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“Napoli è stata finora la mia peggiore esperienza in Europa”: il giornalista norvegese demolisce il Maradona e stila la sua classifica degli stadi

22 October 2026 at 11:03

“Napoli è stato il mio ventesimo stadio in Europa col Bodo/Glimt e anche la peggiore esperienza finora”. Ha fatto molto discutere il post pubblicato su X da Benjamin Solas, giornalista norvegese dell’emittente Radio 3 Bodo che segue il club in tutte le sue trasferte. Solas nella sua recensione ha demolito lo stadio Maradona, dopo aver assistito alla sfida di Champions tra Napoli e Bodo giocata martedì sera. L’impianto partenopeo è finito all’ultimo posto nella classifica stilata dal giornalista. Le sue critiche però riguardano solo lo stadio e i collegamenti cittadini, non di certo i tifosi napoletani, sui quali dici: “Solo vibrazioni positive e un’atmosfera piacevole“.

Le critiche di Solas di fatto diventano un assist per Aurelio De Laurentiis, che da tempo brama di mollare l’impianto di Fuorigrotta per costruire un nuovo stadio. Il Maradona, nel frattempo, è stato inserito tra gli stadi candidati a ospitare alcuni match degli Europei 2032, con il progetto di una ristrutturazione da circa 200 milioni. Il piano è ambizioso, perché trasfigurerebbe l’attuale impianto, togliendo la pista d’atletica per aumentare la capienza e rifare di fatto tutte le tribune.

Solas evidenzia tutte le lacune dell’attuale Maradona: “Credo che anche i tifosi presenti condividano la mia impressione di una brutta esperienza. Strutture scadenti, ospitalità pessima, confusione, difficoltà di accesso e di uscita, solo per citarne alcune”. E in un altro tweet si legge: “Mancavano una sala stampa e un servizio di catering, la connessione internet era scadente, la disposizione degli spazi risultava confusa, l’accesso allo stadio era difficoltoso e il personale, che parlava a stento l’inglese, si è rivelato di scarso aiuto. Anche per i tifosi l’esperienza è stata negativa”.

Il giornalista norvegese però ammette che la situazione non è stata molto diversa negli altri due stadi italiani visitati. L’Olimpico infatti si piazza al 18esimo posto nella sua classifica, solo due posizioni sopra il Napoli. Mentre San Siro si guadagna la nona posizione solo grazie alla sua storia: “Ho pensato che abbia guadagnato qualche punto per il suo status iconico, per me. Non è stato un problema andare e tornare dallo stadio”. Ma “San Siro dovrebbe essere un po’ più in basso in questa classifica. L’Italia in generale ha standard terribili per la stampa”.

Nella sua classifica al primo posto c’è l’Emirates Stadium dell’Arsenal, seguito dall’Hotspur Stadium del Tottenham e a sorpresa dall’Eden Arena dello Slavia Praga, stadio costruito nel 2008. Stranamente, il vecchio Old Trafford è stato valutato meglio dell’Allianz Arena di Monaco, mentre è finito molto in basso anche lo storico Celtic Park.

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Champions, il Como travolgente e l’Inter sofferente ma vincente: tutti i risultati e la nuova classifica

22 October 2026 at 10:06

Il Como travolge il Manchester United per 4-1 al Sinigaglia e conquista la seconda vittoria in tre partite di Champions League. La squadra di Cesc Fabregas sblocca il risultato dopo appena due minuti con Nico Paz, poi dilaga nella ripresa. Al 49′ arriva il raddoppio di Douvikas, mentre al 57′ è ancora Nico Paz a trovare la rete, firmando la doppietta personale. Al 76′ Ramon segna il quarto gol dei lariani, prima della rete di Zirkzee al 91′ che fissa il risultato sul 4-1. Il Como sale così a 6 punti in classifica, mentre il Manchester United resta fermo a quota 3.

Vittoria anche per l’Inter, che supera 1-0 lo Shakhtar Donetsk e conquista i primi tre punti nella fase campionato dopo due sconfitte consecutive. La squadra di Cristian Chivu fatica a trovare spazi contro gli ucraini e al 68′ resta anche in inferiorità numerica per l’espulsione folle di Bastoni. Nonostante l’uomo in meno, i nerazzurri riescono a sbloccare il risultato al 77′ grazie a Carlos Augusto. L’Inter sale così a 3 punti, mentre lo Shakhtar resta a quota 4.

La terza giornata di Champions League si completa con le vittorie di Real Madrid, Aston Villa, Galatasaray, Club Brugge, Betis e LASK, mentre Bayern Monaco e Arsenal pareggiano 2-2. Dopo i successi di Roma e Napoli di martedì, le quattro squadre italiane chiudono quindi il turno con altrettante vittorie. La quarta giornata è in programma martedì 3 e mercoledì 4 novembre: il Como sarà impegnato sul campo del Lens, mentre l’Inter farà visita al Feyenoord. Il Napoli giocherà in trasferta contro il Porto, mentre la Roma affronterà il Manchester United.

Champions League, tutti i risultati di mercoledì 21 ottobre

– Lille-Galatasaray 2-4
– Como-Manchester United 4-1
– Sporting-LASK 2-3
– Aston Villa-Viking 3-1
– Inter-Shakhtar Donetsk 1-0
– Betis-Feyenoord 1-0
– Real Madrid-RB Lipsia 4-1
– Bayern Monaco-Arsenal 2-2
– Club Brugge-Lens 3-0

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Dramma nel rugby, Cléa Menier morta per un violento colpo alla testa durante una partita: aveva 17 anni

22 October 2026 at 09:34

La Francia del rugby è sconvolta: la giocatrice Cléa Ménier, di soli 17 anni, è morta a seguito di un incidente avvenuto durante una partita lo scorso sabato. Secondo le ricostruzioni dei media locali, Menier è stata vittima di un brutto fallo durante il match tra la sua squadra, l’Union du Bassin Marmandais, e i rivali dell’Agen. La 17enne ha subito un violento colpo alla testa, probabilmente seguito da un arresto cardiorespiratorio. Dopo giorni di apprensione, mercoledì è arrivo il tragico annuncio del suo decesso.

