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- «Acto II»: Chalecos amarillos convocan a nuevas protestas en Francia para el 24 de octubre
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- Trump: “Anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione. Se l’Europa non chiude i confini è finita”
Trump: “Anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione. Se l’Europa non chiude i confini è finita”
“Come in Francia anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione“. Anche Donald Trump ha detto la sua su quanto sta accadendo in Europa, con varie proteste tra Francia e Italia per il caro vita. Lo ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. “Francia e Italia sono paesi peggiori di quello che erano”, ha aggiunto. “Se l’Europa non chiude i confini è finita”, ha detto ancora il tycoon, ponendo l’accento su quanto accaduto a Milano lo scorso weekend, con diversi negozi devastati e saccheggiati, con le violenze che hanno riguardato soprattutto la zona di Piazza Duomo e dintorni. “È una polveriera pronta a esplodere, è molto triste per me assistervi – ha detto ancora Trump – Noi abbiamo chiuso le frontiere, non entra nessuno e stiamo facendo uscire tutte queste persone. Tutti quelli che sono entrati illegalmente se ne stanno andando“.
I numeri degli interventi di polizia in Italia dell’ultimo fine settimana comprendono 32 arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minorenni, e 28 denunciati, tra i quali 15 stranieri e 23 minorenni. Per 174 delle persone accompagnate in Questura è scattato invece il fermo di prevenzione di polizia, introdotto dal decreto sicurezza del 2026, all’articolo 11 bis. Un quadro che riporta al centro il tema della partecipazione di giovanissimi agli episodi di violenza e delle difficoltà nel contenere gruppi mobili e frammentati. La procura di Milano ha chiesto il carcere per sei maggiorenni devastazione e resistenza aggravata per le violenze di sabato, stessa richiesta per altri cinque maggiorenni per quanto avvenuto domenica.
In Francia, invece, sono 2.513 i fermi di polizia effettuati in Francia dall’inizio delle proteste degenerate in caos e devastazioni questo fine settimane, 67 le persone incarcerate: è quanto ha riferito in serata il ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin, intervistato da TF1. Il Guardasigilli ha inoltre annunciato di aver inviato “una direttiva a tutte le procure di Francia, chiedendo di procedere con una qualificazione giuridica legata alla criminalità organizzata”. Ciò consentirà, in particolare, di estendere la durata dei fermi da 48 a 72 ore e di ricorrere a strumenti quali la geolocalizzazione e le intercettazioni telefoniche: questo permetterà di stabilire “dove si trovavano le persone nel momento in cui venivano saccheggiati i negozi o attaccate le sedi municipali”.
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- Disordini in Francia, da stasera nelle città scatta il coprifuoco notturno per prevenire le azioni dei casseur
Disordini in Francia, da stasera nelle città scatta il coprifuoco notturno per prevenire le azioni dei casseur
Dopo il caos e i saccheggi di sabato sera, scattano i primi coprifuoco in Francia. A Parigi il divieto di circolare entra in vigore questa sera, dalle 23 e fino alle 6 di domani mattina, in place de la République e nel quartiere centralissimo di Les Halles, comprese alcune sezioni della rue Rambuteau e del boulevard Sébastopol, ed è valido per tutti, minorenni e maggiorenni (a eccezione dei residenti). Nelle stesse zone è scattato dalle 20 anche il divieto di radunarsi e di manifestare. “La sicurezza di tutti rende necessarie queste misure per ristabilire l’ordine pubblico, gravemente compromesso da una minoranza di delinquenti”, ha scritto in un comunicato la prefettura di Parigi. Nella capitale è stato per primo il socialista Ariel Weil, sindaco di Paris Centre, che comprende i primi quattro arrondissement, dove molti negozi sono stati saccheggiati, a chiedere l’introduzione della misura: “Neppure all’apice dei gilet gialli avevamo conosciuto distruzioni simili in un solo fine settimana”, ha detto a BFM Tv.
