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“La fine del mondo è prevista per le 14: sarà la Francia ad aggiudicarsela”, disse Macron

22 October 2026 at 05:28

Marine Le Pen, in un videomessaggio su X, punta il dito contro “un’alleanza di casseurs politicizzati e delinquenti provenienti dalle banlieue”. Ma denuncia anche “un potere macroniano allo stremo, sfinito, disorientato, che sembra ormai incapace di fare qualsiasi cosa salvo commentare la propria impotenza e direi anche decadenza”. Ansa, 18 ottobre.

Parigi, 21 ottobre. Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha dichiarato oggi a un magrebino che lo aveva fermato per vendergli dei fazzoletti di carta la sua decisione di sganciare su Mururoa una bomba atomica da 50 squilioni di megatoni che spaccherà in quattro il globo terrestre, ponendo così fino al pianeta Terra per come lo conosciamo. “La fine del mondo è un traguardo importante, e sarà la Francia ad aggiudicarselo”, ha tagliato corto Macron, allontanandosi senza comprare nulla. L’esplosione è prevista per le 14 di domani (oggi per chi legge).

La reazione dell’opinione pubblica non si è fatta attendere: le strade di Parigi sono gremite di manifestanti, sono fermi i trasporti, le poste, il settore privato, l’università e le fabbriche, mentre il sindacato cavalca la protesta sostenendo che, come il bilancio o la razionalizzazione della spesa pubblica, anche la fine del mondo non può essere decisa senza un accordo fra le parti sociali. Per tutta risposta, Macron ha dato vita a “Comitati degli utenti” che organizzeranno una contro-manifestazione a favore della fine del mondo, idea subito stigmatizzata dai Mau Mau di Jean-Luc Mélenchon. “Solo perché avrebbero voluto averla loro!”, ha commentato sarcastica Brigitte Macron assestando un ceffone sonoro al marito (è il suo hobby preferito, dopo le sforbiciate nel percalle con Catherine Deneuve).

I mercati sono sul chi vive: i tassi sono ripartiti al rialzo e l’euro ha perso circa tre punti rispetto al renminbi, la valuta mondiale di riferimento (a Trump devono ancora dirlo, ma nessuno ha il coraggio di farlo poiché non si sa come potrebbe reagire: capace che ti sbriciola la Mecca). I più allarmati sono i commercianti, che hanno visto diminuire del 70% la loro clientela in una mattinata: un dato inquietante perché questo è il mese decisivo per la distribuzione, dal suo andamento dipendono i conti di fine anno.

A questo proposito, l’Organizzazione Nazionale dei Grossisti, tramite il suo portavoce Bernard-Henri Lévy, sta facendo pressioni sul governo per persuaderlo a spostare la fine del mondo dalle 14 alle 20 e 30, magari di sabato, l’orario di maggior ascolto, in modo che dall’evento venga almeno garantito un minimo di ritorno pubblicitario. Una soluzione, questa, che trova consensi anche in Italia, dove Canale 5 s’è assicurata i diritti del programma. “In prima serata”, afferma contento come una pasqua il presidente e amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, “la fine del mondo potrebbe eguagliare o addirittura superare lo share della Ruota della fortuna”.

Gli avvenimenti di oggi riconducono inevitabilmente la memoria al maggio ’68. Allora, di fronte a un Paese bloccato dalla rivolta studentesca, il generale De Gaulle ebbe prima un lungo smarrimento, poi un attacco di sciatica, quindi sciolse l’Assemblea nazionale, che però fu subito riletta tale e quale. Lui la sciolse di nuovo, di nuovo fu rieletta tale quale. Sciolta, rieletta, sciolta, rieletta, sciolta, rieletta, alla fine De Gaulle mandò tutti a cagare, salì sulla sua spider decappottabile e se ne andò a Cap d’Antibes per un weekend con Brigitte Bardot.

“Sono indeciso se far presentare il programma sulla fine del mondo a Gerry Scotti o a Maria De Filippi”, ha detto, preoccupato come una pasqua, il presidente e amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi. “Certo, Giletti sarebbe perfetto. Una fine del mondo presentata da Giletti senti subito che è una cosa giusta. E’ in Rai? Come se fosse un problema. Mal che vada, Chiambretti”.

