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Gas russo, Orsini riapre tema energia: “Non ci può essere ideologia, serve competitività”

12 October 2026 at 11:17

Il tema del gas russo torna nel dibattito economico italiano dopo le parole del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. A margine dell’assemblea di Assolombarda a Milano, Orsini ha evitato di entrare direttamente nel merito di un eventuale ritorno delle forniture russe, ma ha posto una questione più ampia: il costo dell’energia per le imprese. “Io non entro nel tema gas russo o non gas russo, non è di mia competenza”, ha detto. Poi ha aggiunto che sull’energia “non ci può essere ideologia”. Per Confindustria, la competitività del sistema produttivo è centrale. Orsini ha indicato in particolare settori come ceramica, carta e vetro, colpiti dall’impatto dell’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione.

L’accordo tra Trump e Putin sul diesel russo

Negli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per la fornitura di gasolio russo ai mercati americano e globale, con una sospensione temporanea delle sanzioni Usa sul diesel russo. L’accordo prevede, secondo quanto dichiarato da Trump, forniture iniziali per oltre 300mila tonnellate, seguite da ulteriori quantità nei mesi successivi.

La scelta è stata presentata dalla Casa Bianca come un modo per ridurre i prezzi dell’energia. Diversi analisti citati dalla fonte, però, hanno espresso dubbi sull’effetto concreto dell’operazione sui prezzi del diesel, definendo i volumi annunciati limitati rispetto ai consumi statunitensi e al mercato globale.

L’intesa ha anche un impatto politico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato la decisione, definendola un vantaggio per Mosca. Secondo alcune ricostruzioni, l’accordo sarebbe maturato anche dopo le tensioni sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che avrebbero contribuito ad aumentare la pressione sui prezzi energetici.

Cosa pensa l’Italia dell’ipotesi gas russo

Per l’Italia, il ritorno diretto al gas o ai prodotti energetici russi resta un tema politicamente e diplomaticamente complesso. Sul piano europeo, i Paesi Ue non hanno rimosso le sanzioni sull’import dei prodotti petroliferi russi. Per questo le forniture promesse da Mosca agli Stati Uniti non avrebbero un effetto diretto sui prezzi del diesel in Italia. Un eventuale impatto potrebbe arrivare solo in modo indiretto, attraverso le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

Nel governo italiano il tema divide le sensibilità politiche. La Lega di Matteo Salvini spinge da tempo per una riapertura dei canali commerciali con Mosca, sostenendo che l’acquisto diretto di gas e petrolio russo potrebbe ridurre i costi per famiglie e imprese.

Fratelli d’Italia, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha finora mantenuto una linea atlantista e di sostegno all’Ucraina, cercando al tempo stesso di evitare posizioni più estreme nel dibattito europeo. Forza Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, resta invece ancorata alla linea europea sulle sanzioni e sul sostegno a Kiev.

Cosa cambia per le imprese

La questione energetica incide direttamente sui costi di produzione, sulle bollette e sulla competitività delle imprese. Per Confindustria, la priorità è ridurre il divario con gli altri Paesi, soprattutto nei settori più energivori. Da qui la richiesta di intervenire sull’Ets e di proseguire con misure capaci di sostenere gli investimenti.

Orsini ha ricordato anche il ruolo dell’iperammortamento, misura che secondo il presidente di Confindustria ha contribuito alla crescita degli investimenti e del Pil. Il punto politico ed economico resta quindi aperto: da una parte la necessità di mantenere coerenza con la linea europea sulle sanzioni, dall’altra il bisogno di contenere il costo dell’energia per industria, famiglie e sistema produttivo.

Bonus energia: perché 14 miliardi finiranno comunque per alzare le bollette della luce

11 October 2026 at 14:32

A fine settembre, nella cornice dello Soteu, Ursula von der Leyen ha messo in evidenza il legame inscindibile tra sicurezza energetica e costi economici. Per un insieme di Paesi privo di materie prime, una crisi geopolitica come quella scatenata dalle tensioni nel Golfo Persico fa emergere con forza questa interdipendenza.

Agli Stati membri si chiede di elettrificare il più possibile per ridurre la dipendenza da gas e combustibili fossili, ma l’assenza di strumenti vincolanti porta il sistema energetico nazionale italiano ad accusare storture peculiari.

Con la Manovra di Bilancio 2027, grazie alla clausola di salvaguardia, l’esecutivo si appresta a mettere in campo circa 14 miliardi di euro in bonus energia e misure di contenimento. Un’imponente dote finanziaria che, tuttavia, non si tradurrà in un reale calo delle bollette per le famiglie e le imprese.