“Siamo sotto choc” e viviamo “una profonda tristezza”, ha scritto il suo club in un lungo messaggio sui social. “I nostri primi pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi genitori Cécile e Johann, a suo fratello Clément e a sua sorella Coline, anche lei giocatrice del nostro club. Questa è una terribile prova per il nostro club. La affronteremo insieme, uniti e solidali, prendendoci cura gli uni degli altri”, si legge nel comunicato, che ringrazia anche “tutte le squadre di soccorso e gli operatori sanitari che si sono alternati nella cura di Cléa, dai vigili del fuoco e dallo SMUR alle équipe di pronto soccorso e di terapia intensiva chirurgica dell’ospedale Pellegrin di Bordeaux“.

La 17enne infatti era stata trasferita d’urgenza all’ospedale Pellegrin di Bordeaux, dove è poi morta a causa delle conseguenze del colpo subito. Al momento la Federazione di rugby francese non ha fornito ulteriori chiarimenti sulla dinamica dell’incidente: “Sarà fatto tutto il possibile per comprendere le circostanze di quanto accaduto e sarà attivato un servizio di supporto psicologico per sostenere tutte le persone colpite da questa tragedia e accompagnarle in questi momenti particolarmente dolorosi”, si legge in una nota della FFR.

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Il rigore horror: 16 irritantissimi secondi per tirare una ciabattata indegna. Merita il “recinto dei giocatori” | Domeniche Bestiali

22 October 2026 at 06:02

Pochi fronzoli, pochi lustrini, niente abiti eleganti: le Domeniche Bestiali ci piacciono perché sono così, rustiche e spartane. Niente abiti eleganti, già, ma ciò non vuol dire che bisogna travalicare il concetto e tradurlo in niente abiti e basta, perché forse è troppo pure per le domeniche bestiali, che non possono diventare tout court una fedelissima e troppo letterale riproduzione del nome. Meglio tornare alle cose di campo dunque, per quanto antiestetiche o addirittura ispirate al mondo dei cartoni animati.

SEI TU HUTTON?

Dici Hutton e pensi inevitabilmente a Holly, e se arrivato a questo punto non hai idea di cosa si stia parlando meriti la visione integrale in loop dell’episodio chiave di questa rubrica che sarà riportato qualche rigo più sotto. Abbiamo divagato: Holly in una delle prime puntate del cartone lancia una sfida all’altro protagonista della serie, il portiere Benji. Come? Lanciando un pallone con un messaggio scritto sopra, calciandolo da una collina e facendolo arrivare a Price. Nulla di che in un mondo di catapulte infernali, gente che si arrampica sulle traverse altrui, campi chilometrici e deliri psicotici nel bel mezzo delle azioni, ma a questo episodio deve essersi ispirato il tizio che da un tetto ha calciato un pallone (da rugby peraltro) facendolo arrivare nel campo dove si giocava Brentford–Liverpool. È stato denunciato. Non si sa se ci fossero messaggi sul pallone. Nessuna traversa è stata maltrattata.

BUO-NA-SEEE-RA

Ricordate la celebre pubblicità? Chissà che non abbia detto davvero così Mattia Caironi, dirigente della Polisportiva Berbenno (I Categoria Lombardia) quando entrando nello spogliatoio dell’arbitro si è beccato una squalifica fino al 9 dicembre. Le motivazioni sono tutte da gustare…forse non proprio tutte suvvia: “Al termine della gara, entrava nello spogliatoio del direttore di gara per le adempienze di fine gara, privo di indumenti, tenendo nel contempo un atteggiamento provocatorio“. Tale comportamento “ritenuto indecoroso” per non avere “osservato i principi della lealtà, della correttezza e della probità, in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva”.

DOMENICHE BESTIALI

Già, quando quindici anni or sono qualcuno ha battezzato così questa sciagurata e longeva rubrica probabilmente intendeva parafrasare Concato più che dare un’interpretazione troppo letterale alla bestialità. Via via però si è sempre più discostata dal cantautore avvicinandosi sempre più all’etologia. Come dimostrano ormai anche i giudici sportivi nel comminare multe e squalifiche, tipo quella da 50 euro per il Palestro Calcio: “Per avere permesso ad un individuo non presente in distinta di entrare nel recinto dei giocatori tenendo un comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro”. Il recinto dei giocatori dunque: ormai è così.

16 SECONDS

Esiste un horror, si chiama Balcony, che ha vinto diversi premi e dura esattamente 16 secondi. Non sarà horror però quanto i sedici secondi che ci ha messo Trayvone Reid, attaccante del Mount Pleasant, per tirare il suo rigore in Caribbean Cup. Nella gara contro il Club Sando, all’Ato Boldon Stadium in Trinidad e Tobago, il giamaicano con la squadra in vantaggio per uno a zero ha avuto il rigore per raddoppiare, si è avvicinato a passettini lentissimi sul pallone: 16 irritantissimi secondi per tirare una ciabattata indegna in bocca al portiere. Portiere che peraltro si chiama Ragoo, e che dunque nelle Domeniche Bestiali ci sta a pennello.

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Il Borussia Dortmund si rifiuta di fare la doccia nello stadio di Baku: “Non sono così lussuose”. Per i giocatori riservata l’area spa dell’hotel

21 October 2026 at 18:00

I giocatori del Borussia Dortmund hanno lasciato lo stadio olimpico di Baku senza fare la doccia dopo la vittoria per 2-1 sul Sabah FK, martedì sera in Champions League. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il club ha agito per precauzione, temendo la possibile presenza di Legionella nell’impianto idrico. Le preoccupazioni sarebbero legate all’utilizzo saltuario dello stadio e al passaggio irregolare d’acqua nelle tubature.

Però, finora non sono mai stati segnalati casi di contaminazione. E di fronte a una richiesta di spiegazioni, il direttore sportivo Ole Book ha dichiarato: “Credo che in hotel le docce fossero un po’ più accoglienti. Per questo cerchiamo di far arrivare lì i giocatori più rapidamente“. Poi ha aggiunto: “Potete immaginarvelo. Qui le docce non sono così lussuose“. Il Dortmund aveva riservato alla squadra l’area spa dell’hotel per il recupero dopo la partita.

