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Chiamate dall’estero mascherate da italiane: Agcom sanziona due società per 822.500 euro

12 October 2026 at 15:52

La telefonata arriva dall’estero, ma sul display compare un numero italiano, studiato apposta per convincerci a rispondere. Ecco spiegato in modo semplice il meccanismo dello spoofing, dietro il quale si nascondono generalmente chiamate commerciali irregolari (quando non vere e proprie truffe).

A tutela degli utenti, l’Agcom ha presentato il conto a due società: Retelit Digital Services e Tekmind. Le sanzioni, sommate, raggiungono gli 822.500 euro. Il motivo? Non aver attuato i controlli previsti sull’uso delle numerazioni telefoniche. Un passo importante nella battaglia contro questa pratica.

La multa dell’Agcom

Le sanzioni sono state adottate il 23 settembre e ammontano nel dettaglio a 700mila euro per Retelit Digital Services e a 122.500 euro per Tekmind. L’Agcom contesta alle due società di non aver messo in pratica delle misure di controllo sull’uso delle numerazioni.

I provvedimenti arrivano dopo un’attività di vigilanza avviata nel novembre 2025 sulla base di numerose segnalazioni. Al centro ci sono gli obblighi degli assegnatari dei numeri telefonici:

  • verificare la correttezza delle numerazioni usate dai call center;
  • verificare l’eventuale generazione tramite spoofing;
  • gestire con diligenza le numerazioni assegnate, a presidio dell’intera filiera.

I numeri del blocco

Per riuscire a contrastare il fenomeno, fastidioso e pericoloso, l’Agcom ha imposto agli operatori dei filtri sulle chiamate internazionali, che si presentano con numerazioni italiane. I risultati sono stati di fatto consistenti.

Nei primi 8 mesi del 2026, infatti, sono state bloccate circa 191 milioni di chiamate dall’estero con numero italiano contraffatto o non conforme agli standard. Si parla di quasi 790mila al giorno, ovvero il 7,2% del traffico internazionale.

La fetta più importante riguarda i cellulari, con 148 milioni di chiamate fermate, il 49% di quelle dall’estero con numero mobile italiano. Altre 38 milioni mostravano un fisso nazionale e 4,6 milioni numerazioni irregolari. Il dato più netto emerge però dal confronto con il periodo precedente all’estensione del blocco ai numeri mobili, scattata il 19 novembre 2025.

Le chiamate dall’estero con cellulare italiano sono calate del 95%, da 26,8 a 1,2 milioni al giorno, mentre l’intero traffico internazionale è sceso da 34 a 11 milioni di chiamate quotidiane. Un risultato utile anche soltanto per il risparmio di tempo di milioni di cittadini.

La replica di Retelit

In una nota ufficiale, Retelit ha spiegato la propria posizione:

Si tratta di un provvedimento inatteso, nell’esito e nell’entità, su cui l’azienda si riserva le opportune valutazioni», si legge. La società precisa inoltre «di non svolgere né commissionare alcuna attività di telemarketing via call center per la vendita dei propri servizi.

Si spiega inoltre che, in qualità di operatore di telecomunicazioni, l’attività “si limita alla sola cessione in uso ad altri operatori telefonici autorizzati di numerazioni telefoniche”. Tutto ciò lascia ovviamente la strada aperta a eventuali ricorsi.

Ortopedia, allarme in Italia: carenza di specialisti, lunghe liste d’attesa e fuga nel privato

12 October 2026 at 14:04

Sempre meno specialisti nella sanità pubblica. È questo il principale grido d’allarme che emerge dal Trauma Meeting di Otodi, la società scientifica degli ortopedici e traumatologi ospedalieri, che ha riunito a Riccione oltre 2500 persone.
Lo ha ribadito Marco Mugnaini, presidente di Otodi e primario del reparto di Ortopedia e traumatologia dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, che ha recentemente ricordato in un’intervista a LaSalute di LaPresse come il nodo principale dell’assistenza sia rappresentato dalla crescente difficoltà ad attrarre i giovani specialisti verso il Servizio sanitario nazionale.

Insomma: si fa fatica a reperire ortopedici per gli ospedali, con un lavoro che appare sempre meno attrattivo per i giovani. Ed allora? Allora bisogna cercare di risolvere questa ed altre “fratture complesse” della sanità.

In cerca di specialisti

Una delle fratture complesse, forse la più importante, è quello della carenza del capitale umano.

