico non fossero adeguate“.

Secondo Sala, sabato sarebbero stati presenti circa 200 poliziotti, un numero insufficiente per fronteggiare gruppi che si muovevano rapidamente e si dividevano in diversi punti del centro. “Le forze dell’ordine potevano essere di più: ieri questi poveri poliziotti erano pochi. La polizia ha cercato di far arrivare dei rinforzi in zona Duomo, ma non è semplicissimo. Quindi dobbiamo essere ancora più pronti”.

Il sindaco ha poi espresso il timore che quanto accaduto non sia destinato a rimanere un episodio isolato. “Sono molto preoccupato, temo che queste siano soltanto le prime situazioni che vedremo e che ce ne saranno altre simili”, ha affermato, precisando che “nessuno, io per primo, ha la minima volontà di giustificare la violenza”. “Sono sindaco da più di dieci anni e non ho mai avuto questa sensazione di perdita del controllo sulla violenza”, ha aggiunto Sala, esprimendo piena solidarietà alle forze dell’ordine. Quanto ai danni, il Comune sta procedendo a una ricognizione: “È giusto che i privati, ma forse anche il Comune, cerchino di rivalersi nei confronti di chi è responsabile”.

Sardone: “Novanta agenti medicati, Sala e Majorino fanno polemiche patetiche”

Durissimo l’attacco di Silvia Sardone, consigliera comunale e candidata sindaco indicata dalla Lega, che punta il dito contro il centrosinistra milanese. “Stando a quanto riferiscono le agenzie di stampa sono stati 90 gli agenti medicati negli ospedali, un numero enorme che è il frutto del combinato disposto sinistra istituzionale-devastatori di professione”, sostiene Sardone. “E il sindaco Sala e il suo aspirante successore cosa fanno? Alimentano patetiche polemiche invece di concentrarsi esclusivamente sui delinquenti in piazza”.

Per l’esponente leghista, le posizioni espresse dal centrosinistra sulla gestione della sicurezza in città ne comprometterebbero la credibilità. “Sono gli stessi che si opponevano a ogni blitz delle forze dell’ordine per ripulire la stazione Centrale gridando al razzismo, non hanno nessuna credibilità. Semmai è sempre più evidente il disprezzo che la sinistra ha delle divise”. Sardone accusa inoltre il centrosinistra di cercare consenso tra i gruppi coinvolti nelle proteste: “Questo tentativo di cercare consenso tra maranza di seconda generazione e antagonisti è molto pericoloso: è un attentato alla democrazia”.

E conclude: “Fa poi sorridere sentir derubricare il tutto a ‘pochi violenti di un corteo pacifico’. Il centro di Milano è stato messo sottosopra, ci sono danni pesantissimi, negozi distrutti e saccheggiati: menomale che i violenti erano pochi, altrimenti cosa doveva succedere? Doveva andare a fuoco il Duomo per far sì che Sala e Majorino condannassero senza reticenze gli scontri?”.

Majorino: “Violenza ingiustificabile, ma non si criminalizzino gli studenti”

Dal centrosinistra arriva la condanna degli episodi di violenza, accompagnata però dalla richiesta di distinguere le responsabilità dei gruppi violenti dalle ragioni delle mobilitazioni studentesche. “Gli episodi di violenza sono assolutamente ingiustificabili e vanno condannati fermamente”, ha dichiarato Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Regione Lombardia. “Nessuno può permettersi tuttavia di utilizzarli per criminalizzare le studentesse e gli studenti che da giorni stanno scendendo in piazza in modo assolutamente pacifico”, ha aggiunto Majorino, richiamando le questioni poste dai giovani nelle manifestazioni: il diritto alla casa, allo studio e, più in generale, al futuro.

Capelli (Pd): “La destra soffia sul fuoco, attacchi strumentali a Sala”

A difendere il sindaco e a replicare agli attacchi del centrodestra è anche Alessandro Capelli, segretario metropolitano del Partito Democratico milanese. “Siamo stati chiari fin dal primo momento: la violenza non è mai giustificabile e quello che è successo a Milano ci preoccupa molto. Ma ci preoccupa altrettanto l’atteggiamento di una destra che soffia continuamente sul fuoco, incapace di ascoltare le ansie, le paure e le rivendicazioni che arrivano dalle piazze”. Capelli legge le polemiche anche in chiave elettorale, alla luce della corsa verso le comunali del 2027. “Gli attacchi sguaiati del centrodestra al sindaco Beppe Sala dimostrano solo una cosa: in vista della campagna elettorale non hanno uno straccio di argomento o di proposta da offrire alla città”.

Il segretario dem chiama in causa direttamente il governo e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Il ministro Piantedosi è parte di un Governo che ha abbandonato le città da tempo e che, invece di investire sulla sicurezza reale nei nostri quartieri, ha preferito buttare via quasi un miliardo di euro nei centri in Albania”. Critiche anche al presidente del Senato Ignazio La Russa: “Rimane sorprendente il modo con cui Ignazio La Russa continua a interpretare il ruolo di Presidente del Senato. Ormai, purtroppo, non ci stupiamo più di nulla. Ma Milano merita rispetto e risposte serie, non la solita propaganda”.

Sala e il secondo giorno di devastazioni: “Condanna totale e nessuna comprensione”

“Sto vedendo in diretta quello che sta succedendo nel centro di Milano, con vetrine sfondate, negozi saccheggiati e cittadini impauriti. Voglio essere il più preciso possibile. Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. Senza atteggiamenti comprensivi rispetto a comportamenti che lasciano poco spazio alla comprensione. In particolare per gli incidenti di oggi. Vorrei però che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala oggi.

Corbetta (Lega): “Milano rischia di diventare come Parigi, servono tolleranza zero e remigrazione”

Dal Consiglio regionale lombardo interviene Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega, che invoca un deciso cambio di passo nelle politiche sulla sicurezza. “Le immagini di guerriglia urbana nel cuore di Milano sono inedite e agghiaccianti. Maranza violenti, giovanissimi incappucciati, assalti alle forze dell’ordine, auto danneggiate, negozi saccheggiati e devastazioni. Non dobbiamo permettere che Milano e le nostre città diventino teatro di caos e violenze fuori controllo come a Parigi e in Francia”. Corbetta chiede al Pd e alle altre forze di sinistra di prendere nettamente le distanze dai responsabili degli scontri, sostenendo che “chi aggredisce la polizia e devasta le nostre città è un delinquente, non una vittima della società”.

“Servono pugno duro, certezza della pena e tolleranza zero”, prosegue il leghista, auspicando un ritorno di Matteo Salvini al Viminale “per dare una svolta alla sicurezza, con più controlli, tutela delle forze dell’ordine, espulsioni per gli stranieri pericolosi e politiche di remigrazione”.

Piscina (Lega): “Comune parte civile contro i devastatori, non paghino i milanesi”

Sul fronte delle conseguenze economiche e giudiziarie delle devastazioni interviene Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale di Milano, annunciando due iniziative a Palazzo Marino. “Domani mattina, non appena apriranno gli uffici, depositerò un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale per chiedere che il Comune di Milano si costituisca parte civile nei processi contro i responsabili, affinché a pagare il conto siano i criminali”, annuncia Piscina.