Non sembra però che la decisione sia stata presa dai giocatori stessi. “Anche ieri, dopo l’allenamento, non abbiamo fatto la doccia qui. Ci è stato detto di non fare la doccia qui, ma in hotel: per questo siamo tornati rapidamente in albergo”, ha spiegato il tecnico Niko Kovac. La decisione però non è stata molto apprezzata dai rivali del Sabah. Il calciatore Sabah Joy-Lance Mickels ha detto a Sky: “Non so quale fosse il problema. Non voglio insinuare nulla sul BVB. Abbiamo fatto la doccia lì appena la scorsa settimana, prima della partita contro lo Slavia Praga. Le docce sono ottime e l’acqua non è fredda“.

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Vale Rossi celebra Antonelli: “Ha tutto sotto controllo. Lo conosco da quando era piccolo, giravamo insieme col kart”

21 October 2026 at 16:52

L’Italia del motorsport, ma non solo, è pronta ad esplodere di gioia per Kimi Antonelli. Dopo 73 anni di attesa, un pilota italiano è pronto a diventare campione del mondo di Formula 1. Potrà succedere già questa domenica ad Austin, più verosimilmente tra una decina di giorni nel Gp del Messico. In ogni caso, è partito il conto alla rovescia. Un’attesa ben descritta da Valentino Rossi: “Per i tifosi italiani di motori è un sogno, perché non abbiamo mai avuto in Formula 1 un pilota italiano così forte”, ha dichiarato ai microfoni di Sky.

C’è un filo rosso che collega Rossi e Antonelli. La leggenda delle moto, capace di incollare alla tv milioni di italiani per seguire la MotoGp, e il ragazzo prodigio che porta l’Italia sul trono della F1, al posto della Ferrari. L’origine è comune, in quella terra dei motori che va proprio da Bologna a Pesaro. Infatti, Valentino Rossi racconta di aver conosciuto Antonelli quando era ancora bambino: “Lo conosco da quando era piccolo piccolo, giravamo insieme con il kart, e quindi vederlo che può vincere è una grande soddisfazione“, ha raccontato a Vera Spadini.

Rossi celebra colui che in qualche modo ne sta raccogliendo l’eredità, almeno nell’immaginario collettivo. E spiega: “Penso che, per come è andata quest’anno, abbia la situazione sotto controllo“. Domenica, nella serata italiana, arriverà il primo match point per il titolo: “Lo sentirò, lo sentirò. Sì, però non penso che abbia bisogno dei miei consigli“, scherza Rossi. Che incita anche Marco Bezzecchi, nonostante per il pilota Aprilia ora il sogno mondiale sia più lontano, visti i 46 punti di distacco dalla vetta della classifica: “È difficile, però, perché no? Ci sono tante gare. Secondo me Bez quest’anno ha dimostrato di essere il più veloce. 46 punti sono tanti, anche perché i piloti davanti sono due, quindi è difficile, però bisogna provare a vincere”.

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Terremoto nel basket greco: arrestato il presidente della federazione, sequestrato oltre mezzo milione di euro. L’inchiesta sui match truccati

21 October 2026 at 15:28

Una bufera senza precedenti travolge la pallacanestro in Grecia. Nella giornata di oggi, le forze dell’ordine greche hanno arrestato Vangelis Liolios, presidente della Federazione di basket greca (EOK), dopo una vasta operazione giudiziaria che ha portato all’arresto di alti dirigenti della federazione e figure chiave del movimento cestistico nazionale. A darne notizia e a ricostruire i dettagli dell’inchiesta è la testata CNN Grecia, che parla apertamente di un vero e proprio “Basket Gate“.

Secondo quanto riferito da CNN Grecia, le perquisizioni condotte dagli agenti di polizia e dalla Sezione Reati Finanziari nelle abitazioni, negli uffici privati e nelle sedi istituzionali legate ai soggetti coinvolti hanno portato alla luce grosse somme di denaro liquido, che arriva dall’attività illecita. In particolare, durante l’ispezione nella residenza di uno dei principali indagati, le autorità hanno rinvenuto e sequestrato una cifra superiore al mezzo milione di euro in contanti (oltre 500mila euro), accuratamente nascosta. Grandi somme di denaro non giustificato, fascicoli contabili paralleli e dispositivi informatici sono stati trovati anche nelle disponibilità di altri dirigenti dell’EOK e figure arbitrali finite nel mirino della magistratura.

Le indagini, che andavano avanti in gran segreto da diversi mesi sotto il coordinamento della Procura dello Sport, delineano un sistema ramificato ed esteso di match–fixing (scommesse e partite truccate). La rete illegale non si limitava ai massimi livelli del campionato nazionale (la A1), dove gli interessi economici e i volumi delle scommesse sono tradizionalmente più alti, ma partiva fin dai tornei giovanili e juniores (i campionati “Efibika”).

Questo elemento rivela un condizionamento profondo dell’intero ecosistema della pallacanestro greca: venivano truccati anche alcuni mercati di nicchia delle scommesse clandestine (come gli scarti punti, i punteggi dei singoli quarti e le statistiche individuali dei giovani atleti). Il meccanismo, estremamente capillare, vede coinvolti in una fitta rete di complicità dirigenti federali, intermediari, arbitri e tesserati, tutti funzionali ad alterare gli eventi sul campo per alimentare un giro d’affari milionario legato al betting e al conseguente riciclaggio di denaro sporco.

L’arresto di Vangelis Liolios e la contestuale caduta dei vertici federali rappresentano un punto di non ritorno per la gestione del basket in Grecia. Lo shock istituzionale rischia ora di travolgere anche la regolarità dei campionati in corso. Intanto sono arrivate anche le prime reazioni dei proprietari dei club, a partire da Dimitris Giannakopoulos, patron del Panathinaikos, che attraverso alcune storie pubblicate sul proprio profilo Instagram ha commentato gli sviluppi giudiziari con dichiarazioni particolarmente dure, prendendosi una “rivincita”. “Volevate anche una guerra contro di me. Pensavate di vincere. Non vi siete informati? Una sconfitta, e anche quella, se voglio, oggi alle 14:00 la ribalto, ma lasciamola pure lì dov’è. Un bacino a tutti voi”, ha dichiarato il numero uno del club ateniese.

