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Serie A, Lazio da sogno e Juve da incubo: l’Inter va, il Venezia fa lo scherzetto al Napoli. Il punto dopo sette giornate

20 October 2026 at 08:58

Inter e Lazio comandano la Serie A a 19 punti, con la Roma a due lunghezze e il Milan quarto. La Juventus crolla in casa contro i biancocelesti, il Napoli perde a Venezia. Frosinone e Como continuano a sorprendere, mentre il Cagliari incassa quattro gol a Monza.

Inter e Lazio prime a 19 punti, la Roma tiene il passo: batoste per Juventus e Napoli

La settima giornata di Serie A conferma Inter e Lazio al comando con 19 punti, entrambe ancora imbattute, e regala qualche risultato clamoroso. Su tutti il 3-0 dei biancocelesti in casa della Juventus, con Gattuso che continua a stupire e firma la miglior partenza della storia laziale. I nerazzurri di Chivu rispondono vincendo in rimonta a Bologna, mentre la Roma di Gasperini resta a due lunghezze dalla vetta grazie al successo contro il Genoa.

Dietro alle prime tre, il Milan torna a vincere, pur rischiando di gettare al vento tre gol di vantaggio contro l’Atalanta, e sale a quota 15. Il Como si prende il quinto posto vincendo a Firenze, mentre il Frosinone continua il suo splendido inizio di campionato, trascinato da un Raimondo in formato capocannoniere.

Il tonfo più sorprendente arriva però da Venezia, dove la squadra di Nicola, ancora senza punti prima del weekend, batte il Napoli di Allegri grazie ad Adams e alle parate di Stankovic. E le sorprese proseguono anche nel Monday Night, con il Monza che rifila quattro gol al Cagliari e il Torino che passeggia a Parma. Un turno senza neppure un pareggio, con dieci vincitrici nelle dieci partite.

Serie A, tutti i risultati della settima giornata

Frosinone-Sassuolo 4-2

Venezia-Napoli 1-0

Bologna-Inter 1-3

Roma-Genoa 2-0

Udinese-Lecce 0-3

Fiorentina-Como 1-3

Milan-Atalanta 3-2

Juventus-Lazio 0-3

Monza-Cagliari 4-0

Parma-Torino 0-3

Frosinone-Sassuolo 4-2, Raimondo fa tripletta e vola in testa ai marcatori: che spettacolo allo Stirpe

Il Frosinone di Alvini continua a sorprendere e trova in Antonio Raimondo il suo nuovo trascinatore. Calò sblocca la partita dopo appena nove minuti, Berardi pareggia al 15′, poi si scatena il centravanti giallazzurro, che approfitta anche di due errori di Muric e segna due volte nel giro di quattro minuti. Thorstvedt riapre la gara prima dell’intervallo, ma nella ripresa Raimondo completa la tripletta e chiude il match sul 4-2. Il Frosinone sale a 13 punti, al sesto posto, mentre Raimondo raggiunge quota 7 gol in altrettante giornate, diventando il capocannoniere solitario della Serie A. Una partenza da sogno per i ciociari.

Venezia-Napoli 1-0, Nicola fa il miracolo all’esordio: Adams segna, Stankovic para anche un rigore a De Bruyne

Il Venezia conquista i primi tre punti stagionali contro il Napoli e regala a Davide Nicola un esordio da ricordare sulla panchina lagunare. A decidere la sfida del Penzo è Akor Adams, che al 49′ batte Meret e porta avanti i padroni di casa. Allegri inserisce De Bruyne, Hojlund e Alisson Santos per cercare la rimonta, ma trova uno Stankovic in versione Superman. Il portiere del Venezia respinge anche un calcio di rigore a De Bruyne e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Dopo sei sconfitte consecutive, i lagunari si sbloccano, mentre il Napoli resta a 10 punti, già nove sotto la vetta. Brutta battuta d’arresto per gli azzurri.

Bologna-Inter 1-3, Thuram suona la carica e i cambi di Chivu completano la rimonta

L’Inter soffre a Bologna, va sotto dopo dieci minuti ma ribalta tutto e conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate. Pobega porta avanti i rossoblù sfruttando un errore in uscita di Luis Henrique, ma Thuram trova il pareggio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa salgono in cattedra i cambi di Chivu: Carlos Augusto firma il sorpasso al 69′, poi serve a Bonny il pallone del definitivo 3-1. I nerazzurri reagiscono così alla sconfitta europea contro il Bruges e salgono a 19 punti, con 21 gol segnati e il miglior attacco del campionato. Per Palladino è la prima sconfitta da neo allenatore del Bologna.

