“Sono grasso e cecato” e pure un po’ fetente. Anche in Italia sappiamo fare i biopic musicali. Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore sulla prima epica manciata di anni di vita musicale di Pino Daniele, è una delle più gustose versioni del genere prodotte a casa nostra o, ancor meglio, tra i bassi napoletani.
Coraggiosa, matura, verace e pure un tantinello sfrontata, l’opera di Prosatore non solo è prima al box office italiano da una settimana, ma dà incredibilmente dei chilometri anche solo a filmetti modesti dell’area bio anglosassone come Bohemian Rhapsody. Non che ci sia nulla di stilisticamente pompato, di idealisticamente fuori dall’ordinario.
Lo srotolamento della vita di Daniele da quando, bambino, nei primi anni Sessanta, è seduto sulla banchina del porto (Otis sì, è per te) a smerciare i “dollars” col padre farabutto (luciferino l’ottimo Giovanni Ludeno), poi ancora tra vicoli, prostitute, gioco d’azzardo e l’epifania del blues dei soldati statunitensi afroamericani spizzicato alla chitarra, fino al live monumentale con oltre 200mila persone (a gratis) in Piazza del Plebiscito appena vent’anni dopo, all’apice del successo, non ha né i tratti marcati della foga né quelli sbrodolosi dell’agiografia.
Je so’ pazzo è vita creativa musicalmente eccezionale che prende forma per microeventi e strappi, è scrittura di pregio, tagli precisi, poderosi e sintetici (Prosatore, Edoardo Puma e Carlo Salsa) che disegnano reiterati conflitti (col padre, con l’industria della musica), enfasi pittorico-umana (con Napoli), catarsi possibile del singolo (il successo e la fama oltre i limiti fisici e la condizione familiare).
Il Daniele di Massimiliano Caiazzo poi è qualcosa di genuinamente sofferto, un corpo ancorato simbolicamente al terreno che riesce a vibrare oltre i tavoli in formica, le tv in bianco e nero con l’antenna e le purpette in frigo, che si eleva spiritualmente mentre si riproduce la “vocina”, che si ricompone etereo nella storia ibrida della musica napoletana ed italiana tra Settanta e Ottanta.
Attenzione però, il Pino Daniele di Prosatore non è un santo e nemmeno un amicone. È una figura contraddittoria, un filino stronza, autoritaria e traditrice, che in quel crogiolo musicale impressionante del Neapolitan Power trova uno spazio deflagrante, irriverente e maleducato, singolarmente pop. In una summa pressoché inappuntabile di scenografie e trovarobe (arredamento e vestiario quasi odorano degli anni Settanta), Je so’ pazzo si mostra in tutta la sua proteiforme bellezza anche come angolazione dello sguardo. Tra una panoramica circolare in studio di registrazione che ricorda Godard con gli Stones e la capacità di dare volume e profondità agli sfondi massa sbirciando rapido attraverso piani ravvicinati, Prosatore lascia contemporaneamente un segno di qualità e uno di intrattenimento tra le pagine di un cinema italiano spesso anemico e semplificatore di fronte ai giganti della storia. Tratto dal libro di Alessandro Daniele, primogenito di Pino, sulla vita del padre.
Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.
La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.
A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.
Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.
“Vertebre” lo ha incornato vincitore al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2025. Poi nei mesi a seguire sono cambiate tante cose nella vita di Settembre: nuovo team, nuovo tour, brani inediti come “Due settimane” e l’ultima “Lentiggini”. Napoletano, 25 anni, il cantautore ha una penna piena di sensibilità, sfumature ed è mosso da tanta voglia di fare. Il percorso è ripreso grazie al management La Tarma di Marta Donà. I feedback sono tutti positivi, non resta che aspettare e vedere se un altro tassello si aggiungerà al percorso professionale dell’artista: il Festival di Sanremo 2027.
Quando nasce “Lentiggini” e cosa ti ha ispirato a tirare fuori sentimenti così forti? Il brano è nato, se non ricordo male, tra fine gennaio e inizio febbraio di quest’anno. Era un periodo difficile per me, non solo per i temi di cui parla la canzone: era un periodo di vita strano, non proprio dei più felici. Paradossalmente in quei mesi scrivevo poca musica, avevo scritto solo due o tre cose, e una era ‘Lentiggini’. Tra vari problemi personali mi interrogavo, ancora una volta, sui sentimenti, sulle relazioni, sulle mancanze. Non necessariamente per un fatto accaduto pochi giorni o poche settimane prima: era qualcosa che mi frullava in testa.
Cosa c’era nella tua mente in quel periodo?
Tante domande come il non sentirsi abbastanza, magari perché si viene rimpiazzati o perché da uno dei due lati il sentimento si spegne. Allora ti ritrovi da solo a chiederti se non sei stato abbastanza, se c’era già qualcuno meglio di te. C’è poi il tema di provare ad andare avanti, come nella seconda strofa, dove cerco di dirmi, e di dire, che ci sto provando e che ho imparato a non farmi più male. Però chissà se un giorno tornerai da me… È già un passo successivo, un progredire della storia.
Dal video sembra che tu abbia anche un talento per la recitazione. È un pallino che hai sempre avuto?
Non penso! Però mi piace molto: amo l’arte in generale, la musica, la scrittura, il canto, la danza, il teatro, la recitazione. Con l’arte mi metto a nudo: è un modo per entrare in contatto con parti di me che, come esseri umani, spesso tendiamo a nascondere perché ci sentiamo deboli o non abbastanza forti. Sto imparando, e non ti nascondo che è difficile, ad accettare sempre di più la mia vulnerabilità. Quando canto, anche canzoni di altri, mi sento vulnerabile. È un posto difficile in cui stare, ma cerco di abbracciarlo e di accoglierlo.
Dalla vittoria a Sanremo sono passate tante cose: il nuovo management, un nuovo percorso artistico, un nuovo messaggio. Che cosa hai imparato? Credo molto nel percorso del destino: le cose vanno come devono andare, le accogliamo e ci insegnano. Ho imparato tanto dal Sanremo dell’anno scorso a oggi, e ho ancora molto da imparare. È stato un anno impegnativo a livello personale, perché ho cercato di capire tante cose e di dare le giuste priorità. A livello professionale sono contento di essermi preso del tempo per scrivere nuove canzoni e tornare nel momento in cui ero davvero pronto.
Hai già in testa il disco, la traccia fondamentale? No, il disco lo sto mettendo in sesto adesso. È un periodo in cui comincio a farmi domande più serie su questo progetto, che mi piace chiamare “diario”: ogni pagina è una canzone, e Lentiggini è una di queste pagine. Questo diario ha tante bozze, tante cose scarabocchiate, ma anche molte pagine già più ordinate che faranno sicuramente parte del pacchetto finale.
Tu sei di Napoli, una regione di cui si parla molto in questi giorni per la protesta degli autotrasportatori. Che cosa percepisci intorno a te? È un tema che mi sta molto a cuore: essendo napoletano, sento vicine queste problematiche che riguardano il Sud. Andare al supermercato e non trovare gli alimenti fa strano, ma non è questo il punto centrale. Il punto è il timore, la paura che noi giovani abbiamo di non riuscire a immaginare un futuro stabile e di non avere certezze. Come Clementino e come Gigi D’Alessio, mostro la massima solidarietà agli autotrasportatori e a tutto il settore, che sta vivendo un periodo non semplice. Io mi lamento, tra virgolette, della mancanza di alimenti, ma la questione è molto più seria.
In che senso?
Sono contento che se ne parli, perché nei notiziari si parla di tante cose e di questa ancora poco. Non riguarda solo la benzina e le altre ragioni per cui si sta manifestando, pacificamente, qui al Sud: va più a fondo e riguarda ancora di più noi giovani, perché c’è sempre più paura del futuro. Io però ho molta fiducia nelle nuove generazioni. Non posso parlare per tutti, ma nella mia generazione e in quelle che stanno arrivando vedo uno spirito ribelle e impaziente di cambiare le cose, e di farlo al meglio. È fantastico.
E sui disordini di Milano invece cosa ti ha colpito?
Ciò che è successo dovrebbe spingerci a riflettere. La violenza non è mai la strada giusta e non porta alla vittoria di queste manifestazioni, anzi finisce per mettere in ombra le ragioni di chi scende in piazza pacificamente per far valere le proprie idee. Non è mai condivisibile. Detto questo, ripeto: non voglio generalizzare, ma nella mia generazione e in quelle subito dopo la mia vedo uno spirito ribelle, la voglia di correggere ciò che prima è stato fatto. È bello, e me ne accorgo anche con i miei amici. Finché è pacifico, lo sottolineo, è sempre bello provare a cambiare le cose: finché non c’è violenza, finché non ci sono saccheggi.
Forse non tutti lo sanno che sei appassionato di numerologia, ma qual è il tuo numero ricorrente in questa fase della vita, e cosa rappresenta? Mi hai fatto questa domanda poco prima delle 15:15! Ultimamente è tornato il 2, vicino al 4, che mi è stato molto vicino, ma il 9 è sempre stato il numero che mi accompagna. E, manco a farlo apposta, il 9 marzo 2027 parte il mio tour nei club. Quando mi hanno comunicato che la prima data sarebbe stata il 9 marzo ho detto: “Mi state prendendo in giro?”. Inizierò da Pozzuoli, al Duel Club, poi sarò a Roma il 15 marzo al Largo Venue e a Milano il 20 marzo ai Magazzini Generali, dove ti aspetto. Spero di vedere questo nove da tutte le parti: per me i numeri sono messaggi angelici, poi ognuno li interpreta come vuole.
Cosa proporrai in tour?
Ci stiamo pensando proprio in questi mesi. C’è tanto lavoro da fare, anche con il pezzo appena uscito, ma stiamo iniziando a pensare le prime cose e io a scriverle. Sarò onesto: il mio concerto dei sogni lo farò, se Dio vorrà, quando avrò strutture più grandi. Ma le cose si fanno step by step, e iniziamo adesso dai club. Non vedo l’ora, sono famelico, entusiasta a mille.