Il proprietario del Panathinaikos ha successivamente pubblicato un secondo intervento, chiamando in causa coloro che negli anni avrebbero messo in discussione i successi sportivi della sua società: “Aspetto di vedere la posizione delle persone che per tutti questi anni, senza che nessuno fosse mai stato accusato, senza che nessuno fosse mai stato condannato dalle autorità, hanno diffamato e sminuito le nostre vittorie, i nostri campionati, arrivando ad abbandonare il campo durante partite e campionati. Voglio vedere in che modo condanneranno ciò che è emerso oggi e che continua a emergere…”, ha concluso.

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“Sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni non sparerò a zero sullo spogliatoio del Napoli”: Di Lorenzo esplode contro l’ex capitano Bruscolotti

21 October 2026 at 13:52

La vittoria contro il Bodo Glimt ha palcato un po’ di malumori in casa Napoli, sebbene i primi tre punti in Champions League siano arrivati con troppe sofferenze e altri tre gol subiti. La squadra di Max Allegri però finora non sta convincendo molti tifosi, tra chi accusa il tecnico e chi invece se la prende con i giocatori. In questo clima, sono arrivate perfino le parole dell’ex capitano azzurro, Giuseppe Bruscolotti, che a SpazioNapoli ha sparato a zero: “La partenza di Lukaku non ci voleva, era l’unico uomo di carisma. De Bruyne è uno dei tanti, non gliene frega niente. Lo stesso capitano, è bravo sul campo ma per il resto poca roba“.

Parole pesanti, soprattutto contro Giovanni Di Lorenzo. Che questa volta ha deciso di rispondere duramente, con un commento su Instagram: “Una cosa è certa: sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni da ex capitano non mi metterò di certo a sparare a zero sullo spogliatoio del Napoli non sapendo niente dall’esterno ed alimentando critiche inutili. Ti ricordavo diverso al nostro incontro alla festa del Centenario. Un abbraccio caro Bruscolotti“. Parole nette, decise, che però aiutano a compattare la squadra proprio nel momento in cui c’è la necessità di uscire da un momento difficile.

Bruscolotti, tra l’altro, non è nuovo ad attacchi a Di Lorenzo. Nell’estate 2024, quando si rincorrevano i rumors su un possibile addio al Napoli del difensore, l’ex capitano aveva scritto sui social: “Se vuoi andare, tira fuori le p…e. Ti voglio ricordare che è andato via Diego, quindi con tutto il rispetto non ce ne frega un c…“. Oggi Di Lorenzo ha deciso di rispondere, forte del suo status e del suo posto nella storia del Napoli: ha alzato al cielo due scudetti da capitano.

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Ralf Schumacher contro Hamilton: “Deve smetterla con questo atteggiamento, vuole fare il capo”

21 October 2026 at 12:52

Lewis Hamilton “vuole fare il capo mettendo tutti in ombra” e “deve smetterla“. In estrema sintesi è questo il pensiero di Ralf Schumacher – fratello di Michael – sul rapporto tra la Ferrari e il campione britannico. Il riferimento è soprattutto all’ultima gara a Singapore, quando Hamilton non ha seguito la strategia della scuderia, ha fatto di testa propria e ha sbagliato, perdendo diverse posizioni e chiudendo la gara al sesto posto, nonostante avesse possibilità di podio. Hamilton ha poi chiesto scusa alla scuderia, ammettendo l’errore.

Di ciò ha parlato l’ex pilota di F1, Ralf Schumacher, che nella trasmissione Backstage Pit Lane di Sky Sport Germania ha analizzato il momento tra la scuderia di Maranello e il pilota, non condividendo l’atteggiamento di Hamilton: “Hamilton deve smetterla con questo atteggiamento e deve integrarsi con la squadra. Al momento ho la sensazione che tra Lewis e il team ci sia un po’ di attrito“. Il punto, nella lettura del tedesco, riguarda proprio la volontà di emergere all’interno del box. “Lewis cerca di mettere tutti in ombra e di fare il capo“, ha infatti proseguito Schumacher.

Nelle ultime settimane, tra i temi discussi in casa Ferrari c’è quello di Frédéric Vasseur, team principal la cui posizione è stata messa in dubbio dopo gli ultimi negativi risultati. “Ho anche l’impressione che con Vasseur le cose non stiano filando lisce“, ha spiegato, aggiungendo un dubbio ancora più significativo: “Non so nemmeno se stia direttamente parlando con gli altri delle cose che vorrebbe cambiare“. Il sospetto, quindi, è che il confronto non sia diretto e che Hamilton provi ad andare un po’ di testa sua, soprattutto nelle ultime settimane. “Al momento la situazione non è del tutto armoniosa“, ha terminato Schumacher, mettendo in evidenza le difficoltà in casa Ferrari.

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Morto Roberto Bernabai, storica voce sportiva di La7: “Indelebile il suo ricordo di uomo garbato e vecchio stampo”

21 October 2026 at 11:47

È morto a 70 anni il giornalista Roberto Bernabai. Dal 1992 conduceva i notiziari e i programmi sportivi, prima per Tmc (Telemontecarlo) e poi per La7. Giornalista professionista, era nato a Roma il 6 febbraio 1956 si legge sul sito di La7. Mosse i primi passi nel giornalismo nel 1975, collaborando con vari periodici. Dal 1985 al 1990 è stato radio-cronista e conduttore per emittenti regionali laziali. Nel 1990 entrò a far parte della redazione sportiva di Tmc. Lavorò come inviato e telecronista a tre Mondiali (Usa 94, Francia 98 e Corea e Giappone 2002) e tre Europei di calcio e ha seguito le Olimpiadi di Barcellona del 1992. E, per sei stagioni, fu commentatore delle partite della Liga spagnola.

“È stato e continuerà a essere per tutti noi un punto di riferimento, un grande professionista, esemplare”, si legge nella nota della redazione di La7. Il comunicato prosegue così: “Oltre alla sua competenza e al suo rigore, ci rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un uomo garbato, onesto, vecchio stampo, nel senso più rispettabile del termine. Ai suoi cari, le nostre più sincere condoglianze”. A partire dalla stagione 2006–2007 Roberto Bernabai ha condotto per due anni “Area Gol”, programma trasmesso prima e dopo le partite di Serie A sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post partita dell’allora Coppa UEFA, oggi Europa League.

