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Spagna, l’onda della protesta ora unisce scuola, sanità e casa. Ma le sinistre non imparano e sono ancora in ordine sparso

15 October 2026 at 16:42

“Anche manifestando e lottando una prof insegna”. Da Maricarmen, l’anziana sfrattata e morta in ospedale, simbolo delle proteste per la casa, in Spagna le manifestazioni non si fermano più. Con un’adesione del 70%, secondo il sindacato, è iniziata ieri per le strade di Madrid la prima giornata di protesta dell’onda verde di insegnanti e studenti che in poche ore ha raggiunto il cuore delle proteste, l’accampata per la casa che stanzia nella piazza di Puerta del Sol dallo scorso 26 settembre. Altre centinaia di studenti intanto occupavano l’Università Complutense di Madrid, dove negli scontri con la polizia sono rimasti feriti in 8 e 5 manifestanti sono stati arrestati. L’onda verde che è scesa di nuovo oggi in strada con un’adesione di oltre il 60% proseguirà con lo sciopero a oltranza convocato dai principali sindacati spagnoli per chiedere, tra le altre misure, la riduzione delle ore di lezione frontale, del numero di studenti per educatore, l’aumento del personale specializzato e di sostegno, l’incremento degli stipendi, nonché il miglioramento delle strutture educative.

Le rivendicazioni, più che al governo centrale, sono indirizzate alla governatrice della Comunità di Madrid, la Isabel Diaz Ayuso (Partido Popular) che ha squalificato la protesta accusando i manifestanti di essere eterodiretti: “La sinistra – ha detto Ayuso di fronte al Parlamento regionale – quanto perde le elezioni diventa violenta perché non accetta le regole democratiche”.

Ma la questione non riguarda solo Madrid né solo i professori né soltanto i sindacati degli inquilini. Alla fine di questo mese a unirsi alle proteste saranno anche medici e personale sanitario, che inizialmente, dopo l’annuncio del dimissionario Pedro Sánchez di convocare elezioni anticipate, avevano temporaneamente sospeso lo sciopero. Ma che di fatto invece accompagneranno la mobilitazione al grande sciopero generale unitario previsto per l’11 novembre. A meno di 20 giorni dalla data prevista per le elezioni del 29.

A beneficiare della mobilitazione, secondo i sondaggi, sarebbe la sinistra, i cui elettori si starebbe mobilitando per le urne, soprattutto dopo che Sánchez – già dimissionario – è riuscito a far approvare dalla Commissione permanente che sostituisce le Camere, i due decreti per la Casa che la destra e i catalani di Junts per Catalunya avevano affossato spingendolo al voto anticipato.

A dare i primi numeri – da cui Sánchez raccoglierebbe i frutti di questa ennesima mano di poker – è il sondaggio del Cis (Centro investigacion sociologica) che ieri dava il Partido socialista obrero español (Psoe) in risalita rispetto ai sondaggi pre-dimissioni assestarsi al 34% contro il 22% del Partido popular (Pp) di Alberto Núñez Feijóo. Di fatto capovolgendo quella che si prefigura come una disfatta dei socialisti contro la destra, in una vittoria.

In realtà il dato del Cis, secondo quando dichiarato da commentatori ed esperti ai media spagnoli, non viene ritenuto affidabile in quanto sovra-rappresenterebbe i votanti del Psoe. A metà strada tra la conquista della Spagna da parte dell’ultradestra e la rimonta di Sánchez , si collocano i dati di “Ateneo de Dato”, che, secondo un calcolo alternativo sulla base dei dati del Cis danno Pp e Psoe testa a testa, ma con un vantaggio dello 0,3% per Sánchez (28,6%) su Feijóo (28,3%)

Altra questione sarebbe però la governabilità. Perché laddove i socialisti starebbero recuperando voti e l’ultradestra di Vox si attesterebbe intorno al 17% (un punto meno degli ultimi sondaggi che davano la formazione neo-franchista di Santiago Abascal oltre il 18), a non decollare sono i partiti alla sinistra di Sánchez , che restano fermi alla somma del 9% su una forbisce stimata fino al 12%. Per un Frente Amplio che potrebbe andare da Podemos (fondato da Pablo Iglesias alla fine della stagione degli indignados) a Sumar della vicepremier e ministra del Lavoro, Yolanda Diaz a Izquierda Unida fino alla Esquerra republicana catalana di Gabriel Rufian. Un paradosso, dato che il movimento per la casa che con la storia di Maricarmen ha aperto le faglie del terremoto politico in Spagna veniva proprio dalla stagione degli indignados.

A penalizzare la sinistra sono le divisioni interne e l’incapacità di compattare il Frente Amplio alla cui guida è stata indicata Ada Colau, già sindaca di Barcellona e tra le politiche più attive sul tema della casa in Spagna. Qualcosa però in queste ultime ore si starebbe muovendo – anche per effetto dell’ultimatum di Colau, pronta a ritirare la candidatura in caso di mancanza di unità. Podemos infatti sta ultimando accordi territoriali con il Frente Amplio quasi in tutte le regioni, eccetto Madrid e Barcellona. “Sembra difficile, invece è facile unirsi intorno a un progetto comune”, è l’appello di Colau. Nelle cui parole sembra riecheggiare il dilemma della sinistra italiana.