Parlavi del due e il nove… Meglio un secondo posto o un nono posto a Sanremo 2027? Lì va bene tutto!
Momenti di tensione questa sera a Napoli, quando il presidio indetto da Potere al Popolo in piazza Dante contro il carovita si è trasformato in un corteo non annunciato. I manifestanti si sono mossi verso il Comune, e in piazzaMunicipio sono entrati in contatto con la Polizia che controllava l’ingresso di Palazzo San Giacomo e che li ha fermati. I militanti di Potere al Popolo e le forze dell’ordine si sono fronteggiati per qualche minuto, poi il corteo si è sciolto; nelle fasi concitate in cui i due gruppi sono entrati in contatto è stato coinvolto un cronista, di cui non si conoscono le generalità, che è rimasto contuso. Le sue condizioni, a quanto si apprende, non destano preoccupazione.
“Alla luce delle indiscrezionipubblicate negli ultimi giorni da diversiorgani di informazione, in Italia e all’estero, ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza. Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non vi è alcunatrattativa in faseavanzata“. Comincia così il messaggio di AntonioConte nelle sue storie Instagram in cui fa chiarezza sul suo futuro. Il tecnico leccese – che nelle settimane precedenti aveva strizzato l’occhio a club “blasonati”, che “hanno perso di vista la propria storia” – ha deciso di uscire allo scoperto dopo che nelle ultimesettimane il suo nome è stato accostato a diversiclubitaliani e stranieri, tra cui Juventus e ManchesterUnited tra le tante, dove le panchine di Spalletti e Carrick non sono più al sicuro dopo gli ultimideludentirisultati.
“Dopo una splendida e vincenteesperienza alla guida del Napoli, mi prenderò il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una scelta ponderata, che farò quando riterrò che vi siano le condizionigiuste“, scrive Conte, che poi entra più nello specifico: “Ho letto di presunte richiesteeconomiche e di pienipoteri che avrei già avanzato alle società citate, così come di riservelegate a quello che viene definito il mio un ‘carattereforte‘”.
Nessuna trattativaavanzata con la Juventus e nessuna con il ManchesterUnited, così come con tutti gli altri club a cui Conte è stato accostato nell’ultimomese: “Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento poiché, allo statoattuale, non esistono elementiconcreti sui quali basare similivalutazioni. Qualora si presentasse un’opportunitàconcreta, sarà il momento di confrontarsi con il club interessato e valutare insieme le condizioni di un eventualeaccordo, nel rispetto delle reciproche esigenze e delle caratteristiche che contraddistinguono il mio lavoro di allenatore. Fino ad allora, ogni ipotesi sulle mie richieste e sul mio futuroprofessionale resta una supposizione e non può essere considerata come un fatto”, ha concluso nel lungo messaggio pubblicato anche in inglese.
Nonostante la smentita, però, dall’Inghilterra insistono: se nel prossimoweekend – domenica alle 17:30 contro il Bournemouth – il ManchesterUnited non dovesse vincere, Carrick verrebbe esonerato e il club andrebbe forte su AntonioConte. E la sua ombra, inevitabilmente, è anche dietro LucianoSpalletti, visto che la sua Juventus non riesce a trovare continuità.
Ci vorranno anche diversi giorni per il ritorno alla normalità. Nella notte sono stati rimossi, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il blocco a Napoli, nella zona del varco Bausan e in via Argine, dove ha sede una delle due raffinerie della città. Le forze dell’ordine hanno infatti scortato il rifornimento dei distributori con una serie di volanti.
Ancora molti distributori di carburante mostrano il tuttoesaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghefile di automobili. In Campania si registra anche il lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincial’approvvigionamento.
Ieri la CommissionediGaranziasugliscioperi ha chiesto la precettazione degli autotrasportatori. La Commissione, si legge infatti in una nota, “prende atto del senso di responsabilità e della collaborazione dimostrati da alcune sigle dell’autotrasporto” ma, rilevando che permangono “diffusi e persistenti blocchistradali” “prolungando una criticitàormaiinsostenibile negli approvvigionamenti dei beni di prima necessità ha formalmente segnalato la situazione alle Autoritàcompetenti affinché adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediataripresadelleconsegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese, ai sensi ” ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146 del 1990″, al fine di garantire “a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”.
Fra i due arrestati per il furto di medicinali oncologici all’ospedale Pascale di Napoli, del valore di circa 822mila euro, ci sarebbe un ladro seriale di questo tipo di farmaci. Si chiama Ciro Sacchettino, classe 1981, l’Arsenio Lupin dei medicinali salvavita. Ha precedenti per furti simili all’ospedale di Trieste e al Sant’Orsola di Bologna. Nel 2019 era stato arrestato a Cremona per associazione a delinquere finalizzata al traffico di farmaci chemioterapici e antivirali.
A marzo Ciro Sacchettino risultava tra i 17 indagati della Procura di Napoli – procuratore Nicola Gratteri, pm Maurizio De Marco – per un traffico di farmaci antitumorali trafugati tra l’Asl Napoli 1 e l’azienda ospedaliera Federico II, del valore di circa 4 milioni e mezzo di euro. Messo ai domiciliari, liberato dal Riesame, non risulta tra i rinviati a giudizio. Ma nel frattempo le nuove indagini del pm De Marco e dei carabinieri del nucleo operativo del Vomero di Napoli hanno stretto il cerchio su di lui per quest’ultimo furto, per il quale la giudice per le indagini preliminari Rossella Grassi ne ha ordinato l’incarcerazione.
Il colpo si è compiuto il 17 settembre 2025 al Pascale e anche stavolta – come in altri casi relativi ad altri furti in altri presidi ospedalieri – determinante sarebbe stata la complicità di guardie giurate. E in particolare di chi, premendo un pulsante, ha disattivato l’allarme per una mezz’oretta, dalle 19 alle 19.30 circa. L’impianto di videosorveglianza, però, ha regolarmente funzionato e ha ritratto l’ingresso e il passeggiare di un uomo in tenuta scura, cappellino da baseball, guanti, zaino “sprayground” e attrezzi da scasso, che a un certo punto indossa una mascherina chirurgica per camuffarsi ulteriormente.
Gli investigatori ne sono convinti: è Ciro Sacchettino, accompagnato da un complice. Viene tracciata la Panda Nera entrata poco prima e utilizzata per il trasporto dei farmaci rubati, dopo che è stata forzata la sala frigorifera dove erano custoditi a temperatura controllata. La targa della Panda è clonata. Corrisponde a quella di un camper. È una delle prove che i furti vengono compiuti con metodi criminali scientifici. Il secondo arrestato è il vigilante Salvatore Abruzzo, va ai domiciliari. Inchiodato dalle telecamere che lo riprendono nel gabbiotto, mentre è da solo, negli orari di disattivazione e riattivazione dell’allarme.
C’era chi spendeva 2700 euro per un cane di razza. E poi al telefono sbottava col venditore: “Ma hai saputo qualcosa del pedigree? E’ proprio brutto, l’ho portato anche dal veterinario, ‘signora questo cane si sta facendo bruttissimo’… e non è originale, perché devo avere un cane che non mi piace”? Dall’altra parte provavano a rassicurarla: “Signora quello fa la trasformazione tra sei otto mesi, per lo spitz è normale”. E il pedigree? “Ancora mi devono chiamare, appena so qualcosa vi chiamo”. Spesso non arrivava. O era fasullo.
Non si sa se sorridere (per le reazioni dei padroni) o arrabbiarsi per il trattamento dei poveri animali, leggendo le intercettazioni dell’associazione a delinquere accusata di aver lucrato imbrogliando sulla compravendita di cuccioli importati dall’Ungheria, prima che compissero i 60 giorni previsti dalla legge, e truccando le attestazioni sulla loro salute e sul loro status di animali di pregio.
L’indagine condotta dei carabinieri del Citas di Napoli, agli ordini del colonnello Marco Trapuzzano, e coordinata dal pm Giulio Vanacore, fa propendere per l’indignazione. Nei negozi sequestrati tra Napoli e Torre Annunziata i cagnolini arrivano malati e infetti per lo stress del viaggio e la prematura sottrazione alla madre, ammassati negli scatoloni, custoditi in condizioni igieniche precarie, e gonfiati di farmaci per farli apparire vispi e radiosi (chi lo compra un cane triste in vetrina?), sino alla vendita. Per poi morire, spesso, poco tempo dopo la cessione. Nelle intercettazioni, gli indagati la siringa la chiamavano “la bomba”. Un mix di Plasil, Ranitidina, Rocefin. “Il maltese cosa ha fatto”? “Ha fatto un po’ di sangue…”. La soluzione per rimetterlo in piedi? Iniettargli il composto. “La bomba”.
Tra le carte di una enorme ordinanza che ricostruisce querele e truffe risalenti fino al 2014, spunta la storia di un rivenditore che al telefono non nasconde di avere “40 barboncini tutti senza microchip”. E quello che dovrebbe essere un obbligo di legge, trasferire la proprietà di animali da compagnia solo se chippati, diventa un optional. “Vedi di mettere due microchip… te li pago a parte… fammi questa cortesia”. Scrive il Gip Giovanni Vinciguerra che il rivenditore “li inocula solo all’occorrenza e solo se ce n’è bisogno”. E quel bisogno, di solito, scatta soltanto quando c’è qualche controllo dell’Asl e bisogna a mettere a posto le situazioni.
Il giudice ha disposto il carcere per Giuseppe Esposito, Marco Esposito e Giuseppe Gallo, e gli arresti domiciliari per Manuel Esposito e Giovanni Marfella, accogliendo la richiesta cautelare per associazione a delinquere e altri sei dei 45 capi di imputazione relativi a una decina di indagati. Le vittime qualche volta si accorgevano di essere state raggirate perché i loro cani aumentavano di peso oltre le caratteristiche di un cagnolino di pregio. Una signora se ne lamenta di brutto: “Ma quale razza toy, che è diventato cinque volte tanto. È otto chili e mezzo, è diventato una pecora”. Truffata: aveva comprato uno Shi Tzu, esemplare per cui la variante toy non esiste.