“Da tempo abbiamo già evidenziato fortemente questo problema. ANAAO ASSOMED lo ha ribadito recentemente: per la prima volta il numero dei camici bianchi in fuga del SSN è superiore a quello di chi va in pensione. Dato ancora più evidente per la categoria degli ortopedici incentivata per vari motivi a lasciare gli ospedali pubblici per scegliere le strutture private convenzionate”

commenta Mugnaini.

A detta degli specialisti, questo è il principale problema da affrontare per tentare di trovare qualche possibilità di soluzione, magari partendo proprio dall’immissione di nuove risorse nel Sistema Sanitario Nazionale come elemento di base, in presenza però di un disegno programmatico su come investirle.
In questo senso, a detta del presidente Mugnaini, occorre anche snellire molte pratiche burocratiche che richiedono tempo allo specialista.

“Come ortopedici parliamo spesso di sintesi e riduzione: dalle fratture puntiamo a farlo anche sul fattore tempo. Purtroppo, gran parte del nostro tempo viene assorbito per attività amministrative e burocratiche sicuramente importanti ma mai quanto quelle mediche, cliniche e chirurgiche che partono dall’ascolto del paziente alla prima visita. Questo si traduce in utilizzo non profittevole delle risorse umane già insufficienti”

segnala Mugnaini.

Proposta operativa? Dagli esperti emerge la necessità di “parlare un linguaggio unico” tra i vari sistemi di gestione dati degli ospedali: stiamo studiando un applicativo con intelligenza artificiale capace di ridurre notevolmente il tempo non clinico, aumentando le performance di interi reparti.

Liste d’attesa e organizzazione

La traumatologia è un focus importante della professione degli specialisti riuniti a Riccione. Ma nella pratica, all’interno delle corsie ospedaliere, il modello organizzativo rischia di farsi farraginoso per la necessità di trattare pazienti ortopedici in elezione. Ad esempio pensate in questo senso a chi programma un intervento di protesi per una patologia degenerativa dell’anca del ginocchio o della spalla.

“Capita purtroppo spesso che interventi preordinati di protesi vengano posticipati per l’arrivo di casi di trauma da trattare in urgenza. Questo si traduce inevitabilmente in allungamento delle liste di attesa ed in diverse regioni italiane in fuga dei pazienti in altre regioni nel privato, (convenzionato e non), con aumento della mobilità passiva. Sappiamo bene che nessuno al momento ha la bacchetta magica ma ci proponiamo come interlocutori con il decisore politico per raccontare ed attuare soluzioni strategiche che già abbiamo “in pancia” nella nostra società scientifica”

fa notare Mugnaini.

Il Premio Nobel per l’Economia agli americani Robert E. Hall e Michael Woodford

12 October 2026 at 11:21

Il premio Nobel per l’Economia 2026 va agli economisti statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford. Il Nobel è stato assegnato per il loro lavoro sulle “fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”, ha dichiarato l’Accademia Reale Svedese delle Scienze di Stoccolma.

I due ricercatori sono stati premiati sia per il significato scientifico dei loro contributi alla comprensione dei fenomeni economici, sia per l’influenza che tali contributi hanno avuto sulle politiche pubbliche globali.

Entrambi sono docenti di Economia: Hall è nato nel 1943 in California e insegna all’università di Stanford; Woodford è nato in Massachusetts nel 1955 e insegna alla Columbia di New York. Entrambi hanno studiato al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, la più prestigiosa università al mondo per gli studi scientifici.

Le motivazioni del Premio

L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha spiegato che l’economia è caratterizzata da alternanze di fasi di recessione e di espansione. Da quando l’economista John Maynard Keynes ha lanciato le sue teorie quasi un secolo fa, le politiche di stabilizzazione sono state importanti per affrontare queste fluttuazioni. Durante le recessioni, l’economia viene stimolata riducendo i tassi di interesse e aumentando il deficit di bilancio, mentre si dovrebbe agire in senso opposto per rallentare un’economia in forte espansione.

Tuttavia, durante le crisi petrolifere degli anni ’70, sembrò che i modelli keynesiani che regolano quando e come le misure debbano essere implementate non funzionassero più. Non ridussero la disoccupazione, ma portarono invece a un’inflazione incontrollata. Molti ritenevano che la politica di stabilizzazione avesse causato più danni che benefici e che dovesse essere abbandonata

Robert E. Hall e Michael Woodford hanno ricevuto il Premio Nobel per le scienze economiche per aver dimostrato come i modelli economici possano essere ricostruiti per rivitalizzare le politiche di stabilizzazione. Invece di basare i modelli su legami statistici tra variabili macroeconomiche, come inflazione, produzione e consumo, hanno scelto di costruirli su una base microeconomica. Ciò implica comprendere in che modo l’insieme delle singole famiglie e imprese influenzi l’economia attraverso le proprie azioni.