Roma-Genoa 2-0, magia di Castro e prima gioia per Lulli: Gasperini festeggia le 300 vittorie

La Roma torna al successo dopo due pareggi consecutivi e supera il Genoa di De Rossi grazie a due gol nella ripresa. Nel primo tempo entrambe le squadre colpiscono una traversa, con Balerdi da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Al 50′ Santiago Castro inventa uno splendido pallonetto che scavalca Bijlow e sblocca il risultato, poi il giovane Emanuele Lulli, servito da un’azione di Soulé, firma il 2-0 e festeggia il primo gol in Serie A. Gasperini festeggia le 300 vittorie da allenatore nel massimo campionato. I giallorossi salgono a 17 punti, due in meno di Inter e Lazio, e confermano la miglior difesa della Serie A con appena tre reti subite.

Udinese-Lecce 0-3, Gaspar, N’Dri e Siebert affondano i friulani: Runjaic alla quinta sconfitta consecutiva

L’Udinese sprofonda, mentre il Lecce di Di Francesco conquista una netta (e sorprendente) vittoria in trasferta. I salentini indirizzano la partita già nel primo tempo con il colpo di testa di Gaspar all’11’ e il raddoppio di N’Dri al 33′, sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo. Nel finale arriva anche la rete di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0. Per il Lecce sono 9 punti dopo sette giornate e un successo prezioso per allontanarsi dalla zona retrocessione. Situazione opposta per l’Udinese, ferma a quota 4 e reduce dalla quinta sconfitta consecutiva. Un avvio decisamente da dimenticare per la squadra di Runjaic, con il tecnico sempre più sotto pressione.

Fiorentina-Como 1-3, Liberali e Nico Paz incantano: Fabregas vola, i viola sprofondano

Il Como continua a fare sul serio e passa anche al Franchi, infliggendo alla Fiorentina un’altra sconfitta. A prendersi la scena è Mattia Liberali, che al 32′ realizza il suo primo gol in Serie A. Quattro minuti dopo Nico Paz raddoppia di testa, mentre Pongracic accorcia le distanze per i viola prima dell’intervallo. Nella ripresa Douvikas chiude i conti firmando il definitivo 3-1. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e al quinto posto, davanti al Frosinone e al Cagliari. Per la Fiorentina di Vanoli è invece la quinta sconfitta in sette giornate, con appena 4 punti e il terzultimo posto. I viola continuano a deludere e la situazione in classifica comincia a farsi davvero preoccupante.

Milan-Atalanta 3-2, Ramos e Rabiot scatenati ma che brivido nel finale: Maignan salva Amorim

Il Milan torna alla vittoria, ma a San Siro rischia di gettare via una partita dominata per un’ora abbondante. Ramos sblocca su rigore al 24′, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo e Gila firma il 3-0 al 57′. Nel mezzo anche un secondo penalty per i rossoneri, ma questa volta Carnesecchi ipnotizza Goncalo Ramos. L’Atalanta non si arrende e riapre tutto con Gaetano e Krstovic, arrivando a sfiorare il clamoroso 3-3 nel finale. A salvare il Milan ci pensa Maignan, decisivo su Zappacosta. Per la squadra di Amorim è il terzo successo in altrettante partite casalinghe che vale il quarto posto con 15 punti. Sarri resta invece a quota 9 e incassa la quarta sconfitta stagionale.

Juventus-Lazio 0-3, Gattuso dà spettacolo allo Stadium: Spalletti travolto, bianconeri nel caos

La Lazio di Gattuso continua la sua marcia da sogno e rifila tre gol alla Juventus a Torino, lasciando i bianconeri sommersi dai fischi dei propri tifosi. Provstgaard sblocca la gara al 37′ con un colpo di testa su cross di Zaccagni, Isaksen raddoppia nella ripresa con un gran sinistro e Dele-Bashiru completa il tris nel finale dopo una cavalcata dalla metà campo. Spalletti, costretto alla tribuna per squalifica, assiste alla seconda sconfitta stagionale della sua Juventus, che resta a 11 punti, otto in meno della vetta. Per Gattuso è invece la sesta vittoria in sette giornate, la miglior partenza di sempre della Lazio in Serie A. E a questo punto i biancocelesti possono davvero sognare in grande.