Solo una piccola parte delle vendite veniva tracciata. Il resto, in contanti. Per non emettere ricevute. Per non contabilizzare sui registri di carico e scarico. Uno schemino riassume come hanno pagato 54 clienti, di cui alcuni che hanno denunciato. Dei 43.875 euro ricavati, solo 14.855 sono passati attraverso carte di credito o bancomat. La signora M. R. ha pagato il suo cucciolo con 1300 euro in contanti. La signora S. S. 1150 euro in contanti. La signora A. C. la sua bestiola l’ha pagata con 100 euro tracciati e 300 in contanti. Il signor F. A. 1750 euro tutti sull’unghia. Ci sono delle eccezioni: il signor P. C. ha pagato 1500 euro tracciandoli. Ha comunque denunciato. Era convinto di aver comprato un barboncino toy sano. Si è trovato in casa un meticcio con un difetto ereditario.
In Campania prosegue la protesta degli autotrasportatori e aumentano i disagi per i cittadini. Quasi tutti i distributori di benzina nella città di Napoli hanno esaurito le scorte di carburante e fuori le poche stazioni di servizio ancora attive, per tutta la mattinata si sono create code di decine di auto e persone con le taniche in mano per un rifornimento extra. Nei supermercati gli scaffali sono sempre più vuoti e in alcuni punti vendita non è certa la riapertura nei prossimi giorni se dovesse proseguire il blocco dei rifornimenti. “Noi stiamo protestando per tutti – ci spiega uno degli autotrasportatori in presidio a via Brecce, nel blocco davanti al deposito di carburante nei pressi del porto di Napoli – protestiamo contro il caro gasolio e in generale contro il caro vita. E su questi temi non abbiamo avuto ancora nessuna risposta dal governo, non è possibile pagare il gasolio ad oltre 2 euro e 40 a litro, costi che si aggiungono poi all’aumento dei prezzi in generale, ci stanno portando verso la rovina”.
Gli autotrasportatori minacciano di proseguire il blocco fino al 27 ottobre, data del prossimo incontro con il governo e intanto puntano il dito contro l’esecutivo reo di non ascoltare le motivazioni degli autisti che non riescono più a sostenere i costi del carburante. Una contestazione che in Campania ha letteralmente bloccato per tutto il giorno i collegamenti con la rete autostradale. “Facciamo un appello al governo – dicono i manifestanti dal presidio di Casoria, in provincia di Napoli – i circa 400 milioni di cui parlava ieri il ministro Salvini a noi non interessano, così come non interessano gli sgravi fiscali, i risultati li vogliamo vedere davanti al distributore di benzina quando abbasseranno i prezzi, altrimenti da qui non ce ne andiamo. Vogliamo risposte concrete su come poter sostenere il costo del carburante che sta rendendo impossibile per noi lavorare e il costo della vita in generale che ormai è diventato insostenibile per molte famiglie non solo al sud”.
I focolai della protesta si espandono e si alimentano l’uno con l’altro. Alle mobilitazioni di autotrasportatori e agricoltori,ai presidi degli studenti in decine di scuole in tutta Italia e alle manifestazioni violente nelle piazze milanesi si aggiunge il fronte di Napoli, dove è stata occupata l’università Federico II. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, scrive il Collettivo autorganizzato universitario (Cau), è stata la comunicazione arrivata agli studenti dall’Ateneo, sulla necessità di interrompere la didattica in presenza. “Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi e oggi la Federico II scrive a tutti che da domani riparte la dad, per ‘mitigare i disagi per la comunità universitaria’”. Disagi che però, sottolineano gli studenti, “non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria, ma il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra, con almeno quattro miliardi di euro alle armi nella prossima finanziaria”. Così, proseguono, “il diritto allo studio diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati. In un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane”.
L’occupazione per il momento coinvolge la sede di porta di Massa della Federico II ed è gestita dal Cau e da Ecologia politica Napoli (Ecopol). Tutte le attività sono state interrotte e all’ingresso è stato esposto lo striscione che dice: “Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre”. Gli studenti annunciano per domani una conferenza stampa a porta di Massa. “Sappiamo cosa vogliamo, sappiamo come prendercelo e sappiamo chi sono i responsabili – proseguono -. Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Mandiamo a casa il governo Meloni: contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti”.
Poche ore prima era arrivata la comunicazione da parte dell’università: dal 22 ottobre, per limitare eventuali disagi e difficoltà per il raggiungimento delle sedi a causa delle agitazioni e per le difficoltà di approvvigionamento di carburante, la didattica sarà a distanza, per tutte le lezioni e le attività formative. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari. Le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Per quanto riguarda gli esami programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti, e per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni. L’Ateneo – in una nota – spiega che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione “con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività universitarie, riducendo al minimo i disagi per studenti e personale”.
A Napoli avrebbero ‘pezzottato’ anche i chihuahua e i barboncini. Lo sostiene la procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri nelle carte di un’inchiesta sui titolari di quattro negozi tra Napoli e Torre Annunziata di cui si erano occupati anche gli inviati di ‘Striscia la Notizia’. Negozi specializzati nella vendita di cani di razza, che tali non erano: secondo le accuse formulate dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giulio Vanacore, i cuccioli di piccola taglia erano privi della certificazione sanitaria, senza il pedigree certificato dall’ENCI (unico ente titolato in Italia a certificare la razza), senza il microchip e le vaccinazioni promesse e assicurate. Al dunque, all’acquirente al massimo veniva consegnato un attestato privo di valore. Pezzotto pure quello. Oppure la promessa dell’invio del certificato, non mantenuta. I clienti venivano attirati dalle pubblicità on line e suoi social, dove i chiauaua, gli spitz, i maltese e i chow chow venivano spacciati come esemplari “di razza purezza certificata” e “mini toy”.
In realtà i cuccioli erano in condizioni malsane e molto spesso sviluppavano malattie connesse all’importazione stressante dall’estero, per lo più dall’Ungheria, alla separazione precoce dalle madri, alle condizioni igienico-sanitarie di detenzione. Maltrattati prima, durante e dopo la cessione. Per occultarne i sintomi delle infezioni e lasciarli in vetrina, i cani venivano imbottiti di antibiotici e antinfiammatori. Siringhe di farmaci per prolungarne l’agonia. E quando il cliente veniva a protestare, perché il cagnolino era malato, era meticcio, o maschio invece che femmina, o peggio ancora morto poco dopo l’acquisto, il venditore e i suoi complici avrebbero reagito con “manovre ostruzionistiche o intimidatorie”: accusavano di incompetenza i veterinari di fiducia degli acquirenti, rifiutavano i rimborsi facendo leva sull’assenza di tracciabilità della vendita, oppure proponevano la sostituzione del cucciolo deceduto con un ulteriore conguaglio in denaro. Infatti i cani venivano pagati in contanti o attraverso ricariche su schede di prestanome e senza ricevuta.
Alle indagini hanno lavorato i carabinieri di Napoli del Nucleo Cites, il corpo che tutela le specie animali e vegetali protette dalla Convenzione di Washington del 1973, un accordo internazionale nato per proteggere la flora e la fauna a rischio estinzione. Hanno calcolato una cinquantina di presunte truffe, e disposto di sequestro preventivo di 43.000 euro. I negozi sono stati sigillati, insieme agli animali in vendita, i medicinali veterinari custoditi, gli apparecchi di videosorveglianza e la documentazione sanitaria e fiscale. L’ordinanza di circa mille pagine contesta l’associazione a delinquere finalizzata a maltrattamenti, uccisione di cuccioli di cane, riciclaggio, truffa, frode in commercio e esercizio arbitrario della professione veterinaria.
Terribili le circostanze che hanno dato il via all’inchiesta: il ritrovamento di un cucciolo morente per strada. Il presidio veterinario dell’Asl acclarò gravi patologie e deficit immunitari. I carabinieri sono risaliti all’auto utilizzata per l’abbandono e hanno incrociato i dati con quelli di segnalazioni di casi simili. Le perizie degli specialisti del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli Federico II sui cadaveri degli animali recuperati hanno dimostrato che i cuccioli venivano importati in tenerissima età, privi del necessario svezzamento e dello sviluppo immunitario primario. E morivano spesso per gravi forme di Parvovirosi (gastroenterite virale), Cimurro e parassitosi aggressive (quali la Giardia): vivevano giusto il tempo per essere messi in commercio.
La vittoria contro il BodoGlimt ha palcato un po’ di malumori in casa Napoli, sebbene i primi tre punti in ChampionsLeague siano arrivati con troppe sofferenze e altri tre gol subiti. La squadra di MaxAllegri però finora non sta convincendo molti tifosi, tra chi accusa il tecnico e chi invece se la prende con i giocatori. In questo clima, sono arrivate perfino le parole dell’ex capitano azzurro, GiuseppeBruscolotti, che a SpazioNapoli ha sparato a zero: “La partenza di Lukaku non ci voleva, era l’unico uomo di carisma. DeBruyne è uno dei tanti, non gliene frega niente. Lo stesso capitano, è bravo sul campo ma per il resto poca roba“.
Parole pesanti, soprattutto contro Giovanni Di Lorenzo. Che questa volta ha deciso di rispondere duramente, con un commento su Instagram: “Una cosa è certa: sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni da ex capitano non mi metterò di certo a sparare a zero sullo spogliatoio del Napoli non sapendo niente dall’esterno ed alimentando criticheinutili. Ti ricordavo diverso al nostro incontro alla festadelCentenario. Un abbraccio caro Bruscolotti“. Parole nette, decise, che però aiutano a compattare la squadra proprio nel momento in cui c’è la necessità di uscire da un momento difficile.