Un elemento centrale di questi modelli è che famiglie e imprese guardano al futuro quando prendono decisioni in merito a risparmi o prezzi dei prodotti. Quando governi e banche centrali comunicano i loro piani di politica economica, possono influenzare questa visione del futuro e indirizzare l’economia nella giusta direzione. I nuovi modelli si sono rivelati estremamente utili per affrontare le recessioni economiche che ci hanno colpito.

“Il lavoro dei premiati ci ha fornito una solida base teorica per i modelli oggi utilizzati da banche centrali e governi di tutto il mondo. Grazie a essi, siamo meglio attrezzati per gestire gli shock economici, come le crisi energetiche o le improvvise variazioni nei consumi delle famiglie”

ha detto John Hassler, presidente del Comitato per il Premio in Scienze Economiche.

Quanto vale il Premio Nobel

Il Premio della Banca di Svezia per le scienze economiche non è tecnicamente un Nobel come gli altri, ma un premio della Banca di Svezia per le scienze economiche dedicato alla memoria di Alfred Nobel. L’anno scorso è stato assegnato al francese Philippe Aghion, al canadese Peter Howitt e all’americano-israeliano Joel Mokyr per il loro lavoro sull’impatto dell’innovazione sulla crescita economica.

Come gli altri premi Nobel, quello per l’economia consiste in un diploma, una medaglia d’oro e un assegno di 12 milioni di corone svedesi pari a circa 1,06 milioni di euro. I vincitori riceveranno i loro premi durante cerimonie ufficiali il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, a Stoccolma, ad eccezione del Nobel per la Pace che viene consegnato a Oslo.

Gas russo, Orsini riapre tema energia: “Non ci può essere ideologia, serve competitività”

12 October 2026 at 11:17

Il tema del gas russo torna nel dibattito economico italiano dopo le parole del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. A margine dell’assemblea di Assolombarda a Milano, Orsini ha evitato di entrare direttamente nel merito di un eventuale ritorno delle forniture russe, ma ha posto una questione più ampia: il costo dell’energia per le imprese. “Io non entro nel tema gas russo o non gas russo, non è di mia competenza”, ha detto. Poi ha aggiunto che sull’energia “non ci può essere ideologia”. Per Confindustria, la competitività del sistema produttivo è centrale. Orsini ha indicato in particolare settori come ceramica, carta e vetro, colpiti dall’impatto dell’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione.

L’accordo tra Trump e Putin sul diesel russo

Negli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin per la fornitura di gasolio russo ai mercati americano e globale, con una sospensione temporanea delle sanzioni Usa sul diesel russo. L’accordo prevede, secondo quanto dichiarato da Trump, forniture iniziali per oltre 300mila tonnellate, seguite da ulteriori quantità nei mesi successivi.

La scelta è stata presentata dalla Casa Bianca come un modo per ridurre i prezzi dell’energia. Diversi analisti citati dalla fonte, però, hanno espresso dubbi sull’effetto concreto dell’operazione sui prezzi del diesel, definendo i volumi annunciati limitati rispetto ai consumi statunitensi e al mercato globale.

L’intesa ha anche un impatto politico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato la decisione, definendola un vantaggio per Mosca. Secondo alcune ricostruzioni, l’accordo sarebbe maturato anche dopo le tensioni sugli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che avrebbero contribuito ad aumentare la pressione sui prezzi energetici.

Cosa pensa l’Italia dell’ipotesi gas russo

Per l’Italia, il ritorno diretto al gas o ai prodotti energetici russi resta un tema politicamente e diplomaticamente complesso. Sul piano europeo, i Paesi Ue non hanno rimosso le sanzioni sull’import dei prodotti petroliferi russi. Per questo le forniture promesse da Mosca agli Stati Uniti non avrebbero un effetto diretto sui prezzi del diesel in Italia. Un eventuale impatto potrebbe arrivare solo in modo indiretto, attraverso le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati.

Nel governo italiano il tema divide le sensibilità politiche. La Lega di Matteo Salvini spinge da tempo per una riapertura dei canali commerciali con Mosca, sostenendo che l’acquisto diretto di gas e petrolio russo potrebbe ridurre i costi per famiglie e imprese.