Monza-Cagliari 4-0, Varela fa impazzire i brianzoli: quattro schiaffi ai sardi di Pisacane

Il Monza travolge il Cagliari nel primo posticipo del lunedì e ridimensiona la squadra rivelazione di questo avvio di campionato. I sardi sprecano alcune occasioni con Nzola e Mendy, poi Kouadio sblocca il risultato al 39′ con il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa esplode Gustavo Varela, autore di una doppietta e dell’assist per Robinson. L’attaccante raggiunge quota 6 gol in campionato, uno in meno del capocannoniere Raimondo. Il Monza sale a 7 punti e conquista anche il primo clean sheet stagionale. Per il Cagliari, invece, una batosta inattesa dopo quattro risultati utili consecutivi: 13 punti e settimo posto. La squadra di Pisacane incassa in una sera quattro gol, uno in più di quelli subiti in tutte le precedenti sei giornate.

Parma-Torino 0-3, Simeone si scatena con una doppietta: Abate fa festa, Gilardino affonda

Il Torino chiude la settima giornata con un netto 3-0 al Tardini e sale al decimo posto. Il grande protagonista è Giovanni Simeone, che trova i primi gol del suo campionato. Il Cholito apre dopo appena quattro minuti con una conclusione al volo su assist di Belghali, poi contribuisce al raddoppio di Adams al 24′. Nella ripresa è ancora Simeone a chiudere i conti con un destro potente sotto l’incrocio. Per la squadra di Abate arriva la seconda vittoria consecutiva e quota 10 punti, gli stessi del Napoli. Continua invece il momento negativo del Parma di Gilardino, penultimo con appena 4 punti e cinque sconfitte nelle prime sette giornate.

La Classifica Serie A dopo la 7ª giornata

  1. Inter – 19 punti | GF 21 | GS 9 | DR +12
  2. Lazio – 19 punti | GF 14 | GS 4 | DR +10
  3. Roma – 17 punti | GF 16 | GS 3 | DR +13
  4. Milan – 15 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
  5. Como – 14 punti | GF 12 | GS 7 | DR +5
  6. Frosinone – 13 punti | GF 13 | GS 9 | DR +4
  7. Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 7 | DR -1
  8. Juventus – 11 punti | GF 9 | GS 8 | DR +1
  9. Napoli – 10 punti | GF 10 | GS 7 | DR +3
  10. Torino – 10 punti | GF 10 | GS 9 | DR +1
  11. Atalanta – 9 punti | GF 10 | GS 11 | DR -1
  12. Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 12 | DR -3
  13. Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 14 | DR -2
  14. Monza – 7 punti | GF 13 | GS 15 | DR -2
  15. Bologna – 5 punti | GF 6 | GS 10 | DR -4
  16. Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 16 | DR -7
  17. Genoa – 4 punti | GF 5 | GS 13 | DR -8
  18. Fiorentina – 4 punti | GF 8 | GS 17 | DR -9
  19. Parma – 4 punti | GF 4 | GS 13 | DR -9
  20. Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 16 | DR -10

Inter e Lazio, prove di fuga? Juventus e Napoli in crisi, il Milan scalda i motori. Como e Frosinone si prendono la scena

Inter e Lazio continuano a viaggiare a braccetto. Dopo sette giornate entrambe hanno raccolto sei vittorie e un pareggio, lasciando la Roma a due punti e il Milan (con una forma e le prestazioni in netta crescita) a quattro. I nerazzurri di Chivu hanno il miglior attacco del campionato con 21 reti segnate, mentre la squadra di Gasperini, terza, continua ad avere la miglior difesa con appena 3 gol subiti. La vera sorpresa tra le big, però, resta la Lazio di Gattuso, che sta riscrivendo i propri record e ha rifilato un pesantissimo 3-0 alla Juventus.

Alle spalle delle prime quattro continuano a farsi notare Como e Frosinone. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e conferma di poter stare stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quella di Alvini è sesta a quota 13 e può contare sul capocannoniere del torneo. Raimondo guida infatti la classifica marcatori con 7 reti, davanti a Malen e Varela, entrambi a 6. Il Cagliari, invece, dopo un avvio straordinario incassa quattro gol a Monza e scivola al settimo posto. A deludere sono soprattutto Juventus e Napoli. I bianconeri hanno appena 11 punti e sono già a otto lunghezze dalle capolista, mentre gli azzurri di Allegri sono noni a quota 10 dopo la sconfitta con il Venezia. Due squadre costruite per stare decisamente più in alto, che dovranno cambiare passo se vorranno rientrare nella corsa alle prime posizioni. Ancora più indietro l’Atalanta, undicesima con 9 punti dopo quattro sconfitte.