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Gli urologi “richiamano” Totti: “Il suo racconto leggero non rende bene l’idea. La visita alla prostata non è un ‘atto di violenza’ e nemmeno una barzelletta”

21 October 2026 at 11:22

Francesco Totti “ci ha dato una mano ad accendere i riflettori sul tumore alla prostata“, ma la visita “non è un atto di violenza” e “non è una barzelletta“. A distanza di poco più di 24 ore dal video andato virale, in cui Totti ha raccontato con grande simpatia al teatro “Brancaccio” la sua prima visita alla prostata, è intervenuto all’Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di Urologia, Giuseppe Carrieri. “Sicuramente qualsiasi momento di comunicazione dedicato alla prevenzione del tumore alla prostata va bene. Francesco Totti ci ha dato una mano ad accendere i riflettori per il mese di novembre che è proprio dedicato alla prevenzione del tumore della prostata e della salute maschile, promosso dalla Società Italiana di Urologia (Siu)”, ha esordito il presidente Siu.

“È il cancro più frequente negli uomini, 40mila casi ogni anno in Italia e 7mila morti; quasi 600mila uomini che continuano a convivere con la neoplasia. Davanti a un problema di così forte impatto epidemiologico, la prevenzione è fondamentale“, ha poi ribadito Carrieri, che successivamente ha quasi “richiamato” Totti: “Il contesto leggero nel quale Totti ha raccontato l’approccio alla visita alla prostata non rende bene l’idea – avverte Carrieri – e come Siu ci sentiamo di tranquillizzare gli uomini: non è un ‘atto di violenza‘ ma prima di tutto un colloquio a 360 gradi tra medico e paziente“, ha spiegato, continuando a puntare sulla prevenzione e sull’importanza di fare una visita, prima di un secondo “richiamo” all’ex capitano giallorosso: “Insomma, la visita urologica – chiosa il presidente – non è una ‘barzelletta‘ e non dobbiamo drammatizzare un atto medico che è focalizzato alla prevenzione. Non si deve avere paura del controllo della prostata. Speriamo che Francesco Totti possa aiutarci in futuro per ampliare il messaggio della prevenzione e della diagnosi precoce“. Carrieri ha precisato che se “lo screening del cancro alla prostata verrà inserito nei Lea, sappiamo che questa prevenzione potrebbe portare a una riduzione del 25% della mortalità, ovvero 1.800 morti in meno ogni anno”.

Nel corso della presentazione del libro “Oltre” al teatro “Brancaccio”, Totti aveva fatto ridere gli oltre mille e 500 presenti raccontando la sua prima visita. Nell’occasione aveva detto: “Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese…?'”. L’ex capitano della Roma aveva fatto divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con il suo racconto, scandito da tempi comici non banali: “Non ti azzardare – ha continuato – che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca… Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima…”.

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Champions, la Roma brilla e il Napoli evita guai: tutti i risultati, la nuova classifica e i match in programma oggi

21 October 2026 at 10:40

Il Napoli vince, ma soffre fino all’ultimo contro il Bodo Glimt: finisce 4-3 una partita che regala tre punti pesanti alla squadra di Massimiliano Allegri. Gli azzurri passano in vantaggio dopo appena un minuto con Politano, ma Hauge pareggia al 27′. Al 41′ è McTominay a riportare avanti il Napoli, prima del nuovo pareggio dei norvegesi con Helmersen al 62′. Ancora McTominay firma il 3-2 al 75′, poi l’autorete di Bjortuft all’88’ sembra chiudere definitivamente i conti. In pieno recupero, però, Fet segna il 4-3 e costringe gli azzurri a soffrire fino al fischio finale.

Una vittoria che non cancella i problemi del Napoli, come sottolinea lo stesso Max Allegri: “La cosa che dobbiamo assolutamente migliorare è la sensazione di fragilità. Quando sei fragile, attacchi anche peggio”. Il tecnico insiste sulle difficoltà difensive e sui troppi palloni concessi agli avversari, spiegando anche la scelta di utilizzare De Bruyne – “straordinario” – davanti alla difesa per far riposare Lobotka. Il belga ha fornito una grande prestazione: caso chiuso e pace con l’allenatore? Da capire. Mentre sulla doppietta decisiva dello scozzese Allegri avverte: “McTominay ha fatto due gol, ma non è ancora il vero Scott”.

Tutto più semplice per la Roma, che travolge 4-0 lo Slovan Bratislava e conquista la prima vittoria stagionale in Champions. Hermoso sblocca il risultato al 21′, Molina raddoppia al 39′, poi nella ripresa Pisilli e Malen su rigore completano il poker. Gian Piero Gasperini può essere soddisfatto soprattutto delle risposte arrivate dalle rotazioni: “Queste risposte sono importanti perché consentono di andare avanti con fiducia e allargare la rosa dei potenziali titolari un po’ a tutti”. Resta però la preoccupazione per gli infortuni, a partire da quello di Pellegrini, in vista delle prossime sfide europee contro Manchester United e Psg.

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Dramma Kvaratskhelia: va a contrasto e si rompe il crociato. Psg in allarme: i tempi di recupero

21 October 2026 at 10:37

Un contrasto apparentemente inutile, in una zona non pericolosa del campo, si è trasformato in dramma per Khvicha Kvaratskhelia, esterno del Psg tra gli esterni più forti del mondo, nel match tra il club parigino e il Barcellona nella terza giornata della League Phase di Champions League. Il georgiano infatti stava recuperando il possesso del pallone – dopo aver rischiato di far fallo – ma è caduto in modo scomposto e si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. La conferma è arrivata dalla nota ufficiale del Psg, in cui si legge: “A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, ​​Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni”, scrive il club parigino. Considerando il momento, è facile pensare che la sua stagione sia finita, visto che post intervento serviranno almeno 6 mesi per tornare al meglio.

L’esterno ex Napoli era stato sostituito da Akliouche al 59esimo, nel secondo tempo, ed era uscito dal campo sorretto sulle spalle da due membri dell’équipe medica parigina. Da subito c’è stata grande preoccupazione, sia per il movimento scomposto del ginocchio, sia per l’espressione dello stesso Kvaratskhelia uscendo dal campo. Da subito infatti il georgiano ha percepito il dolore e la gravità dell’infortunio. Tanta sfortuna per Kvaratskhelia, che stava vivendo il momento migliore della sua carriera, essendo stato protagonista delle ultime due Champions vinte dal club parigino. Il georgiano è inoltre uno dei candidati al Pallone d’Oro, che verrà assegnato lunedì prossimo.