Fratelli d’Italia, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha finora mantenuto una linea atlantista e di sostegno all’Ucraina, cercando al tempo stesso di evitare posizioni più estreme nel dibattito europeo. Forza Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, resta invece ancorata alla linea europea sulle sanzioni e sul sostegno a Kiev.

Cosa cambia per le imprese

La questione energetica incide direttamente sui costi di produzione, sulle bollette e sulla competitività delle imprese. Per Confindustria, la priorità è ridurre il divario con gli altri Paesi, soprattutto nei settori più energivori. Da qui la richiesta di intervenire sull’Ets e di proseguire con misure capaci di sostenere gli investimenti.

Orsini ha ricordato anche il ruolo dell’iperammortamento, misura che secondo il presidente di Confindustria ha contribuito alla crescita degli investimenti e del Pil. Il punto politico ed economico resta quindi aperto: da una parte la necessità di mantenere coerenza con la linea europea sulle sanzioni, dall’altra il bisogno di contenere il costo dell’energia per industria, famiglie e sistema produttivo.

Irão quer "facilitar diálogo" entre Sauditas e houthis

12 October 2026 at 10:39
Ministros dos Negócios Estrangeiros do Irão e da Arábia Saudita mantiveram uma conversa telefónica na noite de domingo "para abordar e trocar pontos de vista", sobre acontecimentos na região.

© IRANIAN FOREIGN MINISTER HANDOUT/EPA

Atual escalada entre a Arábia Saudita, que lidera uma coligação militar anti-houthis, em apoio ao Governo iemenita internacionalmente reconhecido e o grupo rebelde eclodiu em meados de julho

Ex Ilva Taranto, stop produzione anche agli stabilimenti di Genova e Novi Ligure: lavoratori in sciopero

12 October 2026 at 09:08

Dopo aver appreso la notizia del possibile blocco della produzione nello stabilimento di Cornigliano e Novi Ligure a metà novembre, i lavoratori dell’ex Ilva sono scesi in sciopero, fermando la produzione per 24 ore. L’ingresso agli impianti è attualmente ostruito con mezzi pesanti. Anche a Taranto sono in corso mobilitazioni.

Secondo le dichiarazioni di Acciaierie d’Italia, che ha in gestione temporanea e straordinaria i centri dell’ex Ilva, la decisione non sarebbe altro che l’effetto di vincoli giudiziari e degli intoppi dell’approvvigionamento di materie prime alla casa madre di Taranto, da cui dipende la produzione degli altri due siti.

La lettera della Sindaca Salis al Ministro Urso

La mobilitazione, proclamata dalle rappresentanze sindacali unitarie (Fiom, Fim e Uilm) a seguito del tavolo a Palazzo Chigi, ha trovato l’immediata solidarietà anche della Sindaca Silvia Salis.

Si acquisti materiale sul mercato [internazionale] per garantire la produzione.

Secondo l’Amministratrice di Genova, che dovrebbe essere scesa in piazza in solidarietà ai lavoratori di Cornigliano, è inaccettabile lo stop della produzione di un asset strategico dello Stato, che registrerebbe un rialzo della domanda.

Nel frattempo a Taranto

Contemporaneamente all’assemblea di due ore nel parcheggio della direzione, un gruppo di lavoratori ha occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. Non sono esclusi altri blocchi stradali e le iniziative di protesta potrebbero proseguire nei prossimi giorni

Gli operai chiedono al Governo garanzie diverse dalla prosecuzione della cassa integrazione. I sindacati chiedono:

  • un piano industriale di decarbonizzazione che riguardi tutti i siti;
  • un piano sociale che tuteli i lavoratori diretti e in appalto:
  • un piano di risarcimento per danni alla salute;
  • la presenza continua dello Stato come garante della transizione e della tutela occupazionale.

La cronologia dei provvedimenti Ex Ilva

La catena dei provvedimenti che ha condotto alla paralisi produttiva origina dal decreto del 27 luglio emesso dal Tribunale di Milano, seguito dalle prescrizioni della Corte d’Appello che hanno fissato in 90 giorni il termine ultimo per fermare l’area a caldo a Taranto.

L’11 settembre la Corte d’Appello di Milano respinge il primo ricorso presentato da Acciaierie d’Italia per ottenere una dilazione dei tempi. Le disposizioni imponevano il taglio delle emissioni di polveri sottili e la rimozione dell’amianto dalle coperture degli altiforni. Le prescrizioni sono state giudicate irrealizzabili dall’azienda, almeno nei tempi previsti dall’ordinanza, con la presentazione da parte del Mimit di un progetto di conversione green della fabbrica.