Nella parte bassa, il Monza si rilancia con il poker al Cagliari e sale a 7 punti. Il Lecce aggancia l’Atalanta a quota 9, mentre il Bologna resta fermo a 5. Continua la crisi dell’Udinese, che ha perso cinque partite consecutive, mentre Fiorentina e Parma occupano il terzultimo e penultimo posto con 4 punti. Il Venezia, nonostante la clamorosa vittoria contro il Napoli, resta ultimo a quota 3. Nel prossimo turno gli azzurri ospiteranno la Roma, la Lazio affronterà il Parma e l’Inter riceverà una Fiorentina sempre più in difficoltà.

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La sfida laziale alla Silicon Valley: nasce Longevity Valley, la cittadella dove si studia come vivere più a lungo

20 October 2026 at 07:00

Vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio. E magari trasformare la lotta all’invecchiamento in un gigantesco motore economico. È la scommessa della Longevity Valley, il progetto internazionale che punta a fare del Lazio una capitale mondiale della ricerca sulla longevità.

L’iniziativa, presentata all’Ambasciata italiana di Washington, prevede la nascita di un campus scientifico e industriale dove intelligenza artificiale, bioingegneria e automazione lavoreranno insieme per sviluppare nuove terapie, tecnologie e strumenti di prevenzione.

Una Silicon Valley per la salute

Promossa dalla Longevity Valley Authority con investitori e imprese internazionali, l’operazione è sostenuta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il Comitato per l’attrazione degli investimenti esteri, e dalla Regione Lazio.

Il campus metterà a disposizione laboratori e infrastrutture condivise, consentendo anche alle piccole aziende biotech e deep tech di utilizzare tecnologie altrimenti proibitive. Tra i partner scientifici figura il prestigioso Buck Institute for Research on Aging, specializzato nello studio dell’invecchiamento. Ma la sfida non riguarda soltanto farmaci e laboratori: alimentazione, mobilità, assistenza sanitaria, ambiente e organizzazione del lavoro diventeranno terreni di sperimentazione per migliorare la qualità della vita.

Rocca e Urso: investimenti e nuovi posti di lavoro

Per il ministro Adolfo Urso, l’obiettivo è trasformare l’Italia in un polo internazionale delle scienze della longevità, capace di generare innovazione e occupazione qualificata.

Il presidente della Regione Francesco Rocca rivendica il primato del Lazio nelle biotecnologie e considera il progetto strategico per attrarre capitali e competenze. La vicepresidente Roberta Angelilli richiama la piattaforma Invest in Lazio, collegata a Invest in Italy, e il supporto del Consorzio Unico Industriale per assistere gli investitori e semplificare le procedure. A spiegare l’ambizione è Gregory Bailey, cofondatore della Longevity Valley Authority: replicare nelle scienze della vita la rivoluzione prodotta dalla Silicon Valley nell’informatica.

La promessa è affascinante: fare dell’invecchiamento non soltanto una sfida sanitaria, ma una nuova frontiera dello sviluppo economico.

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Gattuso, l’ombra di Zenica e la svolta con i giovani: “Questa generazione mi faceva imbestialire, poi ho capito che dovevo cambiare io”

19 October 2026 at 13:15

Le dichiarazioni ai media nei dopo-partita sono quasi sempre di una banalità sconcertante, ma la coda di Juventus-Lazio ha rappresentato la classica eccezione. Protagonista, Gennaro Gattuso. Si è lasciato andare, come se invece di parlare di fronte alle telecamere, stesse confrontandosi con il suo strizzacervelli. L’analisi delle sue parole, per forza di cose, parte da lontano: esattamente da sette mesi fa. La sera del 31 marzo, dopo il successo ai rigori della Bosnia sull’Italia, Rino – e con lui milioni di persone che amano il calcio – era un uomo a pezzi, sprofondato nel momento più buio della sua carriera. La terza eliminazione di fila della nazionale al mondiale lo aveva travolto. Annichilito. Umiliato. La faccia della vergogna del nostro calcio era la sua: quella di una persona onesta, di indubbi valori morali, ma incapace. Sappiamo tutti che dietro alla sconfitta di uno sport di squadra non esiste un unico colpevole, ma per il ruolo che ricopre un allenatore, è lui il vero responsabile. Gattuso è sparito dal radar, poi, improvvisa e inattesa, la chiamata della Lazio. Lotito gli ha offerto una seconda chance. La sera del 16 agosto, alla prima partita ufficiale, un flop colossale: Lazio superata 2-0 in casa dal Mantova, in Coppa Italia. Gattuso già sulla graticola e voci di un possibile esonero, condite da parole impietose: “Non si è ripreso dalla vergogna di Zenica e chissà se mai ci riuscirà”.