Bruscolotti, tra l’altro, non è nuovo ad attacchi a Di Lorenzo. Nell’estate2024, quando si rincorrevano i rumors su un possibile addio al Napoli del difensore, l’ex capitano aveva scritto sui social: “Se vuoi andare, tira fuori le p…e. Ti voglio ricordare che è andato via Diego, quindi con tutto il rispetto non ce ne frega un c…“. Oggi Di Lorenzo ha deciso di rispondere, forte del suo status e del suo posto nella storia del Napoli: ha alzato al cielo due scudetti da capitano.
Raimondo diventa capocannoniere, Stankovic trascina il Venezia alla prima vittoria e il Monza travolge il Cagliari. L’Inter continua a vincere, la Lazio fa tre gol alla Juventus e il Napoli di Allegri affonda. I promossi e bocciati della settima giornata.
La settima giornata incorona Raimondo e rilancia Venezia e Monza. Pagelle disastrose per Napoli e Juventus
Una settimana fa era tra i Flop, oggi è il capocannoniere della Serie A. Antonio Raimondo ne fa tre al Sassuolo e saluta tutti. Il Venezia cambia allenatore, affronta il Napoli e conquista i primi tre punti del campionato. Sarà l’effetto Nicola? Intanto Stankovic si trasforma in un muro e De Bruyne finisce dall’altra parte della nostra rubrica. Il Monza ne rifila quattro al Cagliari, la Roma scopre un altro giovane e il Como continua a divertirsi con Nico Paz e Liberali.
L’Inter di Chivu non conosce ostacoli e passa anche a Bologna, la Lazio di Gattuso continua a volare e la Juventus incassa tre schiaffi in casa. Il Milan vince, soffre e ringrazia il solito Rabiot. Allegri, invece, può cominciare a preoccuparsi. Il suo Napoli si ferma a Venezia e i primi sette turni di campionato non sono certamente quelli che ci si aspettava.
Dalle grandi firme ai portieri, dai ragazzi terribili alle difese che sembrano porte girevoli, ecco i Top e Flop della settima giornata di Serie A.
I top della giornata: Raimondo scatenato, Stankovic fa il muro e Varela trascina il Monza
Raimondo: tripletta e ciao. Ci vediamo nei Top!
La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Flop perché contro il Napoli la palla l’aveva vista poco. Evidentemente Antonio Raimondo ha letto la nostra rubrica e ha deciso di rispondere. Come? Con una tripletta al Sassuolo. Ventisettesimo minuto, gol. Trentesimo, ancora gol. Cinquantasettesimo, terzo gol. Sipario. Certo, Muric (che incontreremo più avanti) gli dà una bella mano sui primi due, ma un attaccante deve anche saper scartare i regali. Raimondo lo fa benissimo e con sette reti in sette giornate sale in testa alla classifica marcatori. Il tutto nella serata in cui, prima del fischio d’inizio, riceve il premio di miglior giovane dei primi due mesi del campionato. Alvini, premiato a sua volta come miglior allenatore, si gode un Frosinone che continua a stupire.
La settimana scorsa Flop, questa volta tre gol e primo posto tra i cannonieri. Antonio, messaggio ricevuto. Tripletta e ciao.
Stankovic: papà, oggi il muro l’ho fatto io
Sette giornate fa il Venezia cominciava il campionato con ben altre ambizioni. Sei sconfitte dopo, arriva Davide Nicola e al Penzo si presenta il Napoli. Servirebbe un miracolo. Filip Stankovic decide di mettersi al lavoro. Para tutto quello che può, tiene in piedi il Venezia e quando il Napoli ha l’occasione di pareggiare dal dischetto, si trova davanti Kevin De Bruyne. Il belga calcia, il serbo respinge. Fine delle speranze azzurre. O quasi, perché il Napoli continua ad attaccare ma il portiere lagunare non vuole proprio saperne di prendere gol.
Il figlio di Dejan si prende la copertina e regala a Nicola una prima da sogno. Da zero punti in sei partite a tre punti contro il Napoli. E con una porta finalmente inviolata. Stankovic, alla dogana non si passa. Neanche con il passaporto belga.
Varela: il Monza ha trovato il suo bomber. E che bomber!
Gustavo Varela continua a segnare e il Monza comincia finalmente a vincere. Contro il Cagliari il portoghese decide di esagerare. Prima riceve da Foe Ondoa e firma il 2-0, poi serve a Robinson il pallone del terzo gol e infine si fa trovare al posto giusto sulla respinta del palo per completare la doppietta. Due gol e un assist, sei reti in sette giornate di campionato e una squadra che passa dalla paura della retrocessione a una serata da applausi. Il Monza rifila quattro gol a un Cagliari che nelle precedenti sei partite ne aveva subiti appena tre. Juric cercava una scossa, Varela ha deciso di portare direttamente l’alta tensione al Brianteo. E a forza di segnare, il portoghese comincia a meritarsi ben più di una semplice menzione tra i Top.
Kouadio: la prima volta non si scorda mai
Il Monza fatica a trovare il vantaggio contro il Cagliari e Eddy Kouadio decide di fare una cosa che normalmente non si chiede a un difensore. Recupera palla, accompagna la ripartenza, attacca la profondità e si presenta davanti a Caprile. Dany Mota lo serve, lui non sbaglia. Primo gol in Serie A, Monza avanti e Brianteo in festa. Una rete che premia la personalità del giovane difensore, capace di trasformare un recupero nella propria metà campo in una cavalcata fino alla porta avversaria. Nella ripresa continua a dare una mano anche quando il Monza dilaga. Kouadio, te la immaginavi così la prima volta?
Foe Ondoa e il Monza: finalmente, signori, si gioca a calcio!
Doveva essere la partita del Cagliari dei miracoli, reduce da un inizio di stagione sorprendente. E invece il Brianteo si trasforma nel palcoscenico del Monza di Juric. Manga Foe Ondoa sta diventando una delle sorprese più interessanti del Monza. Vent’anni, nato a Parigi da una famiglia di origini camerunesi, arrivato in estate dopo un’esperienza nella seconda divisione portoghese con l’Oliveirense. Il ragazzo sta scalando rapidamente le gerarchie di Juric, che contro il Cagliari lo preferisce addirittura a Folorunsho. E il campo gli dà ragione. Una partita incredibile per intensità, personalità e qualità. Recupera palloni, corre per due, accompagna ogni azione e confeziona l’assist che permette a Varela di firmare il 2-0. Il Monza conquista la seconda vittoria casalinga consecutiva e rifila un 4-0 al Cagliari, la sua vittoria più larga in Serie A. Juric ha ancora parecchio da sistemare, ma intanto può godersi lo spettacolo. Folorunsho resta a guardare, Foe Ondoa si prende il centrocampo. E a vent’anni, con queste prestazioni, comincia a diventare difficile rimetterlo in panchina. E adesso non fermarti proprio sul più bello.
Nico Paz: quando il prezzo del biglietto vale
Nico Paz è uno di quei giocatori per i quali vale la pena comprare il biglietto. A Firenze il Como si presenta con l’ambizione di tornare a vincere e l’argentino fa esattamente quello che ci si aspetta da lui. Al 36′ si inventa un colpo di testa che non lascia scampo a De Gea e vale il raddoppio. Nella ripresa parte palla al piede, accelera e lancia Douvikas verso il gol del definitivo 3-1. Una rete e un assist, ma soprattutto una partita nella quale ogni volta che prende il pallone sembra poter succedere qualcosa. Il Como vince al Franchi e sale al quinto posto. Fabregas si gode il suo talento e la Fiorentina passa buona parte del pomeriggio a cercare di capire come fermarlo. Nico, ci sarebbe una domanda. Ma quando hai intenzione di diventare un giocatore normale? Perché così è difficile per tutti.
Simeone: il Cholito è tornato
Giovanni Simeone decide che è arrivato il momento di interrompere il digiuno. E quando il Cholito ha fame, qualcuno deve pur pagare il conto. Stavolta tocca al Parma. Quattro minuti, cross di Belghali e conclusione al volo che vale l’1-0. Il Torino prende coraggio, Adams raddoppia e nella ripresa Simeone completa l’opera. Al 69′ prende la mira da lontano e lascia partire un destro che si infila sotto la traversa. Due gol, tre punti e prima doppietta stagionale. Il Torino di Abate conquista la seconda vittoria consecutiva e si allontana dalle ultime posizioni. Il Cholito torna a fare quello che gli riesce meglio e il Parma rimane a guardare. Ci aveva messo sei giornate a sbloccarsi. Alla settima, evidentemente, ha deciso di recuperare con gli interessi.
Thuram: due su due. Marcus non conosce pause
Una settimana fa aveva segnato contro il Parma, questa volta tocca al Bologna. Marcus Thuram continua a timbrare il cartellino e, soprattutto, continua a farlo quando l’Inter ne ha bisogno. I nerazzurri sono sotto al Dall’Ara dopo il gol di Pobega e per buona parte del primo tempo faticano. Poi, al 44′, Barella mette un pallone in mezzo e il francese sale in cielo. Colpo di testa, pareggio e partita riaperta. L’Inter nella ripresa ribalta tutto con Carlos Augusto e Bonny, ma senza quella rete prima dell’intervallo sarebbe stato un altro pomeriggio. Thuram lavora, attacca gli spazi, fa reparto e continua a segnare. Seconda partita consecutiva a bersaglio. Chivu ha una squadra che sa vincere anche nelle giornate più compolicate. E Marcus, a quanto pare, ha preso gusto a finire nei nostri Top.
Carlos Augusto: entra, segna e ribalta il Bologna
L’Inter è sull’1-1 al Dall’Ara quando Chivu decide di cambiare qualcosa. Fuori Dimarco, dentro Carlos Augusto. Passano pochi istanti e il brasiliano si presenta sul secondo palo per raccogliere il pallone di Zielinski. Gol del 2-1 e partita ribaltata. Carlos Augusto non perde tempo. Entra, attacca lo spazio, trova il gol e contribuisce anche all’azione del definitivo 3-1 firmato da Bonny.