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Salieri, maiali stonati e altre verità che forse non sapevi

21 October 2026 at 05:45

In tempi come gli attuali – confusionari, tendenziosi e bluffisti – un po’ d’erudizione non guasta. Per esempio non tutti sanno che Salieri, maestro di cappella alla corte imperiale di Vienna dal 1788 al 1824, nonché direttore dell’Opera italiana di corte e insegnante di composizione (ebbe tra i suoi allievi Beethoven, Schubert e Liszt), un giorno, trovandosi in una fattoria, sentì strillare un maiale ed esclamò all’istante: “La bemolle!”. Qualcuno corse al clavicembalo: era proprio un la bemolle. Quindi Salieri organizzò quei maiali per tonalità e in 2 mesi li addestrò a eseguire l’Ave verum corpus K. 618 dell’odiato Mozart, a sfottò. E forse non tutti sanno che…

…in California è stato ritrovato un salmone Chinook grande quanto una donna minuta. Ma con tette meno belle.

…biologi marini australiani sono entusiasti di aver filmato uno squalo balena mentre defecava. E mentre arrossiva alle loro risatine.

….il riscaldamento globale impedisce ai lemming norvegesi di lanciarsi dalle scogliere, ma favorisce il loro tuffo in piscina dai trampolini.

…la Florida è minacciata dall’invasione di scarafaggi esotici, estranei alla fauna locale, come lo scarafaggio aragosta, lo scarafaggio sibilante del Madagascar, lo scarafaggio a macchie arancioni e lo scarafaggio del Turkestan, che in ascensore cerca ossessivamente il contatto visivo con gli sconosciuti.

…gli scienziati dell’Università di Uppsala hanno stabilito che il pesce Panderichthys ha cominciato a sviluppare le dita prima di abbandonare l’acqua. “Annoiato, le usava per grattarsi le palle”, ha spiegato il responsabile dello studio.

…gli uomini spendono più soldi nell’appuntamento con una donna vestita di rosso. Scegli una donna in beige per risparmiare? Finirai per pagarle l’analista.

…un terzo degli infarti in tutto il mondo sono attribuiti agli effetti di abitudini alimentari poco salutari. La cattiva notizia è che l’alternativa è lo yogurt magro.

…alcuni informatici, dopo aver dirottato una parte di una vasta rete di computer utilizzata per lo spam, hanno stabilito che una email pubblicitaria indesiderata su 12,5 milioni si traduce in una vendita. Adesso ditemi voi cosa me ne faccio di 8 tonnellate di torba.

…degli antropologi spagnoli hanno scoperto che le donne obese hanno tanti partner sessuali quante le non obese, mentre gli uomini obesi hanno meno partner sessuali dei non obesi. In compenso ricevono messaggi osceni da Glovo.

…i padri avvenenti trasmettono alle figlie i tratti del bel viso, ma non ai figli. Poi con Liv Tyler non ti si rizza perché ci vedi Steven Tyler. Per fortuna non avrai mai questo problema.

…le cicatrici sul volto rendono gli uomini più attraenti agli occhi delle donne nelle relazioni a breve termine, ma non in quelle a lungo termine. In particolare, le donne preferiscono le cicatrici maschili che suggeriscono violenza o traumi a quelle causate dall’acne o dalla varicella. Non tutte le manganellate della polizia vengono per nuocere.

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Gianfranco Funari, uno dei primi stand-up comedian italiani

20 October 2026 at 05:14

Da più di un secolo i periodici Usa intrattengono i lettori con rubriche divertenti di aneddoti sui vip: li inventano agenzie che forniscono materiali ai columnist di gossip faceti. Nel caso sentiste il bisogno di ritrovare un po’ di buonumore in questi tempi cupi del cazzo con aneddoti gustosi redatti alla maniera americana, eccovi serviti.

Nella sua ultima intervista, pubblicata su Micromega poco prima dell’exitu (luglio 2001), il critico televisivo Sergio Saviane, dopo aver definito “il minuetto Luttazzi-Travaglio” a Satyricon “un raro esempio di satira autentica” e Berlusconi “quanto di più pestilenziale esiste oggi in Italia”, si congedò con questa zampata: “La villa di Arcore è il posto dove gli scheletri negli armadi si vergognano delle persone che vivono in casa”.

Di Alberto Moravia invece scrisse: “Non ha un solo nemico al mondo. Ma tutti i suoi amici lo odiano”.

Marcello Marchesi, oltre che umorista e autore radiotelevisivo, fu un pioniere della moderna comunicazione commerciale. E’ considerato il primo copywriter italiano e per Carosello scrisse più di 4000 spot pubblicitari. A lui si devono slogan celeberrimi come “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, “Non è vero che tutto fa brodo” e “Contro il logorio della vita moderna”. Si divertiva a parodiare la sua stessa attività: nel varietà Lui e lei (1956), di cui era co-autore con Vittorio Metz, durante un finto siparietto pubblicitario Delia Scala mostrava il barattolino di una crema per il viso e diceva: “E’ così efficace che toglie le rughe dalle prugne secche. Non farà nulla per la tua faccia, ma avrai le prugne secche più lisce del quartiere!”