Due mesi dopo, Gattuso è in testa al campionato, in tandem con l’Inter. La sua Lazio gioca un bel calcio: non ha la rosa vasta di altre candidate al titolo, ma non partecipare alle coppe europee rappresenta paradossalmente un vantaggio. La Lazio può fare una cosa che nel calcio moderno è spesso e colpevolmente secondaria: allenarsi bene. Il 3-0 in casa della Juve ha liberato le acque. Gattuso, per la prima volta dopo i giorni oscuri di Zenica, ha parlato non solo della sua Lazio, ma ha allargato gli orizzonti, aprendo una finestra sulla complessità dei rapporti di un allenatore con i giocatori.

Il contrasto generazionale appartiene alla cronaca dell’umanità. Non è storia di oggi. All’alba del terzo millennio, i normali temi che contrappongono i giovani con gli adulti sono stati però amplificati, nel calcio, da due elementi dirompenti: la figura del procuratore che piomba nelle vite dei giocatori quando sono ancora bambini e la comparsa dei social. Le linee guida sono offerte spesso non dalle famiglie – sulle quali bisognerebbe poi aprire un dibattito -, ma dai loro manager – ovvero gente che si preoccupa quasi sempre dei propri interessi – e dalle piattaforme web. La gioventù tende a isolarsi e, in diversi casi, questa realtà distopica annebbia il cervello dei più fragili, con il risultato di sfuggire al controllo e alla comprensione degli adulti (ma anche gli “over”, a proposito di social, non scherzano ). Fare gruppo e comunicare, lontani dalla tecnologia, rappresenta spesso un problema. Immaginare questo scenario trapiantato in una squadra di calcio, dove un allenatore deve gestire non più quindici-sedici giocatori come un tempo, ma venticinque.

“Fino a qualche anno fa – le parole di Gattuso – faticavo a interagire con la squadra. Vedevo cose che mi facevano imbestialire. Questa generazione ha un approccio completamente diverso da quello che avevamo io e miei compagni di allora. Piano piano ho capito che dovevo cambiare atteggiamento. Ho cercato di andare incontro a questo mondo nuovo. Lascio più libertà, purché siano rispettati quei concetti di base sui quali non transigo”. Gattuso ha 48 anni. Non è molto più avanti con l’età rispetto a giocatori over 35, eppure oggi bastano due generazioni di differenza per scavare un solco talvolta incolmabile.

L’inaspettato exploit della Lazio ha però ragioni più profonde: “Gestisco un gruppo che ha voglia di affermarsi, rispetta le regole fondamentali e in settimana lavora duro, senza lamentarsi. Il nostro mercato non è stato facile. C’erano pochi soldi a disposizione, ma abbiamo preso i giocatori giusti. Ora ci godiamo questa bella vittoria a Torino, ma da domani, si volta pagina e si pensa alla gara con al Parma. La strada è questa: non guardare lontano e concentrarsi sull’obiettivo immediato”.

La terza bocciatura dell’Italia resta una ferita aperta: “Me la porterò dietro per il resto della vita. Non la supererò mai. Avevamo svolto un buon lavoro, poi quella maledetta serata di Zenica. Sono tornato in pista perché non riesco a stare a casa senza lavorare. Ho commesso qualche errore in passato accettando situazioni rischiose anche per questa ragione. Il mio mondo, la mia vita è il calcio: lo spogliatoio, gli allenamenti, le partite”.

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Torna l’ora solare, ma in gran parte del mondo non si cambia più: dove e perché

19 October 2026 at 09:56

Torna l’ora solare e, come ogni autunno, Europa e Stati Uniti non si muovono insieme. Lancette che andranno indietro di un’ora in Italia, mentre oltreoceano bisognerà attendere il 1° novembre. Per un po’, dunque, tra Roma e New York ci saranno 5 ore di differenza e non sei, con effetti concreti sugli orari di Wall Street.