Ancora una volta Chivu dimostra di avere una panchina che potrebbe tranquillamente giocare titolare in molte altre squadre della Serie A. E il brasiliano ne è uno degli esempi migliori. C’è chi entra per dare una mano. E chi entra per decidere le partite. Carlos Augusto appartiene alla seconda categoria.
Rabiot: meno male che Adrien c’è. Parte seconda
Ci risiamo. Una settimana fa lo avevamo premiato perché aveva svegliato un Milan che rischiava di addormentare tutti. Contro l’Atalanta Adrien Rabiot decide di concedere il bis, questa volta con una prestazione ancora più convincente.
Prima, però, c’è spazio anche per un bel siparietto con Chiffi. Al 41′ si becca il giallo per proteste e continua a mandare platealmente a quel paese l’arbitro, facendo infuriare persino Amorim. E due minuti dopo, con tutta quella rabbia addosso, arriva il gol. Al 43′ riceve da Moreira, si sistema il pallone e con il destro, il piede meno educato, firma il 2-0. Nella ripresa si procura uno dei due rigori concessi ai rossoneri e soprattutto serve a Gila la sponda per il terzo gol. Corre, recupera, si inserisce e trascina una squadra che nell’ultima mezz’ora rischia perfino di farsi rimontare tre reti.
Il francese continua a essere indispensabile per Amorim. Gol, assist e una partita da padrone del centrocampo. E da vero leader si comporta anche davanti ai microfoni, senza farsi addolcire dalla vittoria. “Non possiamo fare un primo tempo del genere e poi crollare così”, dice Rabiot, che bacchetta anche i compagni subentrati: “quelli che entrano devono fare di più”. Insomma, arrabbiato con l’arbitro durante la partita e con i compagni dopo. Ma soprattutto uno che pretende sempre il massimo. Da sé stesso e dagli altri.
A Milano, sponda rossonera, il ritornello è sempre quello. Meno male che Adrien c’è. E comincia a diventare un tormentone.
Gonçalo Ramos: il gol è tornato, ma… Il meglio deve ancora venire?
Gonçalo Ramos torna a segnare in campionato e il Milan ritrova il suo centravanti nel tabellino. Contro l’Atalanta il portoghese si presenta sul dischetto al 24′, spiazza Carnesecchi e porta avanti i rossoneri. Finalmente. Il problema è che la sua partita continua a lasciare qualche dubbio. Si muove poco, attacca l’area meno di quanto ci si aspetterebbe e quando arriva il secondo rigore cambia esecuzione e si fa parare il tiro. Il Milan trova comunque il 3-0 sugli sviluppi dell’angolo successivo, ma Ramos perde l’occasione di chiudere definitivamente il discorso. Lo mettiamo tra i Top perché un numero 9 che torna al gol merita di essere premiato. Ma il giudizio rimane sospeso a metà. Gonçalo, bene esserti sbloccato. Adesso però bisogna cominciare a muoversi un po’ di più. Il centravanti del Milan non può vivere soltanto di calci di rigore.
Gila: Ramos sbaglia? Nessun problema, ci penso io
Il Milan è avanti 2-0, ha appena conquistato il secondo rigore della partita e Gonçalo Ramos ha l’occasione di chiuderla. Carnesecchi para e concede un calcio d’angolo. Ci pensa Mario Gila a sistemare le cose. Modric mette il pallone in mezzo, Rabiot prolunga e il difensore spagnolo si fa trovare pronto sul secondo palo. Colpo di testa e 3-0.
L’ex Lazio gioca una partita di grande attenzione difensiva e trova anche la soddisfazione personale del gol. Una rete che diventa fondamentale quando l’Atalanta prova a rimontare, arrivando fino al 3-2.
Ramos sbaglia, Gila rimedia. E alla fine quei tre gol servono tutti. Il difensore ha fatto anche il centravanti. A San Siro c’è un nuovo idolo.
Castro, come si direbbe da quelle parti: “Mo je faccio er cucchiaio”
La Roma fatica contro il Genoa e per un tempo sembra non riuscire a trovare la soluzione. Poi arriva Santiago Castro e si inventa un gol di quelli che meritano di essere rivisti più volte. Il giovane argentino prende la mira e disegna un pallonetto che supera il portiere e si infila sotto la traversa. Un colpo da applausi, di quelli che fanno alzare lo stadio anche prima di capire dove sia finito il pallone.
La Roma passa in vantaggio, acquista sicurezza e trova poi il raddoppio con Lulli. Gasperini deve fare a meno di Malen e Dybala, ma trova in Castro un attaccante capace di stappare una partita complicata con una giocata fuori dal comune. Santiago, per segnare si poteva anche scegliere una soluzione più semplice. Ma così ci piace decisamente di più.
Liberali: una bellissima prima gioia
Mattia Liberali parte titolare al Franchi e decide di festeggiare l’occasione nel modo migliore. Al 32′ riceve il pallone al limite, si sistema il sinistro e trova una traiettoria a giro che lascia De Gea senza possibilità di intervento. Primo gol in Serie A, primo con la maglia del Como e prima da titolare nella massima serie con i lariani. Niente male come pomeriggio. Fabregas continua a dare spazio ai giovani e Liberali gli restituisce una prestazione piena di personalità. Corre, si propone, prova a inventare e soprattutto non ha paura di prendersi la responsabilità di calciare. Servivano giovani? Servivano ragazzi con talento e coraggio? Bene, eccolo. A Firenze Mattia si presenta con un sinistro da applausi.
Ramon: ci sta prendendo gusto, il ragazzo
Una settimana fa lo avevamo premiato per la prestazione contro la Roma. Contro la Fiorentina Jacobo Ramon decide che stare tra i Top gli piace e fa di tutto per tenerselo. Fabregas lo manda in campo dopo appena un quarto d’ora per l’infortunio di Chalobah. Non proprio il modo più semplice per entrare in partita. Eppure lo spagnolo impiega pochissimo a prendere le misure agli avversari. Chiusure, anticipi, letture e quella tranquillità con il pallone che ormai stiamo imparando a conoscere. Il Como segna tre gol e nel finale gestisce il vantaggio anche grazie alla solidità del suo difensore. La settimana scorsa sembrava giocare in giacca e cravatta. Questa volta è entrato praticamente a freddo e non ha perso nemmeno un bottone. Jacobo, ci stai prendendo gusto.
Lulli: primo gol con la Roma, davanti a tutti
La Roma deve fare i conti con assenze importanti e Gasperini dà ancora fiducia a Emanuele Lulli. Il giovane esterno risponde con una prestazione di personalità e soprattutto con un gol che difficilmente dimenticherà. Soulé inventa sulla destra, il pallone arriva a Lulli che deve soltanto accompagnarlo in porta. Sembra facile, ma la prima rete in Serie A, all’Olimpico e con la maglia della Roma, facile non lo è mai. Pochi minuti dopo lascia il campo tra gli applausi della gente dell’Olimpico. Gasperini incassa tre punti, la Roma continua a inseguire l’Inter e scopre di avere un’altra soluzione sulla fascia. Il primo gol non si scorda mai. Figurarsi se lo segni sotto gli occhi dell’Olimpico. Emanuele, benvenuto tra i grandi.
Gaspar: comanda la difesa, poi va a segnare
Il Lecce arriva a Udine e impiega dieci minuti per mettere le cose in chiaro. Angolo di Gallo, stacco di Kialonda Gaspar e pallone in rete. Primo gol stagionale e partita subito indirizzata. Il difensore angolano torna poi a fare il suo mestiere, guidando una retroguardia che concede pochissimo a un’Udinese incapace di trovare spazi. Gli uomini di Runjaic provano a reagire, ma la squadra di Di Francesco tiene il controllo e finisce per vincere 3-0. Quando un difensore apre la partita nell’area avversaria e contribuisce a chiuderla nella propria, il Top è praticamente obbligatorio. Gaspar mette la firma sul gol e sulla porta inviolata. En plein.
N’Dri: il migliore in campo ha pure segnato
Konan N’Dri si prende la scena a Udine con una partita piena di corsa, iniziative e soprattutto un gol che indirizza definitivamente la gara. Al 33′ il Lecce batte un altro angolo, Tiago Gabriel prolunga di testa e l’ivoriano si fa trovare sulla traiettoria. Deviazione di petto, pallone in rete e 2-0. Non sarà il gol più elegante della stagione, ma vale esattamente come gli altri. N’Dri continua poi a essere uno dei più vivaci, cerca ancora la porta e costringe la difesa friulana a rincorrere. Il Lecce domina e lui è uno dei protagonisti principali. Un gol di petto, una partita di sostanza e tanta voglia di giocare. Il migliore in campo? Per noi sì. Anche senza averla messa dentro con i piedi.
Isaksen: Gustav, ma dove vuoi arrivare?
La Lazio di Gattuso continua a correre e Gustav Isaksen sembra avere sempre più voglia di essere protagonista. Contro la Juventus è uno dei più pericolosi fin dall’inizio, punta gli avversari, cerca il tiro e costringe la difesa bianconera a continui interventi. Al 66′ Nuno Tavares lo pesca dalla parte opposta del campo. Il danese controlla, rientra sul sinistro e trova un diagonale che vale il 2-0. La Juventus non riesce a reagire e nel finale arriva anche il terzo gol di Dele-Bashiru. La Lazio vince 3-0 a Torino, sale a 19 punti e rimane in vetta insieme all’Inter. Isaksen corre, segna e si prende una bella fetta di merito. Gattuso ringhia, Gustav vola. E dalle parti di Formello cominciano a chiedersi dove possa arrivare questa Lazio.
Adams: il Venezia si sveglia, Akor presenta il conto al Napoli
Sei sconfitte consecutive, zero punti e un nuovo allenatore in panchina. Il Venezia affronta il Napoli sapendo che un’altra sconfitta renderebbe la situazione ancora più complicata. Poi arriva Akor Adams. A inizio ripresa l’attaccante trova lo spazio per calciare e batte Meret con un destro preciso. Primo vantaggio, tre punti in cassaforte e un intero stadio che comincia a credere nell’impresa. Il Napoli prova a reagire, Allegri manda in campo i suoi big e De Bruyne fallisce il rigore del pareggio. Adams ha fatto il suo, Stankovic completa l’opera. Nicola debutta con una vittoria contro il Napoli e il Venezia cancella finalmente quello zero dalla classifica. Akor, bel modo di presentarsi al nuovo allenatore.