Il quadro europeo

La Commissione ha legato a più riprese la sicurezza energetica ai costi economici delle importazioni, ricordando come gli shock geopolitici siano costati all’Unione oltre 90 miliardi di euro in acquisti di fonti fossili. Per affrancarsi da questa dipendenza, Bruxelles ha fissato l’obiettivo di raddoppiarne la quota nel mix energetico entro il 2040, stimando un risparmio di 260 miliardi di euro all’anno.

Tuttavia, queste ambizioni non sono state accompagnate da alcuna dotazione finanziaria di bilancio né da atti vincolanti a sostegno dei consumatori. A complicare il quadro si aggiunge la recente revisione al ribasso degli obiettivi Net Zero e del calendario sulle emissioni: una mossa politica che concede ossigeno ai produttori di auto a combustione interna, ma che rischia di rallentare ulteriormente gli investimenti sull’elettrico.

In parallelo, il meccanismo europeo di carbon pricing (Ets) fa gravare i costi della CO2 sull’energia elettrica, esentando ancora per gran parte i combustibili tradizionali e rendendo il vettore pulito paradossalmente più caro.

Il caso Italia: la fiscalità che punisce chi elettrifica

Se l’Europa offre un quadro normativo frammentato, la struttura tariffaria italiana accentua la distorsione. Come evidenziato dalle analisi di ECCO, che riportiamo per semplicità in tabella, in Italia l’energia elettrica paga tasse e oneri sproporzionati rispetto al gas e ai carburanti tradizionali.

Ambito d’uso Vettore Elettrico Vettore fossile Impatto dell’imposizione
Utenze domestiche Fino a 0,0873 euro al kWh (fisco e oneri) 0,0231 euro al kWh sul gas naturale L’elettricità paga 3-4 volte più del gas
Pmi e industria Fino a 0,1119 euro al kWh in bassa tensione 0,0057 euro al kWh sul gas naturale L’elettricità paga fino a 20 volte più del gas
Trasporti e ricariche Da 0,141 a 0,398 euro al kWh per ricarica pubblica 0,089 euro al kWh per la benzina L’elettrico paga fino a 4 volte più dei fossili

Questo fenomeno deriva dalla scelta di continuare a scaricare oltre l’80% degli oneri di sistema per il finanziamento delle fonti rinnovabili unicamente sulle bollette elettriche, nonostante l’Ue consigli di andare in direzione opposta. Di conseguenza, tecnologie ad altissima efficienza come le pompe di calore o i veicoli elettrici vedono azzerato gran parte del risparmio economico potenziale a causa del peso fiscale applicato al kilowattora.

A soffrirne maggiormente è il tessuto produttivo nazionale. Come già denunciato dai rappresentanti di Confindustria a giugno in un convegno sugli Ets, la competitività delle industrie che scelgono di rimanere in Italia e di non delocalizzare riesce a mantenere performance accettabili pur sostenendo una doppia tassazione energetica: quella sulla corrente elettrica e quella sulle quote di carbonio necessarie alla produzione.

Deficit sopra il 3% e i limiti dei 14 miliardi in Manovra

Lo stato delle finanze pubbliche italiane rende ancora più difficile la gestione dell’emergenza. Con il rapporto deficit/Pil che ha di nuovo superato la soglia del 3%, l’esecutivo punta a sfruttare l’ipotesi di uno scostamento di bilancio fino allo 0,3% del Pil, facendo perno sui margini di flessibilità concessi dalla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e la sicurezza energetica.

Finanziare in deficit 14 miliardi di euro per tamponare il rialzo delle bollette sarà una misura necessaria per evitare il collasso sociale, ma è inutile negarlo: è un intervento di breve respiro. C’è bisogno di una maggiore trasparenza nella gestione della liquidità derivata dagli Ets, da cui perdiamo quasi 9 miliardi; serve una riforma organica della fiscalità energetica che riequilibri il carico fiscale tra fonti fossili ed elettricità, rendendo l’uso dei fossili davvero svantaggioso.

Impiegare risorse pubbliche per congelare temporaneamente i prezzi rischia solo di appesantire il debito, senza risolvere il nodo della dipendenza dalle materie prime esterne e senza garantire reali ribassi in per cittadini e imprese.

“Poder político comporta-se com Covas do Barroso de uma maneira autoritária”

7 October 2026 at 19:56

VTM

O coordenador do BE visitou Covas do Barroso ouviu a população para perceber o ponto de situação sobre o projeto de exploração de lítio.