Il consigliere presenterà anche un’interrogazione urgente per chiedere una quantificazione dei danni arrecati al patrimonio pubblico, sostenendo che i costi delle devastazioni non debbano ricadere sui cittadini. Piscina attacca poi gli esponenti del centrosinistra, accusandoli di offrire giustificazioni indirette agli autori delle violenze. In particolare, chiama in causa Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino: “Non mi stupisce affatto che Mario Calabresi sia arrivato ad attaccare le Forze dell’Ordine e che Pierfrancesco Majorino non abbia proferito una sola parola di condanna: il loro è un vero e proprio tacito assenso a quanto fatto da maranza e centri sociali”. Un’accusa che si contrappone alla condanna esplicita delle violenze espressa dallo stesso Majorino.

Verri (Lega): “Chi giustifica le devastazioni paghi i danni di tasca propria”

Ancora più duro Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, che prende di mira Lorenzo Paccini, accusandolo di aver giustificato le devastazioni. “Chi si scaglia contro il ministro Salvini e contro le forze dell’ordine, delirando su presunti pestaggi, vista la gravità delle proprie dichiarazioni, dovrebbe pagare di tasca propria i danni provocati”, afferma Verri. “Dal momento che si sente così solidale con chi ha pensato bene di trasformare Milano in un campo di battaglia, tiri fuori gli attributi e se ne assuma la responsabilità, tanto politica quanto economica, per i danni arrecati ai milanesi”.

Il capogruppo leghista definisce gli autori degli scontri “autentici rifiuti sociali, infiltrati tra gli studenti e mascherati da tali” e attribuisce al governo cittadino una responsabilità politica per quello che considera un clima di impunità. “Si raccolgono i frutti del buonismo di chi governa Milano da troppo tempo e ha lasciato passare un messaggio di sostanziale impunità, attirando un esercito di sfaccendati convinti di poter fare il bello e il cattivo tempo, forti di una certa protezione politica”, conclude.

Milano, nuove devastazioni domenica: assaltati negozi e supermercato in centro

Le dichiarazioni politiche raccolte nella giornata di domenica si riferiscono agli scontri di sabato, ma nel frattempo la situazione in città è tornata a precipitare. Nel pomeriggio del 18 ottobre centinaia di giovani si sono nuovamente radunati nella zona del Duomo, dividendosi in piccoli gruppi e spostandosi tra le vie del centro. In via Torino sono state prese di mira le vetrine di Foot Locker e Champions, mentre un supermercato Carrefour è stato assaltato e saccheggiato. Cestini, biciclette e monopattini sono stati rovesciati lungo le strade. Sono intervenuti agenti in tenuta antisommossa, con fermi nella zona del Carrobbio e una carica in piazza San Giorgio. Una cinquantina di persone sono state accompagnate in Questura per l’identificazione, secondo le prime informazioni. Due giornate consecutive di violenze che alimentano ulteriormente lo scontro politico sulla sicurezza a Milano, mentre restano da quantificare i danni complessivi e da accertare le responsabilità individuali dei partecipanti ai disordini.

L'articolo Milano a ferro e fuoco, il centrodestra attacca Sala: “Serve tolleranza zero, ma la sinistra cerca consenso tra i maranza” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milano nel caos, giovani di nuovo in piazza Duomo: vetrine distrutte e saccheggi

Milano, giovani di nuovo in piazza Duomo: vetrine distrutte e saccheggi

Nuova giornata di tensione nel centro di Milano, il giorno dopo la guerriglia urbana che ha devastato le vie intorno al Duomo. Dopo un tam tam su TikTok, molti ragazzi, in gran parte giovanissimi, si sono dati di nuovo appuntamento in piazza Duomo. Sono state distrutte diverse vetrine, divelti pali e alzate barricate. In via Torino un negozio è stato preso d’assalto.

Gruppi di giovani si sono poi spostati nelle vie del centro lanciando sedie. Ci sono stati numerosi episodi di vandalismo e saccheggi in negozi e supermercati. I ragazzi dicono di voler protestare contro quanto sta accadendo, che considerano ingiusto.

Piazza Duomo è presidiata dalle forze dell’ordine, con diverse auto della polizia e agenti impegnati nei controlli. Nelle strade vicine gli agenti hanno iniziato a muoversi, ma finora non ci sono stati scontri. Secondo le prime notizie, almeno una cinquantina di giovanissimi sono stati bloccati e accompagnati in questura.

Milano, polizia in via Torino dopo devastazioni

Le forze dell’ordine con i reparti antisommossa della polizia di Stato e dei carabinieri e i blindati sono entrati in via Torino da entrambi i lati dopo dieci di minuti di devastazione nella strada. Al momento in piazza San Giorgio sono state bloccate meno di una decina di persone. La maggior parte dei giovani che hanno partecipato agli atti vandalici si sono allontananti utilizzando le vie laterali. La situazione al momento pare rientrata sotto controllo.

Milano, idranti in azione in piazza Duomo, petardi contro agenti

In piazza del Duomo e’ stato attivato l’idrante per disperdere un fronte di giovani che avevano iniziato a lanciare bottiglie e petardi contro lo schieramento dei reparti antisommossa a presidio della piazza.

Poco dopo il passaggio del mezzo della polizia e’ esplosa una potente bomba carta all’ingresso di piazza del Duomo. Ancora presenti decine di gruppetti di giovani che accompagnano con fischi il passaggio di polizia e carabinieri

L'articolo Milano nel caos, giovani di nuovo in piazza Duomo: vetrine distrutte e saccheggi proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Scontri Milano. Capone (UGL): “Pieno sostegno alle Forze dell’Ordine”

“Esprimo, a nome dell’UGL, piena solidarietà e profondo apprezzamento alle Forze dell’Ordine, impegnate a fronteggiare i gravissimi episodi di violenza che hanno sconvolto il centro di Milano. A loro va il nostro plauso per la professionalità, il senso del dovere e l’impegno con cui garantiscono la sicurezza dei cittadini, anche in situazioni di estremo pericolo”. Lo dichiara Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, commentando gli scontri avvenuti in piazza Duomo, dove una manifestazione contro il carovita è degenerata in episodi di guerriglia urbana, con aggressioni agli agenti e danneggiamenti.

“Siamo di fronte a fatti inaccettabili, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e di esprimere liberamente il proprio dissenso. Lanciare pietre, oggetti in metallo, devastare le strade e mettere a rischio l’incolumità delle persone non è protesta, è violenza che deve essere condannata senza ambiguità. Non possiamo tollerare che le nostre città diventino teatro di scontri e che chi indossa una divisa sia costretto a mettere a repentaglio la propria vita per garantire l’ordine pubblico. Il diritto di manifestare – ribadisce Capone – è un principio fondamentale della democrazia, ma non può trasformarsi in un pretesto per aggredire lo Stato e calpestare i diritti degli altri cittadini. È necessario che i responsabili di questi gravi episodi vengano identificati e chiamati a rispondere delle proprie azioni, nel rispetto della legge. Rivolgiamo un ringraziamento sincero alle Forze dell’Ordine per il lavoro svolto e ribadiamo la necessità di garantire loro tutto il sostegno istituzionale e gli strumenti necessari per operare in sicurezza. Difendere chi difende i cittadini significa tutelare la legalità, la convivenza civile e le fondamenta stesse della nostra democrazia”, conclude Capone.