Juan Jesus: l’ex presenta il conto
Juan Jesus conosce bene il Napoli. Ci ha giocato, ha condiviso lo spogliatoio con molti degli avversari che si ritrova davanti e probabilmente sa anche quali siano le loro abitudini. Al Penzo, però, non c’è spazio per la nostalgia. Il difensore brasiliano gioca una partita di grande concentrazione, guida la retroguardia del Venezia e si rende protagonista anche di un salvataggio fondamentale nella propria area. Quando il Napoli prova a forzare il risultato, l’ex azzurro è sempre lì a dare una mano. Il Venezia conquista la prima vittoria del campionato e Juan Jesus si prende una bella rivincita personale. Gli ex spesso segnano. Qualche volta, invece, decidono semplicemente che alla loro vecchia squadra non deve segnare nessuno. Juan Jesus, oggi niente regali agli amici.
Belghali: due assist, prego. Qualcun altro?
Il Torino vince 3-0 a Parma e Rafik Belghali decide di fare il cameriere di lusso. Dopo appena quattro minuti mette in mezzo un pallone che Simeone trasforma nel vantaggio granata. Nella ripresa serve ancora il Cholito, questa volta per il gran destro del definitivo 3-0. Due assist, tanta corsa sulla fascia e un Parma che non riesce praticamente mai a prendergli le misure. Abate trova in Belghali un esterno capace di accompagnare l’azione e di mettere gli attaccanti nelle condizioni di fare male. Simeone segna due volte, Adams una. Belghali prepara il tavolo. Il menù del Torino oggi prevedeva tre portate. Due le ha servite lui. Cameriere, complimenti.
I flop della giornata: il Napoli di Allegri inciampa, la Juventus affonda e l’Udinese in caduta libera
De Bruyne: KDB è tornato a Houston, abbiamo un problema
Sette giorni fa lo avevamo premiato con un titolo abbastanza chiaro. Houston, KDB è tornato. Kevin De Bruyne, però, contro il Venezia decide di farci cambiare completamente opinione. Allegri lo lascia inizialmente in panchina, poi lo manda in campo quando il Napoli è sotto di un gol. Il belga avrebbe anche l’occasione perfetta per rimettere tutto a posto. Calcio di rigore, pallone sul dischetto e davanti Filip Stankovic. Tiro, parata. Venezia ancora avanti e Napoli che ci prova senza trovare il gol. Dopo la doppietta contro il Frosinone ci aspettavamo un’altra prestazione trascinante. Arriva invece un rigore sbagliato che costa carissimo. Una settimana fa Houston festeggiava. Stavolta bisogna chiamare davvero la centrale operativa. KDB, abbiamo un problema.
Muric: due regali, tre gol di Raimondo. Buon Natale in anticipo
Il Sassuolo va a Frosinone e Arijanet Muric decide di dare una mano agli avversari. Una mano, anzi due. E purtroppo non quelle giuste. Al 27′ Raimondo segna il primo gol approfittando di un intervento sbagliato del portiere. Tre minuti dopo il copione si ripete. Altro errore, altra rete e Frosinone che comincia a prendere il largo. Sul terzo gol Muric ha molte meno responsabilità, ma ormai il disastro è compiuto. Il Sassuolo perde 4-2 e Raimondo torna a casa con il pallone della tripletta. Due regali in tre minuti. Per essere ottobre, Babbo Natale è arrivato decisamente in anticipo. Muric, il sacco dei doni potevi anche lasciarlo a casa.
Massimiliano Allegri: Max, il Napoli doveva essere un’altra cosa
Il Napoli perde a Venezia, contro una squadra che nelle prime sei giornate aveva raccolto zero punti. E già questo basterebbe per inserire Massimiliano Allegri tra i Flop. Ma c’è anche il modo in cui arriva la sconfitta. Il tecnico sceglie di lasciare inizialmente in panchina De Bruyne, Hojlund e Anguissa, si affida ad altre soluzioni lasciando molti dubbi. Quando il Venezia passa in vantaggio, richiama i suoi big e prova a cambiare tutto. Troppo tardi. De Bruyne sbaglia il rigore del pareggio, Stankovic para il resto e il Napoli torna a casa a mani vuote.
La partenza del Napoli è ben lontana dalle aspettative di una squadra costruita per stare ai vertici. Allegri ha qualità, alternative e giocatori di livello internazionale, ma dopo sette giornate continua a cercare una formula convincente. Max, il problema non è perdere una partita. È che il Napoli, per il momento, sembra molto lontano dalla squadra che ci si aspettava di vedere.
Il Bologna: una vittoria in sette partite. Non era facile, eh…
Il Bologna parte bene contro l’Inter, segna con Pobega dopo dieci minuti e per buona parte del primo tempo mette in difficoltà la capolista. Poi Thuram pareggia e nella ripresa la squadra di Palladino si scioglie. Finisce 1-3 e i rossoblù rimangono a cinque punti dopo sette giornate. Una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.
Certo, contro l’Inter di Chivu non era facile. E questo va riconosciuto. Ma il problema del Bologna non comincia e non finisce contro la capolista. Una squadra che ha giocatori di qualità, ambizioni europee e un organico costruito per stare nella parte sinistra della classifica non può accontentarsi di una sola vittoria in sette partite. Palladino cerca risposte e intanto continua a perdere terreno. Non era facile battere l’Inter. Ma, a quanto pare, quest’anno non è facile battere quasi nessuno.
L’Udinese: cinque sconfitte consecutive. Qualcuno suoni la sveglia
Una sconfitta può capitare. Due anche. Ma cinque consecutive cominciano a essere un problema piuttosto serio. L’Udinese perde 3-0 in casa contro il Lecce e lo fa nel peggiore dei modi. La squadra di Di Francesco domina, crea occasioni, segna due volte nel primo tempo e avrebbe potuto chiudere la partita con un vantaggio ancora più largo. Runjaic prova a cambiare tre giocatori all’intervallo, ma la reazione è troppo debole. I friulani si fanno infilare ancora nel finale e rimangono nelle ultime posizioni con appena quattro punti. Il dato più preoccupante è che il Lecce sembra quasi sempre arrivare in porta con una facilità disarmante. Okoye evita un passivo ancora più largo. Cinque sconfitte di fila, tre gol presi in casa e una difesa che sembra aver dimenticato come si fa a difendere. Udinese, la sveglia è suonata da un pezzo. Qualcuno vuole alzarsi?
Kolo Muani e Woltemade: cercasi attaccanti, disperatamente
La Juventus prende tre gol dalla Lazio, ma il dato che dovrebbe preoccupare maggiormente Spalletti riguarda quello che succede nell’altra metà del campo. Kolo Muani parte titolare e prova a muoversi, a cercare palloni e a dare profondità. I compagni, però, non riescono quasi mai a servirlo nelle condizioni giuste e il francese finisce per girare a vuoto. Woltemade entra all’intervallo, sfiora subito la porta e poi sparisce progressivamente dalla partita. Due centravanti, zero gol e una Juventus che produce pochissimo nonostante il bisogno disperato di rimontare. Una settimana fa Kolo Muani aveva finalmente segnato contro il Cagliari, prima di divorarsi il pallone della vittoria. Stavolta non arriva nemmeno quello. Spalletti ha a disposizione attaccanti importanti, almeno sulla carta. Ma il numero 9 della Juventus deve segnare. E quando non segna, dovrebbe almeno mettere paura alle difese. Contro la Lazio non succede né una cosa né l’altra. Juve, cercasi centravanti. Di nuovo.
Njie: tre occasioni, tre rimpianti. La porta è quella!
La Fiorentina perde 3-1 contro il Como e Alieu Njie ha parecchio da rimproverarsi. L’esterno viola trova spazi, attacca, arriva alla conclusione e avrebbe più di un’occasione per cambiare il risultato. La più clamorosa arriva a inizio ripresa. Butez esce male, Njie lo supera con un pallonetto ma non trova nemmeno lo specchio della porta. Un gol che sembrava già fatto.
Nel finale colpisce anche un palo di testa. In mezzo altre opportunità sprecate e una Fiorentina che continua a rincorrere. La porta del Como non è diventata improvvisamente più piccola. Eppure Njie riesce a sbagliare praticamente tutto quello che avrebbe potuto trasformare in gol. Un pomeriggio così, per un attaccante, rischia di diventare un incubo. Alieu, va bene creare occasioni. Ma prima o poi bisogna anche metterla dentro.
Pellegrino: il centravanti c’è, il gol no
La Fiorentina ha bisogno di qualcuno che trasformi in gol le occasioni e Mateo Pellegrino continua a non dare le risposte che Vanoli si aspetta. Contro il Como passa novanta minuti a cercare spazio tra i difensori lariani, ma quando arriva il momento di incidere manca la cattiveria necessaria. Qualche movimento, una conclusione da distanza ravvicinata e poco altro. La Fiorentina segna con Pongracic, un difensore, mentre il suo centravanti rimane a secco. E non è esattamente quello che ci si aspetta da chi dovrebbe guidare l’attacco viola.
Pellegrino, a Firenze cercano disperatamente gol. Al momento, però, la ricerca continua.
Viery: fa acqua da tutte le parti
Il Como si presenta a Firenze con diversi giocatori capaci di attaccare gli spazi, ma Viery sembra non riuscire quasi mai a trovare le contromisure. Liberali trova spazio per il sinistro che apre la partita, Nico Paz si inserisce e firma il raddoppio. La fascia del brasiliano diventa una delle zone nelle quali gli ospiti riescono a creare i problemi maggiori alla Fiorentina. Vanoli prova a sistemare le cose, poi al 64′ richiama il difensore in panchina. Il Como è già avanti e i viola continuano a inseguire.
