“La fine del mondo è prevista per le 14: sarà la Francia ad aggiudicarsela”, disse Macron
Marine Le Pen, in un videomessaggio su X, punta il dito contro “un’alleanza di casseurs politicizzati e delinquenti provenienti dalle banlieue”. Ma denuncia anche “un potere macroniano allo stremo, sfinito, disorientato, che sembra ormai incapace di fare qualsiasi cosa salvo commentare la propria impotenza e direi anche decadenza”. Ansa, 18 ottobre.
Parigi, 21 ottobre. Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha dichiarato oggi a un magrebino che lo aveva fermato per vendergli dei fazzoletti di carta la sua decisione di sganciare su Mururoa una bomba atomica da 50 squilioni di megatoni che spaccherà in quattro il globo terrestre, ponendo così fino al pianeta Terra per come lo conosciamo. “La fine del mondo è un traguardo importante, e sarà la Francia ad aggiudicarselo”, ha tagliato corto Macron, allontanandosi senza comprare nulla. L’esplosione è prevista per le 14 di domani (oggi per chi legge).
La reazione dell’opinione pubblica non si è fatta attendere: le strade di Parigi sono gremite di manifestanti, sono fermi i trasporti, le poste, il settore privato, l’università e le fabbriche, mentre il sindacato cavalca la protesta sostenendo che, come il bilancio o la razionalizzazione della spesa pubblica, anche la fine del mondo non può essere decisa senza un accordo fra le parti sociali. Per tutta risposta, Macron ha dato vita a “Comitati degli utenti” che organizzeranno una contro-manifestazione a favore della fine del mondo, idea subito stigmatizzata dai Mau Mau di Jean-Luc Mélenchon. “Solo perché avrebbero voluto averla loro!”, ha commentato sarcastica Brigitte Macron assestando un ceffone sonoro al marito (è il suo hobby preferito, dopo le sforbiciate nel percalle con Catherine Deneuve).
I mercati sono sul chi vive: i tassi sono ripartiti al rialzo e l’euro ha perso circa tre punti rispetto al renminbi, la valuta mondiale di riferimento (a Trump devono ancora dirlo, ma nessuno ha il coraggio di farlo poiché non si sa come potrebbe reagire: capace che ti sbriciola la Mecca). I più allarmati sono i commercianti, che hanno visto diminuire del 70% la loro clientela in una mattinata: un dato inquietante perché questo è il mese decisivo per la distribuzione, dal suo andamento dipendono i conti di fine anno.
A questo proposito, l’Organizzazione Nazionale dei Grossisti, tramite il suo portavoce Bernard-Henri Lévy, sta facendo pressioni sul governo per persuaderlo a spostare la fine del mondo dalle 14 alle 20 e 30, magari di sabato, l’orario di maggior ascolto, in modo che dall’evento venga almeno garantito un minimo di ritorno pubblicitario. Una soluzione, questa, che trova consensi anche in Italia, dove Canale 5 s’è assicurata i diritti del programma. “In prima serata”, afferma contento come una pasqua il presidente e amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, “la fine del mondo potrebbe eguagliare o addirittura superare lo share della Ruota della fortuna”.
Gli avvenimenti di oggi riconducono inevitabilmente la memoria al maggio ’68. Allora, di fronte a un Paese bloccato dalla rivolta studentesca, il generale De Gaulle ebbe prima un lungo smarrimento, poi un attacco di sciatica, quindi sciolse l’Assemblea nazionale, che però fu subito riletta tale e quale. Lui la sciolse di nuovo, di nuovo fu rieletta tale quale. Sciolta, rieletta, sciolta, rieletta, sciolta, rieletta, alla fine De Gaulle mandò tutti a cagare, salì sulla sua spider decappottabile e se ne andò a Cap d’Antibes per un weekend con Brigitte Bardot.
“Sono indeciso se far presentare il programma sulla fine del mondo a Gerry Scotti o a Maria De Filippi”, ha detto, preoccupato come una pasqua, il presidente e amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi. “Certo, Giletti sarebbe perfetto. Una fine del mondo presentata da Giletti senti subito che è una cosa giusta. E’ in Rai? Come se fosse un problema. Mal che vada, Chiambretti”.
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