L'articolo Scontri Milano. Capone (UGL): “Pieno sostegno alle Forze dell’Ordine” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milano dopo la guerriglia: la città si sveglia con il centro devastato. 50 manifestanti fermati, 25 i feriti: ecco la conta dei danni

Guerriglia a Milano, la conta dei danni: 25 feriti e 50 fermati

Il centro di Milano ha passato la notte a fare i conti con il pomeriggio di scontri di sabato, seguito al corteo “Italia in piazza” contro il carovita, che ha portato in strada oltre 5mila persone. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito ingiustificabili le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città. Nel pieno del sabato di acquisti, con turisti in fuga e piazza Duomo evacuata, a pagare sono stati soprattutto negozi e arredi urbani.

I danni

Il caso più grave è San Babila, dove un gruppo ha sfondato a colpi di mazza le vetrine del Foot Locker: in pochi minuti il punto vendita è stato saccheggiato. In corso Vittorio Emanuele è stata danneggiata la Nike, con la vetrina frantumata, e ci sono danni anche alla Rinascente. Un altro negozio della stessa via è stato svaligiato. Vandalizzato anche il Decathlon di Cairoli. In Galleria Vittorio Emanuele II i negozi del lusso hanno abbassato le saracinesche con clienti e commessi chiusi all’interno. In Piazza Duomo, un cantiere è stato dato alle fiamme, così come un bagno chimico. Sul selciato restano vetri rotti, tavolini rovesciati, cantieri ribaltati e oggetti lasciati nella fuga. I manifestanti hanno anche attaccato un’auto dei Carabinieri e danneggiato alcuni furgoni blindati.

Leggi anche: Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili”

Tra via Broletto, via Bossi, via Torino e via Speronari risultano danneggiate le pensiline Atm, i dehors e le vetrate ai primi piani di alcuni palazzi storici. Danneggiati anche i segnali stradali, così come cestini e panchine, lanciate sedie e transenne. Per ore sono rimaste chiuse le fermate metro Duomo, M1 e M3.

Il bilancio aggiornato è di 25 feriti, tra cui 10 appartenenti alle forze dell’ordine. Circa 50 i manifestanti fermati e portati in questura, quasi la metà minorenni, secondo fonti qualificate. Per le accuse e gli eventuali arresti bisognerà aspettare le decisioni della Procura. È stato attivato un hub legale per i giovani fermati. Secondo la ricostruzione della polizia, molti ragazzi sarebbero arrivati dalle periferie, dall’hinterland e da altre province, organizzandosi autonomamente in piccoli gruppi dopo un richiamo circolato su TikTok.

Fuori Milano

A Bologna, dove gli scontri si sono concentrati vicino alla stazione, sono stati arrestati 4 minorenni per resistenza aggravata, 7 persone denunciate, 10 accompagnate in questura e 40 identificate, con almeno 21 agenti feriti. A Torino è stata saccheggiata una Feltrinelli a Porta Nuova.

LEGGI TUTTE LE NEWS

L'articolo Milano dopo la guerriglia: la città si sveglia con il centro devastato. 50 manifestanti fermati, 25 i feriti: ecco la conta dei danni proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milano, il bilancio della guerriglia in centro: 25 feriti, tra cui dieci agenti. Oltre 50 persone in Questura, la metà minorenni

È di 25 feriti trasportati in ospedale, tra cui dieci appartenenti alle forze dell’ordine, e oltre 50 persone accompagnate in Questura, circa la metà minorenni, il bilancio degli scontri che sabato 17 ottobre hanno sconvolto il centro di Milano. Una manifestazione inizialmente considerata poco preoccupante si è trasformata in ore di guerriglia urbana, con lanci di pietre, petardi e bombe carta, incendi, vetrine distrutte e negozi presi d’assalto. Solo intorno alle 21, con lo scioglimento del grosso del corteo, la situazione ha cominciato a tornare alla normalità. Secondo quanto comunicato da Areu, nessuna delle 25 persone soccorse e trasportate negli ospedali milanesi è in codice rosso. Undici feriti sono stati accompagnati al Niguarda, sei al Policlinico, cinque al Fatebenefratelli, due all’ospedale San Giuseppe e uno alla Clinica Città Studi.

Milano, dal corteo contro il caro vita agli scontri in piazza Duomo

La manifestazione era stata preannunciata alla Questura dal movimento “Italia in Piazza”, attivo nelle proteste contro il caro vita, e promossa soprattutto attraverso i social network, in particolare TikTok. A partecipare numerosi giovanissimi, molti dei quali di seconda generazione. Una parte dei manifestanti ha dato vita agli episodi di violenza che hanno interessato piazza Duomo e diverse strade limitrofe. Poche le bandiere presenti, tra cui alcune palestinesi, e un solo striscione con la scritta: “Se mi punti una pistola dopo che sono andato a ballare chi dei due è un criminale?”. Alcuni dei partecipanti agli scontri avevano il volto coperto da passamontagna.

La tensione è cresciuta rapidamente, con ripetuti confronti tra manifestanti e forze dell’ordine. Il dirigente di polizia Angelo De Simone è stato colpito alla testa da un sampietrino, riportando una ferita senza tuttavia abbandonare il servizio. Gli agenti sono stati bersagliati dal lancio di oggetti, mentre in diversi punti si sono verificati contatti ravvicinati con i gruppi più violenti. Per disperderli, la polizia ha fatto ricorso anche ai lacrimogeni e, successivamente, agli idranti.

Vetrine distrutte, saccheggi e incendi: i danni nel centro di Milano

Pesante il bilancio dei danneggiamenti. Diverse vetrine sono state infrante e il negozio Foot Locker è stato saccheggiato. Lungo le strade sono rimasti transenne divelte, vasi distrutti, cartelli e pali stradali danneggiati, oltre ai resti dei roghi appiccati durante gli scontri. In piazza Duomo le fiamme hanno interessato anche un bagno chimico collocato in un’area di cantiere.

Numerosi turisti presenti in centro hanno assistito alle scene di violenza: alcuni si sono allontanati per precauzione, mentre altri hanno continuato a filmare con gli smartphone. Durante gli interventi delle forze dell’ordine, diversi manifestanti hanno contestato i fermi, chiedendo agli agenti perché stessero ammanettando dei “ragazzini”. Sono stati temporaneamente chiusi anche gli accessi centrali della stazione della metropolitana Duomo, mentre quelli laterali sono rimasti aperti. Alcuni passeggeri in uscita hanno riferito di aver respirato il fumo dei lacrimogeni.

La rabbia dei poliziotti e i cittadini che ripuliscono le strade

Con il passare delle ore, mentre proseguivano gli ultimi scontri, è emersa anche la tensione accumulata dagli agenti impegnati nel contenimento dei manifestanti. Intorno alle 20, in via Mazzini, un dirigente della polizia si è rivolto ai giovani ancora presenti gridando: “Avete fatto feriti, devastazioni e altri reati, che altro volete fare?”. In serata, mentre il corteo si disperdeva, alcuni cittadini hanno cominciato spontaneamente a liberare le strade dai detriti e a ripulire le aree danneggiate. Un’iniziativa che ha richiamato alla memoria il “popolo delle spugnette”, mobilitatosi nel maggio 2015 dopo le devastazioni dei black bloc durante le proteste contro Expo. Non sono mancati i residenti che hanno urlato “Basta!” all’indirizzo dei gruppi ancora impegnati negli ultimi disordini.