Già ieri, dopo il contrasto e vedendo la dinamica dell’incidente, Angel Villanueva – un fisioterapista spagnolo specializzato in riabilitazione del crociato, lesioni del ginocchio e ritorno allo sport, che su X analizza spesso i meccanismi degli infortuni di calciatori dando pronostici sui tempi di recupero – aveva previsto lo scenario peggiore. Villanueva aveva fatto due tweet su Kvaratskhelia dopo PSG-Barcellona. “Nell’impatto si apprezza chiaramente un valgo forzato del suo ginocchio destro, con il piede fissato e un carico in catena cinetica chiusa. Questo pattern è classico delle lesioni combinate di LCA + LCM. Tempo di stop: 9 mesi“, ha scritto nel primo, dove le due sigle stanno rispettivamente per legamento crociato anteriore e legamento collaterale mediale.

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Morto Mateusz Chmura: il bodybuilder è crollato sul palco durante un’esibizione. La gara è poi ripresa

21 October 2026 at 10:03

Aveva 33 anni e si stava esibendo davanti al pubblico, nel momento che avrebbe dovuto coronare mesi di allenamenti e preparazione. Per Mateusz Chmura, bodybuilder amatoriale di origine polacca che viveva a Wakefield, nel Regno Unito, la competizione si è trasformata in tragedia. Domenica 18 ottobre, durante le PCA British Finals, è stato colto da un malore mentre si trovava sul palco del Telford International Centre. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poche ore più tardi. Al momento non sono state rese note le cause del decesso.

Chmura partecipava alla categoria Classic Bodybuilding Medium, una delle divisioni della competizione organizzata dalla Physical Culture Association. La sua esibizione si è interrotta bruscamente quando si è accasciato davanti agli spettatori e agli altri atleti. I soccorsi sono scattati immediatamente, con i paramedici presenti alla manifestazione, affiancati da alcuni professionisti sanitari che assistevano alla gara, che hanno cercato di rianimarlo. Stando alle ricostruzioni, uno dei soccorritori ha iniziato subito le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Sul posto sono intervenuti anche un’ambulanza e un elicottero della Midlands Air Ambulance. Dopo le prime operazioni di emergenza, il trentatreenne è stato portato in ospedale, dove è deceduto.

Nel frattempo, mentre l’atleta si trovava ancora in ospedale, gli organizzatori hanno incontrato i concorrenti per decidere come e se proseguire la manifestazione. Dal confronto è emersa la scelta di riprendere le gare, quando ancora non era arrivata la notizia della morte di Chmura. La conferma è giunta il giorno successivo, lunedì 19 ottobre, attraverso una comunicazione ufficiale della PCA. La federazione ha espresso il proprio cordoglio, rivolgendosi in particolare alla moglie, ai familiari e agli amici del bodybuilder. Nel messaggio ha inoltre riconosciuto il lavoro svolto da medici, volontari e spettatori intervenuti durante l’emergenza, invitando tutti a tutelare la riservatezza delle persone vicine all’atleta. Un appello è stato rivolto anche a evitare congetture sulle circostanze della morte, in attesa di informazioni certe.

A restituire un’immagine più personale delle ultime ore trascorse da Chmura è stato il suo amico e collega Reza Eradi Bahrani. Commentando il comunicato della PCA, ha raccontato che l’atleta si era sposato da meno di due mesi e che il giorno della competizione coincideva con il suo compleanno. Soltanto due giorni prima, i due si erano incontrati in palestra per allenarsi e perfezionare le pose da presentare sul palco. “La vita può essere così crudele e ingiusta“, ha scritto Bahrani.

La scomparsa ha suscitato commozione anche in Polonia, dove gli appassionati e gli esponenti del bodybuilding hanno ricordato Chmura con affetto. La sua morte arriva inoltre a pochi giorni da quella della professionista cilena Marianne von Gierke, deceduta a 40 anni la settimana precedente. Due lutti ravvicinati che hanno riportato l’attenzione sulla salute degli atleti impegnati nelle competizioni di bodybuilding, senza tuttavia chiarire le cause dei singoli decessi.

La vicenda di Chmura si inserisce in una serie di decessi che riguardano esponenti del bodybuilding nel corso del 2026. Tra i casi ricordati figurano quello di Jason Lowe, morto a gennaio a 38 anni, già partecipante all’Olympia, per il quale non è stata resa nota una causa ufficiale. A maggio è scomparso il ventiduenne influencer brasiliano Gabriel Ganley: sul suo certificato di morte è stata indicata una morte improvvisa associata a cardiomiopatia ipertrofica. Ad agosto è morto Dwayne Quamina, 40 anni, pochi giorni dopo aver conquistato il sesto posto all’Atlanta Pro. Più recentemente, la morte di Marianne von Gierke è arrivata a meno di tre settimane dal suo tredicesimo posto all’Olympia.

A questi episodi si aggiunge una cifra che circola nel settore: secondo una stima non verificata in maniera indipendente, nel 2025 sarebbero morti 56 bodybuilder, con un’età media di 35 anni. Il dato va considerato con cautela, considerando che non esiste un registro ufficiale che raccolga sistematicamente i decessi legati a questa disciplina. Ma sicuramente è un dato che fa riflettere.

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Claudio Mattio trovato morto in una scarpata: storico dirigente del ciclismo cuneese, aveva 66 anni

20 October 2026 at 18:03

Da tre anni era andato in pensione dal suo lavoro, ma mai dalla sua passione. Anche ieri, lunedì 19 ottobre, Claudio Mattio era salito a Elva per un appuntamento in Municipio: sta lavorando a un sopralluogo su alcuni percorsi destinati a un prossimo evento ciclistico. Non è più tornato a casa. La moglie ha lanciato l’allarme, le ricerche sono proseguite per tutto il giorno. Poi la tragica scoperta: l’auto di Mattio è stata ritrovata in una scarpata della strada del Colle di Sampeyre. È morto a 66 anni, lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e anche nel ciclismo cuneese.