E in uno sketch del varietà Il signore di mezza età (1963), di cui era protagonista, Marchesi voleva vendere alla casalinga Sandra Mondaini “uno spray antimacchia che toglie le macchie lasciate dagli altri spray antimacchia”.

Quando la cameriera della tavola calda chiese al turista: “Ha qualche intolleranza?”, quello si mise a ridere. Era David Duke, il capo del Ku Klux Klan.

La stand-up comedy è quel genere di comicità in cui un monologhista fa battute sull’universo mondo in prima persona, senza interpretare cioè un personaggio come fanno invece i cabarettisti (tradizione, questa, che da noi risale ai macchiettisti napoletani e a Petrolini). Gianfranco Funari, insieme con Walter Chiari, fu uno dei primi stand-up comedian italiani. Fa parte del genere scambiare qualche battuta col pubblico. Al Derby, un club milanese frequentato dalla mala, una sera Funari vide Francis Turatello seduto al tavolino davanti a lui con una sventola dai capelli neri. “Che fine ha fatto la biondona cretina con cui esci di solito?” gli chiese ridendo. E il bandito, indicandola: “S’è tinta i capelli”. Venne giù il locale.

Chiunque, del resto, può uscirsene con repliche spassose. “Ho nove cani”, confessò una volta Giorgio Agamben a Gianni Vattimo. “Li hai comprati?” “No, fischio nel sonno. Certo, li ho comprati!”

Un altro esempio è quello di Lang Lang, la superstar globale che col suo stile ha ispirato milioni di giovani pianisti in tutto il mondo. Una sera un’ammiratrice gli porse un foglio per l’autografo e gli domandò: “Perché decise di suonare il pianoforte, Maestro?” E Lang Lang: “Perché il bicchiere di birra continuava a cadere dal violino”.

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“Suo marito la tradisce. Bisogna sorprenderlo in flagrante”, un caso per il celebre Shamlock Holes

18 October 2026 at 05:55

Da un racconto apocrifo di Maurice Dekobra. A quasi 50 anni il celebre investigatore Shamlock Holes aveva messo fine alla sua carriera e s’era sposato con Kiki di Montparnasse, già musa d’artisti; ma la gente continuava a importunarlo per proporgli gli incarichi più bizzarri. Congedava tutti. “Oggi però non ho potuto rifiutare” disse alla giovane moglie. “Si tratta della tua amica Charlotte”. Kiki trasalì: “Cosa le è successo?” “Suo marito la tradisce. Bisogna sorprenderlo in flagrante“. “E tu vuoi occuparti di un’inezia simile?” “Mi ha supplicato in lacrime. Ed è una tua amica. Sarà questione di un giorno o due”. L’indomani non gli fu difficile scoprire l’indirizzo della garçonnière che Tex Brasso aveva a Richmond.

Alle 5 era sul posto, una palazzina signorile, con la poveretta. “Non sono ancora arrivati” disse Holes dopo aver suonato invano il campanello. “Li attenderemo dentro. La sorpresa sarà ancora più efficace”. Con una forcina per capelli forzò la serratura, aprì la porta e con cautela penetrò nell’andito buio, rivoltella in mano. L’appartamento era silenzioso; ma entrata in camera da letto Charlotte non poté trattenere un grido: due figure immobili erano distese sotto le coperte. “Tex!” gridò la signora precipitandosi. “Beccati al primo colpo!” gongolò il celebre investigatore. “No!” esclamò lei, spaventata. “Guarda: sono due fantocci”. Holes allungò il muso esterrefatto: “Ci hanno preso in giro!”. La sera, a tavola, non osò raccontare il suo scacco a Kiki.

Il giorno dopo Charlotte lo raggiunse a casa. “Ho trovato questo capello biondo sulla sua giacca”. “E’ un altro inganno”. “Mi ha fatto trovare un capello biondo e invece la sua amante ha i capelli neri?” “No. Ti ha fatto trovare un capello biondo in modo che tu, pensando a un trucco, deducessi che la sua amante ha i capelli neri. Invece li ha proprio biondi. Hai trovato altro?” “Sì, questa giarrettiera. Era nascosta in un taschino”. “Dai qua. Come sospettavo. L’amante di tuo marito ha 26 anni, è alta 1 metro e 70, fa il bagno tutti i giorni, è molto sensuale, ha un temperamento sanguigno e un carattere allegro, usa calze di seta, legge Pierre Loti e ama la pittura. Che giorno è?” “Il 15 giugno”. “Oggi apre la Summer Exhibition alla Royal Academy of Arts. Saranno là senz’altro. Andiamo”. Ma, appena ebbero pagato il biglietto d’ingresso, un inserviente li accostò. “Mi scusi, lei è il signor Holes?” “Precisamente”. “Una signora mi ha pregato di darle questo biglietto“. Holes lesse: “Mi piace l’arte, ma spero sia d’accordo con me che gli artisti esposti alla Royal Academy sono superati. Arrivederci, dunque, altrove”. Firmato: l’amante di Tex Brasso.