L'articolo Milano, il bilancio della guerriglia in centro: 25 feriti, tra cui dieci agenti. Oltre 50 persone in Questura, la metà minorenni proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili”

Le violenze esplose nel centro di Milano durante la manifestazione contro il caro vita accendono il confronto politico, con reazioni che arrivano fino a Palazzo Chigi. Il corteo organizzato dal movimento “Italia in Piazza”, partito da piazza Duomo per protestare contro l’aumento dei prezzi, i bassi salari e le carenze dei servizi pubblici, è degenerato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con lanci di pietre e bombe carta, cariche della polizia, feriti e danneggiamenti. In piazza Duomo è stato acceso anche un rogo, mentre la stazione della metropolitana è stata chiusa per ragioni di sicurezza. Un pomeriggio di tensione che ha provocato reazioni trasversali, tra condanne delle violenze e richiami alle ragioni sociali della mobilitazione.

Meloni: “Teppisti che seminano il caos. Il silenzio delle opposizioni non è accettabile”

A intervenire è stata direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha distinto le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza registrati in diverse città italiane, rivolgendo un appello esplicito alle opposizioni. “Ho grande rispetto per le migliaia di persone che oggi hanno manifestato pacificamente, anche partecipando alla mobilitazione indetta dalla CGIL che ha visto anche la partecipazione dei leader della sinistra. Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia”, ha premesso la premier.

Diverso il giudizio sui disordini: “A Milano, come mostrano queste immagini, lanci di pietre contro le Forze dell’Ordine, agenti feriti, danneggiamenti e violenze che hanno costretto a interrompere il corteo”. Meloni ha richiamato anche quanto accaduto a Torino, dove sono state fermate persone con sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove i disordini hanno determinato la chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.

“Teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città. Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha aggiunto Meloni, chiedendo alle opposizioni di prendere posizione: “Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica”.

La conclusione della premier è altrettanto netta: “Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime. Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.

Sala: “Le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili”

Sui disordini è intervenuto anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha condannato le violenze pur riconoscendo le ragioni alla base della mobilitazione. “Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili”, ha dichiarato il primo cittadino. Sala ha quindi rivolto un appello alla politica, invitando a non alimentare le contrapposizioni e a evitare strumentalizzazioni degli scontri: “La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta”.

Salvini: “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato”

Durissimo l’intervento del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social ha pubblicato alcune immagini degli scontri e dei danneggiamenti avvenuti in piazza Duomo, tra cui quella di un’auto dei carabinieri danneggiata. “Centri sociali, maranza e marciume sinistro avariato. Ci sarà ancora chi li protegge e li difende???”, ha scritto Salvini, attaccando frontalmente gli ambienti che ritiene responsabili delle violenze.

Morelli: “Milano devastata, serve una nuova Resistenza”

Toni durissimi anche dal sottosegretario di Stato Alessandro Morelli, che invoca una risposta politica unitaria e interventi contro i luoghi in cui, a suo giudizio, si alimenta la violenza. “Milano è vittima di migliaia di violenti che la stanno devastando e stanno aggredendo le forze dell’ordine. Serve una nuova Resistenza per difendere la città da gruppi criminali organizzati in una fitta rete di luoghi di degrado, che devono essere smantellati immediatamente”, ha dichiarato Morelli. “La politica deve essere unita per il bene ultimo della città. Non ci possono essere zone franche in cui l’humus della violenza cresce e si scatena, facendo feriti innocenti e danni”, ha concluso il sottosegretario.

Cecchetti (Lega): “Chi danneggia paghi. Cauzione obbligatoria per chi organizza cortei”

Dal deputato lombardo della Lega Fabrizio Cecchetti, segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, arriva invece la proposta di introdurre nuove responsabilità economiche per chi organizza manifestazioni. “Quello che sta accadendo questo pomeriggio a Milano è assolutamente inaccettabile. Manifestare è lecito e sacrosanto, lanciare sassi contro gli agenti delle Forze dell’Ordine, danneggiare le pensiline di ATM e le vetrate dei palazzi no”, ha dichiarato Cecchetti. L’esponente leghista chiede quindi misure precise: “Chi rompe e danneggia deve risarcire di tasca propria. E chi organizza manifestazioni e cortei deve versare obbligatoriamente una cauzione”. “L’incolumità pubblica non deve più essere ostaggio di bande di delinquenti”, ha concluso.

Perego in piazza Duomo, le condanne dal centrodestra

Numerose le altre reazioni dal centrodestra milanese. Matteo Perego, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, si è recato in piazza Duomo per esprimere personalmente la propria solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Condanne delle violenze sono arrivate anche da Stefania Craxi (Forza Italia), Debora Dell’Acqua (Fratelli d’Italia) e Silvia Sardone (Lega). Il candidato di Futuro Nazionale Carmelo Burgio ha invece parlato di “sfasci voluti dalla sinistra”.

Scavuzzo: “Violenze inaccettabili, ma non si rubi la voce a chi protesta per salari e affitti”

Dal centrosinistra arriva la presa di posizione della vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, che condanna senza riserve gli scontri, ma invita a non perdere di vista le rivendicazioni sociali alla base della manifestazione. “Le violenze in piazza del Duomo sono inaccettabili: la violenza è da condannare senza ambiguità. Il mio pensiero va a tutti i feriti: ai ragazzi e agli agenti. Va ai commercianti e ai cittadini che hanno vissuto ore di paura nel cuore della città”, ha dichiarato Scavuzzo. La vicesindaca richiama però anche il disagio economico che ha portato migliaia di persone in piazza: “Non permettiamo a pochi violenti di rubare la voce a migliaia di persone scese in piazza per salari che non bastano, affitti insostenibili e un costo della vita che pesa ogni giorno”. “Quelle domande sono vere. Milano deve rispondere con fermezza a chi devasta e continuare ad ascoltare la protesta democratica di chi chiede giustizia”, ha concluso.

Goisis: “La rabbia nasce dai bisogni ignorati. I veri nemici sono i fondi speculativi”

Una lettura delle tensioni legata soprattutto alle condizioni sociali ed economiche della città arriva da Tommaso Goisis, candidato sindaco del centrosinistra, intervenuto durante la presentazione del proprio programma al teatro Elfo Puccini. “Le proteste in Spagna e in Francia sono il risultato di anni in cui i bisogni delle persone sono stati ignorati, producendo crisi sociali e rabbia. Lo stesso discorso vale per quello che è successo oggi in piazza Duomo a Milano”, ha affermato Goisis. Il candidato prende le distanze dagli scontri, indicando però nella speculazione immobiliare e nelle disuguaglianze economiche le questioni da affrontare: “La violenza non è la via: serve organizzazione, bisogna prendere il potere contro i veri nemici della città, i fondi speculativi che ci usano come un parco giochi e riescono a piegare l’interesse pubblico a favore di quello privato, sulla pelle delle persone”. Infine, il riferimento alla propria proposta politica per Milano: “Io voglio essere ricordato come il sindaco della casa, per fare in modo che nessuno venga più sfrattato o distrutto dal carovita”.