À chegada, o coordenador do BE assumiu que o processo coloca em causa a relação da população com o território. Para José Manuel Pureza, a transição energética não deve ser feita à custa das comunidades locais. “Não pode haver regeneração ambiental contra as pessoas. As pessoas estão primeiro”, afirmou, acrescentando que “neste caso, o que temos tido é um poder político forte com os fracos e muito fraco com os fortes”.

O coordenador do Bloco de Esquerda criticou igualmente aquilo que considera ser uma utilização desadequada das forças de segurança no contexto do projeto. “O poder político tem-se comportado com as pessoas de Covas do Barroso de uma maneira autoritária”, disse José Manuel Pureza aos jornalistas, apontando que um outro “pormenor que acrescenta escândalo a isto”, é que a “Guarda Nacional Republicana tenha prestado serviços a uma empresa para policiar aquilo que é um perímetro de atuação da servidão administrativa que vai muito para lá daquilo que alguma vez foi”.

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Los primeros humanos entraron en América en lo más crudo de la última Edad de Hielo

Las fechas que se han propuesto para la llegada de los primeros humanos a América se reparten en una horquilla de más de 100.000 años. En un extremo está Cerutti, un yacimiento de California que Holen y sus colegas fecharon en unos 130.000 años en un estudio publicado en Nature en 2017. En el otro, […]

Perché non c’è stata una grande crisi economica e finanziaria

2 October 2026 at 09:02

Dalla pandemia ai venti di guerra sono tante le crisi che le economie mondiali hanno dovuto affrontare negli ultimi anni. Finora hanno dimostrato capacità di resistenza. Perché varie condizioni sono mutate e le banche centrali hanno più spazio di manovra.

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Meno raffinerie, più dipendenza energetica

1 October 2026 at 08:59

La capacità di raffinazione del petrolio e dei suoi derivati si è ridotta progressivamente in Europa. Si tratta però di prodotti indispensabili per l’economia. In un contesto geopolitico sempre più instabile, diventa un problema di sicurezza energetica.

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Festival F está de volta a Faro para a sua 11.ª edição

30 August 2026 at 07:00

De 3 a 5 de setembro de 2026, Faro volta a ser palco de uma das grandes celebrações da música e da cultura em Portugal. O Festival F regressa para a sua 11.ª edição, com três dias de programação eclética, reunindo grandes nomes da música portuguesa e uma nova geração de artistas.

Durante três dias, o público poderá assistir a concertos de artistas como Bárbara Tinoco, D.A.M.A, Wet Bed Gang, ÁTOA, HMB, Chico da Tina, The Gift, Nelson Freitas, TZ da Coronel, Clã, Moonspell, Carminho, Slow J, Papillon, Danni Gato, Maninho, Mind da Gap e muitos outros.

A programação inclui ainda projetos e talentos emergentes, propostas alternativas, música eletrónica, jazz e diferentes expressões da música contemporânea, reforçando a diversidade e a identidade do festival.

Entre os destaques estão também Ricardo Ribeiro & Orquestra de Jazz do Algarve, Carmimho & Orquestra do Algarve, Algarve Jazz Collective, João Tiago Neto, Ana Teresa, Rita Cortezão, Joana Almeirante, Sofia Rodrigues, entre muitos outros nomes que prometem fazer de Faro o ponto de encontro da música nacional durante este verão.

Com uma programação que atravessa diferentes estilos e gerações, o Festival F volta a afirmar-se como um dos grandes eventos culturais do Algarve, convidando o público a viver três dias de música, encontros e experiências únicas.

📍 Faro – Algarve
📅 3, 4 e 5 de setembro de 2026
🎶 11.ª edição do Festival F

Prepare-se para três dias de música em Faro. O Festival F está de volta!

Perché è difficile tassare gli extraprofitti

27 August 2026 at 10:14

Al di là dei proclami, tassare gli extraprofitti non è un compito semplice. Già è difficile definire esattamente cosa siano e altrettanto è stabilire come attuare la loro tassazione. Forse sarebbe meglio pensare a un contributo di solidarietà.

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Los Hijos de Milé, la ciencia detrás de la leyenda irlandesa que sitúa el origen de los celtas en el norte de España

En el año 2006, el genetista Bryan Sykes, catedrático de Genética Humana de la Universidad de Oxford, publicó los resultados de un estudio que le había llevado una década completar. Su equipo había recogido y analizado el ADN mitocondrial y el cromosoma Y de 10.000 voluntarios de Inglaterra, Escocia, Gales e Irlanda, con el objetivo […]

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