Holes restò di sale. Cominciò a pedinare Tex. “Ho battuto i più astuti criminali di Londra, Parigi e New York. Batterò anche te, piccolo insolente!” diceva tra sé seguendo la preda. Brasso, dopo aver cercato di far perdere le proprie tracce svoltando a ogni via, confondendosi tra la folla e usando pub a doppia uscita, d’un tratto s’era avvicinato a un taxi, aveva scambiato con l’autista alcune parole misteriose, poi era entrato in un ufficio postale. “Uno scellino per lei” sussurrò Holes al tassista “se mi dice dove vuole essere condotto quel signore”. “Dorset Street 42. Ma prima attendiamo una donna”. “Sei in trappola!” pensò trionfante il celebre investigatore.

Telefonò a Charlotte, che arrivò in auto dopo pochi minuti. “Dove sono?” “Sono partiti adesso. Una donna velata è salita con lui su quel taxi. Sono diretti a Dorset Street”. “La strada peggiore di Londra! Covo di ladri, biscazzieri e prostitute”. “Un nascondiglio perfetto. Seguiamoli!” Fu una corsa pazza attraverso la città. Raggiunsero finalmente il quartiere malfamato. “È entrato un uomo con una donna?” domandò Holmes alla portinaia del civico 42, porgendole mezzo scellino. “Sì, sono al sesto piano, interno 11″. “Maledette palazzine senza ascensori…” rimuginava Holes salendo le scale. “Chi è?” urlò da dentro una voce irritata, quando Holes bussò. “Noi!” esclamò Charlotte. Trovarono, in un letto lercio, il tassista di Brasso in mutande con una donna volgarotta e nuda. “Che volete, seccatori?” urlò bestemmiando. “Ma…dov’è il signore che ha portato fin qui?” “E che ne so? È andato per i fatti suoi dopo avermi pagato. E bene. Tant’è che me la stavo spassando. Andatevene o vi faccio volare giù dalla finestra…”

L’indomani Holes si travestì da donna e pedinò di nuovo Brasso. In un pub origliò una sua telefonata. Diceva: “Mia moglie mi ha messo un segugio alle calcagna. Dovrò trovare un’altra garçonnière. Aspettami domani alle 5 nella sala U della National Gallery. Mi travestirò da cosacco”. Il giorno dopo Holes e Charlotte li precedettero. Attesero fino alla chiusura, ma i due piccioncini non si fecero vedere. Charlotte tornò a casa stanca e sfiduciata. La cameriera le disse: “Il signore è rimasto a casa tutto il pomeriggio. Una signora è venuta a cercarlo poco fa e sono usciti insieme”. “Una signora bionda?” “Sì. Si davano del tu. E si sono baciati. Ma io non so niente”. Charlotte cadde svenuta.

Il giorno dopo Holes escogitò un tranello. “Ho incaricato un’agenzia immobiliare di offrire a tuo marito una garçonnière da me predisposta a Kensington” spiegò Holes a Charlotte. “Senza sospettare, ha abboccato; e oggi alle 4 ci porterà la bella ignota. Stavolta non ci sfuggiranno. Conosco la casa e tutti i nascondigli. Andremo là un’ora prima, ci nasconderemo in un armadio e, al momento opportuno, sorpresa!”

Il taxi li portò davanti a una villetta graziosa, civettuola, nascosta tra gli alberi di un parco. “Ecco il campo di battaglia” disse Holmes, entrando in camera da letto. “Immagina che scenetta tra poco!” Si nascosero nell’armadio e attesero. Il tempo trascorreva lento. Le 3. Le 4. Le 4 e mezzo. Le 5. “Non verranno più” disse Holes alle 7. Usciamo”. “Sì, usciamo. Mi manca l’aria”. Spalancarono l’armadio. Pallida, sfinita, la signora si lasciò cadere sul letto. “Non riusciremo mai a coglierlo in flagrante, è più abile di noi”, piagnucolò. “E continuerà a tradirmi, a correre dietro a tutte le donne…” Holes le sedette accanto e cercò di fare del suo meglio per consolarla. “Perché mi tradisce così? Sono forse brutta?” “No, Charlotte. Tutt’altro”. “Non ho grazia, sex appeal?” “A iosa”. “Avrei tanto bisogno d’amore, di carezze…” Senza volerlo, Holes, forse intontito dalla prigionia nell’armadio, dal profumo di quella donna e dalla commozione, l’abbracciò. Un bacio… due… tre… eccetera. Mezz’ora dopo, mentre la bella Charlotte stava ancora rivoltando tra le lenzuola e tra le braccia di Holes tutto il suo dolore di donna tradita, la porta s’aprì e un uomo comparve. “Tex!”