Confcommercio: “Il diritto di manifestare non può trasformarsi in violenza”

Ferma anche la presa di posizione di Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, secondo il quale “il diritto di manifestare va tutelato, ma non può trasformarsi in atti violenti: così non si costruisce alcun dialogo e si ferisce la città tutta”. Barbieri ha espresso “solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni”, ricordando che “Milano è una città aperta, democratica e civile. Difendere questi valori significa anche respingere, senza ambiguità, ogni forma di violenza”.

L'articolo Guerriglia a Milano, le reazioni. Meloni: “Le opposizioni condannino”. Salvini: “Marciume sinistro”. Sala: “Violenze ingiustificabili” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milano, tensione al corteo di ‘Italia in Piazza’: bombe carta e lanci contro le forze dell’ordine

Milano, bottiglie e oggetti contro la polizia: corteo ‘Italia in Piazza’ spezzato in due

Bombe carta e fumogeni. Così è partito il corteo convocato da ‘Italia in Piazza’ a Milano. Poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto.

Secondo quanto apprende Adnkronos, dopo una breve carica di alleggerimento il corteo è stato spezzato in due: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, mentre l’altra si trova in piazza Duomo.

La via dove è bloccata la manifestazione – secondo quanto apprende AdnKronos – è circondata dal dispositivo di sicurezza della polizia che non consente di entrare ma solo di uscire.

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE NEWS

L'articolo Milano, tensione al corteo di ‘Italia in Piazza’: bombe carta e lanci contro le forze dell’ordine proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Open day di Fondazione Fs con i treni storici, Lucente: “La Lombardia investe più di tutti nel turismo ferroviario”

“La valorizzazione del patrimonio storico, culturale e artistico del sistema ferroviario e dei suoi luoghi avvicina i cittadini a concepire un nuovo modello di mobilità, il viaggio come esperienza capace di far scoprire le bellezze di città e paesaggi della Lombardia. Il nostro obiettivo è avvicinare i cittadini al mondo dei treni, rendendolo accessibile e fruibile a tutti con una connotazione finalmente positiva. Per supportare le attività di valorizzazione del patrimonio storico della ferrovia, Regione Lombardia mette a disposizione ogni anno 600.000 euro, più di tutti in Italia. Di questo budget, circa 300.000 euro sono destinati ai treni storici, effettuati da Fondazione Fs”. Così Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, è intervenuto alla Sala Reale della stazione di Milano Centrale in occasione dell’Open Day organizzato dalla Fondazione FS. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato anche il completamento dei lavori di restauro della Sala Reale.

Lucente: “Treni storici, una realtà consolidata in Lombardia”

“I treni storici sono ormai una realtà consolidata in Lombardia e fanno registrare sempre il tutto esaurito, a dimostrazione del grande appeal che riscuotono tra i viaggiatori. Un successo che si accompagna al restauro della Sala Reale della stazione Centrale di Milano, che restituisce ai cittadini un luogo magnifico da un punto di vista artistico ed architettonico. Una chiara dimostrazione di come si debba preservare un patrimonio di inestimabile valore delle Ferrovie dello Stato. A tal proposito, rilancio l’idea della realizzazione del Museo regionale dei Trasporti, con la stazione dismessa di Milano Porta Genova come sede ideale. Un luogo dedicato alla storia della mobilità pubblica lombarda, dove raccogliere testimonianze, materiali e documenti, ma anche di diventare uno spazio di ricerca, partecipazione e divulgazione. Un’idea che ha raccolto un consenso unanime e che spero possa portare ad un progetto concreto già entro la fine dell’attuale legislatura”, ha concluso Lucente.

L'articolo Open day di Fondazione Fs con i treni storici, Lucente: “La Lombardia investe più di tutti nel turismo ferroviario” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Lombardia, la Lega rilancia la stretta sulle moschee: “Libertà di culto non è libertà di fare ciò che si vuole”

La Lega torna all’attacco delle moschee abusive in Lombardia e presenta una proposta di legge regionale per rafforzare i controlli sull’apertura e sull’utilizzo dei luoghi di culto. Il testo, illustrato al Pirellone alla presenza del vicepremier Matteo Salvini, del capogruppo regionale del Carroccio Alessandro Corbetta e dell’europarlamentare Silvia Sardone, punta ad aggiornare la normativa introdotta durante la giunta Maroni, introducendo ulteriori vincoli urbanistici e maggiori poteri di intervento per le amministrazioni comunali.

Moschee, la proposta della Lega: stop ai luoghi di preghiera ricavati da capannoni e negozi

Uno dei punti centrali del progetto riguarda il contrasto all’utilizzo improprio di immobili destinati ad altre attività. L’obiettivo dichiarato è impedire che capannoni industriali, negozi, magazzini o sedi associative vengano trasformati in luoghi di preghiera senza rispettare le procedure urbanistiche previste. La proposta stabilisce inoltre che l’insediamento e lo svolgimento di attività religiose collettive siano subordinati anche all’appartenenza a confessioni che abbiano sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano.

Più poteri ai sindaci e verifiche sull’impatto nei quartieri

Il testo punta anche ad ampliare gli strumenti a disposizione dei Comuni, consentendo ai sindaci di intervenire con sanzioni, sospensioni e provvedimenti finalizzati a interrompere le attività religiose svolte in immobili utilizzati irregolarmente. Tra gli elementi da valutare per autorizzare nuovi insediamenti figurano la disponibilità di parcheggi, il traffico, l’affollamento e la concentrazione di luoghi di culto in una determinata area. L’intento, secondo i promotori, è garantire la compatibilità delle attività religiose con le caratteristiche urbanistiche del territorio e con le esigenze dei residenti. La Lega chiede inoltre maggiore trasparenza sulla provenienza dei finanziamenti destinati ai luoghi di culto.

Corbetta: “Libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”

“La libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole”, ha dichiarato il capogruppo leghista Alessandro Corbetta durante la presentazione. “Quando viene insediato un luogo di culto ci deve essere una valutazione specifica in cui valutare la sicurezza e la tranquillità dei residenti. Ogni insediamento deve rispettare regole chiare e chiediamo trasparenza sui finanziamenti ai luoghi di culto”.

La proposta dovrà ora affrontare l’iter legislativo regionale. Il nuovo intervento si inserisce nel solco della normativa lombarda sui luoghi di culto, già al centro negli anni passati di controversie e pronunciamenti della Corte costituzionale. Resta quindi da verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con i principi costituzionali sulla libertà religiosa.

L'articolo Lombardia, la Lega rilancia la stretta sulle moschee: “Libertà di culto non è libertà di fare ciò che si vuole” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata

JTI porta nel capoluogo lombardo un evento tra performance musicali, installazioni immersive e nuovi talenti per presentare la gamma LYO di Ploom. Sul palco Ernia e una line-up di artisti emergenti

JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata
JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata

Milano si trasforma in un giardino in cui musica, creatività e innovazione si incontrano. È questa l’atmosfera che ha caratterizzato Ploom Flavour Garden – Something New Is Growing, l’evento organizzato da JTI il 15 ottobre nel capoluogo lombardo. Una serata che ha visto Ernia protagonista sul palco, affiancato da una selezione di artisti emergenti, e che ha accompagnato gli ospiti attraverso installazioni, ambienti immersivi e performance musicali. A fare da filo conduttore, il concetto di crescita, interpretato attraverso il talento, la contaminazione tra linguaggi artistici e la scoperta di nuove esperienze. L’occasione è stata anche quella di presentare LYO, la nuova gamma di stick senza tabacco contenenti nicotina di Ploom, attraverso un percorso dedicato alle differenti preferenze dei consumatori adulti.