Sin da domenica, Weil ha evocato anche la possibilità di ricorrere all’esercito in rinforzo alle forze dell’ordine. A Nizza è stato disposto un coprifuoco per i minorenni dalle 21 alle 6 nel centro storico e fino alla Gare du Sud. A Lione il divieto è in vigore dalle 21 di questa sera alle 6 di mattina in tutto il centro storico, nel quartiere del municipio a nord, e nella place Carnot a sud. Nel nord della Francia, dei coprifuoco “parziali” dalle 20 alle 6 sono previsti a Lille e nei comuni di Douai, Denain e Wattignies. A Lille la misura riguarda solo i minorenni. Anche a Coulaines, vicino a Le Mans, il sindaco ps Christophe Rouillon ha annunciato restrizioni dalle 23 per i minorenni che escono da soli. La stretta arriva dopo la mobilitazione di sabato per il caro vita indetta da movimenti di gilet gialli e a sostegno della protesta dei liceali per il diritto allo studio uguale per tutti, che ha portato nelle strade in tutta la Francia tra 500mila e 800mila persone, ma anche decine di gruppi organizzati di black bloc.
Scene di guerriglia urbana, devastazioni, incendi e saccheggi si sono consumate per tutta la notte a Parigi e in diverse altre città. Gli ultimi dati ufficiali indicano 2.513 fermi – di cui 67 arresti – e oltre 3.000 negozi saccheggiati. Il premier Sébastien Lecornu ha spiegato che le misure, concordate tra i prefetti e i sindaci, resteranno circoscritte e limitate nel tempo e sono soprattutto destinate a proteggere i negozi. Parigi non esclude neanche che possa essere decretato lo stato d’emergenza, in certi casi già reclamato da personalità politiche e sindaci. Degli aiuti sono sbloccati per i commercianti colpiti, tra cui la cassa integrazione e l’accesso ad un fondo di sostegno specifico. Stamattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, le cui dimissioni sono state respinte dal presidente Macron, ha riconosciuto che le forze dell’ordine non hanno saputo anticipare la portata della mobilitazione e che in alcune città gli effettivi inviati sul posto non erano sufficienti. “Abbiamo incontestabilmente fallito”, ha dichiarato da parte sua il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, riconoscendo gravi falle nei servizi d’intelligence interni.
Il governo è sotto pressione. Il Senato ha annunciato una missione d’informazione per fare luce sugli errori di preparazione del dispositivo di sicurezza e accertare le responsabilità dei fatti. Finora né le rivendicazioni sul carovita né quelle dei liceali sulla scuola hanno ricevuto risposte concrete. Dopo l’intervento di domenica sera in tv di Macron, che ha assicurato fermezza contro i casseur e fatto promesse, senza di fatto annunciare nessuna misura immediata, i sindacati degli studenti hanno deciso di continuare la protesta. Diverse università sono rimaste chiuse anche oggi e alcuni studenti hanno bloccato simbolicamente l’ingresso del Louvre. Circola la data di giovedì 22 per nuove iniziative degli studenti. I movimenti di gilet gialli hanno annunciato l’“atto II” della mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre. Molte azioni si stanno già preparando sui social in diverse città. La stretta sulla sicurezza non convince. L’ecologista Marine Tondelier ritiene che l’introduzione del coprifuoco avrà “conseguenze pesanti”. Il sindacato Cgt ha denunciato la “strategia del caos” del governo. Anche la Commissione Ue è intervenuta per difendere il “diritto a manifestare pacificamente”.
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Crece descontento en países de Europa por el costo de la vida y recortes
Francia impone toque de queda parcial y endurece represión tras protestas
Estudiantes cierran el Louvre y denuncian represión policial en Francia
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- Lejos de las críticas que le llueven en Francia, Macron se embarca en una gira por el golfo Pérsico
Lejos de las críticas que le llueven en Francia, Macron se embarca en una gira por el golfo Pérsico
En directo: Francia impone un toque de queda en zonas del centro de París
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- Proteste in Francia, il primo ministro chiede “coprifuoco in alcune zone”. A Marsiglia manifestazioni vietate tra le 12 e le 20
Proteste in Francia, il primo ministro chiede “coprifuoco in alcune zone”. A Marsiglia manifestazioni vietate tra le 12 e le 20
Il governo francese risponde alle proteste con nuove misure repressive. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux. Nel Sud della Francia, a Marsiglia, la prefettura ha già emesso un’ordinanza che vieta “qualsiasi assembramento e manifestazione su tutto il territorio del comune” di Marsiglia, dalle ore 12 alle 20 di questo lunedì.