La sera stessa, Brasso telefonava all’amante: “Si è risolto tutto amichevolmente, in famiglia. Non credo ci sia più nulla da temere. A domani, Kiki”.

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Un grazie sentito a Giorgia Meloni: ecco tutte le balle che ha sparato al Senato

16 October 2026 at 06:33

Un grazie sentito a Giorgia Meloni: ogni volta che rivolge una prolusione ai parlamentari spara così tante balle che questa rubrica si scrive praticamente da sé (sì, ciao). Dopo quello ironico, il grazie doveroso va invece a Carlo Canepa e a Pagella politica, che non gliene lasciano passare una.

Per esempio l’altro giorno al Senato la bugiardella della Garbatella ha detto, con l’abituale strafottenza, che Giuseppe Conte non sarebbe potuto diventare presidente del Consiglio con questa nuova legge elettorale. È falso: Conte sarebbe potuto diventare capo del governo anche con la nuova legge elettorale; che sì, obbliga i partiti o le coalizioni a indicare il nome del candidato presidente del Consiglio; il quale, però, continuerà a essere nominato dal presidente della Repubblica; e vorrei anche vedere.

“Nel 2018, tra l’altro”, spiega Canepa, “a parità di voti il premio di maggioranza non sarebbe scattato: nessuna lista o coalizione raggiunse il 42%”. La nuova legge, insomma, “non vieta di nominare presidente del Consiglio chi, prima delle elezioni, non è stato indicato come candidato presidente. Come Conte nel 2018”. Su Pagella politica, Leonardo Becchi e Micol Maccario hanno glossato le altre balle di Giorgia.

Meloni: “Lo dicono i dati di Frontex: in due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione si sono più che dimezzati”. Ma Frontex parla di attraversamenti rilevati dalle autorità. Questi dati non rappresentano il conteggio delle persone entrate irregolarmente nell’Ue.

Meloni: “Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni con Algeria, Libia e Tunisia, negli ultimi due anni circa 65 mila migranti sono tornati volontariamente nei loro Paesi di origine prima ancora di tentare di attraversare il Mediterraneo”. Ma quel numero, da solo, non permette di stabilire quanti migranti abbiano effettivamente rinunciato ad attraversare il Mediterraneo, poiché i programmi di rimpatrio assistito riguardano anche migranti che si trovano in Nord Africa per lavorare.

Meloni: “La Banca centrale europea ha messo nero su bianco il fatto che attraverso gli strumenti di sostegno al reddito – dalla riforma dell’Irpef, chiaramente la decontribuzione – che sono stati fatti in questi anni, questo governo ha restituito più di quanto ha preso attraverso il drenaggio fiscale”. Ma senza nuovi correttivi, il drenaggio fiscale (il fenomeno per cui l’aumento nominale dei redditi, dovuto all’inflazione, determina un maggiore prelievo fiscale mentre il potere d’acquisto dei contribuenti resta invariato) potrà ripresentarsi nei prossimi anni. Lo studio della Bce citato da Meloni, peraltro, rileva che le modifiche all’Irpef e i tagli contributivi hanno compensato gli effetti del drenaggio fiscale dal 2019 al 2023: il dato comprende dunque anche interventi dei governi precedenti, visto che il governo Meloni si è insediato nell’ottobre 2022.

Insomma balle, balle, balle, balle, balle. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?

Cose sbagliate a cui ci hanno fatto credere

220) Negli anni ’70 fece scalpore la foto nuda di Burt Reynolds nel poster pieghevole all’interno di Cosmopolitan, ma non è vero che anche a Brad Pitt, agli inizi della carriera, proposero di posare nudo; che fu per la rivista Agricoltura e foreste; che volessero un poster di Brad Pitt nudo su una falciatrice; che Pitt accettò perché la cifra era considerevole; e che questo sia il motivo per cui non ha il prepuzio.

221) Non è vero che le ultime parole di Madre Teresa furono: “Vorrei gonfiare di botte i miei piccoli lebbrosi ancora una volta”.

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