Mattio era appunto un ex dipendente del Comune di Revello. Grande appassionato di ciclismo, aveva gareggiato fino ai dilettanti e poi era salito in ammiraglia. Era presidente della società Vigor di Piasco, ma si occupava anche dell’organizzazioni di gare ed eventi. “Pur non avendolo avuto come dipendente – ricorda il sindaco di Revello, Paolo Motta – conoscevo Claudio personalmente e ne ho apprezzato le doti umane e professionali, il suo entusiasmo nell’organizzazione di eventi sportivi”.

“Amava il ciclismo e la sua passione per la bicicletta raccontava qualcosa di lui, del suo modo di vivere e di sentire. Davanti a questa notizia che mi lascia sconvolta, faccio fatica ad accettare che il suo viaggio si sia interrotto”, scrive invece la sindaca di Piasco, Stefania Dalmasso. Il suo ricordo commosso prosegue: “Piasco perde un amico, una persona legata a una passione autentica, quella del ciclismo, che da decenni coinvolge tutta la nostra comunità. E io perdo qualcuno a cui ero legata da affetto e amicizia. Non posso che esprimere le sincere condoglianze, anche a nome della nostra comunità alla moglie Maria e alla figlia Erika, oltre che ai fratelli Silvio e Luciano e a tutta la grande famiglia Mattio”.

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F1, orari Gp Usa ad Austin: la prima chance per Antonelli | Dove vedere qualifiche e gara in tv (Sky, Now e TV8)

20 October 2026 at 17:09

La Formula 1 riparte dagli Stati Uniti e soprattutto dal primo vero match-point mondiale per Andrea Kimi Antonelli. Dopo la tripletta asiatica tra Baku, Malesia e Singapore e un fine settimana di pausa, il Circus sbarca ad Austin, in Texas, per il Gp degli Stati Uniti. A differenza della passata stagione, al Circuit of the Americas non ci sarà il format Sprint. Il weekend tornerà quindi alla struttura tradizionale, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara.

Tutti gli occhi saranno inevitabilmente puntati su Antonelli, sempre più vicino al primo titolo iridato della carriera. Il pilota della Mercedes arriva ad Austin con 102 punti di vantaggio su George Russell e 111 su Lewis Hamilton. Un margine che gli concede già la prima possibilità matematica di chiudere il Mondiale con cinque Gran Premi ancora da disputare dopo quello americano. Per riuscirci servirà però una combinazione complessa: Antonelli dovrà vincere e sperare contemporaneamente in risultati sfavorevoli dei suoi inseguitori.

La lotta per la vittoria al COTA promette comunque di essere aperta. Il principale avversario indicato dai risultati più recenti è Max Verstappen, reduce da due successi consecutivi. L’olandese ha vinto anche l’ultima edizione del Gp degli Stati Uniti e punta quindi al terzo successo di fila. La sua rimonta ha riaperto anche la battaglia per il secondo posto nel Mondiale, con Hamilton e Russell ormai a pochi punti.

Da seguire anche la Ferrari, che si presenta ad Austin con importanti aggiornamenti sulla SF-26. Il circuito texano è particolarmente apprezzato sia da Charles Leclerc sia da Hamilton e a Maranello confidano nelle novità tecniche per tornare a lottare stabilmente per le prime posizioni.

Il Circuit of the Americas ospita il Gran Premio degli Stati Uniti dal 2012. La pista misura 5,513 chilometri e presenta 20 curve, 11 a sinistra e nove a destra. La gara si disputa sulla distanza di 56 giri, per un totale di 308,405 chilometri. Il programma comincerà venerdì 23 ottobre con le prime due sessioni di prove libere. Sabato 24 ottobre spazio alle Libere 3 e alle qualifiche, in programma alle 23 ora italiana. La gara scatterà invece domenica 25 ottobre alle 21.

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Il giudice sportivo multa Thuram per simulazione in Bologna-Inter: cosa era successo

20 October 2026 at 16:54

Marcus Thuram è stato multato per 2mila euro per “avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria“. Questo il responso del giudice sportivo dopo Bologna–Inter. Il riferimento è al contatto con Matteo Darmian in area di rigore al 61esimo del secondo tempo nella sfida di sabato, vinta dall’Inter per 1-3 dopo il vantaggio iniziale del club bolognese. In quella circostanza l’arbitro Doveri ha punito Thuram con un cartellino giallo per simulazione.

Dall’Haier Cam dell’arbitro è stato possibile capire lo scambio che c’è stato con l’attaccante dell’Inter. “Niente, niente“, dice subito Doveri. “Te lo giuro, te lo giuro”, controbatte Thuram. Il fischietto romano la chiude così: “Non t’ha fatto niente”. Andando a rivedere nel dettaglio l’episodio sembra evidente che un tocco ci sia e almeno il cartellino per simulazione è sicuramente un grande errore. A confermarlo anche Luca Marelli prima e Gianpaolo Calvarese dopo.

Marelli aveva dichiarato: “Un episodio che fortunatamente non ha avuto nessuna conseguenza sul risultato perché poi l’Inter ha vinto lo stesso per 3 a 1, però dalle prime immagini sembrava un contatto molto marginale e molto accentuato. È apparso subito esagerato, eccessivo, il cartellino giallo per simulazione perché un contatto pareva esserci. Poi da questa immagine si nota che invece c’è stato proprio un chiaro aggancio sulla gamba di Thuram, la gamba di appoggio perché la gamba sinistra era in appoggio per la sterzata. In questa circostanza bisogna considerare l’intensità“, aveva premesso Marelli.

E ancora: “Detto ciò, considerando anche il fatto che il giocatore è stato ammonito per simulazione, pertanto è evidente che Doveri ha visto qualcosa che in realtà non è accaduto, a mio parere c’è molto di chiaro e evidente errore e c’è molto margine per un intervento del VAR con un on field review. Poi a limite poteva decidere che il contatto fosse leggero, ma per quanto mi riguarda questo era un calciatore di rigore da assegnare”.

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, invece, Calvarese aveva detto: “Niente rigore ma neanche simulazione: sarebbe questo il verdetto di Orsato e della commissione sul contatto Darmian-Thuram in Bologna–Inter. Il tocco del difensore c’è, ma non è sufficiente per l’assegnazione del rigore: al tempo stesso Doveri sbaglia ad estrarre il giallo al francese“. Insomma, sul rigore o non rigore si può discutere, ma la simulazione è sicuramente da considerare eccessiva, visto il contatto.