Viery è arrivato a Firenze con prospettive diverse, ma ancora (come tutti i nuovi arrivi viola) queste prosepttive sono un orizzone molto lontano.. Diciamo che l’esperimento non è andato esattamente come speravano al Franchi.
Puczka: a Roma il Genoa perde anche la bussola
Una settimana fa il Genoa aveva finalmente trovato la prima vittoria stagionale. All’Olimpico, invece, arriva un’altra sconfitta e David Puczka finisce tra i nostri bocciati. L’austriaco prova a dare spinta sulla sinistra, ma il Genoa fatica a trasformare le sue iniziative in occasioni realmente pericolose. Nel primo tempo i rossoblù riescono a tenere testa alla Roma, poi Castro inventa il vantaggio e la squadra di De Rossi perde progressivamente terreno. Puczka cerca di accompagnare l’azione, ma il rendimento non basta per cambiare il pomeriggio del Genoa, che finisce sotto di due gol e non trova la forza per reagire. Una prestazione che, nella nostra lettura, merita il Flop. Genova aveva appena ritrovato il sorriso, a Roma torna subito il mal di testa.
Solet: che fine hi fatto?
Oumar Solet dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della retroguardia friulana. Contro il Lecce, invece, anche lui finisce nel naufragio generale. Il Lecce trova spazi con troppa facilità, arriva ripetutamente nell’area avversaria e segna tre volte. Solet prova anche a rendersi pericoloso dall’altra parte, con una conclusione dalla distanza, ma dietro la squadra non riesce mai a trovare la giusta compattezza. Gaspar segna su calcio d’angolo, N’Dri raddoppia e nella ripresa Siebert chiude definitivamente la partita. Il difensore francese ha qualità e mezzi fisici per fare molto meglio. Ma se la difesa dell’Udinese concede occasioni a ripetizione, anche uno come lui deve prendersi la propria parte di responsabilità.
Rowe: una giocata e poi chi l’ha visto?
Jonathan Rowe ha talento, velocità e la capacità di creare problemi alle difese avversarie. Contro il Milan, però, si vede soltanto a sprazzi. Nel primo tempo inventa un buon pallone per Krstovic, che riesce a saltare Maignan ma poi conclude sull’esterno della rete. Una giocata importante, rimasta senza risultato. Per il resto l’inglese fatica a incidere e al 58′ Sarri decide di sostituirlo con Zalewski. Una scelta che cambia immediatamente la partita, perché il polacco entra con ben altra energia e contribuisce alla rimonta sfiorata dall’Atalanta. Rowe esce sullo 0-3, l’Atalanta comincia finalmente a giocare e arriva fino al 3-2. Un confronto che non depone a suo favore. Jonathan, il talento c’è. Contro il Milan, però, è rimasto quasi tutto negli spogliatoi.
Mina: quando la vecchia scuola prende quattro schiaffi
Due settimane fa era tra i Top per la prestazione contro l’Udinese. Una settimana fa lo avevamo bocciato per l’atteggiamento contro la Juventus. Yerry Mina sembra ormai essersi affezionato alla nostra rubrica. Contro il Monza, però, le provocazioni e i duelli psicologici servono a ben poco. Il Cagliari incassa quattro gol, la difesa perde completamente le distanze e il colombiano si ritrova a rincorrere avversari che sembrano arrivare da tutte le parti. Nel primo tempo rischia perfino un’autorete su un traversone di Robinson. Nella ripresa prova a rendersi pericoloso nell’area avversaria, ma il risultato è già compromesso. Mina, questa volta il calcio vecchia scuola non ha funzionato. E quando prendi quattro gol, forse è meglio parlare un po’ meno e difendere un po’ di più.
Zé Pedro: lo avevamo detto? Meglio di no
Nei Fantaconsigli lo avevamo inserito tra i giocatori da tenere d’occhio. Contro il Monza, però, Zé Pedro ci costringe a rivedere il giudizio. Mea culpa. Il Cagliari fatica soprattutto quando i brianzoli accelerano sulle fasce e il difensore portoghese non riesce a dare la sicurezza necessaria alla retroguardia. Il Monza trova spazi, accompagna l’azione con tanti uomini e trasforma ogni ripartenza in un potenziale pericolo. Pisacane prova a cambiare qualcosa e nella ripresa Zé Pedro lascia il posto a Sugawara, ma ormai la partita è compromessa. Un passaggio a vuoto che pesa soprattutto perché arriva dopo un ottimo inizio di stagione del Cagliari. Lo avevamo messo tra le possibili sorprese? Sì. Stavolta, però, era meglio sorvolare.
Romano: una serata da cancellare
Il Cagliari prova a giocare e Alessandro Romano cerca almeno inizialmente di rendersi pericoloso. Al 16′ tenta la conclusione dalla distanza, ma non trova la porta. Poi, mentre il Monza cresce, il centrocampo rossoblù comincia a perdere lucidità. Romano fatica a dare continuità al possesso e soprattutto non riesce a interrompere le ripartenze degli avversari. Nella ripresa Pisacane prova a cambiare uomini, ma la partita è ormai scivolata via. La squadra che aveva stupito tutti nelle prime giornate si ritrova improvvisamente travolta da un Monza che sembrava avere ben altre preoccupazioni. Romano è giovane e avrà tempo per rifarsi. A Monza, però, la lezione è stata di quelle che difficilmente si dimenticano.
Diego Carlos: Simeone gli fa vedere le stelle
Il Parma perde 3-0 in casa contro il Torino e Diego Carlos passa un primo tempo complicatissimo. Simeone si muove continuamente, attacca gli spazi e mette in difficoltà una retroguardia che sembra non riuscire mai a trovare le distanze giuste. Il Cholito apre dopo quattro minuti, Adams raddoppia e Diego Carlos finisce spesso a rincorrere. Sul secondo gol il brasiliano si fa trovare mal posizionato, mentre il Parma perde completamente i riferimenti in area. Arriva anche un’ammonizione e all’intervallo Gilardino decide di sostituirlo con Drobnic. Quarantacinque minuti, due gol subiti e una difesa in totale confusione. Simeone nella ripresa segnerà ancora, ma Diego Carlos avrà almeno il vantaggio di assistere al terzo gol dalla panchina. Il Parma affonda, il Torino festeggia. Per il brasiliano, una serata da archiviare in fretta.
Inter e Lazio comandano la Serie A a 19 punti, con la Roma a due lunghezze e il Milan quarto. La Juventus crolla in casa contro i biancocelesti, il Napoli perde a Venezia. Frosinone e Como continuano a sorprendere, mentre il Cagliari incassa quattro gol a Monza.
Inter e Lazio prime a 19 punti, la Roma tiene il passo: batoste per Juventus e Napoli
La settima giornata di Serie A conferma Inter e Lazio al comando con 19 punti, entrambe ancora imbattute, e regala qualche risultato clamoroso. Su tutti il 3-0 dei biancocelesti in casa della Juventus, con Gattuso che continua a stupire e firma la miglior partenza della storia laziale. I nerazzurri di Chivu rispondono vincendo in rimonta a Bologna, mentre la Roma di Gasperini resta a due lunghezze dalla vetta grazie al successo contro il Genoa.
Dietro alle prime tre, il Milan torna a vincere, pur rischiando di gettare al vento tre gol di vantaggio contro l’Atalanta, e sale a quota 15. Il Como si prende il quinto posto vincendo a Firenze, mentre il Frosinone continua il suo splendido inizio di campionato, trascinato da un Raimondo in formato capocannoniere.
Il tonfo più sorprendente arriva però da Venezia, dove la squadra di Nicola, ancora senza punti prima del weekend, batte il Napoli di Allegri grazie ad Adams e alle parate di Stankovic. E le sorprese proseguono anche nel Monday Night, con il Monza che rifila quattro gol al Cagliari e il Torino che passeggia a Parma. Un turno senza neppure un pareggio, con dieci vincitrici nelle dieci partite.
Serie A, tutti i risultati della settima giornata
Frosinone-Sassuolo 4-2
Venezia-Napoli 1-0
Bologna-Inter 1-3
Roma-Genoa 2-0
Udinese-Lecce 0-3
Fiorentina-Como 1-3
Milan-Atalanta 3-2
Juventus-Lazio 0-3
Monza-Cagliari 4-0
Parma-Torino 0-3
Frosinone-Sassuolo 4-2, Raimondo fa tripletta e vola in testa ai marcatori: che spettacolo allo Stirpe
Il Frosinone di Alvini continua a sorprendere e trova in Antonio Raimondo il suo nuovo trascinatore. Calò sblocca la partita dopo appena nove minuti, Berardi pareggia al 15′, poi si scatena il centravanti giallazzurro, che approfitta anche di due errori di Muric e segna due volte nel giro di quattro minuti. Thorstvedt riapre la gara prima dell’intervallo, ma nella ripresa Raimondo completa la tripletta e chiude il match sul 4-2. Il Frosinone sale a 13 punti, al sesto posto, mentre Raimondo raggiunge quota 7 gol in altrettante giornate, diventando il capocannoniere solitario della Serie A. Una partenza da sogno per i ciociari.
Venezia-Napoli 1-0, Nicola fa il miracolo all’esordio: Adams segna, Stankovic para anche un rigore a De Bruyne
Il Venezia conquista i primi tre punti stagionali contro il Napoli e regala a Davide Nicola un esordio da ricordare sulla panchina lagunare. A decidere la sfida del Penzo è Akor Adams, che al 49′ batte Meret e porta avanti i padroni di casa. Allegri inserisce De Bruyne, Hojlund e Alisson Santos per cercare la rimonta, ma trova uno Stankovic in versione Superman. Il portiere del Venezia respinge anche un calcio di rigore a De Bruyne e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Dopo sei sconfitte consecutive, i lagunari si sbloccano, mentre il Napoli resta a 10 punti, già nove sotto la vetta. Brutta battuta d’arresto per gli azzurri.