Al termine della vertice interministeriale a Parigi, Lecornu ha puntualizzato che si tratterà di misure “parziali” e “localizzate”, volte in particolare a proteggere negozi e attività commerciali. La mappatura dei coprifuoco dovrebbe essere resa nota nel pomeriggio, dopo colloqui con i sindaci interessati. Commentando le violenze, Lecornu ha dichiarato che “lo stato d’emergenza” verrà decretato solo “se utile”, ma al momento i coprifuoco “sembrano più adatti”.
Intanto il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha fatto sapere che 350 fermi sono stati disposti ieri e durante la notte a Parigi a seguito degli scontri di piazza. Decine di persone sono state poste in custodia cautelare dopo gli scontri del weekend: “Durante il fine settimana ci sono stati 2331 fermi di polizia; il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell’ordine”, di cui “oltre l’80%” è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto il ministro della Giustizia Darmanin. “Ci sono già decine di casi di custodia cautelare, di cui 13 a Marsiglia”, città particolarmente colpita dalle violenze.
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Macron aboga por el diálogo institucional y rechaza los disturbios en Francia
I disordini francesi mettono Macron in difficoltà e offrono un assist a Le Pen
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Le proteste contro il caro vita e le condizioni delle scuole francesi sono degenerate nei disordini più gravi degli ultimi anni. Sabato 17 ottobre, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il Paese. In diverse città, gruppi di manifestanti incappucciati hanno saccheggiato negozi, incendiato edifici e affrontato la polizia. Le prime stime – qui riportate dal Financial Times – parlano di circa millecinquecento attività commerciali saccheggiate. Il bilancio della giornata ha aperto una nuova crisi per il presidente Emmanuel Macron e il premier Sébastien Lecornu, a sei mesi dalle elezioni presidenziali.
La mobilitazione era nata dall’incontro tra le proteste degli studenti, che da settimane contestano le condizioni degli istituti scolastici, e la rabbia per l’aumento del costo della vita. Ma la violenza ha rapidamente oscurato le rivendicazioni iniziali. Nella capitale, racconta Le Monde, il giorno dopo i disordini erano ancora visibili vetrine distrutte, veicoli bruciati e negozi saccheggiati. Molti cittadini intervistati dal quotidiano distinguono le richieste dei manifestanti dalle azioni dei gruppi violenti. «La gente è esasperata, c’è molta rabbia accumulata», racconta una donna, che spera che le proteste degli studenti vengano ascoltate nonostante chi cerca di sfruttare la situazione.
Il governo è finito sotto accusa per non aver previsto l’ampiezza dei disordini. Secondo il Financial Times, i servizi d’intelligence si aspettavano circa centomila partecipanti, mentre le presenze effettive sarebbero state circa cinque volte superiori. Le opposizioni contestano la gestione dell’ordine pubblico e la preparazione delle forze di sicurezza. Alcuni esperti citati dal quotidiano britannico sostengono che le autorità non abbiano valutato adeguatamente gli avvertimenti sulla possibilità di violenze. Anche la pianificazione del corteo parigino, definita soltanto alla vigilia, avrebbe reso più difficile controllare la folla.
Domenica Macron è intervenuto in televisione promettendo «piena trasparenza» sulle ragioni che hanno portato all’escalation. «Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve risarcire», ha dichiarato, annunciando che il governo lavorerà a misure concrete insieme a studenti, sindacati e parlamentari. Il ministro per le piccole imprese, Serge Papin, incontrerà i rappresentanti delle attività danneggiate per valutare gli aiuti necessari. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, circa duemila persone sono state arrestate durante i disordini.