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MotoGp, orari Gp Australia 2026: le gare all’alba e il cambio dell’ora | Dove vedere qualifiche, Sprint e gara in tv e streaming (Sky, Now e TV8)

20 October 2026 at 16:40

La MotoGp riparte dall’Australia per il primo appuntamento della tripletta finale e soprattutto per l’ultima gara della sua storia a Phillip Island. Dal 2027 il Gran Premio si trasferirà infatti sul nuovo circuito semi-cittadino di Adelaide. Un addio che arriva in un momento decisivo per il Mondiale: dopo 17 dei 22 Gran Premi previsti, Jorge Martin e Marc Marquez sono separati da appena due punti.

Il circuito australiano potrebbe diventare così uno dei passaggi chiave della lotta per il titolo. I suoi curvoni veloci possono adattarsi bene all’Aprilia, mentre il layout antiorario è tradizionalmente favorevole a Marquez. Da seguire anche Marco Bezzecchi, distante 46 punti dalla vetta e reduce dal successo di Mandalika: proprio a Phillip Island, un anno fa, aveva vinto la Sprint e chiuso terzo la gara nonostante un doppio long lap penalty. Tra i possibili protagonisti c’è anche Raul Fernandez, reduce dalla pole e dal secondo posto in Indonesia e vincitore lo scorso anno in Australia.

Phillip Island misura 4,45 chilometri, presenta 12 curve, sette a sinistra e cinque a destra, ed è caratterizzato da un rettilineo principale di 900 metri. Per gli appassionati italiani sarà però necessario fare i conti soprattutto con il fuso orario. La Sprint scatterà alle 6 di sabato, mentre nella notte tra sabato e domenica tornerà l’ora solare. Così, la gara della MotoGp scatterà quando in Italia non sarà nemmeno l’alba, alle ore 4 di domenica..

L’intero weekend sarà trasmesso in diretta su Sky Sport MotoGP e in streaming su Now. TV8 proporrà invece in diretta le qualifiche delle tre classi e la Sprint del sabato, mentre domenica trasmetterà in differita le tre gare.

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“Pensa come son messi. Sono qui perché non avevo nulla da fare. Non si vive di aria, al supermercato servono i soldi”: l’intervista show del nuovo allenatore

20 October 2026 at 16:11

La prima volta nel 2005/06 con la vittoria del campionato di Eccellenza, la seconda nel 2010/11 con un buon settimo posto in Serie D, la terza nella seconda metà della stagione 2025/26 con la promozione in Serie D. Ora – dopo l’esonero di Andrea Censori – Roberto Cappellacci è tornato alla Santegidiese, squadra di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) che gioca nel girone F di Serie D. “Pensa come son messi“, ha commentato Cappellacci a Super J a proposito della decisione della società di richiamarlo dopo 7 partite e un tredicesimo posto in classifica, frutto di due vittorie, due pareggi e tre sconfitte. L’esordio non è stato positivo: la Santegidiese ha perso in casa per 0-2 contro la Vigor Senigallia e non è riuscita a invertire il trend. A prendersi la scena però è stato proprio Cappellacci nel post gara.

“Mi dai del lei eh? Che uomo“, ha esordito scherzando con il giornalista che lo stava intervistando. “Non avevo nulla da fare, mi piace allenare, non vivo solo di aria e siccome quando vai a fare la spesa servono i soldi, anche se non avrei mai voluto che la Santegidiese mettesse in discussione Andrea Censori, ci son venuto”, ha detto Cappellacci in un’intervista surreale. “Penso che la società sia una società sana, di brave persone, che ha bisogno di gente che gli dica come fare per sbagliare meno. E dovrei essere io quello, pensa come son messi“, ha concluso ridendo e scatenando anche le risate del giornalista. La Santegidiese è reduce da tre sconfitte consecutive e nella prossima giornata giocherà in trasferta contro il Trestina: tocca a Cappellacci invertire il trend.

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Caso Basoccu, il poliziotto indagato può tornare al lavoro: revocata la sospensione

20 October 2026 at 15:25

Potrà tornare al lavoro il poliziotto indagato per lesioni aggravate per il ferimento di Marco Basoccu, ultras della Juventus secondo la procura colpito da un lacrimogeno durante gli scontri prima del derby con il Torino del 24 maggio scorso. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Torino, che ha revocato la misura cautelare della sospensione dal servizio per un anno. I giudici hanno accolto parzialmente la richiesta dei difensori dell’agente, gli avvocati Paolo Chicco e Lucetta Gai, respingendo invece quella della Procura, che aveva chiesto un aggravamento della misura cautelare con gli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso, il poliziotto potrà riprendere servizio negli uffici, con mansioni amministrative, come aveva lui stesso richiesto. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Scafi, intanto prosegue: nelle scorse settimane è stato disposto un incidente probatorio per analizzare il cappello sequestrato a Basoccu e verificare l’eventuale presenza di tracce di gas. La difesa del poliziotto ha inoltre chiesto nuovi accertamenti sulla ferita alla testa dell’ultras, per stabilire se sia compatibile con l’impatto di un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo, e l’esame del proiettile recuperato vicino al tifoso. Gli esiti sono attesi nelle prossime settimane. Lo scorso 6 ottobre per gli scontri di maggio la Digos aveva eseguito ventidue misure cautelari con divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Una quarantina invece i provvedimenti Daspo per ultras granata e bianconeri.

”Siamo estremamente contenti, perché per la seconda volta il tribunale ha respinto le richieste della procura di misura cautelare agli arresti domiciliari per un poliziotto che al momento non è ancora colpito da prove della sua responsabilità, perché è in corso l’incidente probatorio proprio per accertare cosa abbia colpito il tifoso se dalla pietra o da altre cose, quindi siamo in una fase in cui la sua innocenza è ancor più da sostenere perché non vi è nessuna prova contraria – commentano all’Adnkronos i legali Paolo Chicco e Lucietta Gai – e siamo altrettanto contenti perché il tribunale ha accolto la nostra richiesta di consentire al poliziotto riprendere l’attività lavorativa, secondo quanto lo stesso aveva richiesto all’amministrazione, cioè di svolgere un’attività lavorativa interna e quindi non di ordine pubblico”.

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