L’appuntamento si inserisce nel percorso di innovazione di JTI, fondato sull’ascolto dei consumatori adulti e sullo sviluppo di proposte in linea con l’evoluzione delle loro preferenze. In questo quadro, l’Italia rappresenta per il Gruppo un mercato strategico e un contesto nel quale mettere in relazione tecnologia, cultura e creatività.

“In JTI consideriamo l’innovazione una leva fondamentale per creare valore e rispondere in modo concreto all’evoluzione delle esigenze dei consumatori adulti. È un impegno che nasce dall’ascolto, dalla ricerca e dalla capacità di integrare tecnologia, cultura e creatività. L’Italia riveste un ruolo strategico in questo percorso e iniziative come Ploom Flavour Garden testimoniano la nostra volontà di continuare a investire nel Paese, sviluppando proposte ed esperienze sempre più rilevanti per il pubblico adulto”, ha dichiarato Igor Dzaja, Presidente e Amministratore Delegato di JTI Italia.

Protagonista della serata è stato Ernia, che ha guidato il momento principale della programmazione musicale. Accanto a lui, una line-up di artisti emergenti ha accompagnato il pubblico adulto lungo le diverse fasi dell’appuntamento, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi ed esperienze musicali differenti. La musica ha rappresentato così il filo conduttore dell’intera serata e l’elemento di raccordo tra il racconto della crescita, i talenti coinvolti e l’esperienza Ploom.

L’evento ha inoltre accompagnato la comunicazione della nuova gamma LYO attraverso un percorso legato alle preferenze individuali. Gli ospiti adulti hanno potuto esplorare quattro ambienti ispirati alle referenze Arctic Mint, Wild Berry, Golden Pear e Winter Apple, ciascuno caratterizzato da colori, elementi visivi e installazioni dedicati. Il tema della scelta ha rappresentato il punto di incontro tra l’esperienza musicale e il racconto della gamma, offrendo ai partecipanti la possibilità di conoscere referenze differenti all’interno di un percorso coerente con il concept dell’evento.

“La musica è uno dei territori attraverso cui Ploom costruisce un dialogo contemporaneo con i consumatori adulti. Ploom Flavour Garden si inserisce in questo percorso e accompagna la comunicazione della nuova gamma LYO con un’esperienza che mette al centro le preferenze individuali. Il concept della serata traduce il valore della scelta in un racconto concreto, nel quale musica e creatività permettono di conoscere le diverse referenze della gamma attraverso un linguaggio vicino ai territori culturali presidiati da Ploom”, ha dichiarato Akira Yamaguchi, Marketing Director di JTI Italia.

Con Ploom Flavour Garden, JTI Italia prosegue il proprio percorso di innovazione, mettendo in relazione l’ascolto dei consumatori adulti con la tecnologia e i linguaggi della cultura contemporanea. L’appuntamento milanese ha unito la presentazione della gamma LYO al consolidato legame di Ploom con la musica, attraverso un racconto dedicato alla crescita, al talento e alle diverse preferenze dei consumatori adulti.

L'articolo JTI, musica e creatività protagoniste a Milano con Ploom Flavour Garden: Ernia accende la serata proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Scuola, studenti in rivolta contro il Governo: corteo a Milano, tram e bus deviati

Il limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi diventa terreno di scontro politico e porta gli studenti nelle strade di Milano. Venerdì 16 ottobre, nel capoluogo lombardo, collettivi e organizzazioni studentesche partecipano alla giornata nazionale di sciopero e mobilitazione contro le politiche del Governo Meloni, con una manifestazione che attraversa alcune delle principali vie del centro e provoca modifiche alla circolazione dei mezzi pubblici. A far discutere è soprattutto una delle disposizioni contenute nel nuovo decreto Scuola, che prevede un limite del 30% per determinate categorie di alunni stranieri nelle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Una misura contestata dai promotori della protesta, che la considerano discriminatoria e chiedono invece maggiori investimenti nella scuola pubblica.

“Nessuno è straniero”: la protesta contro le nuove regole nelle scuole

La mobilitazione milanese porta il nome “Nessun* è stranier*” e mette al centro il diritto all’istruzione e l’inclusione scolastica. Gli organizzatori contestano la scelta di introdurre un tetto alla presenza di determinati studenti con cittadinanza non italiana, sostenendo che le priorità del sistema scolastico siano altre. Nel manifesto della protesta si legge: “A scuola non esistono stranieri, esistono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, compagni e compagne di scuola“. Una posizione accompagnata da una dura critica all’esecutivo: “Contro le follie della Meloni che vuole imporre una divisione razzista nelle nostre scuole, invece di preoccuparsi dei reali problemi della scuola pubblica, noi rispondiamo con la fratellanza, sorellanza e solidarietà tra compagni di scuola”. Al centro della contestazione c’è dunque il modello di integrazione scolastica. Il provvedimento governativo, che riguarda in particolare gli alunni con conoscenze limitate della lingua italiana e un percorso ancora breve negli istituti del Paese, viene contestato dai manifestanti per le possibili conseguenze sull’inclusione.

Da Cairoli a San Babila, la protesta attraversa il cuore di Milano

Il concentramento è previsto in largo Cairoli, con partenza del corteo alle 9.30. Da qui il percorso si snoda attraverso il centro storico, interessando piazza della Scala, piazza Meda, via Matteotti e piazza San Babila. La manifestazione prosegue quindi lungo corso Monforte, via Visconti di Modrone, largo Augusto, corso Europa e via Larga, per raggiungere piazza Velasca, corso di Porta Romana e via Sforza.

Il passaggio degli studenti comporta deviazioni e interruzioni temporanee per numerose linee di superficie gestite da Atm, con ripercussioni sugli spostamenti nelle zone centrali della città.

Non solo studenti stranieri: dalle scuole insicure agli affitti impossibili

La contestazione non si esaurisce nella questione delle classi multietniche. Lo sciopero nazionale riunisce infatti diverse rivendicazioni legate alle condizioni di studio e alle difficoltà economiche affrontate dai giovani. Tra le richieste figurano finanziamenti strutturali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, maggiori risorse per l’istruzione pubblica e l’introduzione dell’educazione sesso-affettiva obbligatoria nei programmi didattici. Un altro tema centrale è quello del caro affitti, particolarmente sentito a Milano, dove il costo delle abitazioni rappresenta un ostacolo per gli universitari fuori sede. La mobilitazione si inserisce così in una contestazione più ampia delle politiche scolastiche, economiche ed estere del Governo.

Tram e autobus deviati: le linee Atm interessate

Le modifiche al servizio riguardano numerose linee tranviarie, tra cui 1, 2, 4, 10, 12, 14, 15, 16 e 19, e diverse linee di autobus, tra cui 50, 57, 60, 61, 65, 84, 96 e 97. I disagi interessano in particolare i collegamenti tra Cairoli, Duomo, San Babila e altre zone centrali. Su alcune tratte il servizio viene sospeso temporaneamente, mentre in altri casi i mezzi seguono percorsi alternativi e saltano alcune fermate. Le variazioni sono legate all’avanzamento della manifestazione.