Bologna-Inter 1-3, Thuram suona la carica e i cambi di Chivu completano la rimonta
L’Inter soffre a Bologna, va sotto dopo dieci minuti ma ribalta tutto e conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate. Pobega porta avanti i rossoblù sfruttando un errore in uscita di Luis Henrique, ma Thuram trova il pareggio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa salgono in cattedra i cambi di Chivu: Carlos Augusto firma il sorpasso al 69′, poi serve a Bonny il pallone del definitivo 3-1. I nerazzurri reagiscono così alla sconfitta europea contro il Bruges e salgono a 19 punti, con 21 gol segnati e il miglior attacco del campionato. Per Palladino è la prima sconfitta da neo allenatore del Bologna.
Roma-Genoa 2-0, magia di Castro e prima gioia per Lulli: Gasperini festeggia le 300 vittorie
La Roma torna al successo dopo due pareggi consecutivi e supera il Genoa di De Rossi grazie a due gol nella ripresa. Nel primo tempo entrambe le squadre colpiscono una traversa, con Balerdi da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Al 50′ Santiago Castro inventa uno splendido pallonetto che scavalca Bijlow e sblocca il risultato, poi il giovane Emanuele Lulli, servito da un’azione di Soulé, firma il 2-0 e festeggia il primo gol in Serie A. Gasperini festeggia le 300 vittorie da allenatore nel massimo campionato. I giallorossi salgono a 17 punti, due in meno di Inter e Lazio, e confermano la miglior difesa della Serie A con appena tre reti subite.
Udinese-Lecce 0-3, Gaspar, N’Dri e Siebert affondano i friulani: Runjaic alla quinta sconfitta consecutiva
L’Udinese sprofonda, mentre il Lecce di Di Francesco conquista una netta (e sorprendente) vittoria in trasferta. I salentini indirizzano la partita già nel primo tempo con il colpo di testa di Gaspar all’11’ e il raddoppio di N’Dri al 33′, sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo. Nel finale arriva anche la rete di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0. Per il Lecce sono 9 punti dopo sette giornate e un successo prezioso per allontanarsi dalla zona retrocessione. Situazione opposta per l’Udinese, ferma a quota 4 e reduce dalla quinta sconfitta consecutiva. Un avvio decisamente da dimenticare per la squadra di Runjaic, con il tecnico sempre più sotto pressione.
Fiorentina-Como 1-3, Liberali e Nico Paz incantano: Fabregas vola, i viola sprofondano
Il Como continua a fare sul serio e passa anche al Franchi, infliggendo alla Fiorentina un’altra sconfitta. A prendersi la scena è Mattia Liberali, che al 32′ realizza il suo primo gol in Serie A. Quattro minuti dopo Nico Paz raddoppia di testa, mentre Pongracic accorcia le distanze per i viola prima dell’intervallo. Nella ripresa Douvikas chiude i conti firmando il definitivo 3-1. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e al quinto posto, davanti al Frosinone e al Cagliari. Per la Fiorentina di Vanoli è invece la quinta sconfitta in sette giornate, con appena 4 punti e il terzultimo posto. I viola continuano a deludere e la situazione in classifica comincia a farsi davvero preoccupante.
Milan-Atalanta 3-2, Ramos e Rabiot scatenati ma che brivido nel finale: Maignan salva Amorim
Il Milan torna alla vittoria, ma a San Siro rischia di gettare via una partita dominata per un’ora abbondante. Ramos sblocca su rigore al 24′, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo e Gila firma il 3-0 al 57′. Nel mezzo anche un secondo penalty per i rossoneri, ma questa volta Carnesecchi ipnotizza GoncaloRamos. L’Atalanta non si arrende e riapre tutto con Gaetano e Krstovic, arrivando a sfiorare il clamoroso 3-3 nel finale. A salvare il Milan ci pensa Maignan, decisivo su Zappacosta. Per la squadra di Amorim è il terzo successo in altrettante partite casalinghe che vale il quarto posto con 15 punti. Sarri resta invece a quota 9 e incassa la quarta sconfitta stagionale.
Juventus-Lazio 0-3, Gattuso dà spettacolo allo Stadium: Spalletti travolto, bianconeri nel caos
La Lazio di Gattuso continua la sua marcia da sogno e rifila tre gol alla Juventus a Torino, lasciando i bianconeri sommersi dai fischi dei propri tifosi. Provstgaard sblocca la gara al 37′ con un colpo di testa su cross di Zaccagni, Isaksen raddoppia nella ripresa con un gran sinistro e Dele-Bashiru completa il tris nel finale dopo una cavalcata dalla metà campo. Spalletti, costretto alla tribuna per squalifica, assiste alla seconda sconfitta stagionale della sua Juventus, che resta a 11 punti, otto in meno della vetta. Per Gattuso è invece la sesta vittoria in sette giornate, la miglior partenza di sempre della Lazio in Serie A. E a questo punto i biancocelesti possono davvero sognare in grande.
Monza-Cagliari 4-0, Varela fa impazzire i brianzoli: quattro schiaffi ai sardi di Pisacane
Il Monza travolge il Cagliari nel primo posticipo del lunedì e ridimensiona la squadra rivelazione di questo avvio di campionato. I sardi sprecano alcune occasioni con Nzola e Mendy, poi Kouadio sblocca il risultato al 39′ con il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa esplode Gustavo Varela, autore di una doppietta e dell’assist per Robinson. L’attaccante raggiunge quota 6 gol in campionato, uno in meno del capocannoniere Raimondo. Il Monza sale a 7 punti e conquista anche il primo clean sheet stagionale. Per il Cagliari, invece, una batosta inattesa dopo quattro risultati utili consecutivi: 13 punti e settimo posto. La squadra di Pisacane incassa in una sera quattro gol, uno in più di quelli subiti in tutte le precedenti sei giornate.
Parma-Torino 0-3, Simeone si scatena con una doppietta: Abate fa festa, Gilardino affonda
Il Torino chiude la settima giornata con un netto 3-0 al Tardini e sale al decimo posto. Il grande protagonista è Giovanni Simeone, che trova i primi gol del suo campionato. Il Cholito apre dopo appena quattro minuti con una conclusione al volo su assist di Belghali, poi contribuisce al raddoppio di Adams al 24′. Nella ripresa è ancora Simeone a chiudere i conti con un destro potente sotto l’incrocio. Per la squadra di Abate arriva la seconda vittoria consecutiva e quota 10 punti, gli stessi del Napoli. Continua invece il momento negativo del Parma di Gilardino, penultimo con appena 4 punti e cinque sconfitte nelle prime sette giornate.
La Classifica Serie A dopo la 7ª giornata
Inter – 19 punti | GF 21 | GS 9 | DR +12
Lazio – 19 punti | GF 14 | GS 4 | DR +10
Roma – 17 punti | GF 16 | GS 3 | DR +13
Milan – 15 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
Como – 14 punti | GF 12 | GS 7 | DR +5
Frosinone – 13 punti | GF 13 | GS 9 | DR +4
Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 7 | DR -1
Juventus – 11 punti | GF 9 | GS 8 | DR +1
Napoli – 10 punti | GF 10 | GS 7 | DR +3
Torino – 10 punti | GF 10 | GS 9 | DR +1
Atalanta – 9 punti | GF 10 | GS 11 | DR -1
Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 12 | DR -3
Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 14 | DR -2
Monza – 7 punti | GF 13 | GS 15 | DR -2
Bologna – 5 punti | GF 6 | GS 10 | DR -4
Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 16 | DR -7
Genoa – 4 punti | GF 5 | GS 13 | DR -8
Fiorentina – 4 punti | GF 8 | GS 17 | DR -9
Parma – 4 punti | GF 4 | GS 13 | DR -9
Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 16 | DR -10
Inter e Lazio, prove di fuga? Juventus e Napoli in crisi, il Milan scalda i motori. Como e Frosinone si prendono la scena
Inter e Lazio continuano a viaggiare a braccetto. Dopo sette giornate entrambe hanno raccolto sei vittorie e un pareggio, lasciando la Roma a due punti e il Milan (con una forma e le prestazioni in netta crescita) a quattro. I nerazzurri di Chivu hanno il miglior attacco del campionato con 21 reti segnate, mentre la squadra di Gasperini, terza, continua ad avere la miglior difesa con appena 3 gol subiti. La vera sorpresa tra le big, però, resta la Lazio di Gattuso, che sta riscrivendo i propri record e ha rifilato un pesantissimo 3-0 alla Juventus.
Alle spalle delle prime quattro continuano a farsi notare Como e Frosinone. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e conferma di poter stare stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quella di Alvini è sesta a quota 13 e può contare sul capocannoniere del torneo. Raimondo guida infatti la classifica marcatori con 7 reti, davanti a Malen e Varela, entrambi a 6. Il Cagliari, invece, dopo un avvio straordinario incassa quattro gol a Monza e scivola al settimo posto. A deludere sono soprattutto Juventus e Napoli. I bianconeri hanno appena 11 punti e sono già a otto lunghezze dalle capolista, mentre gli azzurri di Allegri sono noni a quota 10 dopo la sconfitta con il Venezia. Due squadre costruite per stare decisamente più in alto, che dovranno cambiare passo se vorranno rientrare nella corsa alle prime posizioni. Ancora più indietro l’Atalanta, undicesima con 9 punti dopo quattro sconfitte.
Nella parte bassa, il Monza si rilancia con il poker al Cagliari e sale a 7 punti. Il Lecce aggancia l’Atalanta a quota 9, mentre il Bologna resta fermo a 5. Continua la crisi dell’Udinese, che ha perso cinque partite consecutive, mentre Fiorentina e Parma occupano il terzultimo e penultimo posto con 4 punti. Il Venezia, nonostante la clamorosa vittoria contro il Napoli, resta ultimo a quota 3. Nel prossimo turno gli azzurri ospiteranno la Roma, la Lazio affronterà il Parma e l’Inter riceverà una Fiorentina sempre più in difficoltà.