Il 5 ottobre i giudici milanesi negano anche la seconda istanza del ricorso, che chiedeva di mantenere gli altiforni almeno in fase di pre-riscaldo fino al verdetto della Suprema Corte.

Il 20 ottobre, infatti, è fissata l’udienza in Cassazione sui ricorsi straordinari per scongiurare lo spegnimento.

La replica di AdI alla Sindaca Salis

Oltre alle scadenze imposte dai giudici, Acciaierie d’Italia ha motivato il blocco anticipato delle strutture di Taranto con precise ragioni di tutela contabile. L’acquisto di nuove scorte da impiegare oltre il limite del 25 ottobre avrebbe infatti danneggiato i creditori per avere come unico risultato la conservazione di materiale inutilizzato nei magazzini.

Inoltre, la strada suggerita dalla Sindaca Salis è stata giudicata inagibile. I tempi d’attesa per le materie prime necessarie sono lunghi e comunque non è semplice reperire sul mercato internazionale semilavorati rispondenti ai requisiti tecnici richiesti dalla clientela.

Tutti gli occhi del settore industriale sono ora puntati sull’appuntamento di martedì 20 ottobre in Cassazione: il parere favorevole della

Carne scaduta per i clienti del pub: sequestro della Polizia e maxisanzioni da 6.000 euro

12 October 2026 at 05:53

A Civitanova Marche, i controlli portati avanti dalla Squadra Amministrativa della Questura di Macerata e dagli agenti della Polizia locale hanno portato alla luce irregolarità all’interno di due esercizi commerciali, con l’avvio di procedimenti sanzionatori e il blocco delle merci non conformi.

L’ispezione, svolta nell’ambito delle attività di prevenzione sul territorio, ha messo in evidenza importanti lacune nella conservazione degli alimenti e nel rispetto dei presidi di sicurezza previsti dalla legge per le attività di somministrazione e intrattenimento.

Igiene alimentare: le verifiche sulle etichette delle carni

L’attenzione della Polizia di Stato e delle autorità sanitarie locali si attesta ai massimi livelli per garantire la sicurezza alimentare e la tutela della salute pubblica nei luoghi della movida.

Nel primo locale ispezionato, un pub situato nel centro cittadino, gli agenti si sono concentrati sulle celle frigorifere e sui locali adibiti alla preparazione dei cibi. L’esame diretto delle etichette apposte sulle confezioni ha rivelato che la merce destinata al servizio era ampiamente oltre il termine minimo di conservazione.

I controlli svolti dalle forze dell’ordine hanno portato a riscontrare le seguenti anomalie:

  • presenza di 27 chilogrammi di carne di vario taglio con date di scadenza già superate;
  • scatto immediato del sequestro amministrativo dei prodotti alimentari per impedirne la somministrazione al pubblico;
  • mancata esposizione dei cartelli obbligatori indicanti gli orari ufficiali di apertura e chiusura dell’esercizio.

Tutta la documentazione è stata trasmessa agli uffici competenti dell’Azienda Sanitaria e agli enti preposti per le valutazioni di natura igienico-sanitaria e l’eventuale applicazione di ulteriori sanzioni o prescrizioni operative.

Controlli sul lungomare sud e sanzioni amministrative

Il secondo filone delle verifiche ha riguardato un locale notturno della fascia costiera sul lungomare sud della cittadina. Durante il sopralluogo, gli agenti della Squadra Amministrativa hanno identificato 25 avventori e rilevato irregolarità legate al rispetto delle normative sulla sicurezza e sul contrasto all’abuso di alcol.

Nello specifico, l’accertamento ha portato all’emissione di 5 contestazioni amministrative per un importo complessivo che sfiora i 6.000 euro, a causa di:

  • documentazione non conforme inerente all’impatto acustico e alle emissioni sonore;
  • assenza delle informative obbligatorie previste dalla legge per la presenza di impianti di videosorveglianza;
  • mancanza delle apparecchiature e dei presidi obbligatori per la prevenzione e la misurazione del tasso alcolemico dei clienti.

I controlli di prevenzione disposti dalla Questura proseguiranno anche nei prossimi giorni per garantire il rispetto delle norme sul commercio e la tutela della sicurezza dei consumatori nei locali di maggior affluenza.

5h. Houthis reivindicam responsabilidade pelo ataque a Riad

12 October 2026 at 05:15
Donald Trump disse que os Estados Unidos estavam a considerar participar em ataques sauditas contra os Houthis. Ainda, o mês de setembro foi o segundo setembro mais quente de que há registo.

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