Anche il clima torna in piazza: la giornata dei Fridays for Future

La giornata del 16 ottobre è caratterizzata anche dalla mobilitazione internazionale promossa da Fridays for Future. Il movimento ambientalista torna a manifestare in diverse città italiane per chiedere interventi contro il riscaldamento globale, la dipendenza dai combustibili fossili e le politiche ambientali considerate insufficienti.

L'articolo Scuola, studenti in rivolta contro il Governo: corteo a Milano, tram e bus deviati proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Ambrogino d’oro 2026, 307 candidature: ci sono anche Antonacci, Mazzola e la Gialappa’s. A Europa Verde non piace Fiano

Sono 307 le candidature agli Ambrogini d’oro 2026, le Civiche benemerenze con cui Milano premia ogni anno personalità e realtà che si sono distinte per il loro contributo alla città. Il termine per la presentazione delle proposte è scaduto giovedì 15 ottobre a mezzogiorno e Palazzo Marino ha ricevuto complessivamente 380 mail o lettere. Un elenco che spazia dalla politica alla cultura, dallo sport alla società civile, con nomi come Biagio Antonacci, Sandro Mazzola, Gabriele Basilico e Lea Garofalo. Ma anche candidature che hanno già acceso il confronto politico, a cominciare da quella dell’ex deputato Emanuele Fiano.

Come riferisce Il Giorno, tra le ultime proposte figurano anche la Gialappa’s Band, il fisico e inventore Federico Faggin, Santeria, il Birrificio Lambrate, Unicef e l’Associazione Veronica Sacchi, impegnata attraverso la clownterapia a portare sostegno e sorrisi ai bambini ricoverati in ospedale e alle persone che soffrono.

Ambrogini d’oro, è polemica sulla candidatura di Fiano e del Museo della Brigata ebraica

A far discutere è soprattutto la candidatura di Emanuele Fiano, avanzata da Daniele Nahum, consigliere comunale dei Riformisti ed esponente di Azione. Ex consigliere comunale a Palazzo Marino ed ex deputato del Pd, Fiano viene indicato da Nahum per il suo impegno nella difesa della memoria della Shoah, raccogliendo l’eredità del padre Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz, e per la battaglia contro antisemitismo, neofascismo e discriminazioni. Nella motivazione viene ricordato anche il suo ruolo di presidente nazionale di Sinistra per Israele e l’impegno a favore della prospettiva dei “due Stati per due popoli”.

A sollevare le critiche è stata la consigliera comunale di Europa Verde Francesca Cucchiara, promotrice dell’ordine del giorno per la sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Nel mirino non soltanto la candidatura di Fiano, ma anche quella del Museo della Brigata ebraica, proposta dal consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico. “È difficile non leggerle come una provocazione a chi in Consiglio si è battuto per sospendere il gemellaggio con Tel Aviv”, ha dichiarato Cucchiara.

Immediata la replica di Nahum: “Ho depositato ufficialmente la candidatura di Emanuele Fiano perché in un tempo segnato da polarizzazioni, rigurgiti d’odio e smarrimento della memoria, la figura di Emanuele rappresenta un punto di riferimento morale, politico e civile per Milano e per tutto il Paese”. E ancora: “Definire la candidatura di Emanuele Fiano una provocazione o una scelta sciocca dimostra solo una preoccupante miopia politica”. La discussione sulle Civiche benemerenze finisce così per intrecciarsi con le divisioni che attraversano la politica milanese sul conflitto in Medio Oriente e sui rapporti istituzionali con Israele.

Da Rose Villain a Biagio Antonacci e Walter Zenga: i nomi in corsa

Numerose le candidature legate al mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport. Tra i nuovi nomi emersi figurano il cantautore Biagio Antonacci, il fotografo Gabriele Basilico, il campione dell’Inter Sandro Mazzola, proposto dalla consigliera di Azione Giulia Pastorella, e la Gialappa’s Band. Alessandro De Chirico ha candidato anche la cantante milanese Rose Villain, Giulio Gianni e Francesco Marrone, autori di “Fino all’alba”, inno delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, e Riccardo Albini, inventore del Fantacalcio. Lo stesso consigliere aveva già avanzato il nome dell’ex sindaco Gabriele Albertini.

Daniele Nahum propone invece Gianluca Gazzoli, fondatore del podcast “Basement”, mentre Mariangela Padalino di Noi Moderati ha indicato la Cisl Milano Metropoli. Tre le candidature presentate dal consigliere comunale di Forza Italia e assessore regionale Gianluca Comazzi: lo stadio di San Siro, nell’anno del centenario dalla sua inaugurazione, l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale Walter Zenga e il Comitato Famiglie Sospese – Vite in attesa, nato per rappresentare i cittadini che hanno acquistato appartamenti coinvolti nelle inchieste della Procura sull’urbanistica milanese. Dalla società civile è arrivata inoltre la candidatura di Luca Barabino, fondatore di Barabino & Partners, figura conosciuta nel settore della comunicazione d’impresa.

Gli Ambrogini alla memoria: da Carlo Monguzzi alle vittime di Crans-Montana

Particolarmente significativo anche l’elenco delle candidature alla memoria. L’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale proporrà la Medaglia d’oro alla memoria per Carlo Monguzzi, ex consigliere comunale di Europa Verde scomparso lo scorso 13 aprile. Alla proposta istituzionale si è aggiunta una candidatura autonoma sostenuta da circa cento persone riunite nella sigla “Amici di Carlo”.

La consigliera del Pd Simonetta D’Amico ha invece proposto Achille Barosi e Chiara Costanzo, i due giovani milanesi morti nell’incendio di Crans-Montana. Una candidatura che, secondo quanto riferisce Il Giorno, ha raccolto le firme di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale.

Tra i nomi alla memoria compare anche quello dell’agente della Polizia locale Francesco Imprezzabile, morto la scorsa estate durante un inseguimento e candidato dal consigliere leghista Samuele Piscina. Figura inoltre Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta, proposta per il valore che la sua memoria continua a rappresentare per Milano.

Sempre sul fronte delle candidature legate alla tragedia di Crans-Montana, la leghista Silvia Sardone ha proposto il Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda, riconoscendo il lavoro di medici e infermieri che hanno assistito anche alcuni dei feriti dell’incendio. Tra le proposte alla memoria figura infine Osvaldo Bagnoli, storico allenatore del Verona dello scudetto e dell’Inter, candidato da De Chirico.

Ambrogini d’oro 2026: la decisione a novembre, la cerimonia il 7 dicembre

I numeri ufficiali diffusi dal Comune di Milano fotografano la partecipazione alla corsa per le Civiche benemerenze: delle 307 candidature complessive, 136 riguardano persone fisiche, di cui 43 donne e 93 uomini, con quattro candidature di coppia. Sono 27 quelle alla memoria, tra cui una candidatura di coppia, mentre 144 riguardano soggetti collettivi, tra associazioni, imprese e gruppi. La scelta dei premiati arriverà a metà novembre, quando si riunirà la Commissione composta dall’Ufficio di presidenza del Consiglio comunale e dai capigruppo. Il regolamento prevede fino a 15 Medaglie d’oro e 20 Attestati di civica benemerenza, ai quali possono aggiungersi le Grandi Medaglie d’oro. La cerimonia di consegna si terrà come da tradizione il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, al Teatro Dal Verme, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e della presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi.