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Greve de professores em Madrid já vai no segundo dia

15 October 2026 at 16:00
Sindicatos apontam adesão de 62% à paralisação desta quinta-feira. Governo regional do PP chama-lhe "greve política" e rejeita vocação negocial dos docentes.

© VICTOR LERENA/EPA

No primeiro dia do protesto, na quarta-feira, milhares de professores estiveram nas ruas da capital espanhola em várias manifestações, com a maior a reunir cerca de 25.000 pessoas

“Complimenti all’Italia per Calciopoli. In Spagna c’è il più grande scandalo di sempre e nessuno fa nulla”: Mourinho contro il Barcellona

15 October 2026 at 13:32

“L’Italia è l’unico Paese nel quale Calciopoli è stato Calciopoli, l’unico”. Sono parole – quelle pronunciate da José Mourinho prima di Roma–Real Madrid (terminata 3-4 per i madrileni) – che stanno facendo tanto discutere in Spagna. Il riferimento è al “Caso Negreira“, l’ex vicepresidente del Comitato tecnico spagnolo degli arbitri a cui il Barcellona – secondo un’indagine del 2023 – ha dato 8.4 milioni di euro tra il 2011 e il 2018, tramite società riconducibili allo stesso Negreira. Il club catalano si è sempre difeso spiegando che quelle somme servivano per pagare consulenze e relazioni tecniche sugli arbitri.

Una vicenda che in passato aveva attivato la giustizia ordinaria spagnola, ma anche il Real Madrid che tramite Florentino Perez aveva subito promesso battaglia per fare chiarezza. Al momento il Barcellona non è stato definitivamente condannato per aver “comprato” gli arbitri, ma neppure è stato assolto in via definitiva dall’intera vicenda. Il procedimento è ancora aperto e l’esito giudiziario è ancora da determinare.

Il Real Madrid però ha mantenuto la promessa: perché i Blancos hanno inviato 50mila documenti per indagare sul caso, con il rischio di sanzioni pesanti per il Barcellona qualora le accuse venissero confermate. “Quello che è successo in Spagna – e tutti sanno quello che è successo – sembra che ancora non si percepisca molto bene e fino adesso non è successo niente, non è successo niente”, ha tuonato Mourinho riferendosi al caso Negreira.

Poi il tecnico madrileno ha concluso: “Se non succede qualcosa, è il più grande scandalo di corruzione nell’arbitraggio mondiale. Non c’è altro da dire”. La Uefa – dal canto suo. i primi di ottobre (dopo l’offensiva del Real Madrid) – aveva detto: “Confermiamo di aver ricevuto dal Real Madrid una enorme quantità di documenti relativi all’indagine in corso sul Barcellona in merito alla vicenda che coinvolge José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri della Federazione Calcio Spagnola”. Un tema sul quale Ceferin ha sempre posto massima attenzione, al punto da affidarlo alla commissione disciplinare Uefa per indagare e capire così se effettivamente il club bluagrana può ritenersi colpevole.

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Tensione Mourinho-Gasperini: “I giocatori della Roma erano morti”. “Ma se li abbiamo surclassati in tutto”

15 October 2026 at 10:34

Una clamorosa rimonta del Real Madrid vale per i blancos il successo all’Olimpico, dopo essersi trovati sotto per 3-1. E proprio la dinamica del match – terminato 3-4 – diventa motivo di tensione nel post partita tra i due allenatori, José Mourinho e Gianpiero Gasperini. Il tecnico portoghese ha ammesso la superiorità dei giallorossi nel primo tempo, ma ha sentenziato: “Sul 3-1, per tutti la partita era morta, ma quelli che erano morti erano i giocatori della Roma“. Secca e piccata la replica di Gasp: “Mourinho dice che eravamo stanchi? Se qualcuno non ne poteva più erano loro. Potevamo fare tanti altri gol, sono stati surclassati in tutto”.

La cronaca del match parla di una Roma meritatamente in vantaggio al 20esimo con una botta da fuori di De Roon. Il pareggio del Real 5 minuti più tardi è un fulmine a ciel sereno: un tiro da fuori di Mbappè deviato da Mancini beffa Gollini. Nella ripresa però i giallorossi capitalizzando una migliore gestione della gara: Malen scatenato segna una doppietta, al 57esimo la Roma è avanti 3 a 1. Nel finale il Real si trasforma anche grazie ai cambi di Mourinho. Succede tutto in sette minuti con tre disattenzioni su calcio d’angolo: all’83′ Espi accorcia le distanze su una ribattuta, mentre all’85 Endrik batte a rete, ancora sugli sviluppi di un corner. Al 90′ il gol dell’ex di Rüdiger ancora da calcio d’angolo.