Lo scontro è già diventato politico. Lecornu ha accusato i gruppi dell’estrema sinistra di fomentare la violenza e ha indicato La France insoumise, il movimento di Jean-Luc Mélenchon, tra gli attori che avrebbero contribuito ad alimentare la mobilitazione. Mélenchon ha respinto le accuse e ha sostenuto che il governo abbia lasciato peggiorare la situazione, senza affrontare le cause della protesta. La destra, intanto, denuncia la perdita di controllo delle strade e chiede il ripristino dell’ordine.
La principale beneficiaria politica potrebbe essere Marine Le Pen. Il Financial Times ricorda che la leader del Rassemblement National è già in testa ai sondaggi per le presidenziali, mentre il consenso di Macron è vicino ai minimi dalla sua prima elezione. Le Pen ha descritto la situazione come una crisi di fiducia e autorità e ha promesso di riportare la calma nel Paese. Anche il suo partito ha utilizzato le immagini dei disordini per attaccare insieme il governo e la sinistra radicale.
Ma, come mostrano le testimonianze raccolte da Le Monde, la rabbia sociale non è scomparsa dietro le immagini delle devastazioni. Alcuni commercianti, pur condannando i saccheggi, riconoscono le disuguaglianze economiche e il malcontento che hanno alimentato la protesta. È questo il problema più urgente per Macron e Lecornu: ristabilire la sicurezza senza lasciare irrisolte le ragioni che hanno portato centinaia di migliaia di persone in piazza.
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La juventud europea se planta ante un futuro sin salidas
Decenas de miles de jóvenes han tomado las calles en Francia, Bélgica, España, Portugal, Italia y Albania. Se suman así a la llamada revolución de la generación Z (nacidos entre 1997 y 2012), que impulsó en los dos últimos años la caída del Gobierno de Bangladés, la dimisión del primer ministro de Nepal y la disolución del Gobierno de Madagascar. Ahora, en Europa, a las puertas de un superciclo electoral, en el que se decidirán los gobiernos de cuatro de los cinco países más poblados de la UE (Francia, Italia, España y Polonia), los jóvenes comparten un descontento generacional marcado por la sensación de que su futuro se vuelve cada vez más estrecho y precario.

© EPV
Macron: "No debemos confundir las demandas legítimas con la violencia"
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- Mélenchon responsabiliza a presidente de Francia de intentar desgastar al movimiento estudiantil
Mélenchon responsabiliza a presidente de Francia de intentar desgastar al movimiento estudiantil
“Conmocionados y decepcionados”, el grito de los estudiantes secundarios en Francia
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- Cosa nascondono davvero i dipinti di Marc Chagall? Dal Paradiso in cui uomo e donna diventano una cosa sola alle città della sua vita: viaggio nel museo di Nizza progettato dall’artista
Cosa nascondono davvero i dipinti di Marc Chagall? Dal Paradiso in cui uomo e donna diventano una cosa sola alle città della sua vita: viaggio nel museo di Nizza progettato dall’artista
Bisogna andare a Nizza, in avenue Dr Ménard, sulla collina di Cimiez, per conoscere da vicino Marc Chagall. E’ qui che si può vedere non solo il famoso “messaggio biblico” dell’artista ma toccare con mano un museo progettato, pensato ed inaugurato dallo stesso pittore russo. Ogni spazio, finestra e vetrata, parla di Chagall che ha saputo trasformare una villa in rovina dai primi del Novecento in un luogo capace di ospitare una collezione permanente e mostre come quella di quest’estate dedicata agli schizzi e ai modelli per il soffitto dell’Opéra Garnier.
E se nel 1973, quando fu inaugurato il museo, a visitarlo erano in trenta mila oggi si registrano 200 mila presenze ogni anno. Ad attrarre così tante persone in avenue Dr Ménard sono, soprattutto, quei dodici dipinti che illustrano la Genesi e l’Esodo, esposti nella sala principale e le cinque tele che evocano il Cantico dei Cantici nella sala esagonale adiacente.