L'articolo Ambrogino d’oro 2026, 307 candidature: ci sono anche Antonacci, Mazzola e la Gialappa’s. A Europa Verde non piace Fiano proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milano, studentessa Erasmus denuncia una violenza sessuale vicino al Parco Trotter: caccia a due uomini

Una studentessa tedesca di 21 anni, a Milano per un periodo di studio nell’ambito del programma Erasmus, ha denunciato di essere stata vittima di una violenza sessuale da parte di due uomini nella zona del Parco Trotter. L’episodio sarebbe avvenuto nelle prime ore di giovedì 15 ottobre, poco prima delle 5, in via Crespi. La giovane, ancora sotto choc, è riuscita a chiedere aiuto a due passanti, che hanno allertato i soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri, impegnati a verificare la ricostruzione fornita dalla ragazza e a individuare gli eventuali responsabili.

L’aggressione dopo una serata in un locale

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, la 21enne stava camminando in via Crespi dopo aver trascorso la serata in un locale quando sarebbe stata avvicinata alle spalle da due sconosciuti. Gli uomini l’avrebbero immobilizzata, impedendole di gridare e di fuggire, per poi trascinarla in un punto appartato e costringerla a subire abusi sessuali. La giovane avrebbe tentato di opporre resistenza, senza riuscire a liberarsi. I due aggressori si sarebbero quindi allontanati, facendo perdere le proprie tracce. La studentessa, secondo le prime dichiarazioni, li avrebbe descritti come probabilmente di origine nordafricana.

La richiesta d’aiuto ai passanti e il ricovero alla Mangiagalli

Dopo la fuga dei presunti aggressori, la 21enne ha raggiunto l’incrocio tra via Crespi e via Giacosa, nei pressi dell’area cani del Parco Trotter. Qui ha incontrato due turisti italiani, ai quali ha raccontato in inglese quanto sarebbe accaduto. Sono stati loro a chiamare il 112. Poco prima delle 5 sono intervenuti i carabinieri del Nucleo radiomobile, che hanno raccolto le prime informazioni. La giovane è stata quindi accompagnata al centro antiviolenza della clinica Mangiagalli, dove è stata sottoposta agli accertamenti medici e ha ricevuto assistenza psicologica. È rimasta nella struttura per gran parte della giornata di giovedì.

Le indagini dei carabinieri: si cercano immagini delle telecamere

Le indagini sono affidate ai carabinieri della compagnia Duomo, che hanno informato la Procura di Milano e stanno cercando riscontri al racconto della studentessa. Non è escluso che la giovane possa essere ascoltata nuovamente nei prossimi giorni, anche alla luce dello stato di forte agitazione in cui si trovava al momento dei primi soccorsi. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti tecnici, comprese verifiche sulle celle telefoniche e sulle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. Proprio le immagini potrebbero rivelarsi decisive per ricostruire i movimenti dei presunti aggressori, anche se, secondo quanto riportato dal Corriere, una prima ricognizione non avrebbe individuato filmati immediatamente utili alle indagini.

L'articolo Milano, studentessa Erasmus denuncia una violenza sessuale vicino al Parco Trotter: caccia a due uomini proviene da Affaritaliani.it.

  •  

CES Unveiled arriva a Milano, Bozzetti: “La città rafforza il suo ruolo di riferimento europeo per l’innovazione”

Milano si prepara a ospitare per la prima volta in Italia CES Unveiled, la tappa europea del percorso di avvicinamento al Consumer Electronics Show di Las Vegas, il principale appuntamento mondiale dedicato all’innovazione tecnologica. Dal 16 al 21 ottobre la città sarà coinvolta in un calendario di iniziative gratuite, incontri e dimostrazioni aperte al pubblico, che accompagneranno l’evento fieristico in programma il 21 ottobre all’Allianz MiCo.

Un’occasione che, secondo Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, rappresenta anche un riconoscimento del ruolo internazionale del capoluogo lombardo. “La rivoluzione dell’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui lavoriamo, produciamo, ci informiamo e costruiamo relazioni. Ospitare per la prima volta in Italia CES Unveiled assume, in questo scenario, un significato che va oltre il valore della singola manifestazione: porta Milano al centro del confronto sulle tecnologie che stanno trasformando l’economia e la società e ne rafforza il ruolo di punto di riferimento europeo per l’innovazione“. Un risultato, sottolinea Bozzetti, raggiunto anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE e il suo presidente Matteo Zoppas, impegnati nel percorso che ha portato la manifestazione a Milano.

Bozzetti: “Le grandi fiere devono diventare occasioni di partecipazione per tutta la città”

Per il presidente di Fondazione Fiera Milano, la sfida è trasformare l’arrivo di una manifestazione internazionale in un’opportunità che coinvolga non soltanto gli operatori del settore tecnologico, ma anche cittadini, studenti e imprese. “Milano ha le competenze e il tessuto imprenditoriale, universitario e creativo per contribuire a questa trasformazione. Una manifestazione internazionale può mettere questo patrimonio in relazione con nuove idee, tecnologie e opportunità”, osserva Bozzetti. Da qui la scelta di promuovere, insieme a Comune di Milano, Regione Lombardia e altri soggetti del territorio, un programma di appuntamenti accessibili al pubblico. “Il cambiamento riguarda tutti e deve poter coinvolgere anche chi non opera nel settore”, evidenzia il presidente. “È questo il ruolo che Fondazione Fiera Milano vuole svolgere: attrarre a Milano grandi appuntamenti internazionali e costruire intorno a essi occasioni di conoscenza, confronto e partecipazione, rafforzando il legame tra le fiere e la città”.

Robotica, intelligenza artificiale e nuove tecnologie nelle piazze di Milano

Il programma di CES Unveiled Milan coinvolgerà diversi luoghi della città. In piazza San Babila, dal 16 al 18 ottobre, saranno proposte dimostrazioni tecnologiche, tra robot umanoidi, applicazioni dell’intelligenza artificiale e strumenti innovativi utilizzati dalle forze dell’ordine. Dal 19 al 21 ottobre, piazza Città di Lombardia ospiterà invece prototipi e installazioni dedicati a robotica, salute digitale, cybersecurity e tecnologie per la qualità della vita. Previsti inoltre incontri e laboratori al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, in Assolombarda e a Palazzo Castiglioni, con iniziative rivolte anche alle nuove generazioni. Il calendario culminerà il 21 ottobre con CES Unveiled Milan all’Allianz MiCo, portando nel capoluogo lombardo imprese, innovatori e protagonisti dell’industria tecnologica internazionale.

L'articolo CES Unveiled arriva a Milano, Bozzetti: “La città rafforza il suo ruolo di riferimento europeo per l’innovazione” proviene da Affaritaliani.it.

  •  

From charming toys to unsettling creatures on a catwalk: When did robots start to scare us?

Yumi Nu is one of the world’s most sought-after models. An American citizen of Dutch and Japanese descent, and the niece of DJ Steve Aoki, she has appeared on the cover of Sports Illustrated and walked for L’Oréal and Victoria’s Secret. On September 22, at Vogue World in Milan, Nu shared the runway with a group of inexperienced intruders: four humanoid robots built by the Chinese company Unitree Robotics.

Seguir leyendo

© Valentina S. Frugiuele (Getty Images for Vogue)

A Unitree robot on the catwalk at the Vogue World event in Milan in September.
  •  
❌