Mourinho commenta la pazzesca rimonta così: “Una prima parte in cui la Roma è stata superiore sotto tutti gli aspetti, tutti. E poi venti minuti in cui è stato impossibile fermare il Real. Due fasi completamente distinte. Loro ci hanno sorpreso all’inizio con Soulé sulla fascia, una soluzione che ci ha messo in difficoltà. Nel secondo tempo, quando eravamo più organizzati per affrontare questa situazione, abbiamo preso un secondo gol ridicolo, che non si può prendere a questo livello”. Poi la frase che ha fatto arrabbiare Gasperini. Secondo Mou, i giocatori della Roma erano “morti” perché “è molto difficile mantenere quella intensità“. Dopo i cambi, conclude il portoghese, “sono stati loro a non avere più la capacità tattica e fisica di reagire“.

Gasperini dissente totalmente con l’analisi del collega e risponde duramente e aggiunge: “Poi per carità i loro gol da calcio d’angolo valgono, ma il Real non è stato certo alla nostra altezza”. Secondo il tecnico non c’erano difficoltà fisiche: “Non stavamo soffrendo, invece nel finale ci siamo come paralizzati“. E ancora: “Sui calci d’angolo del Real siamo stati passivi. Abbiamo perso una gara che avevamo condotto in maniera notevole. Ora dobbiamo analizzare psicologicamente e mentalmente“. Secondo Gasperini, insomma, si è trattato soprattutto di un calo di tensione o di una certa paura quando il traguardo era ormai vicino: “Le partite vanno portate in fondo anche se hai un doppio vantaggio”, sottolinea il tecnico.

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Five Arrested as Police Clash With Madrid Protesters

15 October 2026 at 06:22
Teachers and students protest public education policies during a strike in Madrid, Spain.

Thousands rally for better-funded public schools as a teachers’ strike in Madrid leaves two people injured and five students arrested.


Five students were arrested and two people injured during police confrontations in Madrid on Wednesday, as thousands of teachers and supporters took to the streets on the first day of a regional teachers’ strike demanding better funding, smaller classes and improved working conditions in public education.

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Demonstrators wearing green gathered at Puerta del Sol before marching through central Madrid towards the regional Education Department. The protests targeted the education policies of regional president Isabel Díaz Ayuso, whom demonstrators accuse of weakening public schools by diverting taxpayer funds to private education and refusing to negotiate with teachers and parent associations, according to teleSUR correspondent Álvaro Fragua.

Police also confronted students at Madrid’s Complutense University during a demonstration in support of the strike. Two people were taken to hospital with injuries. Five university students and a woman participating in a separate demonstration in central Madrid were arrested. No further arrests had been reported at the time of the report.

Text Reads: 📚 Non-university teachers in the Community of Madrid, Spain, began an indefinite strike this Wednesday—called by trade unions—to demand better working conditions and more resources for quality public education. No end date has been set for the stoppage.
🧑‍🏫 Their demands include better conditions for teaching staff, increased resources for public education, smaller class sizes, and proper care for all students.
📢 Demonstrations have been organized for the initial days of the strike: a march from Atocha to Puerta del Sol this afternoon and a human chain on Thursday at the Department of Education.

Teachers said educational inequality was reflected in disparities between neighborhoods, arguing that children’s access to quality education depended on where they lived, with poorer communities bearing the greatest burden.

The strikers are demanding changes to class sizes, teaching workloads and specialist support for students with additional educational needs. Their proposals include capping classes at 13 students in early childhood education, 15 in primary school, 20 in secondary school, 23 in upper secondary education and 15 in vocational training.

They also want weekly teaching loads limited to 17 periods for secondary school and vocational training teachers and 22 for primary school teachers. The proposed limits would include tutoring, department leadership and coordination duties.

Improving support for students with disabilities and other educational needs is another central demand. Teachers are calling for at least one guidance counselor for every 250 students, one community services professional at each school, one therapeutic education teacher for every eight students and one speech and language specialist for every 12. They also want a compensatory education teacher at every school and additional staffing guarantees for special education.

On pay, the strikers are seeking a €600 monthly increase in the regional general teaching supplement, along with pay parity for vocational training teachers and specialists in community services, therapeutic education, and speech and language support. They are also demanding a special allowance for hazardous working conditions in special education and at least one full-time administrative assistant at every school.

The demands extend to school infrastructure and workplace safety. Teachers want a comprehensive, sustainable climate-control plan for schools, the removal of asbestos, an end to phased construction of public schools and stronger occupational health and safety measures. They are also calling for an equity plan to ensure adequate support for students facing socioeconomic hardship, those with special educational needs and other vulnerable groups.

Teachers announced a larger demonstration for Wednesday afternoon, with a march planned from Atocha to Puerta del Sol, where people were continuing a protest camp in support of the public education movement. The strike’s first day brought demands for changes to staffing, funding, pay and school conditions alongside opposition to the regional government’s education policies.

Recordaram como é especial e Mou voltou a ser o Special One

14 October 2026 at 23:43
Num jogo marcado pelas homenagens do Olímpico a José Mourinho, Roma chegou a estar na frente por 3-1 mas Real Madrid conseguiu uma recuperação épica apenas em sete minutos para ganhar aos 90' (3-4).

Adeptos da Roma não esqueceram passagem de Mourinho pelo clube, onde conquistou uma Liga Conferência e foi à final de uma Liga Europa
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