Certamente i colori in sé, restano la maggiore qualità espressiva dell’artista e balzano subito all’occhio ma il fascino di questo percorso sta nel fermarsi davanti ad ogni opera per meditarla. Solo sostando a lungo, in silenzio, dinanzi a “il Paradiso” si può cogliere l’intrinseco universale e rivoluzionario messaggio di Chagall: l’uomo e la donna sono una cosa sola.
E’ questo l’annuncio che continua a essere “nuovo” dopo decenni dalla creazione del quadro: la coppia primordiale è intrecciata come per diventare una sola cosa, con solo due braccia e tre gambe e sta per condividere insieme il frutto proibito, quello dell’albero della conoscenza del bene e del male che li renderà uguali a Dio. E’ l’Umanità non il maschio o la femmina. Così come in “Abramo e i tre angeli” le figure protagoniste (Abramo e Sara) spinte verso sinistra, sono eloquenti nell’esprimere lo stupore dell’annuncio della nascita di un figlio in età avanzata. Ma anche stavolta solo riflettendo su quest’opera si può cogliere – osservando i tre angeli seduti sulla panca – la lontana eco di quelli raffigurati nell’icona della Trinità di Andrej Rublev a Mosca.
Nel ciclo del “Cantico dei Cantici”, Chagall, riesce a parlare di Dio, incarnando la Parola biblica con la sua vita. Guardare a questi dipinti solo con idolatria per l’artista sarebbe sciocco perché ogni tela cela una complessità da decifrare con i giusti strumenti. Basti pensare al terzo quadro del ciclo. Chagall sembra aver voluto raccontare la propria storia in questo dipinto: la rappresentazione di Gerusalemme, al centro, è duplice: in alto, la città assomiglia alla sua visione di Saint-Paul-de-Vence, con le sue mura. In basso, capovolta, si trova Vitebsk (paese natio), riconoscibile dal santuario con il tetto verde che lo corona. L’intera sezione inferiore del dipinto, capovolta, evoca quindi la giovinezza dell’artista; quella superiore un inno alla sua nuova vita nel sud della Francia.
Unica anche la mostra permanente dal titolo “Chagall all’opera” realizzata in collaborazione con il Centre “Georges Pompidou” dove dal 2023 sono conservati 151 opere donate dai nipoti dell’artista. Il pittore, nel 1960, accettò l’incarico di rifare il soffitto dell’Opéra di Parigi, a condizione di non essere pagato. Ne uscì un dipinto – preceduto da quarantuno schizzi e modelli (in parte visibili a Nizza) – che omaggia i grandi compositori dell’opera e del balletto, Parigi e la Francia.
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- El Independiente
- El incendio del Ayuntamiento de Limoges (Francia) queda controlado tras los disturbios
El incendio del Ayuntamiento de Limoges (Francia) queda controlado tras los disturbios
El incendio que causó graves daños el sábado en el Ayuntamiento de Limoges, un edificio histórico del siglo XIX, quedó controlado este domingo, mientras los bomberos trabajaban para extinguir los últimos focos, informó el prefecto del departamento francés de Haute-Vienne, Maurice Barate. "El fuego está controlado", declaró el prefecto (delegado del Gobierno) a la cadena LCI, y añadió que los equipos de emergencia estaban apagando las últimas brasas.
El incendio se produjo el sábado durante una jornada de protestas sociales en Francia. Según las autoridades locales, varios manifestantes forzaron la entrada al edificio y prendieron fuego en su interior, tras lo cual las llamas se extendieron a las plantas superiores y alcanzaron la cubierta, que terminó derrumbándose.
El alcalde de Limoges, Guillaume Guérin, condenó anoche el ataque y aseguró que el Ayuntamiento había quedado prácticamente destruido. No obstante, afirmó que los servicios municipales continuarían funcionando pese a los daños. "Han destruido un edificio que los habitantes de Limoges aman, pero no han destruido el servicio público", declaró Guérin. "Es -dijo- un monumento que arde, pero no la República".