Mentre EU e USA continuano a spostare le lancette, però, gran parte del mondo ha già smesso di farlo. Basti pensare a Cina e Giappone, che ormai hanno mutato il proprio sistema.

Quando cambia l’ora in Italia

Da noi il passaggio avverrà alle 3 di notte di domenica 25 ottobre, quando gli orologi torneranno alle 2. Si dormirà, almeno sulla carta, un’ora in più. Torna l’ora solare, dunque, mentre gli Stati Uniti vantano regole diverse, come detto.

Nell’Ue l’ora legale termina l’ultima domenica di ottobre, negli Usa la prima domenica di novembre. Il risultato è che lunedì 26 ottobre Wall Street aprirà alle 14:30 italiane invece delle consuete 15:30 e chiuderà alle 21. Una differenza che non si concretizza solo ora. È lo stesso anche in primavera, con i calendari che non coincidono. Quest’anno infatti gli americani hanno spostato le lancette l’8 marzo, tre settimane prima degli europei, che lo hanno fatto il 29 marzo, con ricadute sugli operatori dei mercati.

Quanto fa risparmiare l’ora legale

L’ora legale è nata per sfruttare meglio la luce naturale e consumare meno energia. Adottata nel 1916 da Germania e Austria-Ungheria e, nello stesso anno, dall’Italia, dov’è diventata stabile dal 1966. Secondo le stime diffuse da Terna nel marzo 2026, nei sette mesi di ora legale l’Italia dovrebbe risparmiare circa 302 milioni di kilowattora, pari al fabbisogno annuo di 115mila famiglie.

Un beneficio economico di circa 80 milioni di euro e 142mila tonnellate di CO2 in meno. Si tratta però di un risparmio stimato, non ancora di un consuntivo. E il peso dell’illuminazione nei consumi è sempre più basso, complici le lampadine a led e una domanda elettrica legata sempre più a climatizzatori e realtà attive a tutte le ore.

Il mondo che non cambia più orario

Anche il Giappone ha sfruttato l’ora legale, introdotta nel 1949 durante l’occupazione americana. È stata però abolita poco dopo, ovvero nel 1952, dopo un sondaggio in cui il 53% degli intervistati ne chiedeva la cancellazione.

La Cina, che dal 1949 usa un’unica ora nazionale, quella di Pechino, ha sperimentato il cambio stagionale tra il 1986 e il 1991, per poi sospenderlo dal 1992. Era risultato evidente, infatti, che i benefici energetici non erano uniformi, considerando un territorio tanto vasto. I disagi, alla fine, superavano i vantaggi.

Secondo Timeanddate, nel 2026 sono 70 i Paesi e territori dove almeno una località cambia l’ora, contro 178 dove non succede. Russia, Turchia, Brasile e gran parte del Messico hanno abbandonato il sistema negli ultimi anni, e perfino negli Usa le Hawaii e buona parte dell’Arizona non lo applicano.

Cambio d’ora e lavoro: i turni del 25 ottobre

Il ritorno all’ora solare richiede attenzione alle imprese con:

  • turni notturni;
  • servizi continuativi;
  • trasporti;
  • attività informatiche programmate.

Nella notte del cambio, infatti, uno stesso orario locale si presenta due volte. Per esempio, un turno dalle 22 di sabato 24 ottobre alle 6 di domenica 25 dura nove ore effettive, un dato rilevante per le presenze e il calcolo delle ore lavorate, fermo restando quanto previsto dal contratto applicato. Per distinguere gli eventi registrati nell’ora ripetuta è utile conservare il riferimento al fuso o all’orario Utc:

Ora locale del 25 ottobre Riferimento Utc
02:30, prima occorrenza (Cest, Utc+2) 00:30 Utc
02:30, seconda occorrenza (Cet, Utc+1) 01:30 Utc
03:30, ora solare (Cet, Utc+1) 02:30 Utc

Le due registrazioni delle 02:30, quindi, corrispondono a momenti diversi, separati da sessanta minuti: verificare timbrature, pianificazioni e registri informatici aiuta a evitare errori nella ricostruzione degli orari.

Alta tensione Juve, Bremer tuona: “Non posso prendere in braccio tutti”. Spalletti lo zittisce: “C’è dentro anche lui”

19 October 2026 at 07:57

“Siamo 11 giocatori più 5 che entrano e io non posso prendere in braccio tutti“. Così Bremer, pilastro della difesa della Juventus, ai microfoni di Sky dopo la partita di ieri sera persa contro la Lazio per 3 a 0. “Non voglio puntare il dito, ma ognuno ha il suo carattere: c’è chi quando le cose vanno male esce fuori e chi, al contrario, si nasconde“, ha insistito il brasiliano.