El alcalde también expresó su confianza en que los responsables fueran detenidos y sostuvo que los agentes desplegados durante la protesta no disponían de medios suficientes para contener a los participantes violentos. Según declaró hoy el prefecto, unas 5.000 personas participaron en la manifestación, entre ellas varios cientos de individuos a los que describió como radicalizados y extremadamente violentos.
Apres plusieurs heures, la mairie de Limoges s’est effondrée.
— Pierre Charron (@marinpetrus) October 17, 2026
C’est épouvantable. Quelle époque épouvantable. pic.twitter.com/hJOcys9YvH
Tras los incidentes en el Ayuntamiento, algunos manifestantes se dirigieron hacia la prefectura, mientras otros saquearon comercios del centro de la ciudad, añadió. El prefecto afirmó que el incendio había sido provocado deliberadamente y condenó los ataques contra edificios públicos y establecimientos comerciales. El Ayuntamiento de Limoges fue construido entre 1876 y 1883 y está considerado monumento histórico. El edificio combina elementos arquitectónicos inspirados en el Renacimiento tardío y la época de Luis XIII.
- El Independiente
- De París a Limoges: las protestas de estudiantes y la violencia incendian Francia y dejan 1.800 detenidos
De París a Limoges: las protestas de estudiantes y la violencia incendian Francia y dejan 1.800 detenidos
Los franceses han vuelto a incendiar las calles en las protestas convocadas este 17 de octubre. A los estudiantes, que llevan ya un mes de manifestaciones, se han unido funcionarios, sindicalistas, agricultores, transportistas y los chalecos amarillos. Estos últimos fueron clave en las manifestaciones de 2018 por motivos como el incremento del precio de los carburantes o la fiscalidad, entre otros.
La violencia ha escalado en varias ciudades, desde París a Lyon y Limoges, donde las llamas devoraron el Ayuntamiento. A seis meses de las elecciones presidenciales, reina el caos en un país con un gobierno debilitado y un jefe del Estado, Emmanuel Macron, en tiempo de descuento y con una líder de la ultraderecha, Marine Le Pen, que podría aprovechar el descontento generalizado. Las distintas encuestas francesas publicadas en octubre la sitúan en una intención del voto del 35% frente al 15-16% que reciben los candidatos del centro o el izquierdista Jean-Luc Mélenchon.
El Ministerio del Interior francés, Laurent Núñez, actualizó este domingo la cifra de detenidos, que se eleva de los 400 contemplados el sábado, a 1.800 personas. Aún se siguen llevando a cabo investigaciones para "identificar a los autores" de los desórdenes y disturbios acontecidos. Por otro lado, apuntó que la jornada de protestas e incidentes ha dejado "más de 500 policías, gendarmes y bomberos heridos por las escenas de violencia". "La República no cederá nada a aquellos que quieran imponer el desorden y la violencia", escribió en redes sociales. En París se superarían las 870 detenciones.
Las protestas han estado dirigidas contra el encarecimiento de la vida, con incidentes graves en ciudades como Marsella y Lyon, pero también en París o Nantes, entre otras, según datos aún provisionales. Las autoridades señalaron un aumento de los actos violentos, incluidos ataques contra las fuerzas de seguridad, saqueos o intentos de saqueo de comercios y daños en edificios públicos protagonizados por grupos de varios cientos de individuos vestidos de negro, vinculados a la extrema izquierda.
El presidente francés, Emmanuel Macron, afirmó este sábado que no hay "ningún lugar para la violencia" en Francia, prometió castigos para los autores de destrozos y saqueos en esta jornada de protestas por el encarecimiento de la vida, y pidió un "frente unido" contra "los que siembran el caos".
"Quienes han destrozado, atacado prefecturas y comercios y saqueado incluso nuestros ayuntamientos, serán perseguidos y castigados", escribió Macron en un mensaje en sus redes sociales.
Apres plusieurs heures, la mairie de Limoges s’est effondrée.
— Pierre Charron (@marinpetrus) October 17, 2026
C’est épouvantable. Quelle époque épouvantable. pic.twitter.com/hJOcys9YvH
El jefe del Estado aseguró además que habrá "un frente unido frente a los que siembran el caos, que solo buscan derribar nuestras instituciones y impiden que aquellos que expresan pacíficamente sus reivindicaciones lo hagan".
Macron tuvo palabras también de "apoyo" para las fuerzas del orden, "garantes del derecho a manifestarse", y que han estado en las últimas semanas en el foco de las críticas por los métodos empleados para afrontar los bloqueos y manifestaciones de estudiantes que piden mejoras educativas.
Destrozos en Marsella y Lyon
Según traslada EFE, los incidentes más graves, el ministerio destacó la entrada por la fuerza de manifestantes en el Ayuntamiento de Marsella y los destrozos en establecimientos comerciales. En Lyon, donde una oficina de turismo fue destruida por un incendio y varios comercios sufrieron daños, los bomberos que acudieron al lugar encontraron obstáculos para intervenir debido a la actuación de grupos violentos, según el Ministerio del Interior. En París, varios grupos que participaban en marchas no autorizadas intentaron converger hacia edificios institucionales, incluido el Palacio del Elíseo, lo que llevó a las fuerzas de seguridad a intervenir para dispersarlos y proteger las sedes oficiales.
También se registraron incidentes en otras ciudades. En Aviñón, manifestantes entraron en el patio de la Prefectura del departamento de Vaucluse, mientras que en Grenoble se produjeron daños en el Ayuntamiento. En Pau, Montpellier, Toulouse y Valence, varios comercios fueron vandalizados, según las autoridades. Las protestas, convocadas contra la inflación y la pérdida de poder adquisitivo, han movilizado a colectivos diversos en distintas partes de Francia y han estado acompañadas de enfrentamientos y daños materiales en varias ciudades.
Decenas de miles de estudiantes dejan un ambiente crítico en París
Una marea de decenas de miles de jóvenes estudiantes protagonizó este sábado una manifestación en París, una marcha que estuvo trufada de tensiones y enfrentamientos con las fuerzas del orden. Buena parte de los participantes en el desfile, que comenzó en una plaza de la República atestada y en la que se respiraban por todos lados los gases lacrimógenos que lanzaban las fuerzas del orden para repeler los continuos choques con jóvenes encapuchados, llegaba con el impulso de la movilización de los alumnos de liceos y universidades francesas de las últimas semanas.
Holy fucking shit.
— Kosher (@koshercockney) October 17, 2026
Paris right now, this evening.
Police vehicles try to escape with destroyed tyres. pic.twitter.com/hMBZkT2MRL
Por eso las reivindicaciones que dominaban eran las que se han venido escuchando en ese tiempo para que mejoren las condiciones de educación, con más profesores, centros educativos en mejores condiciones y más becas. Se extendió a cuestiones como los hospitales y otros servicios públicos. Los manifestantes corearon lemas habituales en las concentraciones de la izquierda radical, como 'todos somos antifascistas' (en italiano) o 'todo el mundo detesta a la policía', que fue especialmente el blanco de muchas de las pancartas y de las quejas por su actuación durante las semanas de movilización estudiantil.
Más allá de la plaza de la República, cuyas entradas estaban controladas y en gran medida bloqueadas por decenas de furgones de antidisturbios, miles de jóvenes desfilaron por calles adyacentes al margen del recorrido que la Prefectura de Policía había fijado en dirección de la plaza de Clichy, y grupos de encapuchados montaron barricadas con vallas, bicicletas y material urbano que impidieron la circulación. Ante el temor a los incidentes, que en la práctica se multiplicaron en muchas ciudades francesas, el ministro del Interior, Núñez, había movilizado a 10.000 policías y gendarmes para esta jornada en todo el país, de los cuales 5.000 en París.
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- En directo: Macron condena la violencia y anuncia una unidad de crisis para apoyar a los afectados
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