È una presa di posizione netta quella del difensore bianconero, uno sfogo durissimo. dopo una prestazione, a detta degli stessi protagonisti, decisamente non sufficiente. Bremer però manda un messaggio chiaro ai compagni, sostenendo che al momento tra di loro c’è “chi ha più carattere e chi meno, chi sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no”.

Le dichiarazioni del numero 3 della Juventus sono arrivate anche a Luciano Spalletti, allenatore dei bianconeri, che però non ha gradito la polemica del proprio giocatore: “Bremer è bene che faccia delle analisi, ma lui è dentro la partita di stasera come ci sono io, per cui prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi. Bremer non è escluso da quella che è la prestazione di stasera, ci è dentro come tutti“.

Le dichiarazioni dell’ex ct della nazionale mettono in mostra, dunque, uno spogliatoio teso, specchio di un momento di difficoltà della squadra bianconera certificato anche dall’ottava posizione in classifica con 11 punti conquistati dopo 7 giornate. L’uscita di Bremer forse doveva servire a scuotere la squadra, ma ha messo in mostra solamente una grave frattura nello spogliatoio. E la replica piccata di Spalletti apre ora un nuovo fronte di tensioni interne, di cui la Juve non aveva certo bisogno visto l’ottavo posto in Serie A.

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C’è del buono in Danimarca: Provstgaard e Isaksen, gli scudieri di Gattuso

19 October 2026 at 05:13

C’è del buono in Danimarca. E se ne giova la Lazio di Rino Gattuso che contro ogni pronostico torna da Torino con tre gol, il primato in classifica in condominio con l’Inter e la certezza di avere le potenzialità per giocarsi un campionato se non di vertice assoluto,  di alto livello. Lo 0 -3 allo Stadium lascia in eredità, oltre a una Juventus chiamata a interrogarsi seriamente, una Lazio che può ambire all’Europa. Anche quella che conta.

Il sacro fuoco danese: i risultati si vedono in campo

C’è del buono in Danimarca: Provstgaard e Isaksen, gli scudieri di Gattuso

l segreto non è poi così segreto: personalità, coraggio e cultura del lavoro. Sono queste le basi su cui Gattuso ha costruito la mentalità del gruppo, trasformando la fiducia in un elemento concreto anche sul campo. I risultati, come raccontano i protagonisti della sfida di Torino, sono il frutto di un ambiente in cui entusiasmo e qualità si alimentano a vicenda. A spiegare cosa si respira nello spogliatoio è Oliver Provstgaard, che sottolinea il valore di un gruppo capace di affrontare ogni avversario senza timori. «Mi godo il calcio e il campo, gli sforzi ripagano e non ho mai vissuto un gruppo come quello che ho trovato”. Sulla stessa linea Gustav Isaksen, che individua nella fiducia uno degli elementi decisivi per affrontare le partite con la giusta mentalità. “Questa squadra ha il fuoco dentro, siamo venuti a Torino con la sensazione di poter vincere. Sentiamo la fiducia, la assorbiamo. Questo ci permette di giocare meglio», spiega il connazionale di Provstgaard.

È la Lazio di Gattuso: numeri da record e un gruppo granitico

C’è del buono in Danimarca: Provstgaard e Isaksen, gli scudieri di Gattuso

Al netto delle prodezze individuali, è evidentemente la Lazio di Gennaro Gattuso. Arrivato fra lo scetticismo, ha numeri da record assoluti. Nessuna Lazio, neanche quella scudettata di Mastrelli del 1974 e di Eriksson del 2000, è partita così forte. La squadra ammirata a Torino non è solo coraggio. Ha identità di gioco, personalità, grinta, organizzazione, lettura della partita. Nonché la capacità di trasformare in energia positiva una situazione quanto mai complessa dal punto di vista ambientale e renderla trascinante per un gruppo diventato granitico. Quanto basta per totalizzare sei vittorie e un pareggio in sette giornate. La vittoria allo Stadium, fra l’altro, toglie anche ogni dubbio sulla capacità di reggere il confronto negli scontri diretti. Una vittoria con la Juventus e un pareggio con il Milan, per una squadra che non ha ambizioni di titolo ma di zona Europa, si traducono in un segnale forte e chiaro al campionato.

Piedi per terra e lavoro: la strada è tracciata

C’è del buono in Danimarca: Provstgaard e Isaksen, gli scudieri di Gattuso
Oliver Provstgaard esulta dopo il gol dello 0-1

La classifica è da stropicciarsi gli occhi,  anche alla luce delle premesse di inizio campionato. La squadra, abbandonata dai tifosi all’Olimpico, dopo l’enorme amarezza di una eliminazione da incubo contro il Mantova in Coppa Italia,  si è rialzata. Gattuso ha ribaltato stagione e prospettive, ma non gli si parli di rivincite. Il tecnico biancoceleste non ne cerca. Vuole semplicemente svolgere il proprio compito impegnandosi al massimo. Ed è evidente che la sua Lazio sia lo specchio dei dettami del tecnico. Coraggiosa, determinata e coesa alla ricerca dell’obiettivo complice una campagna acquisti condotta alla ricerca di elementi di spessore umano prima ancora che tecnico.  Con queste premesse, di partite se ne perdono poche, ma il tecnico è stato chiaro. L’entusiasmo non deve trasformarsi in presunzione. E la sensazione è che il messaggio sia stato recepito. Nessun volo pindarico, la strada è tracciata ed è da percorrere pancia a terra e con l’elmetto. 

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Manifestazione 17 ottobre a Roma, Cgil chiama “La Via Maestra”: orario e percorso

16 October 2026 at 08:51

Per la Cgil, la politica non si sta concentrando sui problemi degli italiani, che sono i salari, la sanità, la scuola, il fisco, l’ambiente e la pace. Al contrario si spendono soldi in armi e si volta la testa di fronte agli studenti nelle tende per il caro affitti, agli agricoltori, agli autotrasportatori e agli operai che da giorni stanno bloccando strade e attività.

È da qui che parte La Via Maestra, una manifestazione nazionale che si radunerà in Piazza della Repubblica a Roma il 17 ottobre, a partire dalle 13:30, fino a raggiungere Piazza del Popolo.

Manifestazione 17 ottobre: La Via Maestra

Si chiama “La Via Maestra” la manifestazione della Cgil e di oltre 100 associazioni che si sono riunite per rilanciare “un nuovo protagonismo sociale” e “la piena attuazione della Carta Costituzionale”. Come si legge sul sito della Cgil Milano, si tratta di una mobilitazione resa necessaria di fronte a una “torsione autoritaria del Paese, ma anche in Europa e nel mondo”.

Tra i tanti temi, uno molto sentito è la pace, perché questa non passa attraverso la conversione dell’economia in un’economia di guerra.

Altri temi toccati nella piazza del 17 ottobre saranno:

  • fisco;
  • welfare pubblico universalistico;
  • ambiente;
  • lavoro e occupazione;
  • emergenza salariale;
  • contrasto alla precarietà;
  • disuguaglianze e divari territoriali;
  • democrazia costituzionale.

Orari e percorso

La manifestazione nazionale “La Via Maestra” è in programma per sabato 17 ottobre. Le associazioni che si sono unite alla chiamata della Cgil si ritroveranno a Roma per chiedere politiche che rimettano al centro lavoro, diritti, casa, sanità e le nuove generazioni.

Il raduno è previsto in Piazza della Repubblica intorno alle 13:30. La partenza dipenderà dalle persone in arrivo, ma si stima un orario di conclusione del corteo intorno alle ore 17:00 a Piazza del Popolo.

Cosa chiede la Cgil

Il segretario generale, Maurizio Landini, denuncia il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e le difficoltà che colpiscono soprattutto i giovani. Per questo, per il leader del sindacato, è arrivato il momento di “far emergere i bisogni reali del Paese” e di costruire un fronte comune capace di “unire le lotte sociali che sono in campo sul lavoro, per il diritto allo studio, per il diritto alla casa, per una sanità che funzioni”.

Nel suo intervento, Landini ha richiamato l’attenzione anche sui lavoratori dell’Ilva in sciopero a Genova, Taranto e Alessandria, chiedendo che non venga interrotta quell’attività affinché l’Italia non diventi l’unico Paese industriale al mondo dove la produzione di acciaio viene cancellata.

Poi il focus critico sull’aumento delle spese militari (pari a 14 miliardi) annunciato dal governo:

Oggi noi abbiamo bisogno di investire sul lavoro perché non sia precario, sugli stipendi perché si arrivi alla fine del mese, per la scuola, per la sanità pubblica, per il diritto alla casa.

 

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